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La fine dell'Impero

storia dell arte




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La fine dell'Impero




Dal III secolo d.C. l'Impero Romano subisce una crisi militare, economica e politica, che in parte comprende anche l'arte. Uno dei motivi di questa crisi è l'immigrazione dei Barbari che spingono per entrare nei confini di Roma. Vi è bisogno quindi, di una nuova strategia da parte degli imperatori; Diocleziano (234 - 305) tenta di ottenere un maggiore controllo con la tetrarchia, cioè dividendo l'impero in quattro zone con capitali diverse. Alla fine dell'impero, però, Diocleziano si ritira nella sua città natale nei pressi di Spoleto e lì fa costruire il centro storico e in particolare il Palazzo di Diocleziano.

Il centro storico è un blocco fortific 949j98j ato come il castrum, in cui sono presenti due strade principali che incrociandosi formano il peristilio.

Il Palazzo di Diocleziano è diviso in due settori occupati dalla corte, dai funzionari maschi e dalle donne; in questo periodo si tende sempre di più ad abbandonare il linearismo a favore di soluzioni planimetriche, nicchie e nuclei isolati; aumenta quindi il volume all'interno dei palazzi, infatti in genere l'architettura del Tardo Impero è basata su ampi spazi.



L'Imperatore che successe a Diocleziano, Costantino (306 - 332), abolì la tetrarchia e sconfisse a Massenzio il suo ultimo nemico politico; pose a capitale Costantinopoli (Bisanzio), la nuova capitale europea romanizzata. Proprio in questo periodo si diffuse in Cristianesimo come nuova religione; già nel III secolo abbiamo visto i primi esempi di architettura legata a diverse religioni (Catacombe di Domitilla, Priscilla e Callisto), ma è sotto il dominio di Costantino che si ha un particolare sviluppo del Cristianesimo (anche Elena, la mamma di Costantino si converte). Nel 313, con l'Editto di Milano, l'imperatore concede la libertà di culto. Nascono così nuovi centri di culto, le Chiese, destinate ad accogliere tutti i fedeli al loro interno, diversamente da quello che facevano i templi. Si ha anche l'esplosione dell'edilizia e degli edifici dell'arte Paleocristiana. Con Costantino assistiamo a diversi edifici:

Basilica di Massenzio, completamento (306 - 312). E' uno dei primi grandissimi esempi di architettura espansa. La navata centrale è ricoperta da una volta a crociera, retta da colonne corinzie; ai lati della navata vi sono tre ambienti coperti da volte a botte collegate da porte.

Arco di Costantino (312 - 315), a fianco del Colosseo, ma questa è una struttura ancora legata al mondo pagano. Presenta dei bassorilievi di varie età: Traiano, Adriano, Marco Aurelio. E' diviso in quattro rettangoli nella parte superiore, quattro tondi nella fascia centrale e una fascia rettangolare di età più antica nella fascia sottostante.

Basilica di S. Pietro (330) è un'opera paleocristiana. Venne fatto distuggere nel 1400 da Giulio II per essere poi ricostruita come la vediamo ora.

Mausoleo di Sant'Elena mamma di Costantino.

Mausoleo di Santa Costanza figlia di Costantino.

Basilica di San Giovanni in Laterano, ristrutturata in forme barocche nel 1650 da Borromini.

Basilica di San Paolo fuori le mura, distrutta nel secolo scorso da un incendio venne ricostruita identica.

Tempio di Minerva Medica, non in epoca di Costantino, ma nel IV secolo.

Mosaici di Piazza Armerina in Sicilia.




Si assiste gradualmente a un cambiamento stilistico, alla divisione dell'arte in due correnti una aulica e una plebea. La prima segue maggiormente le tradizioni dell'arte ellenistica, mentre la seconda è più legata all'arte etrusca. A predominare è quella plebea, vediamo, infatti che la scultura si allontana dal naturalismo per assumere caratteri stilizzati e meno dettagliati; abbiamo la presentazione di un'immagine nella visione frontale con pochi movimenti e una scarsa varietà di posizioni.

