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La Moneta - Dal baratto alla moneta, Le specie di moneta

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La Moneta



Dal baratto alla moneta:

Nell'antichità si utilizzava il baratto (scambio diretto tra beni e servizi), ma aveva degli inconvenienti:

q   &n 656c27g bsp;    Chi doveva scambiare doveva trovare prima di tutto il bene a cui era interessato.

q   &n 656c27g bsp;    Non si era sicuri che il soggetto fosse intenzionato a cedere il proprio bene o servizio o a cederlo in cambio di quello del primo soggetto.

q   &n 656c27g bsp;    Bisognava stabilire il valore dei beni scambiati affinché il contratto sia equo da entrambi le parti.




q   &n 656c27g bsp;    Si era penalizzati dal punto di vista economico perché la merce poteva essere deperibile e quindi non poteva essere barattata in tempi lunghi.

q   &n 656c27g bsp;    Il baratto poteva essere difficoltoso se le merci non erano trasportabili o l'altro contraente viveva lontano.

La crisi del baratto nasce con la diffusione dell'agricoltura, quando i prodotti scambiati erano quasi tutti uguali; perciò nasce la moneta naturale cioè un bene esistente in natura apprezzato da tutti.

Nel XII secolo con la fondazione delle colonie greche si abbandona la moneta naturale e si iniziano ad utilizzare i metalli nobili, specialmente l'oro e l'argento, che erano apprezzati da tutti.


Le funzioni della moneta:

La moneta è tutto ciò che viene utilizzato come mezzo di pagamento e intermediazione degli scambi.

Le sue funzioni sono:

q   &n 656c27g bsp;    Intermediaria negli scambi

q   &n 656c27g bsp;    Misura dei valori: perché il valore dei beni viene espresso in moneta

q   &n 656c27g bsp;    Portavalori nello spazio e nel tempo: perché può trasferire grandi ricchezze nello spazio e nel tempo e può accumulare e conservare ricchezza

q   &n 656c27g bsp;    Mezzo di pagamento


Le specie di moneta

La moneta ha diverse tipologie:

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Moneta metallica: corrisponde agli "spiccioli", la moneta metallica è una moneta divisionaria perché rappresenta una frazione dell'unità monetaria.

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Banconote: sono le monete cartacee e sono prive di un valore reale (perché prese di per sé sono solo pezzi di carta) hanno un valore nominale (quello impresso da parte dell'istituto emittente). Le banconote sono delle monte fiduciarie perché la loro circolazione è basata sulla fiducia che hanno i cittadini nello Stato.

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Assegni: sono un esempio della moneta bancaria. Sono titoli di credito mediante il quale un soggetto, correntista in una baca, ordina alla propria banca di pagare una determinata somma a un terzo soggetto.

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Carte di credito: sono tessere di plastica rigida che velocizzano il pagamento perché utilizzano fondi depositati in banca dal titolare.

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Moneta elettronica: consente il trasferimento dei fondi mediante strumenti informatici. Trasferiscono automaticamente gli importi dovuti dal conto corrente del cliente a quello dell'impresa venditrice.

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Cambiali: costituiscono la moneta commerciale. Sono titoli di credito dove risulta l'obbligo incondizionato di una certa persona di pagare o di far pagare una determinata somma a favore del legittimo possessore.



Esistono due tipi di cambiali:

Pagherò: contiene la promessa incondizionata fatta da una persona chiamata emittente, di pagare una determinata somma a favore di un'altra persona chiamata beneficiario.

Tratta: contiene l'ordine incondizionato impartito da una persona chiamata traente a un'altra detta trattario di pagare una determinata somma a favore di una terza persona chiamata beneficiario.

v   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Moneta scritturale: è una moneta non materiale e esiste solo nelle registrazioni contabili,


Il valore della moneta:

il valore della moneta assume criteri diversi nel tempo. Quando esistevano le monete d'oro e d'argento esse avevano un valore intrinseco che corrisponde al valore del metallo.

Oggi la moneta ha un valore nominale che corrisponde al valore impresso sulla moneta e anche un valore esterno che corrisponde al cambio.

Si parla di valore della moneta quando ci riferiamo al suo potere d'acquisto e corrisponde alla quantità di beni e servizi che con essa si possano acquistare. Il valore della moneta è inversamente proporzionale al livello dei prezzi, cioè: se quest'ultimo sale il potere d'acquisto diminuisce e viceversa.

Se si indica con W il valore della moneta e con P quella del livello dei prezzi si può stabilire una relazione:

Il valore della moneta varia in senso opposto rispetto al prezzo.

L'ISTAT calcola il livello generale dei prezzi e si basa su una famiglia tipo e su un "paniere", costituito da un insieme di beni di largo consumo.


La teoria quantitativa della moneta:

Irving Fisher elaborò la teoria quantitativa della moneta, per spiegare quali cause influiscono sul valore della moneta.

Secondo questa teoria l'aumento della moneta in circolazione causa l'aumento dei prezzi e la diminuzione del potere d'acquisto della moneta.

