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RICERCA GEOGRAFICA SUGLI STATI UNITI (USA): POSIZIONE GEOGRAFICA, DIMENSIONI, DEMOGFRAFIA

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RICERCA GEOGRAFICA SUGLI STATI UNITI (USA)

POSIZIONE GEOGRAFICA

   Lat. Nord: dal 27 grado al 49 grado.

   Long. Ovest: dal 71 grado al 122 grado.

CONFINI

Gli Stati Uniti confinano a nord con il Canada, a sud con il Messico, mentre a est sono bagnati dall'Oceano Atlantico e a ovest dall'Oceano Pacifico.

DIMENSIONI



Superficie: 9355855 kmq

Abitanti: 235860000 abitanti

Densità:26 ab./kmq.

OROGRAFIA E CLIMA:

Negli Stati Uniti, che sono molto sia in latitudine, sia in longitudine, si possono individuare tutte le zone caratteristiche del continente. In particolare abbiamo due sistemi montuosi opposti: l'uno recente sul versante del Pacifico, l'altro, molto più antico, sull'Atlantico. In mezzo si estendono le grandi pianure del centro, che sull'Altopiano del Colorado divengono zone desertiche. Nella parte più a sud (florida9 prevalgono le paludi e gli acquitrini. Le grandi faglie di frattura continentali ed estese zone instabili si trovano sulla costa occidentale.

LE GRANDI REGIONI DEGLI STATI UNITI

Nel paese si riscontra una straordinaria diversità di ambienti naturali che è la conseguenza della varietà morfologica e climatica del territorio.

Nelle zone più a nord, come l'Alaska, troviamo i cl 434i86e imi nivali e freddi. Queste regioni inospitali sono l'ultima frontiera degli americani; sono ricche di monti e di foreste e scarsamente abitate. Il cuore dell'America è quello a ovest della regione dei Grandi Laghi e corrisponde alla vastissima fascia interessata dal clima  temperato, dal più freddo al più caldo. È una zona pianeggiante che si estende fino a ridosso delle montagne: sono grandi le praterie, che occupano quasi tutto il centro degli Stati Uniti e sono anche il regno del grano e delle immense mandrie di bovini. È l'America del mare d'erba, verdeggiante grazie a grandi opere idrauliche, anche dove il clima, in prossimità delle Montagne Rocciose, diventa steppico.

Ancora più a ovest, oltre le Montagne Rocciose, si raggiunge quello che era l'ultimo confine del mitico Far West, la costa del Pacifico. Ricca e popolosa, una fascia verdeggiante corre lungo la costa per più di 2000 km di lunghezza. È la California dal clima temperato caldo in quasi tutta la sua estensione, dove sorge la megalopoli dell'ovest, nella quale si saldano San Francisco e Los Angeles, e dove l'ambiente

 desertico si mostra in modo spettacolare all'interno, nel Deserto del Mojave e nella Valle della Morte. Nelle zone più meridionali di trova la fascia del Sole, o, come si diceva un tempo, il profondo sud. Un quarto della sua popolazione è costituita da neri. Vi si estendono a perdita d'occhio immense piantagioni di cotone e di tabacco, dove, prima che la guerra di Secessione li liberasse, lavoravano schiavi gli antenati degli abitanti neri di oggi.

Infine, tra Louisiana e Florida sul Golfo del Messico, abbiamo i paesaggi tropicali, caratterizzati da forte umidità e, durante l'estate, da uragani particolarmente violenti.

Appunto nella Florida si trova il clima tropicale per eccellenza, quello delle paludi dell'Everglades, oggi parco nazionale. Splendido e ultimo stato dell'Unione (è divenuto tale, come l'Alaska, nel 1959): le Isole Hawaii, una ventina di isole tropicali, coperte da una vegetazione lussureggiante interrotta da vulcani. La capitale è Honolulu.

IDROGRAFIA

Gli Stati Uniti sono attraversati da una rete fluviale imponente e assai  estesa, che favorisce in molti luoghi lo svolgimento delle attività produttive e dei traffici commerciali. Gli uomini hanno poi realizzato nel tempo una serie di colossali opere idrauliche, che consento uno sfruttamento razionale delle acque superficiali. Il cardine del sistema idrografico statunitense è il fiume Mississippi, che nasce nello stato del Minnesota e sfocia nel Golfo del Messico. Coi  suoi affluenti Missouri e Red Rock misura 5970 km. Per via della pendenza molto scarsa, il suo corso è lento, ricco di meandri, ramificazioni secondarie  e stagni. Ha un bacino vastissimo, 3,32 milioni di kmq, il 40% dell'estensione degli Stati Uniti, più di dieci volte l'Italia. Le sue acque servono come via  di comunicazione interna e irrigano amplissimi terreni agricoli. Il grande fiume riceve le acque dei fiumi riceve le acque dei fiumi Ohio e Tennessee, che nascono sui monti Appalachi, ed è collegato tramite canali navigabili alla regione dei Grandi Laghi (Superiore, Michigan, Huron, Erie e Ontario). Da questi ultimi i battelli possono  dirigersi  verso il Canada oppure verso la città di New York, percorrendo  altri canali che uniscono i laghi Erie e Ontario al fiume Hudson. Ricordiamo inoltre il Rio Grande, che sfocia nel Golfo del Messico, e il Colorado, che ha scavato profonde gole tra le quali è celebre il Gran Canyon.

