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Pedagogia Generale - Introduzione alla pedagogia generale

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Pedagogia Generale

Introduzione alla pedagogia generale

Il problema educativo,fino alle soglie dell'800, non è stato mai oggetto di un'approfondita ricerca. L'educazione era, infatti, considerata, da un lato, come oggetto di riflessione filosofica e, dall'altro, come arte x allevare i bambini. Il pedagogista francese Jean-Jaques Rousseau, alla fine del XVIII sec,intuì l'importanza dell'educazione x il genere umano. Il problema educativo, durante il sec XIX, si andò, poi, gradualmente precisando e definendo, fino a diventare uno specifico oggetto di studio sistematico e razionale della pedagogia come scienza autonoma .Dal punto di vista epistemologico attualmente la pedagogia si configura in termini decisamente interdisciplinari,in quanto si tende in genere ad unificare le diverse configurazioni che essa ha assunto nel tempo. L'epistemologia pedagogica presenta  oggi l'educazione come un problema che deve essere affrontato secondo una molteplicità di approcci (filosofico, storico, biologico, scientifico, ecc..), senza che nessuno di essi possa pretendere di essere esaustivo, ma riconoscendo che ciascuno è prezioso per arrivare a definire adeguatamente la pedagogia. Dagli anni '50 in poi la pedagogia si distacca dalla filosofia x divenire scienza autonoma iniziando a ricercare nuovi modelli x dare +concretezza a qsta nuova scienza. Quindi è proprio da qst xiodo che quest'ultima viene vista +come Teoria della modificabilità con vari modelli del sapere che viaggiano su una razionalità argomentativa basata sulla reciprocità e la reversibilità, aprendosi così alle scienze dell'educazione e divenendo sempre + un sapere complesso. La pedagogia scende pertanto sul terreno empirico dell'osservazione, della sperimentazione e della verifica, ancorando la ricerca alla concretezza dell'esperienza e della pluralità dei dati. La nuova scienza pedagogica ha un atteggiamento critico che passa sempre dalla ragione e osserva la realtà con un occhio di scomposizione facendo così diventare il suo sapere: complesso e plurale, antinomico e dialettico, generativo e trasformativi; pertanto la pedagogia si configura come P.individuale in riferimento alla persona (alla sua dignità e alle sue età) e come P.sociale in riferimento alle formazioni sociali nelle quali l'uomo si realizza (in particolare la famiglia e la scuola). L'oggetto della pedagogia è l'educazione e il costitutivo della sua ricerca pedagogica è la relazione transattivi educazione-istruzione - formazione : l'educazione è la parola madre su cui il sapere-agire pedagogico si struttura; essa fa riferimento spt alla dimensione socio-affettiva che si realizza prevalentemente nelle istituzioni non formali come famiglie, chiese, libere associazioni, oltre che nella scuola; l'esperienza educativa dipende da 4 fattori, che interagiscono tra loro e sono fortemente condizionanti: la comunità sociale, il patrimonio comune, gli strumenti disponibili, l'individuo (inteso come singolo e come piccolo gruppo). Si può quindi affermare che il processo educativo è,infatti, un itinerario verso traguardi di perfettibilità e di perfezionamento dell'uomo, inseparabile dall'evoluzione sociale e dalle forze che la determinano. L'istruzione fa riferimento  alla dimensione cognitivo-affettiva dell'individuo e si realizza prevalentemente nella scuola, considerata da sempre luogo specializzato nei processi di insegnamento, apprendimento, trasmissione culturale, ecc.. La formazione viene proposta come la categoria comprendente del sapere pedagogico perché ingloba il binomio educazione-istruzione; essa si esplica in una duplice dimensione: una prima, relativa al "dar-forma", ossia ai processi attraverso i quali le istituzioni formative si occupano di conservare e trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza e la cultura di un gruppo sociale, e una seconda dimensione relativa al "formar-si",ossia ai processi auto-costruttivi attraverso i quali l'individuo elabora tale cultura con l'apporto della propria specifica individualità. L'obiettivo strategico della pedagogia è la piena realizzazione dell'individualità che contrassegna la singolarità  e la creatività della persona. L'Utopia (dal greco nessun luogo) è una dimensione costitutiva del sapere pedagogico; infatti, nella valenza utopica, la pedagogia ha un duplice impegno:da un lato,è impegnata a produrre un'analisi critica del presente x evidenziare le contraddizioni della realtà esistente;dall'altro,è impegnata a progettare percorsi di trasformazione del presente verso mondi migliori. Negli anno 60-70 lo slancio utopico rientra sia in campo filosofico che in campo pedagogico, grazie alla riproposizione del pensiero di Nietzsche e della sua idea di oltre uomo, ovvero una negazione degli aspetti alienanti del presente e un'apertura a un modello di cambiamento verso l'emancipazione e la liberazione. L'affermarsi dell'idea di una realtà complessa e reticolare corrisponde al passaggio della metafora della conoscenza come edificio (con le sue fondamenta), alla metafora della conoscenza come rete dove concetti e modelli conoscitivi formano una trama interconnessa, allo scopo di scoprire la complessità della realtà che costringe l'individuo a muoversi tra punti di vista diversi. Nella prospettiva di definire un approccio scientifico alla <complessità>, il biologo Bertalanffy, negli anni'40, propose la "teoria generale dei sistemi". Essa si propone di individuare le caratteristiche generali comuni a tutti i tipi di sistemi (biologici, psicologici, sociali, tecnologici o puramente astratti). Qst progetto, che avrebbe consentito la costruzione di una vera e propria unità della scienza, si rivelò di fatto utopistico, ma qst approccio si rivelò cmq utile in campo psicologico. Più avanti,negli anni'80, Morin ha ripreso il concetto di pensiero complesso evidenziando la sua capacità di rispettare la multidimensionalità della conoscenza; a qst scopo introdusse il "paradigma della complessità" che rinvia a un modello di conoscenza e di formazione che promuove la forza meteforica del pensiero, la capacità di trasgredire l'ordine lineare del discorso, ecc..  Da tutto qst dibattito sulla complessità, la pedagogia ha ricavato la necessità di rivedere il suo statuto e di porre l'impegno, il rispetto delle differenze e l'educazione alla singolarità come istanze ideali di un progetto pedagogico volto a mettere fuori gioco modelli di pensiero e di comportamento autocentranti e rigidi, autoritari e dogmatici. La pedagogia della ragione è capace,quindi,di fare i conti con l'instabilità, la probabilità, l'incertezza, la provvisorietà,la relatività e la differenza. Una pedagogia che costruisce nuovi linguaggi e nuove teorie, x leggere,interpretare e trasformare il mondo, con una progettualità impegnata a smontare la ragione gerarchica e autoritaria, attraverso la pratica dell'autocritica e del confronto con i molteplici con cui i sistemi viventi affrontano i problemi.



