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Dal mondo antico al Medioevo

storia



Dal mondo antico al Medioevo

L’impero romano aveva unito civiltà diverse su un territorio amplissimo. Questo territorio, suddiviso in molte etnie diverse, era tuttavia unito dall’organizzazione politica e da una cultura comune. Quando l’impero romano si sgretola viene a mancare un solido organismo statale, ma anche l’unità linguistica incentrata sul latino. Alla fina del V sec. si assiste inoltre alle invasioni barbariche, che portano alla formazione dei regni romano-barbarici. Così la mescolanza delle diverse etnie porta ad una serie di conflitti culturali. In questo periodo si intensificano i rapporti con l’oriente. L’influenza della cultura araba è importante in ambito scientifico, astronomico, medico. Poi le traduzioni delle opere greche tradotte in latino rendono di nuovo accessibile la filosofia antica all’occidente. Con l’arrivo dei goti di Teodorico in Italia avviene il primo confronto tra cultura classica e il nuovo mondo germanico 424c28e . A subire maggiormente le conseguenze di questo confronto sono i due maggiori intellettuali alla corte del re goto: Boezio e Cassiodoro. Il primo verrà condannato a morte da Teodorico, mentre il secondo fonderà un centro di studi in Calabria. Tra l’VIII e il X sec. l’Europa viene conquistata dai franchi governati da Carlo Magno. Si viene a creare una nuova unità politica contrapposta al mondo islamico: l’impero carolingio. I franchi a fianco della chiesa sono i primi veri difensori di Roma: essi infatti cristianizzano altri popoli germanici. Carlo Magno entra presto a far parte della leggenda e su lui vengono scritti i primi esempi di letterature romanza. Dopo la caduta dell’impero romano i normali canali di trasmissione della cultura si erano interrotti. La distruzione di molte biblioteche aveva provocato la perdita della maggior parte delle opere classiche. Era aumentato il numero degli analfabeti. Proprio in questa fase di decadenza si inserisce la riforma culturale di Carlo Magno. E’ infatti proprio Carlo Magno, benché anche lui analfabeta, a intuire che l’arretramento culturale di questi secoli avrebbe portato a gravi conseguenze. Per diffondere il sapere al di fuori delle mura monastiche Carlo Magno raduna a corte un gruppo di intellettuali di provenienze differenti. Fra tutti si distingue un monaco inglese Alcuino di York che diventerà il consigliere più ascoltato e maestro di Carlo Magno. Con questo gruppo di intellettuali Carlo Magno fonda una scuola di palazzo (la scuola palatina). Grazie al progetto politico-culturale di Carlo Magno l’Europa si presentava così:



-una cultura comune, una serie di istituzioni che tramandano tale cultura a tutto il territorio europeo;

-un nuovo sistema politico fondato sul feudo;

-era divisa sostanzialmente in 3 ordini: gli oratores (il clero), i bellatores (gli aristocratici) e i laboratores (i contadini).Tra il 600 e l’anno 1000 l’Europa conosce una grande trasformazione linguistica. La lingua latina sotto la pressione di altre lingue parlate (regni romano-barbarici) comincia a modificarsi. In questo frangente si viene a creare una differenza tra il latino scritto e il latino parlato. Da questa divisione si sarebbero venute a creare poi le lingue romanze. Le lingue maggiormente parlate nell’altomedioevo sono: quelle germaniche, il latino, il greco, le lengue semitiche. Le prime testimonianze scritte in volgare provengono dall’Italia centrale, zona in cui si concentrano le più importanti abbazie benedettine. Da Assisi proviene il più antico componimento in volgare il ”cantico di frate Sole”, la prima poesia di cui si conoscono l’autore (Francesco d’Assisi) e la data di composizione. Quando Francesco d’Assisi scrive il suo cantico, in altre zone d’Europa avevano già esordito le lingue romanze (in Francia). Tuttavia l’ingresso delle prime prove scritte in volgare non produce affatto la scomparsa del latino, ma anzi segna una forte separazione tra il latino medievale (parlato dagli uomini di cultura) e le lingue volgari (parlate dal popolo). Questa separazione segnerà in Italia un marcato bilinguismo.



