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La follia - Se questo è un uomo

storia


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La follia

Un argomento difficile e di attualità

Per questo genere di tesina crediamo che dovete per forza parlare di Sigmud Freud, che è stato sicuramente il più grande psicanalista della storia, e che ha dato molte interpretazioni dell'IO e di tutto ciò che riguarda il nostro modo di essere e di fare le cose.
Come definizione, la follia non è atro che una sovrapposizione del nostro istinto alla razionalità. Come Freud ci insegna, in genere il nostro corpo media le informazioni che arrivano dalla parte selvaggia del cervello chiamata Es e dalla parte più razionale che viene chiamata Super-Io.
Quando una di queste due parti è più forte dell'altra il nostro comportamento sembra completamente senza alcuna logica, ma in realtà la follia ha delle logiche ben precise anche se sono molto difficili da capire.

Il cinema e la follia

Se volete dare una chiave moderna alla vostra tesina sulla follia vi 353b11d consigliamo di parlare del cinema e della follia legati insieme. Nel mondo del cinema infatti è possibile trovare moltissimi film riguardanti la follia. Uno dei film più celebri che parlano di folli e delle avventure in un manicomio americano, è Qualcuno volò sul Nido del Cuculo, film del 1975 diretto da Milos Foreman che si basò su un romanzo di Ken Kesey del 1962 (il titolo originale era One flew over the Cuckoo's nest)

Se questo è un uomo

Probabilmente la più triste autobiografia della storia


Primo Levi tra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947 (cioè in poco più di un anno) scrisse una autobiografia molto triste riguardante la sua vita all'interno del campo di concentramento di Auschwitz, piccola cittadina di circa 40000 abitanti a sud della Polonia.
Inizialmente la casa editrice Einaudi non pubblicò quel libro che venne pubblicato da De Silva. Tuttavia nel 1956 quando la Einaudi si decise a pubblicare il libro di Primo Levi il successo fu inaudito.
All'interno del libro si può leggere esattamente come trascorrevano la vita coloro che erano rinchiusi nel campo di concentramento.
Anche chi legge questo libro a volte soffre per le torture e per tutte le immagini orribili che vengono descritte, con la sofferenza di quegli uomini che furono rinchiusi in quei campi che furono sicuramente una delle cose più orribili mai create dall'uomo.
La dignità della quale sono privati tutti gli uomini all'interno dei campi di concentramento dà il titolo al libro. La morte in questo libro è un elemento che è spesso presente, sopratutto per il fatto che Levi ha trascorso all'interno del campo di concentramento due inverni molti rigidi che insieme alle pessime condizioni in cui le persone dovevano vivere ed ai lavori massacranti



Il fascismo

La dittatura fascista in Italia ad opera del Duce, Benito Mussolini


Il periodo del fascismo in Italia, seppur sia stato (almeno per la quasi totalità) un brutto periodo, è scelto da molti studenti per la tesina di maturità.
E' infatti possibile collegare il fascismo alla prima o alla seconda guerra mondiale. Anche se fare una tesina sul fascismo può risultare un po' noiosa a certi professori, siamo convinti che se esponete questo argomento portando materiali nuovi e non dicendo cose banali, potete fare un ottima figura durante il colloquio d'esame.

La storia del fascismo


Il movimento politico del fascismo venne fondato da Benito Mussolini (Forlì, 29 luglio 1883, Como , 28 aprile 1945) inizialmente nel 1919 a Milano.
Uno dei principali punti sui quali il fascismo si basava era l'imposizione del partito fascista come unico partito italiano. Anche se il fascismo combatteva socialismo e comunismo, il modello di economia su cui si basava mussolini era molto simile al modello socialista chiamato del Sistema corporativo (o corporativismo). Nel 1933 infatti vennero create alcune grandi corporazioni.
Dal 1922 si iniziarono a ricontare gli anni come si fece con la nascita di Gesù, cosicché il 1922 venne chimato "primo anno dell'era fascista".

Tesine sul fascismo


I mezzi di comunicazione e il Duce
Alcuni discorsi di Benito Mussolini e alcuni scritti che testimoniano come il Duce riuscì ad impadronirsi di tutti i mezzi di comunicazione

La bonifica delle paludi
Ricerca sulla bonifica delle paludi italiane da parte della dittatura fascista

Mussolini e Hitler
La grande (Sbagliata) amicizia di Benito Mussolini con Adolf Hitler, il dittatore più folle della storia.

