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Posizione geografica (1°livello)

geografia




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Posizione geografica (1°livello)

Cuba, è l'isola più grande dei carabi, è situata a sud-est degli stati uniti e ad est del Messico, tra il mar Caraibico e l'oceano atlantico settentrionale.

La sua superficie è di 114.525 chilometri quadrati. Un quarto del suo territorio è montuoso collinare, il resto della regione presenta un territorio piatto o leggermente ondulato. Le zone montuose sono sparse per l'isola e non derivano da una massa centrale, il monte principale è la Sierra Maestra nella zona sud orientale di Cuba, raggiunge la sua massima elevazione con il Pico Turquino (2005m).

Cuba ha molti porti naturali il più importante è il Bahia de La Habana. La costa si presenta molto irregolare e frastagliata è ricca di golfi e baie, misura circa 3740 km. Il fiume più importante è il Rio Cauto nella zona sud orientale




Ha un clima tropicale la temperatura annua media è di 25°C, le precipitazioni annue sono di 1320 mm circa, si verificano soprattutto nella stagione umida (maggio-ottobre).

L'isola e caratterizzata anche da violenti uragani tropicali, particolarmente in agosto, settembre e ottobre.

Popolazione(1°livello)

La popolazione, che per il 70% vive nelle aree urbane, è in prevalenza autoctona e composta principalmente da tre gruppi: il 70% è costituito da bianchi discendenti in gran parte dagli spagnoli; il 17,3% da mulatti; il 12,4% è di razza nera. Il governo rivoluzionario, insediatosi nel 1959, ha praticamente eliminato la rigida stratificazione sociale ereditata dal governo colonialista spagnolo.

Lo spagnolo è la lingua ufficiale.

Istruzione e cultura(1°livello)

La scuola è obbligatoria e gratuita dai 6 ai 12 anni e il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta supera il 95%. Verso la fine degli anni Sessanta furono aperte nuove scuole, soprattutto nelle aree rurali, furono introdotte le biblioteche ambulanti e tutte le scuole parrocchiali furono nazionalizzate. L'università più importante del paese è l'Università dell'Avana (1728); la capitale è inoltre sede delle principali istituzioni culturali cubane come 313c25d la Biblioteca nazionale, il Museo nazionale, il Museo coloniale e quello antropologico, tutti gestiti dall'amministrazione statale.

La cultura cubana unisce la tradizione spagnola e quella africana. La fusione della chitarra spagnola e delle percussioni africane dà alla musica cubana il carattere inconfondibile della rumba e del son. Parte della musica folcloristica, come il punto, lo zapateo e il guajira, ha subito la forte influenza della musica europea (vedi Musica latinoamericana). Tra gli scrittori cubani del XIX secolo, sono famosi Gertrudis Gómez de Avellaneda y Arteaga, Julián del Casal e i romanzieri contemporanei Alejo Carpentier e José Lezama Lima.

Economia(1°livello)

Il governo rivoluzionario, a partire dal 1959, nazionalizzò circa il 90% delle industrie e circa il 70% delle aziende agricole. In precedenza circa il 16% delle terre era di proprietà privata, il rimanente apparteneva a grandi multinazionali americane. Fino al crollo del blocco sovietico l'economia cubana usufruì di consistenti crediti e sussidi da parte dell'URSS; all'embargo commerciale americano imposto nel 1960 e successivamente rafforzato nel 1992 si aggiunse quindi la perdita del principale partner commerciale cubano. La grave crisi economica dell'inizio degli anni Novanta portò, nel 1993, il líder máximo Fidel Castro a firmare un decreto che permetteva l'apertura di libere imprese in diversi settori.

Ordinamento dello stato(1°livello)

Cuba è governata in base alla Costituzione adottata nel 1976 e successivamente emendata; essa definisce il paese uno stato socialista nel quale tutti i poteri appartengono alla classe lavoratrice. Il Partito comunista è il solo partito politico legale.

Governo centrale(1°livello)

L'Assemblea nazionale del potere popolare, composta da 589 membri eletti a suffragio diretto con un mandato quinquennale, esercita il potere legislativo e si riunisce due volte l'anno; essa elegge un Consiglio di stato, formato da 31 membri, cui competono le medesime funzioni legislative nei periodi in cui l'Assemblea stessa non è in sessione. Il Consiglio di stato è presieduto dal capo dello stato; l'Assemblea nazionale nomina inoltre un Consiglio dei ministri, principale organo amministrativo del paese. Il potere giudiziario è esercitato dalla Suprema corte del popolo, da corti di giustizia provinciali o regionali e dalle corti municipali. I tribunali rivoluzionari sono infine preposti a giudicare in materia di crimini contro lo stato.

