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CASA GROPIUS - I Progetti dei Primi Anni Americani di Walter Gropius

architettura


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I Progetti dei Primi Anni Americani di Walter Gropius

CASA GROPIUS

Lincoln (massachusette), Baker Bridge Road -1938 -

Giunti negli Stati Uniti nel marzo del 1937, Ise e Walter Gropius iniziano subito a cercare una bella zona per costruirvi la loro casa. I dintorni di Lexington, Concord e Lincoln incontrano in modo particolare i loro favori e, in settembre, affittano una casa in stile coloniale in quell'area. Nelle lettere che invia in Germania, Gropius sostiene allora di essere impegnato a studiare l'architettura autoctona americana e si rivela particolarmente entusiasta del Colonial Style, tanto da scrivere a Breuer, ad esempio, c 656c21g he queste case, in quanto a "semplicità, funzionalità e unitarietà sono in linea con le nostre idee". Gropius era riuscito ad ottenere di poter disporre negli stati Uniti di tutti i suoi mobili e documenti, grazie a un accordo raggiunto col ministero della propaganda di Berlino. In cambio di questa concessione, il ministero era autorizzato a divulgare la notizia che per la prima volta un cittadino tedesco aveva ottenuto l'ambita cattedra di architettura della Harvard University. Poiché Gropius non dispone dei fondi per la casa, Henry Shepley, partner di studio famoso, si appella alla ricchissima signora James Storrow, domandandole di concedere all'architetto tedesco di costruire una casa su uno dei suoi terreni a Lincoln, per cedergliela in affitto. La signora Storrow finanzia la costruzione e concede a Gropius l'opzione per l'acquisto della casa dopo alcuni anni. Come Breuer, che nello stesso periodo e alle stesse condizioni costruisce una villa nel terreno vicino, Gropius studia con molta cura il progetto, destinato a diventare una sorta di biglietto da visita, per il nuovo professore di Harvard University e per le sue idee architettoniche, e una prova delle sue capacità per i potenziali committenti. Inoltre, la costruzione deve dimostrare che l'architettura moderna può venir realizzata con materiali locali e sistemi costruttivi tradizionali, cioè che la scelta di un nuovo stile architettonico non comporta né aumenti di costi, né particolari problemi costruttivi.




Di conseguenza Gropius e Breuer decidono con l'imprenditore edile, Caspar J. Jenney di Concord, di realizzare una costruzione leggera con telaio in legno e rivestimento in sequoia dipinto di bianco, senza rinunciare al tetto piano. Per le rifiniture, le porte, le finestre e i vari impianti, vengono utilizzati prodotti standard. Il ricorso a metodi e materiali costruttivi tradizionali intende dimostrare che l'architettura moderna può organicamente continuare la tradizione edilizia del New England, adattandosi al paesaggio e al clima della regione. Per questo motivo, i problemi di insolazione sono studiati con particolare cura: d'inverno, la luce bassa del sole penetra direttamente nella sala da pranzo e nel soggiorno, mentre da maggio a settembre l'irraggiamento è schermato da una fascia sottile, posta ad un metro dal tetto, in modo da permettere all'aria calda di defluire. Tali soluzioni inducono Sigfried Giedion a celebrare la casa come esempio del "nuovo regionalismo". A suo parere, la casa di Gropius è una dimostrazione del fatto che il Neues Bauen non è un'International Style uguale in tutto il mondo, ma una pratica di volta in volta capace di cogliere la struttura di ciascuna tradizione e regione, continuandole senza cadere.

La pianta del pian terreno è abilmente risolta entro un volume rettangolare. Interno ed esterno sono rapportati l'uno all'altro in modo calibrato, sia nella piante che nei prospetti, mediante diverse terrazze e superfici vetrate: la vita domestica si può svolgere in molteplici modulazioni tra casa e giardino, tra sole e ombra.

Appena costruita, la casa di Gropius appare di una modernità sensazionale e ispira infiniti imitatori, tuttavia non è il primo edificio moderno nel New England, come amava sostenere il progettista. James e Katherine Ford pubblicano nel 1940 un volume che presenta una nutrita serie di case moderne, costruite negli USA a partire dagli anni Venti, con i commenti di architetti quali Keck, Homsey o Stubbins, miranti a porre in rilievo il carattere americano delle nuove forme architettoniche.

