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Funzione di garanzia dei stati piccolo.

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Funzione di garanzia dei stati piccolo.

Che fine fanno gli stati piccoli? Nel sistema piramidale non contano nulla, nel diffusivo si hanno si degli equilibri per compensare le differenze, ma uno stato piccolo resterà sempre uno stato piccolo. Qual è la loro funzione nella politica internazionale?

E' una funzione di garanzia.

Cosi come il sistema dell'equilibrio europeo aveva creato un centro debole (garantiva la separazione fra i contendenti), cosi gli stati piccoli in questi due modelli rappresentano sempre una funzione di garanzia da un punto di vista della neutralità.

Abbiamo ancora oggi la conseguenza di questo: normalmente la sede di queste assemblee è posta sempre negli stati piccoli. Crucè la voleva mettere a Venezia, Penn proponeva l'Olanda.

Oggi i luoghi dove è stata fissata la sede degli organi dell'unione europea: Bruxelles, Belgio, Lussemburgo, Strasburgo (città particolare e di confine) ecc.



L'assemblea dell'ONU invece è a New York, in uno stato grande e qui infatti ci sono i problemi, contestazioni ecc.

Quando ci stupiamo che la sede delle organizzazioni internazionale più prestigiose è collocata ne 717d31h i paesi piccoli,anche questa scelta i realtà ha delle radici di carattere culturale data dal fatto che i paesi piccoli possono essere garanzia di maggiore neutralità ed imparzialità.

Riassunto:

Tra i modi di risolvere le controversie internazionali escogitati dal 1600 c'è l'idea di creare una assemblea di stati in particolare gli stati europei.

Questa idea di assemblea di stati è all'origine dell'assemblea che c'è ancora oggi.  Questo tipo di soluzioni sono fortemente ancorati alla realtà storica in cui nascono e questo spiega perché le idee di assemblee di stati che vengono inventati dal 1600 sono riconducibili a due modelli:

1_ modello piramidale

2_ modello diffusivo

Le differenze stanno nel fatto che:

MODELLO PIRAMIDALE è il modello piu legato al contesto storico dell'epoca perché questo modello nasce attraverso la riformulazione di un sistema di governo che è quello tipico dell'età moderna basato sulle gerarchie, sulle precedenze e quindi delle disuguaglianze.

C'è al vertice il re e i nobili e alla base la maggior parte della popolazione che è il terzo stato.

Questo modello era cosi ancorato che ci fa capire perché questo modello è stato destinato a maggior successo nella storia della politica internazionale. Possiamo leggere quel  triangolo come i rapporti di potenza tra gli stati nella politica internazionale. Al vertice i paesi che decidono effettivamente, in basso coloro che non contano nulla.

I criteri di stato potente per l'epoca erano quelli di avere un grande territorio, forza militare ecc.

L'erede del modello piramidale è oggi il consiglio di sicurezza delle nazioni uniti che è l'organo di governo della politica mondiale in cui siedono però soltanto i paesi più potenti in base ai criteri individuati dopo la seconda guerra mondiale, cioè i paesi vincitori di quel conflitto. Accanto al modello piramidale c'è il MODELLO DIFFUSIVO .

Questo modello si differenzia per altre caratteristiche:

-          la sua radice storica non sta in una esperienza comune alla politica europea del tempo, ma sta invece in un'esperienza specifica circoscritta territorialmente che è la storia dell'Inghilterra. Nel 1600 in ing. I 2 poteri quelli del re e del parlamento si bilanciano tra di loro realizzando una forma di uguaglianza e parità. Questa situazione conosciuta solo nel caso britannico viene riprodotta nel modello diffusivo per immaginare un'assemblea di stati all'interno della quale tutti i paesi sono uguali fra di loro e hanno lo stesso peso politico. (come re e parlamento).

