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Owen, Robert (Newtown, Galles 1771-1858), industriale e socialista utopista britannico, considerato il padre del cooperativismo.

storia


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Owen, Robert (Newtown, Galles 1771-1858), industriale e socialista utopista britannico, considerato il padre del cooperativismo.

Apprendista fin da bambino in un opificio di tessuti, all'età di diciotto anni contrasse un prestito e investì il denaro in una manifattura tessile: fu l'inizio di un'ambiziosa carriera imprenditoriale, che lo portò nel 1799 a dirigere un'industria di sua proprietà a New Lanark, in Scozia.

Contesto storico: Durante il XVIII secolo, il Regno Unito visse una forte crescita demografica, alla quale contribuì la scoperta di un vaccino contro il vaiolo, da parte di Edward Jenner, nel 1796. La trasformazione dell'economia si accelerò negli ultimi decenni del Settecento, quando James Watt perfezionò il motore a vapore e nuove invenzioni permisero di meccanizzare la lavorazione del cotone. Fra il 1760 e il 1830 la produzione di tessuti decuplicò, diventando la voce principale dell'esportazione britannica; grazie a ulteriori invenzioni, crebbero notevolmente anche la produzione di acciaio e l'estrazione del carbone. Non più tardi del 1830 questa rivoluzione industriale riuscì a fare della Gran Bretagna l'"officina del mondo".

Owen: Il pensiero

Convinto che il progresso dell'umanità potesse essere accelerato dal miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, s'impegnò per modificare l'ambiente di lavoro dei propri operai; le sue riforme portarono a un aumento della produttività e del profitto, e il suo esperim 828h73i ento acquisì fama internazionale. Owen sosteneva che il carattere umano è forgiato dall'ambiente circostante: di conseguenza, il miglioramento di quest'ultimo può influire positivamente sugli individui. Il lavoro era per lui il "fondamento naturale dei valori" e nel 1825, con l'obiettivo di mettere in pratica le sue teorie comuniste, acquistò 8100 ettari di terra negli Stati Uniti (nell'Illinois e nell'Indiana), e vi fondò una comunità modello, chiamata New Harmony, in cui i prodotti della terra si sarebbero dovuti distribuire fra i membri, secondo il bisogno di ciascuno. Tuttavia, la selezione dei volontari per questo esperimento avvenne troppo frettolosamente e, nonostante le visite periodiche condotte da Owen per ristabilire l'entusiasmo iniziale, le regole di convivenza della comunità vennero presto trasgredite. Nel 1828 New Harmony era ormai degenerata a una caricatura degli ideali utopistici, e Owen svendette la terra rimettendoci molto denaro.



Nel 1833 collaborò alla creazione di un primo grande sindacato dei lavoratori, che raggruppò altri sindacati inglesi su basi oweniste: il programma prevedeva l'abolizione del profitto per creare un nuovo sistema di scambi basati sulla valutazione del lavoro necessario a realizzare ogni prodotto. Il sindacato ben presto fallì, ma le idee di Owen trovarono realizzazione nel movimento cooperativo internazionale che fu fondato a Rochdale, in Inghilterra, nel 1844. Negli ultimi anni di vita, Owen frequentò assiduamente i congressi socialisti e si dedicò alla scrittura: la sua opera A Book of the New Moral World (Il nuovo mondo morale, 1826-1844) contiene l'esposizione più completa del suo pensiero.

Owen: Natura umana e condizionamenti sociali

L'idea centrale di Owen è che

"è possibile plasmare una comunità, o anche il mondo intero, in mille modi diversi, dal migliore al peggiore, dal più ignorante al più illuminato, mediante l'uso di certi mezzi; questi mezzi in buona misura ricadono sotto il dominio, e il controllo di coloro che hanno una influenza sulle relazioni tra gli uomini".