Governo locale(1°livello)

Cuba è divisa in 169 municipalità e raggruppate in 14 province; la municipalità dell'isola de la Juventud non fa parte di alcuna provincia ed è sottoposta all'amministrazione diretta del governo centrale. Ogni municipalità ha un'assemblea composta da delegati eletti con mandato di due anni e mezzo che designa i comitati esecutivi, i cui membri fanno capo a 5 assemblee regionali per ciascuna provincia; a loro volta questi organi dispongono di comitati che insieme formano l'assemblea provinciale.

L'indipendenza(1°livello)

Il trattato di pace che nel 1898 mise fine al conflitto, segnò la perdita della sovranità su Cuba da parte della Spagna (trattato di Parigi, dicembre 1898) e un governo militare americano governò l'isola sino al 20 maggio 1902, quando venne istituita formalmente la Repubblica cubana con l'elezione a presidente di Tomás Estrada Palma. Tuttavia la Costituzione cubana, che era già stata adottata nel 1901, fu sottoposta a revisione da parte del Congresso statunitense stabilendo che ogni accordo militare o diplomatico del paese dovesse prima essere vagliato e approvato da Washington. In questo stesso periodo le compagnie americane investirono massicciamente nell'economia cubana, arrivando a gestire gran parte delle risorse del paese, soprattutto la redditizia industria dello zucchero. L'insoddisfazione popolare per questo stato di cose, aggravata da casi di frode e corruzione all'interno della classe dirigente, fu alla base di molteplici insurrezioni; la prima, nell'agosto del 1906, provocata dalla rielezione di Palma, causò l'intervento degli americani che inviarono truppe nel paese ponendolo sotto il proprio controllo fino al 1912. Un ulteriore intervento statunitense ebbe luogo nel 1917, quando Miguel Gómez guidò un'insurrezione contro il presidente Mario García Menocal; a partire da quel momento Cuba, che già aveva preso parte al primo conflitto mondiale a fianco degli Alleati, vide sempre più stringersi i legami tra la propria economia e quella statunitense.

Crescente instabilità(1°livello)

Le crescenti difficoltà economiche caratterizzarono il periodo che seguì alla prima guerra mondiale. In un'atmosfera di crisi, il capo del partito liberale Gerardo Machado y Morales impostò la campagna elettorale su una piattaforma riformatrice e fu eletto presidente nel novembre 1924. Durante la sua amministrazione, che tra l'altro prevedeva una serie di lavori pubblici da realizzarsi in virtù di ingenti prestiti stranieri, le condizioni economiche peggiorarono rapidamente; Machado, prima della fine del secondo mandato, soppresse brutalmente tutte le opposizioni trasformando la propria presidenza in una vera e propria dittatura.

Nell'agosto del 1933, con l'appoggio dell'esercito cubano guidato dal sergente Batista, una dura rivolta costrinse il dittatore all'esilio; al rovesciamento di Machado seguì un lungo periodo di violenze e agitazioni caratterizzato da frequenti cambiamenti di governi e da un sempre più forte sentimento antiamericano. Un certo grado di stabilità venne raggiunto nel 1936, in seguito alla messa in stato d'accusa del presidente Miguel Mariano Gómez da parte del senato, sotto il diretto controllo di Fulgencio Batista Zaldívar il quale, dal 1940 al 1944, assunse la carica di presidente. Nel dicembre 1941 il governo cubano dichiarò guerra a Germania, Giappone e Italia divenendo di conseguenza, nel 1945, membro delle Nazioni Unite.

Le elezioni presidenziali del 1944 si conclusero con la vittoria di Ramon Grau San Martín, candidato di un'ampia coalizione di partiti. Il primo anno della sua amministrazione fu caratterizzato da ricorrenti crisi determinate da diversi fattori, primo fra tutti una diffusa carenza di generi alimentari che gli alienarono le simpatie popolari; tuttavia, l'anno seguente, riacquistò il favore del popolo grazie a un accordo stipulato con il governo statunitense, che comportava l'aumento del prezzo dello zucchero, con notevoli benefici per il paese. Carlos Prio Socarrás, un membro del Partito auténtico e membro di gabinetto sotto Grau San Martin, venne eletto presidente nel giugno 1948.

