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ESPROPRI E STRADE = Tesina multidisciplinare

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ESPROPRI E STRADE

Tesina multidisciplinare






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Diritto

Costruzioni

Tecnologia delle costruzioni





A cura di Giovanni S.



Espropriazioni per causa di pubblica utilità


L'espropriazione è la privaz 727f59h ione forzata del diritto di proprietà o di altro diritto reale, fatta per motivi di pubblico e generale interesse.

L'articolo 42 della Costituzione della Repubblica italiana dichiara che la proprietà privata pur essendo legalmente riconosciuta, può essere, nei limiti previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.


Questi concetti sono ripresi dal codice civile, l'articolo 834 recita: " Nessuno può essere privato in tutto o in parte dei beni di sua proprietà, se non per causa di pubblico interesse, legalmente dichiarato, e contro il pagamento di una giusta indennità. Le norme relative all'espropriazione per causa di pubblico interesse sono determinate da leggi speciali".

Il provvedimento di espropriazione, dunque, produce l'effetto di cambiare il titolare del diritto di proprietà sul bene: l'ente pubblico subentra al privato.

Il "testo unico sugli espropri" è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 agosto 2001, il legislatore ha provveduto al riordino delle disposizioni di più di un secolo di normativa in tema di espropriazioni, riassumendole in 59 articoli, creando un sistema applicabile in ogni caso.


La prima legge dello Stato italiano in materia di espropriazione è la legge 25/6/1865 n. 2359 indicata come "legge fondamentale". La legge fondamentale regola la dichiarazione di pubblica utilità, individua i soggetti interessati all'espropriazione ( espropriante ed espropriato) e l'oggetto dell'espropriazione stessa, definisce le procedure ammesse e detta i criteri di determinazione dell'indennità.

L'oggetto della dichiarazione di pubblica utilità deve essere un'opera precisa, concreta e fattibile, risultante da un progetto presentato da un soggetto che si presta a realizzarla in un determinato tempo, mentre la dichiarazione viene pronunciata per legge, per decreto del presidente della Repubblica, per decreto ministeriale o per decreto prefettizio.

I soggetti dell'esproprio sono: l'espropriante, che è lo stesso esecutore dell'opera (può essere un Ente pubblico, lo Stato o un privato) e l'espropriato, rappresentato il più delle volte da un privato, ma può anche essere un Ente pubblico o lo Stato.

L'oggetto dell'espropriazione può essere qualsiasi bene (mobile o immobile, materiale o immateriale; solitamente si tratta di un bene immobile, un fondo rustico o urbano), che risulta essere necessario per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità.

All'espropriato spetta un'indennità, cioè una somma di denaro che gli deve essere pagata dall'ente espropriante, calcolata secondo criteri stabiliti dalla legge.


L'indennizzo deve essere un "serio ristoro", deve ricompensare con valore effettivo e non solo nominale, al valore economico del bene deve essere attribuito un peso importante, anche se non unico e decisivo.

Ai fini della determinazione dell'indennità la procedura espropriativa individua due momenti: il momento della dichiarazione della pubblica utilità e il momento dell'esproprio; inoltre si deve tener presenti in quali dei seguenti casi si identifica l'espropriazione in oggetto:


espropriazione totale;

espropriazione parziale;

occupazione temporanea;

imposizione di servitù permanente.


ESPROPRIAZIONE TOTALE : si ha quando un proprietario viene privato integralmente di un suo fondo. L'indennità è pari al giusto prezzo che avrebbe avuto l'immobile in una libera contrattazione di compravendita, cioè il valore di mercato del bene secondo i prezzi correnti al momento dell'espropriazione, considerato nelle condizioni in cui si trovava al momento della dichiarazione di pubblica utilità, senza trascurare la sua eventuale suscettibilità ad un ordinario miglioramento. Se il proprietario espropriato è coltivatore del fondo, l'indennità deve comprendere il valore dei frutti pendenti o delle anticipazioni colturali presenti al momento dell'occupazione.

ESPROPRIAZIONE PARZIALE : l'indennità consiste nella differenza fra il giusto prezzo che avrebbe avuto l'intero immobile prima dell'occupazione e il giusto prezzo che potrà avere la sua parte residua dopo l'occupazione, cioè il valore completare della parte espropriata rispetto al fondo integro. Mentre l'espropriazione parziale arreca sempre un pregiudizio al fondo, che viene appunto misurato dall'indennità determinata a norma dell'art. 40, la realizzazione dell'opera di pubblica utilità può arrecare un vantaggio alla parte residua del fondo, come ad esempio la costruzione di una strada che agevola la comunicazione con i centri di mercato.

OCCUPAZIONE TEMPORANEA : per l'esecuzione di un'opera di pubblica utilità possono essere occupati temporaneamente terreni per l'estrazione di pietre, ghiaia, sabbia, argilla, ecc.., per il deposito di materiali e attrezzature,  per l'installazione di magazzini e cantieri di lavoro, per passaggi provvisori e per ogni altro uso necessario alla realizzazione dell'opera. L'occupazione temporanea non può avvenire per i terreni fabbricati né per quelli recintati da muri. Essa non comporta il trasferimento della proprietà all'ente esecutore dell'opera, fa nascere un diritto reale di godimento a favore di questo, corrispondendo un'indennità che deve tener conto:

a) della perdita dei frutti pendenti e dell'eventuale soprassuolo arboreo;

b)    dei mancati redditi durante il periodo d'occupazione;

c)     delle spese necessarie a ripristinare le condizioni primitive del fondo al termine dell'occupazione;

d)    del danno conseguente ad una diminuzione transitoria o permanente di reddito, se il ripristino della situazione primitiva richiede tempi lunghi o non è possibile.