Owen ritiene infatti che: "l'uomo è il prodotto delle circostanze, e che egli in realtà è, in ogni momento della sua esistenza, esattamente quale lo hanno reso le circostanze in cui si è venuto a trovare, combinate con le sue qualità naturali".

Nonostante questa possibilità di formare per il meglio il carattere degli individui e, attraverso ciò, promuovere il benessere di tutti, Owen ha davanti a sé lo spettacolo di abbrutimento della classe operaia, lo sfruttamento delle donne e dei bambini nelle fabbriche, in sostanza il disfacimento morale e fisico dei lavoratori.

"Nelle nostre fabbriche, che sono tutte più o meno nocive per la salute, si fanno lavorare bambini piccolissimi. Li si condanna a una routine di interminabile e invariabile lavoro al chiuso, in una età in cui il loro tempo dovrebbe essere diviso esclusivamente tra salubri esercizi all'aria aperta ed educazione scolastica. In tal modo ... si blocca e si paralizza la loro forza intellettuale, come pure quella fisica, invece di permettere il corretto e naturale sviluppo, mentre ogni cosa intorno a loro cospira a rendere depravato e pericoloso il loro carattere morale".


Owen: L'educazione

Per risolvere questa situazione, apportatrice e perpetuatrice di guasti e malessere, Owen propone di estendere a tutti, attraverso un piano nazionale, le pratiche educative che egli, assieme ad altri, aveva promosso nella Contea di Lanark.
L'educazione è esplicitamente vista da Owen come mezzo per il superamento delle barriere di classe: "con una giudiziosa educazione i bambini di qualsiasi classe possono divenire in breve tempo uomini appartenenti a qualsiasi altra classe".

 

 

Owen: Produttività dell'istruzione

Ma per fare accettare le sue proposte anche alla classe industriale a cui egli appartiene, Owen deve basarsi non su criteri umanitari, ma su parametri di profitto: e di produttività. Rivolgendosi ai sovrintendenti delle industrie e a tutti coloro che danno lavoro, egli fa vedere l'importanza, di tener conto anche delle macchine viventi che: "possono essere facilmente addestrate e dirette in modo da produrre un notevole aumento dei guadagni pecuniari". Riferendosi all'esperienza di New Lanark, Owen dice: "Ho investito molto tempo e capitale in miglioramenti del capitale vivente; e risulta che il tempo e il denaro cosi impiegati nell'industria di New Lanark, anche ora che questi miglioramenti sono ancora in fase di attuazione e che non si può ottenere che la meta dei loro effetti benefici, rendono più del 50% e in breve produrranno profitti pari al 100% del capitale originariamente investito".

Ecco allora che già incomincia a incrinarsi un mito consistente nel credere che vi sia una correlazione positiva tra spossessamento delle facoltà intellettuali e rendimento produttivo.

Owen: I rischi dell'istruzione per le classi dominanti

Ma che cosa é che cozza contro questo progetto socialmente vantaggioso per la generalità delle persone? Il motivo lo si può ricavare dallo stesso Owen, estendendo ad altri soggetti le critiche che egli rivolge alla chiesa: "I dignitari della Chiesa e i loro fedeli hanno capito che, a meno che non sia posto sotto il controllo diretto e sotto l'amministrazione di persone appartenenti alla Chiesa, un sistema nazionale per l'educazione dei poveri minerebbe rapidamente alla radice non solo i loro errori ma anche quelli di ogni altra istituzione ecclesiastica".

E, si può aggiungere, svelerebbe anche gli errori delle attuali leggi che sono state "poste dai potenti per accrescere la propria autorità, mantenendo gli inferiori in uno stato di soggezione al proprio potere". Ed e ancor più facile rendersi conto della giustificata presenza di questi timori nella classe dominante, esaminando più dettagliatamente lo schema di analisi e le proposte di Owen.




