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Polonia - Slovacchia - rep. Ceca - Varsavia - Bratislava - Praga

geografia




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Polonia - Slovacchia - rep. Ceca

Varsavia - Bratislava - Praga


ASPETTO FISICO

Clima e Ambienti

La maggior parte del territorio è occupata dalla pianura polacca; al confine tra Polonia e rep. Ceca si trovano i monti Sudeti e al confine tra Polonia e rep. Slovacca si trovano i monti Carpazi. Slovacchia e rep. Ceca hanno un territorio prevalentemente montuoso. La rep. Ceca è costituita da due regioni: la Boemia ad ovest (altopiano) e la Moravia ad est (pianura formata dal fiume Morava)La Slovacchia è montuosa, salva la parte meridionale, dov 939i86j e c'è la pianura del Danubio. Il clima è generalmente continentale, con inverni freddi ed estati calde. Nelle zone montagnose vi sono grandi boschi di conifere e, più in basso, di latifoglie; le pianure sono coltivate, nelle zone più fredde vi sono le steppe.



Montagne

I monti principali sono i Carpazi, che separano la Polonia dalla Slovacchia; il monte più alto è il monte Gerlach. I Sudeti separano la Polonia dalla rep. Ceca e delimitano il "quadrilatero boemo", circondato dai Monti Metalliferi e dalla Selva Boema.

Pianure

La Polonia è costituita da una enorme pianura; a nord vi sono tre regioni ( Pomerania , Prussia e Masuria), tutte con un terreno piuttosto povero. La pianura centrale invece è fertile molto coltivata.

Fiumi e laghi

Vi sono grandi fiumi navigabili, collegati tra loro da canali artificiali. I fiumi principali sono: in Polonia la Vistola e l'Oder (lungo il confine con la Germania), che sfociano nel Mar Baltico; nella rep. Ceca la Moldava e la Morava (lungo il confine con la Slovacchia e l'Ungheria). A nord vi sono moltissimi piccoli laghi d'origine glaciale.

Coste

Solo la Polonia è bagnata dal mare (Mar Baltico); le coste sono basse, sabbiose e uniformi, tranne la Baia di Stettino e il Golfo di Danzica.


LE TRACCE DEL PASSATO

Nel X secolo la Polonia si convertì al Cristianesimo. Da allora la Chiesa cattolica polacca ha avuto un ruolo fondamentale nella difesa dell'identità nazionale polacca minacciata nei secoli successivi. La Polonia è stata più volte spartita tra i le nazioni confinanti e per secoli è stata sottoposta a dominazioni straniere.

Il simbolo della resistenza alla dominazione straniera è l'immagine della Madonna Nera di Czestochowa, che ogni anno è meta di un grande pellegrinaggio.

La regione slovacca fece parte per secoli dell'Impero Austro-Ungarico, finchè, dopo la 2° guerra mondiale, venne costituita la Repubblica di Cecoslovacchia. Nel nuovo stato furono riunite etnie diverse, i cechi e gli slovacchi, oltre ad altre minoranze etniche. I rapporti tra cechi e slovacchi furono sempre molto difficile, soprattutto perché i cechi, più numerosi, avevano un maggior sviluppo economico.

La 2° guerra mondiale ha avuto inizio proprio con la l'invasione della Polonia da parte della Germania. La dominazione nazista fu durissima e i polacchi furono ridotti quasi in servitù. Gli ebrei polacchi vennero deportati nei campi di concentramento, dove morirono 3 milioni di ebrei polacchi.

Durante la 2° guerra mondiale la regione Cecoslovacchia dei Sudeti, di lingua tedesca, rivendicò l'annessione alla Germania. Nel 1939 la Cecoslovacchia venne invase dall'esercito tedesco e il paese venne diviso in due parti, Boemia e Moravia divennero un protettorato tedesco, mentre la Slovacchi divenne   uno stato autonomo. Alla fine della guerra la Cecoslovacchia riprese i suoi confini.

Nel secondo dopoguerra in quasi tutti i Paesi dell'Europa orientale si formarono regimi "satelliti" dell'Unione Sovietica, dove la libertà democratica venne soppressa e il sistema economico venne riorganizzato sul modello sovietico.