Questo processo era già iniziato nel II secolo, con la colonna di Marco Aurelio, la quale presentava rilievi in cui le figure apparivano come compresse tra due piani; non vi era spazio per sfondi naturalistici e manca la profondità della scena. Quello che si nota è l'atteggiamento razionale, la battaglia con elementi divini, e il concetto di vedere gli dei ancora pagani. Un'altra differenza la vediamo anche nel comportamento con i vinti, che Marco Aurelio tratta con atti di pietà e quasi con ammirazione, mentre più avanti questo comportamento cambierà radicalmente e i vinti saranno trattati con disprezzo.

Tornando all'arte attribuita alla religione cristiana, vediamo molti cambiamenti e l'introduzione di nuovi edifici, un esempio è la Domus Ecclaesiae, una stanza con una nicchia e un altare ove i fedeli si recavano per pregare; la meglio conservata è la Dura Europis. Inoltre dell'arte cristiana ci sono rimaste diverse catacombe usate soprattutto a scopo funebre, ma durante il periodo delle persecuzioni anche come luogo di ritrovo e rifugio per i fedeli. Le catacombe sono cimiteri simili a quelli pagani con cunicoli sovrapposti a diversi livelli su cui si aprono i loculi, nicchie rettangolari dove venivano posti i sarcofagi; oppure cubicula (sing. cubiculum), luoghi dove erano sepolte persone della stessa famiglia. Le tombe ad arco solio erano nicchie rettangolari sormontate da un arco.



Le decorazioni che appaiono nelle catacombe sono simili a quelle pagane dello stesso periodo. Nell'ambito dell'arte paleocristiana vengono ripresi simboli dell'arte pagana caricandoli di un altro significato, mentre nell'arte cristiana avremo simboli ben precisi con un significato proprio. Agli inizi del III e IV secolo vediamo una presentazione di immagini isolate, mentre a partire dal V secolo vi saranno raffigurazioni narrative di storie, di scene tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento e soprattutto troviamo questo nuovo stile nel passaggio dalla decorazione delle catacombe a quella delle Basiliche. Questi nuovi edifici hanno praticamente la stessa struttura di quelle pagane, ma la funzione è nettamente diversa: non sono tribunali, ma Chiese. L'unica differenza costruttiva sta nel fatto che l'entrata viene spostata sul lato corto con lo scopo di mettere davanti a chi entra una fuga prospettica che manda lo sguardo verso il fondo e verso l'altare. Le basiliche possono avere la pianta rettangolare o a croce: che si dice latina, se i bracci del transetto sono più corti delle navate; e greca, se i bracci sono uguali. La croce latina può essere immissa, se il transetto è circa sui 2/3 della navata; commissa (o a tau), se è posto sul fondo.

Nelle basiliche vi è un quadriportico, un cortile all'aperto con lo scopo di ospitare coloro che non erano ancora battezzati. Gli interni delle basiliche furono decorati soprattutto con una nuova tecnica, il mosaico. Dopo Costantino avremo l'imperatore Teodosio (379 - 395) che nel 380 con l'Editto di Tessalonica proclama il Cristianesimo religione ufficiale dell'impero. Sposterà la capitale d'Occidente a Milano; in questo periodo Milano trascorre un momento di grande splendore soprattutto con il vescovo S. Ambrogio. Viene costruita la Cattedrale di S. Lorenzo con l'annessa cappella di S. Aquilino; questa basilica è a pianta quadrata con quattro absidi, uno per ogni lato, ha un corridoio separato dalla zona centrale per mezzo di un colonnato che ripete la stessa forma della parte interna. Il colonnato è formato da quattro grandi esedre rette da pilastri e divise in due ordini di colonne (quelle inferiori doriche e quelle superiori ioniche), coperte da una calotta. Vi sono tre cappelle, tra cui quella di S. Aquilino, nel cui mosaico le figure tendono ad una stilizzazione, ma non sono del tutto piatte, presentano il chiaroscuro e i visi sono diversi uno dall'altro.