Il comunismo e il fascismo
Una grande ricerca sulle differenze tra questi due modi di governare, entrambi sbagliati che hanno causato povertà e distruzione in molti stati del mondo.

I mezzi di comunicazione


Durante tutto il ventennio fascista, Benito Mussolini era ben consapevole che avere a disposizione i mezzi di comunicazione era fondamentale per poter avere il consenso della popolazione per qualunque decisione.
La pubblicità, i giornalini a fumetti, la radio, e sopratutto il cinema vennero messe tutte sotto l'influenza del Duce, e vennero effettuate moltissime censure, oltre che a fare sequestri e allontanare dalle redazioni chiunque non fosse gradito al regime fascista.
Il cinema era considerato da Mussolini come l'arma più forte, in grado di catturare l'attenzione della massa e di riuscire ad avere molti consensi su qualunque problema.

La follia

Tesina Esame di Stato

Garagiola Paola

Esame di Maturità 2002

Hitler

Il totalitarismo

 

Penso che, in ambito storico,il tema della follia sia maggiormente collegabile alla figura, instabile e allo stesso tempo carismatica di Hitler. Mosso dalle sue teorie sulla superiorità della razza ariana, sulla congiura ebraica antitedesca u sulla teoria dello spazio vitale (per fornire al popolo tedesco uno sbocco al proprio espansionismo) seppe dare una svolta totalitaria al governo tedesco.

Che cos'è un totalitarismo? E'un'ideologia, o ancor meglio un regime, che vuole accentrate la direzione di ogni aspetto della vita civile e politica nello stato. Inoltre è totalitario un regime dittatoriale basato sulla fede assoluta in un'ideologia che favorisce la mobilitazione e l'attivazione permanente delle masse. Secondo alcuni autori,la nascita dei totalitarismo viene ricondotta al fallimento dei sistemi liberal-borghesi e alla crisi di valori tipica del periodo immediatamente successivo alla prima guerra mondiale,caratterizzato dalla fine del regime parlamentare in diversi stati europei e dall'avvento dei regimi autoritari e fascisti. Penso che il regime totalitario non si distingua dalle altre forme di governo solo perché riduce al minimo o abolisce determinate libertà, ma perché distrugge ogni presupposto di libertà,personale o di gruppo, e perché reprime forzatamente ogni tipo di conflitto.

Il totalitarismo utilizza perciò ì mass-media a fini di obbligato indottrinamento, usa tuta gli strumenti repressivi dell'apparato statale per controllare ogni aspetto della vita civile: economia, stampa, educazione, arte, scienza-; si pone al di fuori di ogni controllo democratico escludendo qualsiasi ambito dì libertà personale o di scelta volontaria; sostituisce il terrore totale al diritto positivo. Il totalitarismo si contrappone così,in maniera radicale, all'ideologia e alla prassi liberale e democratica. Quando parliamo di totalitarismo non ci riferiamo solo alla Germania nazista,ma anche all'Italia fascista con Mussolini. Ancora una volta,l'unico modo con cui sì cerca dì dare stabilità allo stato, risulta il regime totalitario: unico partito (eliminazione di tutti i partiti all'opposizione.., soppressione del senato, dei sindacati e di alcuni giornali; potere esecutivo nelle mani di Mussolini e dei suoi ministri (gerarchi fascisti); potere legislativo al Gran consiglio del fascismo ...), organizzazione che pervade tutta l'economia italiana (se prima l'economia, l'industria era un settore nel quale lo stato non interveniva,ora diventa parte integrante dello stato e fortemente regolato da questo). Risulta praticamente la risposta alla richiesta dei popolo ad una maggiore tranquillità .... ed è su questa richiesta sociale che opera Mussolini. Rispetto al fascismo,il nazismo risponde pienamente alla definizione di totalitarismo: tutte le ideologie si riflettono in ogni struttura, per ex le università si preoccupano dello studio della razza tedesca, filosofia tedesca,letteratura e matematica tedesca. Anche l' architettura e il profilo delle città ne vengono coinvolti (interi quartieri vengono infatti distrutti e ricostruiti secondo determinate regole dettate dall'ideologia).

 

Ma quali sono gli eventi, in Germania, grazie ai quali Hitler dà una svolta totalitaria?

