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GLI ANNI'60

storia


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GLI ANNI'60

Nell'Italia del "boom" e del "miracolo economico", fra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta, una gran massa di italiani, che aveva in precedenza sperimentato i disastri della guerra e la povertà degli anni dell'immediato dopoguerra, scoprì per la prima volta il benessere e con esso l'abitudine a nuovi consumi. Nelle case fecero il loro ingresso frigoriferi e lavatrici, radio a transistor e televisori; la società italiana, anche attraverso le nuove abitudini di consumo, sembrò incamminarsi verso una definitiva "modernizzazione".

Gli Stati Uniti d'America, che sin dall'inizio del secolo si erano caratterizzati per la presenza di un mercato di massa per i prodotti di largo consumo, furono modello e principale termine di paragone: nel consumismo si individuava la radice stessa del successo del paese più ricco e industrializzato del mondo. Non mancavano però autorevoli critiche alla società dei consumi da parte di intellettuali, filosofi e sociologi, che godettero di un ampio seguito fra gli studenti che alla fine degli anni 919b12j sessanta diedero vita ai primi movimenti di contestazione giovanile. La pubblicità, rinnovata nelle tecniche, nelle professioni e nei mezzi, sembrò esercitare un potere enorme e un'inedita capacità di condizionare gusti e comportamenti di individui e famiglie.

Nel dibattito mai sopito fra sociologi, economisti ed intellettuali "criti" hanno fatto più recentemente sentire la propria voce gli antropologi, che propongono nuove interpretazioni sul mondo delle cose e sul desiderio di appropriarsene.



Gli anni sessanta furono un periodo molto importante anche per le scienze e le scoperte. Nel 1967 venne eseguito il primo trapianto di cuore a opera di Barnard, medico sudafricano, che dopo accurate ricerche riuscì ad operare un uomo e a farlo rimanere in vita altri 19 mesi con un organo vitale non suo. Nel 1969 due astronauti americani, Neil Armstrong e Edwin Aldrin, arrivarono a mettere piede su suolo lunare.

Questa nuova ed incentivata ricerca spaziale favorì la meteorologia  e facilitò l'invenzione di materiali sempre più leggeri, come i fogli di alluminio e il teflon.

Nel 1969 il DDT viene bandito negli Stati Uniti, in seguito ai tumori dovuti ai suoi dannosi effetti collaterali.

Ci furono ricerche sulla genetica delle piante e sulla fertilità del suolo portando alla rivoluzione verde in molti Paesi del Terzo Mondo.

 Lo sviluppo dei circuiti integrati negli anni sessanta offrì nuove possibilità alla miniaturizzazione, stimolando la nascita dell'industria elettronica negli Stati Uniti e la diffusione di apparecchiature elettroniche in Occidente.

Alla fine di questi anni, gli studenti universitari si ribellarono contro l'insegnamento tradizionale e il controllo dello Stato sulla scuola che era considerato repressivo. I ragazzi del '68 si resero conto che, per inserirsi nella società e lavorare, dovevano spesso rinunciare ai principi d' uguaglianza e di libertà politica in cui credevano. Così questi movimenti si diffusero un po' ovunque: in Germania, in Francia, in Cecoslovacchia. Alla fine in Italia si ebbe libero accesso agli studi universitari e per gli operai l'approvazione dello Statuto del Lavoratori.

Nella musica e nello spettacolo ci furono delle rivoluzioni. Il registratore, inventato nel 1942 ma divulgato alcuni anni dopo, rende possibile riprodurre tutti i tipi di suono. Viene usato in modo creativo nella musica pop, come per gli album  dei Beatles, il famoso quartetto inglese composto da George Harrison, John Lennon, Paul McCartney e Ringo Starr. Immergendosi nella moda del beat, (musicalmente espresso dal recupero di elementi del blues, del ritmo afroamericano, dall''accentuazione del sound e dall''uso di chitarre amplificate), in ideale collegamento con il movimento letterario della beat-generation degli anni '50, i Beatles dimostrano infatti di sapersi rinnovare recuperando la musica colta, accogliendo le suggestioni della musica indiana e servendosi abilmente delle risorse offerte dallo studio di registrazione.