 

Owen: La divisione del lavoro

"Nel sistema attuale si ha tra le classi lavoratrici la divisione più minuta tra forza mentale e lavoro manuale; gli interessi privati sono sempre in contrasto con il bene pubblico, e in ogni nazione agli uomini si insegna di proposito fin dall'infanzia a credere che il loro benessere è incompatibile con il benessere e la prosperità di altre nazioni".
"Sarà ora chiaro comunque che questa minuta divisione del lavoro e divisione di interessi non rappresenta altro che termini diversi per indicare povertà, ignoranza, sprechi di ogni genere, un conflitto universale all'interno della società, crimine, miseria e una grande debolezza fisica e mentale".

 

Owen: Studio e lavoro

"Per evitare questi mali ... ogni bambino riceverà fin dai suoi primi anni di vita una educazione generale che lo preparerà ad adempiere agli scopi propri della società".
"Istruzione ed educazione vanno concepite come intimamente connesse con le occupazioni offerte dalla comunità".

L'elemento caratterizzante i criteri socio-pedagogici di Owen è appunto questa stretta compenetrazione tra momento educativo e realtà esterna, tra studio e lavoro.
I bambini dai 5 ai l0 anni "acquisteranno pratica secondo le loro forze e attitudini in qualcuna delle più facili operazioni degli affari della vita; operazioni che possano procurare loro molta più gioia e contentezza di quanta può derivare dagli inutili giocattoli del vecchio mondo".

In seguito, crescendo, dovranno acquistare "la conoscenza teorica e pratica delle arti più progredite e più utili alla vita.

Attraverso le varie fasi dell'educazione corrispondenti alle differenti età della vita, si dovrà arrivare a far si che uomini e donne siano"addestrati ed educati a sapere che cos'è la società, qual è il modo migliore per produrre, conservare e distribuire la ricchezza".

Inoltre "è necessario che sappiano anche come unire queste varie parti nelle dovute proporzioni in modo da formare un nucleo scientifico di società". "E tutti saranno perciò uguali per educazione e condizione e nessuna distinzione artificiale, tranne quella dell'età, sorgerà mai fra loro".

 

Owen: La nuova società

È solo così che si può attuare il rovesciamento della vecchia società e far si che "tutte le vecchie cose spariscano e tutto si rinnovi".

Allora, "al posto del malaticcio fabbricante di punte di spillo o di capocchie di chiodo, che come un ebete guarda il suolo o si guarda intorno, senza capire e senza riflettere razionalmente, sorgerebbe una classe lavoratrice piena di attività e di conoscenze utili, di abitudini, di informazioni, modi e tendenze che porrebbero anche chi è ultimo nella scala sociale molto al di sopra dei privilegiati di qualsiasi classe formatasi nelle circostanze offerte da società del passato e da quella attuale".

Secondo Owen, devono essere portati a conoscenza di tutti i principi "resi semplici, adeguati a tutte le capacità mentali, di organizzazione dell'economia e della società, per cui la stessa categoria di persone che può essere istruita per mandare avanti una qualunque delle cose complicate della vita può facilmente acquisire quella competenza che gli permetta di prendere parte all'amministrazione e alla sovrintendenza di queste nuove aziende".

In questo modo tutti, secondo uno svolgimento che è rapportato unicamente all'età, saranno via via governati e governanti.

Owen dunque concepisce una società che supera fin dall'infanzia le barriere tra manualità e intellettualità, e si struttura in classi di età a cui corrispondono occupazioni differenti svolte via via da tutti gli individui nel corso della loro esistenza. Ma ciò che è importante cogliere, concludendo questa rapida analisi dello schema oweniano, e il posto centrale che egli assegna all'istruzione per la formazione di un "Nuovo Mondo".
Istruzione che da una parte è ricchezza produttiva nel senso più lato nel termine (abilità materiale e intellettuale, scoperte scientifiche, ecc.); dall'altra è condizione indispensabile per il superamento dell'antitesi tra lavoro manuale e lavoro intellettuale in quanto universalizza le capacità di comprensione del processo direttivo.







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