Gli alfabeti della pedagogia si dividono in : teorico ed empirico. L'alfabeto teorico della pedagogia poggia su 6 categorie formali relative all'OGGETTO della pedagogia (riguarda la formazione dei soggetti nella loro contestualizzazzione storica,culturale e sociale,che si struttura in direzione di crescita intellettuale,di autonomia cognitiva e affettiva,di emancipazione e liberazione etico-sociale. Le pedine rappresentano le molteplici teorie sui soggetti-differenti x lingua, genere, etnia, ecc..-, sui tempi-infanzia, giovinezza, età adulta, età anziana-, sui luoghi-famiglia, scuola, istituzioni sociali e culturali-, della formazione); al LINGUAGGIO della pedagogia (è un linguaggio plurale, che si nutre dei linguaggi della filosofia,della storia, delle scienze, ecc..che la pedagogia riorganizza di volta in volta x renderli funzionali alle sue necessità. Gli  alfieri rappresentano la pluralità dei lingua 515i87f ggi con cui la pedagogia interpreta la complessità dei fatti educativi: 1)analitico-descrittivo, linguaggio di tipo esplicativo volto a fornire chiarificazioni sulla specificità del soggetto della formazione; 2)narrativo, linguaggio di tipo interpretativo attento alla ricostruzione dei processi di apprendimento dei soggetti in formazione; 3)retorico-persuasivo, linguaggio di tipo argomentativi che mira a raccogliere consenso;4)quotidianità e del senso comune, linguaggio diversificato con compresenza di frasi scientifiche e del senso comune,allo scopo di mostrare come il discorso pedagogico sia una pratica che investe tutti i soggetti della realtà comunitaria;5)dell'analogia e della metafora, linguaggio che si caratterizza x la promozioni di ripetuti slittamenti di significato e x la totale libertà nella scelta delle parole da utilizzare,allo scopo di consentire all'immaginazione del soggetto di proporre soluzioni originali e creative), alla LOGICA ERMENEUTICA(è il criterio descrittivo e interpretativo della pedagogia. Si formalizza nella dialettica teoria-prassi-teoria che fa della pedagogia una scienza attenta alla pluralità dei punti di vista e dei modi di codificazione del reale. Le torri rappresentano la logica ermeneutica e quindi il punto di vista della pedagogia), al DISPOSITIVO INVESTIGATIVO (riguarda i metodi di ricerca che possono andare da quella teorica a quella comparata, dalla ricerca storica a quella sperimentale e clinica. Le+importanti sono la ricerca storica: si occupa delle trasformazioni e delle evoluzioni della ricerca pedagogica,delle idee di educazione,istruzione elaborate nel corso dei secoli; e la ricerca teorica: si occupa di indagare i meccanismi di articol azione-disarticolazione-riaggregazione e di analizzare la complessità e del discorso pedagogico formativo. I cavalli rappresentano il metodo della ricerca che gode della massima libertà asplorativa), al PRINCIPIO EURISTICO (Si occupa di  interconnettere e ricomporre le antinomie strutturali della pedagogia. Qst principio ha quindi la capacità di ipotizzare soluzioni inedite e impreviste relative alla equazione dialettica "teoria-prassi". La regina), al PARADIGMA DI LEGITTIMAZIONE (Qst paradigma legittima la pedagogia come scienza della formazione, e quindi come sapere complesso e plurale, antinomico e dialettico, generativo e trasformativi. Il re rappresenta qst paradigma con lo scopo di combattere la pedagogia dogmatica oppositiva al cambiamento e che non ricerca e non chiede il confronto con i suoi processi formativi). L'alfabeto empirico della pedagogia,volto a problematizzare le finalità generali e le dimensioni della progettualità educativa,poggia,su 10parole che testimoniano la tensione pedagogica verso l'intervento concreto. Le parole scelte in direzione della prassi pedagogica sono: SVILUPPO (rispetto al modello classico di Piaget, si accentua l'idea della discontinuità dello sviluppo. Qst non procede x accumulazione progressiva e successiva ma, al contrario, si caratterizza x la sua eterocronia,e cioè x un andamento frastagliato e zigzagante affermando così l'idea che lo sviluppo non si interrompe al raggiungimento dell'età adulta, ma si profila permanentemente aperto alle sollecitazioni sociali e culturali dell'ambiente esterno); GIOCO (costituisce un'esperienza totalizzante perché il gioco ricopre un ruolo irrinunciabile x la costruzione dell'identità personale, x la promozione dell'autonomia e dell'ampliamento degli scambi sociali, affettivi e relazionali. Il gioco implica l'intreccio di2dimensioni formative: la dimensione cognitiva, perché il gioco si afferma come un insostituibile strumento di attivazione dell'intelligenza,consentendo al bambino di sperimentare le funzioni cognitive; e la dimensione emotiva, perché col gioco il bambino sperimenta la possibilità di vivere concretamente esperienze di decentramento affettivo,relazionale e conoscitivo,nel corso delle quali uscire dal proprio mondo per comprendere l'esperienza affettiva dell'altro. Esso si propone di espugnare3prestigiose finalità formative:1)valorizzazione dei bisogni primari-comunicazione,socializzazione-; 2)valoriz.del potenziale cognitivo dell'infanzia-con obiettivo l'apprendere giocando-; 3)valoriz.del repertorio dei linguaggi infantili. Con l'espressione "Apprendere Giocando" si vogliono evidenziare tutte quelle strategie alternative di insegnamento / apprendimento a elevato coefficiente ludico, capaci di stimolare e motivare il piacere di imparare e lo star bene a scuola); DIVERSITA'(attraversa la soggettività individuale a livello biologico, psicologico, etnico-linguistico-culturale. Capire le differenze significa che ciascun soggetto ha uno stile apprenditivo proprio e può elaborare un proprio originale modo di conoscere e di entrare in relazione con gli altri. La prospettiva è quella di sollecitare fin dai primi anni di vita l'esperienza del confronto e del rispetto delle differenze); AUTONOMIA(è un processo di adeguamento alle regole dello scambio sociale e della convivenza democratica, reinterpretate consapevolmente e criticamente. Ciò comporta la capacità degli adulti ad assumere un atteggiamento non intrusivo nei confronti dei bambini ma, al contrario, facilitante nei confronti dei tentativi di emancipazione che i bambini progettano e portano avanti); CREATIVITA' una dimensione strutturale dell'intelligenza e riguarda la capacità di tenere insieme  e di interconnettere vari elementi conflittuali come: pensiero logico e fantastico, ordinario e straordinario, conscio e inconscio, ecc.. Occorre assicurare al bambino condizioni adeguate a consentirgli esperienze di curiosità, interesse, ricerca e impegno. Ma occorre dedicare anche spazi di "silenzio"in cui il bambino possa attivare il dialogo interiore che permette il dispiegarsi delle attività immaginative autenticamente creative. La cognitività creativa si divide in : formazione intellettuale ed estetica); FORMAZIONE INTELLETTUALE(a livello della formazione intellettuale, l'uso creativo dell'intelligenza, con la sua capacità di apprendere e di elaborare saperi,nonché di riflettere su di essi,consente all'uomo di risolvere problemi personali e collettivi, di interagire attivamente con il mondo,intervenendo anche a modificarlo e ricostruirlo);  FORMAZIONE ESTETICA(la creatività estetica investe esperienze sensoriali,razionali e immaginative, attraverso cui il soggetto interagisce con l'esterno. L'educazione estetica, quindi,è molto importante perchè promuove l'integrazione di gioco e lavoro, vita fisica e affettiva, esercizio intellettuale ed immaginativo); FORMAZIONE DEL CORPO E DEL MOVIMENTO(l'educazione fisica e motoria si connota come insegnamento all'uso intenzionale e creativo del corpo,come campo formativo rivolto verso una corretta gestione e controllo della propria corporeità. Una corretta formazione corporea,quindi,contribuisce alla formazione intellettuale-affinando le capacità sensoriali-, alla formazione etico/sociale-acqisendo padronanza delle regole sociali-, alla formazione affettiva-insegnando a controllare forme di aggressività e a sviluppare forme di empatia-, alla formazione estetica-prestando attenzione all'armonia fisica-); FORMAZIONE AFFETTIVA E RELAZIONALE (una dimensione emotivo-affettiva equilibrata può contribuire alla costruzione di personalità in grado di fronteggiare le difficoltà, le delusioni e le angosce inevitabili nel corso della vita); FORMAZIONE ETICA E SOCIALE (L'educazione etico-sociale si impegna a far acquisire all'allievo,fin dai primi anni di vita, atteggiamenti di solidarietà e di rispetto dell'altro, di valorizzazione delle affinità e degli interessi comuni, di riconoscimento delle differenze e delle peculiarità individuali e culturali).

 I punti-rischio dei trend di cambiamento: 1)l'estensione dell'età della scolarizzazione non sembra essere accompagnata dalla parallela estensione del diritto allo studio sull'utenza infantile e giovanile,a partire dai ceti meno abbienti,dalle femmine,dai portatori di handicap, ecc..2)la cultura simbolica sembra portatrice di una alfabetizzazione debole,perché facile preda dei dispositivi omologanti dei nuovi alfabeti elettronici, +che di buone occasioni di democratizzazione della comunicazione-informazione.3)Il tempo libero sembra tramutarsi forzatamente in un puzzle dalle mille opportunità ludiche,con il risultato di dover fare i conti con le logiche di mercato sfrenatamente consumistiche, proprie della domanda-offerta .4)l'Europa  sembra liberarsi a fatica dall'ideologia multiculturale,con il risultato di elevare delle barriere al trionfo degli ideali della multiculturalità .5)I luoghi dell'educazione,con l'aumento del tempo libero, si stanno moltiplicando e ramificando con molta velocità, andando così verso una direzione policentrica che li rende variabili, riconvertibili ed effimeri, in quanto dipendenti dalla tipologia e dalla durata della soggettività della domanda di mercato, allontanandoli da una vera integrazione formativa. I 3 ATTORI del SISTEMA FORMATIVO: 1) SISTEMA FORMALE (scuola)à è l'ambiente specifico della strutturazione formale dei processi di insegnamento-apprendimento, ed è la sede privilegiata dell'orientamento e del sostegno alla costruzione delle strutture mentali e all'organizzazione dei processi cognitivi. Purtroppo l'immagine che appare oggi ai nostri occhi è da ricercare storicamente nelle politiche affossatrici dell'autonomia scolastica: il Neoliberismo(libero mercato dell'educazione/formazione che ha imbavagliato l'intervento di gestione e sviluppo dello Stato) e il Neointegralismo (costruzione di un sistema scolastico lottizzato in scuole autonome quanti sono le classi e i gruppi sociali, smantellando così la scuola pubblica). Quello di oggi è un sistema-scuola ancora lento,che ha sì tagliato il traguardo della scolarizzazione di massa,ma che accumula pesanti ritardi in quanto a qualità dell'istruzione a causa di molte carenze che riguardano: l'architettura istituzionale e formativa, asili nido e scuole d'infanzia, riforme x la scuola secondaria, dispersione di apprendimento, rinuncia alla revisione delle discipline, forbice scolastica Nord/Sud, emarginazione del problema-scuola da parte dei governi, ondata degli alfabeti elettronici, analfabetismo linguistico e logico-formale dei nuovi ceti poveri, ecc.. Proprio x qst si è cercato di utilizzare delle risorse territoriali, di autonomia e di sperimentazione, allo scopo di diminuire qste grandi lacune del sistema formativo. La scuola della Riforma dovrà combattere il nemico della dispersione scolastica sia materiale che intellettuale; le sue finalità dovranno riguardare: l'educazione x tutta la vita; qualità dell'istruzione; diritto di tutti all'istruzione; - autonomia alle periferie scolastiche,spt sul piano dell'offerta formativa; un sistema formativo integrato;ammodernamento delle discipline; finanziamenti pubblici anche x la scuola non statale; riordino dei cicli scolastici(scuola dell'infanzia, di base, secondaria di 2°grado)

2) SISTEMA NON FORMALE (agenzie intenzionalmente formative dell'extrascuola = famiglia,  enti locali, associazionismo )àè un sistema costituito appunto dalle agenzie extrascolastiche intenzionalmente formative che molte volte non vengono riconosciute come risorse dalle politiche educative dei governi. Qst sistema mantiene cmq una complessiva qualità educativa potendo fruire della straordinaria risorsa del volontariato. Qst sistema ha dal canto suo delle risorse che riguardano spt il pluralismo e una rete capillare di diffusione.