Per fare questo, se due paesi sono diversi fra di loro,  Penn deve escogitare dei meccanismi di compensazione di queste disuguaglianze. Quello più significativo è quello di attribuire in questa assemblea non un voto per ciascun stato (il voto di un paese piccolo non può essere uguale a quello di una grande potenza). Lui affidandosi al modello inglese trasferisce al modello diffusivo l'idea della rappresentanza. Cioè all'interno di questa assemblea ciascun paese manda un certo numero di rappresentanti proporzionati al numero di persone, alla grandezza del paese ecc in modo che in proporzione un paese piccolo ma importante può mandare un numero di rappresentanti maggiore di un paese molto vasto ma disabitato. Questo è il sistema che esiste ancora oggi, anche nel parlamento europeo.

Abbiamo dunque due ipotesi alternative di come comporre queste assemblee di stati ed entrambe queste ipotesi percorrono tutta la storia delle R.I. fino al 1900.

L'ONU è il risultato della confluenza tra queste due idee perché abbiamo il Consiglio di sicurezza costruito sul modello piramidale, e l'Assemblea Generale delle NU dove ogni paese è uguale ad ogni altro perché ha un rappresentante.

Da qui nascono tutti i problemi dal punto di vista della governabilità. Perché le decisioni del CDS che partono da interessi di potenza possono configgere con  l' AG. La soluzione che è stata adottata è che le soluzioni politiche vengono adottate dal CDS.

All'interno di questo disegno generale (sia rispetto al modello piramidale, che quello diffusivo) continuano sempre a svolgere un ruolo di garanzia gli stati piccoli. Questa è la ragione per cui nella storia della politica internazionale troviamo continuamente questa idea di mantenere un certo numero di stati piccoli perché questi rappresentano una forma di neutralità rispetto agli interessi delle grandi potenze.

Da notare: nei 14 punti di Wilson (manifesto programmatico con cui il presidente degli USA promosse l'intervento nella 1° GM degli USA) c'era il principio secondo cui  ogni nazionalità ha il diritto di aspirare ad un proprio stato nazionale. Dietro questa affermazione c'era il disegno di ricostruire all'interno dell'Europa quel centro debole che era tipico nel sistema dell'equilibrio. Al posto del grande impero austro-ungarico nasce Austria, Romania, Ungheria ecc..meccanismo di divisione risponde a questa logica.

L'idea del piccolo stato è tornata nel corso del tempo,ed ha anche una motivazione di tipo culturale: aspirazione verso 1 idea di libertà secondo cui il piccolo stato garantisce una forma di democrazia che non un territorio molto esteso.

Es. USA hanno mantenuto la divisione fra tante realtà.

Questa idea di garanzia dei piccoli stati rimane quando troviamo qui la sede delle principali organizzazioni internazionali. Anche questa è un'idea storica: sia Penn che Croucet avevano immaginato che il luogo in cui doveva riunirsi questa assemblea doveva essere una città neutrale. (Croucet - Venezia , Penn - Olanda). Oggi la sede delle istituzioni europee è stata posta in Lussemburgo, Strasburgo (che è una situazione particolare in Francia ecc.)

Inoltre altra riflessione che ci riporta alla logica della politica internazionale dell'Età moderna: il fatto che sia i fautori del modello piramidale sia di quello diffusivo collocassero il luogo di queste assemblee in uno stato piccolo che era anche una repubblica, ci fa capire il modo in cui si svolgevano le relazioni internazionali.

Venezia e Olanda erano repubbliche. Ci sono 2 ragionamenti:

-         (ci riconduce a chabot) L'idea di repubblica coincideva con l'idea di un modello politico che si riportava a questa tradizione di libertà che chabot riprende nel corso del testo.



L'idea di poter fissare l'assemblea di stati in un territorio di una repubblica significava collegare le funzioni di questa assemblea (prevedere comportamento degli stati, riappacificare ecc) con una tradizione di libertà che nasceva tipicamente all'interno del contesto repubblicano.

La repubblica è un luogo dove è meno prevedibile il comportamento futuro di un paese perché i governi cambiano. Per questo non venivano considerate affidabili.

Però c'è il rovescio della medaglia: il modello repubblicano era considerato un esempio virtuoso ma inaffidabile dal punto di vista della politica internazionale.

