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Russia - TERRITORIO, Idrografia

storia




1-INTRODUZIONE

Russia (nome ufficiale Rossijskaja Federačija, Federazione Russa), stato dell'Europa nordorientale e dell'Asiasettentrionale. Con una superficie di 17.00.000 km² (oltre un nono della superficie continentale della Terra), è la nazione più estesa del mondo. Da nord a sud il paese si estende per oltre 4.000 km: dal confine meridionale, segnato dalla catena montuosa del Caucaso, alle isole artiche nel mare di Barents. Da est a ovest il territorio ha un'estensione di circa 10.000 km, dalla costa orientale del mar Baltico fino all'isola di Grande Diomede, nello stretto di Bering. Le coste hanno uno sviluppo di 37.000 km. La capitale è Mosca.



La Russia confina a nord con il mare di Barents, il mare di Kara, il mare di Laptev, il mare della Siberia Orientale, che sono tutte sezioni del Mar Glaciale Artico; a est con l'oceano Pacifico, lo stretto di Bering, che la separa dall 313b12d 'Alaska, il mare di Bering, il mar del Giappone; a sud-est con l'estremità nordorientale della Corea del Nord; a sud con la Cina, la Mongolia, il Kazakistan, l'Azerbaigian, la Georgia e il Mar Nero; a sud-ovest con l'Ucraina; a ovest con la Bielorussia, la Lettonia, l'Estonia, il golfo di Finlandia e la Finlandia.

La Russia comprende inoltre, nel Mar Glaciale Artico, la Terra di Francesco Giuseppe; nell'oceano Pacifico le isole Curili e la grande isola di Sahalin.

Il territorio può essere suddiviso in tre grandi regioni: la Russia europea, a ovest degli Urali; la Siberia, che dagli Urali si estende fino all'oceano Pacifico, e la Russia estremo-orientale, che include la frangia costiera del Pacifico.

2-TERRITORIO

La Russia è formata da una parte europea - la Russia vera e propria - estesa tra gli Urali e le depressioni che si trovano tra il Mar Nero e il mar Baltico, formate dal cosiddetto Bassopiano Sarmatico; e da una più vasta sezione asiatica, al di là degli Urali, comprendente il Bassopiano Siberiano, la Siberia centrale, che assume la forma di un altopiano, e infine l'Estremo Oriente, composto da una serie di rilievi montuosi, tra cui quelli che danno origine alla prominente penisola della Kamčatka.Morfologicamente, quindi, è un territorio in cui la varietà dei lineamenti non manca, sebbene essa appaia come diluita dalla vastità.

Il territorio della Russia europea è sostanzialmente formato da un'unica superficie appiattita la cui elevazione media è di circa 180 metri. Qui la massima elevazione è costituita dai 1.191 m dei monti Hibiny, nella sezione centrale della penisola di Kola. Quasi al centro del bassopiano si trovano i rilievi collinari che formano il cosiddetto Rialto Centrale Russo. La sezione meridionale comprende le fertili pianure bagnate dal Mar Nero e dal mar Caspio.

A est del Bassopiano Sarmatico si innalzano i monti Urali, una catena estesa per 2.400 km da nord a sud, la cui elevazione media è di 600 m. I versanti orientali degli Urali digradano verso il Bassopiano Siberiano occidentale, una zona depressa, in prevalenza paludosa.

A est del fiume Jenisej la morfologia della regione siberiana muta radicalmente. Da qui si estende l'altopiano della Siberia centrale, la cui altitudine media è di circa 600 m. L'altopiano, inospitale e pressoché disabitato, è ricco di risorse minerarie.

A est del fiume Lena l'altopiano si innalza nelle elevate catene montuose della Siberia orientale. Verso est, in direzione dell'oceano Pacifico, i rilievi sono più aspri e frequente è l'attività vulcanica. Nella penisola di Kamčatka ci sono più di cento vulcani, dei quali una ventina sono attivi.

La Russia ha un articolato sviluppo costiero che si estende per più di 37.000 km lungo l'oceano Pacifico e il Mar Glaciale Artico; gran parte della costa settentrionale è tuttavia ghiacciata per lunghi periodi dell'anno.