 3) SISTEMA INFORMALE (mercato dei consumi culturali = massmedia, offerte culturali e pagamento, ecc..) à presenta una natura pervasiva e totalizzante perché l'immagine che appare ai nostri occhi è quella di una rete massmediologico enorme capace di avvolgere il soggetto in una nube non stop di alfabeti elettronici e computerizzati. Le sue risorse corrispondono infatti alla comunicazione/informazione,all'alfabetizzazione elettronica e alla "pioggia"culturale.

Questi 3 attori del sistema formativo soffrono di un malessere diffuso, tanto che la loro triangolarità assume la patogena morfologia di un Triangolo scaleno dai lati diseguali  e antagonisti tra loro. Qst triangolo istituzionale è formato da 3identità-no = 1°- il triangolo è scaleno, ha i 3lati diseguali,infatti il maggiore tende ad essere quello informale proprio perché è pervasivo nei confronti degli altri2lati (formale e non-formale)-; 2°- il triangolo scaleno è privo di angoli, nel senso che i suoi lati si presentano separati,in comunicanti, generando così conflittualità-; 3°- il triangolo scaleno ha i lati autosufficienti, nel senso che i suoi sistemi(formale,non-formale, informale)si presentano totalizzanti, così da rischiare anche modelli monoculturali. Il Quadrilatero delle agenzie formative è formato da: scuola; famiglia; enti locali; associazionismo. Oggi ci troviamo con un Sistema Formativo ALLARGATO, cioè un sistema con un'elevate frammentazione degli scambi formativi e quindi un pianeta culturale impazzito. La cosa+importante è quello di inaugurare un Sistema Formativo INTEGRATO che prevede l'integrazione del sistema formale e non-formale sia sul piano istituzionale che sul piano culturale. In qst sistema integrato gli enti locali, la famiglia e l'associazionismo dovrebbero arricchire3terreni fondamentali: l'istruzione,la ricerca e la creatività; mentre la scuola dovrebbe rafforzare la sua cultura e la sua competizione nei confronti del sistema scolastico privato, stipulando delle alleanze con le agenzie extrascolastiche x arrestare l'avanzata del sistema informale. Le 3 caratteristiche di un sistema integrato sono: intenzionalità, interconnessione, complementarietà formativa all'interno di un progetto,che corrispondono quindi anche alle caratteristiche delle AGENZIE EDUCATIVE à SCUOLA ^ ; FAMIGLIA  = è il luogo della socializzazione primaria e svolge una funzione fondamentale nel garantire sicurezza,nel motivare all'autonomia e nel costruire l'identità personale del bambino. La partecipazione-gestione della scuola da parte della famiglia ha obiettivi di tipo psico-pedagogici e socio-culturali, infatti, le finalità sono quelle di attivare un clima educativo in continuità tra scuola e famiglia, evitando il sorgere di conflitti e antagonismi, e promuovere incontri periodici di scambio e verifica col genitore-cittadino, allo scopo di introdurre codici sociali e segni esistenziali propri della società; ENTI LOCALI = dovranno occuparsi di sviluppare 3 comportamenti di natura: Pedagogica(l'ente locale dovrà tenere conto sia della dispersione e ramificazione del SF, sia dei pericoli che il futuro cittadino corre dentro una società che esprime tendenze all'isolamento a causa dei media xsonalizzati); Istituzionale(l'ente locale dovrà avere un duplice compito culturale: di governo,promuovendo il passaggio da un SFA a un SFI, e di gestione, finanziando non solo la scuola ma anche l'extrascuola); Culturale (l'ente locale dovrà risanare i cicli scolastici promuovendo il diritto allo studio,l'uguaglianza delle opportunità e il diritto alla diversità); ASSOCIAZIONISMO = si propone come <risorsa> pedagogica irrinunciabile x lo sviluppo, che muove verso direzioni pluralistiche e democratiche. Si dovranno assicurare all'associazionismo le risorse economiche e istituzionali necessarie x metterlo nelle condizioni di dare vita a un progetto nazionale di centri giovanili, allo scopo di promuovere la socializzazione e la produzione culturale. Lo strumento+importante dell'associazionismo è il volontariato che se inserito bene in un SFI,potrà assicurare quegli stimoli culturali, quella forza internazionale e quella continuità progettuale necessari a farlo diventare un reale strumento di cultura. I tempi della formazione fanno riferimento: infanzia, giovinezza, età adulta, età anziana.   L'Infanzia ha vissuto3stagioni fondamentali, che corrispondono a 3 identità-no del bambino : 1°bamb/adulto(età medievale-infanzia negata; già a7anni,non appena il bamb. non appariva + bisognoso di estreme cure da parte ella madre, veniva ufficialmente inserito nella società adulta acquisendo anche identità giuridica); 2°bamb/figlio-scolaro(età moderna-infanzia istituzionalizzata; la famiglia assume coscienza pedagogica e il bamb. Diviene l'oggetto di qst coscienza; ci si avvale della scuola x la funzione di inculturazione e socializzazione anche se il bamb. veniva visto solo come figlio o scolaro negando così all'infanzia la possibilità di porsi autonomamente di fronte alla realtà sociale); 3°bamb/immagine(età contemporanea-infanzia scomparsa; il mondo dell'infanzia è stato egemonizzato dagli adulti, perchè il bamb. è identificato come "qst bamb, di qst famiglia"imponendo così un'ipoteca domestica di proprietà/appartenenza ed emarginando l'infanzia della solitudine e della devianza; e dai massmedia, perché il bamb. viene assorbito da un'omologazione culturale e commerciale, dove qst'ultimo è stato tramutato in umanità/spettacolo). La ricomparsa dell'infanzia sarà possibile solo legittimando una triplice immagine dell'infanzia, che corrispondono alle3identità-si del bamb: il bamb.sociale(riacquista i suoi diritti: dignità, rispetto sociale, autonomia nelle scelte valoriali,emancipazione intellettuale); il bamb.ecologico(è un bamb.a+dimensioni con sentimenti e pensieri x capire e decidere come diventare uomo); bamb.omerico(è un bamb.che non si ferma all'omologazione dei massmedia, ma è alla ricerca della conoscenza e della creatività, facendo così nascere un'infanzia copernicana,ovvero con laicità della conoscenza e libertà della fantasia). Il Gioco ^ ;    La Giovinezza oggi si trova davanti uno scenario della società incapace di dare orizzonte a nuovi valori(civili ed etico-sociali)e di progettare una nuova qualità della vita(all'insegna della giustizia economica,del rispetto delle diversità, della convivenza sociale). E'x qst che il destino della stagione giovanile sembra quello dello smarrimento e dell'emarginazione. Per poter dare,invece,un futuro valoriale al continente giovanile bisogna educare il giovane al rispetto della vita, all'etica della solidarietà e dell'impegno sociale,ad avere una personalità autentica e autonome,alla pace, alla multiculturalità, ecc..  L'età Adulta oggi,perde definitivamente il carattere di stasi maturativa con pochissime instabilità e inquietudini,anzi, si presenta come una realtà frastagliata, al centro di processi di sviluppo originali e coinvolgenti, intesa come un percorso contrassegnato dalla continua rimessa in discussione di se stessi. Tutto qst si offre come terreno privilegiato di una progettazione formativa<x tutta la vita>,declinata sul piano dell'educazione al cambiamento.   Nell'età Anziana si palesa una sottile e diffusa ostilità x quanto l'anziano chiede in termini di servizi e di assistenza,x i problemi che pone alla famiglia e alla collettività; purtroppo è proprio dall'assenza di adeguate conoscenze sulla vecchiaia che derivano degli stereotipi sociali che descrivono la senilità come età di inarrestabile distruzione fisica e mentale, finendo x incidere pesantemente sulla vita degli anziani e sulla loro xcezione del tempo,dello spazio e del corpo,escludendo a priori l'importante dimensione sessuale. In qst prospettiva l'istruzione appare il principale antidoto ai processi dell'invecchiamento mentale; infatti l'istruzione permanente promuove un'azione formativa capace di investire la totalità del corso della vita. Ciò comporta una ristrutturazione del+complesso sistema formativo,sia x quanto riguarda le sedi sia x quanto riguarda i tempi e le offerte della formazione; e una ristrutturazione x quanto riguarda la tradizionale tripartizione del corso della vita,rigidamente scandita in età della scolarizzazione, età del lavoro ed età del pensionamento. Apprendere a invecchiare e a vivere la vecchiaia come età<diversa> significa accettare le differenze rispetto al passato x vivere qst nuova fase come tempo di profondo rinnovamento del proprio essere e come età potenzialmente ancora ricca di attività.



