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LE BASI DEL DIRITTO CANONICO

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LE BASI DEL DIRITTO CANONICO

LE BASI DEL DIRITTO CANONICO

Capitolo 3 I POTERI

ORGANI CENTRALI DI GOVERNO

Il pontefice si avvale delle attività di diversi dicasteri e organismi della Curia Romana can 360 attualmente disciplinata:

-         dalla costituzione apostolica PASTOR BONUS del 1988

-         dal Regolamento Generale del 1999

DICASTERI




Composti da:

-         presidente: cardinale prefetto o arcivescovo

-         determinato n di cardinali e alcuni vescovi

-         segretario

-         assistenza di consultori chiamati officiali

Importante la Segreteria Di stato organizzata in due sezioni: una che coadiuva quotidianamente il pontefice l'altra che si occupa dei rapporti con gli stati

9 CONGREGAZIONI

Che curano le principali materie

1.     dottrina della fede

2.     chiese orientali

3.     culto divino e disciplina sacramenti

4.     cause dei santi

5.     vesvoci

6.     evangelizzazione dei popoli

7.     clero

8.     istituti vita consacrata e società vita apostolica

9.     educazione cattolica

APPOSITO CONSIGLIO

 Che si occupa della promozione e coordinamento dell'apostolato dei laici

SEGNATURA APOSTOLICA

Supremo tribunale. Si occupa di:

-         attività svolta da altri tribunale

-         ricordi per violazione di legge attraverso atti amministrativi posti dai dicasteri

-         giuridica controversie amministrative deferite da pontefice o dicasteri

-         risolve conflitti di competenze 757d33h

ROTA ROMANA

Appelli contro le sentenze 757d33h dei tribunali ecclesiastici inferiori (per lo piu la materia matrimoniale)

PENITENZERIA APOSTOLICA

Tribunale per materie che concernono il foro interno e le indulgenze

LEGATI

Rappresentanti in ogni parte del mondo can 362 che esercitano:

-         funzioni diplomatiche nei confronti dei poteri civili (detti NUNZI)

-         rappresentano SS di fronte alle chiese particolari (DELEGATI APOSTOLICI)

-         Can 364 affida ai legati pontifici il compito di aiutare i vescovi nell'azione e consiglio restando sempre integro la potestà del vescovo

COLLEGIO EPISCOPALE

LUMEN GENTIUM ha espressamente affermato che il Pontefice non è l'unico soggetto di piena e suprema potestà. Questa infatti compete anche al Collegio episcopale che succede al collegio apostolico :

-         è composto da coloro che hanno ricevuto la consacrazione episcopale e si trovano in un rapporto di gerarchica comunione con il capo e i membri del collegio stesso can 336

-         collegialità e sacramentalità dell'episcopato è una riscoperta del VATICANO II dato che nel 1917 il codice non lo menzionava neppure

-         la chiesa ha dunque il POTERE PIENO, SUPREMO E UNVIERSALE in mano a due soggetti: uni individuale ad esprimere unità e l'altro collegiale ad esprimere varietà e universalità del popoli di Dio quindi c'è da una parte IL PONTEFICE dall'altra IL PONTEFICE INSIEME A TUTTI I VESCOVI can 330

-         spetta al Papa convocare, dirigere e approare le norme del collegio can 337-338

-         sempre lui determina il modo con cui deve essere governata la chiesa can 333

-         può sempre esercitare la potestà che gli compete in ogni tempo e piacimento can 331

-         il collegio non può agirre se non a intervalli e con il consenso del suo capo

COLLEGIO ECUMENTICO O UNIVERSALE:

-         si esercita la potestà collegiale

-         hanno diritto di partecipare con voto deliberativo tutti e soli i vescovi mebmrbi del collegio



-         il Papa può invitare altre persone can 339

-         le DECISIONI sono approvate, confermate e promulgate dal Pontefice

-         sempre il Papa stabilisce ordine del giorno, convocazione, presidenza, trasferimento, sospensione, scioglimento dell'assemblea can 338

-         la potestà collegiale può essere esercitata anche dai vescovi sparsi per il mondo purchè il Pontefice li chiami ad un unica azione o accetti liberamente una loro iniziativa, anche se cmq le decisioni devono essere confermate e promulgate dal Papa can 341

VESCOVI

-         non possono solo preoccuparsi della propria diocesi

-         devono promuovere e diffondere l'unità della fede e la disciplina comune a tutta la chiesa

