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AZIONE SOCIALE - RELAZIONE SOCIALE

sociologia


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AZIONE SOCIALE - RELAZIONE SOCIALE

AZIONE SOCIALE  Sequenza intenzionale di atti che in 1 soggetto individuale o collettivo compie scegliendo tra varie alternative possibili sulla base di 1 progetto concepito in precedenza ma che può evolversi nel corso dell'azione stessa. Weber parla di determinanti dell'azione sociale e in base ad essi distingue 4 tipi fondamentali

1-azione determinata in modo razionale rispetto a 1 scopo

2-Azione determinata in modo razionale rispetto a 1 valore quali che siano le conseguenze

3-azione determinata dall'affettività, ossia dal prevalere sul sentimento immediato

4-azione determinata dalla tradizione ossia dalle abitudini acquisite.

Normalmente per fare riferimento ad 1 azione sarà necessario fare riferimento alla combinazione di tipi diversi e in ogni caso prima provare a considerare 1 azione come razionale e se ami solo dopo come tradizionale o altro. Va inoltre considerato il teorema di Thomas il quale afferma che "1 situazione definita dagli attori come reale diventa reale nelle sue conseguenze". 1 sviluppo del teorema di Thomas è il concetto di profezia che si autoadempie di Merton.

RELAZIONE SOCIALE: 2 o più individui che orientano reciprocamente le loro azioni stabiliscono una relazione sociale. Le relazioni sociali possono essere stabili e profonde ma anche transitorie e superficiali.

INTERAZIONE SOCIALE: è il processo secondo il quale 2 o più persone in relazione fra loro agiscono reagendo alle azioni degli altri.



GRUPPO SOCIALE: è 1 insieme di persone fra loro in interazione con continuità secondo schemi realtivamente stabili le quali si definiscono membri del gruppo e sono definite come tali d altri (Merton). Episodi di conflitto sono presenti nel gruppo ma 1 relazione puramente conflittuale non da luogo a 1 gruppo. 1 categoria sociale come i giovani o gli immigrati non è 1 gruppo come non lo è1 classe sociale come i borghesi e gli operai. L'appartenenza ad 1 categoria o a 1 classe può però essere la base per la formazione di gruppi di vario genere. I caratteri dei gruppi cambiano con la loro dimensione, la base della differenza si trova nel fatto che l'interazione può essere diretta (famiglia) oppure in parte diretta e in parte indiretta (azienda). Si possono trovare proprietà di gruppi di dimensioni determinate ad es. le diadi e le triadi studiate da Simmel.  Nelle diadi se 1 dei 2 esce il gruppo scompare e nelle triadi vi può essere tra i 3 la figura del meditore e del tertius gaudens che approfitta delle divergenze degli altri.

GRADO DI COMPLETEZZA è 1 carattere importante del gruppo in riferimento al rapporto fra membri che fanno effettivamente parte del gruppo e persone che hanno requisiti richiesti per l'appartenenza.

RUOLO: è il termine usato per indicare l'insieme dei comportamenti che in un gruppo tipicamente ci si aspetta da 1 persona che del gruppo fa parte.

PROPRIETA' DEI GRUPPI In 1 gruppo grande di solito i ruoli sono molto differenziati ma non lo è nessariamente perché dipende anche dalla densità sociale, ovvero dalla concentrazione e dal volume delle loro interezioni.

CONCETTO DI POTERE SECONDO WEBER: la possibilità di trovare obbedienza a 1 comando che abbia 1 determinato contenuto.

AUTORITA': Potere legittimo, riguarda relazioni nelle quali sono previsti diritti di dare ordini e doveri di ubbidire, considerati legittimi da entrambi.

CONFLITTO Riguarda azioni orientate dal proposito di affermare la propria volontà contro la volontà e resistenza di altri.

COMPORTAMENTO COLLETTIVO 1 insieme di individui sottoposti ad 1 stesso stimolo che reagiscono tra loro in situazioni senza sicuro riferiemtnoa ruoli definiti e stabilizati (panico, folla pubblico)

EFFETTI DI COMPOS 919c28j IZIONE- sono le conseguenze non intenzionali dell'azione: Possono essere di tipi diversi, posono per esemoio ruìiguardare anche effetti previsti ma non evitabili oppure che non sisarebbero voluti se previsti in anticipo (effetti perversi).

PARADIGMA DELL'AZIONE Weber considerando i valori, gli atteggiamenti e i comportamenti tipici dalle azioni di 1 individuo (es. imprenditore calvinista) in relazione ad altri riesce ad arrivare a capire il comportamento della società.

PARADIGMA CAUSALE Durkheim afferma che l'analisi deve partire dal tutto, la società va studiata nel suo insieme e non può essere influenzata dall'azione dei singoli.

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ASSOCIAZIONE - gruppo a cui persone prendono parte condividendone i fini sentendoli propri (che corrispondono ai loro valori o interessi). Le persone vengono prima dei ruoli.

ORGANIZZAZIONI: gruppo a cui gli individui prendono parte come attività lavorativa remunerata di natura strumentale. I ruoli vengono prima delle persone.

ASSOCIAZIONISMO:  lo studio sulle associazioni ha importanti radici nell'opera di A. De Tocqueville La Democrazia in America nella quale parla della grande diffusione delle associazioni in America. Ritiene che l'associazionismo sia 1 segnale di vitalità e di intraprendenza di 1 nazione.

BUROCRAZIA SECONDO MAX WEBER: Weber è il punto di partenza per lo studio delle organizzazioni. Per lui la forma moderna di organizzazione è la burocrazia della quale egli individua le principali caratteristiche costruendone 1 modello teorico (ideal tipo) al quale le organizzazioni tendono più o meno a corrispondere. I caratteri distintivi della burocrazia sono:

1. divisione stabile e specializzata dei compiti, finalizzata agli scopi dell'organizzazione e stabilita da regole 2. precisa struttura gerarchica (organigramma) 3. competenza specializzata per ogni posizione 3. remunerazione in denaro pagata dall'organizzazione 5. razionalità organizzativa (potere esercitato in base alla competenza). Secondo Weber la burocrazia è razionale perché impone ai suoi componenti di comportarsi in maniera razionale.

MINTZBERGER ha distinto le organizzazioni in 5 configurazioni organizzative che si basano sulle differenze nel modo in cui le diverse attività sono coordinate fra loro che per renderle efficienti deve essere diverso a seconda delle dimensioni e del tipo di tecnologia utilizzata.

1.STRUTTURA SEMPLICE (azienda artigiana)

2.BUROCRAZIA MECCANICA (Burocrazia di Weber) grande fabbrica tradizionale con tecnologia che standardizza le attività - catena di montaggio

3.BUROCRAZIA PROFESSIONALE - con persone che dopo 1 lungo tirocinio di formazione hanno ampia autonomia (università, ospedali)

4. STRUTTURA DIVISIONALE si avvicina alla direzione per obiettivi di Drucker - Azienda Toyotista

5. ADHOCRAZIA Gruppo di scienziati uniti per studiare 1 fenomeno.

Con questo schema si evince che non esiste ONE BEST WAY per progettare 1 organizzazione.