DEMOGFRAFIA

Negli Stati Uniti si sono registrate le più grandi ondate immigratorie della storia, fin dal XVII secolo, e le fasi di esse segnano anche le varie stratificazioni sociali della popolazione. Dapprima luterani, puritani, quaccheri, ugonotti, in maggioranza inglesi, ma anche olandesi, tedeschi , francesi: con predominanza quindi della religione protestante, di una discreta cultura  e di autentici  principi democratici. Gli imprenditori agricoli finirono invece nei territori del Sud, e furono all'inizio in prevalenza francesi. Verso la metà dell'Ottocento, vi furono  imponenti migrazioni di tedeschi  e di irlandesi, con importanti immissioni di comunità cattoliche ed ebree. Oggi la terza ondata ha portato invece un gran numero le popolazioni latine, che rappresentano un'alta percentuale degli abitanti la quale ha certamente influito sul saldo positivo della crescita della popolazione.

Popolazione: bianchi 80,3%; neri 21,1%;

                     amerindi 0,8%; cinesi 0,7%;

                      filippini 0,6%; giapponesi 0,3%.

LINGUE

L'ufficiale è l'inglese.

È assai diffuso lo spagnolo.

RELIGIONI

protestante, cattolica,

ebraica, ortodossa e buddhista.

ECONOMIA

L'economia degli Stati Uniti è straordinariamente sviluppata; il reddito nazionale è il più alto nel mondo e il reddito pro capite è superato solo da quello di alcuni Emirati Arabi. Il valore della produzione industriale è cosi elevato che solo Germania e Giappone si avvicinano ad esso. Le risorse agricole, energetiche e minerarie sono immense. Gli Stati Uniti sono al primo posto per l'esportazione del grano e per la produzione di mais, soia e agrumi. Al secondo posto per girasoli, avena e latte. Il numero dei bovini è superiore a quello di tutti i pascoli dell'Europa Occidentale. Sono i primi produttori al mondo di ghisa, alluminio e rame e ben un quarto del fabbisogno mondiale di energia elettrica viene prodotto qui.

Il primato statunitense si ripete anche in campo finanziario (il dollaro è la moneta di riferimento per l'economia mondiale), e in campo militare (l'industria bellica del paese è la più potente e sofisticata al mondo). Eppure questo non ha impedito l'esistenza di forti disuguaglianze socioeconomiche, oggi forse ancora più stridenti di un tempo. Negli slums, o quartieri periferici, nei quartieri dormitorio intorno ai centri industriai, come anche in certe zone rurali la povertà arriva all'insufficienza  alimentare (negli anni Ottanta, il 15% dell'intera popolazione). Ci sono anche i semi- poveri (vecchi, donne, neri, minoranze etniche diseredate, come gli ispanici) che sono analfabeti di ritorno, che hanno smesso di leggere e scrivere e sono poco protetti dall'assistenza sociale, troppo costosa.

AGRICOLTURA

Anche se solo il 2,1% della popolazione è addetto all'agricoltura, un quinto dell'immenso  territorio statunitense viene coltivato. Considerando poi anche il terreno destinato al pascolo, metà del suolo del paese è utilizzato per l'agricoltura. La produttività degli agricoltura è altissima, perché si fa largo uso di metodi di coltivazione moderni. La produzione è molto alta e superiore al fabbisogno della popolazione: il paese può quindi esportare buona parte dei suoi prodotti. Tratto distintivo in questo settore è la presenza di colture estensive. Queste zone hanno ciascuna un nome preciso: corn belt, per il mais, in Illinois, Missouri e Iowa, Cotton belt in Louisiana, per il cotone; wheat belt nel Kansas e nel Nebraska, per il grano.  Le aziende sono mediamente grandi 20 volte quelle italiane. Sovente sono integrate con l'industria agro- alimentare. Essendo ormai l'agricoltura un'attività esclusivamente di tipo industriale, si sono  registrate alcune conseguenze negative: la scomparsa delle piccole imprese familiari, l'urbanizzazione, e in campo ecologico, un certo grado di inquinamento dovuto all'uso eccessivo di pesticidi e concimi chimici. Nelle zone più calde, come in California e i Florida, si nota un tipo di coltivazione più pregiata: frutteti, agrumeti, vigneti. L'allevamento dei bovini e degli suini è fiorentissimo e l'industria  che ne  deriva copre i tre quarti del fabbisogno mondiale.