Secondo l'art. 69 della legge, l'indennità deve essere pagata prima dell'occupazione.


Al fine di consentire all'espropriante di iniziare le opere prima che sia ultimata la pratica d'esproprio, può essere decretata l'occupazione d'urgenza dei terreni, che non può protrarsi oltre i due anni, prorogabili di altri due.


IMPOSIZIONE DI SERVITU' PERMANENTI : se il fondo viene gravato da una servitù, al suo proprietario spetta un indennizzo comprendente i danni dovuti alla realizzazione dell'opera, i danni dovuti alla sua esistenza e al suo esercizio purché siano perduranti.

Se l'opera di pubblica utilità non è stata eseguita nei tempi stabiliti o il fondo espropriato non ha avuto la destinazione prevista, il proprietario espropriato può ottenere la retrocessione (restituzione), pagando un prezzo corrispondente al valore di mercato del bene al momento della retrocessione.

La legge 15/1/1885 n. 2892 ( legge per il risanamento della città di Napoli), fu promulgata per ridurre l'onere a carico del Comune, consentendo all'Amministrazione comunale il pagamento di indennità inferiori a quelle che avrebbero dovute essere liquidate in base alla legge fondamentale.

L'indennità dovuta ai proprietari degli immobili espropriati sarà determinata sulla media del valore venale e dei fitti coacervati dell'ultimo decennio, purché essi abbiano data certa corrispondente al rispettivo anno di locazione. In difetto di tali fitti accertati, l'indennità sarà fissata sull'imponibile netto agli effetti delle imposte sui terreni e sui fabbricati.

Se i fitti hanno data certa, l'indennità risulta quindi:

Ind. = (Vo + 10 Ca) / 2


Se i fitti non hanno tutti data certa, l'indennità risulta invece:

Ind. = (Vo + 10 RC) / 2

Nell'espropriazione totale dei fondi rustici, se questi non sono stati continuativamente affittati nel decennio precedente l'espropriazione o i fitti non sono di data certa, l'indennità risulta:

Ind. = (Vo + 10 RD) / 2


Mentre le espropriazioni per opere di pubblica utilità da eseguirsi da privati venivano regolate dalla legge fondamentale, per le espropriazioni compiute da Enti pubblici nel 1971, il 22/10/1971 fu introdotta la legge n. 865, nota come "legge per la casa",in base alla quale l'indennità veniva calcolata sulla base dei valori agricoli medi dei terreni, considerati liberi da vincoli di contratti agrari, determinati anno per anno dagli Uffici tecnici erariali.

Questa legge fu in seguito modificata da altre fra cui la legge 28/1/1977 n. 10 nota come legge Bucalossi. La Corte di Cassazione ha puntualizzato in seguito che l'indennità determinata con la legge 865, modificata dalla legge 10, è applicabile per le aree agricole, mentre era da considerarsi illegittima per le aree a vocazione edificatoria, per le quali l'indennità deve essere determinata secondo i criteri della legge fondamentale.

DETERMINAZIONE DELLE INDENNITA' DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE TEMPORANEA PER OPERE E INTERVENTI DA PARTE DI ENTI PUBBLICI

Aree agricole

Entro il 31 gennaio di ogni anno viene determinato il valore agricolo medio, secondo i tipi di coltura praticata e solo per i terreni considerati liberi da vincoli di contratti agrari.

All'espropriato viene offerta un'indennità provvisoria comprendente:

il valore dei terreni coltivati ( sup.* Vagr. Medio qualità);

il valore dell'area occupata da fabbricati o da altri manufatti (sup * Vam qual. prevalente);

il valore dei boschi d'alto fusto, stimato a parte;

il V del costo di ricostruzione dei fabbricati o di altri manufatti;

la somma pagata per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile precedente l'espropriazione.

Se l'indennità viene accettata l'espropriazione diventa una cessione volontaria e viene pagato un prezzo che costituisce l'indennità effettiva

Il proprietario se è coltivatore diretto del fondo riceverà un'indennità corrispondente alla provvisoria triplicata , relativamente alla componenti 1 e 2; se non è coltivatore diretto del fondo l'indennità sarà quella provvisoria maggiorata del 50% relativamente alle componenti 1 e 2.

Se questa indennità non viene accettata viene offerta un'indennità definitiva stimata sulla base del valore agricolo reale de i terreni, corrispondendo, in caso di espropriazione totale, al valore di mercato del fondo, mentre nel caso di esproprio parziale si dovrà considerare anche la complementarità dei terreni occupati rispetto la totalità del fondo.

Aree edificate o a suscettività edificatoria

In questi casi l'indennità è quella prevista dalla legge 2359/1865 per fabbricati urbani, mentre per le aree edificabili l'indennità è quella prevista dalla legge 8/8/1992 n. 359 :

Ind. =[ (Vo + RD) / 2]

Se il proprietario non acconsente all'accessione volontaria  si fa la riduzione del 40%.