 

1.   La notte dei lunghi coltelli

Come sappiamo, Hitler godeva dì forti appoggi soprattutto da parte dell'esercito e dell'industria. Inoltre, originariamente, nel partito nazista, si fronteggiavano due fazioni: una, di destra, era filo-conservatrice e stava dalla parte di H.; l'altra, più rivoluzionaria e anticapitalista, era guidata da Rohm. Ad un certo punto,i generali alleati con H. volevano la limitazione dei peso politico delle SA, mentre i conservatori e gli industriali tolleravano sempre meno la sinistra. A questo punto, H. dovette scegliere: o il regime si liberava degli estremisti, o l'esercito avrebbe potuto assumere in prima persona il comando dello Stato. Quindi, in questa notte dei lunghi coltelli, H.fece assassinare, dalle SS, i capi delle SA (i più estremisti, interpreti più fedeli dell'istanza anti-borghese).

 

2.   L'incendio del reichstagh

Appiccato dalle SS che attribuirono la colpa al partito comunista. Ciò permise a H. di eliminare i partiti di sinistra e di istituzionalizzare il partito nazista come unico. Infatti, con questo pretesto, H. fece approvare al vecchio presidente Hindenburg un decreto con il quale venivano soppressi i sei articoli della Costituzione di Weimar (che garantiva libertà civile e personale):finiva così lo stato di diritto in Germania

 

Naturalmente dobbiamo ricordare altri elementi fondamentali:

 

3.   Antisemitismo e persecuzioni razziali

Sono i pilastri dell'ideologia nazionalsocialista. Inizialmente i provvedimenti persecutori contro gli ebrei si mantengono sul piano economico e lavorativo, per poi passare progressivamente all'emarginazione, all'esclusione da università, cariche pubbliche e giornali. Un netto inasprimento di discriminazione razziale si ha con le leggi di Norimberga: gli ebrei vengono dichiarati estranei alla "comunità nazionale" e, quindi,privati di cittadinanza tedesca, perdendo ogni tipo di diritto. Poco più tardi verrà avviata la 'soluzione finale': annientamento e sterminio delle comunità israelitiche. Nei campi dì concentramento, oltre ai comunisti, agli oppositori,ai cattolici, ai democratici, troviamo un numero sempre più crescente di ebrei. Ma perché proprio gli ebrei?



 

H. formulò un vero e proprio discorso sulla razza: i mali dei mondo (comunismo, capitalismo) sono dovuti ad una malattia: l'ebraismo/giudaismo. H. sostiene la tesi per la quale i mali provengono dagli ebrei non solo su basi ideali, ma anche biologiche: teoria biologica per cui i diversi ceppi sono diversi gli uni dagli altri per elem.biologici e non solo culturali. Gli ebrei non hanno patria, sono avidi di denaro, legati al commercio e hanno contribuito alla diffusione del comunismo ... per questo motivo sono una razza maligna, inferiore e sempre per questo motivo devono essere eliminati. Da questo tema di differenza razziale ne derivano delle conseguenze:

 

-Leggi di Norimberga

-Teoria dello spazio vitale:tutti i popoli che appartengono al ceppo germanico devono essere unificati per essere governati unitamente. Questa è una tesi che spinge H. a riarmare la Germania (per annettere Polonia, Olanda, Jugoslavia, Austria, Lettonia). La sua opera rivoluzionaria sta nel fatto che la razza ariana deve crearsi condizioni migliori per governare in Europa ed il nemico da distruggere rimane sempre l'ebraismo.