Il regime di Batista (1°livello)

Nel marzo del 1952 l'ex presidente Batista, con il sostegno dell'esercito, prese il potere, sospese la Costituzione, sciolse il Congresso e istituì un governo provvisorio promettendo, per l'anno successivo, lo svolgimento di nuove elezioni. Il governo, inizialmente bene accolto grazie all'attuazione di riforme sociali, mostrò ben presto il proprio arbitrio e la propria corruttibilità, giungendo così a scontrarsi con l'opposizione.

Il 26 luglio 1953, una rivolta guidata dal giovane avvocato Fidel Castro a Santiago de Cuba venne duramente repressa e lo stesso Castro fu costretto a rifugiarsi in Messico. Quando la situazione politica divenne più tranquilla, il governo Batista annunciò che le elezioni si sarebbero tenute alla fine del 1954, ma il principale antagonista di Batista, Grau San Martín, si ritirò dalla competizione elettorale appena prima del voto permettendo così a Batista di essere rieletto senza opposizione.

Il 2 dicembre 1956 Castro sbarcò a Cuba con un gruppo di rivoluzionari, rifugiandosi sulle montagne della Sierra Maestra dove organizzò il Movimento guerrigliero 26 luglio, così chiamato per commemorare la rivolta del 1953. Il 17 marzo 1958, forte anche del consenso popolare, Castro scatenò l'offensiva che il 1° gennaio 1959 costrinse Batista a lasciare il paese. Fu allora istituito un governo provvisorio guidato da Manuel Urrutia, in cui Castro ricoprì la carica di primo ministro.



Di chiara matrice socialista, il governo di Castro procedette a una serie di epurazioni di elementi vicini al governo della precedente dittatura, per poi dedicarsi al risanamento della situazione economico-finanziaria. La riforma agraria, promulgata nel giugno 1959, espropriò le terre di proprietà delle compagnie statunitensi e le redistribuì ai contadini proibendo altresì a imprese non cubane la gestione e lo sfruttamento delle piantagioni di zucchero, provvedimento che inflisse una grave perdita economica agli USA.

Il conflitto con gli Stati Uniti (1°livello)

A tali misure Washington rispose con l'embargo commerciale che comportò la definitiva rottura delle relazioni diplomatiche (1961). Il 17 aprile dello stesso anno esuli anticastristi, sostenuti dagli Stati Uniti, sbarcarono nella regione meridionale dell'isola, in quello che fu denominato lo sbarco della baia dei Porci. L'installazione di basi missilistiche nell'isola, resa possibile dalle forniture sovietiche, incrinò ulteriormente le relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Il presidente americano John F. Kennedy annunciò allora il blocco militare dell'isola al fine di non consentire l'ingresso di nuove armi. Nelle negoziazioni dei giorni successivi, in cui la guerra nucleare sembrava imminente, il premier sovietico Nikita Kruscev accettò di disattivare e rimuovere le basi missilistiche sull'isola (28 ottobre 1962); tuttavia, per il resto degli anni Sessanta le relazioni tra USA e Cuba rimasero ostili. Attraverso la mediazione delle Nazioni Unite, Cuba tentò più volte di ottenere lo smantellamento della base navale statunitense nella baia di Guantánamo concessa nel 1903 che tuttavia, alla fine degli anni Novanta, era ancora presidiata dai Marines.

Il periodo di isolamento (1°livello)

La politica di Castro portò Cuba in una situazione di isolamento rispetto a molti dei paesi dell'America latina; lo stato fu espulso dall'OAS (l'Organizzazione degli stati americani) nel 1962 e, per buona parte degli anni Sessanta, fu più volte accusato di fomentare la ribellione in Venezuela, Guatemala e Bolivia, soprattutto dopo la cattura e la sommaria esecuzione di Che Guevara (1967), uno dei principali fautori della rivoluzione cubana, mentre guidava la guerriglia militare in Bolivia. Nello stesso tempo Cuba continuava a dipendere sostanzialmente dall'aiuto economico dell'URSS e dai paesi del blocco sovietico. Nel 1972 Cuba firmò numerosi accordi con l'Unione sovietica che prevedevano aiuti finanziari, commerciali e soprattutto la dilazione del pagamento del debito estero, divenendo inoltre membro del Consiglio di mutua assistenza economica (COMECON). Il primo congresso del Partito comunista cubano si tenne alla fine del 1975. L'anno seguente venne promulgata una nuova costituzione nazionale che prevedeva l'aumento delle province (da 6 a 14) e istituiva un'Assemblea nazionale indirettamente eletta che tenne la sua prima sessione nel dicembre 1976 e nominò Castro capo di stato e di governo.