Occupazione temporanea d'urgenza(oggi non più in vigore in base all'art.23 del testo unico)

La pubblica amministrazione , una volta dichiarata la pubblica utilità di un'area, può aver bisogno di iniziare immediatamente i lavori prima che sia stato emanato il decreto di espropriazione e che sia stato determinato l'indennizzo. In questo caso può emanava la dichiarazione d'urgenza e indifferibilità dei lavori ed occupare immediatamente l'area. L'occupazione d'urgenza non poteva avere una durata superiore ai 5 anni, secondo la legge 865/1971, dopo dei quali il proprietario poteva richiedere la restituzione del bene, solamente se nel frattempo l'opera non era stata costruita almeno in parte perché in questo caso si sarebbe trattato di accessione invertita.

L'accessione invertita è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario, che si verifica a favore della pubblica amministrazione quando questa ha occupato illegalmente un'area privata e vi ha realizzato un'opera pubblica in tutto o in parte; l'acquisto si verifica per effetto della trasformazione irreversibile del suolo.

Per le aree agricole l'indennità era pari ad 1/12 dell'indennità che sarebbe dovuta in caso di espropriazione; per le aree edificabili si  fare riferimento alla legge fondamentale.


PROCEDURE ESPROPRIATIVE

Gran parte delle diverse regole per l'esproprio sono ispirate al modello normativo stabilito dalla legge fondamentale del sistema del diritto amministrativo italiano.




INIZIATIVA: L'ente della pubblica amministrazione presenta il progetto e domanda all'ente pubblico competente per l'espropriazione che l'opera sia dichiarata di pubblica utilità in vista di uno scopo di pubblico interesse;

DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA': L'ente se ritiene, secondo una valutazione discrezionale, che l'opera sia d'interesse pubblico, emette la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, indicando i termini di inizio e di compimento dei lavori. Questa dichiarazione ha l'effetto di degradare il diritto soggettivo di proprietà a interesse legittimo. IL proprietario del bene per evitare l'espropriazione può vendere il bene;

DETERMINAZIONE DELL'INDENNIZZO:  L'ente determina l'indennizzo ed emana il decreto di espropriazione;

DECRETO DI ESPROPRIO: è emanato entro il termine di scadenza dell'eficacia della dichiarazione di pubblica utilità (5 anni) e deve contenere tutte le indicazioni previste dall'art. 23 del testo unico. La norma sul contenuto del decreto ha cancellato la distinzione fra occupazione d'urgenza e decreto di esproprio. Questa distinzione in passato ha creato un'enorme contenzioso proprio perché a seguito della emanzione del decreto di occupazione d'urgenza, si cominciavano i lavori prima del decreto di esproprio. Il testo unico ha così ristabilito la regola di base alla quale prima si espropria e poi si realizza l'opera.

Art. 23 (L-R)
Contenuto ed effetti del decreto di esproprio
1. Il decreto di esproprio:
a) e' emanato entro il termine di scadenza dell'efficacia della
dichiarazione di pubblica utilita';
b) indica gli estremi degli atti da cui e' sorto il vincolo
preordinato all'esproprio e del provvedimento che ha approvato il
progetto dell'opera;
c) indica quale sia l'indennita' determinata in via provvisoria o
urgente e precisa se essa sia stata accettata dal proprietario o
successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata
presso la Cassa depositi e prestiti;
d) da' atto della eventuale nomina dei tecnici incaricati di
determinare in via definitiva l'indennita' di espropriazione,
precisando se essa sia stata accettata dal proprietario o
successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata
presso la Cassa depositi e prestiti;
e) da' atto della eventuale sussistenza dei presupposti previsti
dall'articolo 22, comma 1, e della determinazione urgente della
indennita' provvisoria;
f) dispone il passaggio del diritto di proprieta', o del diritto
oggetto dell'espropriazione, sotto la condizione sospensiva che il
medesimo decreto sia successivamente notificato ed eseguito;
g) e' notificato al proprietario nelle forme degli atti
processuali civili, con un avviso contenente l'indicazione del luogo,
del giorno e dell'ora in cui e' prevista l'esecuzione del decreto di
espropriazione, almeno sette giorni prima di essa;
h) e' eseguito mediante l'immissione in possesso del beneficiario
dell'esproprio, con la redazione del verbale di cui all'articolo 24.
(L)
2. Il decreto di esproprio e' trascritto senza indugio presso
l'ufficio dei registri immobiliari. (L)
3. La notifica del decreto di esproprio puo' avere luogo
contestualmente alla sua esecuzione. Qualora vi sia l'opposizione del
proprietario o del possessore del bene, nel verbale si da' atto
dell'opposizione e le operazioni di immissione in possesso possono
essere differite di dieci giorni. (L)
4. Le operazioni di trascrizione e di voltura nel catasto e nei
libri censuari hanno luogo senza indugio, a cura e a spese del
beneficiario dell'esproprio. (R)
5. Un estratto del decreto di esproprio e' trasmesso entro cinque
giorni per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova
il bene. L'opposizione del terzo e' proponibile entro i trenta giorni
successivi alla pubblicazione dell'estratto. Decorso tale termine in
assenza di impugnazioni, anche per il terzo l'indennita' resta
fissata nella somma depositata. (L)

Il proprietario può difendersi in giudizio contro l'illegittimità del procedimento espropriativi:

- se contesta la illegittimità dell'espropriazione per la controversia può rivolgersi al tribunale amministrativo regionale (Tar) in primo grado, il consiglio di stato in secondo grado, dal momento che il provvedimento amministrativo ha affievolito il suo diritto soggettivo di proprietà ad interesse legittimo;

- se viene solo contestata la misura dell'indennizzo la competenza è del giudice ordinario civile, dal momento che la controversia riguarda un diritto soggettivo non affievolito, sorto per effetto della vicenda espropriativi.