-         devono promuovere ogni attività comune alla Chiesa

-         il Papa si avvale dell'opera di alcuni vescovi chiamati a fa parte del COLLEGIO CARDINAZILIO can 451

-         rappresenta nella Chiesa particolare che gli è affidata la chiesa universale

-         se non è diocesano sono chiamati TITOLARI can 376

-         il vescovo diocesano è nominato dal pontefice e può essere aiutato da uno o piu vescovi ausiliari, in casi particolari sla SS può assegare un vescovo ausiliare dotato di speciali facoltà o un vesvoco coadiutore che oltre a particolari facoltà ha il diritto di successione can 401

-         il vescovo diocesano deve preoccuparsi non solo dei fedeli, ma anche dei battezzati di altro rito, dei non battezzati e di che non è in comunione con la Chiesa

-         esercita personalmente la potestà legislativa mentre per quella esecutiva si serve dei vicari generali ed episcopali (vedi dopo)

-         ha le celebrazioni delle piu solenni funzioni liturgiche in cattedrale

-         la designazione del sacerdote durante la vacanza della sede è effettuata da un collegio di consultori liberamente svelti dal vesvoco tra i membri del consiglio presbiteriale

-         può convocare il sinodo diocesano per avere aiuto e vantaggio dalla comunità diocesana

-         deve risiedere nella diocesi e visitarla ogni anno in tutto o in parte

-         ogni 5 anni deve fare relazione a Roma e recarsi nello stesso anno per venerare le tombe di Pietro e Paolo e rendere visita al pontefice

-         deve rinunciare alla propria carica non oltre il compimento del 75 esimo anno d'età can 401

COLLEGIO CARDINALIZIO

-         i cardinali sono d'aiuto al pontefice sia individualmente che collegialmente can 349, tra queste assemblee molto importanti sono

-         CONCISTORI convocati per ordine del Papa e da lui presieduto

-         ORDINARI convocati i cardinali o almeno quanti a Roma per esaminare problemi gravi ma non eccezionali

-         STRAORDINARI quando vi siano necessità o da discutere questioni di notevole rilievo e vi devono essere tutti i cardinali can 353

SINODO

-         È un'istituzione ecclesiastica centrale pur non essendo dotata di una segreteria generale permanente can 348, svolge i suoi compiti in modo temporaneo e occasionale

-         È una riunione di vescovi provenienti da diverse regioni del mondo per aiutare il Papa, con consigli a conservare la disciplina ecclesiastica e esaminare questioni sull'azione della Chiesa nel mondo can 342

-         Alle assemblee generali ordinarie partecipano i vescovi appositamente designati dalla conferenze episcopali

-         A quelle generali partecipano i presidenti delle stesse conferenze

-         Si aggiungono in ogni caso: i cardinali preposti ai dicasteri e autorevoli prelati delle Chiesi orientali + religiosi in rappresentanza degli istituti religiosi detti clericali

-         IL PONTEFICE HA FACOLTA DI AUMENTARE IL NUM DEI PARTECIPANTI FINO A 15% DEL TOT DEI MEMBRI invita altri vescovi, religiosi o esperti

-         Ha potere deliberativo solo se conferito dal Papa e in ogni caso deve ratificare le decisioni can 343

-         Viene convocato dal Papa che stabilisce ordine del giorno, presiede, conclude e trasferisce, o scioglie l'assemblea can 344

PROVINCIA ECCLESIASTICA can 431:

ü    Raggruppamento di diocesi vicine intorno ad una diocesi più importante presieduta da un metropolita insignito di dignità arcivescovile can 435

ü    I suoi poteri si riducono a funzioni di vigilanza e supplenza

CONCILIO PROVINCIALE

ü      È dotata di potestà di governo ed è convocata dal metropolita al fine di incrementare la fede, coordinare l'azione pastorale e regolare i comportamenti morali assicurando un'identica disciplina nel provvedere alle necessità spirituali del popolo di dio



ü      Il voto deliberativo è riservato ai vescovi, altri partecipanti hanno voto consultivo

ü      Le deliberazioni devono essere inviate alla SS e vengono promulgate dopo il suo nullaosta

CONFERENZE EPISCOPALI

ü      Riuniscono i vescovi di un unico Stato

ü      Hanno un carattere permanente per assicurare uno stabile coordinamento delle attività pastorali