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La nostra società è caratterizzata dal pluralismo dei valori. Vi sono sistemi di valori internamente coerenti fondati su valori ultimi (Parsons), vi può essere 1 unico sistema di valori dominante oppure come dice Weber 1 politeismo di valori in conflitto tra loro oppure valori possono coesistere pacificamente.

VALORI UNIVERSALI sono quelli nei quali 1 società si riconosce, sono i valori che presidiano i confini del vivere civile e che definiscono la natura del patto sociale (pace, vita, libertà).

Il processo di secolarizzazione  che ha fortemente indebolito i sistemi di valori nelle credenze religiose nonché il declino delle grandi costruzioni ideologiche ha indotto alcuni a parlare di morte dei valori. Vi è invece un sorgere di nuovi valori accanto a quelli sopravissuti legati alla tutela dell'ambiente, maggior rispetto del diverso. Si assiste inoltre ad uno spostamento dell'orizzonte dei valori verso il presente, ogni individuo cerca di realizzare qui e ora il proprio ideale.

L'interiorizzazione delle norme  avviene nel corso del processo di socializzazione e dipende dagli insegnamenti e comportamenti dei genitori, degli insegnanti, degli amici a cui abbiamo fatto riferimento e dalle esperienze che abbiamo accumulato nella nostra vita.

VALORI sono guide per orientare i comportamenti nell'ambito consentito delle norme. Il concetto assume 1 diverso significato a seconda del contesto in cui viene utilizzato. Nel linguaggio comune appartiene alla sfera degli ideali e dei desideri, nella filosofia morale è il bene in contrapposizione al male, in economia è tutto ciò che richiede 1 costo per essere realizzato.

NORMA è la modalità di applicazione di 1 valore. sono vincoli ovvero obbligazioni/permissioni.

Le sanzioni  come dice Elster sono il cartellino del prezzo che dobbiamo pagare per ogni nostra trasgressione. Sono divise in esterne che ci vengono inflitte e sono di entità diversa a seconda della gravità della colpa ed interne che partono dal nostro "tribunale interno" ovvero la nostra coscienza che giudica le nostre azioni e ci fa sentire in colpa quando deviamo 1 norma sociale. Affinchè il nostro tribunale esterno funzioni è necessario che le norme sociali siano diventate nostre, ovvero siano state interiorizzate e trasformate in norme morali. L'interiorizzazione delle norme  avviene nel corso del processo di socializzazione e dipende dagli insegnamenti e comportamenti dei genitori, degli insegnanti, degli amici a cui abbiamo fatto riferimento e dalle esperienze che abbiamo accumulato nella nostra vita.

Le ISTITUZIONI sono modelli di comportamento che in 1 determinata società sono dotati di cogenza normativa (Tabù dell'incesto, il digiuno rituale ecc.). Affinchè 1 modello di comportamento venga coniderato 1 istituzione è necessaria la presenza di 1 elemento normativo e qualche forma di controllo sociale che assicuri che non si superino determinati limiti pena la dissoluzione della istituzione stessa. Istituzioni ed individui si muovono su piani temporali diversi, gli individui devono adattarsi alle istituzioni ma possonno contribuire a modificarle.

Le ORGANIZZAZIONI sono insiemi coordinati di risorse umane e materiali, finalizzati ad 1 scopo.

L'Istituzione a differenza dell'organizzazione non è 1 ente a cui si possano imputare delle azioni.

TIPI DI ISTITUZIONI- I criteri per la classificazione delle istituzioni sono:

  1. Grado di istituzionalizzazione
  2. Forme organizzative in cui si esprimono
  3. Frequenza con cui compaiono in società diverse (universali culturali: es. parentela, linguaggio, religione ecc)

4.      Funzioni che svolgono rispetto alla società -Parsons e il modello AGIL (1. formulare dei fini (funzione economica 2. adattare i mezzi ai fini (funzione politica) 3.regolare le transazioni tra le parti (funzione normativa) 4.mantenere nel tempo i propri orientamenti di fondo (funzione di riproduzione biologica e culturale).

5.     

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SOCIALIZZAZIONE:  è il processo mediante il quale i nuovi nati diventano membri della società: essa consiste nella trasmissione ai nuovi venuti, attraverso pratiche ed istituzioni a questo fine deputate, di almeno 1 parte del patrimonio culturale che la società ha accumulato nel corso delle generazioni.

SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: riguarda quell'insieme dei processi volti ad assicurare la trasmissione delle competenze sociali di base, ovvero di quelle competenze indipendenti dalla posizione che l'individuo avrà nella società e che tutti gli individui devono avere, anche in 1 società differenziata (es. compentenza comunicativa di base, capacità di relazionarsi agli altri).   Avviene di norma nei primi anni di vita del bambino (fino all'età scolare) prevalentemente nell'ambito familiare.

SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA: riguarda quell'insieme di processi volti a favorire la trasmissione delle competenze sociali specifiche ovvero quelle competenze richieste dall'esercizio dei vari ruoli sociali. Inizia con l'età scolare del bambino e prosegue per tutto l'arco della vita.

Ogni individuo ricopre nella società 1 pluralità di ruoliche si collocano in sfere di vita separate tra loro. Vi è la sfera dei ruoli familiari, dei ruoli lavorativi, dei ruoli relativi alle attività amicali e del tempo libero, ruoli che riguardano l'attività sociale e politica. L'insieme dei ruoli svolti da 1 individuo si indica in genere con il termine inglese  role set, il quale muta continuamente nel corso della propria vita. E' 1 continua socializzazione a nuovi ruoli, ridifinizione di vecchi e riequilibrio fra ruoli

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DEVIANZA Ogni atto o comportamento anche verbale di 1 persona o 1 gruppo che viola le norme di 1 collettività e che di conseguenza va incontro a qualche forma di sanzione.

ATTIVITA' PREDATORIA COMUNE: insieme di azioni illecite condotte con la forza o con l'inganno per impadronirsi dei beni mobili altrui che comportano un contatto fisico diretto fra almeno 1 di coloro che compiono l'azione e 1 persona o 1 oggetto.(2 gruppi-  1° quelli  compiuti di nascosto, con il raggiro evitando la vittima o facendo in modo che non se ne accorga (taccheggio, borseggio, furto auto o appartamento. 2° quelli commessi con la violenza strappando di dosso (scippo) o prendendo con la forza o minaccia (rapina).

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ORIGINI DEL LINGUAGGIO

E' importante riflettere sulle origini del linguaggio poichè porsi questa domanda equivale ad interrogarsi sulle origini stesse dell'uomo che si è posto questa domanda sin dai tempi antichi. Sulla sua origine vi sono due ipotesi: l'ipotesi monogenetica che afferma che le lingue attuali sono prodotte per differenziazione da 1 unica lingua e l'ipotesi poligenetica che sostiene la pluralità dei ceppi linguistici originari. Non cè dubbio che le lingue attualmente parlate siano il risultato di 1 processo di differenziazione linguistica che è avvenuto nel corso degli ultimi millenni e quindi rende più plausibile la seconda ipotesi che scarta l'idea di 1 unica origine. Vi è inoltre 1 ipotesi unitaria che sostiene che il linguaggio nella specie umana è innato e secondo Chomsky le analogie strutturali che si riscontrano in tutte le lingue fanno ritenere che vi sia 1 grammatica universale innata. Lieberman  inoltre sostiene che vi è stata 1 evoluzione biologica dell'uomo che ha iniziato a parlare con l'homo sapiens. Anche studi su disturbi ereditari del linguaggio hanno fatto presumere che via sia una base biologica del linguaggio nel patrimonio genetico dell'uomo. Quindi oggi possiamo sostenere che nel linguaggio sono presenti sia le componenti innate che quelle acquisite.

