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THAILANDIA - Le regioni periferiche, La pianura centrale

geografia


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THAILANDIA


CAPITALE Bangkok                                DISTR. DEL TERRITORIO:

SUPERFICIE 514.000 kmq                      1)arativo:34,3%




LINGUA: thai                                             2)pascoli:1,5%

RELIGIONE: buddista                 3)boschi:26,3%

MONETA: baht                                          4)incolto:37,9%

POPOLAZIONE:60.210.000 abitanti

DENSITA’: 117,1 abitanti/kmq                DISTR. DEGLI ADDETTI:

INCREMENTO ANNUO: 1,43%            1)agricoltura:61,5%

MORTALITA’ INFANTILE:37%          2)industria:17,2%

GOVERNO: monarchia costituzionale   3)terziario:21,3%

PNL PRO CAPITE: 2.210 $                       sul totale della popolazione:53,8%


Stato dell'Asia sudorientale, che confina a SE con la Cambogia, a est e a NE con il Laos, a nord e a ovest con la Birmania, a sud con la Malaysia ed è bagnato dal Mar Cinese Meridionale (golfo di Thailandia) e dall'Oceano Indiano (mare delle Andamane).



Geografia


L'unità del paese che, con andamento irregolare, si allunga da nord a sud per circa 1.500 km e da est a ovest per circa 800 km, lungo l'asse del 15º parallelo di lat. N, venne tentata mediante la costruzione di una rete di linee ferroviarie che si irraggiano da Bangkok: in direzione di Singapore attraverso l'istmo di Kra, verso Chiang Mai in direzione nord, verso Nong Khai e Ubon Ratcha Than 151f52b i in direzione del Laos e verso Ban Watthana Nakhon in direzione della Cambogia. Ma la posizione periferica, l'isolamento dovuto al rilievo, la persistenza di tendenze centrifughe, la scarsa densità di popolazione e il predominio di una economia di sussistenza di tipo tradizionale contribuiscono a mantenere l'individualità delle regioni di confine rispetto alla pianura centrale, che dalla fine del XVIII sec. costituisce il nucleo del regno thai.



Le regioni periferiche


Ai confini con la Birmania e con il Laos, il massiccio settentrionale, costituito da graniti e scisti parzialmente ricoperti da calcari, è un prolungamento dell'altopiano degli Shan della Birmania. L'entità delle piogge monsoniche varia, durante i mesi estivi, a seconda dell'esposizione dei versanti; la vegetazione è costituita dalla foresta tropicale, da pinete e da associazioni miste, in cui compaiono specie a foglie caduche. Un esiguo numero di Thai insediati nei bacini e nelle vallate pratica la risicoltura irrigata, mentre varie minoranze etniche praticano un'agricoltura itinerante usando la tecnica del debbio (mais, riso). Il bacino dello Yom fornisce buona parte del legno di tek prodotto nel paese: i tronchi, trasportati da elefanti ai corsi d'acqua, vengono poi fatti fluitare fino a Bangkok. L'impoverimento delle zone forestali aveva raggiunto proporzioni tali che, per intervento governativo, sono state rese obbligatorie imponenti opere di rimboschimento. Nella zona occidentale del paese si eleva una catena montuosa, propaggine meridionale dell'altopiano degli Shan (altezza massima: Doi Inthanon, 2.577 m), che prosegue a formare l'ossatura della penisola di Malacca, il cui settore centrale appartiene alla Thailandia: si tratta di rilievi relativamente giovani, costituiti da una serie di pieghe calcaree con nuclei granitici. Man mano che si procede verso sud, assume un'importanza sempre maggiore la grande foresta pluviale, particolarmente fitta nella penisola di Malacca, la sola regione della Thailandia che riceva precipitazioni abbondanti in ogni periodo dell'anno. La maggior parte della popolazione vive di un'agricoltura di pura sussistenza basata sulla coltivazione del riso, della canna da zucchero, e del mais; i Thai costituiscono il gruppo etnico più numeroso. Uniche risorse remunerative delle regioni situate a nord del 17º parallelo sono lo sfruttamento forestale (tek: grande mercato commerciale di Chiang Mai) e il tabacco.

