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RAPPORTI ETICO-SOCIALI

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Il titolo "RAPPORTI ETICO-SOCIALI" tratta in modo speciale delle istituzioni che formano la persona, il cittadino, cioè la famiglia, la scuola e la salute.

Questi diritti nascono con lo stato sociale e impongono un comportamento statale attivo.

Per stato Sociale s'intende quella forma di stato in cui si passa dalla tutela dell'uguaglianza formale a quella sostanziale e formale insieme e che per fare ciò lo Stato assume un nuovo compito, la funzione sociale. I suoi valori guida sono esplicitati nella costituzione nei principi fondamentali (art. 2 e 3) e nella parte prima intitolata "diritti e doveri dei cittadini".

Art. 29

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.



Primo comma (la famiglia)

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia

Lo stato non crea i diritti della famiglia, perché essa ha dei diritti originari, preesistenti, e lo Stato non deve fare altro che dar loro l'efficace protezione giuridica

come società naturale

società nel senso di comunità, naturale nel senso "originaria", di diritto naturale. I costituenti non intesero darne una definizione nel senso proprio della parola ma solamente fissare dei l 252e46c imiti,quali:

-         assegnare alla famiglia un'autonomia originaria, destinata a circoscrivere i poteri del futuro legislatore in ordine alla sua regolamentazione;

-         sul modo di formazione della famiglia. La formula esprimerebbe l'intenzione di non tutelare un "nucleo familiare" non formato in modo naturale(uomo-donna) o perlomeno di non garantirgli la medesima tutela.

fondata sul matrimonio.

Significa che solamente la famiglia creatasi attraverso il matrimonio è "legale" e quindi gode appieno della tutela costituzionale.

Secondo comma  (uguaglianza dei coniugi)

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza

L'assemblea costituente con questa frase vuole che la donna e l'uomo in una famiglia siano eguali.

morale

Sul piano della dignità della persona.

e giuridica dei coniugi

In rapporto ai reciproci obblighi d'assistenza, fedeltà, coabitazione.

con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Pur rispettando l'eguaglianza tra moglie e marito, ci deve essere un "primo fra eguali" che sarebbe la persona della famiglia che dà il cognome, che amministra i beni minori, che ha diritto di rappresentanza.

Art. 30

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi d'incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Primo comma (doveri e diritti)

È dovere e diritto dei genitori

Questa prima parte del comma riconosce la posizione dei genitori nei riguardi dei figli: hanno il dovere e diritto che nessuno può sottrargli.

mantenere,

alimentare, far crescere

istruire

mandandoli a scuola per acquisire le nozioni fondamentali e i mezzi professionali per affrontare la vita.

ed educare i figli

Farli diventare persona, "uomini" attraverso un semplice comportamento usuale,quotidiano.

anche se nati fuori del matrimonio.

È un principio etico (articolo 2).

Secondo comma (sussidiarietà dello Stato)

Nei casi d'incapacità dei genitori,

Questo articolo affronta la posizione dello Stato nei confronti della famiglia in caso d'incapacità, intesa in senso ampio: morale, economica, materiale, fisica.

la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

Anzitutto obbligandoli, sostituendosi ad essi (per esempio sottraendo i figli per affidarli ad altre famiglie, enti ecc. all'altezza di provvedere).

Terzo comma (tutela di tutti i figli)

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio

Un bambino nato fuori al matrimonio è riconosciuto pur non facendo parte di una famiglia legittima, perché aver un figlio è un diritto della personalità umana.

ogni tutela giuridica e sociale,

Tutela che esclude ogni inferiorità di fronte alla legge e ogni inferiorità nella vita sociale.

compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

Questa frase c'indica che un padre ha verso un figlio illegittimo i medesimi obblighi che ha verso i figli legittimi, anche senza l'obbligo di introdurlo senz'altro nella famiglia legittima.

Quarto comma (limitazioni)

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Limitazioni nella scienza, ad esempio per la fecondazione assistita.

Art. 31

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Primo comma (sostegno alla famiglia)

La Repubblica agevola con misure economiche

Asseconda, favorisce le famiglie ad esempio con assegni famigliari, pensioni per le casalinghe



e altre provvidenze

cioè con interventi congrui alle varie situazioni, le famiglie possono essere aiutate da qualsiasi ente territoriale senza attendere che essi siano contemplati da leggi generali.

la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi,

la Repubblica assume la tutela per l'adempimento della sua missione e per la salvezza morale e la prosperità della Nazione.

con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Secondo comma (maternità)

Protegge la maternità l'infanzia e la gioventù,

con interventi di carattere generale a favore della famiglia e creando istituti appositi per la formazione, l'accoglienza, l'assistenza sanitaria.

favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Creando, assecondando e sostenendo istituti che sono certamente la famiglia e la scuola, ma anche altre istituzioni educative, e poi le associazioni giovanili, quelle di sostegno, o per la prevenzione, ecc.

Art. 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Primo comma (tutela della salute)

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività

La legge tutela sia il diritto personale che l'interesso collettivo.

Per diritto in questo comma s'intende il senso più pieno, cioè che una persona si può difendere fino alla richiesta di risarcimento per danno biologico, da far valere verso chiunque.

