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FRANK LLOYD WRIGHT - Introduzione Biografica

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FRANK LLOYD WRIGHT

Introduzione Biografica

Frank Lloyd Wright nacque negli Stati Uniti d'America nel 1869 (Richland 1869-Phoenix 1959) da William Russel Cary Wright, pastore della chiesa unitaria e musicista, e da Anna Lloyd Jones, donna molto energica, che aveva deciso di fare del proprio figlio un architetto. Wright si iscrisse alla facoltà di ingegneria civile a Madison, Wisconsin. Dopo due anni di studi si recò a Chicago, lavorando prima nello studio di Silsbee, quindi in quello di Adler e Sullivan, ove collaborò ai progetti di diverse case e a quello dell'Auditorium di Chicago; ma il suo carattere ed il desiderio d'indipendenza lo portarono presto a lavorare da solo. La sua formazione di architetto dipese dall'incontro con Sullivan, come dalle opere di Richardson e dai principi di Morris.

Wright è innanzitutto un uomo del "nuovo mondo", con una fiducia illimitata e spesso persino ingenua nelle possibilità dell'America. L'americanesimo significa, naturalmente, opposizione all'Europa in quanto vecchio mondo, superando con ciò il tradizionale complesso di inferiorità dell'America, e rinnegando qualsiasi tradizione costituita, e perciò qualsiasi stilistica europea, orientandosi piuttosto verso le forme estremo-orienta 636g68g li (soprattutto giapponesi) e americane (maya, indios, ecc.). L'aspetto più tipico della civilizzazione americana è la frontiera, lo spirito pioneristico della conquista mai completa, del punto da superare ogni giorno e la casa della frontiera, unifamiliare con camino centrale in pietra, a diretto contatto con la natura, influenzerà tutta l'opera dell'architetto. Wright vive pienamente la parte dell'artista, in senso ottocentesco, orgoglioso al possibile delle proprie produzioni, in atteggiamento di continua sfida. Diventò un personaggio i cui detti divennero celebri e furono tuttavia accettabili anche se talora paradossali. I suoi ideali e il suo carattere lo portarono a rivolgersi ad una committenza media, ed a pensare soprattutto la casa per questa committenza.  