Occidente e Cristianesimo

La cultura medievale dell’Europa occidentale è segnata dall’affermazione del cristianesimo. L’alleanza tra papato e franchi costituisce un passaggio fondamentale nella storia della cultura europea e risulta decisivo per la storia dell’occidente. Questa rielaborazione era però cominciata alcuni secoli prima della riforma carolingia. In una fase in cui c’era un grande divario tra la massa, prevalentemente incolta, e un ristretto numero di persone colte. Questo divario venne placato grazie all’azione della chiesa. La cultura ecclesiastica mediolatina si esprime all’inizio individualmente (con i padri della chiesa, coloro che hanno edificato il pensiero teologico cristiano) e poi collettivamente (con le istituzioni monastiche). Al centro della mentalità medievale c’è la Bibbia. Già dal I-II sec. giravano molte versioni tradotte della Bibbia, ma si deve a Girolamo la prima traduzione in latino tratta dal testo originale ebraico chiamata Vulgata. La Bibbia contiene la verità divina espressa tramite un linguaggio simbolico, che deve essere interpretato dal cristiano. L’allegoria medievale (usata dai più grandi scrittori cristiani di questi secoli) attraverso immagini concrete si propongono concetti astratti per renderli facilmente comprensibili. Si distinguono a seconda del destinatario tre livelli di lettura:

1)      quello letterale = per chi si ferma al significato letterale delle parole;

2)      quello dell’immaginazione = per un’interpretazione più matura;

3)      quello razionale = proprio dei filosofi.

I predicatori ristiano di questi secoli avevano lo scopo di diffondere la parola di Dio e cristianizzare tutti i popoli europei. Lo strumento della predicazione era il sermone (consisteva nello spiegare alcuni passi della Bibbia). Il sermone doveva attirare l’attenzione del popolo per questo era concepito secondo le regole della retorica. Date le differenze culturali tra il clero ed il popolo, il sermone rivolto ai primi era in latino mentre quello rivolto al popolo prevedeva l’uso di una lingua ibrida, un misto tra latino e volgare. Inoltre poiché i testi sacri erano originariamente scritti in ebraico, aramaico e in greco, il lessico latino si arricchisce di nuovi termini orientali. Un altro grande problema con cui i padri della chiesa dovevano confrontarsi era il paganesimo presente nei testi latini e greci. I primi pensatori cristiani tentano l’integrazione tra la cultura antica e quella cristiana. In questi primi secoli si afferma anche la volontà di raccogliere e catalogare tutto il sapere antico in testi di carattere enciclopedico. Tra il V e il VII sec. si fissa il canone degli autori classici, ossia la selezione degli autori da studiare. Risulta dunque evidente che gli uomini colti del medioevo si sentivano debitori, sebbene cristiani,  dell’antica sapienza pagana. L’insegnamento medievale richiede studi detti”liberali” perché non tendono al guadagno. Le arti liberali sono divise in sette discipline: trivio, quadrivio.


Le istituzioni

Tra il V e il X sec. l’intellettuale è per lo più l’uomo di chiesa. I principali centri di istruzione medievale sono le scuole episcopali, i monasteri, le abbazie. Queste scuole assicurano un’istruzione religiosa, ma poi quando lo studio si allarga alle opere dell’antichità pagana nasce il bisogno di possedere i testi degli scrittori latini. Sorgono quindi, soprattutto nei monasteri, gli scriptoria (veri e propri centri editoriali). Il lavoro degli amanuensi era quello di trascrivere i testi classici. Grazie a loro vengono conservate molte opere, altrimenti condannate alla distruzione. Il libro che esce dalle mani degli amanuensi si presenta come una successione fascicoli chiamati codici. San Benedetto fonda in Italia l’abbazia di Montecassino , il primo monastero dell’ordine benedettino. I monasteri benedettini si moltiplicheranno rapidamente in tutta europa, diventando centri importantissimi per la trasmissione della cultura. Una fondamentale influenza sulla cultura europea è esercitata dagli irlandesi e dagli anglosassoni.




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