Figlio di un piccolo funzionario delle dogane asburgiche , Hitler va a vivere giovanissimo a Vienna per tentare l'avventura sognata : diventare pittore . Cerca nel 1907 di entrare all'Accademia di Belle arti , ma all'esame d' ammissione viene respinto per due volte . Disoccupato , trascorre le giornate nelle biblioteche pubbliche a leggere libri di ogni genere , scelti a caso , quasi con furore , com'è tipico degli autodidatti . E' affascinato dal mondo della magia , dell'occulto , del paranormale , dell'iniziatico ; e seppure confuso nelle motivazioni orientate al fanatismo , manifesta precocemente un vivo interesse per la politica . Dotato di una memoria ferrea , ordinata , catalogatrice , divora la stampa socialdemocratica , gli opuscoli antisemiti e pubblicazioni di storia ed economia . A quest'epoca il suo ideale è rappresentato dal pangermanesimo fumoso di Georg Ritter von Schonerer (1842 - 1921), un ideologo austriaco che - ossessionato dal timore di un accerchiamento delle popolazioni tedesche da parte degli slavi , considerati culturalmente inferiori e barbari - fonda la sua dottrina sul nazionalismo , sull'antisemitismo , sull'antisocialismo , sull'unione dell'Austria alla Germania , sull'opposizione agli Asburgo e al Vaticano .
Esposto a simili influenze e animato da sentimenti di avversione per il mondo , tipici di un individuo socialmente isolato , Hitler non tarda a precisare alcuni degli orientamenti che caratterizzeranno la sua visione politica negli anni della maturità : supremazia della razza tedesca , pangermanesimo , condanna senza appello della democrazia e , sopra ogni cosa , avversione per gli ebrei .
In questi , Hitler ravvisa il principio stesso del male e della distruzione , l' "elemento spurio" che cerca di assicurarsi l'egemonia mondiale attraverso la corruzione sistematica , il delitto internazionale contro la razza germanica e l'intossicazione metodica della vita pubblica .
Nel 1913 si trasferisce a Monaco di Baviera poichè gli Asburgo , secondo lui , impediscono lo sviluppo dei "veri" tedeschi e favoriscono le altre nazionalità . In Mein Kampf egli ricorda l'entusiasmo con cui accolse nell'agosto 1914 lo scoppio della Grande guerra , offrendosi volontario per combattere sotto le bandiere di re Luigi III di Baviera .
Quattro anni più tardi , nel novembre 1918 , una collera profondissima lo animerà al momento della capitolazione . La sconfitta gli appare come il prodotto di un tradimento delle retrovie . Si tratta di un'esperienza traumatica , che in tutto il corso della sua carriera continuerà a evocare con un intensa carica emotiva . E' significativo che nel passo di Mein Kampf in cui riferisce la sua reazione agli eventi del novembre 1918 , egli utilizzi la parola "odio" . Fu allora che <<crebbe in me l'odio per i responsabili dell'avvenimento ! >> .
Il passo è seguito da questa conclusione : << con l'ebreo non si può scendere a patti , ma solo decidere : o tutto o niente ! Quanto a me , decisi di entrare in politica >> .Così l'anno seguente aderisce alla Deutsche Arbeiterpartei (Partito dei lavoratori tedeschi) , fondata nel gennaio 1919 dal giornalista sportivo Karl Harrer (1890 - 1926) e dal fabbro ferraio Anton Drexler (1884 - 1942) : una delle tante formazioni partitiche che pullulano nella Baviera conservatrice , nazionalista e separatista del primo dopoguerra . Deciso a impadronirsi di questo partitello , il futuro Fuhrer non tarda a farne lo strumento per la conquista del potere : un fine che egli prosegue con un accanimento non temperato da alcuno scrupolo , da alcun impegno sociale .
All'inizio del 1920 , le tessere distribuite dalla Deutsche Arbeiterpartei sono circa cento . Fra i nuovi iscritti figurano il generale Erich Ludendorf (1864 - 1937) già capo di Stato maggiore e "cervello" del Feldmaresciallo Paul von Hindenburg (1847 - 1934) nella battaglia dei Laghi Masuri (1914) ; Hermann Goring (1893 - 1946) , l'ex asso dell'aviazione militare tedesca ; i fratelli socialisti Otto e Gregor Strasser ; l'architetto Alfred Rosenberg (1893 - 1946) , un tedesco del baltico ; l'ex universitario Rudolf Hrss (1894 - 1987) ; il fanatico antisemita Julius Streicher (1885 - 1946) .
Nel dicembre 1921 , grazie a un prestito accordatogli dalla russa Gertrude von Seidlitz , Hitler può acquistare il bisettimanale Volkischer Beobachter (Osservatore popolare) e dargli la veste di un quotidiano antisemita . Poi cambia nome al partito e lo trasforma in "Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi" con la sigla NSDAP ; raduna attorno a sè ex ufficiali , soldati disoccupati e piccoli borghesi inaspriti dagli stenti del dopoguerra per creare , con la connivenza di importanti settori della Reichswehr (l'esercito regolare) , un reparto paramilitare , le SA , destinate a proteggere i suoi comizi e a sciogliere con la forza quelli dei suoi oppositori , e disegna personalmente l'emblema del partito ponendo una svastica - l'antica croce runica o ruota del sole , un tempo usata in tutta l'Asia - in mezzo a un disco bianco su una bandiera a sfondo rosso . Oratore prolisso e infaticabile , dalla voce dura e aspra ma capace di trascinare l'uditorio , Hitler si rivela abilissimo nel cogliere e far confluire a proprio vantaggio le più svariate fonti di potere e nel conseguire un risultato superiore alla somma delle parti . In tal modo gli riesce l'operazione di unire un gruppuscolo di pseudosocialisti a un manipolo di violenti ex militari , di imporre a questa alleanza una piattaforma antisemita e trasformarla in un partito di massa , dotato di uno straordinario dinamismo politico .