ü      Il nuovo codice li disciplina come:

o       Unione dei vescovi di una nazione o territorio che esercitano funzioni di carattere pastorale congiuntamente can 447

o       Carattere permanente che li caratterizza rispetto ai concili locali

o       Si riuniscono frequentemente (almeno una volta all'anno e quando ci sono esigenze particolari)

o       Hanno organi stabili come presidente, il consiglio permanente, la segreteria, uffici e commissioni che siano opportuni can 451

o       Il concilio dispone espressamente che alla conferenza partecipino a parità di diritti, i vescovi di tutti i riti mentre il can 450 dispone che ne facciano parte i soli prelati di rito latino consentendo orientali siano invitati ma con voto consultivo

o       MODALITA DI VOTO can 450-454:

§          Partecipazione di pieno diritto dei vescovi diocesani e prelati ad esse equiparati, coadiutori, intervento con voto consultivo ausiliari e vescovi titolari incaricati dalla SS o dalla conferenza stessa

§         le conferenze hanno vera e proprio potestà legislativa per materie stabilite dal dir. Universale o da una speciale disposizione della SS can 455

§         DELIBERAZIONI GIURICAMENTE VINCOLANTI: soggette al controllo della SS devono essere approvate dai 2\3 dei vescovi con voto deliberativo

§         DICHIARAZIONI DI NATURA DOTTRINALE: approvazione unanime o voto favorevole 2\3 membri dotati di suffragio deliberativo unitamente al nullaosta della SS

o        I vescovi di una stessa conferenza possono riunirsi in CONCILIO PLENARIO can 439 composizione e una competenza analoga a quella del concilio provinciale e convocata con l'approvazione dalla SS se opportuno e necessario

o       vi sono anche riunioni regionali dei vescovi prive di competenze 757d33h proprie delle conferenze episcopali can 422 434

o       se la provincia ecclesiastica coincide con il territorio di uno stato l'approvazione della SS è necessaria anche per la convocazione del concilio provinciale

CHIESA PARTICOLARE:

ü      la DIOCESI è una porzione del Popolo di Dio affidata al vescovo coadiuvato dal suo presbiterio can 369 in modo che costituisca una Chiesa particolare nella quale è presente e agisce la Chiesa di cristo, santa cattolica apostolica

ü      in uno stesso ambito territoriale si costituiscono più chiese particolari in base al rito dei fedeli o altro criterio simile

ü      alla diocesi sono assimilate le porzioni di popoli di dio che hanno come pastore un prelato (prelature territoriali) o un abate (abbazie territoriali) con i poteri de vescovo diocesano

ü      in casi particolari VICARIATI e PREFETTURE APOSTOLICHE o per ragioni gravi e speciali AMMINISTRAZIONI APOSTOLICHE non vengono erette in diocesi ma affidate a un ecclesiastico che le governi in nome del pontefice can 371 e gli ordinariati militari

ü      il vescovo esercita personalmente la potestà legislativa mentre per quella esecutiva si serve dei vicari generali ed episcopali precisamente:

o       VICARIO GENERALE can 475 compie tutti atti amministrativi tranne quelle per cui si richiede particolare mandato e guida l'attività amministrativa

o       VICARI EPISCOPALI istituiti per un'efficace governa, hanno potestà ordinaria simile a quello generale ma per una sola parte della diocesi, o un settore o un gruppo di fedeli

o       VICARIO GIUDIZIARIO O OFFICIALE potestà ordinaria coadiuvato da vicari giudiziari aggiunti o vice officiali (nei collegi la causa viene istruita da un uditore e dopo la decisione la sentenza viene redatta dal relatore)

o       PROMOTORE DI GIURSTIZIA tutela il bene pubblico e l'accusa

o       DIFENSOER DEL VINCOLO rivendica la validità dei matrimoni e delle sacre ordinazioni contro chi ne afferma la nullità

o       Si precisa che anche un laico può essere chiamato a far parte di un collegio giudicante

o       Le funzioni del TRIBULANE DIOCESANO risulta molto ridotta, soprattutto per le cause matrimoniali di competenza dei trib. Ecclesiastici a base regionale

o       I vescovi possono, con approvazione SS istituire un unico tribunale per le loro diocesi

o       CONSIGLIO PREBISTERIALE: tutti i sacerdoti e funge da senato del vescovo

§         Non ha voto deliberativo ma il vescovo lo deve consultare

§         Non può agire senza il consenso del vescovo se non stabilito diversamente dalla legge



o       CONSIGLIO PASTORALE composto da chierici consacrati a Dio e laici, propone un voto puramente consultivo delle conclusioni pratiche

o       CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI composto da tre fedeli nominati dal vescovo che predispongono ogni hanno il bilancio della diocesi

