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Natura ed energia

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Natura ed energia



Studio di fattibilità relativo ad un impianto per la produzione di energia elettrica partendo da biomassa agricola e zootecnica in Romania.



Redattore: Dottor Lorenzo Leone



Piteşti, 10/06/2010


1.0.          Introduzione





Come in tutte le proposte di affari che si rispettino, anche nel caso dell’esecuzione di una centrale elettrica a biomasse bisogna motivarne le scelte operative e nel caso di specie innanzitutto dobbiamo parlare del luogo.

L’operazione viene proposta in Romania per una serie di motivi pratici:

a)     La materia prima occorrente per la formazione del biogas è a costo bassissimo, nel senso che non deve essere acquistata, ma bisogna andare fisicamente sui campi a raccoglierla;

b)     Il costo dei terreni agricoli sui quali edificare la centrale varia dai 5 ai 10.000 euro all’ettaro contro i 150.000 e più dell’Italia;

c)     Sulla produzione di energia da fonti rinnovabili non si pagano le accise.

Queste considerazioni da sole permettono di attribuire al progetto in questione una valenza prioritaria rispetto ad un’operazione analoga o simile effettuata in un altro Paese UE.

Un’altra considerazione interessante è che l’imposizione sul reddito d’impresa in Romania è del 16%.


Ora, una volta esaminati quelli che potremmo definire i punti di forza generici dell’operazione, entriamo un po’ nello specifico e perciò, alla stregua di una sfida intellettuale, Vi invito ad indicarmi un’altra attività produttiva che abbia costanza sia di unità prodotte che di volume d’affari; probabilmente quest’ultimo sarà crescente perché se c’è una cosa che non si riduce è il prezzo di cessione dell’energia elettrica.  


1.1.          Scopo e obbiettivi dello studio

L’operazione proposta persegue i seguenti obbiettivi:

riduzione della dipendenza dalle importazioni di risorse di energia primaria  (principalmente combustibili fossili) e migliorare la sicurezza nell’approvvigionamento;

diversificazione delle fonti disponibili di energia;

la valorificazione delle fonti rinnovabili di energia porterà alla salvaguardia dell’ambiente attraverso la riduzione delle emissioni nocive e la lotta alle variazioni del clima.


1.2.          Breve presentazione del soggetto economico

La società titolare del presente studio è la Bio Agri Gas srl con sede legale in Romania, località Piteşti, Strada Gheorghe Ţiţeica nr.4, bloc S5, scala A, piano 7, appartamento 27; la società è stata fondata con l’unico scopo di produrre energia elettrica.

1.3.          Fonti documentali

Il presente progetto è il risultato di un’esperienza solida all’estero che in Europa raggiunge i circa 5.000 impianti di questo tipo che sono in funzione con ottimi risultati. In Europa circa 2.000 impianti sono in funzione per il trattamento dei fanghi di depurazione; oltre 600 impianti a biogas per il trattamento delle acque reflue industriali ad alta carica organica; oltre 2.000 impianti in funzione con scarti zootecnici in Germania, Austria, Italia (circa 250) Danimarca, Svizzera, Svezia; circa 150 impianti lavorano la frazione organica dei rifiuti urbani e/o i residui organici dell’industria. In Danimarca al momento attuale sono in funzione 20 impianti che lavorano annualmente circa 1.100.000 tonnellate di scarti zootecnici (3% del totale) e 375.000 tonnellate di scarti organici industriali. In Svezia sono in funzione 13 impianti dei quali 7 lavorano anche sottoprodotti di origine animale. In Germania 2.700 impianti a co-digestione, cioè che lavorano sia scarti zootecnici che scarti agricoli, producono circa 665 MW con circa 6.000 lavoratori assunti. Il Governo sostiene molto questo settore attraverso contributi all’investimento ed al prezzo dell’energia prodotta per un periodo di 20 anni. In Italia sono in funzione circa 250 impianti di biogas a cogenerazione, che coprono circa il 3,2% del consumo totale di energia.


1.4.          Sintesi dello studio


1.4.1.     Servizi offerti

La centrale oggetto del presente studio produrrà energia elettrica a medio voltaggio ed energia termica sotto forma di acqua calda; quest’ultima dovrà essere distribuita per poterla valorizzare.

