Caricare documenti e articoli online  
INFtube.com è un sito progettato per cercare i documenti in vari tipi di file e il caricamento di articoli online.
Meneame
 
Non ricordi la password?  ››  Iscriviti gratis
 

CANTO XI - PERSONAGGI STORICI, SPIEGAZIONE

dante


Inviare l'articolo a Facebook Inviala documento ad un amico Appunto e analisi gratis - tweeter Scheda libro l'a yahoo - corso di



ALTRI DOCUMENTI

De vulgari eloquentia
UGO FOSCOLO: CRITICA Sull'episodio di Paolo e Francesca
Parafrasi del canto 1° della Divina Commedia
I CANTO
INFERNO - CANTO XXXIII - RIASSUNTO, CRITICA
II CANTO
DANTE - CONVIVIO, DE VULGARI ELOQUENTIA, COMMEDIA
DANTE (LA VITA)
INFERNO - CANTO XXVII - RIASSUNTO, CRITICA

CANTO XI

PERSONAGGI STORICI

Omberto Aldobrandeschiàappartenente alla nobile famiglia degli Aldobrandeschi che era feudataria di un vasto territorio Toscano.

Grande nemico di Siena, continuando la politica del padre Guglielmo, depredava e danneggiava i Senesi appoggiandosi ai Fiorentini.

Oderisi da Gubbioà famoso miniatore nativo di Gubbio.Dante conobbe il miniatore a Bologna.

Provenzan Salvanià capo di parte ghibellinapreponderante nella sua città. Ebbe una grande importanza nei fatti che condussero alla vittoria di Siena nella battaglia di Montaperti e al convegno di Empoli fu uno di quelli che votarono per la distruzione di Firenze.



Morì nella battaglia di Colle di Val d'Elsa in cui i senesi vennero sconfitti dai fioren 242c21c tini.

SPIEGAZIONE

E' la cornice dei superbi che sono chinati e devono camminare gravati da un macigno e si percuotono perché durante la vita hanno guardato troppo in alto. Devono meditare su esempi di virtù e su esempi del loro peccato punito.

Dante incontra tre anime di personaggi realmente esistiti che incarnano tre tipi di superbia:

·        Omberto Aldobrandeschiàsuperbia nobiliare;

·        Oderisi da Gubbioà superbia in ambito artistico;

·        Provenzan Salvanià superbia politica;

PARAFRASI

E se io (Omberto Aldobrandeschi) non fossi impossibilitato da questo sasso che domina la mia superbia, per cui è necessario che io guardi, guarderei lui (Dante) che è ancora vivo e il cui nome non è stato ancora rivelato per vedere se lo conosco e per indurlo a pietà di questa  mia pena. (52-57)

Io fui Latino e nato da un toscano: Guglielmo Aldobrandesco fu mio padre, non so se conoscete già il suo nome. (stato di sospensione tra la superbia e la proiezione verso l'umiltà).(58-60)

La nobiltà antica e le opere virtuose dei miei antenati mi fecero così arrogante che, non pensando alla madre comune degli uomini (terra o Eva) ebbi talmente disprezzo per ogni uomo che io mori per questo come i Senesi (furono i senesi ad ucciderlo) sanno e lo sa ogni uomo di Campagnatico (il suo feudo). (61-66)

Io sono Omberto e non solo a me arreca danno la superbia perché ha tratto con se nei guai tutti i miei antenati. (67-69)

E qui è necessario che io porti questo peso per tutto il tempo che occorre per pagare a Dio la mia pena qui tra le anime poiché non l'ho fatto quando ero vivo". (70-72)

Per ascoltare meglio chinai verso il basso la faccia (Dante si sente un  po' superbo) e uno di loro, non quello che parlava, si torse sotto il peso che la impedisce nei movimenti e mi vide e riconoscendomi mi chiamò tenendo gli occhi con fatica fissi a me che procedevo tutto chino con loro. (polisindetoà sforzo/ desiderio di comunicare con Dante). (73-78)




"Oh" gli dissi " non sei tu Oderisi, l'onore di Gubbio e l'onore di quell'arte che è chiamata alluminar (miniatura) in Parigi?" (79-81)

"Fratello" disse egli " splendono di più le carte dipinte da Franco Bolognese, l'onore ora è tutto suo e mio solo in parte. (82-84)

Davvero io non sarei stato così generoso durante la vita per l'intenso desiderio di eccellere che il mio cuore aveva.(85-87)

Per queste esagerata superbia qui si pagano le conseguenze e non sarei ancora qui se non fosse che quando potevo peccare (alla fine della vita) mi rivolsi a Dio. (88-90)

Oh quanta è vana la gloria che deriva dalle cose terrene, azioni umane! Quanto poco tempo dura rigogliosa sulla cima di un ramo se non è sopraggiunta da età in decadenza.(91-93)

Cimabue credette di essere superiore a tutti nella pittura e ora la fama è di Giotto così che la sua fama è oscurata. (94-96)

Così ha tolto uno all'altro Guido (Cavalcanti e Guinizzelli) la gloria della poesia in volgare, e forse è nato il poeta che supererà entrambi.(97-99)

La fama mondana non è altro che un soffio di vento che ora viene e ora va e cambia nome perché cambia la direzione da cui proviene. (100-102)

Che fama potrai avere tu maggiore se morirai vecchio di quella che tu avresti se fossi morto bambino passati mille anni? (sarai comunque ignoto) che sono più brevi rispetto all'eternità di un battito di ciglia rispetto alla rivoluzione più lunga del cielo.  (103-108)

Tutta la toscana risuonò della fama di colui (Provenzan Salvani) che cammina a piccoli passi e ora a malapena se ne pronuncia il nome in Siena della quale Siena era signore quando a Montaperti fu distrutta la rabbia fiorentina che era allora superba come è ora corrotta (Disposta a vendersi a chiunque pur di guadagnare qualcosa).(109-114)

La fama umana è come il verde dell'erba che dura poco, e il sole grazie al quale ella esce dalla tenera terra la decolora". (115-117)

Ed io a lui "La verità che tu dici mi riempie di umiltà e la mia superbia si appiana, ma chi è colui con cui parlavi prima?" (118-120)

Rispose :"Quelli è Provenzan Salvani ed è qui perché fu presuntuoso nel tenere Siena tutta nelle sue mani. (121-123)

E' così curvo sotto il peso e va senza sosta da quando è morto, così paga il suo debito a Dio chi nella vita è stato troppo presuntuoso". (124-126)

E io :"Se quello spirito che attende gli ultimi istanti di vita per pentirsi dimora nell'Antipurgatorio e non può salire al purgatorio se una preghiera non lo aiuta o se prima non passa tanto tempo quanto è durata la sua vita come fu concesso a lui di salire?" (127-132)

"Nel momento in cui viveva in modo più glorioso liberamente a Siena mise da parte ogni sentimento di vergogna e si fermò nella piazza del Campo e lì per salvare un suo amico che era detenuto nella prigione di Carlo d'Angiò si ridusse di tremare in ogni vena.(per l'umiliazione). (133-138)

Non dirò altro per chiarire il mio parlare confuso ma poco tempo passerà che i tuoi concittadini faranno in modo che tu capire con chiarezza. (profezia dell'esilio).(139-141)

Questo atto di umiltà lo tolse dall'Antipurgatorio. (142)








Privacy

Articolo informazione


Hits: 2037
Apprezzato: scheda appunto

Commentare questo articolo:

Non sei registrato
Devi essere registrato per commentare

ISCRIVITI

E 'stato utile?



Copiare il codice

nella pagina web del tuo sito.


Copyright InfTub.com 2019