INDUSTRIA

Malgrado le grandi risorse minerarie, la mole dei prodotti lavorati è tale che gli Stati Uniti devono importare gran parte delle materie prime; importano anche energia, nonostante abbiano la seconda riserva al mondo di carbone e posseggano  grandi giacimenti di petrolio (Alaska, e Golfo del Messico). Hanno anche un terzo delle risorse mondiali di uranio. Due sono le zone più industrializzate del paese: la Manufacturing belt, per l'industria siderurgica  e meccanica intorno a Chicago e Detroit, e la Sun Belt, in California e nel Texas con industrie all'avanguardia nel campo dell'elettronica e dell'informatica (una per tutte; la Silicon Valley, la valle del silicio, dal nome del minerale con il quale si realizzano i circuiti elettronici dei computer). A Detroit ci sono le maggiori industrie automobilistiche del mondo. Grandissima importanza hanno anche le industrie bellica, aeronautica e spaziale: esse impiegano il 10% del reddito nazionale e dei lavoratori americani. L'industria statunitense, a partire dagli Settanta, ha vissuto una fase di ristrutturazione, che ha                   comportato una sostituzione quasi totale degli impianti. Questo processo ha causato una drastica diminuzione del numero degli addetti del settore.

TERZIARIO

Il settore terziario degli USA occupa ben i tre quarti della popolazione e non opera solo entro i propri confini  ma irradia in tutto il mondo i suoi prodotti. Non è da trascurare il turismo , fiorente in Florida (Miami e Palm Beach), in California dove si trova l'immenso parco di Disneyland, e nei numerosissimi parchi nazionali. Non va dimenticato che a Hollywood (Los Angeles) ha un enorme sviluppo l'industria del cinema e della televisione. Gli USA possiedono un sistema di trasporti efficientissimo. Hanno la maggior rete ferroviaria del mondo, anche se ultimamente ha perso importanza nei confronti del trasporto aereo. La rete stradale si estende per oltre 6 milioni di km. Ciò che distingue questo paese è l'immenso sistema aeroportuale, ha più di 10000 aeroporti e conta su oltre 30 compagnie nazionali. Ricordiamo anche l'importante trasporto fluviale e lacustre; la quantità di merce che viene annualmente trasportata attraverso i Grandi Laghi supera persino, per tonnellaggio, quella che passa per Rotterdam, il più grande porto del mondo.

GOVERNO

Gli Stati Uniti sono una repubblica composta da 50 stati più il Distretto di Columbia, dove si trova la capitale, Washington, sede della Casa Bianca, dove vive il presidente, e del Congresso. Ciascuno degli Stati ha un suo governatore. La nazione ha un presidente eletto, che rimane in carica quattro anni (salvo una rielezione) e nelle cui mani è il potere esecutivo. Il potere legislativo è affidato al Congresso (Senato e Camera); quello giudiziario appartiene invece alla Corte suprema, composta di 9 giudici, che interviene in tutte le cause che implicano questioni federali di importanza vitale per l'interpretazione della costituzione.

CITTA'