Si tratta di una abitazione unifamiliare, a contatto con il terreno, semplice ed a dimensione umana. Wright per ottenere ciò scelse di partire dall di dentro della casa, dal suo spazio interno, per proiettarsi verso l'esterno. Fu una scelta che gli permise la massima libertà formale: è infatti prodigiosa in Wright la capacità inventiva nonchè le acquisizioni e le rielaborazioni di altri linguaggi. Il modo di realizzare questo spazio dall'interno deve essere "organico" e cioè aderente alla vita, così dell'uomo come della natura, sviluppato secondo una logica interna, propria degli organismi viventi. Fu infatti uno dei due massimi esponenti dell'architettura organica con Aalto. Questo portò da un lato alla fluidità spaziale, evitando al possibile i frazionamenti interni, dall'altro alla molteplicità e ricchezza degli interni. Wright avrebbe voluto costruire ogni casa su misura al proprietario e al paaesaggio di inserimento; affermava che "ciascuno ha i suoi paesaggi" e che "se le mie case sono così è perchè sono alte 1,73". Fu straordinariamente attivo: elaborò oltre seicento progetti, con più di trecento realizzazioni. La sua attività iniziale è molto varia: va da alcune case in stile, costruite per confessate esigenze economiche, a palazzine per appartamenti, come i Terrace Apartaments, Chicago, alla sua casa ad Old Park (1889), un perfetto esempio di Shingle Style (stile assicella). Ma subito iniziano le ricerche spaziali e compositive: la casa Winslow, Chicago (1893), ha una stupenda facciata simmetrica in mattoni e intonaco, con una fascia di piastrelle brune sottotetto, che ne alleggeriscono il volume, sotto la grande sporgenza del tetto; mentre verso il giardino i volumi si articolano pridigiosamente. Un movimento che viene sviluppato in modo più possente, anche se meno controllato, nella casa Husser Chicago (1899). Gli anni dal 1900 al 1909 sono quelli delle Prairie houses, le case della prateria, che realizzano sia l'ideale dell'abitazione unifamiliare incentrata sul focolare, come la casa dei pionieri; sia lo spazio organico, continuo, che partendo dal centro si espande secondo spazi precisi; sia un linguaggio formale inconfondibile, che se risente di elementi giapponesi o di influenze Art Nouveau, è comunque assolutamente personale, caratterizzato dai grandi tetti sporgenti, dalle fasce orizzontali, dalle serie di finestre. Ove nulla rimane più dei bloccati volumi di Richardson. I capolavori del periodo sono la Willits House, Highland Park, Illinois (1902), impostata su due assi incrociati; la Robie House, Chicago (1909), oggi ricostruita e divenuta monumento nazionale; la Heurtley House, Oak Park (1902); la Gale House, Oak Park (1909), di primaria importanza per lo studio della compenetrazione di volumi elementari, e per la trattazione delle superfici. Contemporanei sono la Unity Church, Oak Park (1906), formata da due corpi parallelepipedi, molto chiusi, collegati da un piccolo atrio comune, e gli uffici amministrativi della Larkin, a Buffalo (1904, distrutti nel 1950), un grande edificio dominato all'esterno dal gioco delle pareti e dei pilastri, dai tagli molto duri, ma completamente aperto all'interno verso un unico spazio centrale. Nel 1909 Wright abbandonò la famiglia per fuggire con un'altra donna in Europa, passando tra l'altro diversi mesi a Firenze. Tornato negli Stati Uniti, costruì una grande abitazione per sè e i suoi: fu questa Taliesin I a Spring Green, Wisconsin (1911), che andò distrutta in un incendio doloso nel 1914. Per Wright fu la definitiva rottura con il passato. Fu una fortuna l'occasione di costruire a Tokyo l'Hotel Imperiale-per il quale inventò una struttura antisismica-che gli permise di vivere per anni tra il Giappone e gli Stati Uniti. Il periodo dopo il ritorno fu meno felice: scarseggiarono le commesse e Wright fu alla ricerca di un proprio nuovo linguaggio: sono di questo tempo le imitazioni stilistiche più esotiche, come i templi maya per la casa Barnsdall, Hollywood (1920). L'unica opera veramente interessante del periodo è la casa Millard, detta la "miniatura" a Pasadena (1923), costruita con blocchetti di cemento collegati da cavi d'acciaio (un sistema inventato dallo stesso Wright) che formano la struttura e la facciata, la quale resta così modulata da piccoli quadrati traforati: un modello ripreso in seguito anche per casa Ennis.

Ma a questo periodo, di sostanziale stanchezza, Wright reagì improvvisamente con la casa sulla cascata, Bear Run, Connesville (1936), un'opera audace per la struttura, fatta di lastre a sbalzo, che matura e compie la ricerca sullo spazio interno e rinnova ancora una volta il suo linguaggio figurativo. Dal 1936 al 1939 costruì la torre e gli uffici della Jonson Wax, Racine: un altro capolavoro. La pianta è basata su una maglia formata da cerchi accostati, che gli permettono una grande libertà distributiva, cui si affiancano, come sempre, l'invenzione strutturale, costituita questa volta dagli esilissimi pilastri ad ombrello, che suscitarono perplessità nei contemporanei; ma non sono da meno le immancabili trovate formali, come le finestre, formate da tubi di vetro che permettono il passaggio della luce, ma non la vista; ed ancora l'insistenza sul colore -rosso- nei mattoni, negli intonaci, nelle pavimentazioni in linoleum. Intanto, oltre a progettare numerose altre case, metteva a ppunto la casa usoniana (Usonia è nome poetico usato da lui per America), un tipo semplificato ed economico di residenza, che evidentemente pensava di utilizzare nei suoi studi urbanistici; ne sono esempi la casa Jacobs, Madison (1937), la casa Goetsch-Winkler, Okemos (1939), ed altre pure ad Okemos /1939-1940). Contemporaneamente realizzò nel deserto dell'Arizona, presso Phoenix, Taliesin West, la sua dimora favorita, riaffermando una volta di più lo spirito del pioniere. Da allora, con un nuovo cambiamento si diede a studiare forme ed edifici circolari o a spirale; mentre il linguaggio si appesantiva peraltro in decorazioni superflue, in formalismi compiaciuti. Sono di questo periodo la casa Sol Friedman, Pleasntville, formata da due circonferenze intrecciate, e la grande spirale del Guggenheim Museum, New York (1946-1959), che contrasta e rompe esemplarmente con l'anonima omogeneità delle costruzioni circostanti. Nel 1953 realizzò la torre Price, Bartlesville, che raccoglie i risultati di molti studi per edifici pluripiani: è uno dei più riusciti grattacieli americani, per la straordinaria libertà compositiva.Nel campo urbanistico Wright lasciò solo un libro utopistico, auspicante per ognuno l'abitazione unifamiliare circondata da un appezzamento di terreno: ma il progetto per questa 'città', da lui denominata Broadacre, non fu realizzato: ne è rimasto il puro messaggio di condanna della vita contemporanea nelle strutture urbane. Wright ha sempre goduto di un notevole successo critico ed ha largamente influenzato architetti in America ed in Europa. In America Taliesin fu luogo di richiamo per parecchi contemporannei ed anche se il suo insegnamento provocò un certo manierismo, evidente nelle distese di case unifamiliari del Michigan o dell'Ohio, il messaggio organico ha avuto seguaci impegnati, da Neutra alla scuola californiana, fino a Saarinen.