Espropriazione per fini urbanistici

Con l'adozione degli strumenti urbanistici di attuazione, il Comune ha la facoltà di espropriare le aree e le opere di interesse pubblico e le aree destinate per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, piani di recupero o piani per gli insediamenti produttivi. L'adozione dello strumento urbanistico attuativo assume il valore di dichiarazione di pubblica utilità delle opere da eseguire.




LE STRADE


L'esproprio è una pratica molto utilizzata per la costruzione di strade.

Nel caso delle strade può esser fatto ricorso all'esproprio parziale di terreni , o totale, e all'occupazione temporanea di terreni per poter eseguire le opere e per poter depositare i materiali necessari alla costruzione.

La strada è un manufatto al quale competono adeguate caratteristiche, che si sviluppa sulla superficie del terreno direttamente o indirettamente, tramite opere d'arte (ponti, viadotti, gallerie), ed idoneo a permettere la circolazione dei veicoli, che oggi sono sempre caratterizzati da trazione a motore e con l'impiego di ruote gommate.

La progettazione stradale ha il compito di individuare il percorso, le dimensioni e il costo della futura opera.

La strada è formata da due parti fondamentali:

- il corpo stradale;

- la sovrastruttura.

Il corpo stradale è rappresentato da tutte quelle opere in terra o in calcestruzzo (muri, viadotti) necessari a sostenere in modo stabile la sovrastruttura; la quale deve permettere lo svolgimento del traffico e trasmettere il carico veicolare al corpo stradale.

Il piano superficiale della strada prende il nome di piattaforma stradale, si mantiene di larghezza costante, solo in curva talvolta subisce degli allargamenti per rendere più sicuro traffico veicolare.  Non è totalmente orizzontale, ma ha una forma leggermente curva per favorire lo scolo delle acque.

La piattaforma stradale è composta da più parti dette carreggiate, da delle banchine laterali e mediane (spartitraffico); ai lati ci sono le scarpate che collegano la piattaforma al terreno.

La carreggiata è composta da un numero di corsie determinato in base al volume di traffico, mentre la larghezza della corsia (compresa fra 3.00 m e 3.75 m) è in funzione della velocità di base.

Le banchine (aventi una larghezza minima di 1.00 m) sono delle strisce parallele alla carreggiata comprese tra il bordo della pavimentazione  stradale ed il ciglio della scarpata, hanno lo scopo di creare uno spazio per la sosta di emergenza dei veicoli, per la collocazione di segnali stradali, parapetti, guardrails.


Le scarpate sono due superfici inclinate laterali, il valore della scarpa è dato(per terreni di media consistenza) dal rapporto s=3/2, hanno la funzione di raccordare la piattaforma stradale con il piano di campagna. Se la strada è in truncea il rapporto può essere s=1/1 venendo a formare un angolo di 45°, in quanto il terreno ai lati è compatto.


Si possono riconoscere tre tipi fondamentali di sezioni:

in rilevato,

in trincea

mista (o a mezza costa).

Le scarpate possono essere in sterro o in riporto, in relazione al fatto che il piano di campagna sia al di sopra o al di sotto rispetto alla piattaforma.

E' importante prevedere, alla base delle scarpate in sterro, due fossetti laterali, detti cunette, necessari per raccogliere e smaltire rapidamente le acque meteoriche che cadono sulla piattaforma, in curva si utilizzeranno le cunette alla francese al posto delle solite trapezie di modo che i mezzi possano invaderle senza rischio.

Qualora la scarpata di un rilevato non incontri il piano di campagna, ovvero lo incontri troppo lontano, si rende indispensabile la realizzazione di un muro di sostegno o di controscarpa, oppure di un muro di sottoscarpa.

Quando la distanza tra piano di campagna e piano stradale diventa eccezionale, bisogna ricorrere alla costruzione di opere d'arte quali viadotti o gallerie.

Il moto veicolare in curva è più complesso di quello sui rettifili in quanto subentra anche la forza centrifuga, trasversale al moto; inoltre in curva il veicolo presenta un ingombro reale superiore a quello ideale. Per evitare questo vengono adottate delle soluzioni particolari nella forma e nella sagomatura della sede stradale in curva: la sopraelevazione e l'allargamento.

La sopraelevazione ha lo scopo di ridurre l'effetto della forza centrifuga, si ottiene facendo ruotare la piattaforma stradale attorno al suo asse , oppure innalzando il ciglio esterno della curva rispetto a quello interno.

L'allargamento serve in quanto i veicoli in curva occupano uno spazio maggiore che nei rettifili in quanto le loro ruote posteriori descrivono una traiettoria diversa dalle ruote anteriori; inoltre in curva la visibilità tende a diminuire sensibilmente.

