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L'IMPOSSIBILITA' SOPRAVVENUTA NON IMPUTABILE AL DEBITORE

giurisprudenza


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L'IMPOSSIBILITA'  SOPRAVVENUTA  NON  IMPUTABILE  AL  DEBITORE

L'Art. 1218 Responsabilità del debitore  NELLA  PARTE  IN  CUI  STABILISCE  CHE  <  Il debitore che non esegue esattamente  la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova  che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile >.

AFFERMA  CHE  L'ADDUZIONE  DELL'IMPOSSIBILITA' DELLA PRESTAZIONE  PER  CAUSA  NON  IMPUTABILE  AL  DEBITORE  PUÒ  RAPPRESENTARE  UN  THEMA  PROBANDUM    IDONEO  A  COSTITUIRE  RAGIONE  OBIETTIVA  CIRCA  LA  RILEVABILITA'  DELL'ESONERO  DA  RESPONSABILITA'.

MUOVENDO  DA  QUESTO  RILIEVO    L'IMPOSSIBILITA' SOPRAVVENUTA,  NELLA  SUA  FORMA  DEFINITIVA,   SI  PUÒ  ANNOVERARE  TRA  LE  MODALITA'  CHE  ESTINGUONO   PER  FORZA  DI  LEGGE ( OPE LEGIS)  IL  RAPPORTO  OBBLIGATORIO[1].



PER  ECCEZIONE,  L'IMPOSSIBILITA'  SOPRAVVENUTA  NON  LIBERA  IL  DEBITORE  DALL'OBBIGO  DI  RESTITUIRE  IL  VALORE  DELLA  COSA  PERITA  O  SMARRITA  QUANDO  L'IMPOSSIBILITA'  SIA  SOPRAVVENUTA  DOPO  LA  MORA

Art. 1221 Effetti della mora sul rischio

Il debitore che è in mora non è liberato per la sopravvenuta impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, se non prova che l'oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore.

In qualunque modo sia perita o smarrita una cosa illecitamente sottratta, la perdita di essa non libera chi l'ha sottratta dall'obbligo di restituirne il valore.


LA  DISTINZIONE  RILEVA  DAL  SEGUENTE  ARTICOLO :

Art. 1256 Impossibilità definitiva e impossibilità temporanea

L'obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile[2].

Se l'impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo nell'adempimento. Tuttavia l'obbligazione si estingue se l'impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell'obbligazione o alla natura dell'oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione ovvero il creditore non ha più interesse a conseguirla .

SE  L'OBBLIGAZIONE  E'  TEMPORANEA,  IL  DEBITORE  SARA'  LIBERATO  SOLO  TEMPORANEAMENTE  DALLA  RESPONSABILITA'  DEL  RITARDO  DELL'ADEMPIMENTO,  ED  ESSA  SI  ATTUERA'  NEL  MOMENTO  IN  CUI  LA  PRESTAZIONE  DIVERRA'  NUOVAMENTE  SUSCETTIBILE  DI  ESECUZIONE,  A PATTO  CHE  IL  CREDITORE  ABBIA  ANCORA  UN'INTERESSE  A  CONSEGUIRLA  OVVERO  IN  BASE  ALLA  NATURA  DELL'OGGETTO  O  AL  TITOLO  DELL'OBBIGAZIONE.

PERCHE'  IL  DEBITORE  POSSA  PRETENDERE  LA  TOTALE  LIBERAZIONE  DALL'OBBLIGAZIONE  :

1)      DEVE  TRATTARSI  DI  REALE  IMPOSSIBILITA'  VALUTABILE  OBIETTIVAMENTE[3];

2)      TALE  IMPOSSIBILITA'  DEVE  ESSERE  SOPRAVVENUTA,  MA  SORTA  PRIMA  DELLA  MORA;[4]

3)      LA  CIRCOSTANZA  SOPRAVVENUTA  DEVE  ESSERE  INEVITABILE,  NON  DETERMINATA  DA  COLPA  DEL  DEBITORE[5].

Art. 1258 Impossibilità parziale

Se la prestazione è divenuta impossibile solo in parte, il debitore si libera dall'obbligazione eseguendo la prestazione per la parte che è rimasta possibile .

La stessa disposizione si applica quando, essendo dovuta una cosa determinata, questa ha subìto un deterioramento, o quando residua alcunché dal perimento totale della cosa .

SE  L'IMPOSSIBILITA'  E'  PARZIALE  ANCHE  L'OBBIGAZIONE  SARA'  ESEGUIBILE  PARZIALMENTE  NELLA  PARTE  CHE  RIMANE  POSSIBILE,  ESSENDO  L'ALTRA  PARTE  ESTINTA  EX  LEGE,  DEROGANDO  LA  FACOLTA'  DI  RIFIUTO  DEL  CREDITORE  DELLA  PRESTAZIONE  PARZIALE  INDICATO  EX  ART.1181 : Adempimento parziale  Il creditore può rifiutare un adempimento parziale anche se la prestazione e divisibile, salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente.

OPPURE  IL  DEBITORE  E'  TENUTO  UGUALMENTE  ALLA  PRESTAZIONE  CHE  ABBIA  PER  OGGETTO  LA  CONSEGNA  DI  COSA  DETERMINATA,  ANCHE  SE  DETERIORATA,  COME  PURE  SI D EVONO  CONSEGNARE  I  RESIDUI  DELLA  COSA  PERITA.

SUBINGRESSO  DEL  CREDITORE  NEI  DIRITTI  DEL  DEBITORE

Se la prestazione che ha per oggetto una cosa determinata è divenuta impossibile, in tutto o in parte, il creditore subentra nei diritti spettanti al debitore in dipendenza del fatto che ha causato l'impossibilità, e può esigere dal debitore la prestazione di quanto questi abbia conseguito a titolo di risarcimento.