Nel quinto anniversario della proclamazione della repubblica tedesca (novembre 1923 ) , forte degli appoggi dei circoli conservatori preoccupati della spinta a sinistra delle masse lavoratrici , Hitler dà inizio in una birreria di Monaco a un colpo di stato teso ad abbattere il governo di Weimar . Monaco è la città che nel 1918 - 19 ha visto represso nel sangue un tentativo di instaurare un regime modellato su quello dei soviet in Russia , e nella quale un governo regionale socialdemocratico eè stato fatto cadere nel 1920 sostituito dalla compagine di destra capeggiata da Gustav von Kahr . In seguito a ciò ; la capitale bavarese diventa il polo d'attrazione di tutti coloro che , nella Germania umiliata dalla sconfitta , rifiutano la democrazia di Weimar cui attribuiscono la responsabilità di tutti i cedimenti .
Molti di questi uomini , guardando nel 1923 alla vicina Italia - dove l'anno precedente il fascismo ha trionfato - sognano di servirsi del governo bavarese di von Kahr per dare scacco matto al regime della giovane Repubblica .
Il putsch della birreria , l'ultimo di una serie, fallisce ; ma , proprio grazie al clamoroso processo e alla condanna di Hitler al carcere che ne segue, il nome della nsdap e quello del suo oscuro capo travalicano per la prima volta i confini della Baviera , e grazie ai fratelli Strasser e a un abile propagandista , l'ex studente di teologia Joseph Goebbels (1897-1945), conquistano un'immagine nella potente Prussia , cioè in quello che nella Germania guglielmina aveva funzionato da stato guida .
L'indulgenza dei giudici consente a Hitler di scontare appena un quinto della pena comminatagli . Ottenuta la libertà condizionata alla vigilia del Natale 1924, egli riceve nuovo danaro da coloro che, poi , lo finanzieranno sempre (i Krupp, i von Thyssen e gli altri esponenti di spicco del mondo degli affari e della grande industria tedesca).
Intimamente convinto di dover compiere una "missione", pronto a condurre tutta la Germania sulla via della dittatura , Hitler ricostituisce le strutture del partito creando speciali organizzazioni per i giovani , le donne, gli studenti , gli intellettuali . E poiché le SA si dimostrano turbolente, attraversate da ideologie socialistoidi e fondamentalmente infide, da vita nel novembre 1925 a una milizia personale, le S.S, che indossano l'uniforme nera come i fascisti di Mussolini e che , comandate a partire dal 1929 dall'ex allevatore di polli Heinrich Himmler (1900-1945), costituiscono la sua guardia del corpo.
All'interno del partito, e più tardi del regime nazista, l'azione di Hitler si caratterizza per la sua costante volontà di essere il Fùhrer, cioè il capo unico, di esercitare un'autorità piena e indivisa , di giocare sulle rivalità fra i dirigenti , di imporsi quale arbitro di ogni situazione . La sua filosofia politica - che esalta l'individuo, il capo indicato dai destino - è il riflesso di questa volontà tesa all'affermazione di sé . In tale prospettiva , le idee e i programmi hanno un valore relativo : sono soltanto mezzi che si possono abbandonare secondo le circostanze . Hitler è, insieme , un dottrinario e un opportunista . La dottrina comporta alcuni elementi costanti : bisogna conquistare il potere, assicurare la vittoria della Germania , dimostrare la superiorità della razza ariana . Ma più che momenti di una teoria , questi elementi sono obiettivi politici e militari che lasciano la più ampia libertà di manovra. «Ogni idea» scrive Hitler in Metti Kampf «anche la migliore, diventa un pericolo se diventa essa stessa un fine.» .
La NSDAP conta nel 1926 49mila iscritti , ma nel 1928 le tessere distribuite sono già più de! doppio (110mila). Alle elezioni del maggio di quell'anno i nazisti raccolgono 810mila suffragi e ottengono dodici seggi al Reichstag . Sono pochi , ma di lì a cinque anni Hitler sarà cancelliere .
Nella sua ascesa al potere , il fattore determinante è senza dubbio la crisi economica de! 1929, una recessione rovinosa che nel giro di tre anni dimezza la produzione industriale tedesca , costringendo alla chiusura migliaia di imprese e gettando sul lastrico milioni di lavoratori . In quel triennio - attraverso un processo che ancora oggi , a oltre settant'annì di distanza , riesce difficile spiegare - un popolo ricco di cultura e di tradizioni civili , e con una relativa esperienza di democrazia , accetta di sottomettersi a un regime totalitario e criminale. È vero che, a partire dal "mercoledì nero" di Wall Street , il grosso della borghesia capitalistica germanica si schiera senza remore con l'estrema destra favorendo l'ascesa di Hitler e mettendo in atto, entro una situazione che pare disperata , un rischiosissimo gioco d'azzardo. Ma sul terreno dei numeri è incontestabile che Hitler e il suo partito trovino il loro sostegno più ampio in una sorta di "terra di nessuno" sociale , rappresentata in particolare dalla piccola borghesia impoverirà , ma più in generale dalle masse dei malcontenti , degli affamati , dei disoccupati , nelle città e neile campagne : masse cui gli altri partiti politici e le gerarchie delle Chiese cristiane non sembrano allora capaci di proporre né vie d'uscita pcrcorribili né programmi di riscatto credibili .
