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L'IMMIGRAZIONE

sociologia


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L'IMMIGRAZIONE

L'IMMIGRAZIONE

 

Quale argomento può vantare una tale attualità se non quello dell'immigrazione? L'Italia è in primo piano, ogni giorno, nella lotta contro i clandestini, i disperati. Giungono su gommoni, su imbarcazioni colme fino all'inverosimile e qualcuno di essi rischierà di essere gettato a mare dagli scafisti. Non hanno nulla da perdere se non l 636c21g a loro vita, i loro familiari. E' uno scenario triste, che li offende nella dignità e nell'onore, ma soprattutto perché devono tentare ugualmente, almeno per cercare di assicurare un futuro ai propri figli.

Gli Italiani, soprattutto coloro che abitano nei luoghi interessati agli sbarchi, cercano di fare il possibile magari perché anche i loro predecessori erano andati incontro allo stesso destino cercando di giungere in America. Spesso però i centri di accoglienza non hanno più spazio per ospitare i nuovi arrivati che così, se le scuole sono chiuse, vengono lì sistemati per essere sottoposti a cure e rifocillamenti di cibo.

Giungere nei centri di accoglienza spesso è però sinonimo di rimpatrio. Vengono concessi permessi di soggiorno ma, probabilmente solo a chi dimostra di avere già parenti da raggiungere, magari in Germania. Chi tenta il viaggio e non ha nessuno tornerà a casa.



L'Italia ha avuto gente emigrata ed ora accoglie gente immigrata. La prima ondata di profughi di guerra, concetto un po' diverso dagli immigrati ma con lo stesso concetto di base, che io ricordi fu quella conseguente al conflitto in Jugoslavia. Ricordo poi le più recenti, quelle curda e albanese.

Tuttavia ci sono periodi in cui gli sbarchi sono all'ordine del giorno, soprattutto quando il bel tempo permette una navigazione tranquilla. Ascoltando il telegiornale ho sentito di immigrati proveniente dall'Africa, dall'Iran, dall'India e addirittura dalla Cina. Un episodio di qualche settimana fa poi, ha scosso l'opinione pubblica di tutto il mondo: la morte di una sessantina di immigrati in un camion. L'orribile tragedia è stata scoperta a Dover, in Inghilterra, dove chi ha aperto le porte dell'autocarro si è trovato davanti un agghiacciante scenario di corpi ammassati uno sull'altro, una morte causata dalla mancanza d'aria, di cui le celle frigorifero sono prive una volta chiuse.

Sono però d'accordo quando penso che non sia preoccupante questo fenomeno in sé e per sé ma siano pericolose le conseguenze che potrebbero generarsi e che già si sono generate, in parte, soprattutto una. Chi riesce a scappare o ad uscire dai centri di accoglienza, si trova a vivere emarginato, quindi senza un lavoro; bè, persone di questo tipo sono ad alto rischio se vengono avvicinate dalle organizzazioni criminali. La premessa di ottenere denaro in cambio di qualche lavoretto è troppo appetibile per non accettare e questi disperati possono essere disponibili a tutto, soprattutto se si tratta di individui giovani.

Se mi venisse chiesto di trovare una soluzione a questo grave problema, non saprei proprio cosa inventarmi. Mi sembra così difficile risolverlo anche perché ciò comporterebbe di trovare prima soluzione ad altri problemi, ancora più complessi, come quelli della povertà, la guerra, l'analfabetismo e l'ignoranza in generale. Dunque mi troverei impreparata ma non me ne vergogno perché visto che il problema persiste e si aggrava sempre più vuol dire che neppure i potenti della terra possono farci nulla. O non vogliono?




Sta di fatto che la fame e la miseria rendono inumane le persone, non le fanno ragionare, le spingono a compiere azioni che magari non vorrebbero. Perché in fondo tutti hanno la propria dignità da salvare e non penso che giungerebbero in un'altra Patria, che non è la loro e che forse neppure amano, se avessero almeno una possibilità di riscattarsi nel loro Paese.

Quando l'Italia uscì da due guerre disastrose, anche noi non avevamo molte possibilità di riuscita. Dunque molti preferirono trasferirsi altrove soprattutto nel Nord America, in America Latina e in Australia. Oggi vi sono molte comunità di Italiani in quei luoghi, comunità di persone ormai integratesi perfettamente tanto che i loro figli si considerano Americani a tutti gli effetti, pur non dimenticando le loro origini.

All'inizio, però, non fu tutto così facile e i nostri immigrati venivano rilegati ad una completa emarginazione, vittime molto spesso di razzismo e ingiustizie (vedi il film "Sacco e Vanzetti") proprio come accade oggi in Italia. L'immigrazione, come altri fenomeni esistenti, è qualcosa che si ripete nei secoli, durante tutto il corso della storia e penso che combatterla sia quindi come fronteggiare la storia stessa.







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