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GIOVANNI PASCOLI - POETICA

poesia


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GIOVANNI PASCOLI (1855 - 1912) - PRINCIPALI SCRITTI DI POETICA
GIOVANNI PASCOLI - POETICA

GIOVANNI PASCOLI

Nacque a S. Mauro di Romagna nel 1855. L'evento più significativo della sua infanzia fu l'assassinio del padre  (10 Agosto) per motivi di interesse economico. La perdita del padre fu per lui un grave trauma ó acuta sfiducia nei confronti della storia (intesa come istituzioni, strutture della società), perché no 151d32b n furono mai trovati gli assassini. Pascoli alimenta una sfiducia nei confronti della giustizia umana. Si attacca moltissimo ai famigliari: madre, due sorelle, un fratello. La famiglia viene però attraversata di nuovo da lutti: muoiono la madre e il fratello. Pascoli vive con le due sorelle e cerca di ricostruire il nido famigliare con loro (Ida e Mariù). Il nido assume una connotazione di morbosità, esasperazione. Questo legame viscerale con le sorelle impedì a Pascoli di formarsi una famiglia propria à lo spinse a condannare, a ostacolare l'uscita dal nido di Ida. Il matrimonio di Ida provocò una lacerazione in Pascolià sentiva sfasciarsi il nido. Condusse una vita gretta, tra scuola, impegni letterari e famiglia.



Un altro fatto importante della sua vita fu l'arresto subito dal giovane Pascoli a Bologna durante manifestazioni anarchiche a cui aveva aderito. Erano anni caldià ideali dell'anarchico italiano A. Costa. L'anarchia era un movimenta estremo0 di sinistra. Pascoli si era lasciato illudere dalla militanza politica, ma passa dei mesi in prigione. Questo aggravò la sua sfiducia nei confronti della storiaà ebbe un atteggiamento di distanza e di timore verso le istituzioni umane. Condusse una vita modesta, cercò di tradurre le pulsioni emotive che provava nel contesto familiareà senso di lutto.

POETICA

La poetica di Pascoli si ritrova in uno scritto del 1897 "Il fanciullino", uscito sulla rivista "Il Marzocco". Pascoli prende ispirazione da un dialogo di Platoneà "IL FEDONE", dove Platone racconta di Socrate morente nel momento in cui parla dell'immortalità dell'anima per consolare i discepoli al suo capezzaleà Socrate però vede Cebes che piange e gli dice di non farlo perché l'anima è immortaleà Cebes: "E' il fanciullino che c'è in me che piange".

Pascoli elabora il concetto della voce ingenua, spontanea, irrazionale, che ci fa aver irrazionalmente paura del buio, che ci fa parlare coi sassi, con le nuvole, che ci fa vedere e sentire altre cose. IL FANCIULLINO DIVENTA IL SIMBOLO DELLA POESIA, di una poesia che non è mai canale di ideologia me solo sfogo lirico, sfogo del fanciullino che non si lascia imbrigliare dalla ragione. Poesia=intuizioneà Pascoli applica il concetto di poesia come puro processo analogico, non come struttura razionale, ma come poesia fatta di illuminazioni (intuizionismo di Bergson).

OPERE

1891à MYRICAEà il titolo nasce da un verso virgilianoà nella quarta egloga all'inizio: "non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici" (arbusti+tamericiópoesia semplice, alla portata di tutti). Virgilio inizia così l'egloga in cui dichiara di voler elevare il tono trattando ar5gomenti alti. Tamerici=myricaeà Pascoli dimostra la volontà di scrivere di argomenti soggettivi, secondari rispetto alla grande poesia ufficiale (identificata con Carduccià poeta vate che canta le glorie dell'Italia crispina). Pascoli parla della natura, scrive poemetti campestri, paesaggistici. Si riscontra la presenza del tema del dolore che Pascoli lega alla tragedia famigliare e alla visione dolorosa dell'esistenza.