1.4.2.     Presentazione dell’investimento

L’investimento di cui si parla è un impianto per la produzione di energia elettrica che utilizza scarti agricoli, vale a dire stocchi di mais, non necessariamente in combinazione con letame bovino; esso occupa una superficie che può variare dai 2 ai 4 ettari in funzione della potenza installata per ogni unità.


1.4.3.     Programma di messa in funzione

La messa in funzione dell’impianto è prevista a partire dal 13° mese dall’inizio della costruzione. Per procedere in questa operazione, bisognerà riempire i fermenter di biomassa pretrattata, cioè imbibita di acqua a tal punto da permetterle di avviare la fermentazione biologica con successiva produzione del biogas.



Schema relativo ad una unità per la produzione di energia con potenza installata di 2Mw.



1.1.          Progetto di investimento – presentazione e costi di realizzazione


1 Mw

2 Mw




Investimento per l'impianto

€ 3.500.000,00

€ 6.000.000,00




Ammortamento edilizio (30 anni)



€ 82.000,00

€ 164.000,00

Ammortamento macchine

€ 76.000,00

€ 155.000,00

Amm.autorizzazioni, concessioni e licenze

€ 10.000,00

€ 10.000,00

Interessi passivi

€ 135.000,00

€ 230.000,00

Spese di manutenzione

€ 120.000,00

€ 120.000,00

Intervento 24/24

€ 40.000,00

€ 40.000,00

Assicurazione

€ 24.000,00

€ 36.000,00

Direttore Tecnico e Direttore Finanziario

€ 30.000,00

€ 40.000,00

Emolumento Amministratore

€ 240.000,00

€ 240.000,00

Costo di spandimento fertilizz.

€ 12.000,00

€ 24.000,00

Personale dipendente

€ 51.000,00

€ 75.000,00

Insilato di mais

€ 120.000,00

€ 240.000,00

Lavorazioni conto terzi

€ 8.000,00

€ 16.000,00

Consulenza tecnica esterna

€ 16.000,00

€ 20.000,00

Leasing auto

€ 30.000,00

€ 60.000,00

Carburante

€ 38.000,00

€ 76.000,00

Telefono/Internet

€ 3.000,00

€ 3.000,00

Viaggi aerei

€ 16.000,00

€ 16.000,00

Costi amministrativi

€ 8.000,00

€ 8.000,00

Contratto di concessione

€ 5.000,00

€ 10.000,00




TOTALE COSTI

€ 1.064.000,00

€ 1.583.000,00







Ricavi da cessione dell'energia elettrica



€ 900.000,00

€ 1.800.000,00




Certificati verdi

€ 2.040.000,00

€ 4.080.000,00




Sopravvenienza attiva da finanziamento

€ 50.000,00

€ 100.000,00




TOTALE RICAVI

€ 2.990.000,00

€ 5.980.000,00




- costi d'esercizio

€ 1.064.000,00

€ 1.583.000,00




MARGINE

€ 1.926.000,00

€ 4.397.000,00




IMPOSTE D'ESERCIZIO

€ 308.160,00

€ 703.520,00




Reddito netto

€ 1.617.840,00

€ 3.693.480,00


N.B: nel calcolo dei ricavi è stata presa in esame la cessione al distributore dei circa 1.667 MW da una parte e 3.334 MW dall’altra prodotti all’anno al prezzo di € 54,00/Mw, mentre la voce certificati verdi rappresenta la  valorizzazione degli stessi Mw/anno all’importo dei 3 certificati verdi per ogni Mw ceduto in rete; ogni certificato verde vale € 55,00


2.0.          Analisi commerciale


2.1.          Servizi offerti


2.1.1.     Presentazione dei servizi offerti

Come dicevamo precedentemente, l’impianto produce sia energia elettrica che energia termica. L’energia elettrica viene distribuita in rete secondo precise regole stabilite dalle istruzioni ministeriali e prevede una cessione in rete ad una tensione media, che va cioè dai 14 ai 18.000 volts.

L’energia termica invece, che deriva dal processo di raffreddamento idraulico delle parti del motore/generatore, può essere distribuita liberamente, poiché non vi sono vincoli relativamente a questo tipo di energia.