Idrografia

Il territorio della Russia è ripartito tra diversi ed estesi bacini idrografici: il maggiore di tutti è quello del fiume Ob e del suo affluente Irtys che, insieme, scorrono per 5.400 km dalla Cina nordoccidentale attraverso il Bassopiano Siberiano per sfociare nel Mar Glaciale Artico. Nello stesso mare sfocia lo Jenisej, il cui bacino è di poco inferiore a quello dell'Ob. Un terzo importante organismo fluviale è quello dell'Amur che, con i suoi affluenti Silka e Onon, scorre dalla Mongolia settentrionale verso est per 4.400 km, segnando il confine tra Cina e Siberia: l'Amur è l'unico fiume russo di rilievo tributario dell'oceano Pacifico.

Altri fiumi di rilievo sono il Don, il Narva e la Daugava. Nella pianura ciscaucasica scorrono due importanti fiumi utilizzati per l'irrigazione: il Kuban, e il Terek.

Il governo sovietico ha avuto un ruolo attivo nella costruzione di grandi dighe per scopi energetici, d'irrigazione, di controllo delle piene e di navigazione. Di queste costruzioni le più imponenti si trovano nei sistemi idrografici del Volga-Kama e del Don, dello Jenisej-Angara e dell'Ob-Irtys, in Siberia.

I principali laghi russi si trovano nelle zone nordoccidentali del paese. Il più esteso è il mar Caspio; privo di sbocchi al mare e con una superficie di 371.000 km², è il maggiore bacino lacustre del mondo. Seguono per importanza il lago Bajkal, con una superficie di 31.500 km², nella Siberia meridionale, il Ladoga e l'Onega, che si trovano nella cosiddetta Regione dei Grandi Laghi della Russia europea nordoccidentale.

Clima

La rigidezza del clima è conseguenza delle alte latitudini, della vastità delle superfici continentali e dell'assenza di barriere naturali che impediscano il passaggio delle correnti fredde polari. L'inverno è quindi molto lungo e freddo, mentre l'estate è relativamente breve e temperata.

Le calde influenze dell'oceano Pacifico non raggiungono mai le regioni più interne del paese, soprattutto durante l'inverno, quando una grande e fredda cellula di alta pressione, centrata sulla Mongolia, investe quasi tutta la Siberia e la sezione estremo-orientale della Russia. L'influenza atlantica raggiunge la Russia dopo aver attraversato l'intera area occidentale dell'Europa ed essere stata quindi privata di una larga parte della sua umidità. Una delle conseguenze principali di tale azione sono le precipitazioni, che in questo periodo dell'anno sono molto importanti per l'agricoltura.

Le precipitazioni annue nella maggior parte del paese sono modeste.

Durante l'inverno le temperature più basse si registrano nella Siberia orientale: a gennaio le temperature scendono di solito fino a -48,9 °C, ma la minima storica registrata in questa regione è stata di -67,8 °C a Verhojansk, zona soprannominata "polo del freddo". Lungo le coste artiche e pacifiche la temperatura scende frequentemente fino a -50 °C a causa dei forti venti.

Flora

In Russia si distinguono diversi tipi di vegetazione in corrispondenza delle diverse fasce climatiche e della varia composizione dei suoli. Nell'estremo nord cresce la vegetazione tipica della tundra, composta di muschi, licheni e bassi arbusti; in questa regione prevale il permafrost, suolo perennemente gelato i cui strati superficiali possono subire un parziale disgelo durante la stagione estiva.

A sud della regione artica si estende la taiga, che occupa circa due quinti della Russia europea e giunge fino a coprire la maggior parte della Siberia e della Russia estremo-orientale. Qui crescono in prevalenza conifere, pioppi e betulle che in alcune zone hanno una distribuzione molto rada a causa dello scarso drenaggio dei suoli.

Dalla sezione centrale della pianura russa alla valle del Volga, e in parte della Siberia occidentale si estende la steppa, dove i suoli sono neri e fertili, ricchi di humus e minerali.