Gli anni '60 furono un periodo molto importante della storia mondiale, in cui ci fu un'apertura al dialogo tra le forze politiche dei paesi e le rappresentanze private e sindacali per riorganizzare tutta la società.

1967 - BARNARD E IL PRIMO TRAPIANTO DI CUORE

Nella notte del 3 dicembre 1967 fu portata all'ospedale Groote Schuur di Città del Capo (Sudafrica) una donna di 24 anni in fin di vita. La situazione clinica disperata e le gravi lesioni celebrali non lasciavano intravedere alcuna probabilità di ripresa e i medici, constata la morte della giovane paziente, decisero di tentare l'espianto degli organi per permettere la sopravvivenza ad un altro ammalato.

Nelle prime ore della mattina ebbe inizio, in due sale operatorie contigue , un tipo di intervento mai realizzato fino a quel momento.In due minuti una prima équipe medica riuscì a prelevare il cuore della donatrice portandolo immediatamente a una seconda équipe che aveva provveduto a preparare all'intervento Loui Washkansky, un uomo di 54 anni sofferente da tempo di gravi malattie cardiache. Collegato il paziente a una macchina cuore-polmoni,il chirurgo Christian Barnard provvide a sostituire il cuore ammalato con quello della donatrice, facendo seguire alle normali pratiche chirurgiche l'applicazione di corrente elettrica nella zona toracica per stimolare la prima contrazione ventricolare.



Alle 6,13 l'intervento poteva dirsi felicemente concluso: nel petto di Washkansky pulsava, con una frequenza di 120 battiti al minuto, il cuore nuovo.

Ma l'euforia iniziale per l'effettiva praticabilità del trapianto cardiaco venne presto smorzata dalla morte del paziente, avvenuta dopo 18 giorni, a causa di un'infezione.

Ripresero gli studi e le ricerche che portarono a nuovi trapianti, ma solo pochi pazienti un anno dopo l'intervento erano ancora in vita, perché non era facile trovare soluzioni a crisi di rigetto e a problemi di natura immunolagica.

A tutto ciò si aggiunsero inoltre riflessioni di carattere etico riguardanti soprattutto le modalità per stabilire la morte celebrale del donatore. Per questo motivo ebbero nuovo impulso anche gli esperimenti per i trapianti di cuore di scimpanzè, che non risolsero comunque con esiti positivi. Al primo intervento pionieristico di Barnard, basato anche sulla sua ambizione personale e su una discreta dose di audacia, fece seguito, il 2 gennaio 1968, un secondo trapianto eseguito dal chirurgo sudafricano su Philip Blaiberg.

L'intervento si risolse con un notevole successo, seguito dai media di tutto il mondo che riuscirono a mostrare la vita quotidiana del paziente sopravvissuto per 19 mesi con il cuore nuovo.

1961 - L'uomo nello spazio

Mattina del 12 aprile 1961. Il più famoso speaker della radio russa, Levitan, fa interrompere le trasmissioni e annuncia: fra poco sentire un importante comunicato sul primo uomo nello spazio. Passano due minuti, ed ecco il nome: l'uomo è Yuri Gagarin, un bel ragazzo simpatico dalla larga faccia contadina che è stato preferito a tutti i cosmonauti sovietici. La fotografia di Gagarin fece subito il giro del mondo attraverso giornali e televisioni. L'impressione è enorme. Più spaventati che affascinati gli americani: si sentono battuti nella corsa allo spazio e temono che il successo scientifico dell'Unione Sovietica si trasformi in una minaccia militare . Agli europei, un po' tagliati fuori da questa lotta, non dispiace in fondo che il trionfatore appartenga alla vecchia civiltà continentale. E infatti, quando verrà a visitare più tardi le capitali d'Europa, Gagarin riceverà accoglienze trionfali.

Gagarin è il primo uomo nello spazio perché i sovietici hanno, per i loro razzi, propellenti più forti di quelli americani. Ma sono dettagli tecnici: quel che più colpisce la gente è l'aspetto favoloso dell'avventura, il coraggio di questo ragazzo che ha osato trasformarsi in un satellite umano. Gagarin che vede per la prima volta la Terra dallo spazio, che descrive rapito il fantastico spettacolo di laghi e montagne, città e fiumi di tutte le latitudini. Oggi in orbita attorno alla vecchia madre Terra: non sarà più possibile, domani, andare sulla Luna, magari su Marte e via via verso i pianeti più lontani? Uomini di tutti i continenti si abbandonavano ai sogni: stazioni spaziali, astronavi intergalattiche, colonie di pionieri in altri mondi; e tutto grazie a quell'ufficialetto che in un'ora e mezzo scarsa, per l'esattezza 89 minuti e un secondo, aveva compiuto il primo giro completo attorno al globo: altezza minima 175 chilometri, precisò Mosca; altezza massima 302.