Il ruolo internazionale (1°livello)

Alla metà degli anni Settanta Cuba emerse dall'isolamento diplomatico. Durante un meeting a San José, in Costa Rica, nel luglio del 1975, l'OAS firmò una risoluzione di "libertà d'azione" che prevedeva l'eliminazione dell'embargo commerciale e di altre sanzioni imposte a Cuba nel 1964. Anche le relazioni con gli Stati Uniti cominciarono a migliorare: le restrizioni ai viaggi vennero tolte e nel settembre 1977 le due nazioni aprirono propri uffici nelle rispettive capitali. Gli Stati Uniti comunque dichiararono che le relazioni con Cuba non si sarebbero normalizzate finché non fosse stata risolta la questione relativa alla nazionalizzazione delle proprietà statunitensi.

Cuba, che intorno alla fine degli anni Sessanta aveva abbandonato la propria politica di sostegno dei paesi rivoluzionari africani, la riprese nel 1975, inviando truppe a sostegno della fazione marxista in Angola e successivamente in Etiopia, dove il regime marxista vinse contro la Somalia nella guerra per il possesso della regione dell'Ogaden; nel 1980 l'intervento cubano si estese anche al Medio Oriente (Yemen meridionale), causando una crescente preoccupazione nei paesi occidentali, i quali temevano soprattutto i crescenti assensi nei confronti dell'URSS.

Quando Ronald Reagan divenne presidente degli Stati Uniti, le tensioni in America centrale si acuirono in modo preoccupante; gli USA accusarono Cuba di aiuto ai ribelli in Salvador e al governo sandinista in Nicaragua. Nel 1982 Castro si schierò a fianco dell'Argentina nella guerra contro la Gran Bretagna per le Maldive-Falkland e condannò l'invasione da parte dei Marines americani nell'isola di Grenada (ottobre 1983), che costrinse centinaia di cubani, civili e militari, a lasciare l'isola. Il leader sovietico Michail Gorbaciov giunse in visita all'Avana nel 1989; i due paesi firmarono un trattato di amicizia della durata di 25 anni, ma il leader cubano rifiutò esplicitamente di applicare lo stile delle riforme economiche e politiche sovietiche a Cuba in nome di un'indipendenza decisionale rispetto alle proprie politiche interne.

Il crollo dell'Unione Sovietica all'inizio degli anni Novanta privò Cuba, già duramente provata dall'inasprimento dell'embargo statunitense, dei sussidi commerciali e militari. Nel novembre 1992, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che avrebbe dovuto porre fine all'embargo e l'Unione europea, a partire dall'anno seguente, concesse crescenti aiuti umanitari nella prospettiva di cambiamenti politici ed economici, peraltro in parte già avviati con la legalizzazione del possesso di dollari e con alcune concessioni all'attività privata. Nel 1993 e nel 1994 migliaia di profughi cubani tentarono l'attraversamento degli stretti di Florida; tale esodo non fu né ufficialmente sanzionato né prevenuto da parte del governo cubano che in materia sottoscrisse due accordi sull'emigrazione con gli USA (settembre 1994 e maggio 1995), in base ai quali venne abolito lo status privilegiato offerto da Washington ai cubani che fuggissero illegalmente dall'isola, disponendone altresì l'immediato rimpatrio.










UN UOMO, UN MITO: ERNESTO "CHE" GUEVARA(1°livello)

L'INFANZIA DI UN CAPO(1°livello)

Il 14 luglio 1928 a Rosario (Argentina) nasce Ernesto Guevara, detto "CHE".

Quattro anni dopo la famiglia Guevara si trasferisce a Cordoba su consiglio di un medico il quale prescrive un clima più secco per l'asma di cui soffre il piccolo Ernesto.

Qui il "Che" compie i primi studi in casa, poi frequenta la scuola media e il liceo; nel 1947 la famiglia Guevara si trasferisce a Buenos Aires per stare vicino ad Ernesto che a 19 anni si iscrive all'Università. Ernesto, studente, decise di fare medicina quando la nonna si ammalò di tumore alla gola.

UN SOLDATO DELL'AMERICA(2°livello)

Dopo alcuni anni di studio, decide di partire per il primo viaggio nell'America Latina insieme al suo amico Alberto Granados, viaggio che durò oltre un anno. Visitando i vari paesi Alberto Granados - già laureato in medicina - decide di rimanere e prestare la sua opera presso un lebbrosario in Venezuela. Ernesto promette di unirsi a lui non appena terminati gli ultimi esami e rientra a Buenos Aires con questo proposito. Più che una scelta professionale diventa una scelta morale, alla quale Guevara non verrà più meno.