Nel 1932 fondò insieme alla moglie la Taliesin Fellowship, una scuola di architettura e arti affini basata sull'apprendistato; otto anni dopo, istituì la Frank Lloyd Wright Foundation. Wright era un disegnatore veloce, una volta che l'idea gli era chiara nella mente, la trasferiva subito sul foglio. Si destreggiava con la sua riga a T e la squadra con eccezionale abilità; era una gioia guardarlo disegnare, guardare le linee apparire senza sforzo e a volte con humor. Per un architetto l'atto di disegnare è essenzialmente un mezzo per raggiungere un obiettivo: la trasposizione su carta di idee che appartengono all'immaginazione, allo scopo di costruire un edificio. In questa ottica, il disegno dell'architetto non si discosta molto dalle note di un compositore su carta da musica. Entrambe si trovano di fronte a situazioni identiche: rendere la rappresentazione grafica di una creazione così precisa, così chiara, così leggibile da consentire agli altri di interpretarla, capirla e dare vita all'opera. I suoi disegni erano sempre disponibili per coloro che collaboravano con lui, vale a dire i suoi disegnatori, in seguito, i suoi allievi. Tuttavia ne conosceva il valore e l'importanza per i posteri. Scelse Taliesin West come deposito del lavoro di una vita. Nel 1958, stava preparando una serie di vedute interne del Guggenheim Museum, allora in costruzione, per illustrare al direttore del museo e al consiglio di amministrazione la disposizione ottimale delle opere. Una delle prospettive contiene un gruppo di persone che guardano un grande quadro di Kandinsky, eccetto una ragazzina, che si è allontanata dal dipinto e sta guardando giù, attraverso il grande vuoto centrale dell'edificio, chiaramente più rapita dallo spettacolo dello spazio che da Kandinsky. In Europa la sua opera fu diffusa presto da pubblicazioni, come quella di Berlino (prima edizione, 1910; seconda, 1911, con introduzione dell'Ashbee), come la rivista Wendingen, 1924, curata da Behrens, ed una monografia del 1925 con diversi scritti. Allo Zevi si deve per contro la conoscenza in Italia delle opere di Wright, avvenuta in modo completo solo dopo il 1945, e la sua influenza sull'ambiente architettonico veneziano. Zevi elenca ben tredici aspetti dell'architettura di Wright per poi riconoscere che resta ancora "da svelare il vero segreto wrightiano. Questo segreto consiste nella conquista dello spazio, motivo conduttore dell'ascesa che il maestro ha compiuto attraverso mezzo secolo di prove creatrici" e più avanti: "la coerenza della poetica wrightiana va più in là della meccanica ripetizione di motivi figurativi e degli stessi principi psicologici, sociali e funzionali in cui si articola il suo pensiero.

Si invera in una creatività spaziale che, partendo dall'interno dell'edificio, si irradia a formare volumi, permea la materia delle superfici e plasma la continuità urbanistica". Tale giudizio va condiviso, ma affrancato dal rischio di cadere nell'ineffabilità critica. Affermare che lo stile di Wright stia nella creatività spaziale equivale a dire tutto e niente. Lo spazio del fare architettonico è sì uno spazio vuoto nel quale si vive e si agisce, ovvero un invaso, ma questo non si dà senza la conformazione del relativo involucro, composto da "figure" del segno spaziale, la pianta, le pareti, le facciate, le coperture, ecc. Ecco allora che la creatività spaziale si fonda sulla creatività figurativa.