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STRATIFICAZIONE SOCIALE

Indica il sistema delle diseguaglianze strutturali di 1 società, nei suoi 2 principali aspetti: quello distributivo (ricompense materiali e simboliche) e quello relazionale (rapporti di potere). E' sempre esistita (universale) anche nelle società più semplici; Lenski mettendo a confronto le varie società in tutta la storia ha tentato di individuare le condizioni che hanno favorito le disuguaglianze. Con la sua curva a campana della disuguaglianza  si evince che partendo dalle società di caccia e raccolta la d. è sempre salita con l'aumentare del surplus economico e con la concentrazione del politico a pochi  sino a po ridiscendere in occasione della rivoluzione industriale che attribuisce maggior potere ad 1 parte consistente della popolazione.



STRATO SOCIALE. insieme di individui che godono della stessa quantita' di risorse o che occupano la stessa posizione nei rapporti di potere.

Anche se il padre spirituale è Durkeim la TEORIA FUNZIONALISTA è stata formulata in modo articolato e rigoroso solo dopo la II guerra mondiale: Partendo dall'assunto che non è mai esistita 1 società priva di qualche forma di stratiticazione sociale i sostenitori della teoria funzionalista, a differenza di Lenski che cercato di spegare le variazioni nel tempo e nello spazio della stessa, hanno tentato di spiegare le sue caratteristiche universali. La tesi di fondo dei 2 + autorevoli Davis e Moore afferma che la stratificazione sociale è universale, inevitabile e necessaria la buon funzionamento della società Infatti in ogni società vi sono mansioni + rilevanti di altre per importanza funzionale che richiedono particolari capacità individuali. In ogni società il numero di quelle persone (per capacità) è limitato e scarso. La conversione delle capacità in competenze è lunga e dispendiosa. Per indurre le persone capaci a sottoporsi a tali sacrifici la società deve garantirgli ricompense morali e materiali.

I teorici del conflitto, Marx e Weber, negano che la stratificazione sociale svolga 1 funzione vitale indispensabile alla sopravvivenza del sistema sociale. Ritengono che le disuaguaglianze esistano perché i gruppi sociali che se ne avvantaggiano sono in grado di difenderle dagli attacchi degli altri in 1 situazione di continuo conflitto.

CRITERIO DI FONDO DELL'APPARTENENZA AD 1 CLASSE:

MARX: proprietà o meno dei mezzi di produzione

WEBER: situazione di mercato (il possesso o la mancanza di possesso costituiscono le categorie fondamentali di tutte le situazioni di classe).

TEORIA DELLE CLASSI SOCIALI DI KARL MARX Nonostate fosse stato usato anche prima il concetto di classe sociale fa la sua prima comparsa ufficiale nel 1848 nell'opera di Marx e Engels il Manifesto del partito comunista. Marx afferma che la base delle classi sociali è nella sfera economica. In ogni società l'asse portante delle classi si trova nei rapporti di produzione e nelle relazioni di proprietà: 1 piccolo numero di persone ha la proprietà dei mezzi di produzione (terra, macchine, materie prime) mentre la maggior parte ne è esclusa. Marx fa 1 distinzione delle forme di produzione e delle classi sociali nelle varie epoche storiche fino ad arrivare a parlare della società borghese In questa società la forma più importante di proprietà è costituita dal capitale industriale e le due classi sono la borghesia (che lo controlla) ed il proletariato (che ha sola la sua forza lavoro). Marx nel suo schema prende anche in cosnsiderazione altre classi come la piccola borghesia (artigiani e commercianti) o i contadini che sono proprietari dei mezzi di produzione e acquistano forza lavoro sul mercato ma allo stesso tempo fanno 1 lavoro manuale. Altre classi non sono definibili in termini di rapporti di produzione e proprietà come ad esempio il sottoproletariato che raccoglie delinquenti che vivono ai margini della società. Secondo la sua teoria le classi sono dei raggruppamenti omogenei di persone che hanno lo stesso livello d'istruzione e di consumo, le stesse abitudini sociali, valori e credenze, stessa concezione del mondo e della vita. Sono potenzialmente dei soggetti collettivi, degli attori storici capaci in certe condizioni di azione unitaria. Marx distinguevsa inoltre fra classe in sé e classe per se. Con la 1° indicava 1 insieme di individui che si trovano nella stessa posizione rispetto alla proprietà dei mezzi di produzione. Quando invece prendevano coscienza di avere interessi comuni e di appartenere alla stessa classe veivano indicati come clase per sé. Il passaggio di classe a sé e per sé è favorito dalla vicinanza degli operai in fabbrica che hanno modo di confrontarsi e di prendere coscienza di avere interessi comuni e far parte di 1 unica clsse a differenza dei contadini le cui condizioni di lavoro rendono difficili le comunicazioni. Tanto più i gruppi sono omogenei tanto più lo spirito di apartenenza è forte, i processi migratori ostacolano la formazione delle classi. Inoltre quanto è maggiore la mobilit esistente in 1 società tanto più è ddificle che si formino classi per sé.

CLASSI CETI E GRUPPI DI POTERE - TEORIA DI MAX WEBER A differenza di Marx che ha concentrato la sua attenzione sulle classi sociali, Max Weber ha elaborato 1 teoria della stratificazione sociale a più dimensioni. W. Sosteneva che le fonti delle disuguaglanze e i principi fondamentali di aggregazione andavano ricercati in 3 diverse sfere: l'economia (si univano sulla base di interessi materiali formando classi sociali), la cultura (comuni interessi ideali dando origine ai ceti) e la politica (si associavano in partiti o gruppi politici per il controllo dell'apparato di dominio). Per Weber il criterio di fondo dell'appartenenza ad 1 classe era la situazione di mercato: I mercati erano 3: del lavoro (si contrapponevano classe operaia (vendevano forza lavoro) e imprenditori (acquistavano), del credito (debitori e creditori), delle merci (consumatori e venditori). Fa inoltre 1 distinzione tra classi possidenti previlegiate positivamente (redditieri che ricavano dai loro redditi da terre, impianti di lavoro ecc) e previlegiate negativamente (che non hanno niente) e classi acquisitive previlegiate positivamente (imprenditori di vario tipo e professionisti qualificati) negativamente (lavoratori). Tra le classi possidenti vi sono anche le lassi medie con piccole proprietà, un po' d'istruzione e qualche competenza professionale. I ceti  invece si ritrovano nella sfera della cultura. Essi sono comunità di persone con 1 stesso stile di vita (stesso gusto, stesse preferenze di consumo) e 1 forte senso di appartenenza.  Si distinguono tra loro per il diverso grado di prestigio di cui godono. L'onore di ceto si esprime normalmente nell'esigere 1 condotta di vita particolare da tutti i quali vogliono appartenere ad 1 data cerchia. Connessa a ciò è la limitazione dei rapporti sociali che si esprime soprattutto nel connubium e nella commensalità (ci si sposa e si mangia solo con chi è dello stesso ceto). Nella società capitalista il tra rapporto fra ricchezza e prestigio è molto cambiato in quanto come dice Weber il mercato ignora ogni considerazione della persona.La differenza tra classi e ceti è abbastanza complessa. Le classi traggono origine dalla divisione del lavoro, hanno maggiore eterogeneità interna, sono meno frequentemente comunità morali e si mobilitano più difficilmente per fini collettivi. I ceti sono di origine etnica o religiosa, seguono la strategia della chiusura sociale, restringono cioè gli accessi ad 1 strato limitato di persone dotate di determinati requisiti.

