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Karl Marx

filosofia



Karl Marx


1818: nasce a Treviti

Si inscrive sotto richiesta del padre, alla facoltà di legge. Ma dopo un anno il padre lo trasferisce a Berlino dove si fidanza. Qui comincia ad interessarsi alla filosofia e a seguire gli hegeliani comincia ad interessarsi alla filosofia e a seguire gli hegeliani e gli anti-hegeliani.

1837: lascia gli studi per dedicarsi alla filosofia.

Condivide le tesi degli hegeliani di sinistra

1840: Persecuzioni della sinistra hegeliana

1841: Marx si laurea con la tesi: " sulla differenze della filosofia di Democrito e di Epicureo" Ciò svela un suo interesse per il materialismo.

Si sposa e avrà sei figli.

Fu costretto a fuggire a Parigi per le sue idee politiche.

1844 Fa amicizia con Bachunin e inizia la collaborazione con Engels ed entra in contatto con Proudon.

Studia economia classica liberale.

1845 si rifugia a Bruxelles, dove pare viene raggiunto da Engels.

1847 Aderiscono al 1°congresso a Londra della lega di comunisti '48 pubblicazione del manifesto del partito comunista.



Venne espulso dal Belgio e torna in Germania. Nel '49 và in esilio a Londra dove comincia a lavorare per la 1° internazionale. Nel frattempo colpito da lutti '67 pubblica il Capitale (1 volume).

1° PROSPETTIVA: CRITICA DELL'IDEOLOGIA

Egli critica Hegel affermando che fa della realtà un predicato un pensiero.

Esempio: Hegel afferma che la norma giuridica del Maggiorascato (patrimonio doveva rimanere indiviso) si fonda su una necessità razionale che si applica indipendentemente dall'individuo che Trascende la situazione reale.

Marx: Essa è una legge della Prussia del Tempo di Hegel, quindi non trascende, ma deriva dalla particolare situazione storica. Hegel innalza a verità filosofiche quello che è un fatto empirico, perché salvaguarda gli interessi della classi conservatrici (l'ordine esistente deve essere immutabile).

Per Marx, invece, la base, di ogni situazione è storica, quella istituzione è quella che è perché così hanno fatto essere le forze della storia. La legge del maggiorascato non è concreta perché razionale ma affonda le sue radici nella realtà storica.

Finora, quindi, la sinistra non è stata in grado di sfuggire dal gioco operato dall'hegelismo.

Per esempio Fouerbach vuole sostituire l'astrattismo con il materialismo. Ma sostituisce all'idealismo (1 criterio unico di interpretare il mondo) il materialismo (un altro criterio unico di interpretare il mondo). Il materialismo deve nascere da una situazione storica. 

Fouerbach è un materialista: per lui la storia non appare, materialismo e storia sono divergenti.

L'accusa è di essere un Ideologo.

IDEOLOGIA.

1° significato: E' un espressione concettuale di una situazione storica.

2° significato: Copertura consapevole o no di questa situazione storica.

3° significato: E' un pensiero che giustifica surrettiziamente (artificiosamente) l'ordine esistente.

Es.

In monologo di Agrippa, quando i plebei si erano ritirati sull'Aventino, scioperando. In questo discorso emerge che il lavoro intellettuale è superiore a quello materiale e questo è un pensiero che giustifica il potere dei patrizi.

Quando Fouerbach critica Hegel, lo fa in modo dogmatico perché crede nel valore della pura critica. L'errore sta nel credere che bastava dire questo per far cambiare il mondo. Ogni critica deve essere rivoluzionaria. Mentre Fouerbach credeva nel valore del puro pensiero. Fa una critica religiosa, perché fa appello a nuovi valori, ma non li incarna nella situazione storica. Aspira ad un mondo diverso, ma rimane allo stadio di puro desiderio.

Ma Marx deve stare attento a non cadere anche lui nell'ideologia, questa sua Teoria deve avere un supporto storico. Egli afferma che l'ideologia nasce dalla divisione tra teoria e prassi, che nasce da una situazione storica: quando il lavoro mentale è stato diviso da quello materiale. La filosofia marxista è, quindi, un materialismo storico perché nasce ed opera nella storia.

STRUTTURA E SOVRASTUTTURA

Sostituisce alla Teoria la Struttura e alla prassi la Sovrastruttura.

Struttura: sono le istituzioni politiche i movimenti culturali.

Sovrastruttura: E' il complesso delle strutture materiali ed economiche. Si basa sulla reale situazione storica e nasce dalle strutture economiche.


La teoria nasce dalla prassi, ma poi torna ad influire sulla struttura. L'ideologia torna ad incidere.

