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LA VITA DI DANTE

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ITALIANO:

LA VITA DI DANTE

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da una famiglia di piccola nobiltà.

A 12 anni il padre, come si usava all'epoca, lo vincola per contratto a sposare Gemma Donati che Dante sposerà una 535b12f decina di anni dopo e da cui avrà tre o quattro figli.

Dopo la morte del padre Dante si dedica ad amministrare i beni della famiglia.

Partecipa alla battaglia di Campaldino (1289) e di Caprona, due delle tante battaglie tra la città di Firenze e le altre città toscane.

Si dedica alla poesia ed è in contatto con altri poeti e letterati.

Le sue poesie d'amore sono tutte dedicate a Beatrice, presumibilmente Bice Portinari sposata con Simone de' Bardi e morta prematuramente nel 1290. Gli incontri tra Dante e Beatrice sono stati occasionali ma l'amore secondo il dolce stil novo si nutriva della lontananza e della inaccessibilità della donna. Dante in Beatrice vede

i valori spirituali più importanti della vita. Questo amore per Beatrice è cantato nella raccolta "Vita Nuova" dove scrive anche della sua crisi dopo la morte di Beatrice. Dante passa così ad occuparsi della politica; la città di Firenze divisa in fazioni lo spinge a cercare di portare concordia tra i cittadini difendendo l'autonomia della città, si oppone al Papa Bonifacio VIII e alle sue minacce di espansione nonostante la minaccia di scomunica. Firenze è  divisa tra i guelfi Neri e Bianchi, Dante sceglie i Bianchi e viene eletto tra i sei priori della città. Mentre Dante  è a Roma con una delegazione per parlare con Papa Bonifacio VIII, a Firenze un colpo di stato voluto dal Papa porta al potere i guelfi Neri. Dante viene accusato di essersi opposto al Papa e di aver rubato denaro pubblico per questo viene condannato a pagare una multa e a due anni di esilio. Poichè non si presenta a Firenze viene condannato in contumacia ad essere bruciato vivo. Dal 1302 è lontano dalla sua città e questo sconvolge la sua vita. Ottiene ospitalità tra l'Italia centrale e settentrionale nelle varie corti e questo tipo di vita rafforza la sua onestà politica in quel periodo di corruzioni. Tra il 1304 e il 1313 scrivere le opere il Convivio, il De vulgari eloquentia,  l'Inferno e il Purgatorio. Dante ritiene che la divisione tra i due poteri universali sia necessaria; un Imperatore che sappia governare con saggezza, giustizia e cristianità ed un Papa che si occupi dei problemi religiosi e spirituali. Quando Arrigo VII  arriva in Italia per ristabilire il potere imperiale Dante lo sostiene, ma Arrigo muore nel 1313 senza riuscire nel suo intento e Dante scrive quelle che erano le sue convinzioni politiche nel De monarchia. Tra il 1313 e il 1318 è a Verona dove si ricongiunge con la moglie e i figli, poi passa a Ravenna con la protezione di Guido Novello da Polenta e qui finisce di scrivere il Paradiso la sua ultima opera. Guido Novello da Polenta lo manda come ambasciatore a Venezia, sulla via del ritorno si ammala e muore nel 1321 a Ravenna.

                     



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