Negli anni 50 Lenski ed altri sociologi hanno proposto il concetto di squilibrio per spiegare alcune forme di comportamento rifacendosi ad 1 concezione pluridimensionale della stratificazione sociale come quella di Weber.

TEORIA DI LENSKI. e altri, in ogni società vi è 1 pluralità di gerarchie (di reddito, potere, prestigio) e ciascun individuo occupa 1 posizione in ciascuna di queste. Si parla di  equilibrio di status  quando 1 persona si trova in ranghi equivalenti nelle diverse gerarchie. La situazione di squilibrio di status è causa di tensioni e frustrazioni. Quando lo STATUS ASCRITTO (etnico o di genere) è alto e lo STATUS ACQUISITO ( titolo di studio, lavoro) è basso  l'indivisuo reagisce in modo intrapunitivo (ricerca in sé la causa dello squilibrio) al contrario reagisce in modo extrapunitivo (atribuisce agli altri l'origine dei suoi mali).

LE CLASSI NELLA SOCIETA' MODERNA - La società moderna è caratterizzata dall'uguaglianza di diritto di tutti i suoi membri ma che uguali non lo sono di fatto. Le classi sociali sono quindi raggrupamenti non di diritto ma di fatto, Sulla definizione di queste classi dopo innumerevoli controversie si è giunti a 2 schemi:

LO SCHEMA DI SYLOS LABINI, grande economista che è morto molto recentemente, è quello a cui fanno riferimento gli studiosi italiani è basato principalmente sul tipo di reddito percepito da 1 individuo. Vi sono 3 categorie:  la rendita (dei proprietari fondiari), il profitto (industriali, agrari, commerciali) e il salario (operai). Sulla base di queste categorie di reddito ha distinto 5 grandi classi sociali ciascuna delle quali comporta varie sottoclassi:

1-     BORGHESIA grandi proprietari (rendite) ed alti dirigenti (profitti e redditi misti), profesionisti (redditi misti)

2-     PICCOLA BORGHESIA RELAT. AUTONOMA lavoratori autonomi (redditi misti)

3-     CLASSE MEDIA IMPIEGATIZIA impiegti pubblici e privati

4-     CLASSE OPERAIA braccianti, salariati, operai (salari).

5-     SOTTOPROLETARIATO disoccupati

SCHEMA DI GOLDTHORPE si basa su 2 criteri: la situazione di lavoro dove si fa riferimento alla posizione nella gerarchia organizzativa e alle conseguenti relazioni sociali. In base a ciò gli occupati possono essere distinti in 3 grandi categorie: gli imprenditori (acquistano lavor altrui ed esercitano auorità e controllo su di esso), lavoratori autonomi senza dipendenti (non usano lavoro altrui né vendono il prorpio) lavoratori dipendenti (vendono il loro lavoro).

L'altro criterio fa riferimento alla situazione di mercato che indica il complesso dei vantaggi e svantaggi di cui godono i titolari di vari ruoli lavorativi ad es. il livello di reddito percepito, le possibilità di carriera, stabilità del posto di lavoro ecc. Si fa distinzione in 7 classi:

1-     CLASSE I imprenditori, professionisti i dirigenti di livello inferiore

2-     CLASSE II professionisti i dirigenti di livello inferiore

3-     CLASSE III impiegati liv. superiore e inferiori, addetti alle vendite

4-     CLASSE IV piccola borghesia urbana (ART/COM) e agricola

5-     CLASSE V tecnici di livello più basso e supervisori dei lavori manuali

6-     CLASSE VI operai specializzati di tutti i settori di att. economica

7-     CLASSE VII operai non qualificati di tutti i settori

Fra i 2 schemi vi sono grandi somiglianze. Unica differenza che Goldthorpe nel suo schema non prevede il sottoproletariato.

LE TRASFORMAZIONI DELLA SOCIETA' POST INDUSTRIALE All'inizio del 19° secolo la maggior parte della popolazione faceva parte delle 2 principali classi agricole: braccianti e coltivatori proprietari. Il processo di industrializzazione ha determinato il declino di queste 2 classi facendo nascere la classe operaia di fabbrica che è cresciuta sempre + toccando un picco tra gli anni 50 e 60 sino iniziare una inversione di tendenza negli anni 70 che non si è + arrestata. Diverso invece è stato l'andamento della classe media impiegatizia che dimensioni minuscole alla fine dell'800 ha avuto sino ad oggi, in tutti i paesi occidentali un rapido sviluppo sino a diventare in alcuni di essi la classe + numerosa. Altri importanti mutamenti nella stratificazione sociale hanno a che fare con i processi di proletarizzazione che si utilizzano per indicare il passaggio di 1 o + persone dalla piccola borghesia al proletariato, cioè dalla condizione di lavoratore autonomo proprietario dei mezzi di produzione quella di lavoratore salariato dipendente da 1 imprenditore. Non sono tuttavia mancati processi di segno opposto, di de-proletarizzazione ovvero il passaggio dalla condizione di bracciante o operaio di fabbrica a lavoratore autonomo. In Italia nel periodo fascista o subito dopo la II guerra mondiale su sollecitazione dei governi migliaia di famiglie del proletariato agricolo sono passate alla classe coltivatori diretti. Anche nei paesi con alto tasso di disoccupazione (I, GB, EIRE, E, B) ha ripreso ad aumentare il n° degli artigiani e commercianti.




Secondo Sylos Labini  la classe che ha conosciuto tra il 1881 e il 1993 il maggior allargamento è quella della classe media urabana.  Da molti anni la maggioranza della popolazione attiva è occupata nei servizi e si notano segni evidenti di 1 divaricazione sociale.  Verso l'alto una espansione dei Dirigenti e verso il basso della crescita dei lavori a bassissima qualificazione detti Macjobs.  Esiste inoltre 1 nuova classe detta sottoclasse (underclass) costituita da persone che si trovano in 1 stato di povertà e che dipendono dall'assistenza pubblica. Le concezioni prevalenti sulle sue caratteristiche sono culturalistica  che dice che la sottoclasse e costuita da ragazze madri, persone espulse dalla forza lavoro e delinquenti e lo sviluppo di questi 3 gruppi è dovuto alle politiche sociali liberali e al welfare state che anziché aiutare queste persone ad uscire dal loro stato ha favorito il formarsi di questa classe. Quella strutturalistica  invece dice che la sottoclasse è frutto della debolezza di fondo dell'economia, dalla mancanza di posti di lavoro che diano 1 reddito sufficiente a vivere. Nei paesi industriali vi è ancora 1 forte disuaglianza nella distribuzione delle risorse economiche, 1 dei metodi per misurarla consiste nel calcolo del cosiddetto  coefficiente di Gini (demografo) che viene espresso in 1 scala cha va da 0 (perfetta uguaglianza) a 1 (massima disuguaglianza). Ricerche su classe di appartenenza e mortalità hanno dimostrato che + 1 è ricco e + vive..