A rendere più fucile la vittoria di Hitler - dovuta comunque all'incosciente aberrazione dei responsabili delle forze armate e delle supreme istanze dello Stato , che al momento giusto gli apriranno le porte - contribuiscono notevolmente le ambivalenze nella valurazione del movimento nazista da parte dell'episcopato cattolico e del clero luterano, ma soprattutto le gravi insufficienze degli altri partiti . Invece di unirsi per fare fronte al pericolo comune , essi coltivano con miopia le reciproche inimicizie : i tedesco-popolari contro Ì socialdemocratici , i socialdemocratici contro Ì comunisti , ì comunisti contro i socialdemocratici , il Zentrum cattolico contro i marxisti in generale, che siano comunisti o socialdemocratici .
A partire dai primi mesi del 1929, quando la crisi economica investe la Germania , gli agricoltori , che costituiscono ancora quasi il trenta per cento della popolazione attiva , danno chiari segni di un profondo malcontento. Schiacciati dal peso di debiti che , in un periodo di prezzi bassi , appaiono insopportabili , essi rappresentano una base sociale già predisposta ad accogliere con favore la propaganda degli awersari politici della Repubblica di Weimar. Ciò spiega come mai il movimento di Hitler consegua i suoi primi importanti successi proprio nelle regioni prevalentemente rurali, attraverso la rapida sottomissione delle associazioni agrarie all'organizzazione nazionalsocialista . Lo strumento di integrazione è qui soprattutto l'" apparato di politica agraria" della NSDAP, sotto la direzione di Richard Walther Darre (1895-1953), ideologo della razza e della classe contadina . Questa deve divenire il «motore vitale» del dominio nazista e la «fonte biologica di rinnovamento del sangue del corpo sociale» , e infine è destinata a colonizzare Io «spazio orientale» da strapparsi agli slavi , come Darre propone a Hitler già nei 1930 .
Alle elezioni parlamentari del 14 settembre 1930 il partito nazista realizza un risultato strabiliante, passando a sei milioni e 490mila voti con centosette seggi al Reichstag e divenendo il secondo partito del Reich, superato soltanto dalla socialdemocrazia . Dopo questo successo I iitler , ottenuta con un giochetto formale ia cittadinanza tedesca , si pone in gara (siamo nella primavera del 1932) come candidato alla presidenza della Repubblica tenuta da Hindenburg . Alle folle che va arringando da un capo all'altro della Germania , e che lo acclamano , l'agitatore ex austriaco ripete instancabile i punti fondamentali del suo programma : un futuro potere gestito dai nazisti non pagherà le riparazioni di guerra , straccerà il trattato di Versailles , ripristinerà i vecchi confini del Secondo Reich , darà lavoro agli operai , fisserà prezzi aiti per i prodotti dei contadini («una solida stirpe dì contadini piccoli e medi ha costituito in tutti i tempi la migliore difesa contro i mali sociali di cui ora soffriamo» si legge in Mein Kampf), creerà un esercito forte per soddisfare l'orgoglio dei militari , sconfiggerà i comunisti all'interno e si occuperà anche delle donne : «Nel nostro Reich» promette parlando al Lustgarten di Berlino «ogni ragazza tedesca troverà marito» .
Pur non riuscendo a sconfiggere Hindenburg , Hitler vede aumentare di ben cinque milioni i consensi al proprio partito. Nelle elezioni politiche del luglio 1932 i nazisti ottengono addirittura tredici milioni e 700mila voti , pari al 37,2 percento del suffragio espresso e 230 dei 608 seggi del Reichstag : un risultato che fa della NSDAP il maggiore partito della Germania . Hermann Goring viene nominato presidente del Reichstag, ma il vecchio feldmaresciallo von Hindenburg per ora rifiuta fermamente dì chiamare Hitler al cancellierato. La profonda confusione che pervade la scena politica tedesca esige una nuova prova elettorale. Si va a votare il 6 novembre, e la NSDAP registra un netto arretramento perdendo due milioni di elettori e attestandosi sulla percentuale del 33,1. Segue una situazione di stallo che Hindenburg risolve affidando a Hitler, il 30 gennaio 1933, la carica di cancelliere , con il compito di formare un esecutivo di "coalizione nazionale". Nella compagina governativa Hitler è fiancheggiato da una maggioranza di rappresentanti della destra conservatrice , che certo intendono tenergli la briglia ben stretta . Ma si illudono . Nonostante il vice cancelliere Franz von Papen - un "uomo di mondo" cattolico e nazionalista , senza esperienza politica ma ben introdotto negli ambienti industriali e bancari - rassicuri gli amici dicendo : «Abbiamo legato l'Adolf al nostro carro» comincia proprio allora la dittatura di Hitler : un potere che sa demagogicamente scaricare su comodi capri espiatori - gli stranieri e gli ebrei - l'animosità popolare per la recente depressione economica ; un potere che, ricorrendo a qualsiasi mezzo pur di consolidars , non tarderà a rivelare la sua vocazione tirannica e sanguinaria , e riuscirà , nell'arco di soli dodici anni , a devastare la Germania e a sconvolgere il mondo .