NELLE  PRESTAZIONI  AVENTI  AD  OGGETTO  UNA  COSA  DETERMINATA,  IL  CREDITORE  SUBENTRA  NEL  DIRITTO  DI  RISARCIMENTO  O  DI  INDENNIZZO  SPETTANTE  AL  DEBITORE  VERSO  TERZI  IN  CONSEGUENZA  DELLA  SOPRAVVENUTA  IMPOSSIBILITA',  E  PUÒ  PRETENDERE  DAL  DEBITORE  LE  PRESTAZIONI  CHE  QUESTI  ABBIA  GIA'  RICEVUTO  A  TALE  TITOLO  (  COMMODUM  REPRAESENTATIONIS)[6].




Art. 1780 Perdita non imputabile della detenzione della cosa

Se la detenzione della cosa è tolta al depositario in conseguenza di un fatto a lui non imputabile, egli è liberato dall'obbligazione di restituire la cosa , ma deve, sotto pena di risarcimento del danno, denunziare immediatamente al depositante il fatto per cui ha perduto la detenzione.

Il depositante ha diritto di ricevere ciò che, in conseguenza del fatto stesso, il depositario abbia conseguito, e subentra nei diritti spettanti a quest'ultimo.

IL  CREDITORE  SUBENTRA  NEL  DIRITTO  DI  RISARCIMENTO  O  DI  INDENNIZZO  VERSO  IL  TERZO.

QUESTO  SUBENTRO  SI  QUALIFICA  ESATTAMENTE  COME  UNA  SURROGAZIONE  O  SUCCESSIONE  LEGALE  NEL  CREDITO.  IL  TRASFERIMENTO  NON  E'  AUTOMATICO,  MA   RICHIEDE  UN  ATTO  DI  ACQUISIZIONE  MEDIANTE  IL  QUALE  IL  CREDITORE  MANIFESTA LA  VOLONTA'  DI  AVVALERSI  DELLA  SURROGAZIONE  IN  SUO  FAVORE.

L'ATTO  VA  NOTIFICATO  AL  DEBITORE  E  AL   TERZO  TENUNTO  ALLA  PRESTAZIONE  RISARCITORIA  O  INDENNITARIA.

IN  MANCANZA,  IL  TERZO  PUÒ  LEGITTIMAMENTE  PAGARE  AL  DANNEGGIATO(  IL  DEBITORE).

IL  DIRITTO  IN  CUI  IL  CREDITORE  SUBENTRA  RIMPIAZZA  IL  CREDITO  ORIGINARIO  ORMAI  DEFINITIVAMENTE  ESTINTO  PER  LA  SOPRAVVENUTA  IMPOSSIBILITA'  DELLA PRESTAZIONE.

CONSEGUENTEMENTE  DEVONO  CONSIDERARSI  ESTINTE  ANCHE  LE  GARANZIE  CHE  ASSISTEVANO  IL  CREDITO  ORIGINARIO,  SE  NON  RISULTA  DIVERSAMENTE.



[1] IN  PARTICOLAR  MODO  L'ARTICOLO  IN  ESAME  FA  RIFERIMENTO  ALLA  OBBIGAZIONE  RISARCITORIA  CHE  ATTIVA  LA  RESPONSABILITA'  CONTRATTUALE  DELLA  PARTE  DEBITORIA  IN  RIFERIMENTO   AL  SUO  INADEMPIMENTO  O  ESECUZIONE  MOROSA

[2] AD  IMPOSSIBILIA  NEMO  TENETUR

[3] NON  HA  RILIEVO  L'IMPEDIMENTO  DERIVANTE  DALLE  VICENDE  SOGGETTIVE,  PERSONALI  O  PATRIMONIALI  DEL  DEBITORE

NON  HA  RILIEVO CIOÈ'  LA  DIFFICOLTA'  DI  ESECUZIONE,  QUALE  IMPOSSIBILITA'  RELATIVA  ALLA  PERSONA  O  ALLA  CAPACITA'  PATRIMONIALE  DELL'OBBLIGATO

GLI  EVENTI  CHE  SI  VERIFICANO  SULLA  PERSONA  DEL  DEBITORE  POTRANNO  AVER  RILEVANZA  SOLTANTO  QUANDO  SI  TRATTI  DI  PRESTAZIONI  PERSONALI  IN  SENSO  STRETTO  (INTUITU  PERSONAE) .

L'IMPOSSIBILITA'  PUÒ  ESSERE  FISICA  (   IMPOSSIBILIE  IN  RERUM  NATURA)  O  GIURIDICA (  IN  CONSEGUENZA  DI  UN  DIVIETO LEGISLATIVO)

[4] SE  INVERO  FOSSE  ORIGINARIA,  IL  RAPPORTO  NON  SAREBBE  MAI  VALIDAMENTE  SORTO,  PER  MANCANZA  DI  UN  ELEMENTO  ESSENZIALE.

[5] L'IMPOSSIBILITA'  OGGETTIVA  DEVE  RICONDURSI  A  UNA  CAUSA  ESTRANEA  (  AI  RISCHI  CHE  PER  TALE  ATTIVITA'  SONO  TIPICAMENTE  NORMALI,  VIS  CUI  RESISTI  NON  POTEST (  FORZA  MAGGIORE  ,  CASO  FORTUITO)

[6]   IL  FONDAMENTO  DELLA  REGOLA  VIENE  INDICATO  NEL PRINCIPIO  DELL'ARRICCHIMENTO







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