Fauna

In Russia vivono molte specie animali. La varietà maggiore si incontra nella tundra artica, sulla costa pacifica settentrionale e sulle isole, dove vivono l'orso polare, la foca, il tricheco, la volpe artica e la renna. Tra gli uccelli abbondano la pernice bianca, il gufo, il gabbiano e la strolaga. Cigni e anitre migrano in questa regione durante l'estate, quando le acque dei torrenti sono ricche di pesci.

La foresta della taiga costituisce un habitat ideale per l'alce, l'orso bruno, la lince e un'ampia varietà di uccelli tra cui il gufo e l'usignolo, mentre nelle paludi vivono il topo muschiato e lo scoiattolo.

Le foreste di latifoglie ospitano il cervo, il lupo, la volpe, il visone e molte specie di uccelli, serpenti, lucertole e tartarughe. Le foreste delle regioni meridionali della Russia orientale sono l'habitat della tigre oltre che del ghepardo, dell'orso e dell'alce.

La steppa è abitata principalmente da roditori e da ungulati, tra i quali l'antilope della steppa.

Sui rilievi del Caucaso vivono il camoscio, il cervo, il cinghiale, il leopardo, la iena, lo sciacallo, oltre a numerosi rettili e anfibi.

3-POPOLAZIONE

Nel 2004 la Russia aveva una popolazione di 144.100.000 abitanti, costituita da una grande varietà di gruppi etnici, molti dei quali amministrano autonomamente i propri territori.

La popolazione presenta una distribuzione alquanto disomogenea ed è concentrata soprattutto nelle zone agricole più fertili e nei centri minerari e industriali. La maggior parte degli abitanti si trova nella Russia europea, nel cosiddetto "triangolo fertile" situato lungo il confine occidentale tra il mar Baltico e il Mar Nero. Dopo la seconda guerra mondiale si sono avute importanti migrazioni verso est, in particolare verso la Siberia meridionale e la Russia estremo-orientale, incoraggiate dal governo sovietico.

Composta per l'83% circa da russi, la popolazione del paese comprende minoranze tatare (3,8%) e ucraine (2,3%). Altre minoranze di rilievo sono rappresentate da bielorussi, tedeschi, ceceni, mordvini, ciuvasci, baschiri, ebrei. Esistono inoltre numerosissime etnie sparse in tutto il paese, discendenti sia da arcaici gruppi autoctoni sia da gruppi immigrati in epoche diverse.

Lingua e religione

La lingua ufficiale è il russo, la più utilizzata in tutte le attività commerciali, governative ed educative. La Russia è tuttavia caratterizzata da una grande pluralità linguistica e accanto al russo sono parlate molte altre lingue locali.

Le attività religiose, essenzialmente ridotte alla clandestinità sotto il regime comunista, si sono ridestate dopo lo scioglimento dell'URSS e sono proliferate numerose sette e confessioni. Le principali religioni sono il cristianesimo ortodosso e l'islamismo; questo è diffuso soprattutto nel Caucaso settentrionale e nella regione del medio corso del Volga. Tra i calmucchi è diffuso il buddhismo, mentre residue comunità di ebrei e cristiani non ortodossi si trovano sparsi in tutto il paese.

Il cristianesimo ortodosso russo, che gli slavi orientali mutuarono dal vicino impero bizantino nel X secolo, è la religione professata da circa 40 milioni di persone. Il capo della Chiesa ortodossa è il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Considerata un simbolo del patrimonio culturale russo, la Chiesa ortodossa è oggi rispettata anche dai non credenti e le sue feste sono ufficialmente riconosciute e celebrate.

4-DIVISIONI AMMINISTRATIVE E CITTA' PRINCIPALI

Costituitasi il 25 dicembre 1991, la Russia è divisa amministrativamente in ventuno repubbliche, una provincia autonoma (la Provincia autonoma degli Ebrei), dieci circondari autonomi, sei territori autonomi e quarantanove province. Vi sono inoltre due municipalità autonome (Mosca e San Pietroburgo).

Oltre alla capitale Mosca e a San Pietroburgo, altre città di rilievo con più di un milione di abitanti sono Novosibirsk, Nizni Novgorod, Omsk, Čeljabinsk, Ekaterinburg, Kazan, Perm, Ufa, Rostov, Volgograd e Samara.