Nel 1953 Ernesto si laurea superando in pochi mesi gli undici esami rimasti poi riparte per mantenere la promessa fatta a Granados. Al momento della partenza il "Che" non è ancora interessato al problemi politici ma il suo destino va prendendo forma. Per raggiungere il suo amico Granados il "Che" prende i mezzi meno costosi. Il treno lo ferma a La-Paz (capitale della Bolivia).

Lì incontra un suo connazionale Ricardo Rojo, con il quale studia il corso rivoluzionario nel paese.

Oramai affascinato dal senso della " revolution", nel 1954 Guevara giunge a Città di Guatemala ove frequenta l' ambiente rivoluzionario; Li conosce una rivoluzionaria: è Hilda Gadea che successivamente diverrà la prima moglie.

Nei primi mesi del '54, a Caracas, il segretario di Stato americano riesce a far votare alla X Conferenza dell' Organizzazione degli Stati Uniti una risoluzione in cui il Guatemala è condannato come pericolo emisferico; nel successivo mese di giugno , aerei bombardano Città del Guatemala, mentre forze armate, provenienti dall'Hondura invadono il paese. In quei giorni Guevara tenta di organizzare una resistenza, mettendo insieme un gruppo di giovani per combattere contro i mercenari della United Fruit. Nessuno però gli fa caso. Sul piano concreto la sua frenetica attività di questi giorni è un fallimento; sul piano della formazione politica è probabilmente una pietra miliare. Il regime sta ormai per crollare e Guevara è ancora in giro per tentare di organizzare il suo gruppo di giovani quando viene informato che il suo nome è compreso in una lista di "comunisti" da eliminare al più presto.



Guevara decide di recarsi in Messico e parte, definitivamente convinto, della necessità di combattere contro l'imperialismo, di passare all'offensiva con le armi. Successivamente viene raggiunto dalla moglie Hilda Gadea e assunto all'Ospedale di Città del Messico. Nel 1955 , Guevara incontra Nico Lopez che lo presenta a Raul e a Fidel Castro che è già un leader di statura nazionale, sebbene la strategia rivoluzionaria del "Movimento 26 luglio" è ancora imprecisa. Insieme ai cubani, Guevara partecipa all'addestramento rivoluzionario. Con loro impara a sparare, a costruire e lanciare bombe, a tendere imboscate, a sabotare ponti. Per Guevara sono però anche mesi di lettura e di studio in cui la sua cultura politica e la sua vocazione ideologica vanno precisandosi. Non è più soltanto un ribelle ma un vero rivoluzionario.

LA LOTTA CONTRO BATISTA(2°livello)

Il 25 novembre del 1956 un gruppo composto da 82 rivoluzionari parte per Cuba a bordo dello yacht "Granma". Tra di loro vi è anche il "Che". Il viaggio dura moltissimo a causa del maltempo e termina sulle coste cubane il 2 dicembre, in ritardo , cioè quando l'insurrezione di Santiago, che avrebbe dovuto scoppiare in coincidenza con lo sbarco, è stata repressa nel sangue; inoltre l'arrivo del "Granma" viene segnalato all'esercito di Batista. Tre giorni dopo, l'esercito batistiano piomba addosso al gruppo dei rivoluzionari. E' un massacro. Degli 82 uomini ne restano vivi solo 15 che si dividono in quattro gruppi e si disperdono nei canneti. Il "Che" è tra i superstiti ma e stato ferito. Ha partecipato alla spedizione come medico ma le cose prendono una piega tale che deve scegliere tra le bende e il fucile; sceglie senza esitazioni il fucile e inizia la sua vita rivoluzionaria e dopo pochi mesi - il 12 luglio del '57 - viene nominato comandante della "Colonna 4".La linea strategica di Fidel Castro è, in quell'epoca, cercare il più vasto appoggio politico alla guerriglia ed è per questo che, nel 1957 coi rappresentanti dei partiti borghesi firma un Manifesto che segna la nascita di un ampio fronte anti-batista. Ai primi di maggio, 12 mila uomini affluiscono verso la Sierra Maestra e verso la fine del mese cominciano le operazioni. E' un disastro, una serie ininterrotta di sconfitte. Ed è a questo punto che Fidel decide di inviare la colonna guerrigliera n. 8 agli ordini del "Che" che ha come obiettivo di interrompere sistematicamente le comunicazioni fra le due estremità dell'isola.Guevara e gli altri comandanti riuniscono le loro forze perché le sorti della guerra civile a Cuba si decidono tra Natale 1958 e Capodanno 1959. La battaglia di Santa Clara comincia alle 5 del mattino del 29 dicembre e dura ininterrottamente per più di 3 giorni, sino al pomeriggio del 1 gennaio. Quando cessano i combattimenti il dittatore Batista ha già abbandonato Cuba in aereo. Il 6 gennaio Castro fa il suo ingresso all'Avana; la rivoluzione castrista è al potere. Ai primi di febbraio, un decreto speciale concede al comandante Ernesto Guevara la cittadinanza cubana "per nascita".

