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L'Umanesimo - Il Rinascimento

letteratura

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L'Umanesimo

Il termine Umanesimo, adottato per la prima volta dagli storici ottocenteschi, trae origine dalle humanae litterae o studia humanitatis, espressioni con cui gli scrittori latini definivano il complesso degli studi linguistici, storici, filosofici e letterari. La riscoperta delle humanae litterae, attuata nella cultura italiana già dalla metà del trecento da Francesco Tetrarca, coincise dunque con la riscoperta della civiltà classica e dei contenuti culturali che l'avevano caratterizzata.

Per cui l'Umanesimo è quel movimento culturale che, iniziato nel tardo trecento e diffuso dopo per tutto il quattrocento, si propose di dare vita ad una nuova civiltà fondata sul ruolo centrale delle humanae litterae, prendendo come modelli la produzione cultura e letteraria 434c26e dell'antichità classica.

L'Umanesimo è stato un movimento poetico italiano che poi si diffuse in tutta l'Europa, creando le premesse culturali del Rinascimento.

L'età dell'Umanesimo fu caratterizzata da una grande libertà di circolazione delle idee. La rapidità di queste fu dovuta anche all'invenzione della stampa e all'uso della carta per stampare i libri.

Durante la prima fase dell'Umanesimo, la situazione dell'Italia fu quella di un mosaico di Stati politicamente instabili e spesso in guerra fra loro. Per tutta la seconda metà del 400, grazie all'abilità diplomatica di Lorenzo de Medici (signore di Firenze) l'Italia ebbe un periodo di pace, che consentì alla cultura umanistica di produrre i suoi migliori risultati artistici e letterari.

L'obiettivo fondamentale del primo Umanesimo era la creazione di un umanità "nuova", padrona del proprio destino, libera di studiare il proprio passato, di migliorare le proprie capacità e di svelare i misteri del creato, senza le preoccupazioni morali o religiose che avevano posto tanti vincoli alla cultura del Medioevo.

L'ideale di vita proposto dagli umanisti era fondato sulla concezione dell'uomo come opera perfetta del Creatore e come centro e padrone dell'universo, e sulla assoluta eccellenza di quelle discipline che avevano il merito di aver formato i grandi uomini dell'antichità.

Spinti dal desiderio di costruire la civiltà classica, gli umanisti diedero il via ad un lavoro di ricerca e di rilettura dei testi classici, allo scopo di individuare il vero significato dei testi antichi, di ricostruirne il reale contesto storico e sociale e di apprezzarli non per un loro possibile significato religioso, ma per i valori che essi rappresentavano.

Divenne così una scienza fondamentale quella della filologia: la scienza che verifica l'autenticità dei testi e ne ricostruisce la storia.

In questa prima fase, che va dalla fine del 300 alla metà del 400, gli umanisti cercarono di realizzare concretamente i nuovi ideali di vita che proponevano, impegnandosi anche nella vita politica. Tra la metà e la fine del secolo l'umanesimo perse la primitiva carica rivoluzionaria e gli umanisti divennero semplicemente gli studiosi della cultura e della letteratura classica.

La prima fase dell'Umanesimo ebbe come carattere fondamentale l'assoluta prevalenza del latino come lingua letteraria e scientifica. in questo periodo la produzione letteraria è costituita soprattutto da trattati in prosa.

A partire dalla metà del 400, l'Umanesimo vide la ripresa della produzione letteraria in volgare, che riacquistò il ruolo e l'importanza di una vera lingua d'arte. La letteratura in volgare del Quattrocento è caratterizzata da una scarsa presenza della prosa, rappresentata da novelle, da storielle divertenti e da pochi trattati, e da una ricca produzione in versi, che propone temi amorosi, mitologici o comico-popolareschi oppure temi avventurosi, epici e cavallereschi.

Il Rinascimento

Con il termine di Rinascimento si indica quel vasto movimento culturale, prima italiano e poi europeo, in cui gli ideali di vita e di pensiero che avevano caratterizzato l'Umanesimo giunsero alla piena maturazione e alla massimo diffusione, per poi entrare in una fase di profonda crisi.

La data convenzionale di inizio del Rinascimento è il 1492; incerta è la data della sua fine perché il Rinascimento di sviluppò inizialmente in Italia e successivamente in Europa.

Per la cultura italiana la tendenza degli studiosi è quella di far coincidere il periodo rinascimentale con l'intero arco del 500.

Per i paesi quali la Francia e l'Inghilterra la cultura rinascimentale si diffuse nella seconda metà del Cinquecento, prolungando i suoi influssi e la sua fioritura artistica sino al Seicento inoltrato.

Sul piano sociale, economico e politico, l'età del Rinascimento coincise, per l'Italia, con una crisi economia e sociale, con la perdita della libertà e con il passaggio di gran parte della penisola sotto il dominio spagnolo.

Nella storia dell'Europa il Rinascimento è il secolo delle conquiste geografiche.

Dal punto di vista ideologico e culturale, il motivo della cultura rinascimentale fu l'esaltazione dell'uomo e delle sue capacità di conoscere e di agire sulla realtà.

Il Rinascimento fu il periodo in cui la scienza e il metodo scientifico assunsero grande dignità.

Oltre che da tendenze classiciste, la cultura rinascimentale fu caratterizzata anche da un potente e vitalissimo filone "anticlassico", in cui si espressero atteggiamenti trasgressivi e anticonformisti.

La produzione letteraria rinascimentale riflette il contrasto fra classicismo e anticlassicismo.

Quella dominante è la produzione di gusto classico, incentrata sull'imitazione degli antichi e sul rispetto di precise norme compositive.

A questa corrente appartiene ad esempio Pietro Bembo che fece uso di una lingua colta e aristocratica ispirata ai grandi modelli letterari del Trecento (Petrarca per la poesia e Boccaccia per la prosa).

La produzione anticlassica è costituita da opere il cui tema centrale è l'analisi, spesso spietata e cinica, della realtà. A questa produzione appartengono i trattati politici e storici di Nicolò Macchiavelli.

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