Per elaborare questa teoria Fisher partì dal presupposta che in un mercato circola tanta moneta per quanto è il valore delle merci e dei servizi che in quel periodo vengono scambiati. Questa corrispondenza tra valore dei beni e servizi oggetto di scambio e moneta circolante venne espressa con la funzione:


PQ=MV


dove: - P rappresenta il livello generale dei prezzi

- Q quantità di beni e sevizi oggetto di scambio in un dato periodo

- M la moneta in circolazione

- V la velocità di circolazione, cioè il numero di passaggi che, nel periodo considerato, essa subisce.


Se sviluppiamo la funzione si ottiene che:

C'è un rapporto direttamente proporzionale tra la quantità di moneta in circolazione e il livello dei prezzi perché se la moneta che circola aumenta, ance il livello dei prezzi aumenta e viceversa. Cioè se sul mercato aumenta la quantità monetaria, il potere d'acquisto dei soldi si riduce, questa situazione corrisponde all'inflazione.




L'inflazione






Nozione di inflazione:

l'inflazione c'è quando avviene un continuo e generalizzato aumento dei prezzi avene come conseguenza la perdita del potere d'acquisto della moneta.

Si parla di inflazione quando c'è un aumento di prezzi per un periodo limitato di tempo.

Se il tasso di inflazione è basso, sotto al 5% c'è un'inflazione strisciante. È galoppante se il tasso supera il 5%; esiste anche un'iperinflazione che avviene quando c'è un tasso che supera il 20%.

Più il livello di inflazione è elevato più le persone hanno meno fiducia nella moneta, dato che perde sempre più valore e perciò investono in beni di rifugio, cioè beni che nel tempo non perdono il loro valore. Così la moneta non è più un mezzo di accumulazione del risparmio. Può addirittura perdere la funzione di mezzo di pagamento se c'è un elevato aumento dei prezzi e la gente accetta in cambio dei propri beni solo altri beni.

L'ISTAT calcola il tasso di inflazione utilizzando determinati strumenti:

-   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; L'indice dei prezzi all'ingrosso



-   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; L'indice dei prezzi al minuto

-   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; L'indice del costo della vita

-   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; L'indice del PIL

-   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; La famiglia pilota

-   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Il paniere dei beni di consumo


Le cause dell'inflazione:

L'inflazione da costi

se aumentano i costi di produzione, gli imprenditori tenderanno a scaricare questi aumenti sui prezzi finali dei prodotti per evitare di ridurre il profitto. Così si instaura l'inflazione da costi.

Per evitare questo tipo di inflazione esiste la politica dei redditi o concentrazione è un accordo tra i sindacati dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro, dove i lavoratori si impegnano a limitare le richieste di aumenti dei salari.

Se crescono i salari cresce anche proporzionalmente la produttività e gli imprenditori non hanno bisogno di aumentare i prezzi.

L'inflazione importata

È dovuto all'aumento dei costi delle materie prime che l'Italia importa dall'estero.

In Italia c'è stata nel corso degli anni '70, quando i paesi che esportavano il petrolio aumentarono di molto il prezzo del greggio.

Per prevenire questa inflazione bisogna affidarsi alla conservazione dei buoni rapporti diplomatici ed economici con gli Stati esportatore e avere la possibilità di utilizzare metti interni alternativi ai prodotti importati.

L'inflazione da domanda

Si ha quando l'aumento dei prezzi è dovuto all'aumento della domanda globale.

Questa situazione può essere rappresentata con una funzione:

Y<C+I+G

Dove:   Y: è il reddito nazionale o offerta globale

C: sono i consumi

I: gli investimenti privati

G: le spese pubbliche

Questa funzione segnala la superiorità della domanda sull'offerta definita gap inflazionistico.

L'aumento di domanda è dovuto all'aumento dei redditi dei lavoratori, crescita della spesa pubblica da parte dello Stato o un'eccessiva espansione delle operazioni di credito che fa aumentare gli investimenti privati.

Lo Stato può contrastare questa inflazione tramite interventi che possono ridurre:

§   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; I consumi: questa riduzione può essere raggiunta attraverso un aumento delle tasse che diminuisce il reddito.

§   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Gli investimenti: lo Stato li può ridurre attuando dei provvedimenti che scoraggino il ricorso al credito (politica monetaria reattiva).

§   &n 656c27g bsp;   &n 656c27g bsp; Le spese pubbliche: lo Stato può apportare dei tagli alle spese che sostiene per lo svolgimento delle sue funzioni istituzionali e sociali.

Inflazione per eccesso di liquidità

Secondo la teoria quantitativa della moneta, l'inflazione si determina quando c'è in circolazione molta moneta che perciò perde il suo valore.

Questo eccesso può essere determinato da una propensione  molto forte al credito e di conseguenza agli investimenti.

Per frenare l'inflazione si adotta una politica monetaria restrittiva, serie di provvedimenti che restringono il credito e riducono la circolazione della moneta.

Anche lo Stato può essere responsabile di un eccesso di moneta, quando sostiene spese pubbliche molto elevate e molte, i neoliberisti sostengono questa responsabilità e suggeriscono una dura riduzione degli interventi dello Stato sostenendo una economia di ispirazione liberista.







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