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NUOVE FONTI DI ISPIRAZIONE - I LIEDER, L'APICE DEL MELODRAMMA

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Quando si parla di musica romantica, potresti pensare che si tratti di una musica soave, dolce, addirittura sdolcinata. Ma è vero tutto il contrario! Dopo la fede nella ragione e nell'ordine che caratterizzarono l'Illuminismo, si affermò in Europa un'epoca appassionata di esaltazione dei sentimenti e dell'immaginazione; questo è il romanticismo, movimento artistico che occupò buona parte del XIX secolo.

NUOVE FONTI DI ISPIRAZIONE

Dopo il classicismo, nel quale la musica aveva seguito un ordine preciso e ricercava l'equilibrio, il romanticismo volle dare risalto ai sentimenti umani, siano questi di malinconia, di gioia o di dolore. Agli inizi dell'Ottocento, compositori come Franz Schubert cominciarono a liberare queste emozioni e, anche se in un primo momento continuarono a essere utilizzate le strutture musicali classiche, lo spirito della musica andò cambiando e nacquero nuovi metodi di comporre. Si scrissero opere più brevi, ma con le quali si voleva arrivare al cuore dell'ascoltatore.

Durante il XIX secolo fecero la loro comparsa anche grandi interpreti virtuosi (che dominavano cioè la tecnica di uno strumento in modo straordinario), e i compositori crearono spesso opere molto difficili da eseguire, affinché essi potessero dare sfoggio della loro bravura. Grandi virtuosi del romanticismo furono il violinista Niccolò Paganini e il pianista e compositore ungherese Franz Liszt. Questi due musicisti rivoluzionarono la tecnica dei rispettivi strumenti musicali e cercarono di raggiungere l'impossibile. Addirittura, di Paganini si arrivò a dire che suonava così bene perché aveva stretto un patto con il diavolo.




I LIEDER

I compositori romantici si ispirarono molto alla letteratura e alla pittura per creare la loro musica. L'esempio più chiaro sono i Lieder ("canzoni" in tedesco, al singolare Lied), che di solito prendevano spunto dai poemi di grandi scrittori romantici, come Goethe.

Tra i compositori di Lieder spiccano Franz Schubert, Robert Schumann e Johannes Brahms, che, oltre ai Lieder, scrissero un'infinità di opere magistrali in forma di sinfonie, di brani per pianoforte o di musica da camera.

L'APICE DEL MELODRAMMA

L'opera, cioè il melodramma, divenne un genere fondamentale, perché in esso si fondevano tutte le caratteristiche musicali del romanticismo: grandiosità e complessità strumentale, vicende emozionanti e appassionate, personaggi da sogno, una maestosa messa in scena. Grandi compositori romantici di opere furono Gioacchino Rossini, Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Georges Bizet e Richard Wagner. Le loro opere continuano a essere rappresentate sui palcoscenici di tutto il mondo.

In quest'epoca nacquero anche nuovi tipi di opere strumentali, come il notturno, la ballata, il preludio e l'improvvisazione. Gli studi, che già nel classicismo erano apparsi come piccoli brani di esercizio per migliorare la tecnica strumentale, si evolsero fino a convertirsi in opere a se stanti.

Grandi compositori, come Fryderyk Chopin e Franz Liszt, scrissero, tra le tante opere, molti studi per pianoforte, che divenne lo strumento mediante il quale i compositori romantici potevano esprimere con più facilità le proprie idee musicali. Insieme ai compositori già citati, ricordiamo anche Felix Mendelssohn, Pëtr Čaikovskij e Gustav Mahler.

IL NAZIONALISMO MUSICALE

Durante il romanticismo, si iniziò a comporre brani che rispecchiavano melodie e ritmi popolari. Chopin, ad esempio, scrisse mazurke e polacche, che sono danze tipiche della Polonia, suo paese natale. Allo stesso modo, Liszt scrisse le rapsodie ungheresi, nelle quali riprese le melodie e i ritmi tipici della sua terra. Alla fine del XIX secolo, questo nuovo gusto per il folclore diede origine al nazionalismo musicale, che voleva riaffermare i valori essenziali e l'identità di ciascuna nazione attraverso la propria musica popolare.



Il movimento nazionalista si sviluppò fondamentalmente in quattro nazioni europee: Russia, Cecoslovacchia, Norvegia e Spagna. Spiccano i compositori russi Michail Glinka, Modest Musorgskij e Nikolaj Rimskij-Korsakov, i cechi Antonín Dvorák e Bedrich Smetana, e il norvegese Edvard Grieg. Per quanto riguarda la Spagna, ricordiamo Isaac Albéniz e, più tardi, già nel XX secolo, Manuel de Falla.

L'IMPRESSIONISMO

L'ultimo movimento musicale importante nato in un secolo così vario e ricco di cambiamenti quale fu l'Ottocento, ricevette il nome di impressionismo. All'inizio, il termine impressionismo definiva una corrente pittorica che, piuttosto che raffigurare la realtà "così com'è", cercava di riflettere le sensazioni che gli oggetti ci trasmettono. Questa corrente, tipicamente francese, venne seguita da compositori come Claude Debussy e Maurice Ravel per creare un nuovo linguaggio musicale, in cui la musica rappresentasse direttamente paesaggi, personaggi e scene di vita quotidiana.

Fu questo uno dei primi passi per sfuggire alla musica tradizionale che si era scritta fino ad allora, e diede spunto a tutte le idee innovatrici che si svilupparono durante il Novecento.

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