IN BOLIVIA(2°livello)

Il nuovo regime si trova ad affrontare direttrici lungo le quali si muoverà la rivoluzione cubana: riforma agraria radicale, nazionalizzazione dei pubblici servizi e trasferimento su piano continentale dell'esempio cubano. Il "Che" si trova ad affrontare una carriera come uomo di Stato. Ricopre molti incarichi importanti; da presidente della Banca di Stato a ministro dell'industria. Nel 1965 Guevara è al culmine della sua carriera come dirigente del regime rivoluzionario cubano. Da anni svolge il ruolo-chiave di rappresentante del governo dell'Avana nell'arena internazionale. Rappresenta Cuba a Punta del Este nel 1961 quando gli Stati Uniti hanno lanciato all'America Latina il loro piano di assistenza "Alleanza per il progresso" e respinge il piano che - dice - è stato concepito contro Cuba, come sfida al giovane regime rivoluizionario. Guevara sostiene che i paesi arretrati d'America rimangono tali non già perché le condizioni generali non ne consentono lo sviluppo ma soprattutto perché gli Stati Uniti non sono disposti a favorire e neanche a permettere questo processo.

Nel 1963, ad Algeri, Guevara è ormai alla vigilia della sua scomparsa e abbandona ogni cautela spingendo la sua analisi dei rapporti tra mondo industrializzato e mondo sottosviluppato fino alle estreme conseguenze.

Nel 1965, il 3 ottobre, Fidel Castro legge ai cubani la lettera d'addio che Guevara gli ha lasciato . La lettera non reca data, ma Fidel annuncia che risale a sei mesi prima. Da tempo ormai Guevara non si vedeva negli ambienti politici cubani: perché Guevara ha deciso di abbandonare Cuba? Forse per tentare una rivoluzione che ha come obiettivo la nascita di una "Seconda Cuba".