Nel 1974 la Society for the Preservation for New England Antiquities acquista la casa, con una decisione che ha suggerito a A.L. Huxtable il commento:"The future grows old".

PROGETTO PER IL BLACK MOUNTAIN COLLEGE

Lake Eden (North Carolina) -1938/39-

Il 17 marzo 1937, quando Ise e Walter Gropius giungono a New York, trovano ad aspettarli due vecchi amici del Bauhaus, Xanti Schawinski e Anni Albers, che insegnano al Black Mountain College. Dal 1934 vi lavora Josef Albers, il primo degli insegnanti del Bauhaus a lasciare la Germania per emigrare negli Stati Uniti. Il Black Mountain College era stato fondato nel 1933, da un gruppo di insegnati e di studenti, per sperimentare un'educazione comunitaria e nuovi metodi pedagogici. Nel 1936, nel corso di alcuni colloqui con il preside Hudnut, Albers sostiene la candidatura di Gropius contro quella di Mies van der Rohe, per il posto di professore di architettura alla Harvard University. Ne deriva una vivace corrispondenza tra Gropius e Albers; il primo visita a più riprese l'altro, impegnandosi, peraltro senza successo, nel tentativo di procurargli una cattedra alla Harvard Univesity. Nel 1938 la mostra del Bauhaus al Museum of Modern Art presenta il Vorkurs del Bauhaus privilegiando in modo così parziale il ruolo svolto da Albers, da costringere Moholy-Nagy a protestare con Gropius e ad esternargli il suo disappunto. I frequenti rapporti col Black Mountain College fanno sì che ben presto allo studio di Gropius-Breuer venga affidato il progetto di un nuovo college sul lago Eden, dove il Black Mountain College possiede un terreno e da tempo si prevede di costruire un nuovo edificio. In collaborazione con gli insegnanti e gli studenti, per l'aprile del 1939 viene studiato un progetto, sviluppato poi sostanzialmente da Breuer, la difficoltà di distinguere il contributo di Gropius da quello di Breuer, nei lavori realizzati dal loro studio, può essere in parte superata, grazie alla tesi presentata nel 1950 da David H. Wright, studente della Harvard University che si propone di individuare i progetti fatti da Gropius durante la collaborazione con Breuer. Gropius ha accettato di fatto queste attribuzioni rivedendo il lavoro di Wright, poiché lo ha corretto solo in due punti marginali. Ma la questione potrebbe leggersi in senso inverso, poiché Gropius non ha smentito opere a lui erroneamente attribuite. Nello studio Gropius-Breuer, generalmente le trattative e le relazioni pubbliche passano attraverso Gropius. Ancora nel gennaio del 1940, si adopera per la raccolta di fondi a favore del Black Mountain College, nel corso di una manifestazione al Museum of Modern Art. In questa occasione, egli spiega con il punto di partenza del progetto sia rappresentato dalla vita strettamente comunitaria che si vuole realizzare nel nuovo college, pur nel programma di costruire un edificio flessibile, tali da permettere eventuali trasformazioni future. Il progetto di massima vuole interpretare un'idea: letting the life form the House, un programma non facilmente rappresentabile nei disegni. Gli elaboratori di progetto configurano lungo la riva del lago, seguendone il percorso, un complesso edilizio articolato in corrispondenza degli snodi dei vari corpi scala, sollevato da terra mediante pilotis analoghi a quelli di Le Courbusier. Il programma di utilizzazione degli spazi interni prevede auditori, mensa, centri per gli studenti, ambienti destinati a laboratori di musica, teatro e arti figurative. Dai disegni di progetto, il complesso appare bene inserito nel paesaggio, anche se la disposizione lineare del corpo edilizio lungo la riva del lago obbliga percorsi piuttosto lunghi. Allorché diviene chiaro che è impossibile raccogliere fondi sufficienti per realizzare il programma, Gropius e Breuer elaborano una versione ridotta del progetto, combinando due blocchi semplificati con una sola torre vetrata e un edificio basso. Ma il Black Mountain College respinge anche questa versione; professori e studenti allora studiano un nuovo progetto, con l'obiettivo di elaborarlo autonomamente. Nel 1941, l'entrata in guerra degli Usa pone fine ad ogni ulteriore iniziativa.