Venne favorito lo sviluppo dell'industria pesante. In Polonia, che aveva grandi risorse minerarie, sorsero numerosi grandissimi stabilimenti siderurgici, di proprietà dello stato, con tecnologie arretrate e molto inquinanti (ad esempio i cantieri di Nowa Huta). Queste industrie hanno inquinato per decenni in modo grave l'ambiente ed in particolare l'aria e l'acqua.

I SEGNI DEL PRESENTE

Nel 1980 gli operai polacchi dei cantieri navali di Danzica scesero in sciopero, poco dopo i lavoratori polacchi avanzarono anche richieste politiche (il diritto di sciopero e l'abolizione della censura). A seguito del riconoscimento di questi diritti sorse il primo sindacato libero di un paese comunista, Solidarnosc (Solidarietà), che ebbe sempre il sostegno della Chiesa cattolica, il cui papa Giovanni Paolo II era polacco (l'ex arcivescovo di Cracovia).



In Polonia si svolgono numerose manifestazioni religiose e patriottiche. La più importante è il pellegrinaggio alla Madonna Nera di Czestochowa (ogni anno ad agosto migliaia di fedeli camminano a piedi per dieci giorni da Varsavia a Czestochowa, cantando e pregano e cibandosi solo di pane e tè).

All'inizio di giugno si tiene la manifestazione in costume medievale di Lajkonik, che ricorda la cacciata dei Tartari.

A Danzica si tiene ogni anno il festival nazionale del cinema.

In Cecoslovacchia nella primavera del 1968 (c.d. primavera di Praga) Dubcek introdusse alcune riforme del regime socialista (c.d. socialismo da volto umano), mentre tra le fasce più vivaci della popolazione (giovani, intellettuali, artisti) iniziò un dibattito culturale. L'Unione Sovietica, per evitare che la cosa si diffondesse in altri paesi comunisti, nell'agosto 1968 invase la Cecoslovacchia e reintrodusse il precedente regime.

La democrazia venne introdotta in Cecoslovacchia soltanto nel 1989, quando le autorità cedettero pacificamente il potere all'opposizione democratica (c.d. rivoluzione di velluto).

Gli slovacchi della Cecoslovacchia reclamavano però l'indipendenza: in Boemia e Moravia la popolazione ceca era urbana ed industrializzata, mentre gli slovacchi erano una popolazione agricola.

A seguito di un referendum la Cecoslovacchia dal 1 gennaio 1993 è stata divisa in Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca.


L'ECONOMIA

Fino al 1989 i Paesi dell'Europa centro- orientale avevano un'economia basata sulla pianificazione e sul controllo di tutti i settori produttivi da parte dello Stato (economia pianificata).

L'attività principale era l'industria; l'agricoltura era organizzata in cooperativa o in aziende statali ed era poco meccanizzata.

Solo in Polonia era diffusa la piccola proprietà agraria.

Il settore terziario era poco sviluppato e gli scambi avvenivano prevalentemente con l'Unione sovietica e con gli altri membri del Mercato Comune.

Con il crollo del sistema sovietico anche in questi paesi si è passati ad un economia di mercato

Le industrie sono state privatizzate e modernizzate; molti lavoratori sono stati licenziati e vi è stato un forte aumento della disoccupazione.

Si è sviluppata l'impresa privata, che ha attirato investimenti stranieri per il basso costo della manodopera.

Gli scambi commerciali oggi sono attivi soprattutto con i Paesi dell'Unione Europea.

Polonia Dopo una crisi, l'economia oggi ha numerose piccole-medie imprese private; l'industria pesante è in la più importante, grazie alle ricche risorse minerarie in Slesia, dove ci sono le migliori industrie siderurgiche e metallurgiche. A Varsavia c'è l'industria meccanica, mentre a Lodz ci sono produzioni tessili, elettroniche e chimiche, a Danzica e Stettino c'è l'industria navale. Nell'agricoltura ci sono tanti lavoratori, ma è poco redditizia: La terra è suddivisa tra molte persone, nessuno investe in macchinari moderni perciò è arretrata ed il clima è sfavorevole.

