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Duomo e battistero di Parma - Cattedrale di Modena - S.Zeno a Verona

architettura


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S.Ambrogio

Il quadriportico qui assume un ruolo nuovo (non dovendo più accogliere masse di catecumeni perchè tutti vengono battezzati alla nascita): è il luogo scoperto dove si radunano i cittadini, come una piazza, ma più intima, più raccolta; dalla loggia superiore il vescovo benedice la folla e le alte magistrature del comune parlano ai cittadini. Tutte le membrature del portico sono evidenti: le arcate, dis 444i88e egnate con nettezza dalla doppia ghiera, le cornici sostenute da archetti pensili, i pilastri fiancheggiati da semicolonne, le lesene che si profilano sulle superfici superiori suddividendole in settori. La facciata a due spioventi, detta "a capanna", larga e bassa, è tipicamente lombarda, è espressione della cultura padana: non slancio verso l'alto ma attaccamento alla terra. Le arcate della loggia superiore seguono l'andamento degli spioventi del tetto, alleggerendo la gravità della facciata. Varcato l'ingresso sono visibili tre zone, distinte per la loro diversa funzione: le navate e i matronei, la cripta parzialmente sopraelevata, il coro. L'interno della basilica, escludendo le absidi, ha misure pari a quelle del quadriportico. C'è una perfetta corrispondenza fra esterno ed interno e fra le varie parti dell'interno (l'intero spazio basilicale è suddiviso in 4 quadrati nella navata centrale e in otto in quelle laterali). La volta è a crociera, in pietra e cotto, rendendo evidente la funzione portante.



Duomo e battistero di Parma

E' una costruzione tardoromanica di stile sostanzialmente lombardo, ma con evidenti riprese dai modelli francesi e germanici, che determinano un effetto di verticalità goticizzante. La facciata è a capanna, come in S.Ambrogio di Milano e in S.Michele di Pavia. Tre ordini di loggette ad arcate cieche (due oinferiori orizzontali, uno superiore che segue gli spioventi del tetto) frastagliano ed alleggeriscono la parte più alta; in basso si aprono due portali, di cui quello centrale è preceduto da un protiro sormontato da edicola. L'interno, a tre navate con presbiterio sopraelevato sulla cripta, cupola ottagonale e matronei, è coperto con volte a costoloni nella navata centrale e con volte a nervatura in quelle laterali.

A destra del duomo sorge il battistero, attribuito a Benedetto Antelami. Nella zona inferiore si aprono tre portali, mentre la superiore è alleggerita da quattro ordini di logge architravate e da uno di logge cieche con archetti. L'interno, a pianta ottagonale, è coperto da una cupola a costoloni.

Cattedrale di Modena

L'interno è a tre navate sostenute da colonne alternate a pilastri; le volte ogivali del '400 hanno sostituito l'originale tetto a capriate.

La facciata, con tetto a due spioventi e con rialzo centrale, segue l'altezza diversa delle navate, delle quali indica anche la larghezza, dividendosi in settori mediante due poderosi semipilastri che, assottigliandosi in alto, esprimono la resistenza alla pressione interna degli archi, rendendo palese la loro funzione strutturale differenziata secondo la spinta che sono chiamati a controbilanciare. Arricchiscono la superficie una tribuna sopra il portale maggiore, un rosone e quattro rilievi. La facciata, i fianchi e le absidi sono scompartiti ritmicamente da sottili semicolonne addossate collegate da arcate entro le quali si inseriscono loggette trifore. Lanfranco aveva coperto l'interno con tetto a capriate (sostituite nel '400 da volte a crociera), senza tuttavia rinunciare alla divisione romanica in campate. Infatti il ritmo orizzontale delle arcate è interrotto da alti pilastri compositi, alternati a colonne, che sostenevano archi trasversali. Alla serie di arcate inferiori se ne sovrapopone un'altra; in ogni arcata superiore è inclusa una triplice apertura, un falso matroneo, che non ha funzione pratica, ma statica, scaricando i pesi delle alte pareti.

S.Zeno a Verona

Come nel duomo di Modena, la facciata a salienti è divisa da pilastri verticali in tre settori di diversa altezza, corrispondenti alle navate interne, e ciascun settore si suddivide a sua volta, mediante sottili lesene, in strette porzioni verticalòi in cui somno collocate bifore che, poste l'una accanto all'altra, costituiscono una loggetta. Ma qui, contrareamente a quanto aviene a Modena, invece che aggettare con forza, tutte le sporgenze tendono ad appiattirsi.

S.Miniato al Monte

La facciata è divisa orizzontalmente in due sezioni da una cornice, sottolineata con una doppia facsia di marmo verde. La parte inferiore è scandita da cinque archi ciechi, sostenuti da semicolonne, indicando fin dall'esterno il ritmo delle arcate interne, sia quelle che dividono le navate, sia quelle che ritmano l'abside (caratteristica di questo edificio). La zona superiore, invece, si arricchisce di motivi non funzionali alle forme architettoniche. L'interno, a tre navate senza transetto, ha la serenità solenne di una basilica paleocristiana. Ma, con concezione romanica, la fuga prospettica è frenata dagli arconi trasversali e dai pilastri a fascio che li sostengono. 




S.Nicola di Bari

La facciata ha una linea molto semplice ed elegante, tripartita da lesene, coronata da archetti e aperta in alto da bifore e in basso da tre portali, dei quali il mediano è a baldacchino con colonne. Due torri incompiute fiancheggiano la facciata. Interessanti sono anche le parti laterali, che presentano ricche porte e profonde arcate cieche, sopra el quali corrono loggette ad esafore. La parete continua dell'abside è ornata da un finestrone. L'internoè a tre navate: la centrale coperta a capriate e le laterali a crociera. Notevoli sono il vasto transetto e le tre absidi. La navata maggiore è interrotta da archi trasversi che si riscontrano in S.Miniato a Firenze (influsso toscano e lombardo che si ritrova anche nelle mensole e loggette pensili all'esterno). Al di sopra si aprono le trifore dei matronei.

Cattedrale di Trani, S.Nicola Pellegrino

Comne altre costruzioni sacre calabresi e pugliesiu, presenta un'architettura romanica profondamente influenzata da tradizioni bizantine e normanne. La facciata, arrcchita da una loggetta cieca, ha preziose porte bronzee. L'interno è caratterizzato da un eccessivo verticalismo di ascendenza normanna: alte sono le tre absidi che si aprono direttamente sul transetto, slanciate le lesene che sostengono l'arco della crociera, ascensionale lo sviluppo della navata centrale dove, quasi senza soluzione di continuità, si passa dagli archi a tutto sesto ai matronei, al claristorio con rade finestre. L'impressione generale è di grande austerità, accresciuta dalla perdita dei mosaici e degli affreschi. Un particolare notevole che alleggerisce tutta la zona inferiore della costruzione, è dato dalle colonne binate, che sostengono le arcate della nave e creano un effetto di fragilità e trasparenza in gradevole contrasto con la pesantezza delle mura sovrastanti.







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