Ad un'analisi superficiale nel 1909 Frank Lloyd Wright poteva apparire un uomo realizzato: nello studio di Oak Park, costruito ed avviato nel 1895 nei pressi di Chicago dopo il periodo di collaborazione presso Adler e Sullivan (1887-1893), aveva realizzato numerosi progetti, molti dei quali veri e propri capolavori, ed aveva portato a conclusione la sintesi di tutte le diverse influenze della sua formazione nello stile universalmente conosciuto come Prairie Style (Stile della Prateria).

Edifici quali il Larkin Building (Buffalo, 1904), lo Unity Temple (Oak Park, 1904-6) e la magistrale Robie House (Chicago, 1908-9) - solo per ricordarne alcuni - avevano fatto sì che la sua fama si diffondesse velocemente, anche se alcuni colleghi tendevano a sminuire il valore delle sue opere dichiarandole poco pratiche ed ignorandone la solidità. Le innovazioni introdotte nei suoi edifici scaturivano da una fusione consapevole di architettura e ingegneria. Mediante l'uso appropriato del cemento armato, dell'acciaio, del vetro e delle strutture a sbalzo Wright realizzò edifici dove il senso architettonico coincideva con la qualità dello spazio interno, dal quale nascevano poi le volumetrie esterne.



Ma come scrive lo stesso Wright nella sua autobiografia "...questa fase assorbente e logorante della mia esperienza si concluse nel 1909. Ero quasi arrivato alla quarantina. Stanco, andavo perdendo la capacità di lavorare e persino l'interesse al mio lavoro. Tutti i santi giorni di tutte le settimane, e fino a tarda ora della notte di quasi ogni giorno, domeniche comprese, avevo accumulato stanchezza su stanchezza..." (F.Ll. Wright, Io e L'Architettura, Vol. I, A. Mondadori Editore, 1955). Oltre a questo, già da qualche anno si era andato logorando il rapporto con la moglie Catherine Lee Tobin, con la quale si era sposato nel 1889 e dalla quale aveva avuto sei figli che, per sua stessa ammissione, erano cresciuti piuttosto distaccati dalla figura paterna.

Le tensioni personali e familiari si ripercuotevano anche nell'ambiente dello studio e ciò, acuito dal carattere arrogante e impaziente dell'architetto, aveva portato a un progressivo allontanamento dei giovani collaboratori che in un primo tempo lo avevano circondato con entusiasmo. La delusione nel veder scartato il progetto per la casa Mc Cormick (1908) a favore di una villa in "stile italiano" disegnata da Charles August Platt andò a peggiorare ulteriormente una situazione interiore già ricca di contraddizioni e tensioni.

Attraverso il filosofo e critico tedesco Kuno Francke, che si era recato negli Stati Uniti come visiting lecturer all'università di Harvard nel 1908 e che era rimasto ammirato e affascinato dall'opera dell'architetto e dalle lunghe conversazioni che aveva avuto con lui, Wright era entrato in contatto con l'editore berlinese di libri d'arte Ernst Wasmuth. Quest'ultimo gli aveva proposto di pubblicare un volume illustrato delle sue opere e lo aveva invitato in Germania per curarne la pubblicazione. Stimolato dall'idea di un viaggio in Europa - fino ad allora si era recato una sola volta fuori dagli Stati Uniti, in Giappone - ed esasperato dal rifiuto della moglie di concedergli il divorzio, verso la fine dell'ottobre del 1909 Wright abbandonò la famiglia ed il lavoro.

La decisione fu presa in una sola notte e la mattina successiva, per procurarsi i soldi necessari, fece un lungo giro fra i clienti di Chicago per avere degli anticipi e vendette un certo numero di stampe giapponesi (kakemono) della sua amata collezione. "Risoluto...presi il treno per Chicago. Mi avviai verso l'ignoto per mettere alla prova la mia fede nella libertà." (F.L. Wright, op. cit.). Prima di partire, con decisione abbastanza sorprendente, affidò i progetti dei clienti ed i disegnatori ad un giovane architetto di Chicago, Von Holst, che aveva da poco conosciuto. Ma Von Holst, che era assai distante dai principi della architettura wrightiana, con decisione logica e responsabile girò a sua volta gli incarichi operativi a Marion Mahoney, che era da molti anni - 11 secondo una ricostruzione del Manson - la principale collaboratrice dello studio di Oak Park e che aveva, fra le altre cose, realizzato molte delle belle prospettive a penna qui prodotte. Gli incarichi ancora allo stato preliminare furono quindi portati a termine con la sigla "Von Holst & Mahoney Associates", mentre quelli in fase finale furono lentamente completati da William Drummond e John Van Bergen, pure collaboratori di Wright, nello studio di Oak Park - studio che venne chiuso al termine di tali lavori. Termina così, con un taglio netto, una delle "età dell'oro" di Frank Lloyd Wright, età che da sola sarebbe stata sufficiente a fare dell'architetto americano una delle figure chiave della cultura architettonica del secolo.