2.1.2.     Principali caratteristiche dei servizi offerti

La principale caratteristica dell’energia elettrica da noi prodotta è il fatto che la materia prima che porta alla sua generazione è rinnovabile ed il suo costo è molto basso. Per il resto le caratteristiche qualitative dei nostri servizi sono identiche a quelle riscontrabili nelle utenze dei grandi gestori.

2.1.3.     Livello di competitività sul mercato

La Romania dispone di un importante potenziale sfruttabile di risorse rigenerabili di energia (idrologiche 40.000 GWh/anno dei quali 6.000 GWh/anno da microidrologico, eoliano 23.000 GWh/anno, solare-termico 1,434 mila toe/anno e solare fotovoltaico 1,2 GWh/anno, biomassa 318 x 106 GJ/anno, risorse geotermiche 7 x 106 GJ/anno) ripartite in diverse zone del Paese. Allo stesso modo, la Romania possiede un importante potenziale non sfruttato di biocombustibile, essendo la produzione attuale scarsamente sviluppata, per la maggior parte a causa della mancanza di unità produttive.



La produzione di energia elettrica da risorse rigenerabili rappresenta ad oggi circa il 29% del totale della produzione di energia primaria rapportata nel 2004, ma la valorizzazione delle risorse rigenerabili, ad eccezione di quelle ideologiche in strutture a grande potenza è ancora scarsa.

Diversificare la valorizzazione delle fonti rinnovabili di energia è necessario, considerando il fatto che esistono diversi tipi di fonti rinnovabili disponibili per l’uso ed il fatto che la produzione di energia da queste fonti varia nei diversi periodi dell’anno, in funzione delle condizioni meteorologiche.

In questo modo, le operazioni contribuiranno al raggiungimento dell’obbiettivo nazionale del 33% in media dell’energia elettrica prodotta da risorse rigenerabili per il consumo totale di energia elettrica nell’anno 2013.

L’influenza del politico nel settore energetico romeno sarà importante anche nel 2010. I nuovi governanti hanno già assunto una decisione fondamentale – hanno annullato il progetto di creazione del nuovo gigante energetico nazionale “Electrica” e pensano a riprendere le privatizzazioni nel settore energetico. Ogni società componente della concentrazione economica pensata dall’ex Primo Ministro Tariceanu rimarrà al Ministero dell’Economia, ma sarà “indipendente”. In questo modo, le filiali delle attuali compagnie di distribuzione dell’energia elettrica (Muntenia Nord, Transilvania Sud e Transilvania Nord) cosiccome i più grandi complessi energetici del bacino Olteniţei (Turceni e Rovinari) attendono di essere vendute. Al di là di ciò, lo Stato potrebbe privatizzare il terzo complesso  energetico dell’Oltenia, quello di Craiova, oltre a diverse microcentrali idroelettriche di proprieta della società “Hidroelectrica”.

Sul mercato energetico romeno gli effetti della crisi si faranno sentire attraverso la diminuzione del consumo. Per questo motivo, la produzione di elettricità diminuirà, mentre i distributori venderanno di meno. Quelli che risentiranno di più questa situazione sono i produttori che vendono l’energia a caro prezzo, in special modo le centrali elettriche che utilizzano il carbone. In questa categoria rientrano i complessi energetici Turceni, Rovinari e Craiova, cosiccome le centrali termiche. Saranno avvantaggiati il produttore di energia nucleare „Nuclearelectrica” e quello di idroenergia „Hidroelectrica”. Ci sono inoltre due fattori che potranno influenzare il mercato: l’evoluzione del prezzo dei combustibili (gas, carbone e petrolio grezzo) e la situazione idrica. Un maggior prezzo dei combustibili accresce i costi di produzione delle centrali termiche, mentre la mancanza di precipitazioni porta all’abbassamento del livello dei bacini di accumulazione, fatto che coinvolgerà la produzione idroelettrica.  

Il fatto principale dell’anno 2008 è stata la firma dell’accordo per la costituzione della società che costruirà ed avvierà i reattori 3 e 4 di Cernavoda (centrale nucleare). Lo Stato romeno deterrà il 51% della futura società, mentre 6 investitori, Enel, Iberdrola, Arcerol Mittal Galaţi, Electrabel e RWE si divideranno il resto delle azioni. Questo accordo rappresenta l’abbinamento della volontà politica di accrescere l’opzione strategica di estendere la filiera nucleare in Romania e di assicurare la fornitura di energia senza emissioni di CO2 implicando alcuni investitori strategici di primo rango che vogliono essere presenti sul mercato locale dell’energia a lungo termine, proprio quando iniziano a vedersi i primi sintomi della ripresa finanziaria ed economica.

