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L'INTERVENTO DELLO STATO NELL'ECONOMIA

diritto ed economia




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L'INTERVENTO DELLO STATO NELL'ECONOMIA


Il PIL, ovvero il prodotto interno lordo, è l'insieme dei beni e dei servizi prodotti in un anno all'interno dello Stato da persone residenti e non. L'equazione che esprime il reddito da nazionale è:

Y=C+I+G+(Ex-Im), dove Y è il reddito nazionale, l'offerta, C i consumi privati, I gli investimenti privati, G i consumi e gli investimenti pubblici, Ex le esportazioni e Im le importazioni. Questa formula è utilizzata in un'economia aperta.

Conto Economico delle Risorse e degli Impieghi: è una relazione presentata dal Governo entro il 31 marzo di ogni anno, per render noto l'utilizzo che si è fatto del PIL l'anno passato.

Lo Stato per poter far fronte alle spese di mantenimento e rientrare nel calcolo del PIL ha bisogno di investire e consumare le proprie entrate.

Le entrate pubbliche sono di tre tipi:

1I prezzi che sono entrate ricavate da beni o azien 919d32j de di sua proprietà; si distinguono:

prezzi privati o entrate straordinarie, che, dal 1992 con l'inizio del processo di privatizzazione, lo Stato guadagna con la cessione ai privati di imprese pubbliche tramite pacchetti azionari.

Prezzi pubblici, che coprono il costo del servizio e senza obiettivi di profitto (es. ATM).





Prezzi politici, che non coprono il prezzo del servizio ed è offerto in condizioni particolari, lo Stato paga, a chi non se lo può permettere, i costi fissi dei servizi che altrimenti non sarebbero accessibili a tutti (es. abbonamenti ATM per pensionati o 2° classe nei treni).

2I tributi che si dividono in:

Contributi sono obbligatori e servono per coprire le prestazioni sociali quali disoccupaz, malattia, infortuni e invalidità; sono detratti ai cittadini con redditi fissi dalla busta paga. Alcuni contributi sono in parte divisibili: chi vuole costruire un immobile deve pagare i contributi di urbanizzazione primaria per allacciarsi alla fognatura, all'impianto idrico ecc.

Tasse, cioè tributi che coprono i servizi divisibili, sono coattive e si ricavano su richiesta di servizi da parte del cittadino.

Imposte, cioè prelevamenti coattivi. Secondo l'art. 53 Cost. tutti devono contribuire alle spese dello Stato in relazione al loro patrimonio e alla loro capacità di produrre reddito, per coprire servizi indivisibili (es. ordine pubblico), cioè servizi di ordine pubblico offerti indistintamente per i quali non è possibile individuare la domanda, e servizi divisibili, cioè servizi da attribuire al singolo individuo.

Le imposte si dividono in:

indirette quando colpiscono il reddito quando viene speso. La principale è l'IVA (imposta sul valore aggiunto) ha aliquote differenziate, sui beni necessari è fissata la 4%, è massima sui beni di lusso.,,

dirette quando gravano sulla ricchezza prodotta dal contribuente. Quelle che colpiscono il reddito, colpiscono il flusso monetario percepito da un soggetto in un dato periodo di tempo e sono:

l'IRE, imposta sul reddito, colpisce tutte le persone fisiche, è un'imposta personale con aliquota progressiva, quindi tiene conto delle condizioni personali e grava in maniera proporzionale sulle persone; tramite il Modello Unico o il 730, le famiglie dichiarano i redditi capitali e di lavoro ottenuti nell'anno precedente.

- L'IRES, imposta sul reddito delle società, quindi grava sulle persone giuridiche. È proporzionale con aliquota fissa del 32%.

Quelle che colpiscono il patrimonio, gravano sulla ricchezza fissa dei soggetti e sono:l'ICI, imposta comunale sugli immobili ed è pagata al comune e IMPOSTA SULLE DONAZIONI.


3I prestiti pubblici sono somme di denaro che lo Stato riceve dai risparmiatori che acquistano titoli pubblici in cambio d'interesse, che rappresenta un debito dell'ente nei loro confronti. Sono uno dei modi per cui lo Stato finanzia le sue spese. I prestiti si dividono in:Titoli del debito.Buoni ordinari del tesoro (BOT) a breve termine (max12 mesi).CCT e BTP a medio-lungo termine (3-5 anni).

Lo Stato per invogliare i cittadini a comprare questi titoli, deve alzare i tassi d'interesse. Questo va a sfavore degli imprenditori che devono pagare un tasso troppo elevato.


Il bilancio è lo strumento di espressione della politica finanziaria dello Stato, è un documento giuridico contabile. Esistono due tipi di bilanci:

Il bilancio di previsione per l'anno successivo e serve per sapere le entrate e le spese programmate dallo Stato.