Altre 3 raccolte: "Primi poemetti", "Canti di Castelvecchio", "Nuovi poemetti"à poesie che ricalcano quelle di "Myricae"à dolore che si carica dell'angoscia che prodotta dal mistero che circonda l'uomoà dolore che diventa esistenziale, più collettiva. Questo dolore si aggiunge a quello personale. Si precisa la poetica di Pascolià tema del nido e tema della siepe.

"Poemi conviviali"à poemetti pubblicati sulla rivista "Il convivio". Vengono rappresentati dei personaggi, degli avvenimenti mitici-storici interpretati dalla sensibilità di Pascolià "Alexandros"à Alessandro Magno che dopo aver conquistato territori che non si conoscevano è costretto a tornare indietroà realtà sempre inferiore al desiderio, sete di conoscenza frustrata dalla realtà. "L'ultimo viaggio"à viaggio di Ulisseà tema del mistero impenetrabileà costretto a rinunciare a conoscere.

"I carmina"à poesie latine per concorso di Amsterdam (che vince)à ricostruisce situazioni interiori con una patina d'anticoà 7 "Poemata christiana"à poemi in cui Pascoli affronta il pericolo del passaggio dal paganesimo al cristianesimoà crea dei personaggi che incarnano incertezze, paure, entusiasmià "Tallusa"à schiava cristiana che perde il suo bambino e si lega affettivamente in modo morboso al figlio della padronaà padrona infastidita la caccia di casaà cristianesimo è la consolazione di tutte le pene che l'uomo deve sopportareà ATTENZIONE DI PASCOLI VERSO LA SOFFERENZE PERSONALI E I PERIODI DI PASSAGGIO.




Ultimo Pascolià "Odi e Inni", "Le canzoni di re Enzo", "Poemi italici", "Poemi del Risorgimento". Pascoli della involuzione, poeta-vate, si contraddice, socialismo patriottico, Pascoli dell'oratoriaà discorso per la conquista della Libia (Giolitti)à "La grande proletaria s'è mossa" 1911à ideologia nazionalista che comunque conserva connotati pascolianià Italia=nido gigantesco che per necessità di sopravvivenza è costretto all'aggressivitàà no esaltazione della guerra fine a se stessaà imperialismo inserito in una poetica sempre di giustizia sociale.

POETA DELLA COMPRESENZA

Troviamo diverse contraddizioni       

¨       Compresenza di due lingue apparentemente molto distanti tra loro: italiano e latino+

¨       Verista e simbolista:        veristaà usa termini specifici, le cose devono parlare con la loro

lingua

simbolistaà non si ferma mai all'oggetto e all'immagine in sé. Se descrive qualcosa ricerca e ritrova la sua condizione interiore. Il vero simbolista francese annulla l'oggetto per il suo simbolo, per Pascoli non è così, non sa cosa vuole rappresentare: c'è un mistero che incute paura ma non ha la sensazione forte di ciò che sta dietro la natura.

¨       Scrutatore dell'infinitamente piccolo e grande

Atteggiamento analogico nei confronti della natura

¨       Dal punto di vista ideologico:     sensibilità socialistaà poveri maltrattati, sentimento di

pietà e solidarietà, socialismo umanistico, ma no volontà sistematica

sensibilità nazionalistaà legato ad uno spirito di fratellanza, testimonianza di unità

FONOSIMBOLISMO

La massa fonica delle parole ha una forza evocatrice che supera il valore del significato delle parole

stesse. Da più rilievo alla sonorità che al significato. Voci onomatopeiche, allitterazioni, reti

foniche, richiami, rime.  Analogiaà creare relazioni intuitive tra gli elementi della realtà. Poesia frammentaria, analogicaà molti incisi, parentesi, segni di punteggiatura in mezzo al versoà poesia fatta di flash in relazione analogica, di illumnazioni.







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