CLERO DIOCESANO

I vescovi devono avere una particolare sollecitudine nei confronti dei PRESBITERI O SACERDOTI ascoltandoli come consiglieri e collaboratori can 384

SACERDOTI o presbiteri (II GRADO DELL'ORDINE presbiterato)

ü      Conferito mediante imposizione delle mani da parte del vescovo

ü      Può accedervi solo chi è battezzato, di sesso maschile, e ne abbia le qualità richieste dal diritto

ü      Battesimo e sesso maschile sono elementi indispensabili can 1024 per la sua validità

ü      I presbiteri sono

o       MINISTRI DELLA PAROLA

o       MEDUCATORI DEL POPOLO DI DIO

o       MINISTRI DI CRISTO nel conferimento dei sacramenti:

§         per l'amministrazione dell'ordine nei vari gradi è richiesta la consacrazione episcopale

§         per la confermazione il ministro ordinario ne è il vescovo, a meno che non può essere conferita a un sacerdote che ne abbia ricevuto la facoltà can 882

ü     i sacerdoti di una diocesi (clero diocesano) insieme al VESCOVO costituiscono con un unico PRESBITERIO o collegio presbiterale

ü     ogni diocesi è divisa in PARROCCHIE comunità affidate ad un parroco can 515, esse hanno di norma una base territoriale, il concilio ha sottolineato il dovere dei parroci di far sì che i fedeli loro affidati si sentano membri non solo della diocesi ma della Chiesa universale per questo sono sorte pastorali in ambienti lavorativi e di studio, e, costata la diminuzione delle vocazioni, si è prevista la partecipazione della cura pastorale a un diacono o altro fedele (comunque sotto guida del parroco can 517), per tale problema sono state create anche unità pastorali e hanno preso piede comunità di base espressione del diritto di associazione dei fedeli (tipo commissione)

DIACONI

ü      È compito dei diaconi:

§         amministrare solennemente il battesimo

§         Conservare e distribuire l'eucaristia

§         Assistere e benedire il matrimonio

§         Portare eucaristia ai moribondi

§         Leggere la S scrittura ai fedeli

§         Istruire ed esortare i popolo

§         Presiedere al culto e alla preghiera

§         Amministrare i sacramenti

§         Presiedere al rito funebre e la sepoltura

§         Dedicarsi alla carità e all'assistenza

ü      Il diaconato è una fase del curriculum che porta al presbiterato, dopo pochi mesi, infatti, si diviene sacerdoti

ü      LUMEN GENTIUM ha previsto la possibilità che il diaconato sia restaurato come grado proprio e permanente non quindi solo per chi aspira al sacerdozio ma anche i fedeli che lo esercitino stabilmente; nei territori di missione, infatti, molti laici coadiuvano i sacerdoti, essi ricevano l'imposizione delle mani per adempiere nella grazia il proprio ruolo

ü      In passato è sorto un problema per il fatto del celibato che deve essere rispettato dai diaconi che aspirano al sacerdozio e non dagli altri in quanto la SS si è dimostrata intransigente sul celibato sacerdotali

ALTRI MINISTRI

Vaticano II introduce duna revisione sulla disciplina:

ü      Viene soppressa la TONSURA, stabilendo che l'ingresso allo stato clericale avviene con il diaconato

ü      Aboliscono il SUDDIACONATO, trasferendone le funzioni di carattere liturgiche ai lettori e agli accoliti

ü      Gli ordini minori si chiamano MINISTERI e non sono riservati ai candidati sacerdoti ma anche ai laici

ü      Tali ministeri sono stati ridotti a due: IL LETTORATO (leggere la Scrittura, guidare il canto e la partecipazione del popolo, preparare i fedeli alla ricezione dei sacramenti) ACCOLITATO (assistere il sacerdote e il diacono all'altare e distribuire la comunione ai fedeli) entrambi sono riservati comunque ai BATTEZZATI DI SESSO MASCHILI, le conferenze episcopali possono chiedere alla SS l'istituzione di altri ministeri







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