L'interesse collettivo si tutela invece con azioni politiche.

e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Cure attraverso il Servizio sanitario nazionale, con attività anche più ampie del dettato costituzionale: esso infatti assicura l'assistenza sanitaria a tutti. Riorganizzato nel 1992, il servizio sanitario venne affidato in maniera decentrata alle regioni, che lo attuano attraverso le Asl, con competenze pressoché esclusive in maniera di sanità e igiene. La sua attivazione ha contribuito a fare degli italiani uno dei popoli più sani e longevi al mondo. Rappresenta però anche una delle voci più "pesanti" del bilancio statale. Il servizio sanitario pubblico non esclude la possibilità di un servizio privato. La difesa della salute vi è poi nettamente distinta dalla legislazione sociale per i casi d'infortunio, malattia.

Seconda comma

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario

Il comma si proponeva anzitutto il divieto di esperimenti scientifici sul corpo umano e di pratiche storiche sbagliate come ad esempio la sterilizzazione dei materiali.

se non per disposizioni di legge.

disposizioni che prevedono trattamenti sanitari obbligatori per tutti o una porzione assolutamente rilevante di popolazione. (vaccinazioni). In questi casi si può anche venire obbligati con la forza.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

La dignità umana non può essere violata. L'uomo è un essere autonomo, è persona, non un oggetto in mano al potere medico.

Art. 33

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad essere piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quelle degli alunni delle scuole statali.

È previsto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuola o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi, nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Primo comma (libertà d'insegnamento)

L'arte e la scienza sono libere

L'arte e la scienza sono la libertà stessa.

e libero ne è l'insegnamento.

Con l'intera formula si volle assicurare non soltanto la libertà della loro manifestazione concettuale, ma anche l'effettiva libertà dell'insegnamento che comprende: libertà di istituire scuole, libertà di esprimere le proprie convinzioni.

Secondo comma (ordinamento della scuola)

La Repubblica




In questa norma e in questo comma per repubblica si intende stato nella sua funzione di uniformazione degli indirizzi. Il diritto di istituire scuole è riconosciuto a tutti.

detta le norme generali

L'ordinamento della scuola comprende: contenuto minimo del sapere, titoli di accesso, norme per ottenere il titolo professionale,ecc.

ed istituisce scuole statali

Perché lo stato è l'unico organismo che abbia tutti i mezzi e tutti i poteri per assolvere quest'opera capitale in tutte le contrade d'Italia.

per tutti gli ordini e gradi.

Per tutti i vari settori di insegnamento e per tutti i vari successivi livelli di approfondimento.

Terzo comma (scuole private)

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione

Enti, come comuni,associazioni ecc, ma anche privati individui che abbaino qualcosa di insegnare. Scuole ed istituti sono nel contesto sinonimi. Si è ricorso ad una figura retorica per indicare la più ampia libertà sia di organizzazione che di livello di insegnamento.

senza oneri per lo Stato.

Non esiste preclusione a interventi finanziari, assistenziali e altre forme di collaborazione dello Stato, salvo che anche le scuole private svolgono compito di interesse generale.

Quarto comma (scuole "parificate")

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità,

si è voluto soltanto sancire il principio che vi siano delle scuole non statali le quali, dando speciali garanzie di efficienza didattica, possono ricevere un particolare riconoscimento dallo stato.

deve assicurare ad essere piena libertà

assicurare quella libertà d'insegnamento e quella libertà di scuola che tutti i settori dell'assemblea hanno dichiarato di voler riconoscere.

e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quelle degli alunni delle scuole statali.

cioè una perfetta equivalenza ai fini della carriera lavorativa, dei titoli scolastici.

Quinto comma (esame di Stato)

È previsto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuola

L'esame di ammissione non si sostiene più per le scuole dell'obbligo; a esse ci si iscrive

o per la conclusione di essi

A verifica dell'efficienza didattica: ma questo criterio di valutazione reciproca si tende a trascurare.

e per l'abilitazione all'esercizio professionale.

Per una verifica della preparazione, a garanzia della collettività.

Sesto comma (le istituzioni culturali)

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie

Accademie va qui inteso nel senso di istituti di alta cultura (accademia delle belle arti, accademia nazionale di danza.).

hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi,

la libertà di ricerca e d'insegnamento dev'essere massima in modo da avere il continuo rinnovamento delle istituzioni.

nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Limiti stabiliti da leggi generali che regolano i rispettivi rapporti, sempre nel rispetto dell'autonomia.

Art. 34

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso.

Primo comma (diritto d'istruzione)

La scuola è aperta a tutti.

Ogni cittadino ha il diritto di ricevere un'adeguata istruzione ed educazione, per lo sviluppo della propria personalità e l'adempimento dei compiti sociali.

Secondo comma (obbligo d'istruzione)

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita.

L'obbligatorietà  dell'istruzione è almeno dal 6° al 14° anno. Ora è diventato il 18° anno.

Terzo comma (meritevoli)

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Alla realizzazione di questo impegno occorreranno grandi stanziamenti.

Quarto comma

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze

I patronati scolastici, istituiti in ogni comune, tendono a soddisfare quest'esigenza per la scuola dell'obbligo, fornendo i libri, indumenti, organizzando mense scolastiche, doposcuola.

L'assegno di studio, detto presalario, istituito nel 1963, tende a rendere effettivo questo diritto per gli studenti universitari.

che devono essere attribuite per concorso.

Al concorso, valido sia per le scuole statali che private, possono partecipare tutti gli studenti meritevoli e capaci provenienti da qualsiasi scuola.

L'unico problema è che il testo indica soltanto alcune dei modi con cui la Repubblica conta di aiutare gli studenti che non hanno mezzi.








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