Il rapporto struttura, sovrastruttura è circolare e la prassi nasce dal preciso fatto storico: al momento della divisione di lavoro mentale e materiale, quando nasce il pregiudizio che l'attività spirituale sia superiore a quella materiale. Ma ciò è in teoria, pura ideologia, è un pensiero che surrettiziamente giustifica l'ordine esistenziale per giustificare il loro potere.


LA STORIA

Essa inizia dalla necessità di soddisfare bisogni materiali fondamentali (ha un'origine economica). La storia progredisce quando questi bisogni diventano più complessi e per soddisfarli le forze produttive più sviluppate mettono in crisi le forme sociali esistenti.

Il progresso della storia si basa sulla lotta di classe, sulla conflittualità che determina la scomparsa di un sistema sociale e l'avvento di una nuova classe. Nella storia, quindi c'è dialettica, perché c'è la conflittualità. MATERIALISMO STORICO DIALETTICO SCIENTIFICO.

Quanto più con la teoria riesco a capire la conflittualità (tesi e antitesi) del periodo storico tanto più ne posso prevedere scientificamente gli eventi.

Risente del positivismo, in cui è vi è esaltazione della scienza.

Accusa Hegel di essere un ideologo, perché separa teoria e realtà.

Fouerbach affonda le radici del suo pensiero nella materialità, però è astratto perché si limita ad indicare il suo desiderio di cambiare il mondo, mo non fa niente per cambiarlo. Ogni teoria deve cambiare la realtà e deve essere fondata sulla storia.

L'ideologia nasce dalle separazione tra teoria e prassi che può avere 3 significati. La storia è la soddisfazione di bisogni materiali. Per soddisfarli le forze produttive si sostituiscono a quelle meno avanzate. Un sistema mette in crisi il sistema precedente attraverso la conflittualità. La storia, quindi, un carattere dialettico. Se io sono in grado di analizzare teoricamente le contraddizioni dialettiche della storia, tanto più le coglierò tanto più sarò in grado di prevederne lo sviluppo.


2° PROSPETTIVA CRITICA DELL'ECONOMIA POLITICA

L'origine della storia e l'economia. La scienza che si è occupata della realtà storica sulle leggi economiche è l'ECONOMIA POLITICA CLASSICA, che ha trasformato fatti reali, concreti in una legge separata dalla realtà. Esprime principi che ha ricavato da una reale situazione storica e ne ha fatto valori indipendenti dalla situazione storica stessa.

La proprietà privata non la spiega. Essa esprime il processo materiale della proprietà privata, il processo da essa compiuto, in realtà essa lo esprime in formule generali astratte che essa poi fa valere come leggi.

Essa è un diritto di natura e non c'è bisogno di spiegarla. Per Marx la proprietà privata nasce da una realtà, da una situazione storica. L'economia separa teoria e prassi e, quindi, fa un'operazione ideologica, per cui la proprietà è il punto di partenza assoluto per Marx, essa è il prodotto, la necessaria conseguenza del lavoro espropriato, alienato.

Da Kierkegaard in poi al centro del pensiero antihegeliano c'è l'uomo nella sua concretezza. UOMO  = LAVORO.

L'uomo per Marx è ciò che fa, è lavoro perché l'uomo nel lavoro mette tutti i suoi valori e principi, mette tutto se stesso. Questo per non cadere nell'ideologia: egli ancora ogni principio alla realtà.

L'uomo è lavoro, lavoro è oggetto lavorato, quindi Materia, cose che escono dalla natura.

UOMO = LAVORO = MATERIA = NATURA

LAVORO ESPROPRIATO

Quando l'uomo lavora sotto un padrone, nell'oggetto non c'è solo il valore del materiale, ma c'è anche valore spirituale. Quando il padrone vende l'oggetto, non vende solo l'aspetto materiale, ma il prezzo comprende anche la bellezza e la rifinitura. Il datore di lavoro da all'operaio un salario minore rispetto al prezzo reale, ma così egli si prende un pezzo dell'oggetto lavorato, quindi si impadronisce di una parte del lavoro e quindi anche una parte dell'uomo.

(MERITO BORGHESIA = RIVOLUZIONE)

Rivoluzione industriale sistema capitalista

Teoria - Prassi: Teoria rimane separata

Struttura-Sovrastruttura Teoria torna ad incidere

La proprietà nasce dal lavoro espropriato.

Quando, poi, entra il profitto, io lo ricavo pagando di meno l'oggetto lavorato, meno di quanto vale. C'è perciò lo sconvolgimento del rapporto uomo - natura: prima c'era un rapporto giusto fra uomo e natura perciò oltre ad espropriare l'uomo pagandolo meno di quanto varrebbe ciò che produce espropria anche la natura. Sfrutta la natura non per soddisfare bisogni collettivi, ma per il bene individuale. Il lavoro espropriato nasce dal sistema capitalistico basato dall'opposizione fra proprietari  (capitalisti) e non proprietari (operai, proletari), classi che ci sono sempre state nella storia, solo il nome è cambiato.