Venivano invece considerate affidabili le monarchie perché c'era una regola fondamentale la successione dinastica) che garantiva la continuità.

Nelle monarchie il potere si tramanda di padre in figlio e questo mi da la sicurezza di una regola. Il potere era trasmesso sempre all'interno della stessa famiglia quindi sempre all'interno della stessa logica di interessi. Ecco perchè erano le monarchie i soggetti ritenuti più affidabili dal punto di vista internazionale. Fino all'800 i grandi soggetti della politica internazionale erano monarchie.

Sia il modello piramidale che il diffusivo normalmente prevedevano l'esclusione delle repubbliche dalle decisione delle politiche internazionali. L'unico che apre la strada alla presenza delle repubbliche è William Penn perchè tra le 2 rivoluzioni inglesi (1642 - 1648) c'era stato un periodo di repubblica che costituiva una parte della tradizione politica inglese.

MODELLO PIRAMIDALE

UNIONE INTERNAZIONALE

Sovrano A                              Sovrano B                              Sovrano C

Sudditi stato A                       Sudditi stato B                       Sudditi stato C

Il modello piramidale è il modello in cui domina la politica di potenza, ma che all'interno di questo modello, coloro che decidono sono i governanti indipendente dagli interessi dei cittadini. Il modello piramidale dipende fortemente da un contesto politico (quello dell'antico regime) in cui non esiste l'idea della rappresentanza politica.

Cinque caratteristiche fondamentali:

1_ le controversie internazionali fra i sovrani vengono risolte tramite arbitrariato presso l'unione internazionale.

2 _ i membri dell'Unione internazionale sono i sovrani e non i sudditi. I sovrani hanno sotto di loro i sudditi senza alcun tipo di diritto. Chi decide nell'unione internazionale sono i vari sovrani in base unicamente e ai proprio interessi e non in base agli interessi della società

3 _ Il criterio elettorale è: un sovrano un voto ma ci sono solo le potenze, non le repubbliche.

4_i sovrani hanno la facoltà di determinare i rapporti costituzionali nel loro stato. Sovranità interna, controllo all'interno del proprio paese.

5_ se l'unione o l'assemblea internazionale dispone di una forza congiunta, questa può essere anche usata per reprimere eventuali ribellioni interne tra stati membri. Cioè c'è una forza militare comune all'interno di questi paesi che serve principalmente per scopo difensivo ma anche a reprimere delle insurrezioni interne che minacciano l'autorità dei sovrani.

C'è una variante forte e una variante debole:

la variante forte è quando esiste un esercito armato che difende verso l'esterno e garantisce l'ordine verso l'interno.

L'esempio più importante è la sacra alleanza: questa prevedeva che tutti tra di loro si organizzavano per impudiche che un nuovo tiranno manifestasse la sua volontà di potenza in Europa ma allo stesso tempo l'uso delle armi poteva essere fatto valere se una sommossa interna metteva in discussione l'autorità di un sovrano. (fallimento dei motti carbonari - governatore di Milano aveva paura e arrivava l'esercito francese).

La variante debole è quella in cui esiste una forza di tipo militare ma non può essere usata per questi scopi. L'esempio classico è quello dell'ONU. L'ONU dispone di una forza militare che sono i caschi blu ma non possono essere utilizzati per scopi offensivi ma sono solo una forza di interposizione per separare i contendenti. I soldati dell'ONU sono armati per difendersi, ma la loro funzione è quella di garantire la pace.

Autori caratteristici della variante forte sono Crucè Saint Pierre. Dellavariante debole Ladd Jary

Modello diffusivo che si chiama anche il modello della federazione internazionale. Questo è più democratico perchè in questo tipo di assemblea non siedono le potenze composta nella persona dei sovrani ma i rappresentati delle nazioni o dei piccoli stati.