La sera stessa della 'fuga' Wright fu raggiunto a New York da Mamah Borthwick Cheney, moglie di Edwin Cheney, per il quale Wright aveva progettato e costruito nel 1904 una piccola prairie house ad Oak Park. Fu probabilmente in quell 'occasione che nacque il rapporto fra i due. Poche ore dopo i due fuggitivi si imbarcarono su una nave diretta a Parigi lasciandosi alle spalle i pesanti pettegolezzi della stampa americana

IL MESTIERE 1885 - 1893


Frank Lloy Wright nasce l' 8 giugno del 1867 a Richland Center Wisconsin negli Stati Uniti da William Cary Wright e Anna Lloyd Jones Wright.

Nel 1885 inizia il tirocinio quale disegnatore del genio civile nello studio di Allen D. Conver preside della Scuola di Ingegneria di Madison nel Wisconsin. Wright, parallelamente alla attività lavorativa si iscrive alla suddetta scuola, ma dopo due anni, insoddisfatto, l'abbandona.

Nel 1887 si trasferisce a Chicago ed entra nello dallo studio Adler & Sullivan e da quel momento considererà Louis H. Sullivan (1856 - 1924) il suo unico maestro: lieber Meister. Mentre lavora da Sullivan progetta e costruisce edifici in proprio. Nel 1893 viene scoperto e i rapporti si interrompono; inizia così la sua attività da libero professionista.


PRAIRIE HOUSES (Case della prateria) 1889 - 1909


In quegli anni Wright inizia ad elaborare la sua visione dell'architettura e del modo di abitare. Ogni individuo dovrebbe avere una sua casa e questa casa dovrà essere parte della natura

La tipologia dell'architettura domestica americana viene trasformata e scomposta secondo precise regole. Le nuove composizioni, organizzate generalmente su due assi, hanno come perno il camino e terminano verso l'esterno con dei portici ottenuti con l'aggetto del tetto; nascono così le "prairie houses" tra le quali citiamo: la Winslow House (River Forest, Illinois, USA, 1893), la Hickox House (Kankakee, Illinois, USA, 1900), la Willitts House (Highland Park, Illinois, USA, 1902), la Boynton House (Rochester, New York, USA, 1908) e la Robie House (Chicago, USA, 1908 - 1909).




IN EUROPA 1909 - 1911


Nell'autunno del 1909 rompe con l'ambiente americano e compie un lungo viaggio in Europa. Con la sua seconda moglie si trasferisce a Firenze e vi risiede per più di un anno. Verso la fine del 1911 ritorna negli Stati Uniti e sul "colle splendente" (Taliesin East) apre il suo nuovo studio d'architettura.

Nel 1915 un inserviente della comunità-studio di Taliesin I in preda a una follia omicida, uccide sette persone (tra cui la seconda moglie di Wright e i suoi due bambini) e mette a fuoco l'edificio.

Wright si riprende a fatica. Si risposa per la terza volta e si reca in Giappone dove ha ricevuto dalla famiglia dell'imperatore l'incarico di edificare l'Imperial Hotel (1916 - 1922, demolito nel 1968). L'Imperial Hotel è una gigantesca costruzione concepita con criteri antisismici che resisterà in maniera eccezionale al terremoto del 1923 che distrusse Tokyo.


I MAYA DELLO YUCATÁN 1917 - 1924


Dopo il successo dell'esperienza giapponese e dopo aver perso la terza moglie e dopo averne trovato una quarta Wright incomincia una nuova ricerca.

La ricerca si direziona verso l'architettura autoctona. Le costruzioni dei Maya di Chichén Itza nello Yucatán e le strutture formali dei pellirossa sono il riferimento per le nuove composizioni. Di quel periodo sono la Hollyhock House (Barnsdall House - Olive Hill, Los Angeles, California, USA, 1917), la Millard House (Pasadena, California, USA, 1921) la Sowden House (Hollywood, California, USA, 1920 - 1924) e la Ennis House (Los Angeles, California, USA, 1920 - 1924).