Definiamo MOBILITA' SOCIALE ogni passaggio di 1 individuo da 1 strato , 1 ceto 1 classe sociale a 1 altro. Vi sono vari tipi di mobilità: orizzontale da 1 posizione all'altra sullo stesso livello,  verticale ascendente (da figlio di operaio a dirigente) e discendente (da figlio di imprenditore a commesso). Si tratta comunque di mobilità di lungo raggio cioè tra strati o classi molto lontani, quando invece le classi sono contigue si dice mobilità di breve raggio. Se si mette a confronto la posizione della famiglia di origine di 1 individuo e quella che raggiunto in 1 determinato periodo si parla di mobilità intergenerazione  mentre nel confronto fra le posizioni occupate nell'arco della sua carriera si parla di mobilità intragenerazionale.

MOBILITA' SOCIALE ASSOLUTA in un dato momento è data dal numero complessivo di persone che si spostano da 1 classe all'altra. Per MOBILITA' RELATIVA si intende il grado di eguaglianza delle possibilità dei membri delle varie classi, ovvero misura il grado si apertura o di fluidità tra 1 classe e l'altra.

TEORIE SULLA MOBILITA' Molti sociologi hanno condotto grandi indagini cercaando di analizzare i mutamenti nella mobilità sociale avvenenuti negli ultimi 80 anni, e ci hanno fornito teorie molto diverse le + importanti sono:

+Teoria liberale dell'industrialismo (Kerr, Dunlop, Parsons) Il passaggio dalla società preindustriale a quella industriale è stato accompagnato da 1 aumento della mobilità assoluta (sviluppo economico causa mutamenti nel mercato del lavoro) e mobilità relativa (perche provoca 1 processo di razionalizzazione, dal dominio dei ruoili ascritti a quelli acquisiti, conta sempre meno chi sono e sempre + cosa sanno fare).

+Altri sostengono che in alcuni paesi via siano livelli di mobilità sociale eccezionalmente elevati dovuti a fattori di ordine culturale e politico.  Per alcuni ad esempio in USA è particolarmente facile spostarsi da 1 classe altra per le sue istitutzioni e per la sua cultura nazionale. Altri invece ritengono i paesi socialdemocratici ad avere una notevole mobilità sociale per la loro storia politica.

+La teoria di Sorokin sostiene che vi sono fluttuazioni continue nel tempo con cicli di mobilità maggiore o minore dipendenti da fattori esogeni ed endogeni.

+La teoria di Lipset e Zetteberg  afferma che la mobilità sia simile nelle diverse società e ritengono che vi sia 1 effetto soglia nella fase del decollo di questo processo.

+La teoria di Featherman, Jone e Hauser sostiene che vi siano notevoli differenze di mobilità assoluta nei vari paesi dipendente da vari fattori esogeni (di carattere economico, tecnologico e demografico mentre la mobilità relativa sia + o meno uguale in tutti i paesi e non cresce parallelamente al loro sviluppo economico.

MOBILITA' SOCIALE E ASSOLUTA E RELATIVA IN ITALIA Facendo 1 ricerca sulla mobilità inter/intra generazionale Cobalti e Schizzerotto sono giunti alla conclusione che in Italia grazie alla trasformazione nella struttura dell'occupazione (espansione classe media impiegatizia e contrazione di quella agricola) vi è stata 1 forte mobilità assoluta. Prendendo in considerazione contemporaneamente 3 punti: classe sociale della famiglia di origine, quella del soggetto alla 1° occupazione e quella attuale sono possibili 5 diversi itinerari sociali:

1-     IMMOBILI (restano nella classe del padre e non sperimentano nessuna mobilita)

2-     MOBILI CON RITORNO ALLE ORIGINI (posiz. Diversa dal padre all'inizio e poi tornano alle origini)

3-     MOBILI ALL'ENTRATA NELLA VITA ATTIVA (cambiano all'inizio e poi vi restano)

4-     MOBILI NEL CORSO DELLA VITA ATTIVA (iniziano nella posizione del padre che poi lasciano per entrare in 1 diversa)

5-     SUPERMOBILI (iniziano in 1 diversa, la cambiano senza tornare al punto di partenza).

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SESSO insieme di attributi dell'uomo e della donna riconducibili alle caratteristiche biologiche (realtà fisica).

GENERE costruzione sociale di ruoli a partire dalla socializzazione primaria.

Essenzialismo mette l'accento sul dualismo assoluto tra i sessi e sostiene che le diffrenze tra mascolinità e femminilità sono di tipo naturale, universale e immodificabile. Il  costruttivismo sociale enfatizza la somiglianza dei generi e sostiene che mascol, e femmin. Siano costruzioni sociali. Per la 1° teoria u. e d. si nasce, per la 2° si diventa.

LE TEORIE ESSENZIALISTE sono spesso sostenute da studiosi di scienze naturali di sesso maschile. Sono freequentemente di tipo biologico e riconducono la mascolonità e la femminilità a differenze ormonali, di dimensioni e organizzazioni del cervello o di capacità riproduttiva (investimento parentale). L'essenzialismo femminista o differenzialismo sostiene che il genere è 1 qualità (essenza) che esiste indipendentemente dalla definizione culturale o sociale. (Nancy Chodorow Carol Gillian).

COSTRUTTIVISMO

APPROCCIO COSTRUTTIVISTA ALLE DIFFERENZE Numerose prove che il genere è 1 costruzione sociale e che le differenze negli atteggiamenti e nei comportamenti degli uomini variano culturalmente sono venute per la 1à volta dagli studi di Margaret Mead su 3 tribù della Nuova Guinea. Questo studio ha dimostrato che le differenze tra gli uomini e le donne sono di natura culturale e non solo biologica.

DIVISIONE SESSUALE DEL LAVORO Basandosi sui dati raccolti in quasi 200 società primitive si è da 1 lato dimostrato che la divisione s. d. l. è universale culturale ma dall'altro che determinati compiti ritenuti in alcune società propri dagli uomini in altre sono considerati adatti alle donne.Vi sono tuttavia alcuni compiti che per la maggior forza fisica sono assegnati all'uomo (caccia, fusione, abbattimento degli alberi) ed altri per la compatibilità con l'allevamento della prole alle donne (cucinare, lavare, filare ecc.) Il raccolto e la mungitura sembrano essere equamente divisi.

STATUS DELLE DONNE concetto multidimensionale nel tempo e nello spazio.

Non è mai esistita 1 società nella quale il potere politico fosse nelle mani delle donne. Bachofen con il suo libro "Mutterrecht" ha tentato di dimostrare che nell'antico egitto ci fosse stata una sorta di ginecrazia, ma possiamo ora affermare che questa idea non ha nessun fondamento. 

CONCETTO DI RAZZA 1 insieme di esseri umani che condivisono alcune caratteristiche somatiche. Concetto biologicamente irrilevante ma sociologicamente importante.