Per questo motivo, questa organizzazione viene rappresentata cosi: con frecce che vanno in entrambe le direzioni. Presuppone un'idea della rappresentanza per cui esiste una reciprocità di rapporti fra lo stato ed i suoi cittadini. E' quello che accade oggi quando si rattificano i trattati internazionale. Lo stato con i rappresentati stipulano i trattati ma dato che i rappresentanti traggono l loro legittimazione politica dai cittadini sono responsabili verso loro.

Questo si riferisce ad un modello politico di stato affermato a partire dall'800 ed è lo stato costituzionale.

MODELLO DIFFUSIVO

FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

Cittadini                                  Cittadini                                  Cittadini




Stato A                                    Stato B                                   Stato C

Stato                                       Stato                                       Stato

Costituzionale A                    costituzionale B                     costituzionale C

Caratteri fondamentali:

1 - le controversie fra stati vengono risolte tramite arbitrariato presso la federazione internazionale. L'obiettivo rimane lo stesso: risolvere le controversie. Però a differenza di prima i membri della federazione sono i cittadini e non i governi degli stati.

2_ il criterio elettorale è: un cittadino un voto. Ogni cittadino può eleggere i rappresentanti.

3_ la forma costituzionale degli stati membri è influenzata da quella dello stato con la costituzione più progredita.

Gli autori caratteristici sono: Penn, Bellers, Simon Bentham

Esempi storici: comunità europea e accanto forti analogie con gli stati federali. L'UE è una forma di federalismo cioè condivisione di una serie di poteri e prerogative della sovranità.

All'interno del modello federale quanto può incidere il ruolo di uno singolo stato?

Incide in base alle regole che vengono decise. E' il trattato la fonte e lo strumento che stabilisce le regole e compensare la maggiore o minore potenza dell'uno o dell'altro. La costituzione europea è il rinnovamento del trattato istitutivo dell'UE con l'aggiunta di nuove regole.

Riassumendo abbiamo conosciuto due strumenti tipici delle RI di oggi che nascono dal passato: il diritto internazionale e le organizzazioni internazionali. Questi sono due strumenti tipici che si usano normalmente fra stati.

Ci resta da parlare di un terzo strumento che anch'esso è tipico dei rapporti tra gli stati che è la cosiddetta DIPLOMAZIA.

Anche la diplomazia nasce dallo stesso momento storico (tra 1500 a 1600) in cui troviamo radici di questi fenomeni. Ma anche la storia della diplomazia ha conosciuto una serie di cambiamenti che ci fanno capire come sono mutati i rapporti fra gli stati.

La parola diplomazia nasce dall'espressione "diploma" che era un documento scritto originariamente scritto sulla pergamena. Il diploma era la lettera di accreditamento di un rappresentante di un sovrano presso un sovrano straniero. Il sovrano confezionava questo documento (diploma) che gli consentiva di presentarsi.

E' lo strumento che è stato inventato in età moderna per condurre le relazioni internazionali.

La nascita della diplomazia coincide con il momento che si creano le forme di sovranità moderna. Nel momento in cui nasce lo stato territoriale moderno, in quel momento  che si crea la necessità di rapporti con paesi confinanti nasce anche questo uso della diplomazia che ancora oggi sopravvive.

Il diplomatico è un rappresentante politico permanente di uno stato presso uno stato straniero.

Per arrivare a questa figura si è dovuto fare un lungo percorso; anticamente, all'inizio delle RI (ne 1500) questo rappresentante politico non era un rappresentante di uno stato ma era il rappresentante del re perché era lui che decideva la politica internazionale.

Oggi un diplomatico ha una responsabilità politica perché viene scelto dal governo che deve rispondere al parlamento che deve rispondere ai cittadini. Nell'AR il diplomatico dipendeva direttamente dal re e doveva rispondere esclusivamente a lui. Questo spiega perché piu andiamo indietro nel tempo più difficile è trovare una definizione precisa di com'è diplomatico.

La stessa parola ambasciatore che si usa oggi è una parola che viene in realtà inventata tardi nel tempo tra 600 e 700 più di 100 anni dopo la nascita della diplomazia.

