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Epidermide e melanociti

anatomia




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Epidermide e melanociti


L'epidermide, lo strato più superficiale della pelle, è un epitelio pavimentoso

stratificato corneificato con uno spessore compreso tra i 50 m e 1,5 m.

Le cellule più rappresentate nell'epidermide sono i cheratinociti. Altre tipi

cellulari sono: le cellule di Langerhans, i linfociti, le cellule di Merkel e i melanociti

Le cellule di Langerhans sono elementi immunocompetenti derivate dal




midollo osseo. Le cellule di Merkel partecipano a costituire la componente nervosa

sensitiva della pelle. I melanociti sono cellule che hanno origine dalla cresta

neuronale e pare siano deputati alla protezione della pelle dalle radiazione

ultraviolette.

Nell'epidermide sono presenti terminazioni nervose sensitive libere tra i

cheratinociti.

L'epidermide è un tessuto in continuo rinnovamento. Uno strato di cellule in

continua mitosi alla base dell'epidermide da origine a cellule che si sostituiscono a

quelle che sono migrate verso gli strati più superficiali per dare origine, andando in

contro ad un processo di corneificazione allo strato corneo. La corneificazione è un

processo di differenziazione terminale 222g65c detto citomorfosi cornea; consiste in una serie

di modificazioni morfofunzionali della cellula, che morendo si trasforma in una

sottile squama cornea, il cui citoplasma è sostituito da proteine dette cheratine che ne

garantiscono le caratteristiche meccaniche di resistenza. I cheratinociti così

differenziati sono detti corneociti e si stratificano imbriccandosi alla superficie

dell'epidermide.

L'epidermide viene suddivisa dallo strato più profondo allo strato più

superficiale in differenti strati in base alle caratteristiche morfologiche che i

cheratinociti assumono durante il processo di differenziazione: strato basale, strato

spinoso, strato granuloso e strato corneo.

Strato basale: è lo strato più profondo dell'epidermide. Al TEM si può

osservare che le cellule dello strato basale appoggiano su di una membrana basale che

le separa dal derma e da una lamina reticolare detta giunzione dermo-epidermica. La

maggioranza delle cellule dell'epidermide hanno una forma più o meno cubica, con

nuclei e nucleoli di grosse dimensioni. Il citoplasma contiene oltre ai comuni

organelli anche melanosomi e filamenti di cheratine a basso peso molecolare

(filamenti intermedi). Nello strato basale sono presenti i melanociti in abbondante

numero, le cellule di Langerhans, le cellule di Merkel e infiltrati linfocitari.

A livello dello strato basale troviamo poi i melanociti e le cellule di Merkel.

Nello strato basale si trovano cheratinociti con citoplasma più denso che vengono

considerate "cellule staminali", cioè sono i progenitori di tutti i cheratinociti.

Strato spinoso: è composto da differenti strati di cellule, connesse tra di loro

da brevi espansioni didigitiformi. Le cellule sono unite tra di loro da desmosomi e più

raramente da gap junction. Quando l'epidermide viene processata per l'osservazione

al microscopio spesso succede che le cellule dello strato spinoso si contraggano,

rimanendo in contatto, tra di loro solo tramite i desmosomi, lasciando degli spazi tra

di loro, e dando così l'apparente struttura spinosa. I cheratinociti presentano sottili

fasci di filamenti di cheratina che si addensano a livello dei desmosomi. Oltre ai

normali organuli citoplasmatici sono presenti anche melanosomi. Gli unici altri tipi

cellulari tra i cheratinociti dello strato spinoso sono le cellule di Langerhans e

occasionalmente dei linfociti.

Lo strato granuloso: è formato da 5-6- strati di cellule appiattite che

presentano un avanzato stato di differenziazione. Il nucleo è picnotico, e si osservano

avanzati fenomeni di degenerazione a carico delle diffetenti componenti cellulari.

