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Architettura tardoantica e paleocristiana - L'architettura tardoantica (Basilica di Massenzio (310-313))

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Architettura tardoantica e paleocristiana


Già verso la fine del sec. con la morte di Marco Aurelio (180) e la successione al trono del figlio Commodo (assassinato nel 192) si andavano delineando gravi situazioni conflittuali nell'impero. Diocleziano (284-305) riuscì a ridare stabilità allo Stato, riorganizzando amministrazione, le finanze e l'esercito. Eg 717g68h li divise l'impero in quattro parti (tetrar­chia), assumendo come collega per il governo dell'Occidente, Massimiano, riservando per sé l'Oriente e, garantendo la successione tramite l'adozione di due «cesari» subalterni (in Oriente Gallieno, in Occidente Cloro).


L'architettura tardoantica






Il concetto di tardo-antico è una categoria critica, introdotta da A. Riegl all'inizio del sec. XX, non delineabile con precisione in senso cronologico e comprendente fenomeni culturali appartenenti ad un'area geografica assai vasta

L'opera del Riegl è rivolta a contestare quelle tesi, secondo le quali nel periodo successivo all'età Flavia e adrianea si sarebbe registrato un fenomeno di decadenza.

Un breve periodo di rinnovato mecenatismo imperiale sotto Settimio Severo ed i suoi successori immediati, videro la realizzazione di diverse opere. Si considera come inizio dell'architettura, cosiddetta tardo-antica, il periodo della tetrarchia (Diocleziano 284-305).

Con il trasferimento della capitale da Roma a Costantinopoli nel 330, questa divenne nel corso del V e VI secolo centro di una particolare influenza per tutte le province, specialmente quelle orientali. Dal III al IV secolo l'Italia offre una grande varietà di aspetti. Tutte le correnti culturali influenzano in modo evidente l'antico patrimonio degli elementi architettonici (colonne, capitelli, architravi, fregi ecc.), come pure i motivi e materiali di decorazione. Anche le tecniche costruttive, la forma delle volte, dei tetti e delle finestrature presentano nel tardo-antico una grande varietà in cui si trovano influenze più diverse accanto a tipi tradizionali.

Caratteristica fondamentale dell'architettura tardo-antica è l'attenzione per lo spazio interno: alla tecnologia trilitica si sostituisce ormai, un'architettura degli spazi complessa ed articolata, basata sulle strutture murarie scavate in profonde nicchie e sulle volte a concrezione. L'interruzione ritmica della continuita` della parete muraria e` ottenuta tramite sequenze di finestre. Di conseguenza l'ordine perde le sue caratteristiche di strutturare e sottolineare l'articolazione spaziale e tende ad assumere un carattere prevalentemente decorativo. Grande importanza assume quindi la preziosità e varieta` del materiale.


Basilica di Massenzio (310-313): La basilica di Costantino, conosciuta anche come basilica di Mas­senzio, consiste in una navata centrale conclusa da un'immensa volta a crociera a tre campate. Ai lati di questa vi sono due navate laterali anch'esse a tre campate, ciascuna coperta da un'ampia volta a botte impostata su grossi setti murari traforati. Questi sopportano anche le crociere della navata principale, impostate su elementi di trabeazione, sorretti dalle colonne monolitiche ad essi addossate. Delle due absidi presenti nella pianta quella a Nord e` un'aggiunta fatta da Costantino. La luce penetra attraverso finestre aperte sopra le botti delle navate laterali; la costruzione e` simile alle sale centrali delle terme. La percezione della profondita` dell'edificio e` dunque raggiunta suddividendo il rettangolo in tre spazi centrali, quasi completamente identici tra loro, e quindi collegati dalla simmetria dell'allineamento.




















Il palazzo di Diocleziano: I palazzi tardo-antichi dovevano presentarsi come delle città in miniatura. Il gusto tardo-romano della grandiosi­tà portava a disporre su di una vasta superficie tutto un insieme di costruzioni, quali abitazioni private, sale di rappresentanza, impianti sportivi e termali, oltre a vari locali di servizio, invece di riunirli in una struttura accentrata.

La testimonianza più interessante dell'architettura dei palazzi tardo-antichi è offerta dal palazzo di Diocleziano a Spalato per il suo ottimo stato di conservazione.

Il palazzo di Spalato si presenta come un blocco quadrangolare, le cui dimensioni sono: 174, 94 m. (Nord), 180, 90 m. (Sud) 215, 54 m. (Est-Ovest), sottolineato dalle mura che racchiudono l'intero com­plesso. Al suo interno troviamo alcuni edifici isolati in recinti, quali il tempio e il mausoleo e due gruppi di costruzioni di incerta destinazione (forse alloggi delle guardie impe­riali e servizi), accentrate intorno a cortili interni. Lungo le mura, si aprono tre porte, munite di torri ottagonali, più una piccola apertura sulla facciata verso il mare. La parte del palazzo verso il mare comprende anche le sale di rappresentanza, il triclinium, le terme. L'entrata agli apparta­menti è sottolineata da un vestibolo che si affaccia con un protiro su di un ambiente colonnato detto «peristilio», in cui si innesta una delle strade porticate che attraversano l'intero perimetro, e precisa­mente la Nord-Sud proveniente dalla porta principale, chiamata porta Aurea.

Nel palazzo di Spalato si possono considerare tipici dell'architettura tardo-antica, oltre al mausoleo a pianta ottagonale, periptero e con nicchie interne, le tecniche costruttive, l'uso degli ordini, i particola­ri della decorazione e il disegno dei singoli elementi di dettaglio, sebbene presentino una qualità piuttosto modesta.







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