Più variata l'economia della regione peninsulare: accanto alla risicoltura viene praticata la coltura della canna da zucchero e buoni proventi dà la pesca; inoltre, seguendo l'esempio della vicina Malaysia, sono state create numerose piantagioni di hevea. Le risorse minerarie sono costituite da stagno e tungsteno (istmo di Kra), che alimentano una corrente di esportazione diretta a Singapore e a Penang.



Zone di alte terre caratterizzano anche le regioni periferiche orientali e sudorientali: a nord l'altopiano arenaceo di Korat è limitato a est dal corso del Mekong che segna il confine con il Laos; a sud i monti dei Cardamomi, compresi fra l'altopiano di Korat e il golfo di Thailandia, continuano in territorio cambogiano. I legami con i paesi confinanti sono rafforzati dalla predominanza di popolazioni lao sull'altopiano di Korat e dalla presenza di una minoranza khmer nella regione di Chanthaburi. Le regioni interne, che la barriera formata dai monti dei Cardamomi esclude dall'influsso dei venti marini, sono caratterizzate da aridità: la foresta pluviale cede il posto ad associazioni di piante spinose e a una rada boscaglia. Il clima è adatto alla coltivazione del mais, che con il riso è la maggior risorsa agricola dell'altopiano di Korat, del cotone, della manioca, del kenaf e del tabacco; fiorente l'allevamento del baco da seta. Tipica di Chanthaburi è la produzione di pepe. Contrariamente a quanto avviene nelle altre regioni periferiche, l'allevamento ha un posto di rilievo nell'economia agricola: bufali e buoi, provenienti dall'altopiano di Korat, sono impiegati come animali da tiro nelle risaie della pianura centrale; i suini, diretti al consumo delle comunità cinesi, vengono venduti in tutta l'Asia sudorientale.



La pianura centrale


Ai piedi dell'anfiteatro formato dai rilievi periferici si stende un vasto bacino sedimentario, che costituisce l'unico legame naturale fra territori spesso orientati essenzialmente verso l'esterno. Nella zona pedemontana, la rete idrografica, disposta a ventaglio, ha inciso gole profonde nella serie di fasce scistose, che rivelano la irregolarità dello zoccolo nascosto sotto i depositi alluvionali: le acque convergono verso il Menam (Chao Phraya), che sfocia nel golfo di Thailandia, in un intrico di vegetazione a mangrovie, con un delta in fase di avanzamento. Le annuali inondazioni determinano uno spostamento e un incremento dei bracci fluviali, modificando, con l'abbandono di nuovi depositi alluvionali, la topografia della regione deltizia. Il regime delle piene (inizio a maggio, punta massima a ottobre- novembre) è strettamente legato alle piogge monsoniche, mentre le temperature rimangono pressoché costanti nel corso dell'anno. Lo sfruttamento delle acque del Menam mediante una fittissima rete di canali ha fatto della bassa pianura alluvionale della Thailandia una delle più importanti regioni risicole del mondo.

Accanto al riso, lavorato nelle numerose riserie sorte lungo il corso del grande fiume, ed esportato a Hong Kong, a Singapore e in Giappone, la fertile pianura centrale produce anche mais, arachidi, frutta, canna da zucchero.



Geografia umana ed economica


La popolazione thailandese è formata per circa i quattro quinti da Thai; le minoranze indigene includono i Karen e i Semang, mentre Khmer, Cinesi e Malesi costituiscono minoranze di immigrati. Dopo la seconda guerra mondiale sia l'indice di natalità sia quello di mortalità sono scesi notevolmente (sono il 16,4‰ e il 4,9‰ rispettivamente), portando l'indice di incremento naturale all'11,5‰. Diminuita è anche la mortalità infantile (37‰); la durata media della vita è invece in aumento (69 anni). Religione ufficiale è il buddhismo, praticato dalla quasi totalità della popolazione, e la minoranza più importante è quella musulmana. Il thai è la lingua ufficiale e l'indice di analfabetismo è poco superiore al 6%. L'insufficienza delle vie di comunicazione è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo dell'economia thailandese. Le linee ferroviarie (per complessivi 3.924 km) verso l'istmo di Kra, l'altopiano di Korat e Chiang Mai, volte a rompere l'isolamento di queste regioni e a unificare il paese, non bastano e ci si è quindi preoccupati di ampliare e migliorare la rete stradale, oggi piuttosto estesa. Nella pianura centrale la circolazione di persone e merci avviene mediante i canali (klong) e i corsi d'acqua: questi servono al tempo stesso da scarichi e siti d'abitazione per le famiglie che, nei periodi delle inondazioni, vivono su barche. La principale arteria fluviale, il Menam, a causa della portata irregolare e della mobilità dei canali navigabili non ha certamente un'importanza comparabile a quella dell'Irrawaddy per la Birmania.

