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LE PRINCIPALI FORMAZIONI SOCIALI: FAMIGLIA, LAVORO

diritto


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LE PRINCIPALI FORMAZIONI SOCIALI: FAMIGLIA, LAVORO...


2. IL NUOVO DIRITTO DI FAMIGLIA

Le norma costituzionali sulla famiglia sono state attuate dalla legge 151 del 1975. L'obiettivo del nuovo diritto di famiglia è stato quello di rimuovere le discriminazioni a svantaggio della moglie e dei figli

L'uguaglianza dei coniugi: la famiglia poggia sul principio dell'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi. I coniugi hanno gli stessi diritti e doveri, e la famiglia è concepita come un centro di solidarietà fondato sulla parità. Entrambi esercitano la potestà sui figli minori e hanno il diritto-dovere di mantenerli, istruirli, educarli. La donna conserva il proprio cognome, al quale può aggiungere quello del marito.



La comunione dei beni: i beni acquistati durante la vita matrimoniale diventano di proprietà comune.

Il nuovo diritto riconosce i diritti dei figli naturali facendo così cadere le discriminazioni a danno dei figli illegittimi. Il nuovo diritto ha notevolmente migliorato la posizione successoria della moglie e dei figli naturali.



3. LA CRISI DELLA FAMIGLIA: SEPARAZIONE E DIVORZIO

La separazione legale: costituisce una fase che può sfociare in una riconciliazione oppure nel divorzio. La separazione può essere:

consensuale = i coniugi stabiliscono le condizioni e le modalità della separazione. Avrà effetto solo con l'omologazione da parte del tribunale

giudiziale = si ha la pronuncia del tribunale su domanda di uno dei coniugi

Per effetto della separazione cessano gli obblighi della coabitazione e della fedeltà. Il coniuge al quale non è stata addebitata la separazione ha diritto ad un assegno di mantenimento (solo alimenti). I provvedimenti relativi ai figli devono essere presi nel loro esclusivo interesse.

Il divorzio: scioglie il matrimonio civile. Con il divorzio:

vengono a meno gli effetti del matrimonio

il tribunale può disporre a carico di un coniuge l'obbligo di somministrare all'altro un assegno periodico

La moglie perde il cognome del marito.

Il divorzio può essere chiesto da uno dei coniugi nei seguenti casi:

uno dei coniugi è stato condannato ad una pena superiore ai 15 anni di detenzione

vi è stata l'assoluzione da questi reati per vizio totale di mente

vi è stata la separazione giudiziale o consensuale omologata dal tribunale per almeno 3 anni

l'altro coniuge ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio

il matrimonio non è stato consumato

La sentenza del divorzio viene annotata sui registri di stato civile

L'annullamento: si verifica quando sin dall'inizio mancano i requisiti essenziali per la sua celebrazione. Nel caso di matrimonio concordato viene riconosciuta ai tribunali ecclesiastici competenza in materia di nullità matrimoniale



10. I CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO

La specificità dei contratti consiste nella determinazione di un complesso di regole che non possono essere derogate nei singoli contratti di lavoro se non migliorando i contenuti del contratto collettivo.

I contratti collettivi costituiscono una garanzia per i lavoratori.

Ogni contratto collettivo riguarda tutti i lavoratori di una certa categoria e contiene una disciplina omogenea per ciascuna categoria (contratti collettivi nazionali)

I contratti collettivi aziendali specificano la disciplina dei contratti nazionali adeguandola alle varie realtà aziendali

Un ulteriore livello di contrattazione riguarda una pluralità di categorie e regola particolari aspetti del rapporto di lavoro (accordi interconfederali)



11. LO STATUTO DEI LAVORATORI

La nostra costituzione prevede un'ampia tutela dei diritti dei lavoratori.

La tutela costituzionale del lavoro fino agli anni '60 non era una realtà effettiva. Per la concreta difesa dei lavoratori è stata emanata la legge 300 del 1970 nota come "Statuto dei lavoratori"

La difesa del lavoratore: nella prima parte che si intitola della libertà e dignità del lavoratore vengono affermati i principi a difesa dei diritti individuali:



art. 1 = tutela della libertà di espressione all'interno dei luoghi di lavoro

artt. 2-3-4 = diritti di riservatezza del lavoratore

art. 5 = gli accertamenti sanitari sui lavoratori assenti per malattia o infortunio devono essere effettuati soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti

art. 6 = sono vietate le perquisizioni personali. Possono essere ammesse solo quando:

sono indispensabili

sono effettuate all'uscita dei luoghi di lavoro

siano salvaguardate la dignità e la riservatezza del lavoratore

art. 7 = regola il potere disciplinare del datore di lavoro. E' stabilito che:

a)    le sanzioni possono essere applicate solo dopo la contestazione dell'addebito

b)   il lavoratore colpito dalla sanzione disciplinare può promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione

art. 8 = è vietato al datore di lavoro di effettuare qualsiasi indagine sulle opinioni del lavoratore

art. 9 = possibilità che i lavoratori controllino l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali

art. 10 = i lavoratori studenti hanno il diritto a turni di lavoro che agevolino lo studio

art. 11 = regola le attività culturali, ricreative e assistenziali

art. 12 = regola gli istituti di patronato e assistenza sociale

art. 13 = limita il diritto dell'imprenditore di spostare il lavoratore a mansioni inferiori

Libertà e attività sindacali: la seconda parte che si intitola della libertà sindacale si sofferma a regolare dettagliatamente conquiste conseguite ai lavoratori nel corso del 1969 (autunno caldo):

art. 147 = diritto di costituire associazioni sindacali all'interno dell'azienda

artt. 15-16 = vietano atti discriminatori contro il lavoratore

art. 17 = vieta la costituzione di sindacati di comodo (sindacati gialli)

art. 18 = regola il licenziamento individuale del lavoratore

la terza parte dal titolo Dell'attività sindacale si apre con il discusso art. 19 = consente la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali. I successivi articoli regolano

lo svolgimento dell'assemblea

i trasferimenti dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali

i permessi

il diritto di affissione di notizie sindacali in appositi spazi

la messa a disposizione delle rappresentanze sindacali di un locale

La quarta parte è dedicata alle Disposizioni varie e generali. Fra di esse è importante l'art. 28, che reprime i comportamenti antisindacali dei datori di lavoro








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