Educazione e Nuova Culture Intellectuelle

Agli inizi del'900 la Francia presentava segni di una fermentazione pedagogica confusa ma un posto di grande rilievo e prestigio spettava all'istruzione secondaria che veniva considerata l'asse portante di tutta la formazione meglio qualificata e rimarrà infatti a pagamento fino al 1930, perché garantiva il reclutamento dell'alta società e delle carriere liberali. In quegli anni vennero aperte le Ecoles Centrales, i primi istituti nn controllati dalla Chiesa, anche se poco dopo vennero abolite x far spazio ai Lycées e alle Ecoles secondaires communales dove venne ristabilito a pieno titolo l'uso del latino anche nella conversazione. Nell'immediato dopoguerra si si attivò un complessivo rinnovamento culturale e pedagogico in direzione di un'attenta cura nei confronti dell'educazione dell'adolescente e nel giro di pochi anni ,infatti, la popolazione scolastica a livello di istruzione secondaria aumentò. Purtroppo tutti questi cambiamenti trovarono resistenza spt tra i vecchi umanisti che definivano la scuola pubblica  difficile e poco formativa, al contrario della scuola privata attenta a risolvere le difficoltà, realmente formativa e progredita, ma che vedremo + avanti, portatrice di una cultura generale basata su un vuoto enciclopedismo. Dopo il 1945 si face sempre + strada l'idea che nn aveva molta importanza se il sapere era generale o specialistico, ma la cosa+ importante era sempre e soltanto l'allievo che, x effetto di un interesse, maturava la capacità di operare sulle proprie acquisizioni culturali. Per superare il vuoto enciclopedismo, vennero eseguite delle sperimentazioni nel settembre del 1945. creando così le Classe Nouvelles ; in qste classi il numero di alunni venne ridotto a 25, perché così facendo ad ognuno si dava la possibilità di svelare le proprie attitudini, dividendo la giornata tra le discipline di base e nuove attività pratiche ed artistiche organizzando gli alunni in piccoli gruppi; purtroppo il vero limite che si poneva ad un effettivo rinnovamento, era il fatto che le materie, non essendo anch'esse rinnovate, rimanevano ancorate ai vecchi programmi. Per l'Educazione Nuova la Cultura è  un insieme di operazioni tramite le quali l'uomo riceve, acquisisce e conserva un certo numero di conoscenze che applicherà a svariate operazioni mentali. L'uomo colto è diverso dall'istruito che invece vuole far sfoggio delle sue conoscenze x civetteria; egli è un individuo che a scuola ha ricevuto una cultura destinata ad arricchire la sua memoria e ad esercitare la sua intelligenza, e che continua poi a coltivarsi esattamente nel modo in cui è stato coltivato sviluppando e arricchendo la sua personalità. In qsto periodo si diffonde la metafora del coltivatore: la mente dell'allievo veniva paragonata a un terreno da coltivare, quindi come il coltivatore prepara, migliora e difende il terreno, così l'educatore difende,migliora e prepara l'allievo a ricevere le conoscenze e le abitudini virtuose. Egli dà all'allievo quella formazione educativa che gli permetterà di divenire un individuo formato e in tutto qst l'allievo nn deve far altro che essere obbediente ed adattarsi all'insegnamento del maestro. Purtroppo però solo + avanti si capirà che l'allievo può essere coltivato solo se è attivo, e quindi se agisce, si sforza e si esercita; tutto qst spaventa l'educatore e lo convince che solo lui può permettersi di  coltivare l'allievo perché, 2° lui, egli è incapace di coltivarsi da solo. Da ciò che il maestro trasmette, ogni allievo, in base ai suoi interessi, trae quel che vuole, ed è x qst che l'affermazione + idonea è proprio che "E' l'allievo che si coltiva" . Coltivarsi x l'allievo significa nutrire i propri interessi e soddisfare i bisogni che costituiscono qsti interessi; il maestro nn lo coltiva  ma gli fornirà i mezzi con cui egli si coltiverà, o nn si coltiverà, secondo le proprie possibilità ed i propri interessi. Affiderà ad ogni disciplina solo gli allievi che vi si interessano e, di conseguenza, si coltiveranno attraverso qsti metodi attivi. La Cultura Generale consiste in un insieme di conoscenze generali e comuni a tutti, è disinteressata xkè gli permette di far aprire l'allievo ad un lavoro mentale senza orientarlo troppo presto verso una data specializzazione; qst cultura sviluppa tutte le facoltà dello spirito perché umanistica, è comune a tutti e nessuno deve esserne privato, chi nn la possiede viene detto incolto. In quel periodo gli umanisti, vantavano le umanità classiche come superiori a  qualsiasi altra disciplina ed affermavano che nn poteva esistere cultura generale senza le umanità, invece, al contrario, poteva esistere senza le altre discipline; il dibattito era molto acceso spt x il latino, che 2° loro preparava a tutto e nn preparava a niente, era un punto di partenza x tutte le direzioni, una base universale,e poteva formare da solo l'individuo. In verità la cultura generale deve essere completa , fatta di elementi presi in prestito da tutte le discipline, che nn deve presentare lacune; è x qst che spt le scienze la storia e la geografia si ribellarono a qst subalternità. Le Scienze affermarono che l'insegnamento scientifico serviva x «formare lo spirito, l'intelligenza e il carattere»; la Storia affermò che x formare culturalmente l'uomo bisogna trasmettergli il passato e x qst la storia era già, da sola, culturale; la Geografia  affermò che attraverso la sua disciplina venivano sviluppate 3 facoltà fondamentali: la sensazione della complessità del mondo, il gusto x la vita e il senso profondo dell'unità dell'uomo, nonché la riflessione e l'osservazione. Ne consegue dunque che la base di ogni cultura, nn è + il generale, ma la specialità, cioè l'interesse; nn esiste una cultura disinteressata, xkè x gli allievi tutto è utilitaristico, pensano nell'ottica di un utile x il proprio avvenire se no nn si interesserebbe mai a certi argomenti. Importante è la Cultura di contatto  che consiste nel mettere l'allievo direttamente a contatto con le opere che studia; qst xmetterà, x esempio a livello umanistico, di entrare a contatto con personaggi illustri che possono stimolarlo a riflettere xkè, con la loro integrità culturale, rappresentano un esempio permanente. Il contatto ogni giorno trasforma un pò l'allievo, egli si coltiva ogni giorno di+. Molte volte qst contatto operante nn avviene così naturalmente, il ruolo del maestro è proprio quello di mettere in contatto il testo e l'allievo attraverso la sua spiegazione; il contatto culturale nn si stabilirà allora tra l'opera e lo studente, ma tra lo studente e l'opera spiegata. Il vero atteggiamento pedagogico del contatto operante è mettere l'allievo di fronte la realtà dei suoi programmi di studio, lasciare che sia proprio lui a stabilire un contatto con l'opera e ciò avverrà con molta pazienza; il maestro si limiterà ad aspettare (che è il vero significato della lezione delle cose, ovvero una lezione di idee, osservazione e riflessione sulla realtà) ciò che risulterà da qst contatto con altrettanta pazienza. Si crearono grandi dibattiti in Francia sugli studi Tecnici e Umanistici. Il Tecnico x troppo tempo venne considerato solo un settore limitante perché chiuso; di esso faceva anche parte la Filosofia, giudicata anch'essa, a quel tempo, sapere specialistico, infatti lo studio veniva intrapreso solo nelle classi terminali della scuola secondaria. I rappresentanti dell'insegnamento filosofico, nn vennero mai considerati dagli umanisti, e nn si preoccuparono mai rivendicare uno spazio maggiore x qsta disciplina, anzi sembrava quasi che traessero soddisfazione della veste specialistica che le attribuivano; in seguito però l'istruzione tecnica rifiutò l'identificazione di specializzazione senza cultura, anzi si propose di procurare all'individuo un sapere e un saper fare allo stesso tempo, riscendo così a soddisfare lo spirito e la vita pratica. Negli anni '50 venne prospettato un vero e proprio piano di sviluppo in senso pedagogico-didattico dell'insegnamento della filosofia nella scuola secondaria; si cercò di promuovere la libera ricerca e la libera discussione, l'autonomia di pensiero, di insegnamento, delle pari opportunità, ecc.. Importante per l'insegnante di filosofia, al contrario dell'umanista, era proprio quello di trovare nuovi significati e nuove interpretazioni ai testi e alle discussioni x rendere l'allievo attivo.         Gli allievi sono degli apprendisti, xkè entrano a scuola x apprendere quel che nn sanno, senza discriminazioni di materie; è quindi l'apprendimento che assume un vero e proprio valore culturale.