All'inizio si chiamavano procuratori. La chiesa chiamava i propri ambasciatori 'nunzi' (da annunci). Lo stato del vaticano non ha ambasciatori ma un nunzio apostolico. L'Ambasciatore (rappresentanti diplomatici) dell'impero ottomano si chiamava Bailo.

Per questo motivo tutte le caratteristiche che noi oggi riconosciamo alla diplomazia internazionale sono venute in realtà stratificandosi nel tempo.

Quali sono le caratteristiche della diplomazia oggi?

- La diplomazia si esercita attraverso la figura dell'ambasciatore, e le ambasciate stanno nella capitale. Questo perché nella capitale sta anche il governo del paese.

-         ce n'è uno solo perché l'ambasciatore rappresenta la sovranità dello stato e dato che la sovranità è indivisibile, l'ambasciatore non può che essere uno solo.

-         diritti speciali rispetto a qualsiasi altro organo o persona. I diritti sono delle forme di libertà cioè assenza di condizionamento da parte del paese che li ospita. L'ambasciata gode di quello che oggi si chiama extraterritorialità. Cioè il territorio dell'ambasciata all'estero è come se fosse il territorio dello stato di appartenenza. E' come se fossi in uno stato estero.

-         hanno delle libertà personali dette immunità. La cosiddetta immunità diplomatica cioè il diritto dell'ambasciatore e del personale delle ambasciate a rimanere soggetti alle leggi del proprio paese. E quindi hanno il diritto a sottrarsi alle regole del paese che li ospita. E' importante nel caso in cui ci siano delle regole diverse da paese a paese.



Questo spiega anche perché la stessa immunità del paese copre tutti i rapporti che ci sono tra l'ambasciatore (con l'ambasciata) ed il paese di origine.

Questi collegamenti (tra Italia e la sua ambasciata) devono godere dell'immunità. Sono quindi coperti da immunità anche tutte le comunicazioni. Oppure la valigetta diplomatica: a noi controllano tutti,i diplomatici invece non sono soggetti a nessun controllo. Questo perché l'immunità accompagna tutte le fasi di questo percorso tra paese di origine e luogo in cui si esercita la rappresentanza diplomatica.

Perché esiste oggi questo complesso di regole nella diplomazia internazionale cosi rigido e ferreo? Perché nel passato tutte queste regole non c'erano con gravi conseguenze: ad esempio nel passato il diplomatico non era quasi mai un rappresentante permanente. Ma veniva di volta in volta nominato quando c'era una determinata occasione (anche matrimoni di sovrani..mentre ora si sceglie un rappresentante del governo).

Non esisteva nemmeno la carriera diplomatica, e questo uso è rimasto ancora in casi rari in cui occorre nominare una persona per concludere un determinato affare.

Si chiama oggi ministro plenipotenziario. Cioè un rappresentante straordinario solo per quella occasione.

Un'altra caratteristica della diplomazia dell'Età Moderna oltre al fatto di non essere permanente come avviene oggi era data dal fatto che la sede dell'ambasciatore non è quasi mai una sede fissa. Questo perché i governi dell'epoca che erano i sovrani non stavano fissi in un unico posto, ma ogni città aveva il suo palazzo reale perché il sovrano si spostava attraverso il paese, non esisteva ancora la cosiddetta capitale e l'ambasciatore doveva seguire la corte nei suoi spostamenti. Questo è importante sul piano economico in quanto ancora oggi i rappresentanti diplomatici sono ben retribuiti e non solo perché svolgono un ruolo importante ma anche perché la tradizione diplomatica dava al compito dell'ambasciatore degli aggravi (per es. per spostarsi da un luogo all'altro) che comportava un esborso di spese.

Altro fatto importante è che in Età Moderna non esisteva una vera e propria carriera diplomatica;ogni sovrano poteva nominare ambasciatore chi voleva o un nobile vicino alla corte, un ricco commerciante ecc. Nella maggior parte dei paesi europei invece oggi esiste la carriera diplomatica: chi fa l'ambasciatore segue delle scuole speciale, fa dei concorsi ecc.