PADIGLIONE DELLA PENNSYLVANIA

New York, esposizione universale -1939-

Durante i preparativi per la mostra del Bauhaus al Museum of Modern Art nel Rockfeller Center (iniziativa finita in un notevole fiasco, dato allo scarso apprezzamento dimostrato dal pubblico per l'eccessiva enfasi con la quale vengono esibite le conquiste della scuola tedesca), Gropius ottiene un altro importante incarico, grazie alle sue ormai consolidate relazioni on il mondo degli affari. Si tratta di progettare il padiglione della Pennsylvania per l'esposizione universale di New York. Herbert Bayer, impegnato allora a New York per la mostra del Bauhaus, e Xanti Schawinsky, proveniente dal Black Mountain Collage, vengono incaricati dell'allestimento del padiglione, mentre Gropius e Breuer si occupano della parte architettonica. Essi accettano di elaborare un progetto espositivo moderno all'interno di una replica dell'Indipendence Hall, suscitando innumerevoli proteste, in particolare da parte delle associazioni degli architetti. Perfino Gorge Howe, autore del famoso Philadelfia Savings Bank Building, scrive a Gropius di ritenere assurda questa commissione tra un rifacimento e un dinamico interno moderno. Howe sottolinea, inoltre, il giusto risentimento suscitato tra gli architetti della Pennsylvania dalla mancanza di tatto dimostrata da un architetto straniero, nell'accettare di progettare un padiglione senza avvalersi della collaborazione di un progettista locale. In un lungo manoscritto, Gropius e Breuer elaborano una ipotesi di psicologia applicata alla mostra, fondata sulla rappresentazione a grande scala di pochi elementi importanti, allo scopo di provocare il massimo effetto sui visitatori: l'obiettivo è di rappresentare il potere della democrazia e il ruolo rivestito dalla Pennsylvania nel suo consolidamento. Attraverso una torre si entra nella sala della democrazia, con una grande parete con blocchi di antracite, dove sono appesi i simboli della democrazia: la campana della libertà, il cristallo della democrazia, la bandiera a stelle e a strisce. Il cristallo della democrazia è una grande struttura sospesa in vetro a specchi, dall'interno della quale un riflettore rotante proietta sullo sfondo di un immenso paesaggio della Pennsylvania, occupante l'intera parete di fondo, le parole "libertà, pace, progresso". Ai lati della scala centrale, si trovano la sala della tradizione e quella del progresso, le cui ampie pareti concave conferiscono allo spazio un carattere dinamico-organico, ospitanti i rispettivi simboli: una pendolo lentamente oscillante e una grande elica rotante. I tre ambienti sono collegati da un ponte dell'unità, una passerella curva in alluminio sospesa, dalla quale i visitatori possono ammirare da vicino i simboli della democrazia.



ALUMINIUM CITY

New Kensington (Pennsylvania) -1941/42-

Sulla base legale e finanziaria definita dal U.S. Housing Act del 1937, relativo al risanamento degli slums, nel 1940 vengono istituiti in tutti gli stati federali gli uffici di Defensee Housing Coordinator, per garantire l'inserimento dell'edilizia nell'economia di guerra. A partire dal 1941, in prossimità delle industrie di importanza bellica, secondo il Defence Housing Scheme, possono sorgere complessi per gli operai che vi confluiscono da tutto il paese. In Pennsylvania, per gli operai degli stabilimenti di alluminio di Pittsburgh, Gropius e Breuer progettano uno dei 14 complessi previsti in questo stato, abbandonando la rigida prassi europea delle costruzioni in linea. La planimetria si adatta al terreno collinoso, suddividendo le 250 unità residenziali in gruppi disposti irregolarmente. La struttura dei telai di legno può essere assemblata e montata direttamente sul posto, mentre il prospetto esposto a nord e quello frontale di ogni blocco sono in mattoni. L'inconsueta disposizione delle case a schiera, il povero effetto d'insieme e il cattivo isolamento acustico suscitano violente polemiche. Le case vengono occupate soltanto da 34 famiglie e, sebbene il quartiere venga aperto in seguito anche agli operai non coinvolti nell'industria bellica, nel 1944 la abitazioni affittate sono solo 188. la progettazione del complesso è l'ultimo lavoro eseguito in comune da Gropius e Breuer, nei mesi di giugno e luglio 1941, dopo che era avvenuta la loro separazione.







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