Pedagogia Sperimentale

1) Storia della pedagogia sperimentale

Dagli esiti della cultura positivista di fine'800, si comincia a studiare in modo scientifico la vita psichica dell'uomo e i suoi comportamenti sociali, facendo nascere così le scienze sociali: sociologia,psicologia, antropologia culturale e pedagogia sperimentale; quest'ultima rappresenta quel settore specifico degli studi pedagogici interessato all'analisi delle azioni educative attraverso il metodo sperimentale. La nascita della pedagogia sperimentale ha inizio proprio dal voler applicare i metodi di ricerca scientifica alle diverse variabili della pedagogia stessa. L'aggettivo sperimentale si riferisce al disegno che è alla base di queste due scienze: intervenire in modo controllato mediante uno stimolo su una situazione e rilevare le manifestazioni indotte da qst stimolo. Il termine pedagogia sperimentale viene coniato in Germania da E. Meumann, nel 1900, ma il primo a dare una definizione rigorosa del termine è W. Lay, nel 1903. I primi lavori di una certa consistenza sono, in quegli stessi anni, quelli di Alfred Binet (coaudiuvato in seguito da Theodore Simon) in Francia che, ispirandosi ai lavori di Thorndike negli Stati Uniti, applica metodi di studio quantitativi, quali ad esempio la correlazione di graduatoria, e procedure di controllo scientifico della validità dei risultati allo studio delle attitudini e del successo scolastico. L'aspetto quantitativo si riferisce alla ripetibilità del presentarsi di determinate variabili e la possibilità di verificare le stesse secondo un giudizio di quantitativo appunto; l'aspetto qualitativo è invece riferito alla tipologia di variabili e di risultati studiati non dal punto di vista numerico, ma dalle caratteristiche qualitative dei risultati ottenuti. Mentre il primo si basa su un approccio scientifico rigoroso, rigido, formale ed estremamente scientifico, il secondo è più soft, meno strutturato proprio per la difficoltà di poter analizzare in modo oggettivo aspetti qualitativi. Il controllo scientifico dei fatti pedagogici non riguarda però solo strumenti e strategie di monitoraggio e di controllo, come l'osservazione, la somministrazione di test e di questionari, la pratica dell'intervista, per monitorare e verificare gli effetti e la congruenza dell'azione educativa nella sua dimensione operativa. Strumenti della pedagogia sperimentale sono anche la ricerca scientifica utilizzata come strumento didattico, e ogni tipo di sperimentazione dotata di caratteristiche tali da poterne verificare con strumenti oggettivi o comunque scientificamente attendibili effetti e risultati. La ricerca si divide in: sperimentale(ha come oggetto la produzione di conoscenza) e valutativa(ha come oggetto la misurazione delle conoscenze acquisite in un dato momento). Le esperienze pedagogiche realizzate prima dell'adozione del metodo positivistico, riguardano la pedagogia esperenziale, ben diversa quindi da quella sperimentale. La pedagogia sperimentale misura i fatti pedagogici e ne determina la leggi con rigore scientifico; la pedagogia esperenziale invece, propone la rottura di qst rigoroso determinismo x una partecipazione attiva del bambino e nuovi procedimenti di autoeducazione. Il XXsec. si apre con gli studi sulla pedagogia sperimentale e la ricerca empirica in educazione(il lavoro si svolgerà all'interno di una situazione educativa, e quindi sul campo; qst tipo di ricerca è realistica xkè nasce proprio dall'osservazione dei fatti; l'oggetto sarà proprio la pratica educativa),e il campo d'indagine riguarda il bambino in ambiente scolastico. L'Educazione Nuova emerge in Francia nella prima metà del XXsec quando Roger Cousinet, insieme con la signora M.T. Guèritte,fonda il movimento L'Education Nouvelle. Il Movimento dell'Educazione Nuova ha fatto del rispetto del fanciullo uno dei suoi principi fondamentali. Il termine designa un insieme di riflessioni, ma soprattutto di esperienze educative diverse, accomunate dal considerare il bambino e la bambina o un qualsiasi interlocutore dell'intervento educativo come parte attiva del processo educativo, e quindi protagonista del suo sviluppo e del suo apprendimento. Infatti, il movimento, rifiuta ogni forma di dogmatismo e valorizza il pensiero con l'apertura ,per la 1° volta,verso insegnamenti tecnici e professionali allo scopo di superare quelle barriere che dividevano la scuola dalla vita reale.  Il compito dell'educatore coerente con questa impostazione è anzitutto di accettare e vivere col dissimile, deve mettersi a disposizione degli allievi per aiutarli e, se richiesto, di rispondere alle loro esigenze, o, lavorare (se necessario) con loro ed impedire eventuali contrasti. Il suo ruolo è quello<igienico> di osservare e, se necessario, modificare l'ambiente x renderlo+favorevole allo sviluppo del bambino;deve essere capace di riconoscere i limiti del proprio sapere e capire che l'unico protagonista della crescita è l'apprendimento. Infine, deve osservare gli alunni, il loro modo di lavorare, gli eventuali inconvenienti da correggere, il loro comportamento sociale, in modo da avere elementi di orientamento e di valutazione; deve preparare il materiale e gli strumenti necessari, a chiarire in che cosa consista il lavoro, dare le indicazioni e i suggerimenti necessari alla sua esecuzione, illustrare la funzione dei componenti del gruppo e la propria, sottolineare la complementarietà dei contributi personali, sollecitare la partecipazione attiva, porre in rilievo la necessità della precisione. L'educazione nuova riguarda essenzialmente la pedagogia esperenziale e Dewey è il maggior esponente. La teoria pedagogica del socialista americano ha costituito un momento rivoluzionario della metodologia educativa, in grado di rispondere concretamente al mutamento culturale e sociale prodotto dalla rivoluzione industriale.Lo strumentalismo di Dewey si caratterizza x la polemica nei confronti dell'idealismo, del positivismo, dell'empirismo logico e in genere di quelle filosofie che mirano a fissare la concreta esperienze in teorie astratte,statiche e dualistiche. Il pensiero di D. si caratterizza x la fiducia nelle potenzialità dell'individuo; infatti nella scuola concepita da D, l'educatore ha la funzione di guidare e di stimolare l'esperienza infantile, senza imposizioni o forzature. I 3 temi fondamentali della sua impostazione riguardano: relazione tra scuola e società; difesa dell'educazione personalizzata; l'importanza del momento funzionale nei processi di apprendimento. Le sue proposte: riavvicinare la scuola alla società; inserire nell'insegnamento l'esperienza vissuta dello scolaro; atti8vare un insegnamento personalizzato; ecc. In Germania il regime nazista spezza lo slancio iniziale della pedagogia; in Francia,Svizzera e Belgio è la pedologia che prenderà il sopravvento sulla ricerca sperimentale in campo educativo; gli Stati Uniti assumono invece una leadership in campo educativo xkè si è assistito a un progresso della valutazione del profitto scolastico; in Scozia viene creato il 1°servizio nazionale di ricerca pedagogica, mentre in Inghilterra verranno solo prodotti i primi strumenti di misurazione statistica applicati alla ricerca educativa La differenza fra l'Europa e gli Usa stà proprio nel fatto che negli Usa, al contrario dell'Europa,era già stata effettuata una riflessione chiara sul concetto di pedagogia sperimentale e ricerca educativa. La differenza fra Germania e Francia stà nel fatto che nella 1° gli studiosi ebbero sempre e solo un'influenza individuale, mentre nella2°,e anche in Gran Bretagna, la pedagogia sperimentale venne istituzionalizzata. GERMANIA : Meumann e Lay(1°volontà di riconoscere alla pedagogia un ambito specifico e di definirla come studio scientifico delle discipline scolastiche; 2°battaglia x la difesa della pedagogia scientifica, xkè fondamentale x il rinnovamento complessivo della pedagogia generale); Lochner(1°epistemologo della pedag sperim, animato dallo spirito illuministico ma seguitato dal nazismo.X lui la pedagogia ha come compito la classificazione e la descrizione dei fenomeni educativi; distinse tra: scienza empirica dell'educazione e dottrina dell'educazione non scientifica). FRANCIA: Binet(insiste x l'autonomia della pedagogia sperimentale e si batte x un metodo attivo;  il nome di Binet è legato spt alla scala dei test x la misurazione dell'intelligenza infantile, che egli elaborò con Th.Simon. B. rimproverava che in pedagogia "tutto era stato detto, ma nulla era stato provato", spt x tutto ciò che riguardava programmi, metodi, formazione dei maestri,studio delle attitudini.. Egli difende la Scuola Attiva, l'insegnamento individualizzato, l'apprendimento funzionale. C. divenne un forte alleato di B, spt x i suoi contributi alla<società B>; egli,essendo a quel tempo già