l fantasma di Hitler sugli schermi tedeschi

««Ci può aiutare a capire l'incomprensibile». «Mostrarlo in situazioni intime è un esperimento, ma a quale fine»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BERLINO - Nel fetido bunker della cancelleria, pochi giorni prima di far avvelenare i suoi sette figli e uccidersi insieme alla moglie Magda, Joseph Goebbels ebbe un lampo di lucidissima follia: «Signori - disse il capo della propaganda nazista, rivolto a un gruppo di ufficiali ormai prossimi alla disperazione - fra cento anni sarà girata una bella pellicola a colori sulle terribili ore che stiamo vivendo: non volete recitare una parte in questo film?». Era il 17 aprile 1945. Sono stati sufficienti meno di sessant'anni, perché la profezia di Goebbels si avverasse. Anche se, per fortuna, l'opera che l'ha realizzata non è la glorificazione che l'ex Gauleiter di Berlino aveva sognato.

E' uscito ieri, sugli schermi tedeschi, Der Untergang, La Caduta, il film prodotto da Bernd Eichinger e diretto da Oliver Hirschbiegels, che ricostruisce con accuratezza storica e dettagli perfino maniacali gli ultimi dodici giorni di Hitler e del nazismo, quelli wagneriani e mortiferi consumati nel ventre di Berlino, ormai soverchiata dall'Armata Rossa. E' la prima volta che cineasti tedeschi portano sullo schermo la figura del Führer, mettendola a fuoco da vicino, dandogli una voce normale, cogliendone anche una dimensione intima e personale, che nella Germania del Dopoguerra era stata tabù.

Scelta coraggiosa e controversa, che ha innescato discussioni e polemiche senza fine nella comunità intellettuale e nell'opinione pubblica, tormentati dal dubbio se fosse lecito o meno raccontare Hitler, l'incarnazione del male assoluto, anche nella sua banalità di essere umano, capace di gesti cortesi e attenzioni paterne.
Costato quasi 14 milioni di euro, una delle cifre più alte nella storia del cinema tedesco, Der Untergang è basato sulle memorie di Traudl Junge, la segretaria del Führer che lasciò il bunker solo dopo il suo suicidio, e sulle testimonianze di alcuni protagonisti, rielaborate dallo storico Joachim Fest, in un libro dallo stesso titolo. Fest, biografo di Hitler e sicuramente il massimo esperto vivente del nazismo, ha anche preso parte come consulente al progetto di Eichinger.