5-ECONOMIA

Come tutte le repubbliche ex sovietiche, anche la Russia ha subito gravi ripercussioni in seguito allo scioglimento dell'URSS. Il passaggio da un'economia pianificata e strettamente controllata dal potere centrale a un'economia di mercato è avvenuto in modo traumatico e il processo non è ancora ultimato. Nel frattempo si sono avuti fenomeni recessivi preoccupanti di cui ha sofferto la maggior parte della popolazione. Significativamente le iniziative imprenditoriali, un tempo promosse dal governo, sono diminuite di circa un terzo dalla fine degli anni Ottanta e il tasso di inflazione ha raggiunto il 1000% annuo.

Agricoltura e allevamento

Il lento processo di privatizzazione delle aziende ha avuto ripercussioni negative nel settore agricolo. Nel 1995 gran parte dei terreni coltivabili era ancora gestito da aziende statali e solo una minima parte era affidata a privati.

Le principali aree agricole del paese sono quelle comprese nel cosiddetto "triangolo fertile", tra il mar Baltico e il Mar Nero, alcune zone lungo il margine sudoccidentale della Siberia e la regione estremo-orientale. I principali prodotti dell'agricoltura sono frumento, orzo, avena, segale e patate, dei quali la Russia è tra i maggiori produttori mondiali, oltre a barbabietole da zucchero, semi di girasole e ortaggi.

Risorse forestali e pesca

La Russia vanta un ricchissimo patrimonio forestale ed è uno dei primi produttori del mondo di legname e di suoi derivati. La maggior parte della produzione consiste in legno di conifere (pini, abeti e larici) e di betulla.

L'industria russa della pesca è una delle più importanti del mondo dopo quelle di Cina, Giappone e Stati Uniti. Il potenziamento del settore è avvenuto soprattutto attraverso lo sviluppo di riserve marine e di vivai nei bacini artificiali, nei serbatoi d'irrigazione e nei canali. Tra le principali specie commerciali delle acque interne ci sono lo storione del mar Caspio, dal quale si ricavano grandi quantità di caviale, e lo storione Kaluga, che vive nelle acque dell'Amur e può raggiungere una lunghezza di 6 metri e una tonnellata di peso.

Vladivostok è il principale porto e centro di lavorazione del pesce della costa pacifica.

Nel 1988 il paese ha ufficialmente bandito la caccia alla balena, un tempo attività particolarmente fiorente soprattutto nei mari artici.

Risorse minerarie

terzo dei giacimenti La Russia dispone delle più grandi riserve di risorse minerarie del mondo. Circa un terzo dei giacimenti di minerali metallici e di carbone fossile si trovano in territorio russo e si ritiene anche che la nazione possieda ingenti riserve di petrolio. I più ricchi giacimenti di carbone sono situati in Siberia e nella Russia estremo-orientale, i più valorizzati nella Siberia occidentale, nella Russia europea nordorientale, nella regione di Mosca e negli Urali. I principali giacimenti petroliferi si trovano nella Siberia occidentale e nella regione del Volga-Urali. Di rilievo sono inoltre i giacimenti di gas naturale della costa artica siberiana, della regione del Caucaso settentrionale e della repubblica autonoma di Komi, nella Russia europea nordorientale.

La Russia possiede inoltre importanti quantitativi di minerali metallici non ferrosi, come ad esempio il rame, presente in grandi quantità negli Urali. Piombo e zinco abbondano nel Caucaso settentrionale, nella Russia estremo-orientale e al confine occidentale del bacino di Kuzbass, in Siberia. La Russia dispone anche di una delle più grandi riserve d'oro al mondo, oltre a giacimenti di mercurio e di amianto. Giacimenti di bauxite si trovano principalmente negli Urali e nella Russia europea nordoccidentale, nella Siberia occidentale e nella regione estremo-orientale vicino alla foce del fiume Amur. Lo stagno viene estratto nella Siberia nordorientale, il piombo e lo zinco nella Siberia e nella regione estremo-orientale.