ispettore scolastico,offriva una vastità di classi su cui la società poteva effettuare le proprie sperimentazioni e x qst venne nominato segretario della società. C.eredita da B, la scrupolosa correttezza metodologica con cui vengono fatte le osservazioni sull'intelligenza infantile e l'idea che l'apprendimento non sia un fatto meramente scolastico. Successivamente C. si distaccherà dalla società x 2motivi fondamentali: rimproverava il fatto che gli errori venissero solo registrati e mai approfonditi x capirne le cause e non condivideva l'eccessivo avvicinamento della psicologia alla pedagogia tanto da inglobarla, perché la pedagogia, x C,  era scienza autonoma e non poteva essere inglobata in un'altra scienza); ). STATI UNITI : gli usa conquistano una certa indipendenza nel campo della pedagogia sperimentale; essi non posseggono il monopolio di qsta evoluzione, ma la incarnano + rapidamente di altri paesi, e la loro influenza è enorme. L'esplosione della ricerca americana riguardò spt 3campi: test(sviluppo della psicometria - i test usati x la reclutazione degli uomini durante la guerra, poi adattati al sistema scolastico), indagini(applicate a problemi pedagogici; una delle indagini+famose è l'Eight-Year Study che si occupò della situazione educativa e le particolarità che venivano fatte x l'accesso alle università), curricoli(definiscono gli obiettivi dell'insegnamento, i metodi, i contenuti,ecc..Ora qst nuovi programmi hanno un'impostazione centrata sull'allievo e da una offerta formativa + ampia). Thorndike (rappresentante dell'associazionismo psicologico; si occupò dello studio dell' apprendimento umano, concepì la mente come un insieme di attività diversificate, mediante le quali l'uomo può reagire agli stimoli dell'esterno. Si interessò dei processi psichici riguardanti l'apprendimento dell'aritmetica e dell'algebra e dei processi di acquisizione della scrittura e del linguaggio. Si occupò inoltre dei problemi pedagogici, come i metodi di valutazione e dei test mentali x la misura dell'intelligenza, da lui considerata come un fenomeno ereditario, non condizionato socialmente. Fu allontanato dal movimento progressivista dell'epoca x la sua troppa sicurezza sui metodi scientifici); Judd (concepisce l'educazione come un fenomeno sociale e si avverte la costante preoccupazione di stabilire la relazione tra gli apprendimenti scolastici e i problemi psicologici, facendo nascere così la"psicologia delle materie scolastiche". La principale differenza con T. è chè J. ritiene che l'associazionismo riguardi soltanto gli apprendimenti di forme elementari di abilità, e poi considera il concetto di transfer,rispetto a T,molto+ampio). GRAN BRETAGNA : Inghilterra(lentezza di crescita in campo pedagogico x troppa prudenza e conservatorismo, invece, fece passi importanti sul versante della psicologia applicata all'educazione e x i test mentali), Scozia(accusa lentezza di crescita anche qst paese nell'ambito pedagogico, ma  a differenza dell'Inghilterra, la istituzionalizza molto prima a livello nazionale con la creazione del"Consiglio scozzese x la ricerca educativa"). La Gran Bretagna non è la sola madre della statistica applicata alla pedagogia, ma è l'unica che in qst campo ha un ruolo di preminenza. Grazie alla statistica e ai suoi metodi(campionatura,correlazione,ecc..)sono stati studiati molti fenomeni educativi e si son potute dare finalmente la prime basi concrete alla pedagogia sperimentale. La statistica si divide in: descrittiva(offre i dati raccolti sotto forma di tabelle e grafici, in modo da evidenziare le principali peculiarità di un insieme di dati) e inferenziale(si propone di elaborare delle inferenze a partire dai dati raccolti). BELGIO : ha un ruolo importante in campo pedagogico, infatti nel 1912 viene fondata a Bruxelles la Facoltà internazionale di Pedagogia(Iosefa Ioteyko). Ancora prima c'erano stati già degli impulsi pedagogici,infatti nel 1906 nacque la Società belga di Pedotecnìa, che si occupava dei test d'intelligenza e dell'elaborazione della carta sanitaria. Negli anni'20 le università belghe si dotano di Istituti di Pedagogia e nel1928,Jadot, crea il Laboratorio di pedagogia e psicologia di Angleur. Il Laboratorio di Angleur aveva risorse finanziarie e umane modeste ma la sua particolarità veniva dal fatto che era istituito all'interno del sistema scolastico e le sue attività riguardavano interamente l'istruzione primaria. Molti si distinsero all'interno di qst laboratorio, ma il primo fra tutti è forse Jadoulle; egli attribuisce importanza alle prove oggettive ed è convinto che ogni progetto doveva essere sottoposto a un Comitato d'onore. Grazie al lavoro del laboratorio e del comitato d'onore, verrà pubblicato, nel 1936, il Piano di studi dell'istruzione primaria belga, un programma d'insegnamento che si riferiva esplicitamente alla pedagogia sperimentale e rompe definitivamente con la pedagogia tradizionale del secolo precedente. Decroly (è il+insigne esponente dell'Attivismo pedagogica belga. Le idee centrali della sua pedagogia sono la conoscenza della psicologia infantile, il rispetto x l'individuo e la realtà della natura. Lo psicologo ha individuato lo scopo del lavoro educativo: esso deve essere sviluppato da un punto di vista sociale e quindi tutto il lavoro deve partire dai bisogni del bambino x educarlo alle esigenze della vita sociale. Nel 1907 dà vita alla scuola dell'Emirtage a Ixelles; si tratta di un esperimento pedagogico, in quanto lo psicologo ha ideato un nuovo ambiente educativo con la natura che circonda l'edificio, e che diventa il campo delle occupazioni attive dell'allievo. Il suo programma scolastico, secondo il<metodo globale>di cui D. è il creatore, deve basarsi non sulle tradizionali materie, ma su un argomento unico che risponda alle esigenze vitali del fanciullo(<centri d'interesse>), che si possono riassumere nel bisogno di nutrirsi,di difendersi,di agire e di migliorarsi. Il punto debole del metodo d'insegnamento di D. è proprio la scelta dei4centri d'interesse. Secondo alcuni critici, i bisogni fondamentali del bambino, a cui il pedagogista belga fa corrispondere i centri d'interesse, non rappresentano l'uomo nella sua totalità: esistono, infatti, anche bisogni di natura affettiva, intellettuale e religiosa). Buyse(voleva taylorizzare l'istruzione scolastica x valorizzare l'educazione, ovvero si preoccupava di razionalizzare l'apprendimento delle tecniche scolastiche, x lasciare+spazio alla ricerca sonale e all'espressività). SVIZZERA : nella prima metà del XXsec è uno dei principale "poli"pedagogici, infatti è proprio qui che iniziano a circolare i primi principi del movimento dell'Educazione Nuova. Nel 1912 Cleparède fonda l'Istituto <Jean-Jacques Rousseau>(centro di ricerche di psicologia infantile, nato x assicurare agli insegnanti la preparazione scientifica necessaria x praticare proficuamente la sperimentazione in campo educativo), divenuto poi, nel 1975, Facoltà di Psicologia delle Scienze dell'Educazione all'Università. Cleparède(medico svizzero.C, partendo dalla convinzione che il lavoro educativo debba essere fondato sullo studio psicologico delle fasi dello sviluppo infantile, è stato uno dei maggiori esponenti della psicologia funzionalista, incentrata sullo studio dell'interazione fra psiche e necessità ambientali. I suoi studi pedagogici sono riconducibili al progetto di una<scuola su misura>,in cui i metodi d'insegnamento dovevano essere adeguati al naturale processo di sviluppo dell'allievo. Solo abbandonando i pregiudizi della psicologia e pedagogia tradizionale è possibili fondare una scuola<attiva>in cui le varie iniziative non sono imposte dall'esterno ma maturano in risp alle esigenze del bambino. Al gioco deve essere riconosciuta una funzione centrale, in quanto attività funzionale attraverso cui si esprimono gli interessi del bambino. C. introdusse i termini di pedologia x la scienza teorica in cui si compie la connessione tra psicologia e pedagogia, e di pedotecnìa x la messa in pratica,in campo educativo, dei principi podologici. La pedologia si occupa dello sviluppo e dell'educabilità del bambino normale e delle sue rispondenze fisiologiche e psicologiche; la pedotecnìa è formata da vari strumenti e metodi di misurazione x le capacità e gli organi di senso); Dottrens(si occuperà x tutta la vita della ricerca empirica in campo educativo e si occuperà spt dell'organizzazione del lavoro e del rendimento dello scolaro, e della sperimentazione dell'insegnamento. D. era un forte sostenitore della metodologia statistica e delle classi sperimentali); Bovet(a B. si deve l'introduzione della formula<scuola attiva> x indicare il movimento pedagogico, noto come <attivismo>, di cui egli fu sostenitore, Si occuperà del collegamento teorie-prassi e del controllo dei metodi scolastici).




