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PROVE TECNICHE DI SISTEMA MISTO (1975-1980)

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PROVE TECNICHE DI SISTEMA MISTO (1975-1980)

1. MORTE ANNUNCIATA DEL MONOPOLIO

Paradossalmente, mentre il Parlamento approvava la legge di riforma della Rai, una sentenza della corte costituzionale sanciva la morte del monopolio.

Sentenza 202 del 1976: limita il monopolio tv alle trasmissioni nazionali, consentendo ai privati l'esercizio di emittenti via etere che non superassero l'ambito locale.

La corte infatti affermava che vi era disponibilità sufficiente a consentire la libertà di iniziativa ptivata senza correre pericoli.

La legge 103 viene di fatto dimezzata, e ovunque compaiono nuove tv private che trasmettono usando i ripetitori.

Le strade di tv e radio si dividono sempre più: la radio sembrava congeniale ai movimenti giovanili, che, estraniati dalla politica tradizionale, davano vita a centri sociali, laboratori, concerti. La programmazione era molto varia, e attibgeva ad una gran quantità di musica.




Le tendenze della tv:

·                     I privati intanto iniziano ad elaborare strategie per trasmettere in varie città, ed aggirare il limite locale: in genere si parte dalla ripetizione di canali stranieri e si creano circuiti che poi vengono riutilizzati (con proprietà e nomi diversi).

·                     Gli editori creano sinergie fra tv e giornali (Rusconi)

·                     Angelo Rizzoli crea una tv estera (tv Malta) che trasmette in italia

2. TRA RIFORMATORI E GATTOPARDI

All'indomani della legge di riforma, i politici erano pronti ad attuarla: un punto cruciale su cui si insiste è la necessità di informare in modo completo ed imparziale. Significativa a tal proposito è la nascita di 2 testate fra il 1974 e il 1976: Il Giornale di Montanelli (scissione dal Corriere, considerato troppo di sinistra) e La repubblica di Scalfari (scissione dall'Espresso, per dare all'op. pubblica di sinistra un'informazione che non fosse di partito).

In realtà però il progetto di riforma, tanto discusso, non va a buon fine: i più ferventi riformatori si scontravano con l'inerzia dell'apparato interno, scettico.

3. LOTTIZZAZIONE:

= Spartizione della Rai in "lotti" di influenza dei partiti.

Una prima lottizzazione si era fatta con il "Patto della Camilluccia" all'indomani della legge 103: la Rai era divisa in zone di influenza dei vari partiti di maggioranza ed opposizione, e si provvedeva anche alla "zebratura": si nominavano, al di sotto del responsabile, dei direttori e vice, in modo da estendere all'infinito la costituzione consociativa.

La dc aveva il primo canale Rai e il secondo radio;

Il psi aveva il secondo Rai e il primo radio;

i Laici avevano il terzo canale radio.

Vediamo le conseguenze:

·                     l'appartenenza politica diventava il criterio principale per entrare ottenere incarichi e promozioni; si crea anche un'anagrafe etnica di dirigenti e giornalisti.

·                     per avere un'idea imparziale dei fatti bisognava quindi guardare più telegiornali.

4. PROGRAMMI IN BIANCO E NERO

Fino al 1977 la Rai continua a trasmettere in bianco e nero, il colore è considerato un lusso inutile dal Pci che si oppone.

Mentre le tv private le fanno concorrenza con il colore e i programmi, la Rai cerca nuovi format televisivi; infatti, dopo la legge 103 si è molto attenuato il principio della complementarietà della programmazione sulle due reti: si punta piuttosto a soddisfare contemporaneamente diverse esigenze, concepite per interessare quasi tutti e non dispiacere a nessuno.

Si usano così i "metageneri", macchine sceniche che permettono di scomporre, miscelare e narrare di nuovo gli antichi generi. Il primo di questi è il "contenitore": un involucro duttile che viene prodotto in uno studio con scenografie e situazioni fisse, a costi limitati, che si presta a farsi riempire con contenuti dei più vari generi.

5. FINE DI CAROSELLO: 1977

Sancisce la fine di una pretesa un po' pedagogica di rinchiudere la pubblicità in un ghetto. Nel Carosello infatti le pubblicità si riducono ad una breve fiction umoristica, in cui ogni accenno al prodotto è vietato.