A prestare il suo volto e la sua infinita bravura di attore al capo del nazismo è Bruno Ganz, inarrivabile nel saper alternare tutti gli stati d'animo e la mimica di una personalità complessa e contorta, fossero gli sbotti di rabbia animalesca contro i generali, le attenzioni da gentiluomo alla segretaria, le carezze al cane Blondie o il bacio sulla bocca a Eva Braun, l'amante di una vita, sposata prima di suicidarsi insieme a lei. «Il film di Eichinger è un capolavoro» ha scritto Franz Schirrmacher, uno dei più autorevoli intellettuali tedeschi, direttore editoriale della raffinata Frankfurter Allgemeine . Entusiasmo condiviso anche dalla popolare Bild Zeitung , che lo definisce «il film dell'anno, un film tedesco sull'eterno fantasma della nostra storia: Hitler, essere umano confuso, mostro rabbioso, folle assassino».

«E' giusto fare un film con tanti dettagli sul dittatore, responsabile di milioni di crimini così efferati?» si è chiesta invece perplessa la Stuttgarter Zeitung . «Mostrarlo in situazioni intime non aiuta a capirlo meglio - ha scritto su Die Zeit il critico Jens Jessen -, Hitler rimane mostruoso e incomprensibile. Il film è un esperimento, ma a quale fine?». «Ci può aiutare a capire un po' di più l'incomprensibile», è stata l'indiretta risposta di Achim, 66 anni, pensionato, subito dopo aver visto la prima del film, in una sala sulla berlinese Potsdamer Platz, cuore antico e nuovo di Berlino, a poche centinaia di metri dall'area in cui era scavato il bunker. «Avevo sette anni nel 1945 e anch'io salutavo con il braccio teso. Come me, credo che molti tedeschi della mia generazione non abbiano mai saputo spiegarsi la follia di ciò che è successo. Bruno Ganz è un attore meraviglioso, ma non penso che dalla sua interpretazione Hitler esca così umanizzato, come molti temono. Anzi, vederne gli aspetti più personali, perfino i momenti di gentilezza, forse serve a coglierne meglio la mostruosità».

Hanno pianto in molti, ieri, durante la proiezione, di fronte alla scena in cui Magda Goebbels, impersonata con grande forza dall'attrice Corinna Harfouch, schiaccia con freddezza e metodo una fiala di veleno nella bocca di ognuno dei suoi bambini addormentati. «In alcune scene ho dovuto chiudere gli occhi, erano troppo brutali» è stato il commento di Jennifer, 14 anni, venuta da Mahlov, un villaggio nel Brandeburgo, insieme a tutta la sua classe, su consiglio dei professori. «Ma il film è molto interessante - ha aggiunto -, Hitler viene fuori come un vero criminale, voleva solo che tutti morissero insieme a lui. Penso che ci aiuterà a confrontarci meglio con la nostra Storia».

«Sono positivamente sorpresa - ci ha spiegato Christina Ciszek, giornalista -, venendo al cinema ero ossessionata dal pensiero di non farmi coinvolgere dalle cose più personali. Credo che anche dittatori e tiranni abbiano aspetti umani, è terribile ma è così. Il film però non suscita alcuna compassione per Hitler».
L'Olocausto rimane solo sullo sfondo degli avvenimenti, durante tutte le due ore e mezzo di proiezione. Ma corrisponde alla verità storica che lo sterminio degli ebrei, soprattutto negli ultimi giorni del bunker, fosse argomento tabù in presenza di Hitler. C'è soltanto un passaggio, nel quale il Führer, guardando indietro e ormai cosciente della fine prossima, si vanta di «aver ripulito le aree del Reich dalla presenza degli ebrei». Ma per la signora Susi Breit, pensionata quasi ottantenne, Der Untergang è lo stesso «un'opera straordinaria, dalla quale i giovani possono apprendere molto, in primo luogo a cosa possa condurre credere ciecamente in un'ideologia». Susi è ebrea, scampata allo sterminio: «Grazie a Dio abbiamo lasciato la Germania in tempo, siamo fuggiti in Australia. Dovrebbero vederlo tutti, questo film. Pensiamo a cosa sarebbe successo se la Germania nazista avesse vinto la guerra».







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