2) Roger Cousinet

R.Cousinet (Parigi, 1881-1973) compie gli studi universitari alla Sorbona. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Cousinet parte per il fronte, interrompendo tutte le sue attività "civili". Intanto, nel 1910, vinto il concorso d'ispettore scolastico, aveva iniziato il quinquennio  d'insegnamento come maestro elementare, prescritto dall'ordinamento scolastico francese per i neo-ispettori. Finita la guerra, riprende la sua attività d'educatore. Le sue funzioni d'ispettore gli permettono di iniziare nel 1920 la sperimentazione del suo metodo di lavoro libero per gruppi partendo, da un gruppo di giovani di una scuola di campagnaNel 1921 Roger Cousinet, insieme con la signora M.T. Guèritte,fonda il movimento L'Education Nouvelle. Nel 1941, quando ha già lasciato il posto d'ispettore, su proposta di Guillaume viene chiamato alla cattedra di pedagogia alla Sorbona, cattedra che tiene fino al 1957. Ma la seconda guerra mondiale già scoppiata, e specialmente l'invasione hitleriana della Francia,  gli impedisce ogni altra attività poiché, l'educazione nuova sembra particolarmente pericolosa a Hitler, tanto da fargli sopprimere tutto. Nel 1945 s'incontra col padre domenicano François M. Chatelain, docente di psicologia pedagogica all'Istituto Cattolico di Parigi, ed insieme gettano le basi del movimento e della rivista l'Éducateur Moderne, e nel 1946 vengono fondati il movimento de L'ècole nouvelle française e la rivista omonima. Gli scopi della rivista vengono fissati nel progresso e nella diffusione d'un'educazione nuova autentica e disinteressata. La rivista, estranea a qualsiasi preoccupazione sia politica che professionale, è aperta a tutti gli educatori.Ma, grazie al movimento ed alla scuola "La Source"(scuola attiva sperimentale che diventerà una specie di laboratorio x il gruppo dell'ècole nouvelle française)ha modo di estendere a nuovi campi la sua attività. Cousinet insistette sempre sull'importanza dell'educazione al lavoro, intesa come capacità del soggetto a saper rispondere attivamente  ai suoi bisogni; Tutto qst lo aveva avvicinato al pensiero di Freinet (pecca sostanziale della lezione consiste nel fatto che la lezione è condotta dal maestro che sa, o pretende sapere, a scolari che si crede ignorino invece tutto. A nessuno verrebbe l'idea di pensare che il ragazzo avrebbe anch'egli qualcosa da insegnare al maestro. Altra pecca è quella del del manuale scolastico che stabilisce nero su bianco, e per tutte le regioni, ciò che i ragazzi debbano imparare o fare. Il manuale apporta la scienza in modo freddo e impersonale, infatti,2° F, si devono associare ai manuali tutta quella documentazione che svilupperà il vero compito umano e pedagogico del manuale.Nega il valore di ogni innovazione di cui non possano avvantaggiarsi anche le scuole+povere.Dicharatamente Comunista), ma se ne distanziò subito x paura di coinvolgimenti politici. Fu influenzato da vari filosofi e studiosi: Lalande(eredita la filosofia antipositivistica e la riflessione sui bisogni); Tolstoi(eredita il valore dell'espressione artistica, la libertà dei rapporti tra gli individui,la tendenza a problematizzare il rapporto educazione/istruzione);  Rousseau(lo considera un grande"rivoluzionario"xkè il filosofo realizzò una profonda riflessione sulla natura umana e sulla negatività della sua condizione sociale e risolve il problema della moralità facendo riferimento solo a forze esterne al fanciullo e quindi alle condizioni dell'ambiente in cui è inserito, evitando così di rifarsi a mistiche forze interiori all'individuo;e lo considera il vero iniziatore dell'Educazione Nuova. Il pensiero di R,infatti,evitava qualsiasi sovrapposizione della mentalità adulta alle esigenze fisiche e psicologiche del bambino, così che l'allievo poteva sperimentare la possibilità di apprendere da sé, sia come deve comportarsi, sia com'è il mondo che lo circonda); Durkheim(grazie alla conoscenza del pensiero di D, C. riesce ad esplicare il concetto di solidarietà infantile arrivando a concludere che qsta solidarietà si pone in modo difensivo xkè si manifesta spt all'interno del gruppo in presenza di una minaccia esterna ed è molte volte controproducente xkè tutto qst annienta la coscienza individuale e a lungo andare può causare forme di socialità deviata. Da D. eredita sia la convinzione  che il compito dell'educatore sia quello di lasciare che il bisogno di socializzazione dell'allievo trovi giusta espressione, sia l'aspirazione ad una morale laica autonoma fondata sulla ragione e sulla volontà);Piaget(eredita la concezione che l'educatore deve lasciare spazio all'azione del fanciullo, creando le condizioni adatte all'esercizio del suo fare). I temi di cui si occupò sempre C. riguardano il lavoro di gruppo, l'apprendimento sociale, l'individualizzazione dell'insegnamento, la polemica contro l'insegnamento verbalistico. Cousinet è uno dei primi pionieri del Metodo Attivo nell'Educazione (dove si contrapponeva la libertà del fanciullo all'autorità del maestro) in quanto, vuole salvaguardare la libertà del fanciullo, dargli la possibilità di agire e organizzare il lavoro per gruppi, in accordo così col principio basilare dell'Educazione Nuova. Cousinet pone al primo posto tra le doti dell'educatore, l'accettazione dell'infanzia e si rifà molto a Rousseau,il quale affermava che il maestro non deve né preparare e né formare il fanciullo ma, fornigli i Mezzi per formarsi da solo. A questi Mezzi bisogna aggiungere gli istinti che sono formati da interesse e abitudini, già presenti in ogni fanciullo dove, l'Interesse non deve essere represso perché esprime la propria personalità;egli deve essere libero di manifestare i suoi interessi e messo in condizione di soddisfargli. Deve cioè essere Attivo, pienamente, e non soltanto entro i limiti che il mondo adulto gli prefissa coi propri schemi. I limiti saranno fissati volta per volta dallo stesso fanciullo in base alle sue forze e alle sue capacità, che si accrescono mediante l'esercizio. Il suo insegnamento è basato sul lavoro collettivo ed il metodo collaborativo per gruppi, che è indispensabile per la reale espressione della personalità. C.è convinto che i bambini in gruppo sono capaci di crescere intellettualmente e moralmente passando così dal gioco al lavoro sociale. Il compito che la scuola deve avere è quello di indirizzare gli allievi all'autonomia attraverso l'autoeducazione x formare uomini capaci,disponibili alla cooperazione e aperti al pluralismo L'apprendimento sociale avviene gradualmente, infatti prima degli8anni qst processo avviene x tentativi spesso antisociali di aggressività, musoneria, esibizionismo, ecc..ma tutto qst consente la "costruzione" dell'identità della  persona e nasconde quindi un bisogno di socializzazione. Nei primi anni di vita il bambino si impegna in un esercizio di presocializzazione perché tutti quei comportamenti che sembrano allontanare l'Altro, invece ricercano l'Altro. E' attraverso un graduale cammino  che il bambino entra in relazione con i compagni ed il Gioco il veicolo fondamentale x l'affermazione della sua personalità all'interno del gruppo. Cousinet ha sempre tenuto in grande considerazione i bisogni biologici e d affettivi della persona, infatti li classifica in: bisogno di crescere; bisogno di sicurezza(fiducia nella possibilità che la crescita avverrà in libertà); bisogno di libertà. Un bisogno deve essere soddisfatto, direttamente o indirettamente, x evitare che la frustrazione provochi nel bambino uno stato di disagio. C. ha sempre distinto tra lavoro di creazione(il bambino impara a interagire con l'esterno sperimentando le sue forze e acquistando ogni giorno maggiore sicurezza; il maestro dovrà porsi con un atteggiamento di rispetto nei confronti del bambino che stà manifestando la sua libera creatività) e lavoro di conoscenza(è un lavoro intellettuale  che studia il reale x mezzo dell'analisi e che può essere schematizzato in3momenti: documentazione, elaborazione ed espressione). Per C. la chiave di tutta la sua prospettiva pedagogica-didattica è la ricerca, in cui convergono sia il suo metodo(apprendimento come conquista sonale), sia il suo concetto di cultura(libera acquisizione x il soddisfacimento dei bisogni).  Per C. lo studio di una disciplina diventa veramente culturale quando diventa veramente operante, qst vuol dire che all'insegnante toccherà prospettare esperienze e conoscenze, mentre sarà compito dell'allievo trarre, in libertà, quanto ritiene interessante x il suo potenziale culturale; x qst gli allievi vengono definiti da C. degli apprendisti. C. constata che il metodo del lavoro x gruppi trova larga applicazione nell'ambito dell'insegnamento della storia. Egli vedeva la Storia come prodotto dell'uomo ed espressione della volontà dell'uomo, x qst era convinto che il modo+efficace x far comprendere lo studio della storia al bambino era fargli rivivere il percorso in1°xsona attraverso documenti,fotografie che siano autentiche riproduzioni del passato; tutto qst contribuirà a soddisfare meglio i bisogni del bambino. Il lavoro storico è favorito dal lavoro di gruppo