La popolazione degli Stati Uniti è di circa 254 milioni di abitanti. La crescita demografica è sempre stata forte, ma la distribuzione sul territorio non è uniforme. Il 72,8% degli abitanti vive nelle città. Proprio la concentrazione di interessi industriali nella fascia atlantica ha favorito il sorgere di migliaia di città, di cui alcune sono autentiche megalopoli, un fenomeno di proporzioni uniche al mondo: la conurbazione di New York ha 18 milioni di abitanti, quella di Chicago e di Los Angeles 8 milioni, 4 milioni quella di San Francisco. Ma la più gigantesca è senz'altro la megalopoli atlantica, che si estende da Washington fino a Boston per una larghezza di 200 km e una lunghezza di circa 750. Qui la densità abitativa è altissima, quasi 300 abitanti per chilometro quadrato, contro i 26 della media degli USA. Di tutte le grandi città che rientrano in questa fascia, New York, Baltimora, Filadelfia, Boston, la più eccezionale è New York, la città per eccellenza. Non certo il simbolo di quella che è l'America vera, che va cercata piuttosto nelle sue immense provincie, ma certamente uno degli aspetti più appariscenti della realtà  americana. Nella Regione dei Grandi Laghi la metropoli più popolosa è Chicago, nell'Illinois, che ha legato la propria fortuna allo sviluppo del commercio; è sede della Borsa dei prodotti agricoli e ospita l'aeroporto più trafficato degli USA. Detroit, che sorge nelle vicinanze del Lago Erie, era un tempo la capitale mondiale dell'automobile; oggi vive una fase di crisi a causa della forte concorrenza orientale. Una città in forte ascesa è Miami, sulle coste della Florida, che in soli trentacinque anni si è trasformata da piccola località balneare  in uno dei centri più dinamici degli Stati Uniti, sede di banche e società finanziarie. La crescita di questa città è alimentata dal forte afflusso di immigrati cubani e ispanici. Nella fascia meridionale degli USA, dove il torbido clima è reso possibile dall'uso costante dei condizionatori, molte altre città sono in espansione; le più importanti sono Houston e Dallas nel Texas, dove hanno sede  multinazionali petrolifere e centri di ricerca prestigiosi, Phoenix, nell'Arizona, nuova cittadella dell'informatica. Atlanta, nello stato agricolo della Georgia, sta crescendo a ritmo vertiginoso; ha ospitato i giochi olimpici del 1996. Molte città popolose sono raggruppate nelle megalopoli del Pacifico, che comprende i centri di  San Francisco e di Los Angeles; il clima mite e le notevoli opportunità di lavoro attirano in California fole di immigrati da tutte le parti degli USA, ma non mancano i problemi,: il rischio sismico, la carenza d'acqua e la difficile integrazione etnica rischiano di compromettere la prosperità di questa regione. I nuclei abitati della provincia statunitense hanno una struttura conformata alle esigenze di chi usa esclusivamente l'automobile per spostarla. Le case sono allineate in modo discontinuo lungo larghe strade e quasi sempre mancano centri storici o monumenti antichi a testimoniare vicende del passato. I luoghi di aggregazione e di ritrovo sono i centri commerciali o le stazioni di servizio, dove si trovano i tipici fast food. Molti paesi sono provvisori, destinarsi a spopolarsi rapidamente, tanto quanto era stata veloce la loro formazione.  Del resto, parecchi americani vivono in roulotte o in abitazioni precarie, sempre pronti a spostarsi per cogliere le migliori possibilità di impiego.   

STORIA

La storia della nuova nazione ha inizio con il "proclama di Filadelfia", che decretava l'indipendenza delle colonie inglesi dalla madre patria. La guerra con l'Inghilterra durò fino al 1781 e terminò con la vittoria di George Washington a Yorktown.

Con Washington, primo presidente della nazione, gli Stati Uniti cominciarono ad affrontare la nuova condizione di nazione indipendente. Un altro momento decisivo avvenne quando scoppiò la guerra di Secessione tra Nord e Sud (1860- 65). Gli stati del Sud avevano tutte le loro piantagioni coltivate da schiavi neri, mentre quelli del Nord già molto industrializzati, erano consapevoli che l'abolizione della schiavitù era divenuto una necessità per tutto il paese. Fu una guerra civile, vinta dagli stati dell'Unione del Nord, e portò grandi conseguenze. La prima fu l'umiliazione e l'eterno rancore da parte degli Stati del Sud, che si mostrarono estremamente rarefatti ad accettare i diritti di parità tra bianchi e neri; la seconda, il fatto che, nonostante fosse proclamata l'uguaglianza assoluta di tutti i cittadini, i neri rimasero ancora per molti anni esclusi dal voto e soggetti, negli Stati dell'Unione, a una discriminazione sottile e accorta, ma pesante, soprattutto per quanto riguardava l'atteggiamento dei sindacati e la distribuzione del lavoro. Anche per l'istruzione si ebbero innumerevoli difficoltà su tutto il territorio, difficoltà appianate solo negli ultimi anni; esse sono certo il retaggio di quando agli schiavi neri del Nord, a differenza di quello che accadde in America Latina, era negato qualunque diritto, anche quello di sposarsi tra di loro. Ancora oggi la maggioranza della popolazione nera, circa 30 milioni, continua a essere discriminata. È un fatto che spesso è causa di violente moti razziali, repressi di frequente con violenza ancora maggiore. Resta da aggiungere che nel nostro secolo gli Stati Uniti, tendenzialmente isolazionisti, sono però intervenuti nelle due guerre mondiali, soprattutto nella seconda, dove hanno combattuto tra i paesi alleati contro la Germania, l'Italia e il Giappone. Subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel 1945, venne istituita l'ONU, mediante un accordo internazionale firmato a San Francisco, con lo scopo di mantenere la pace nel mondo. Essa divenne operativa nel febbraio del 1946. La sua sede è New York, nel famoso palazzo di vetro.  



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