Marx, però , non considera il rischio, il costo della proprietà privata e delle macchine. Per eliminare il profitto, la disparità fra valore dell'oggetto e il prezzo a cui è venduto bisogna eliminare la proprietà


Hegel

Con la ragione cerco il vero ed il bene universali e posso pensare che questo principio di certezza mi sia dato dalla scienza (1°grado = ragione osservativa) però la scienza non fa altro che descrivere la realtà, ma descrivere non è conoscere però rinuncia alla conoscenza teorica del mondo decidendo di agire, usare il mondo per il suo piacere, ma anche questo non da soddisfazione.


Proprietà privata è il punto di partenza dell'economia stessa. L'economia classica è l'ideologia economica della classe dominante, economia che afferma che la proprietà privata è qualcosa che si acquisisce spontaneamente, mentre è la necessaria conseguenza del lavoro espropriato o alienato.

ALIENAZIONE

Essa ha due significati:

Quando il prodotto del lavoro diventa qualcosa di estraneo al lavoratore e il capitalista si appropria di una parte dell'oggetto lavorato.

Nel lavoro l'operaio non realizza più se stesso, ma si aliena come uomo. L'uomo si trasforma in una merce: quando il capitalista acquista la merce, acquista anche l'uomo. Il capitalista non compra l'oggetto nella sua interezza, ma dà all'operaio un salario sufficiente per la sua sopravvivenza. La conseguenza è che l'uomo si restringe alla sfera dei suoi bisogni bestiali.

Si ha lo sconvolgimento del rapporto Uomo-Natura. Hobbs parla di Homo Hominis Lupus, ma non esiste questa condizione iniziale della stato di natura. La natura nella sua realtà oggettuale è il corpo inorganico dell'uomo che vive nella natura (l'oggetto c'è perché c'è il soggetto). Quindi c'è un rapporto di complementarietà: la natura è l'estensione del nostro corpo. Il rapporto tra uomo natura è equilibrato quando c'è una società preindustriale, dove la produzione è orientata alla soddisfazione dei bisogni sociali. L'equilibrio si rompe con la produzione capitalista, il cui fine è soddisfare il bisogno del singolo, ossia il profitto crescente.


3° PROSPETTIVA: CRITICA AL SOCIALISMO

Per Marx vi sono tre tipi di socialismo

REAZIONARIO

Critica la società borghese perché ha nostalgia di quella feudale (Baver)

Borghese Conservatore

Vuole eliminare i difetti della società borghese stessa (Rivoluzione del 48 in Francia). Non si rende conto che la borghesia va eliminata, è il nemico di classe. Cerca soluzioni interclassiste (Mazzini, Socialismo cattolico)

Critico Utopistico

Hanno dei meriti: hanno fondato la loro analisi sulla situazione storica scoprendo la lotta di classe e hanno capito la dissoluzione inevitabile della classe borghese nella storia. E' utopistico perché non riconoscono al proletariato il suo ruolo rivoluzionario, perché sono riformisti. Si rivolgono alla buona volontà di tutti e prospettano soluzioni diverse da quelle rivoluzionaria, pur vedendo la lotta di classe.

Le sovrastrutture derivano dalle strutture economiche che nella realtà sono quelle che sono, da cui deriva una sovrastruttura ideale. E' vero che la sovrastruttura è ideale, ma poi ricade sulla struttura, mentre prima si andava da prassi a teoria in senso unico, ora tra struttura e sovrastruttura non c'è una separazione netta, ma un cerchio perché la sovrastruttura non resta solo un'ideologia, ma torna ad agire sulla struttura, sulla prassi.

Attraverso l'analisi dialettica storica possiamo identificare la linea verso cui la società va evolvendo, ossia la RIVOLUZIONE.

RIVOLUZIONE

Essa è un movimento reale di trasformazione radicato nei conflitti di classe. L'uomo è il soggetto della storia e il suo ruolo è legato alla classe a cui appartiene perché l'uomo non agisce in modo isolato ma è legato alla società in cui vive.

L'appartenenza ad una classe dipende dal tipo di fonde da cui l'uomo tra il proprio reddito. L'elemento decisivo per l'appartenenza è possedere la proprietà privata. Nella storia vi sono stati sempre chi ha come fonte di reddito la proprietà e chi il lavoro. Quindi vi sono due classi. Sfruttati e sfruttatori, oppressi e oppressori. Prima vi era la proprietà tribale, ora la proprietà capitalista (dove la vera proprietà è determinata dalla proprietà dei mezzi di produzione). Quindi ora capitalisti e proletari nella società borghese, che ha svolto un ruolo nella storia. La rivoluzione borghese ha abbattuto la società feudale, trasformando gli strumenti di produzione.