Che Guevara arriva a La Paz il 3 novembre 1966 con un passaporto falso intestato a Adolfo Mena; il 7 novembre giunge alla fattoria di Nancahuazu nella Selva Orientale che sarà teatro dell'intera campagna. Perché viene scelta la Bolivia? Le ragioni sono soprattutto strategico-militari. La Bolivia è al centro del Sud America. Confina con Perù, Cile, Paraguay, Argentina e Brasile: la vittoria di una rivoluzione socialista in Bolivia equivarrebbe a far esplodere l'intero continente. In termini ancora più semplici Guevara pensava alla Bolivia come d un "secondo Vietnam" . Nella fattoria di Nancahuazu sono state trasportate armi, munizioni e provviste e, con l'arrivo del "Che" l'addestramento dei guerriglieri comincia. Nel marzo del 1967 vi è un primo scontro a fuoco con una pattuglia di soldati che cade in un'imboscata. La guerriglia boliviana è ufficialmente iniziata. Il passaggio dalla fase dell'addestramento a quello dell'azione è senz'altro prematuro e da esso deriveranno conseguenze fatali. E' ormai chiaro che il gruppo guerrigliero è stato scoperto e che l'esercito sta apprestandosi a dare battaglia. L'inizio della campagna registra all'attivo dei guerriglieri una serie di successi mentre l'esercito regolare appare incerto, confuso , sulla difensiva. Le forze armate stimano una consistenza dell'esercito partigiano molto al di sopra della realtà: duecento , trecento, cinquecento uomini. Sembra che il "secondo Vietnam" stia per nascere. La situazione del gruppo guerrigliero, invece, è abbastanza precaria. Innanzi tutto, la sua entità numerica è ancora molto bassa e il reclutamento dei nuovi combattenti si rivela impossibile. Alla fine del dicembre 1966 i guerriglieri sono poco più di una ventina. In aprile diventeranno il doppio ma non aumenteranno più Nell'aprile del '67 i guerriglieri si scindono in due gruppi. La colonna principale, guidata dal "Che", prosegue la marcia verso nord. Il Comando del gruppo minore, che comprende una decina di guerriglieri è affidato al n. 2 di Guevara "Joaquin", La decisione di scindere in due le forze si rivela un errore gravissimo perché la formazione ne risulta seriamente indebolita e anche perché le due colonne non riusciranno mai più a stabilire un contatto fra loro. Nella sua marcia verso nord Guevara trova una debole resistenza dell'esercito. Gli scontri a fuoco sono poco più che scaramucce ma continuano ad alimentare la leggenda dell'invincibilità della guerriglia. Il governo boliviano chiede aiuto agli Stati Uniti che, per il momento, decide soltanto di intensificare il programma di assistenza per l'addestramento di reparti antiguerriglia. L'esercito boliviano, dopo l'iniziale disorientamento, ha cominciato a riorganizzarsi e ai primi di luglio del '67 è pronto per lanciare una grande offensiva. La manovra dell'esercito ha l'obiettivo di stringere in una sola morsa entrambe le colonne guerrigliere. La prima preoccupazione del "Che" è quella di ritrovare la colonna di "Joaquin" per riunire le forze, quindi muove con la sua colonna verso la zona in cui pensa di poterla trovare. Anche "Joaquin" ha la stessa preoccupazione e inizia a spostarsi verso nord pe ricongiungersi al "Che". Inutilmente. Questa ricerca durerà quasi due mesi ma le due colonne non si ricongiungeranno mai. Il 31 agosto il primo disastro. La colonna di "Joaquin" viene attirata in un'imboscata e viene distrutta. La situazione va rapidamente deteriorandosi . La colonna del "Che" vaga a casaccio senza obiettivi né tattici, né strategici. La disciplina è a pezzi e la salute di Guevara è a pezzi. Verso la fine di settembre l'esercito guerrigliero non è altro che un gruppo di fuggiaschi, braccati sempre più da vicino dall'esercito regolare e senza l'appoggio della popolazione. La fine è ormai prossima.

Il 26 settembre il gruppo del "Che" cade in una imboscata dell'esercito; la trappola si sta chiudendo. Il 7 ottobre il gruppo guerrigliero è ormai vicino alla fatale Quebrada del Yuro; il giorno dopo, grazie alla delazione di un contadino, le truppe regolari si scontrano con i guerriglieri. Il "Che" viene catturato: è sconfitto, stanco e ferito, ha capito di avere perso.

Il 9 ottobre del 1967 a mezzogiorno arriva da La Paz, direttamente dal palazzo presidenziale , l'ordine di fucilare immediatamente il prigioniero Guevara.

La sua vita e la sua morte sono state giudicate un esempio ammirevole di coerenza rivoluzionaria. E' sul giudizio da dare sull'elevata statura morale di Ernesto "Che" Guevara da ogni punto di visto lo si consideri: guerrigliero, economista, teorico, uomo di stato, politico, banchiere, padre, uomo. E' questo senso etico che rappresenta il "FILO ROSSO" di tutto il pensiero e di tutte le azioni del "Che". Il "FILO ROSSO" che ne spiega la logica interna, che giustifica gli errori, che fa della vita del "Che" un tutto organico. Un solo grido di guerra per la liberazione dell'uomo dalle umiliazioni, dall'oppressione, dallo sfruttamento, da qualsiasi parte provengano. Un solo grido di guerra per la creazione di una società più giusta. Non solamente per una società che si definisca socialista, ma per una società che sia intimamente socialista.

Cuba per quasi 60 anni, fu una COLONIA ECONOMICA DEGLI U.S.A., ai quali aveva ceduto in affitto la Baia di Guantanamo (base navale) e l'isolotto di Navassa (stazione radio). Le compagnie STATUNITENSI controllavano l'80% delle ferrovie ,il 90% delle miniere e piantagioni, il 40% degli zuccherifici (maggiore risorsa del paese).

Nel 1960,l'atteggiamento degli STATI UNITI si fa chiaramente provocatorio.



In gennaio, Eisenhower chiede al congresso l'autorizzazione a ridurre la quota cubana di zucchero, successivamente viene deciso l'embargo.


Il Pensiero del Che(3°livello)

"In breve: non c'è ideale positivo sostenuto da Marx che non sia anche un contributo validissimo alla migliore tradizione umanista, tradizione che rappresenta l'eredità delle concezioni classica, giudaica e cristiana della condizione umana. Considerati dal punto di vista morale, i principi di Karl Marx rientrano indubbiamente tra i principi animatori della civiltà occidentale."