Chi è Gagarin

Yuri Gagarin: era un giovanotto di 27 anni, un po' basso di statura, una bella faccia simpatica da contadino russo; suo padre e sua madre lavoravano la terra. A vent'anni, preso un diploma di perito fonditore, si era iscritto a una scuola di pilotaggio, diventando ufficiale dell'aeronautica militare.

A 25 anni era stato ammesso fra i volontari per i primi voli cosmici. Era il 1959. Due anni prima era andato in orbita uno Sputnik senza esseri viventi a bordo, seguito a poche settimane da un altro razzo che portava una cagnetta il cui nome fece il giro del mondo: Laika. Poi altri Sputnik sovietici, qualche Explorer e Vanguard americani e ancora un paio di cani- Belka e Strelka- dentro un satellite russo.

Si aspettava un uomo che avesse il coraggio di entrare in una capsula spinta da un missile per fare "quattro passi" nel cosmo. Gagarin morì giovanissimo, a 34 anni, nel 1968, in un incidente aereo.

1969 - A SPASSO SULLA LUNA

Quasi mezzo miliardo di telespettatori in tutto il mondo seguì affascinato il primo sbarco dell'uomo sulla Luna. Il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, collegatosi con gli astronauti Edwin Aldrin, Neil Armstrong e Michael Collins a bordo dell'Apollo 11, definì la sua come la "telefonata più importante della storia" e il papa Paolo VI inviò agli "avventurieri dello spazio" i suoi auguri e la sua benedizione. L'umanità stava realizzando un sogno che aveva coltivato per secoli. Avviato nel 1958 e proseguito nel 1961 del presidente Kennedy, il programma spaziale americano era stato grandemente potenziato dopo i primi successi sovietici (messa in orbita dello Sputnik e volo orbitale della Vostok 1 con a bordo il primo cosmonauta Jurij Gagarin). Gli Stati Uniti, infatti, volevano recuparare la superiorità persa in questo campo: utilizzando esperienze e dati forniti dai programmi Mercury  e Gemini, concentrarono i loro sforzi sul progetto Apollo. Accuratamente preparato con voli sperimentali, la mattina del 16 luglio 1969 l'Apollo venne lanciato dalla base di Cape Canaval in Florida. Il 21 luglio il modulo lunare Eagle, sganciatosi dall'astronave, inziò la sua discesa vero la Luna.

Allunati nel Mare della Tranquillità, gli astronauti Armstrong e Aldrin iniziarono a istallare le apparecchiature adatte agli esperimenti scientifici (anemometri, sismografi, riflettori e strumenti a raggi laser) e a raccogliere materiale ( sassi e polvere lunare) da riportare sulla Terra per accurate analisi. Dopo una sosta di 21 ore, ebbero inzio le manovre di riaggancio dell'Eagle al modulo di comando, in cui era rimasto l'astronauta Michael Collins. Sulla sperficie lunare, oltre alla bandiera degli Stati Uniti, venne lasciata una targa metallica recante la scritta: << Siamo venuti in pace, in rappresentanza di tutta l'umanità>>. Il viaggio di ritorno - un volo durato 59 ore e 55 minuti - si concluse il 24 luglio: alle 17:51 la capsula spaziale Columbia, con a bordo i tre astronauti, ammarava nell'Oceano Pacifico dopo aver superato una distanza di 380.000 Km.

A terra i nuovi pionieri vennero accolti con grande entusiasmo: dopo una quarantena di due settimane, e numerose visite mediche, l'intera nazione li festeggiò, attribuendo loro grandissimi onori. Gli Stati Uniti avevano nuovamente acquisito la supremazia in campo spaziale rispetto all'Unione Sovietica, assicurandosi anche un incomparabile ampliamento delle conoscenze scientifiche.







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