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La formula risolutiva delle equazioni di 3° grado
Vogliamo risolvere l'equazione di 3° grado :
![]()
Ponendo
riduciamo l'equazione data alla sua forma
normale :
(1)
dove :

La formula
è meno misteriosa di quanto possa sembrare.
Data un'equazione di grado n e primo coefficiente 1,
,
il coefficiente a di
è l'opposto della somma delle radici. Poiché
le radici so 131f55b no tre, a/3 è il baricentro
delle radici. Il cambio delle coordinate sarà la nuova somma delle radici,
che deve essere zero, perché il nuovo baricentro è l'origine.
Torniamo all'equazione (1). Supponiamo
e
.
Cerchiamo le soluzioni ponendo :
![]()
dove u e v sono complessi. Elevando al cubo ambo i membri :
![]()
affinché questa equazione sia equivalente alla (1) deve essere :
(2)
eleviamo al cubo la prima equazione, ottenendo il sistema :
(3)
I sistemi (2) e (3) non sono equivalenti. Quindi, risolto il sistema (3), occorre scartare quelle soluzioni che non sono valide per il sistema (2). Il sistema (3) è simmetrico e l'equazione in z associata è :
(4)
le cui soluzioni sono :

Consideriamo il caso
.
Si ha:

con:
![]()
da cui:

perciò :

Se
allora
, e può scriversi :
![]()
Posto ora :

con
e
radici complesse dell'equazione
,
si ha :

Bisogna ora scegliere le coppie
in modo che :
![]()
E' subito visto che le coppie da considerare sono :
![]()
Pertanto:

che costituiscono le formule
di risoluzione dell'equazione di terzo grado quando il
dell'equazione (4) è positivo (o nullo, caso
in cui si ha una radice doppia). Il caso
si risolve in maniera analoga, e viene
lasciato come esercizio per il lettore.
7. Un'applicazione: correnti elettriche variabili nel tempo
Molte questioni fisiche che coinvolgono grandezze variabili periodicamente si prestano all'uso dei numeri complessi. In questo esempio, analizzeremo un semplice circuito in corrente alternata.
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Supponiamo di applicare al circuito in fig.7 una f.e.m. :
Il circuito è caratterizzato da una resistenza R e da un'induttanza L. La corrente che otterremo avrà intensità:
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Figura 1 |
Ci interessa calcolare
la
relazione fra le ampiezze
e ![]()
il
ritardo di fase
della corrente rispetto alla f.e.m.
Analizziamo separatamente gli effetti della resistenza R e dell'induttanza L. Se il circuito presentasse solo una resistenza R si avrebbe una f.e.m. di ampiezza:
![]()
in concordanza di fase con la corrente I. Se invece il circuito presentasse dolo un'induttanza L, che agisce opponendosi alla variazione di intensità di corrente, si avrebbe una f.e.m. di ampiezza :
![]()
in quadratura di fase con la corrente. Ne segue che per produrre nel circuito la corrente I è necessario impiegare entrambe le f.e.m. appena scritte.
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E' significativo pensare E ed I come numeri complessi, cioè come punti (o vettori) nel piano di Gauss (fig.6). Rappresentiamo sull'asse reale x le grandezze in concordanza di fase con I, e sull'asse immaginario y le grandezze in quadratura di fase con I. Poniamo :
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Figura 2 |
Z viene chiamata impedenza complessa del circuito, ed ha modulo :
![]()
e argomento :
![]()
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