Sono presenti nel citoplasma granuli di cheratoialina, che contengono tra l'altro

profilaggrina la quale partecipa hai fenomeni di polimerizzazione delle cheratine. I

granuli di cheratoialina sono in stretto rapporto con i filamenti di cheratina. I

cheratinociti dello strato granuloso presentano inoltre granuli detti corpi lamellari,

composti prevalentemente da fosfolipidi. Questi granuli si fondono con la membrana

cellulare e riversano il loro contenuto lipidico negli spazi intercellulari che si stanno

formando tra le cellule. Formano così una struttura fosfolipidica a lamelle che si

estende anche per tutto lo strato corneo e che contribuisce a rendere impermeabile



l'epidermide e le conferisce le differenti caratteristiche protettive.

Cellule di Langerhnas sono presenti negli strato più profondi dello strato

spinoso.

Lo strato corneo: lo strato corneo, è il risultato finale della differenziazione

terminale, citomorfosi cornea o cheratinizzazione dei cheratinociti. E' formato da

residui cellulari poliedrici appiattiti i corneociti. Quest'ultimi, sono uniti tra di loro

grazie ad una complessa architettura ad incastro, favorita dalla presenza di microvilli

o sporgenze sulla loro superficie. I corneociti si dispongono in strati che possono

variare in numero, da 3-4 nelle regione dove l'epidermide è più sottile, es. glande, a

regioni come la pianta del piede dove possiamo trovare fino a 50-60 strati di

corneociti. Il citoplasma è presente in minima quantità solo nelle cellule più profonde

ed ha un'aspetto amorfo, nelle cellule più superficiali è del tutto assente. Il citoplasma

è infatti sostituito con filamenti di cheratina polimerizzati tra di tramite filamenti di

cgeratoialina.. La membrana citoplasmatica è ispessita. Gli spazi tra le cellule sono

riempiti da strati lamellari di glicolipidi, derivanti dai granuli lamellari dello strato

granuloso.

Melanociti dell'epidermide e la pigmentazione dell'epidermide.

I melanociti sono cellule deputate alla produzionie di melanina e hanno come

origine embrionale la cresta neuronale. Nell'uomo sono presenti nello strato basale

dell'epidermide e suoi annessi, nell'epitelio orale, nell'occhio ecc.

I precursori embrionali dei melanociti, i melanoblasti, attorno all'ottava

settimana di vita gestazionale, migrano dalla cresta neuronale per entrare

nell'epidermide come melanociti e attorno alla 24° settimana possono raggiungere

una densità di 2000/mm

Nell'adulto la loro densità varia per area corporea, ad esempio ne troviamo circa

800/mm nell'adome e 2300/mm nel torace.

In genere non ci sono differenze nella distribuzione o densità di melanociti tra i

differenti sessi e razze. Le differenze di colore della pelle sono dovute solo alla

differente attività dei melanociti stessi e non al numero. I melanociti sono cellule che

hanno un ciclo cellulare molto lento, di cui non è stato ancora determinata la

frequenza di duplicazione in vivo. Fattori di crescita e UV pare accellerino l'attività

mitotica di queste cellule.

Il numero dei melanociti decresce nei soggetti anziani ed è assente nei peli

bianchi. Nei soggetti albini invece i melanociti sono presenti in numero normale, ma

viene a mancare l'attività enzimatica e forse anche i precursori delle melanine.

I melanociti producono le melanine, molecole ad alto peso molecolare legate a

strutture proteiche con le quali formano le melano-proteine. Nell'uomo ci sono due

classi di melanine le eumelanine (marroni) e le feumelnine (rossastre). Per entrambe,

il substrato precursore è tirosina.

Ultrastruttura dei melanociti.

I melanociti sono cellule dendritiche, tramite i prolungamenti prendono

contatto con i cheratinociti. Ogni melanocita può entrare in contatto con circa 30

differenti cheratinociti, il contatto avviente tramite emidesmosomi.

Il nucleo di queste cellule è di grosse dimensioni e arrotondato, il complesso di

Golgi è ben sviluppato, ci sono mitocondri, vescicole e organelli detti melanosomi.

La funzione dei melanociti si è sempre pensato fosse quella di proteggere la

cute dall'azione dei raggi ultravioletti, assorbendo le radiazioni più pericolose.

Ma è ormai assodato che le capacità di filtro UV della melanina non sono così

eccezionali come si pensava ma anzi, la melanina quando assorbe forti intensità di

energia può produrre radicali attivi che possono danneggiare il DNA.