Il bilancio consuntivo o rendiconto, rende conto dell'esercizio finanziario, è un momento di controllo delle spese realmente fatte e delle entrate effettivamente incassate. Deve essere redatta entro il 15 maggio dalla Corte dei Conti (giudici contabili). Espone i risultati finali della gestione effettuata.

Esiste anche il bilancio pluriennale, è redatto per i 3anni successivi, mette in evidenza le entrate, le spese e tutti gli obiettivi, è un documento a scorrimento.

Il bilancio pluriennale a breve termine mostra gli obiettivi di bilancio e quindi di Governo. Le entrate e le spese dovrebbero tendere al pareggio, questo è un problema che è subentrato dopo l'entra in circolazione dell'Euro.

L'insieme delle spese e delle entrate dello Stato viene contabilizzato nei Bilanci statali; secondo l'art. 81 Cost. le entrate dello Stato devono essere imposte solo con la legge e solo il Parlamento può legittimarle. Entro il 31-12 il bilancio preventivo deve essere sintetizzato in un prospetto; altrimenti si andrebbe all'esercizio provvisorio fino al 30-04.




Altro documento importante è il documento di programmazione economico e finanziario (DPEF) è un prospetto duplice in cui il Governo ogni tre anni mette in evidenza quali obiettivi di politica economica e finanziaria intende perseguire e come.


Politica economica: insieme degli obiettivi e degli strumenti che lo Stato utilizza per intervenire nell'economia del paese. Le attività della politica economica sono:programmazione;indirizzo;controllo (dell'attiv economica dei privati contro frodi, illeciti ecc).


Dalla crisi del '29 la teoria liberista dell'automatico equilibrio dei mercati è un falso, vale solo sulla carta.

Nel mercato reale dei beni e servizi l'equilibrio automatico è garantito dai prezzi, dalla domanda e dall'offerta.

Nel mercato monetario e finanziario il prezzo della moneta si chiama interesse, il tasso d'interesse garantisce l'equilibro tra offerta e domanda (quando c'è più moneta in circolazione il tasso scende).

Nel mercato del lavoro l'oggetto sono le persone; i soggetti sono i datori di lavoro, i lavoratori e lo Stato. Il prezzo del lavoro è il salario che può variare: nei periodi di recessione i lavoratori in concorrenza tra loro, si offrono a prezzi bassi. Nella fase di espansione, i lavoratori sono in situazione di forza. Il prezzo basso del lavoro spinge all'espansione.


Obiettivi generali dello Stato sul controllo dell'economia:

di breve periodo è l'intervento anticongiunturale o economia anticiclica, lo Stato interviene in fase di crisi o di espansione per ridurre l'inflazione e la spesa pubblica.

Di medio/lungo periodo è la programmazione e indirizzo attività economica, il Governo definisce gli obiettivi nel DPEF;

si parla dunque di finanza funzionale agli obiettivi dello Stato e quindi lo Stato entra massicciamente nell'economia politica fiscale o di bilancio, nella politica monetaria e in quella dei redditi

Strumenti della politica economica:

Politica dei redditi, il Governo ha lo scopo di tenere sotto controllo il costo del lavoro e deve essere il mediatore tra imprenditori e lavoratori. Col patto del lavoro si sono risanate le finanze per ridurre la disoccupazione.

Politica fiscale o di bilancio, strumento della tassazione. Aumentando le imposte si raffreddano i prezzi per diminuire l'inflazione, sarebbe meglio ridurre la spesa pubblica (politica economico restrittiva)

Politica monetaria; con l'entrata dell'Euro, 1° gennaio 1999, il controllo è di pertinenza della Banca centrale europea per mantenere il valore della moneta forte. La banca agisce in segreto per avere potere (ricchezza economica e politica). Le banche nazionali devono vigilare e assicurarsi che si attui la politica economica imposta dalla Banca centrale europea.

Gli strumenti della Banca centrale europea sono:

- Imporre il tasso d'interesse, cioè la manovra sul tasso ufficiale di riferimento che viene imposto ai prestiti da tutte le banche. 

- Manovra sulla riserva obbligatoria, cioè la percentuale immobilizzata dei risparmi, varia dal 2 al 2,5%.

- Operazioni di mercato aperto ossia la compravendita di titoli. La Banca centrale europea obbliga tutte le banche ad acquistare titoli per darle soldi (politica restrittiva). Invece per stimolare compra titoli dalle banche per aumentare la moneta in circolazione (politica espansiva).

Per mantenere e fissare la quotazione dell'Euro, la banca centrale europea tiene come punti di riferimento il Dollaro, la Sterlina e lo Yen.

In fase di espansione le politiche saranno restrittive. In fare di depressione le politiche saranno espansive: realizzazione di opere pubbliche.

Le principali spese pubbliche sono:  le spese correnti, riferite al funzionamento dei pubblici servizi e agli interessi sul debito pubblico; e le spese in conto capitale riferite ad investimenti a fini produttivistici.







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