La borghesia ha dei meriti:

Ha fatto uscire l'uomo dall'isolamento locale.

Ha assoggettato la campagna con il dominio della città

Ha superato il frazionamento economico e politico.

Ha portato alla civiltà le popolazioni barbare.

Però la società borghese ha messo in moto un processo che può controllare i mezzi di produzione gli si rivoltano contro. Infatti, per necessità, la borghesia produce sempre nuovi proletari e diminuisce il numero di capitalisti (contrazione dei capitali).

Si arriverà alla rivoluzione proletaria, ossia alla lotta dell'enorme maggioranza nell'interesse dell'enorme maggioranza.

Ciò avviene perché nella società capitalista c'è una contraddizione materiale ed economica.

Da un lato vi sono le forze produttive e dall'altro i rapporti o moti di produzione.

Le forze produttive sono le macchine, il sistema industriale, ma queste possibilità effettive di produzione entrano in contraddizione con i moti di produzione, ossia con la proprietà privata e il profitto. Da una parte il sistema industriale potrebbe produrre molti beni (ciò, però provoca una diminuzione del profitto perché il mercato si satura), ma la produzione è commisurata al profitto e se non c'è profitto si diminuisce la produzione e per diminuirla si licenzia, aumentando la classe proletaria.

La rivoluzione elimina questa contraddizione perché non c'è più proprietà privata e quindi le forze produttive producono molti beni.

IL CAPITALE.

Ha per oggetto la società capitalistica e non il comunismo, perché vuole far vedere come è scientificamente conseguente che dalla società capitalistica necessariamente nasce una società diversa.

Tutto ciò che l'economia classica definiva come un fatto per lui è un problema.

MERCE

Per l'economia classica è un bene che si scambia, ma ha anche un valore d'uso, che risponde ad un bisogno umano, quindi c'è un valore di scambio.

Se c'è scambio, quindi, c'è la stessa utilità-

ARISTOTELE: cinque letti vengono scambiati con una casa.

Cosa rende possibile lo scambio tra due entità cosi diverse? Hanno la stessa utilità-

Due oggetti hanno lo stesso valore, perché hanno la stessa quantità di lavoro socialmente necessario (parla di una situazione ideale).

Nella merce c'è un valore d'uso e scambio, che si determina per la quantità di lavoro medio, ossia i produttori hanno la stessa capacità.

PROBLEMA

Se due oggetti sono prodotti con pari abilità, ossia con la stessa quantità di lavoro perché uno poi vale più  dell'altro?

Quello con il prezzo ha, secondo la società, una utilità minore. Quindi non basta solo la quantità di lavoro ma anche il lavoro astratto per definire il valore di un prodotto. Questo spiega perché la produzione è orientata a prodotti che quella società ritiene più utili per i propri fini.

2 TIPI DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI.

MDM: La merce viene trasformata in denaro, utilizzato per acquistare merce (sistema mercantile)

DMD: si investe denaro in una merce per trasformarlo in altro denaro (sistema capitalistico)

Entrambe si basano sul valore di scambio, ma nessuno investirebbe denaro per non ricavarne un profitto.

Quindi formula:

DMD1 dove D1>D da dove deriva la

TEORIA DEL PLUS VALORE

E' il profitto. Comprende il lavoro nella sua interezza e la forza lavoro. Quando il capitalista compra dall'operaio, compra la forza lavoro, ma gli dà solo quanto è necessario all'operaio per sopravvivere. La forza lavoro è una merce che vale in funzione dei mezzi necessari a produrla.

Il salario è uno scambio, ma comprende solo lavoro concreto.

Non è più l'uomo a essere soggetto della storia, ma una potenza priva di individualità ossia capitale che sovrasta non solo il lavoratore, ma anche il datore di lavoro.

Il capitale agisce secondo la logica del profitto, si aumenta il Plus Valore.

Come? Introducendo le macchine che producono sempre di più, oppure entrano in concorrenza facendo soccombere i capitalisti più deboli (monopolio).

Tutto questo porta ad una crisi di sovrapproduzione e il mercato si satura. Si ha, quindi, una diminuzione degli investimenti e dei costi e l'industria non si espande.

Per uscire si licenziano gli operai.

Il sistema capitalistico, quindi, mette in moto un meccanismo che fa aumentare il proletariato e il capitale si concentra nelle mani di pochi.

Alla borghesia si sostituisce, poi, il proletariato, che non elimina subito la proprietà privata e le classi, perché la borghesia ancora c'è. C'è quindi, una fase di transizione con la dittatura del proletariato dove la proprietà privata sussiste. Ma il suo scopo è quello abolire le classi, non ci sarà nessuno che governa e nessuno che è governato. Ognuno governerà se stesso. Si ha, quindi, l'ANARCHISMO e non il comunismo.






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