RAZZISMO Con la nascita dell'espansione coloniale iniziano a circolare dottrine che attribuiscono allla razza tratti del carattere e del comportamento che non hanno nulla a che fare con le diffrenze somatiche. Giaà Tarde, Weber e Durkheim avevano sostenuto + di 1 secolo fa che queste dottrine non si fondano su alcun solido sapere scientifico. Possiamo chiamare  dottrine razziste quelle pratiche che discriminano sulla base dell'appartenenza razziale l'accesso all'esercizio dei diritti e a determinate opportunità a e posizioni sociali. Parliamo di discriminazione razziale quando in 1 società ai membri di 1 popolazione identificata per le sue caratteristiche reali o presunte di razza viene negato l'accesso ad 1 serie di diritti.

Il concetto di razza fa riferimento a differenze somatiche che si tramettono di generazione in generazione. Quello di etnia rimanda a differenze di ordine culturale e anche esse si trasmettono di generazione in generazione. Si possonodare varie definizioni di e. ma ci sono alcuni elementi che ricorrono sempre: i membri del del gruppo si designano e sono designatri da altri mediante 1 nome che li contraddisitingue. Si è prodotto il mito di 1 comune origine o discendenza. Vi è 1 cultura condivisa diversa dalle popolazioni geografiche vicine. Vi è 1 territorio che i membri del gruppo considerano proprio e si sviluppa solidarietà.

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FAMIGLIA insieme di persone unite fra loro da legami di parentela, di affetto, di servizio o di ospitalità che vivono insieme sotto lo stesso tetto.

PARENTELA gruppo composto da tutti coloro che convivano o meno sono legati da vincoli di filiazione, matrimonio o adozione.

SISTEMA COGNATICO quello dominante nei paesi occidentali, è formato da tutti i discendenti di 1 persona sia attraverso la linea maschile che femminile.

SISTEMA UNILATERALE (Patrilineare o matrilineare) il gruppo di parentela è formato da tutti coloro che discendono da 1 antenato comune esclusivamente attraverso la linea maschile o femminile.

Vi è 1 altra distinzione importante quella tra endogamia ed esogamia. Si usa il 1à termine oer indicare le norme sociali che prescrivono la scelta del coniuge all'interno di 1 gruppo. Il 2° per riferirsi invece alle norme che vietano di sposarsi con 1 persona dello stesso gruppo. Questi 2 termini dovrebbero però essere sempre riferiti ad 1 gruppo ben definito: il nucleo familiare,1 clan, 1 villaggio, 1 casta. La norma che i membri dello stesso nucleo familiare devono sposarsi esogamicamente è ampiamente diffusa. Nelle soc. occidentali le relazioni sessuali e i matrimoni fra sorella e fratello, madre e figlio e padre e figlio sono definati incesto e condannati. Ma mentre nessuna cultura tollera il mat. Tra padre e f. e madre e f. quello tra frat. E sor. È stato persino incoraggiato in alcune società come l'antico egitto. Il  tabù dell'incesto ha avuto varie spiegazioni, alcuni l'hanno ricondotto al fatto che le unioni tra consanguinei biologicamente pericolose e quindi genererebbero figli con minore possibilità di sopravvivenza. Secondo altri il tabù previene la rivalità e i conflitti all'interno della famiglia, rafforrza l'unione tra moglie e marito, cementa la società perché moltiplica i matrimoni tra non consenguinei. Vi sono 2 casi famosi di società dove si pratica l'endogamia: l'India dove le norme impongono di sposarsi con persone della stessa casta e nei paesi arabi dove le norme prescrivono di sposarsi con 1 parente prossimo possibilemte con 1 cugino paterno.

LA FAMIGLIA MONOGAMICA

°Tipologia di LE PLAY (criteri: autorità del Pater familias e regole di residenza):

Famiglia patriarcale (patrilocale tutti i figli sposati vivono con i genitori-autorità del padre), famiglia instabile (neolocale appena sosati lasciano la famiglia d'origine); famiglia ceppo (patrilocale/neolocale 1 solo figlio maschio scelto dal padre vive con la moglie a casa dei genitori).Residenza patrilocale moglie va ad abitare famiglia marito, matrilocale marito da famiglia moglie, bilocale coniugi possono scegliere quale famiglia abitare, neolocale ognuno per conto proprio, avuncolocale da zio materno del marito.

°Tipologia di LASLETT utilizzata ormai da tutti gli studiosi di scienze sociali (criteri: regole di residenza e composizione della famiglia):



Famiglia nucleare (completa o monoparentale, senza struttura coniugale (fratelli non sposati), del solitario, estesa (1 coppia + nonno (verticale)+ fratello (orizzontale), multiple (2 o + unità coniugali -orizzontale  2 fratelli+ mogli, verticale genitori +figlio e moglie) complesse (multiple ed estese insieme)

Le famiglie possono essere anche distinte a seconda dei rapporti di autorità e affetto: patriarcale  caratterizzata da 1 rigida separazione dei ruoli fra i suoi membri, i genitori influiscono considerevolmente sulla scelta del coniuge; coniugale intima sistema di ruoli + flessibile , scelta del coniuge + libera.

*Teoria di Hajnal sistema EUROPEO NORD-OCCIDENTALE nozze dopo 23 d. e 26 u., nuova famiglia nucleare, vita individuale autonoma prima matrimonio(alcuni anni servizio altra famiglia). EXTRA EUROPEO E EUROPA MERIDIONALE nozze giovene età sia u. che d. , famiglia multipla, assenza vita autonoma pre.matr. In ITALIA presenza storica di entrambi i sistemi e varianti locali(1° centri urbani e sardegna, 2° soprat. Campagne fiorentine nel 400).

°NASCITA FAMIGLIA MODERNA  si è a lungo pensato che famiglia mononucleare e coniugale si sia affermata con l'industrializzazione invece si è in seguito scoperto che nell'europa centro-settentrionale la regola della famiglia nucleare ha preceduto di secoli l'industrializzazione. Invece in europa meridionale e in particolare in Italia rilevanza dell'industrializzazione per nascita famiglia neolocale con 1 graznde eterogeneità di situazioni.

Mutazioni relazioni familiari  Allevamento bambini distaccato, abbandono dei neonati, rapporti freddi e distaccati tra i coniugi, autorità dei genitori (scelta coniuge). Crisi del modello patriarcale e affermazione famiglia coniugale intima inizia tra la borghesia intellettuale dei centri urbani.

DECLINO DELLA FAMIGLIA CONIUGALE PAESI OCCID.  < Tasso nuzialità, > convivenze, libertà sessuale, > single, pemanenza famiglia origine, calo natalità, > coppie omosessuali, > instabilità coniugale, lavoro extra-dom. donne, > famiglie ricostituite, mutamento ditritto di famiglia (divorzio 1970).