3) Che cos'è la pedagogia sperimentale

L'età del Positivismo si caratterizza x la fiducia in un'educazione capace di diventare motore del progresso sociale attraverso la scuola; qst ha posto l'urgenza di riformare tutto l'apparato teorico e pratico della pedagogia, ancorandola al dato scientifico.  Dagli esiti della cultura positivista di fine' 800, si comincia a studiare in modo scientifico la vita psichica dell'uomo e i suoi comportamenti sociali, facendo nascere così le scienze sociali: sociologia,psicologia, antropologia culturale e pedagogia sperimentale; quest'ultima rappresenta quel settore specifico degli studi pedagogici interessato all'analisi delle azioni educative attraverso il metodo sperimentale. La nascita della pedagogia sperimentale ha inizio proprio dal voler applicare i metodi di ricerca scientifica alle diverse variabili della pedagogia stessa. Il termine pedagogia sperimentale viene coniato in Germania da E. Meumann, nel 1900, ma il primo a dare una definizione rigorosa del termine è W. Lay, nel 1903. La pedagogia sperimentale ha conosciuto fasi alterne :  1° fase (fine 1800) grande successo in Europa e negli USA, grazie anche al contemporaneo sviluppo della pedologia (connessione tra psico e pedag x lo studio del bambino); 2° fase(1915-1940)periodo tra la 1 e la 2 guerra mondiale,si sviluppa una crisi causando il prevalere della filosofia sulla scienza pedagogica, facendo xdere a qst'ultima, ogni dignità conoscitiva, a causa spt dei regimi totalitari; 3° fase (dopo1945)periodo Guerra fredda con 2blocchi e 2ideplogie, vengono ripresi gli studi e si consolida così la conoscenza scientifica dei processi educativi, dei processi psicologici e sociali, si inizia a far uso della statistica[Galton],dei test  e prove di profitto[Binet,Thorndike,Rice]. La ricerca educativa in pedagogia valuta l'efficienza e l'efficacia dei sistemi educativi e valuta,infine, l'impatto delle innovazioni pedagogiche  su qste. Qsta valutazione viene detta «pilotaggio di un sistema educativo», che è composto da 3 elementi: raccolta delle informazioni, valutazione di esse, traduzione delle informazioni in azioni istituzionali. In qst periodo diventano importanti le valutazione e le misurazioni oggettive dei rendimenti, spt attraverso le attività di testing, e finalmente vengono introdotti i concetti di sperimentazione in educazione e docimologia (valutazione dei metodi delle prove scolastici 2°criteri scientifici). Le ricerche si possono dividere in: Quantitative e Qualitative. L'aspetto quantitativo si riferisce alla ripetibilità del presentarsi di determinate variabili e la possibilità di verificare le stesse secondo un giudizio di quantitativo appunto,si basa su un approccio scientifico rigoroso, rigido, formale ed estremamente scientifico. L'aspetto qualitativo è invece riferito alla tipologia di variabili e di risultati studiati non dal punto di vista numerico, ma dalle caratteristiche qualitative dei risultati ottenuti, è un metodo più soft, meno strutturato proprio per la difficoltà di poter analizzare in modo oggettivo aspetti qualitativi. Mancano a qst ricerca alcune fasi della ricerca quantitativa, come la misurazione delle variabili, l'analisi statistica,ecc..Tuttavia anche in qst tipo di ricerca  si deve garantire un certo rigore metodologico attraverso il metodo della triangolazione che è una specie di controllo incrociato attraverso la ricerca-azione o i casi studio. è più soft, meno strutturato proprio per la difficoltà di poter analizzare in modo oggettivo aspetti qualitativi. In un 1° tempo inizia a prevalere la ricerca quantitativa, poi si arriva, oggi, a una grande affermazione  del modello qualitativo,xkè gli strumenti qualitativi xmettono dei risultati sia sul versante della crescita professionale x le xsone coinvolte, sia in termini di ricerca  xkè arricchisce anche il lavoro quantitativo.

La Ricerca in campo pedagogico si suddivide in: ricerca in educazione(le ricerche educative presentano3limiti: .sempre fini positivi; .ridurre intrusione ed effetti di disturbo; .è un limite che sia solo l'insegnante a gestire la situazione sperimentale), ricerca empirica in educazione(il lavoro si svolgerà all'interno di una situazione educativa, e quindi sul campo; qst tipo di ricerca è realistica xkè nasce proprio dall'osservazione dei fatti; l'oggetto sarà proprio la pratica educativa), sperimentazione in educazione(l'esperimento in educazione nn avviene in laboratorio, ma in una situazione educativa normale e consiste in una variazione intenzionale di una situazione educativa, allo scopo di misurarne gli effetti), ricerca-azione(si è sviluppata negli ultimi decenni; nasce dalla richiesta,degli insegnanti, di un maggiore coinvolgimento sonale dei ricercatori durante la ricerca che xmette di conciliare i ruoli di ricercatori e partecipanti e di allargare le potenzialità conoscitive della ricerca facendo ricorso agli elementi qualitativi; prevede quindi la partecipazione del ricercatore nelle fasi della ricerca, allo scopo di contribuire al processo di miglioramento del lavoro di gruppo; I pregi di qsta ricerca riguardano:  responsabilizzazione e coinvolgimento dei partecipanti, valorizzazione degli interventi e delle idee; I limiti riguardano: non vengono sottolineati i risultati, è difficile distinguere le fasi della ricerca, la valutazione è interna alla ricerca; fa parte delle ricerche QUALITATIVE), studi di caso(case-study; effettuano una descrizione qualitativa profonda di singole situazioni educative, con lo scopo di fare un ritratto realistico del caso; nn si possono generalizzare i risultati ma è possibile avere un quadro generale del fenomeno analizzato; fa parte delle ricerche QUALITATIVE). Secondo Dewey le fasi della ricerca sono: individuazione della situazione problematica; raccolta delle informazioni; formulazione ipotesi di ricerca; messa a punto del piano operativo; svolgimento della ricerca; analisi dei risultati; stesura del rapporto finale e delle valutazioni. La metodologia della ricerca è uno strumento che xmette di procedere scientificamente nel lavoro di analisi di situazioni didattico-educative; essa si avvale di: ipotesi(rappresentano l'origine del lavoro e il valore della ricerca; il ricercatore prova a spiegare in modo nuovo fatti già noti) variabili(è una grandezza che può assumere vari valori nell'ambito di una ricerca o una sperimentazione; le variabili si dividono in: dipendenti o indipendenti in base se sono ritenute origini o conseguenze di un fenomeno; assegnate o di sfondo che descrivono le caratteristiche  generali di un gruppo umano; di processo che si sviluppano durante il corso dell'osservazione, e di prodotto che descrivono l'esito di un processo), e campioni(sottoinsieme scelto con determinati caratteri che lo rendono idoneo a rappresentare tutti gli oggetti di un dato universo. Il metodo di rilevamento del campione è detto campionamento; l'attendibilità di qst processo  dipende dalla dimensione del campione  e dalla fedeltà con cui esso rappresenta l'universo statistico, Fa parte delle ricerche QUANTITATIVE). Importante nella ricerca è l'Osservazione che può essere naturale(le condizioni dell'osservazione  non sono programmate; è un'osservazione generica e molto soggettiva e non si serve di strumenti particolari); partecipante (l'osservatore è coinvolto nella situazione che osserva) e sistematica (osservazione sperimentale  che è progettata e caratterizzata dal controllo delle variabili; si serve di strumenti ben determinati e tende all'oggettività delle rilevazioni). Come si è visto l'osservazione sistematica si serve di strumenti : → scritti

. check-list: elenchi composti da una serie di descrizioni della situazione osservata

. scale di valutazione: xmettono di misurare quanto sia forte la presenza di un tratto specifico nella situazione

. differenziale semantico: misura gli atteggiamenti emotivi del soggetto riguardo a un certo argomento; il soggetto deve indicare a quale dei2poli indicati si avvicina la sua xcezione della parola-chiave

. sistemi di categorie: registrano in tempo reale gli avvenimenti ed è possibile così evidenziare le caratteristiche  dei soggetti osservati; i dati verranno quantificati e analizzati a livello statistico

. test sociometrico: misura  le relazioni sociali del gruppo di studenti in un dato momento; serve spt  all'insegnante, anzi gli allievi potrebbero interpretare in modo distorto i risultati spt x quelli che hanno problemi di relazioni sociali; a partire dai risultati è possibile costruire il sociodramma che evidenzia le posizioni degli allievi rispetto al gruppo-classe, quindi i leader e i soggetti emarginati

. test di profitto: xmette di valutare gli apprendimenti scolastici e quindi le conoscenze acquisite. . questionari

 → orali

. interviste: richiede preparazione psicologica  dell'intervistatore.L'intervista può essere di3tipi: strutturata (domande fisse); semistrutturata (fisse+approfondimenti); in profondità (senza domande fisse); la registrazione dell'intervista può avvenire tramite registratore, appunti, videoregistratore. Le interviste: biografiche (interessa il modo in cui il soggetto ha xcepito un evento della vita),telefoniche e telematiche.

Esistono ruoli fondamentali nell'ambito della ricerca: committente(colui che individua l'oggetto su cui verterà la ricerca, sceglie i collaboratori e procura i finanziamenti x il progetto; nel settore educativo è presente l'autocommittenza dove i committenti sono gli stessi operatori del progetto); progettista(esperto, spesso esterno, che definisce in modo corretto e innovativo un elemento del progetto); insegnante(è importante il suo coinvolgimento nel progetto xkè rappresenta il punto di unione tra studenti e istruzione); allievi(sono i soggetti che con i loro problemi sollecitano gli insegnanti a ridefinire l'educazione; x creare un buon progetto si deve sempre cercare di coinvolgere gli allievi nel lavoro di gruppo e di ricerca). Per un rapporto buono tra qst figure bisogna impostare il rapporto sul riconoscimento delle differenze e sulla valorizzazione delle competenze reciproche. Due sono gli istituti principali nelle ricerche educative, dal punto di vista internazionale abbiamo l'IEA(ass.intern.x la valutazione del rendimento scolastico), che si occupa delle ricerche quantitative; e gli IRRE(istit regionali di ricerca educativa),la funzione di collegamento fra ricerca universitaria e scuola.







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Apprezzato: scheda appunto

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maccolino-15103
riassunto veramente esaustivo e completo, complimenti.

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