GLI ARCHITETTI EUROPEI 1924 - 1934


Nel 1924 un nuovo incendio distrugge il ricostruito Taliesin II. Nel 1925 risorge (come una fenice) Taliesin III. La recessione del 1929 rallenta l'attività dello studio che viene trasformato in "bottega".

Nel 1932 Wright partecipa al MOMA di New York all'importante mostra di Architettura Contemporanea. Conosce Mies, Le Corbusier e altri architetti europei. Lo stimola che arriva dall'Europa spinge gli uomini di Taliesin a sviluppare nuove ricerche. Nasce Broadacre City, la risposta americana alla Ville Radieuse di Le Corbusier.


GLI ANNI TRENTA


Nella seconda metà degli anni trenta Frank Lloyd Wright ritorna con un linguaggio rinnovato. L'utilizzo del cemento armato e la ricerca razionalista dei colleghi europei non hanno lasciato insensibile il maestro di Taliesin.

In quegli anni Wright realizza le opere più fortunate e che hanno avuto una grande successo di pubblico. In particolare costruisce tra il 1936 e il 1939 la sua opera più famosa in assoluto. Per dirla con le parole di Bruno Zevi:

"che... segna l' apice poetico del metodo organico e la massima vetta raggiunta dalla libertà creativa"

"In una magnifica foresta, uno sprone di solida roccia che sorge a fianco di una cascata... la soluzione naturale apparve quella di sospendere in aggetto la casa al suo sostegno roccioso, sopra la cascata. La prima, tra le case da me costruite, eseguita in cemento armato: e perciò la

sua forma si modellò sulla grammatica di questo tipo di costruzione" (F.L. Wright)

È indubbio che la "Casa sulla cascata" (Bear Run, Pensilvania, USA, 1934 -1936) é uno degli edifici più importanti dell'architettura moderna, ed è anche la costruzione che ha sicuramente il maggior numero di ammiratori (tra gli addetti ai lavori e non). Non c`è disegno bidimensionale che la rappresenti egregiamente; la sua struttura, la sua forma, e il suo spazio sono comprensibili unicamente tridimensionalmente.








USONIAN HOUSES (La casa usoniana) 1934 - 1959


La naturale evoluzione delle "case della prateria" (Prairie Houses) sono le "Usonian Houses" (Usonia cioè gli USA). Per Wright l'edilizia domestica è un tema che non va trascurato, e come nelle Prairie Houses anche le Usonian Houses si basano sul principio: "per ogni uomo uno stile" e per ogni sito un progetto conforme.

Le nuove case non sono più impostate su uno schema a croce con il camino centrale. Le ultime tipologie sviluppate da Wright presentano una maggio integrità spaziale; la cucina diventa parte del soggiorno e il tutto si sta adattando al nuovo modo di vivere degli americani. La Rosenbaum House (Florence, Alabama, USA, 1939), l'Alma Goetsch - Katherine Winkler House (Okemos, Michigan, USA, 1939) e Sturges House (Los Angeles, California, USA, 1939) sono tra le più significative case usoniane costruite da Wright.


BROADACRE CITY 1934 - 1958


Wright con Broadacre City (ampio acro) propone di urbanizzare l'intero territorio (Città regione) assegnando ad ogni abitante un suo pezzo di terra (un acro = 4047 mq). La città è proiettata orizzontalmente e la comunicazione è vinta da futuristici mezzi di trasporto

L'altra possibilità (la provocazione) e quella di costruire delle gigantesche strutture che possano contenere centinaia di migliaia di persone: "The Illinois" (Il grattacielo alto un miglio, Illinois, USA, 1956).

Scrive Bruno Zevi: "Con dieci Illinois si può radere al suolo l'intera isola di Manhattan. Utopie ?..."

Wright ha studiato nei minimi dettagli la sua "Città cielo" di 528 piani, ecco alcuni dettagli: 130'000 abitanti, 76 ascensori ad energia atomica, 15'000 posteggi. Terrazze per 150 elicotteri. Membrature in alluminio e acciaio inossidabile. Fondazione antisismica a radice rastremata


LA SPIRALE


Negli anni quaranta la sperimentazione wrightiana si accentra sulle possibilità funzionali e formali delle matrici incurvate.