Avviene cosi perchè il principio che ispira oggi gli stati costituzionali moderni è diverso da quello dell'antico regime.

Oggi esiste l'idea della democrazia e uguaglianza. L'unico modo per garantire uguaglianza e quindi medesime opportunità a tutti è quello di consentire a tutti l'accesso alla carriera diplomatica e fare i concorsi.

Perché c'è l'extraterritorialità e la segretezza? Perché in passato quando l'ambasciatore era il rappresentante di un sovrano e non i uno stato e non c'erano queste garanzie, ogni volta che c'erano delle controversie fra stati (e quindi fra sovrani)il primo strumento di ritorsione era quello di prendere l'ambasciatore e metterlo i carcere. Molto spesso questo ambasciatore era un membro della famiglia (un parente del re). Le forme di libertà nascono quindi da questa esigenza di garanzia nei rapporti fra gli stati nel momento in cui si evolve la loro forma politica.

L' ambasciatore è la figura più importante della diplomazia perché oggi l'ambasciatore è il rappresentante politico permanente di uno stato in un territorio libero.

Perché nel tempo attorno alla figura di questo rappresentante sono state create una serie di immunità rispetto al potenziale controllo da parte dello stato ospitante?

Tutti i diplomatici godono di una serie di libertà (immunità) di tipo personale, territoriale ecc funzionali al tipo di compito che devono svolgere. Queste immunità si sono gradualmente formate nel tempo per garantire la sovranità dei paesi che mandavano questi rappresentanti. Quando gli ambasciatori non avevano queste protezioni, accadeva che nel momento in cui i rapporti fra stati entravano in crisi, il sistema principale di ritorsione utilizzato era l'arresto dell'ambasciatore che molto spesso era un parente dei sovrani.

Accanto ai tipi di immunità (extraterritorialità, liberta da ogni forma di coercizione, non si paga le tasse dello stato estero ecc) ci sono altre caratteristiche che sono fatti normali della diplomazia di oggi ma hanno anche loro una ragione storica.

Ad esempio il rimborso della carriera diplomatica. E' ben ricompensata per 2 ragioni entrambe storiche:

-         storicamente l'ambasciatore è sempre stato il rappresentante dello stato da cui veniva. E dato che una volta lo stato era il re, l'ambasciatore era il rappresentante del re.

-         Per questo motivo nel momento in cui questo rappresentante diplomatico si presentava davanti ad altri capi stranieri, doveva anche dal punto di vista esteriore trasmettere un messaggio della potenza del sovrano che l'ha mandato. Coloro che vivono vicino ai potenti, anche se provengono da un altro tipo di ceto, nel momento in cui svolgono un servizio per costoro, devono dimostrare all'esterno la condizione del proprio padrone. La stessa cosa è avvenuta per l'ambasciatore: è il rappresentante del sovrano e doveva presentarsi come tale. La questione della remunerazione della diplomazia nasce proprio dai compiti di rappresentanza che queste persone dovevano svolgere. Vestiti costosi, residenze sfarzose (quasi al pari di quella del re) ecc

-         Tutti sono sensibili al denaro e la possibilità di ricompensare il rappresentante diplomatico in maniera generosa evitava fin dall'origine che questo rappresentante (magari a conoscenza di segreti di stato) una volta arrivato all'estero non passasse dall'altra parte per entrare al servizio del re che lo ospitava.

La necessita di pagare bene era anche un mezzo di dissuasione rispetto alle offerte di incarichi che potevano provenire dai paesi ospitanti.

C'è una ragione storica anche per la segretezza della corrispondenza e comunicazioni tra ambasciate e governi di origine.

Oggi questa segretezza è giustificata dal collegamento funzionale che esiste tra il paese d'origine e la sede dell'ambasciata. Originariamente la segretezza nasce per altre ragioni: cioè per il tipo di compito che i rappresentante diplomatico doveva svolgere: che non era solo un compito di rappresentanza vera e propria ma era anche un compito di spionaggio (economico e militare).

Tutto ciò che fa parte della carriera diplomatica nasce da contesti storici precisi.







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