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IL VIAGGIATORE INCANTATO, LESKOV

letteratura


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                               IL VIAGGIATORE INCANTATO, LESKOV

La storia inizia su una nave al largo di Korela sul lago Ladoga, dove un filosofo ed un mercante discutono sul suicidio di un seminarista, una discussione nella quale interviene Ivan Sever'janic Fljagin, uomo enorme di statura, baffi arricciati all'insù, capelli ondulati, sui 50 anni, voce interessante, il quale presto scopriamo essere un "conesser' di cavalli, un novizio che però è anche stato nell'esercito; esordisce nel testo con una leggenda su un prete ubriacone che pregava per i suicidi e ciò suscita 141c29b nei due ascoltatori una forte curiosità che li spinge a chiedere al novizio di raccontare la sua storia.

Ivan Sever'janic appartiene ad una condizione servile, nasce ad Orjol da un cocchiere e rimase orfano di madre, la quale promise di dedicare il futuro Ivan alla vita religiosa in un voto religioso ai signore affinché Dio le avesse dato un bambino: tale promessa il protagonista la conoscerà quando un monaco che aveva ucciso per gioco lo stesso giorno gli appare in sogno profetizzandogli che egli passerà molte sciagure dalle quali sempre si salverà miracolosamente fino a quando non deciderà di scogliere il voto di sua madre entrando in convento e facendosi frate; Ivan Sever'janic si rifiuterà di chiudersi in convento ed ha luogo la prima sciagura: durante una passeggiata in carrozza con suo padre ed il conte i cavalli impazziscono ed Ivan cerca di fermarli buttandosi addosso a loro, salvando la carrozza ma precipitando dal burrone dal quale pero si salva miracolosamente.



Tornato dai conte, ancora una volta non vuole chiudersi in convento ed arriva a meditare il suicidio per via della dura vita dovuta ai lavori forzati, cui era stato condannato per aver taglialo la coda al gatto della  contessa ; questa seconda sciagura pero non verrà attuata all'ultimo, perchè prima di impiccarsi il protagonista viene convinto da uno zingaro ad entrare nella sua banda di briganti, dalla quale si staccherà ben presto andando a vivere a Nikolaev presso un impiegalo di origine polacca col vizio del gioco d'azzardo come balia, poiché egli fu lasciato dalla moglie per un ufficiale, ai quali Ivan consegnerà la bambina che curava per cercare di rompere la noia che lo attanagliava chiedendo loro di poter fuggire facendosi portare fino a Penza dove viene lasciato e dove, spinto per la curiosità per i cavalli, entra a conoscenza della cultura tatara osservando le aste ed i duelli tipici di questa cultura per l'assegnazione dei cavalli.

La noia di Ivan è qui tradotta invece in interesse vivo e dal fascino per la cultura tatara tant'è che egli parteciperà ad una di queste aste e ucciderà un capo tataro (Savakirej) in un duello loro tradizionale, e per non essere processato di omicidio viene portato nelle steppe di Ryn'peskij dando inizio alla terza sciagura: 10 anni di prigionia dai tatari, che per non farlo scappare lo incrinano (infilano del crine nei talloni di modo che non possa più camminare dal dolore); tale prigionia sarà caratterizzata dalla noia, malinconia e nostalgia della patria russa, poiché Ivan Sever'janic prova smarrimento in una terra straniera perchè non-cristiana, sentimento che lo pervade anche quando viene consegnato ad un'altra tribù tatara sul mar Caspio, dove avrà delle mogli e dei figli che però non riconoscerà perchè, non battezzati, dunque da qui l'odio per i tatari, visti come infedeli.

La salvezza da questa terza sciagura avviene grazie al suo saper sfruttare dei fuochi d'artificio lasciati da degli indiani nella tribù che egli usa per spaventarli, riuscendo da solo a sottometterli e a convenirli alla religione cristiana; Ivan Sever'janic guarisce i suoi talloni e ritorna in Russia ad Astrachan e poi a Voronez dove lavora come collaboratore di un principe, iniziando un periodo di serenità, gioia, guadagno e amicizia col principe,

Tale momento è spezzato pero dalla quarta sciagura: durante una fiera a kursk, incontra un magnetizzatore, ovvero un truffatore che si spaccia nobile decaduto per farlo ubriacare e portarlo in una casa gestita da zingari dove assiste alle prestazioni canore di Grusa, una zingara bellissima sborsando denaro e cospicue offerte per vederla cantare ancora più volte, venendo truffato dagli zingari che lo impoveriscono; il giorno dopo Ivan capisce che anche il principe è stato folgorato da Grusa, arrivando a comprarla, indebitandosi pur di averla con se e spingendolo ad iniziare nuove attività per arricchirsi che grazie alla sua abilità imprenditoriale lo porta al successo, nominando Ivan come suo socio, facendolo ritornare in un momento di felicità fino a quando non avviene la quinta sciagura: l'ex-principe si sposa con la figlia del maresciallo per accrescere la sua posizione sociale ma facendo scomparire Grusa, suscitando in Ivan Sever'janic il sentimento della tristezza.




Ivan Sever'janic pero riuscirà a rivedere Grusa al momento della sesta sciagura: Grusa si suicida e il protagonista disperato scappa da Voronez incontrando dei contadini ai quali farà il grande favore di sostituirsi al loro figlio per entrare nell'esercito, lasciando così che questa povera famiglia non perda forza lavoro per i campi, e cosi va a combattere la guerra del Caucaso con spirito di amore per la patria e fede col falso nome di Pjotr Serdzukov, dove volendo morire, partecipa ad una missione suicida dalla quale si salva miracolosamente.

Per i suoi meriti sul campo, egli viene nominato nobile ed inviato a Pietroburgo come segretario di un notabile, un lavoro che lo annoia a tal punto da spingerlo all'attività di attore, dalla quale però sarà cacciato per aver picchiato un nobile attore, e trovandosi così in mezzo alla strada senza un soldo decide finalmente di entrare in convento ma solo per ragioni di necessità, diventando novizio col nome di padre Ismail; la vita in convento è l'epilogo della profezia dove Ivan Sever'jamc vive in tranquillità ed obbedienza, subendo anche le tentazioni del diavolo che lo faranno diventare un novizio-modello, fino a quando non diventa anche un profeta, arrivando a preannunciare una imminente guerra che avrebbe a breve rovinato la Russia, motivo per il quale egli racconta al filosofo ed al mercante la sua intenzione di abbandonare la tonaca per entrare nell'esercito in nome dell'amor patrio per il quale è disposto anche a morire.







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