La pianta degli uffici Johnson Wax è generata da cerchi. Nel tempo i cerchi acquisiscono la terza dimensione e con il Guggenhaim Museum (New York, USA, 1946 - 1959) la continuità spaziale.


COME IN UN FILM


Nel 1949 il regista King Vidor realizza un film: " La fonte meravigliosa" interpretato da Gary Cooper che trae ispirazione dalla vita e dalle vicissitudini di Frank Lloyd Wright.



La vita di Wright fu una grande saga, le sue vicende passarono dalla stampa scandalistica al cinema e la sua vita fu un romanzo che si concluse il 9 aprile del 1959 a Phoenix in Arizona con la morte del protagonista principale all'età di 90 anni. (D.G.04)

BIBLIOGRAFIA DELL'ARCHITETTO

quadratoFrank Lloyd Wright, La Sovranità Dell'Individuo - In the Cause of Architecture, Prefazione a Ausgeführte Bauten Und Entwürfe pubblicata da Wasmuth, Berlino 1910. Ristampato come Introduzione alla mostra di Palazzo Strozzi, Firenze 1951. Ed. metron giugno 1951

quadratoFrank Lloyd Wright, Architettura e Democrazia, Milano 1945

quadratoFrank Lloyd Wright, Io e l'architettura, Vol. I, A. Mondadori Editore, Milano 1955

quadratoFrank Lloyd Wright, The Early Work of Frank Lloyd Wright. The "Ausgeführte Bauten" of 1911, Dover Publications, Inc., N. Y. 1982

quadratoEdgar Kaufmann, An American Architecture. Frank Lloyd Wright, Bramhall House, New York 1955

quadratoThe Drawings of Frank Lloyd Wright, Catalogo Esposizione, M.O.M.A., New York, marzo/maggio 1962, Bramhall House, New York 1962

quadratoAylesa Forsee, Frank Lloyd Wright, architetto ribelle, Ed. Opere Nuove, Roma 1962

quadratoCarlo L. Ragghianti, Letture di Wright 2, Critica D'Arte, n.4, luglio 1954, Vallecchi Ed. Firenze

quadratoCarlo L. Ragghianti, Architettura Liberatrice, Critica D'Arte, n.105, settembre 1969, Vallecchi Ed. Firenze

quadratoGrant C. Manson, Frank Lloyd Wright: la prima età dell'oro, Officina Edizioni, Roma 1969

quadratoBruno Zevi, Cronache d'architettura, Vol. VII, Laterza, Bari, 1970

quadratoM. Heckscher, E. G. Miller, An Architect and His Client: Frank Lloyd Wright and Francis W. Little, Catalogo Esposizione, Metropolitan Museum of Art, maggio 1973

quadratoBuildings, Plans and Designs by Frank Lloyd Wright, A.D.A. EDITA, Tokio 1976

quadratoAA.VV. Frank Lloyd Wright. Disegni 1887-1959, Catalogo Mostra, Palazzo Reale di Napoli, dicembre 1976 / gennaio 1977. Centro Di, Firenze 1976

quadratoThe Frank Lloyd Wright Home and Studio Foundation (Oak Park, Ill.), The Plan for Restoration and Adaptive Use of the Frank Lloyd Wright Home and Studio, The University of Chicago Press, Chicago 1978

quadratoFrank Lloyd Wright, a cura di Bruno Zevi, Zanichelli, Bologna 1979

quadratoDavid A. Hanks. The Decorative Designs of Frank Lloyd Wright, E.P. Dutton, New York 1979

quadratoDonald Hoffmann, Frank Lloyd Wright's Robie House: The Illustrated Story of an Architectural Masterpiece, Dover Publications, Inc., N.Y. !984

quadratoBruce B. Pfeiffer, Treasures of Taliesin, Seventy-six Unbuilt Designs, Thames and Hudson Ltd, Londra 1985

quadratoBruce B. Pfeiffer, Master Drawings from the Frank Lloyd Wright Archives, Thames and Hudson Ltd, Londra 1990

quadratoBruce B. Pfeiffer, Frank Lloyd Wright, Benedikt Taschen Verlag, Colonia 1991

quadratoAA.VV., Fiesole. Alle Origini Della Città, Comune di Fiesole, marzo 1990

quadratoAA.VV., La Memoria del Territorio, Comune di Fiesole, 1990







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