Le curve non possono avere raggi di curvatura inferiori a certi limiti detti raggi minimi, aventi valori dipendenti principalmente dalla velocità con cui i veicoli affrontano la curva stessa.

Un altro elemento da considerare è la pendenza longitudinale massima della strada, che viene fortemente condizionata dalle categorie di veicoli che sono abilitate a percorrerla.

Per progettare la futura strada occorre:

  1. valutare l'importanza della futura strada prevedendo il futuro traffico;
  2. fissare la velocità di progetto tenendola il più alta possibile, dimensionando adeguatamente alcuni elementi geometrici del tracciato (raggi, pendenze) che incidono direttamente sul costo dell'opera;
  3. conoscere la natura dei terreni lungo il tracciato;
  4. valutare la consistenza dei centri abitati presenti nella zona, per valutare la loro influenza sull'andamento del tracciato da studiare.

In base ai punti 1) e 2) vengono stabilite le dimensioni geometriche fondamentali della strada e cioè:

- Larghezza della piattaforma;

- Raggio minimo;

- Pendenza massima assoluta.

I punti 3) e 4) invece portano alla definizione di quello che sarà il futuro percorso della nuova strada.

L'importanza di prevedere il traffico futuro si è resa necessaria in seguito al rapidissimo incremento della circolazione automobilistica, alla progettazione di una strada bisogna quindi anteporre uno studio accurato del traffico, basato sul censimento della circolazione su strade analoghe a quella in progetto.

Da queste indagini si riportano dati relativi al traffico quali:


  • volume del traffico: n° di veicoli che transitano in una sezione durante un determinato periodo di tempo (un'ora o un giorno o un anno)
  • traffico giornaliero medio (TGM): volume di traffico annuale diviso per 365
  • traffico orario: veicoli che transitano in un'ora in una determinata sezione
  • traffico orario massimo: massimo volume di traffico in un ora che si riscontra in un anno su un corsia o carreggiata.
  • Traffico della 30^ ora : volume orario che su una corsia o carreggiata viene superato solo 29 volte l'anno



Per proggettare una strada si considera il traffico della 30^ ora di punta perchè se costruiamo un diagramma in cui riportiamo nelle ascisse il n° delle ore di punta e nelle ordinateil volume traffico, otterremo  un'iperbole:

  • nelle precedenti 29 ore si hanno percentuali di TGM molto superiori alla 30^ valori che indurrebbero a sovradimensionare la strada
  • nelle ore successive invece si hanno valori variabili di poco

Le pendenze che si possono adottare pel la progettazione di una strada vanno dal 5% al 12% a seconda del tipo di strada da realizzare:


strade tipo I e II                                     p max= 5%

strade tipo III e IV                                 p max=6%

strade tipo V e tipo particolare A          p max=7%

strade tipo VI                                        p max=10%

strade tipo particolare B e C                  p max=12%


Per contenere tali pendenze, mantenendo la strada quanto piu possibile aderente al terreno occorre fare uno studio su carta a piccola scala dei possibili tracciati eseguendo dei tracciolini, calcolando l'intervallo i relativo alla pendenza (cioè il segmento di uguale lunghezza che collega le due curve di livello) i=e / p; con l'apertura di compasso pari a i (in scala) si intersecano le curve di livello con archi aventi i come raggio: se l'arco è tangente alla curva di livello si ha una sola soluzione, se l'arco interseca due volte la curva di livello si avranno due soluzioni, se l'arco nn tocca affatto la curva di livello si avranno infinite soluzioni con pendenza inferiore.

Tra i percorsi trovati si deve scegliere:

quello più breve

quello col numero di opere d'arte più limitato

quello che evita terreni cedevoli o di interesse artistico

Una volta scelto il tracciolino lo si rettifica trovando così la poligonale d'asse, cercando di restare il piu possibile vicini al tracciolino scelto in precedenza, evitando per quanto possibile tornanti, e limitando i rettifili a qualche chilometro onde limitare la monotonia del percorso e l'abbagliamento durante le ore notturne.



Le tre fasi attraverso le quali si sviluppa il progetto stradale sono:

  1. Progetto preliminare;
  2. Progetto di massima;
  3. Progetto esecutivo.


DISCIPLINA GIURIDICA DELLE STRADE



Giuridicamente le strade possono suddividersi in:


Strade private, che fanno parte di immobili di proprietà dei privati

Strade di uso pubblico, che rientrano nei beni del demanio accidentale(in quanto apparteneti allo stato, alle regioni, agli enti locali)

La circolazione di veicoli e pedoni è regolata dalle norme del codice della strada: l'elemento che fa sotto porre lo spazio stradale alle norme del codice della strada è la sua destinazione all'uso pubblico.

Le strade sono classificate dal codice della strada anche in base alle loro caratteristiche funzionali, al loro uso alle esigenze gestionali e amministrative:

AUTOSTRADA: strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti , separate da spartitraffico invalicabile, con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata e corsia d'emergenza, priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all'utente lungo l'intero tracciato, contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine, deve inoltre essere dotata di aree di parcheggio che abbiano corsie di accelerazione e di decelerazione per l'accesso.