"L'opera di Marx quale egli la lasciò alla sua morte nel 1883, non è del tutto compiuta e mai egli compendiò le sue idee in maniera sistematica e completa. Inoltre, parte di quanto Marx scrisse fuconcepito come polemica contro idee di altri, molti dei quali hanno oggi un interesse storico limitato. Come per tutti i pensatori più complessi, non esiste un solo Marx. I vari caratteri della sua opera, che noi ricostruiamo attraverso libri,opuscoli, articoli, lettere, scritti in epoche diverse della sua stessa evoluzione, dipendono dal nostro grado di interesse, e nessuno di essi può essere considerato il Vero Marx. E interessante valutare cosa abbiano preso delle opere di Marx e di Engels e su cosa abbiano posto l'accento i pensatori delle generazioni posteriori, le scuole, i partiti. Su questo argomento si potrebbe scrivere un libro di un certo valore senza difficoltà alcuna. C'è il Marx agitatore e di conseguenza ecco le compilazioni del suo messaggio ideologico;c'è il Marx economista, e così ristampe e compendidel Capitale; e il Marx storico, trascurato forse più di tutti gli altri. Recentemente, sono stati messi in luce ilfilosofo della storia, lo studioso di sociologia politica, e il giovane Marx umanista e moralista. Non esiste dunque un solo Marx;ogni studioso deve avvicinarsi al suo Marx."

"Non è completamente chiaro cosa sia esattamente incluso e cosa no in 'base economica', nésono definite con precisione o usate con coerenza 'forze' e'rapporti' di produzione. In particolare la 'scienza' sembraessere a mezz' aria tra struttura e sovrastruttura; ed è dadubitare se i concetti di struttura e sovrastruttura possanoessere usati come delle unità (come fa Marx), poichésia l'uno che l'altro si compongono di un insieme di moltielementi e di molte forze. Sovrastruttura è per Marx unacategoria ripostiglio, qualcosa in cui relegare tutto ciòche è di troppo.


La stessa distinzione tra struttura esovrastruttura non è affatto delineata con chiarezza. Unorganizzazione istituzionale di una società, inclusi irapporti di produzione, penetra certamente a fondo negli strumentitecnologici e nel loro sviluppo scientifico, incluse le forze diproduzione, forgiando il loro si-gnificato e il loro ruolo nel cambiamento storico. Molti fattori che non possono essere considerati esplicitamente 'economici' entrano in ciò che Marx pare voler indicare con 'modi di produzione' o 'baseeconomica'. Un fatto che i marxisti sostengano un gran numero diinterpretazioni diverse sembra confermare il mio punto di vista.Inoltre il problema della mediazione - come precisamente la struttura determina la sovrastruttura - non è esaminatoaccuratamente. Un problema su cui ritorneremo è vedere aquali meccanismi e in quali condizioni precise i conflittieconomici si 'riflettono' nella lotta psicologica e politica. Datoil carattere fondamentale di queste concezioni, la loroinesattezza trasmette una certa imprecisione all'interomodello."

"Invece la polarizzazione non si èverificata; nel corso della storia del capitalismo la strutturaclassista non si è ridotta, come si aspettava Marx, a dueclassi. Al contrario, si è generalizzata la tendenzaopposta, e quanto più 'avanzato' è il capitalismo,tanto più complessa e diversificata si è fatta lastra-tificazione."

"La questione dell'atteggiamento degliuomini verso il lavoro che fanno, nelle società capitalistecome m quelle non capitaliste, è una questione del tuttoempirica e un problema per cui non abbiamo risposte adeguate. Aogni modo, riassumendo il concetto di alienazione come ci èstato lasciato da Marx è del tutto incompleto e ambiguo,anche se affascinante."

"Dobbiamo invece ricercare le cause deldisagio del capitalismo, la natura delle sue crisi, e gli effettidi queste. E Marx per rispondere a questi quesiti è unaguida inadeguata."

"Se non altro come risposta alle altecapacità teoriche degli oppositori di Stalin, alletradizioni teoriche del marxismo e del bolscevismo e al profondobisogno di 'ortodossia', lo stalinismo ha un suo sviluppodottrinale. E il consolidamento, in condizioni specifiche, dialcune delle te

orie bolsceviche. Non è 'l'unicoconsolidamento possibile' ma è uno deipossibili."










































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