La melanina è anche in grado di legarsi a farmaci, con il risultato che in alcuni



casi questi farmaci possono potenziare la loro attività o al contrio possono rendersi

pericolosi per l'organismo. Inoltre la melanina è in grado di assorbire molo bene

differenti tipi di energia e dissiparle sotto forma di calore. Ma anche in questo caso se

le energie sono troppo levate le melanine possono dare origine a composti in grado di

danneggiare le macromolecole cellulari. I risultati di questi danni posso essere

l'apoptosi, le mutazioni e il cancro.

Nella pelle scura effettiva mentre le melanine si addensano in granuli

densamente compatti a formare un guscio attorno al nucleo, dei cheratinociti, con una

possibile reale funzione di protezione. Al contrario nella pelle chiara i singoli

melanosomi sparsi nel citoplasma dei cheratinociti possono essere facilmente

trasformati in radicali che possono partecipare a fenomeni di carcinogenesi.

Controllo della pigmentazione della pelle.

Il grado di pigmentazione della pelle può essere considerato sotto due punti di

vista, il primo è il grado costitutivo di pigmantazione che ogni individuo a scritto nel

proprio codice genetico, il secondo è la possibilità di aumentare l'intensità di

pigmentazione per esposizione in genere ai raggi UV, ma anche ai raggi X, a sostanze

chimiche e per l'influenza di ormoni.

La specie umana viene divisa in tre razze: la caucasica, la mongoloide e la

negroide. Tra le diversità che si riscontrano tre queste razze una è il colore della pelle.

La razza caucasica è quella che presenta individui con il colore della pelle più chiaro,

poi abbiamo la mongoloide e in fine la negroide. Le differenze della pigmentazione

tra i differenti individui è dovuta alla aumentata sintesi di melanina da parte dei

melanociti che a volte si accompagna anche ad una maggiore loro dimensione. Inoltre

sono state osservate differenze nella ramificazione dei melanociti (maggiore negli

individui di pelle più scura), rapporti con in cheratinociti, differente velocità di

trasferimento dei melanosomi dai melanociti ai cheratinociti.

Uno degli elementi esogeni che maggiormente influenza la pigmentazione

della cute è l'esposizione ai raggi ultravioletti.

Dopo pochi minuti dall'esposizione,alla luce solare, si osserva lo scurimento

della pelle dovuto molto probabilmente all'ossidazione immediata della melanina già

presente nei melanociti. Si osserva poi a distanza di circa 48 hr. un secondo aumento

della pigmentazione che coinvolge la sintesi di nuova melanina e l'ossidazione di

quest'ultima. Si può inoltre osservare un aumento delle dimensione dei melanociti.

I cheratinociti pare abbiano un ruolo fondamentale nella risposta alle

radiazione UV, infatti è stato osservato che i cheratinociti possono sintetizzare b-FGF

che ha azione mitogenica sui melanociti e interleuchina I che induce i melanociti a

sintetizzare MSH che ha azione melanogenica. Inoltre i cheratinociti pare sintetizzino

ACTH, anch'esso pare stimoli la melanogenesi.

Anche gli ormoni hanno un ruolo importante nel controllo della pigmentazione

cutanea. L'ormone melanostimolante MSH, prodotto dall'adenoipofisi sotto controllo

della neuroipofisi tramite il rilascio di MSH-RF e M-IF, stimolo la sintesi di

melanina.

Come già precedentemente detto l'MSH è sintetizzato anche ad opera dei

cheratinociti dell'epidermide dopo stimolo UV.

L'azione degli ormoni steroidei pare abbia un'importante azione nella

pigmentazioine. Per esempio durante la gravidanza, alti livelli di progesterone ed

estrogeni, sono i responsabili dell'aumento della pigmentazione della pelle della

faccia, dell'addome, delle aree genitali del capezzolo e della areola mammaria. In

queste ultime aree l'aumento della pigmentazione è permanente anche dopo la

gravidanza.

Comunque i fattori che regolano la pigmentazione sono innumerevoli e non del

tutto conosciuti.







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