STRADA EXTRAURBANA PRICIPALE: strada a carreggiate indipendenti, separate da spartitraffico invalicabile ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata, priva di intersezioni a raso, con accessi a proprietà laterali coordinati, dotata di aree di servizio comprendenti aree per la sosta dotate di accesso con corsie di acelerazione e decelerazione

STRADA EXTRAURBANA SECONDARIA: strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine laterali

STRADA URBANA DI SCORRIMENTO: strada a carreggiate indipendenti separate da spartitraffico con almeno due corsie di marcia e una eventuale riservata ai mezzi pubblici, banchine pavimentate, marciapiedi, intersezioni a raso semaforizzate, eventuali aree di sosta estranee alla carreggiata.

STRADA URBANA DI QUARTIERE: strada a unica carreggiata con almeno due corsie, banchine e marciapiedi, con arre per la sosta esterne alla carreggiata.

STRADA LOCALE: strada urbana o extraurbana opportunamente sistemata per l'uso pubblico.

Le strade per esigenze amministrative sono state poi distinte in:

Strade statali: grandi direttrici del traffico nazionale unite con quelle estere, che collegano i vari capoluoghi, i porti marittimi areoporti, centri industriali e turistici

Strade regionali:allacciano i capoluoghi di provincia fra di loro e con il capoluogo di regione

Strade proviciali: allaccaiano il capoluogo di provincia con i singoli comuni, o questi alla rete statale o regionale

Strade comunali: allacciano il comune con le frazioni, le frazioni tra loro, il comune col porto, l'aeroporto e la stazione ferroviaria.


Le strade così classificate vengono iscritte all'Archivio Nazionale delle Strade.

L' ente che si occupa degli interventi operativi dello stato in materia di via bilità è L'ENTE NAZIONALE STRADE, presieduto dal Ministero dei lavori pubblici e il Consiglio di amministrazione è composto da tecnici in rappresentanza dei ministeri interessati, le funzioni di tale ente vanno dalla gestione della manutenzione, dello sviluppo , alla tutela dei beni stradali e alla viglianza sulle costruzioni, fino alla disciplina del traffico.

Il codice della strada e il suo regolamento disciplina la circolazione dei mezzi a motore sotto il profilo delle tecniche costruttive, dell'omologazione, delle regole di viabilità.



LAVORI STRADALI



STABILIZZAZIONE DEL SOLIDO STRADALE

La stabilizzazione della terra consiste sostanzialmente in una adeguata scelta o correzione granulometrica della terra impiegata in una opportuna operazione meccanica di costipamento

L'addensamento di una terra si ottiene con l'azione meccanica di costipamento mediante impiego di macchine.

COSTRUZIONE DEL SOLIDO STRADALE

La costruzione del solido stradale deve avvenire in modo da ottenere il massimo della capacità portante e della resistenza all'usura degli strati superficiali. Questo si ottiene, per gli strati in terra stabilizzata, usando materiali adatti per ogni strato e con un azione di costipamento adeguato in modo da ottenere risultati soddisfacenti.


IL RILEVATO

Funzione del rilevato è quella di offrire uno stabile piano di posa ad una strada dislocata a quota superiore a quella di campagna, ci si dovrà assicurare che tale piano sia privo di materiale vegetale ed organico in modo da evitare la formazione di vuoti.

Le scarpate saranno sempre protette con uno strato di terreno vegetale con conseguenti inerbamenti e piantagioni; quando si tema che la base della scarpata possa essere dilavata da acqua corrente la si proteggera con un rivestimento in pietrame (unghia del rilevato).



IL SOTTOFONDO

L'ultimo strato di un rilevato è rappresentato dal sottofondo della sovrastruttura stradale. Questo dovrà presentare una portanza suffucientemente elevata, durevole e uniforme.

I sottofondi dovranno essere comunque esenti da presenza d'acqua e quindi opportunamente drenati.


LAVORI IN TERRA E MACCHINE PER LAVORI STRADALI

Si indicano con il termine generico di lavori in terra tutte quelle opere atte a modificare la morfologia del terreno.

Si possono classificare tali lavori secondo lo schema seguente:

Movimenti di terra eseguiti in superficie

sterri

riporti

Movimenti di terra eseguiti in profondità: scavi in trincea, pozzi, gallerie.

Movimenti di terra eseguiti in presenza di acqua: quando la loro esecuzione avviene sotto un livello permanente d'acqua di almeno 20 cm


MACCHINE PER MOVIMENTI DI TERRA

Pala gommata: macchina dotata di cucchiaio con asse orizzontale di rotazione a movimento pantografico oleocomandato, operatività frontale per taglio, carico e scarico di materiale sciolto o molto frantumato, trazione su pneumatici

Pala cingolata: macchina dotata di cucchiaio con asse orizzontale di rotazione a movimento pantografico oleocomandato, operatività frontale per taglio carico e scarico di materiale sciolto o mediamente frantumato, operatività posteriore per operazioni di scarificazione mediante applicazione di ripper, trazione su cingoli

Trattore gommato (ruspa): macchina dotata di lama anteriore con movimento di traslazione vericale e di inclinazione attorno all'asse orizzontale, movimento oleocomandato, operatività frontale per taglio trascinamento e stesa di materiale sciolto, trazione su pneumatici; può montare al posto delle ruote gommate due o quattro cilindri dotati di piedi penetratori per compattare terreni di riporto.