Morto Teodosio nel 395 gli succedono i figli Onorio (Occidente) e Arcadio (Oriente). Costantinopoli diventa una città sempre più importante e influente anche per l'occidente e Ravenna, scelta come capitale d'occidente subisce un grande cambiamento artistico. A Bisanzio, l'arte presenta caratteri misti, con due diverse correnti differenziate, caratterizzate da grande raffinatezza esecutiva. Da un lato vi è la volontà di evidenziare la continuità con l'arte romana ricorrendo a forme classiche, soprattutto quando i temi delle rappresentazioni sono storici (l'incoronazione dell'imperatore); dall'altro la tendenza alla schematizzazione, all'uso dei simboli, all'astrazione e i soggetti sono soprattutto religiosi. L'arte bizantina influenza anche le civiltà dell'occidente dove Roma ha perso importanza come capitale dell'impero, ma ne ha acquisita come capitale religiosa. Cresce la potenza e lo splendore di Ravenna, città in crescita come nuova capitale; per ben due secoli conosce un periodo di straordinaria bellezza.

v     I PERIODO: Ravenna è capitale dell'Impero d'Occidente (fino al 423 sotto l'impero di Onorio e poi sotto la reggenza di Galla Placidia in nome del figlio Valentiniano), di lì a poco, con la deposizione dell'ultimo imperatore d'occidente, Romolo Augustolo, da parte di Odoacre, re degli Eruli, diventa una città "barbara" (già nel 410 i Visigoti e nel 455 i Vandali erano entrati a Ravenna, ma fino a quel momento solo per saccheggiare). In questo periodo le opere principali sono:

Basilica di S. Giovanni Evangelista

Battistero degli Ortodossi

Mausoleo di Galla Placidia: è presente una netta differenza tra gli esterni sobri e lo sfavillio e lo splendore degli interni. La pianta è a croce leggermente latina, quasi greca, la navata principale, infatti, è 1 metro più lunga dei bracci dell'abside; nasce come chiesa, solo dopo avrà la funzione di custodire la tomba di Galla Placidia. All'incrocio dei bracci c'è un tiburio che nasconde la cupola. I mosaici all'interno sono ovunque, anche negli spigoli dove creano un bellissimo effetto ottico; le finestre sono in alabastro e lo zoccolo di marmo. Sono presenti motivi vegetali e astratti, ma lo stile ha ancora aderenze con quello classico. Si tenta di dare un senso prospettico alle figure con l'ombra portata. Sono presenti delle greche tridimensionali, le colombe dell'iconografia cristiana; il fregio è classicheggiante con foglie di acanto, vi è la rappresentazione naturalistica di un cervo. I pennacchi della cupola sono decorati con i simboli astratti dei quattro evangelisti

A Roma nonostante la presenza dei barbari le influenze bizantine sono notevoli; le opere in questo periodo sono:

Mosaico di Santa Pudenziana

Basilica di Santa Sabina (portale ligneo)



Basilica di Santa Maria Maggiore (qui sono presenti mosaici in cui si nota il passaggio graduale da temi narrativi a figure isolate)

v     II PERIODO: è il periodo del Regno Ostrogoto; Teodorico, infatti, sconfigge gli Eruli nel 493 e regnerà fino al 526. Egli è un barbaro, ma in gioventù è stato ostaggio dell'imperatore a Bisanzio e ha consoli bizantini e un funzionario romano, Boezio. Questi barbari non portano uno sviluppo artistico, a differenza di quello che faranno i Longobardi e i Franchi.

L'arte è simbolica e soprannaturale, le opere di questo periodo sono:

Battistero degli Ariani

Sant'Apollinare Nuovo

Mausoleo di Teodorico

v     III PERIODO: a partire dal 529 fino al 565 a Bisanzio è imperatore Giustiniano. Egli tenta la riconquista dell'occidente con la guerra gotica, si ricostruisce così, l'unità dell'impero romano e Ravenna diventa sede dell'esarcato (l'esarca è il rappresentante dell'imperatore). In questo periodo vengono costruiti:

Basilica di San Vitale

Cattedra di San Massimiano (lavorazione dell'avorio)

Sant'Apollinare in Classe

i mosaici di Apollinare Nuovo vengono sostituiti, forse perché ariani, con altri come "Il Corteo delle Vergini"

il Monastero di Montecassino, fondato nel 529 da S. Benedetto diventa un importante centro di cultura, verrà poi distrutto durante la seconda guerra mondiale

A Costantinopoli vengono realizzati:

Chiesa dei Santi Sergio e Bacco (a pianta longitudinale)

Chiesa di Santa Sofia, che verrà poi trasformata in moschea



Nel 568 i Longobardi calano in Italia e ne conquistano gran parte. Si ha così un'Italia frammentata, divisa anche nello sviluppo artistico; quasi tutto il nord sarà sotto il dominio berbaro, mentre la costa adriatica e la Liguria rimarranno sotto l'influenza bizantina.







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