L'agricoltura impiega tuttora il 61,5 % della popolazione attiva, ma il suo contributo alla formazione del prodotto interno lordo è sceso intorno al 10%. Le terre coltivate equivalgono a poco meno del 35% della superficie territoriale, ma la produttività non è molto elevata ed è soggetta a notevoli fluttuazioni. Coltura predominante, che occupa circa la metà della superficie coltivata, è quella del riso (18.487.000 t), di cui la Thailandia è il quinto produttore mondiale. Nei bacini intermontani viene praticata una risicoltura intensiva con due raccolti all'anno, ma nel delta si ha generalmente un solo raccolto. Si sono perciò intrapresi importanti lavori idraulici per assicurare alle risaie un rifornimento d'acqua regolare e per poter diversificare le colture. La coltivazione della manioca (19.091.000 t) e quella del mais (3.800.000 t) sono in espansione sui terreni che vengono acquisiti all'agricoltura, come sul Korat, e alimentano l'esportazione. Il caucciù, prodotto nella penisola di malacca (1.667.000 t) viene in massima parte esportato. La coltura del cotone è in espansione. Nel 1976 ha avuto inizio una vasta riforma agraria, che interessa soprattutto la pianura centrale dove maggiori sono le sperequazioni. Bufali (4.257.000 capi) e bovini (7.593.000), prima di venir macellati, vengono utilizzati vari anni come animali da lavoro; la produzione di carne e di latte è comunque insufficiente al fabbisogno e il maggior contributo di proteine alla dieta dei Thailandesi viene fornita dalla pesca sia marittima sia d'acqua dolce (3.348.149 t). Dalle foreste si ricavano vari tipi di legname pregiato, come il tek, ma, a causa dell'eccessivo sfruttamento del patrimonio forestale negli anni passati, la produzione di legname è oggi inadeguata al fabbisogno. Come fonti energetiche la Thailandia dispone di considerevoli giacimenti di lignite (15.530.000 t) e di gas naturale (9.330 milioni di m³, estratti sul Korat e nel golfo di Thailandia), mentre è limitata la produzione di petrolio (1,248.000 di t). Dell'energia elettrica prodotta (66.305 kWh) solo un quarto circa proviene da centrali idriche.

Principale prodotto dell'industria estrattiva è lo stagno (5.135 t di stagno contenuto); buona è anche la produzione di tungsteno, piombo, zinco, ferro e manganese. Importante prodotto d'esportazione sono poi le pietre preziose (zaffiri).



L'industria manifatturiera, concentrata principalmente intorno a Bangkok, impiega più di un decimo della popolazione attiva e contribuisce per oltre il 25% alla formazione del prodotto interno lordo e i manufatti industriali rappresentano, in valore, circa un terzo delle esportazioni. Predominano le industrie leggere e le piccole aziende che lavorano le materie prime locali (tessili, alimentari, sigarette), ma vi sono anche cementifici, industrie chimiche, raffinerie di petrolio e stabilimenti per il montaggio di autoveicoli.

La bilancia commerciale accusa un passivo fluttuante, in parte colmato dalle entrate prodotte dal turismo (oltre 5,7 milioni di turisti). Giappone (30,4% delle importazioni e 17,1% delle esportazioni), Stati Uniti (11,8% e 21%) e Singapore (5,8% e 13,6%) sono i principali clienti e fornitori della Thailandia.



Costituzione


La Thailandia è, in base alla costituzione del 1991, una monarchia costituzionale. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, che viene nominato dal re ma deve avere la fiducia del parlamento. Questo è formato da due camere: un senato (di 270 membri) e una Camera dei deputati, composta di 393 deputati eletti ogni quattro anni. Sul piano amministrativo il paese è suddiviso in regioni e province.



Arte


La componente religiosa, ispirata per lo più al buddhismo, ha in origine un ruolo importantissimo nelle scelte figurative e tipologiche e la produzione artistica, nonostante le influenze esterne, reca tracce di elaborazioni originali.