TEORIE SULL'ISTRUZIONE /TEORIA FUNZIONALISTA Crescita dell'istruzione come conseguenza della modernizzazione e della differenziazione sociale. 1)> posti lavoro ad alta qualificazione, innalzamento progressivo livello di qualif. Richiesto.2)l'istruzione rende la forza lavoro + produttiva ed è fornita da 1 unica istituzione specializzata: la scuola 3)la crescita della qualificaz. Richiesta dal merc. Lavoro produce aumenta la percentuale persone che devono affrontare il percorso scolastico ed allunfa la durata dello stesso. La scuola è 1 istituzione che favorisce la crescita della mobilità sociale. TEORIA MARXISTA lo sviluppo dei sistemi scolastici è strettamente legato alle dinamiche dei rapporti di produzione e della lotta tra le classi sociali. La scuola è 1 istituzione che perpetua la disuguaglianze sociali. Secondo Althusser nella società capitalistica la riproduzione dei rapporti di produzione viene assicurato dagli apparati di stato che sono a. repressivi (governo, esercito, polizia, amminisrazione) appartengono alla sfera pubblica e e funzionano con la violenza e ideologici (chiesa, famiglia, scuola) appartengono alla sfera privata e funzionano con l'ideologia. Bowles e Gintis: la scuola come elemento funzionale alla riproduzione del sistema capitalistico. Ideologia meritocratica e trasmissione di attributi cognitivi.La scuola premia l'obbedienza e e scoraggia la spontaneità: Viè corrispondenza tra i rapporti sociali a scuola e quelli che ci saranno nel mercato del lavoro: divisione gerarchcica, scarsa autoderminazione strumentalità nell'agire, competizione/frammentazione. TEORIA WEBERIANA -Per Weber vi sono 3 tipi fondamentali di potere e per ognuno di esso vi è 1 diverso ideale educativo. 1)Al potere carismatico corrisponde l'ideale dell'iniziato -educazione come risveglio (es. religioso), 2)al potere tradizionale corrisponde l'ideale dell'uomo colto -educazione come raffinamento (aristocratico) 3) al potere legale-razionale corrisponde l'ideale dello specialista - educazione strumentale al ruolo nella burocrazia (potere in virtù del sapere).

Secondo Parkin  invece lo sviluppo dell'istruzione si è avuto dalle azioni sociali condotte dai vari ceti sociali per mantenere e migliorare la propria posizione nella stratificazione sociale che hanno provocato il fenomeno del  credenzialismo, uso inflazionato dei titoli di studio per controllare l'accesso alle posizioni chiave nella divisione del lavoro.

Numerosi sociologi si rifanno alla suddivisione di Weber sui ceti per sostenere che vi è 1 monopolizzazione delle posizioni e dei titoli di studio adottando strategie di chiusura. Sostengono inoltre che l'istruzione di ceto, ovvero l'educazione all'appartenenza  ha avuto per molto tempo ed ha ancora notevole importanza.

La riforma protestante ha dato 1 contributo straordinario alla diffusione della scolarizzazione, per raggiungere la salvezza ognuno doveva vedere con i propri occhi le sacre scritture e leggerle nella propria madre lingua. La chiesa cattolica invece vietò l'accesso alle bibbie in volgare e considerò eretici potenziali coloro che leggevano la parola da soli.

SOMIGLIANZE E DIFFERENZE DELL'ISTRUZIONE NEI PAESI OCCIDENTALI

Diffusione dell'istruzione (primaria e secondaria), curricula simimili in tutti i paesi, 2 tipi diversi di sistema scolastico 1) selezione precoce - mobilità coaptiva (scuole superiori diversificate-coltivare la credenza nella superiore competenza dell'elite  2) selezione tardiva . mobilità competitiva - scuola second. Unica, evitando separaz. Tra studenti + capaci e motivati e gli altri-incoraggia ciascun indiv. A competere x raggiungere 1 posiz. Socio-economica preminente.

In Italia  dal 1962 scuola media unica, 1969 liberato accesso università a diplomati di ogni tipo di scuola sup. Liceo classico, scient. Tecnico commer. Industriale decresc. Istruz. Genitori.

Classi sociali e successo scolastico - Teoria del deficit-giovani delle classi soc.+ basse < rendim scolast. Perché famiglia non fornisce né capacità cognitive e linguistiche né i valori e gli atteggiam. Che la scuola richiede. Teoria della differenza: clssi soc. + basse < rend. Scol. Perché questo è quello che gli insegnanti si aspettano da loro. Bordieu invece afferma che la famiglia tramette ai figli 1 capitale culturale ovvero 1 complesso di conoscenze e valori e 1 insieme di atteggiamenti nei riguardi della cultura. Il 1° influisce sul rend. Scolast. E il 2° sulla durata della carriera scolastica.

Gli studiosi che si rifanno alla t. funzionalista ritengono che il ruolo dell'istruzione sia costantemente cresciuto e che la società sia diventata sempre +  meritocratica. Ciò che caratterizza tale società è il passaggio dal particolarismo all'universalismo, dall'ascrizione all'acquisizione, ovvero ciò che determina la posizione degli individui nel sistem di stratificazione è sempre meno l'origine sociale e sempre + le loro doti innate e competenze acquisite.

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ANOMIA - Deficienza o assenza di norme atte a regolare il comportamento sociale di individui o collettività (gruppi, organizzazioni, associazioni): Partendo da alcuni spunti contenuti nell'opera di  Durkeim  sul suicidio, il concetto di anomia è stato notevolmente ampliato ed approfondito da Merton.

ECONOMIA CURTENSE: è 1 economia chiusa, nel senso che riesce a mantenersi in modo autosufficiente, riducendo ad 1 minimo gli scambi con l'esterno.

CORPORAZIONI-GILDE: Ceti organizzati per non farsi concorrenza tra loro. Stipulano spesso patti per difendere anche con le armi la loro libertà da soprusi dei poteri feudali e per governare autonomamente le città.

AGRICOLTURA FEUDALE: La struttura dell'agricoltura feudale presenta da 1 lato una grande moltitudine di famiglie contadine legate alla terra che coltivano e dall'altro lato 1 cerchia più o meno ristretta di signori fondiari che traggono dal lavoro dei contadini  la fonte principale della loro ricchezza.

AGRICOLTURA MODERNA: La piccola nobiltà terriera (gentry) e i contadini (yeoman) benestanti si trasformano in capitalisti agrari acquistando o affittando terre abbandonate trasformano i contadini poveri in salariati agricoli. A differenza dei signori feudali i capitalisti agrari hanno tutto l'interesse ad introdurre innovazioni nella coltivazioni e nell'allevamento per aumentare la produzione.

FONDI ALLOIDIALI: terre sottratte agli obblighi feudali sulle quali i contadini esercitavano un diritto di proprietà.

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La NASCITA DEL CAPITALISMO Il concetto di capitalismo è stato formulato per la 1° volta da Marx che aveva 1 concezione materialistica e dinamica della società. è innanzitutto l'opera di uomini nuovi che provengono da strati e ceti diversi e che sono accomunati da 1 particolare orientamento delle loro mete. Non si accontentano di fare le solite cose, nel solito modo al fine di raccogliere poi il frutto della propria fatica e vivere dignitosamente, ma vogliono fare cose nuove in modi nuovi per allargare continuamente il giro d'affari ed espandere le dimensioni della propria impresa. Gli imprenditori come diceva Schumpeter, grande economista, sono innovatori, innovano nei prodotti, nelle tecniche di lavorazione di gestione, nella raccolta di capitali, nei metodi di commercializzazione, nella ricerca di nuove materie prime e di nuovi mercati di sbocco. L'innovazione garantisce a chi l'ha introdotta 1 vantaggio differenziale rispetto ai propri concorrenti poiché gode di 1 temporanea posizione di monopolio e quindi di 1 profitto maggiore almeno fino a quando i concorrenti non riusciranno ad imitarlo.

