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IL TENTATIVO - UNIVOCITA' DEGLI ATTI, L'IDONEITA' DEGLI ATTI

giurisprudenza


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IL TENTATIVO


                   1 ART 56 c.p Chi compie atti idonei,diretti in modo non equivoco a commettere un

                      delitto,risponde di delitto tentato,se l'azione non si compie o l'evento non si verifica.

                      Il tentativo esige l'intenzione di commettere un reato.

                      Se dal punto di vista soggettivo il reato può considerarsi perfetto,nella sfera oggettiva

                      Esso è incompleto,perché l'ipotesi delittuosa descritta dal legislatore nella norma è

                      Realizzata solo in parte.

                      Due requisiti devono essere presenti per poter parlare di tentativo:



                      a) Che gli atti siano diretti in modo non equivoco a commettere un delitto,cioè

                           l'univocità degli atti.

                      b) Che tali atti siano adatti allo scopo,vale a dire l'idoneità degli atti.

                  2 Perché il tentativo viene punito? Perché turba il soggetto passivo,e produce un certo

                     allarme nell'ambiente in cui si svolge.

                  3 UNIVOCITA' DEGLI ATTI: l'azione deve rivelare l'intenzione dell'agente,cioè

                     l'azione ci deve dimostrare che il soggetto si è accinto a commettere il delitto.

                     Non si deve guardare isolatamente un singolo atto ( per es.spianare il fucile )

                     Perché questo può avere più significati.bisogna guardare tutta l'azione nel

                     Complesso delle circostanze di tempo e di luogo in cui si è svolta.

                     Allora per parlare di univocità oggettiva l'azione deve avere uno sviluppo tale:

                     da mettere in chiara evidenza il fine a cui è diretta, e da escludere un'apprezzabile

                     probabilità che il reo desista dal condurla a termine.

                 4 L'IDONEITA' DEGLI ATTI: non va giudicata in astratto,sebbene in concreto,cioè

                    tenendo conto di tutte le particolarità del caso singolo.Inoltre va giudicata EX ANTE.

                    Il magistrato deve riportarsi al momento in cui l'azione è stata posta in essere,ed

                    Esprimere il giudizio tenendo conto delle circostanze che in quel momento potevano

                    Essere conosciute.Riterrà idonea l'azione quando sulla base di tali elementi,si

                    Presentava adeguata rispetto al risultato a cui era diretta;inidonea negli altri casi.

                    Ne discende che il tentativo è punibile quando si è concretato in un'azione

                    Pericolosa,e siccome il pericolo non è altro che  probabilità,il requisito sussiste tutte

                    Le volte in cui (al momento in cui fu intrapreso) presentava delle probabilità di

                    Successo.E' idonea l'azione nell'esempio del colpo di pugnale che fallisce perché

                    Incontra l'ostacolo di una corazza.E' inidonea nell'esempio di chi creda all'efficacia

                    Di essa solo per superstizione,per ignoranza ecc.

                5 IL REATO IMPOSSIBILE: ART.49 2° comma del C.p "la punibilità è .esclusa

                   quando, per l'inidoneità dell'azione o per l'inesistenza dell'oggetto di essa,è

                   impossibile l'evento dannoso o pericoloso"

                   Differenza tra inesistenza da mancanza occasionale dell'oggetto materiale del reato.

                   Verificatosi il delitto in questione il giudice ha la facoltà di ordinare che l'imputato

                   Prosciolto sia sottoposto ad una misura di sicurezza perché il fatto può dimostrare

                   Che l'autore è un individuo socialmente pericoloso.E' uno dei due casi dove senza

                    Reato si può applicare una misura di sicurezza.

                6 IL REATO PUTATIVO: ART. 49 del c.p dove distingue il reato putativo per errore di

                   diritto ( quando l'agente ritiene a torto che il fatto che egli pone in essere sia vietato




                   dalla legge penale ) e il reato putativo per errore di fatto ( quando manca uno degli

                   elementi essenziali del reato ).

                   L' ipotesi in questione si ha quando il soggetto ritiene erroneamente che l'azione da lui

                   Compiuta costituisca reato,mentre in realtà non contrasta con la legge penale.

                   Trattasi di un non-reato esistendo solo nella mente di chi agisce. Non rientra nello

                   Schema del delitto tentato,ma nella teoria dell'errore.

              7 DESISTENZA E RECESSO ATTIVO: L'ipotesi in questione è quella che durante il

                 reato,e prima che questo sia consumato,il Reo receda dal suo proposito criminoso

                 interrompendo l'azione o impedendo il verificarsi dell'evento. Il nostro codice negli

                 ultimi due commi dell'ART 56 dispone che "se il colpevole volontariamente desiste

                 dall'azione,soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora questi costituiscano

                 per sé un reato diverso".      DESISTENZA

                "SE invece volontariamente impedisce l'evento,soggiace alla pena stabilita per il delitto

                  tentato,diminuita da un terzo alla metà"  RECESSO ATTIVO

                 Quindi nella desistenza in pratica il soggetto dopo aver iniziato l'esecuzione del delitto,

                  muta proposito e interrompe la sua attività criminale.

                 Nel recesso attivo (detto anche pentimento operoso ) il colpevole ha condotto a termine

                 L'attività esecutiva ed evita il verificarsi dell'evento.

                 Per essere efficaci debbono verificarsi "volontariamente".

                 La volontarietà presuppone la possibilità di scelta fra due condotte.

                 Per quanto concerne il recesso attivo è da segnalare la legge del 1980

                 ( c.d legge sui pentiti ) che ha introdotto una deroga,nel senso che vi è la non punibilità

                 di chi volontariamente impedisca l'evento e fornisca elementi di prova determinanti per

                 la esatta ricostruzione del fatto e per la individuazione di eventuali concorrenti.

8        A) IL TENTATIVO E' INAMMISSIBILE NELLE CONTRAVVENZIONI PERCHE'

           LA LEGGE LO PUNISCE SOLO RISPETTO AI DELITTI. DIFATTI L'ART 56

           PARLA DI DELITTO E NON DI REATO.

      B) NON PUO' AMMETTERSI NEI DELITTI DI ATTENTATO

      C) NON E' CONCEPIBILE NEI DELITTI COLPOSI PERCHE' MANCA

           L'INTENZIONE.

9        Il delitto tentato è punito meno del reato consumato.

Il 2° comma dell'art. 56 stabilisce che si applica la reclusione non inferiore a 12 anni

Se la pena stabilita è l'ergastolo;

negli altri casi la pena stabilita per il delitto,diminuita da un terzo a due terzi.

                







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