Trattore cingolato (bulldozer): macchina dotata di lama anteriore con movimento di traslazione verticale inclinazione attorno ad asse orizzontale, movimenti oleocomandati; operatività frontale per taglio trascinamento e stesa di materiale scilto o mediamente frantumato, operatività postreriore per operazioni di rippaggio mediante applicazione di ripper. Trazione su cingoli.



Escavatore: macchina dotata di benna o cucchiaio con movimento di rotazione orizzontale comandata mediante braccio articolato, con movimenti di estensione e contrazione; operatività frontale per taglio carico e scarico di materiale anche poco frantumato, attrezzature di scavo:

a cucchiaio rovescio, frontale, o con benna mordente; esiste la possibilita di montare un gruppo pneumatico con scalpello demolitore in sostituzione della benna; trazione su cingoli.

Escavatore a benna trascinata: macchina dotata di falcone reticolare di notevole lunghezza dotato di sitemi funicolari di comando per benna sospesa all'estremo libera. Operatività frontale per taglio scarico e carico materiale; la benna può essere di tipo raschiante o mordente; trazione su organi cingolati

Blondin: attrezzatura dotata di benna raschiante o mortdente portata da funi non tese montate su uno o due elementi a traliccio di sostegno verticale, operatività centrale di scavo e carico per trascinamento della benna e scarico per ribaltamento della stessa; comando tramite funi su argani elettrici o a scoppio.

Livellatrice: macchina dotata di lama centrale con movimento di inclinazione ad asse verticale oleo comandato, operatività centrale per taglio trasporto su breve distanza e stesa di materiale sciolto o frantumato. Possibilità di montaggio di scarificatore anteriormente alla lama, trazione su pneumatici.

Compattatore: macchina dotata di cilindri pesanti o zavorrabili con superficie liscia o variamente conformata ad asse di rotazione orizzontale, automotrice o trainata da trattore; operatività per compattazione di tipo profondo medio o superficiale; con azione semplice(compattatori statici) o combinata con motovibratori (compattatori vibranti); trazione e rotolamento su cilindri gommati, in acciaio a superficie liscia, in acciaio con superficie conformata a risalti.

Motorscraper: macchina composta da trattore con cassone a traiono dotato di fondo mobile con tagliente anteriore per il carico il trasporto e lo scarico di terreni sciolti, movimenti oleo dinamici, operatività centrale inferiore per carico di materiali effettuato per taglio a spinta con cassone abbassato, il trasporto avviene a cassone chiuso e sollevato, lo scarico si effettua a cassone aperto frontalmente sollevato con distesa del materiale per spinta posteriore.

Dumper: macchina per trasporto dotata di cassone di carico a vasca rinforzato strutturalmente, operatività frontale per trasporto del materiale, operatività postariore per lo scarico mediante ribaltamento del cassone, trazione su pneumatici.





MOVIMENTI DI TERRA SUPERFICIALI

  • Sbancamenti
  • Riporti

Gli sbancamenti sono scavi caratterizzati dalla piccola profondità da raggiungere, le tecniche d'attacco possono essere:

Superficiale : per grandi superfici, con l'utilizzo di macchine raschianti

Di testa : con l'impiego di macchine a carico frontale e mezzi di trasporto (dumper)

I riporti sono opere in elevazione rispetto al piano di campagna, hanno lo scopo di livellare una superficie o di costituire un rilevato, le tecniche di realizzazione sono:

riporti semplici

per trascinamento superficiale: con l'uso di macchine raschianticon formazione di strati successivi di materiale proveniente da cave vicine di prestito o di sbancamento

per colmata : da effettuare su grandi superfici a scopo di bonifica, si effettuano immettendo nella superficie da rinterrare acque con un alto contenuto solido in sospensione che si deposita per sedimentazione formando il riporo a piccoli strati successivi

rilevati (sovrapposizione di piccoli strati successivi, di volta in volta livellati e costipati)

per trascinamento longitudinale: per distanze brevi con l'uso di macchine raschianti

per accumulo laterale o frontale : mediante l'uso di macchine per carico e scarico, e trasporto ( pale, dumpers)

per trasporto e distesa meccanica longitudinale : mediante l'uso di motorscrapers, che trasportano, scaricano e livellano il materiale anche su notevole distanza.

La costipazione avviene mediante l'uso di macchine compattarici, questa operazione si rende necessaria per avere una densita costante ed elevata in tutto il rilevato.


SOVRASTRUTTURE

La pavimentazione si suddivide in 4 tipologie:

Macadam: essa è essenzialmente composta da terre aride opportunamente assorite(strade bianche)

Macadam protetto : essa si ottiene correggendo lo strato superiore con altri materiali, quali cemento o bitume(misti legati)

Bitumata: realizzata con conglomerati a base di bitume o asfalto

In calcestruzzo: realizzata in calcestruzzo debolmente armato

Le prime tre rappresentano le sovrastrutture flessibili perché dotate di scarsa rigidezza, l'ultima rappresenta la sovrastruttura rigida .

I conglomerati bituminosi sono miscele di pietrisco e bitume che si distinguono in semisolidi liquidi o emulsioni.

Le emulsioni bituminose vengono di solito impiegate per i trattamenti supeficiali di protezione dei Macadam e come materiale di attacco fra i vari strati di una pavimentazione

I bitumi semisolidi vengono impiegati per la formazione dei conglomerati, richiedono un preriscaldamento per poterli miscelare con pietrisco.