LO SPIRITO DEL CAPITALISMO PER WEBER Per Weber l'imprenditore razionale non è orientato al consumo, all'ozio e ai piaceri della vita. Conduce con la sua famiglia 1 vita sobria e morigerata. Il profitto deve essere accumulato per essere reinvestito nell'impresa. L'imprenditore persegue con dedizione assoluta e sistematica l'accumulazione del capitale: Per W. A fondamento del capitalismo vi è 1 atteggiamento di tipo ascetico, 1 ascesi mondana che non fugge dalle cose terrene ma opera attivamente nel mondo per dominarlo e trasformarlo.Ha formulato l'ipotesi che le origini di tale spirito siano da rintracciare nelle conseguenze sul piano dell'agire economico, dell'etica delle sette protestanti influenzate dalle dottrine di Calvino,in particolare dal dogma della predestinazione. Questa dottrina afferma che Dio nella sua imperscrutabile volontà ha stabilito dall'eternità chi sarà salvato e chi invece sarà dannato. Di fronte all'angoscia derivante dall'incertezza in merito al proprio destino eterno, i credenti hanno cercato nel successo terreno 1 segnale di salvezza, 1 vita attiva lontana dall'ozio e dal lusso, impegnata nel perseguimento assiduo di 1 fine astratto diventa il mezzo per placare l'angoscia e acquisire la certezza della salvezza eterna.

CULTURA DELLA MODERNITA'

Individualismo quello che incomincia ad essere apprezzato in 1 essere umano sono le caratteristiche che lo distinguono, che ne fanno 1 esemplare unico e irripetibile. In passatto il valore di un essere umano era attribuito al suo gruppo di appartenenza.

Razionalismo con l'avvento della soc. moderna la ragione e la razionalità diventano valori sociali dominanti. Il processo di razionalizzazione  è stato l'oggetto principale di studio di Weber.

I MODELLI DICOTOMICI di spiegazione del mutamento sono: Maine che ha posto la sua attenzione sulle leggi che regolano i rapporti tra gli uomini che possono essere classificate in 2 categorie: lo status (traggono origine dalla famiglia) e il contratto (obbligazioni reciproche che gli individui si assumono quando stipulano tra loro 1 contratto).Per Durkheim nelle società pre-moderne (divisione del lavoro scarsa o mancante) vi è 1 solidarietà meccanica, ovvero non vi è spazio per le individualità e le differenze e le varie unità sociali stanno insieme pechè sono tutte simili e tutte ugualmente sottoposte all'unità di grado superiore cui fanno parte. Nelle società moderne (prevale la divisione del lavoro) la società non si fonda più sull'uguaglianza ma sulla differenza, gli individui stanno insieme perché tutti dipendono dagli altri, la coesione che ne deriva viene chiamata da D. solidarietà organica. A simili conclusioni ma in prospettiva diversa arriva Tönnies per il quale organica  è la comunità, le cui forme embrionali emergono in seno alla famiglia, nella quale gli uomini si sentono uniti in modo permanente da fattori che le rendono simili. Le disuguaglianze possono svilupparsi solo entro certi limiti. Meccanica è la società dove gli individui vivono isolati in 1 rapporto di tensione con gli altri. Il rapporto societario tipico è è il rapporto di scambio dove i contraenti non sono mai disposti a dare qualcosa di più di quello che ricevono. L'avvento della modernità, cioè della società è 1 processo inarrestabile e tuttavia rappresenta 1 perdita rispetto ai valori autentici di solidarietà che trovano realizzazione soltanto nell'ambito della comunità. Un altro modello dicotomico è quello di Parsons  che per spiegare i cambiamenti della società ha elaborato 1 schema concettuale delle pattern variables (variabili modello) 1) affettività/neutralità affettiva: la soc. moderna distingue nettamente dove è consentito o meno esprimere affettività 2) Orientamento all'interesse privato/collettivo la soc. mod. opera 1 distinzione tra situazioni dove ci aspettiamo che le persone con le quali abbiamo a che fare agiscano seguendo il loro interesse e situaz. Nelle quali ci si aspetta che passino in 2° piano. 3) Particolarismo/universalismo ciò che conta sono le caratteristiche individuali e che tutti godano degli stessi diritti. 4) Specificità/diffusione nella soc. mod. tendono a prevalere i rapporti nei quali gli individui sono coinvolti solo per alcuni aspetti della loro personalità. I confini di ruolo definiscono 1 contenuto specifico. 5)Iscrizione/acquisizione tendono a prevalere le situazioni nelle quali non contano le qualità attribuite ad 1 individuo dalla nascita bensì le qualità acquisite, la componente individualistica porta a valorizzare il saper fare piuttosto che l'essere.

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RELIGIONI COSMOCENTRICHE E RELIGIONI TEOCENTRICHE  La religione è 1 credenza o 1 insieme di credenze. La credenza è 1 giudizio sulla realtà dettato dalla fede. Le credenze religiose sostengono l'esistenza di 1 sfera della realtà trascendente rispetto a quella percepibile. La sfera del trascendente è occupata da divinità o dalle anime dei defunti questa sfera costituisce la sfera del sacro e del profano. Le religioni cosmocentriche sono fondate sulla credenza di 1 armonia universale ultraterrena. Le religioni geocentriche sono fondate sulla credenza di 1 aldilà dominato da presenza di 1 divinità.

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Per PARADIGMA SCIENTIFICO Thomas Kuhn intende 1 concezione unitaria del mondo studiato, 1 insieme coerente di teorie, di criteri di rilevanza, di problemi da risolvere e metodi validi.

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RAZIONALITA' ORGANIZZATIVA E I SUOI LIMITI <(v. pag. 2-ORGANIZZAZIONI) Azione razionale rispetto allo scopo  è se chi agisce valuta razionalmente i mezzi rispetto agli scopi che si propone, considera gli scopi in rapporto alle conseguenze che potrebbero diervarne, paragona i diversi scopi possibili e i loro scopo: la burocrazia è dunque razionale per Weber perché impone agli attori che ne fanno parte di comportarsi in modo razionale, cioè di compiere azioni con quei caratteri. La razionalità è sempre 1 razionalità limitata  che mira ad ottenere risultati massimi ma soddisfacenti e lo fa semplificando la realtà. 1 sviluppo del concetto di r., limitata può essere la distinzione tra razionalità sinottica (quella di Weber a proposito della burocrazia che consiste nel poter fare inizialmente delle scelte che tengano conto di tutti i dati rilevanti predisponendo i mezzi necessari ai fini) e razionalità incrementale (Attori non hanno idee chiare all'inizio e durante il percorso trovano accordi e soluzioni soddisfacenti). Altra distinzione tra razionalità individuale (o delle persone) e razionalità collettiva (o dell'organizzazione) ((1 organizzazione non può essere razionale se non sono razionali le persone che vi lavorano, inoltre gli obiettivi dell'organizzazione e delle persone devono armonizzarsi).

Mannheim fa 1 ulteriore distinzione tra razionalità sostanziale (di chi cerca di comprendere come diversi aspetti di1 situazione siano collegati fra loro e valutandoli in base a propri giudizi e razionalità funzionale quella di chi esegue ordini ricevuti senza discuterli.







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