Se da un lato è stata una stagione ricca per la qualità dei messaggi e le innovazioni stilistiche (ha contribuito alla formazione di un genere comico nazionale), dall'altro non si può negare la sua pretesa regolatrice e la sua ansia normativa nei confronti dei costumi familiari (Topo Gigio indicava ai bambini l'ora di andare a letto).

Dopo carosello, il comunicato commerciale prende il nome di spot, e caratterizza trasversalmente il sistema misto: la sua forza sta nella ripetizione.

6. IL CONTENITORE



Tutto comincia con "domenica in" del 1976, diretta da Corrado: dura sei ore, dentro le quali si inseriscono altri programmi autonomi (partite, quiz..). E' l'inizio dell'auto-referenzialità della tv.

Il contenitore è un prodotto relativamente neutro, utilizzato nelle zone rilassate della settimana televisiva, evitando la prima serata dalla quale ci si aspetta un maggior carattere.

7. IL TALK SHOW

Ulteriore forma di superamento dei generi. La tv aveva abituato gli italiani al dibattito: quello fra esperti, e quello da bar. Il talk show si rifà a quest'ultimo: si tratta di una conversazione in cui si passa fluidamente da un discorso all'altro, senza spiegare al pubblico un tema complesso; è una forma di intrattenimento.

In Italia il talk show arriva nel 1976, con "Bontà loro" di Costanzo. È l'occasione per mostrare l'umanità dei politici, e nel talk show protagonista indiscusso è il conduttore.

8. L'ATTUAZIONE DEL DECENTRAMENTO (FALLIMENTO!)

Il decentramento rispetto a Roma (su cui puntava la legge 103) rischiava di dare un colpo mortale alle finanze della Rai.

La creazione del terzo canale (1979) è il compromesso raggiunto con le ragioni: nel tg3, dopo un notiziario nazionale di 10 minuti il conduttore cedeva la linea ad un notiziario regionale di 20 minuti.

9. PICCOLE EMITTENTI CRESCONO

Nel 1978 le emittenti private erano 400, e i loro programmi sono prevalentemente:

-        film VM 18 anni (la rai non poteva, e chiede alle emittenti private di rispettare delle regole, che in realtà non esistono)

-        informazione televisiva: il ritrovamento del cadav4ere di Moro fu girato da una piccola tv romana, GBR, non dalla Rai.

-        Televendite (Wanna Marchi vendeva creme)

-        Telepromozione (in cui i banditori devono convincere i clienti a visitare il loro punto vendita).

In Rai, molto vicina all'esperienza delle tv locali è la trasmissione di Portobello, diretta da Enzo Tortora, che dal 1977 al 1983 mette in scena una galleria di ritratti di provincia (la sposa abbandonata, venditori, inserzionisti.) avvicinando molto la realtà provinciale.

10. DA TELEMILANOCAVO A CANALE 5

1978: Telemilanocavo si converte alla trasmissione via etere, e prende il nome di Telemilano 58.

Nel 1979 Telemilano ha sede a Milano 2, ha uno staff di 40 persone, e vi collaborano Claudio Cecchetto, Diego Abatantuono e Massimo Boldi. La pubblicità è affidata alla concessionaria cattolica Publipei.

1979: Berlusconi cambia strategia (aveva acquistato una piccola quota del Giornale):

  1. Crea una società di commercializzazione di programmi tv: Reteitalia
  2. Costruisce una concessionaria di pubblicità: Publitalia 80.

Con publitalia punta alla pubblicizzazione di prodotti di largo consumo, pensando che i telespettatori fossero generalmente dei "non lettori".

Inoltre, per aggregare le altre emittenti, offre programmi di reteitalia con la pubblicità già inserita.

In breve Berlusconi acquista altre 5 emittenti (creando un circuito nel nord Italia) e ingaggia Mike Buongiorno, Corrado e Sabani. Canale 5 è quasi pronto.

11. LA FINE DELL'UNITA' NAZIONALE E DELLA RIFORMA

Dopo l'uccisione di Moro, il pci perde le elezioni del 1979 e passa all'opposizione (considerato colpevole per la linea di intransigenza: fine dell'unità nazionale).

L'atteggiamento nei confronti della Rai cambia, si fa strada l'idea di una rete tv nazionale affidata a varie emittenti private consorziate fra loro.

In realtà, non si realizzano le innovazioni di prodotto e di rapporto con il pubblico prospettate dalla legge 103, ma si cerca di trovare un modus vivendi con i nascenti circuiti nazionali privati, che avevano ormai messo radici. Bisognava trovare un compromesso.







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