I fornitori di elettricità e le società che pagano la tariffa regolamentata per l’energia elettrica aspettano con grande interesse le decisioni dell’Autorità Nazionale di Regolamentazione dell’Energia (ANRE) di stimolare  il mercato energetico. La domanda che ci si pone è se l’autorità rinuncerà alla tariffa regolamentata per l’energia elettrica o no nel 2009. Si estenderà la concorrenza, senza dubbio. Al momento attuale il 30% dei consumatori finali sono enti economici che beneficiano della tariffa regolamentata. Se passeranno al libero mercato potremo avere una maggior concorrenza che può portare ad una riduzione dei prezzi.

Nel 2010 in Romania opererà la prima centrale eolica di grandi dimensioni. Questa si trova nella località Fântănele nella provincia di Tulcea ed è proprietà del gruppo CEZ della Repubblica Ceca. Nella prima fase, la centrale ha una capacità di 347,5 MW prevedendo che nei prossimi anni arriverà a 600 MW. Sempre nella provincia di Tulcea, a Triverde, si sta progettando di mettere un impianto da 144 MW facente parte del parco eolico sviluppato dalla società Dobrogea, controllata dagli spagnoli della Iberdrola. Per il futuro anche questo impianto raggiungerà i 600 MW. Dal punto di vista della capacità installata, la Romania è fanalino di coda nella regione con soltanto 7 MW di potenza installata nell’energia eolica. Come informazione, l’Ungheria possiede 65 MW, la Bulgaria 70 MW, mentre l’Ucraina 89 MW. Nella provincia Dobrogea, il numero di progetti eolici da sviluppare è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, tanto che all’operatore nazionale di trasporto dell’energia elettrica sono pervenute richieste di allacciamento al sistema energetico nazionale di circa 8.000 MW.

Il costo di installazione di un MW di energia in centrali eoliche arriva fino ad 1,5 milioni di euro; in cambio, dopo la messa in funzione delle turbine i costi sono zero, mentre nelle unità termiche, per esempio, durante il periodo di funzionamento le spese per combustibile arrivano ad essere 1,5 volte maggiori della costruzione della centrale.

Il settore della biomassa non è stato praticamente preso in considerazione, nonostante alcuni passi siano stati fatti da 3 anni a questa parte: sono infatti operativi due piccoli impianti che funzionano a sola biomassa animale nei pressi di allevamenti suini al nord della Romania.

Quello che probabilmente scoraggia di più l’investitore è l’alta intensità di lavoro che caratterizza questo tipo di impianti rispetto a quelli che sfruttano l’energia eolica. Il lavoro richiesto non è solo quello relativo all’esecuzione materiale dell’investimento, ma a monte vi è una preparazione complessa. Però il risultato finale è una grande stabilità dei volumi prodotti e quindi dei ricavi e dei risultati di esercizio, crescenti soltanto se vengono riconosciuti ai produttori margini più elevati e decrescenti soltanto se la politica di approvvigionamento della materia prima è sbagliata.

Rientrando in un piano europeo per lo sviluppo della competitività economica, la centrale beneficia di 3 certificati verdi per ogni MW ceduto alla rete di distribuzione e, trattandosi di una produzione prioritaria, il distribuitore è obbligato ad acquistare prima da questa centrale e poi dagli altri produttori.


2.2.          Mercato e commercializzazione


2.2.1.     Analisi della domanda/offerta sul mercato interno






Da questo diagramma si può agevolmente vedere com’è segmentato il mercato in funzione della produzione per tipo di risorse utilizzate come materie prime, vale a dire il 41,6% da risorse solide, cioè carbone; il 22,4% da acqua, cioè energia idroelettrica; il 19,8% da energia nucleare e il 15,5% da gas.



In quest’altro diagramma viene raffigurato il mercato dalla parte dell’offerta, mentre nella tabella che segue raffiguriamo il mercato dal punto di vista della domanda.







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