Della scuola più antica, la Dvaravati, sviluppatasi nella regione del Menam (VI -XIII sec.), rimangono per l'architettura solo resti di fondamenta e ruderi, tuttavia indicativi circa la tecnica costruttiva (laterizi con decorazioni di pietra) e la tipologia dei monasteri a pianta quadrangolare. Anche le opere scultoree di questo periodo sono perlopiù scomparse, ma rimangono profonde tracce nella produzione mon di cui si ricordano le immagini bronzee, di terracotta o di pietra dei buddha. Intorno al 1000 d.C., dopo la conquista dei Khmer, nell'arte ufficiale si affermarono motivi cambogiani, legati alla fede induista dei nuovi conquistatori. Gli antichi motivi della civiltà Dvaravati riemersero, elaborati con armonia e raffinatezza, nell'arte che fiorì nel centro di Sukhothai, quando le popolazioni thai, immigrate dalla Cina, si staccarono dall'Impero khmer. Nel campo architettonico, la tecnica costruttiva si raffinò e vennero realizzate nuove tipologie edilizie: lo stupa, costruzione a più piani per il culto di Buddha, e il mandapa, edificio cubico con tetto piramidale per la custodia degli oggetti di culto.

I buddha sono sempre le principali opere di scultura: sono in bronzo, a tutto tondo, abbigliati e in atto di camminare.

I maestri di Sukhothai furono anche abilissimi modellatori dello stucco, usato per decorare vivacemente i monumenti. Insignificanti gli esempi frammentari di pittura.

Dalla fine del XIII alla metà del XVI sec. si costituì nella Thailandia settentrionale il regno indipendente di Lan Na, che ebbe il periodo di maggior splendore tra il XIV e il XV sec. Il capolavoro architettonico di questa età è il monastero dei Sette pinnacoli (Vat Tet Yot) schematicamente riducibile a un cubo sormontato da un obelisco e con evidenti richiami all'arte indiana.

Gli scultori imitarono la produzione delle scuole precedenti, eseguendo le effigi bronzee del Buddha. Il tipo più interessante è quello del «simha» (leone) ispirato a un modello indiano (Sakya-simha). Contemporaneamente al regno di Lan Na si costituì nella Thailandia sudorientale il regno di Ayutthaya che, conquistata Sukhothai, arrivò a una graduale fusione delle tradizioni thai e khmer. L'espressione architettonica più diffusa e caratteristica di questo periodo fu il prang o tempio- montagna, il cui esempio più famoso è il Vat Rajapurana.

Anche nel campo scultoreo, dopo gli iniziali bronzi di U Thong, troviamo la rielaborazione di motivi precedenti che sfociarono nello stile «nazionale» durato tre secoli, prima di esaurirsi nella produzione in serie. Rari i dipinti murali, che hanno costanti affinità con i temi della scultura. Distrutta nel 1767 Ayutthaya, i Siamesi fondarono una nuova capitale, Bangkok, il più possibile simile alla vecchia.

Solo agli inizi del XIX sec. si fece sensibile l'influenza dell'architettura cinese, ma l'antica tradizione siamese riaffiora nel Brah Pathama, edificio alto quasi 115 m, che incorpora altri monumenti più antichi. Nella seconda metà del XIXsec. invece penetrarono modelli europei, soprattutto di stile vittoriano, e vennero ripresi ecletticamente motivi tradizionali. In pittura e in scultura la tradizione passò da una scuola all'altra senza soluzione di continuità. In particolare gli scultori di Bangkok si dimostrarono abili nell'esecuzione di figure e di rilievi in miniatura, raffiguranti scene della vita del Buddha, episodi dell'epopea indiana e figure di divinità; tuttavia, più che creatori di nuove immagini, essi furono restauratori di statue distrutte, rivelando tecnica sicura ma scarsità di ispirazione.

Negli anni più recenti si sono manifestate influenze varie, che hanno dato origine a un'architettura ibrida, con sintesi tra nuove tendenze e tradizione e influssi delle grandi correnti dell'architettura mondiale. Tale tendenza si manifesta anche negli altri campi artistici ed è stata favorita dalla creazione, nel 1943, dell'Università di Belle Arti di Silpakorn, con docenti per lo più di formazione occidentale.








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