Slovacchia Ha un'economia più debole di quella ceca. Prima della divisione della Cecoslovacchia vi erano industrie siderurgiche, chimiche e belliche; oggi ci sono industrie alimentari, tessili e del legno.

L'agricoltura è tra le maggior risorse (cereali, barbabietole da zucchero e patata, vite e frutticoltura).

Sono sfruttati anche i boschi, che coprono più di un terzo del territorio.

Il settore terziario è ancora poco sviluppato.

Rep. Ceca

La repubblica ceca era industrializzata già prima della 1° guerra mondiale.

Durante il regime socialista fu privilegiata l'industria di base (siderurgica e metallurgica), anche sfruttando le materie prime (carbone e lignite); successivamente si è sviluppata anche l'industria meccanica per la produzione di automobili (Skoda) e macchine; più recentemente si sono sviluppate l'industria calzaturiera (Bata) e tessile.



L'agricoltura ha risentito negativamente della divisione della Cecoslovacchia. SI coltivano soprattutto cereali, barbabietole da zucchero e luppolo.

Il settore terziario è in forte espansione, soprattutto per quanto riguarda il turismo (Praga e località invernali)


INSEDIAMENTI E COLLEGAMENTI

Insediamenti

In Polonia e in r. Ceca la popolazione è concentrata nelle città, mentre in Slovacchia si concentra nei centri rurali. La Polonia è più popolata al centro sud (Slesia), mentre al nord è disabitata, la popolazione ceca si concentra in Boemia e Moravia, mentre quella Slovacca nella pianura fertile a ovest.

Collegamenti

C'è una rete ferroviaria estesa, ma non moderna; le strade sono scarse, più sviluppate nella r. Ceca e minori in Slovacchia per il territorio montuoso, nonostante gli sforzi per collegarsi ai paesi dell'ovest. I fiumi collegano r. Ceca e Slovacchia ai mari del Nord, Baltico e Nero. In Polonia, tutte le aree industriali sono collegate da canali, sul Baltico ci sono i porti di Stettino e Danzica, sulle foci dell'Oder e Vistoia.

Varsavia

Capitale Polacca, sorge sulla Vistola al centro della pianura, era un importante centro commerciale grazie alla posizione e al fiume che l'attraversa, ma con l'arrivo di Cracovia capitale che si abbellì; nella seconda guerra mondiale venne distrutta quasi completamente dalle bombe, ma i polacchi, affezionati alla loro storia, ricostruirono fedelmente monumenti e centro storico, mentre gli altri quartieri sono moderni. Con Cracovia è capitale economia culturale sede d'industrie e università.

Praga

Al centro della Boemia, sorge sulla Morava e sotto Carlo 4° ebbe un periodo di splendore nel 14 secolo, dove si costruirono monumenti e università. Con l'impero asburgico divenne un gran centro economico ed ebbe una cultura importante per l'Europa. È una metropoli moderna, centro di servizi e attività ceche.

Bratislava

Capitale slovacca dal '93 e con Kosice è l'unico centro slovacco con più di 100mila abitanti. Sorge sulle rive del Danubio, vicino al confine austro-ungarico; fino al '19 era parte dell'Ungheria, nella 2° guerra mondiale fu danneggiata, ma ricostruirono molti monumenti, tra cui la residenza del re. Oggi è un importante porto fluviale, nodo ferroviario sede d'industrie chimiche, tessili e meccaniche.

Cracovia

Ai piedi dei monti Beschidi e sulle rive della Vistola è collegata a Varsavia e al mar Baltico. Capitale polacca, è un importantissimo centro commerciale e siderurgico (grazie al bacino carbonifero in Slesia), artistico e culturale, con università, monumenti e chiese antiche; la concentrazione d'industrie da problemi d'inquinamento che danneggia i monumenti.

Brno

Seconda città ceca, è un attivo centro industriale e commerciale, con numerose fiere internazionali. Su un a collina sorge Spielberg, carcere in cui, nel Risorgimento, furono imprigionati molti italiani, tra cui Silvio Pellico che vi scrisse "Le mie prigioni".

Danzica

Città portuale contesa da tedeschi e polacchi, ha grandi cantieri navali; nella seconda guerra mondiale fu rasa al suolo e ricostruita identica.






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