Negli Urali occidentali abbondano materie prime per l'industria chimico-manifatturiera come i sali di potassio e di magnesio. Nella penisola di Kola si trova uno dei giacimenti più grandi del mondo di apatite, minerale da cui deriva il fosfato. Negli Urali sudoccidentali e a sud-ovest del lago Bajkal si trovano inoltre estesi depositi di sale naturale.

Il settore minerario è di fondamentale importanza per l'economia del paese, che è il principale esportatore al mondo di minerali di ferro.

Risorse energetiche

La Russia è uno dei pochi paesi sviluppati che provvede autonomamente al proprio fabbisogno di risorse energetiche. Non solo è autosufficiente nella produzione di combustibile minerale, ma è anche in grado di esportarne ingenti quantitativi.

Altre fonti energetiche sono rappresentate dal potenziale idroelettrico e nucleare.

Industria

L'industria russa si avvale di tecnologie piuttosto arretrate rispetto ai paesi occidentali, con l'esclusione del settore aerospaziale. Nel pianificare l'industrializzazione il governo sovietico dedicò particolare attenzione alla distribuzione geografica dei vasti complessi industriali, concentrando inizialmente gli stabilimenti manifatturieri nei distretti di Mosca e di San Pietroburgo, e privilegiando i settori siderurgico e dell'industria pesante, con la creazione dei grandi complessi nel Donbass, nel bacino della Pečora, nella zona di Mosca, negli Urali, nel bacino del Kuzbass in Siberia, e altrove.

Particolare rilievo hanno l'industria dei trasporti, soprattutto nel settore ferroviario, e la cantieristica navale, che ha il suo centro principale a San Pietroburgo, sul mar Baltico.

Per quanto riguarda l'industria alimentare, la maggior parte della produzione di ortaggi e frutta viene lavorata direttamente; la distribuzione di prodotti freschi è infatti ostacolata dalla scarsità di efficienti impianti per la refrigerazione e dal costo dei trasporti.

Commercio e finanza

L'unità monetaria è il rublo di cui, per molti decenni, il governo sovietico non permise la circolazione nei mercati esteri. Alla fine del 1991 il governo ne liberalizzò il cambio, causando una pesante svalutazione della moneta.

La struttura del sistema bancario russo è cambiata notevolmente dalla metà degli anni Ottanta. Negli ultimi anni di vita dell'URSS le banche sussidiarie della Gosbank, la banca federale del paese, furono trasformate in banche commerciali, riorganizzate sotto la nuova Banca Centrale Russa, e divise in due tipologie: le banche che servono le aziende statali e quelle al servizio del settore privato. Solo dodici banche straniere hanno avuto il permesso per operare nel paese.

Negli ultimi anni il commercio estero russo è cambiato radicalmente. Attualmente sono i paesi occidentali i principali partner commerciali della Russia; tra questi il più importante è la Germania. Cospicui scambi avvengono inoltre con le ex repubbliche sovietiche.

Trasporti e vie di comunicazione

In Russia l'intera rete dei trasporti è controllata dallo stato. Il governo sovietico privilegiò strutture atte a spostare grandi quantitativi di merci e di persone con il minor costo possibile, a volte sacrificando la convenienza del consumatore in favore della massima efficienza. La rete maggiormente sviluppata è quella ferroviaria, soprattutto nella Russia europea, collegata tramite la ferrovia Transiberiana alle regioni della costa pacifica.

Un'efficiente rete di oleodotti e gasdotti ha permesso l'espansione dell'industria, mentre la navigazione marittima ha contribuito allo sviluppo del commercio estero.

Nel 2002 la flotta mercantile russa era tra le più cospicue al mondo, con oltre 4.950 imbarcazioni.

Il fiume Volga è la principale idrovia interna su cui si svolge la metà del traffico fluviale del paese. La navigazione lungo il Volga fu potenziata con la costruzione di alcune grandi dighe, del canale Volga-Don, che fornisce uno sbocco sul Mar Nero, e del canale Volga-Baltico. Un altro porto di rilievo è Rostov, sul mare d'Azov, vicino alla foce del Don. I porti di Mosca sono collegati al sistema del Volga attraverso il canale di Mosca. In Siberia e nella Russia estremo-orientale i fiumi rappresentano gli unici sistemi di trasporto nelle zone che non sono percorse da reti ferroviari.




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