I bitumi liquidi si distinguono in olii stradali ad indurimento lento e in bitumi tagliati a indurimento rapido.

L'impiego dei bitumi liquidi elimina il preriscaldamento del bitume e il pietrico impiegato nei conglomerati bituminosi deve avere una pezzatura non superiore a 40 mm e deve comunque contenere un certo quantitativo di pezzatura inferiore a 0,074 detto filler (cemento povere di asfalto ecc.)


MACCHINE PER LA FORMAZIONE DELLE SOVRASTRUTTURE STRADALI

Macchine per sovrastrutture in terra stabilizzata

Mescolatori mobili: eseguono l'impasto fra terra e legante (misti legati), o fra terra e acqua(terre stabilizzate), e la stesa dello stesso, lasciano quindi sulla futura carreggiata un'impasto contenente terra da costipare successivamente, lavorano su terreni già livellati.

Stabilizzatori: vengono trainati da trattore cingolato, lavorano su terreni vergini, sminuzzano il terreno, lo mescolano con il legante, lo distribuiscono, e provvedono ad una prima costipazione

Macchine per pavimentazioni bituminose

per trattamenti superficiali

per formazione di strati in conglomerato bituminoso


Soffiatori: carrelli che conntengono un compressore che getta aria sulla superficie da trattare, allo scopo di allontanare polvere e piccoli detriti prima dei trattamenti superficiali

Spruzzatrici: carrelli dotati di sebatoio per contenere il legante da usare, e di un sistema di riscaldamento se questo dev'essere riscaldato, il legante viene sparso tramite pompa da usare manualmente o da uggelli nel caso autospanditrice.

Spandiaggregati: la loro funzione è quella di provvedere alla stasa veloce ed uniforme dell'aggregato lapideo(pietrischetto graniglia o sabbia) sulla superficie trattata precedentemente con il legante, la macchina consta di un contenitore di elevata capacità ne quale vengono scaricati gli aggregati da spandere.


Spandi-finitrici: formano sul loro percorso uno spessore costante di conglomerato largo quanto la corsia, in modo da avere il minor numero di discontinuita longitudinali possibile, sono costituite da un corpo unico diviso in due porzioni: motrice e operatrice. La parte motrice comprende il motore, gli organi di regolazione e di guida, le ruote motrici su gomma o cingoli; su questa parte è montata una cassa di notevole capacità nella quale si scarica il conglomerato, quasto passa poi nell'operatice che lo distribuisce a spessori che vanno da 1 a 15 cm provvedendo anche a una prima cilindratura.


CENNI DI NORMATIVA SULLE BARRIERE ARCHITETTONICHE


D.M. n° 236


Parcheggi: si considera accessibile un parcheggio complanare alle aree pedonali di servizio o ad esse collegato tramite rampe o idonei apparecchi di sollevamento, nelle aree di parcheggio devono comunque essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a 3,20m , e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili.

Detti posti auto opportunamente segnalati sono ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell'accesso dell'edificio o attrezzature. Al fine di agevolare la manovra di trasferimanto della persona su sedia a ruote in comuni condizioni atmosferiche, detti posti auto riservati sono, preferibilmente dotati di copertura


D.P.R. n° 503


Marciapiedi: il dislivello tra il piano del marciapiede e le zone carrabili non deve superare i 15 cm. La larghezza dei marciapiedi realizzati in interventi di nuova urbanizzazione dev'essere tale da consentire la fruizione anche da parte di persone su sedia a ruote.

La pavimentazione deve essere antisdrucciolevole, eventuali differenze di livello tra gli elementi costituenti la pavimentazione devono essere contenute in maniera tale da non costituire ostacolo al transito di una persone su sedia a ruote. I grigliati utilizzati nei calpestii devono avere maglie con vuoti tali da non costituire ostacoli o pericolo rispetto a ruote, bastoni di sostegno e simili.


Arredo urbano:

  1. gli elementi di arredo nonché le strutture anche commerciali con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi pubblici devono essere accessibili.
  2. le tabelle e i dispositivi segnaletici devono essere installati in posizione tale da essere agevolmente visibili e leggibili
  3. le tabelle e i dispositivi segnaletici nonché le strutture di sostegno di linee elettriche telefoniche , gli impianti di illuminazione pubblica e comunque di apparecchiature di qualsiasi tipo sono installate in modo da non essere fonte di infortunio o di intralcio, anche a persone su sedia a ruote
  4. i varchi di accesso con selezione del traffico pedonale devono essere sempre dotati di almeno una unità accessibile.

Attraversamenti pedonali :

nelle strade ad alto volume di traffico gli attraversamenti pedonali devono essere illuminati nelle ore notturne o di scarsa visibilità.

il fondo stradale in prossimità dell'attraversamento pedonale potrà essere differenziato mediante rugosità poste sul manto stradale al fine di segnalare la necessità di moderare la velocità

le piattaforme salvagente devono essere accessibili alle persone su sedia a ruote

gli impianti semaforici, di nuova installazione o di sostituzione devono essere dotati di avvisatori acustici che segnalino il tempo di vialibera anche a non vedenti e, ove necessario, di comandi manuali accessibili per consentire tempi sufficienti per l'attraversamento da parte di persone che si muovono lentamente







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