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FLAVIO CAROLI: STORIA DELLA FISIOGNOMICA

architettura


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FLAVIO

CAROLI

STORIA  DELLA

FISIOGNOMICA



ARTE  E  PSICOLOGIA

DA  LEONARDO A FREUD

 ( Riassunti del testo )

IL CINQUECENTO

'Un uomo può fare ciò che vuole purché lo voglia' L.B.Alberti - Frase in accordo con la cultura figurativa del '400 in cui l'uomo con pupilla ferma, orgogliosa ed autocentrante padroneggia il visibile tra XV e XVI sec. ( il metodo prospettico è un simbolo dell'acquisto di possesso del mondo esteriore)

CRISI Þ si mette in discussione la frase dell'Alberti, lo sguardo umano è più introflesso e meditabondo.

Nasce la fisiognomica dagli studi dei "Moti dell'anima"Þ si modifica la storia dell'arte. In questo passaggio di secolo si smette di interessarsi al moto del visibile per rivolgersi all'invisibile ! sino alla contemporaneità ('700).

Strumento privilegiato per il passaggio è la pittura  (espressione del visibile); Leonardo è uno scopritore di questo continente sconosciuto già nel Trattato di Pittura anticipa il concetto d'inconscio freudiano Þ esistono dei moti d'animo involontari, incoscienti, che si attuano senza essere pensati prima che arrivino allo stato razionale.

Þ Giunge alla teorizzazione dei 'moti dell'anima' affiancati da una serie di disegni. Parte dalla fisiognomica classica, ma con un salto verso la scienza empirica e sperimentale.

ERRORE = partire dalle teorie di Lombroso e andare a ritroso!

La fisiognomica è importante perché si identifica con la storia della psicologia; usa la pittura per tracciare le linee del pensiero visivo occidentale. Psicologia- Teoria artistica.

Leonardo     '500              '600         '700      Romanticismo     '800         '900

'500   Leonardo

 pensiero =insegue la razionalità. Si interessa dell'inconscio e definisce la         

 follia(anormalità).

'600   divaricazione <

                                     arte = cerca la bellezza, classicità, equilibrio, ignora il lato oscuro.

'700   la coscienza però continua ad esserci e la forbice si restringe ancora, ma senza la magia del '500

          ( es. romanza realistica). Si rimane legati per lo più a singoli artisti. Nasce il personaggio  (in                              

          pittura, letteratura, teatro,.) l'eroe del pensiero espressivo.

Romanticismo: simbiosi e conflagrazione ancora con magia.

'800   grande alternarsi e legarsi Þ la fisiognomica ha fortuna vastissima.

'900   Freud e l'interpretazione dei sogni Þ colonne d'Ercole. Per tutto il secolo arte e psicanalisi

          convivono in una sola linea.

Leonardo : in principio c'è analogia tra corpo umano e struttura del cosmo. La forza che guida il

                  mondo è più psichica che fisica e si addentra in ciò che si vede e non si vede.

L'uomo (macchina universale) va smontato perché la fisiologia spiega la dinamica espressiva; cioè si può capire come i sentimenti minavano e condizionavano la vita del corpo.

Non crede alle superstizioni della fisiognomica classica:

se molti avessero visto gli scritti di Leonardo avrebbero evitato la Trattatistica che per quattro secoli usa con scarsa credibilità la lettura dei segni corporei senza 'scientificità razionale'

(solo profili).

La Fisiognomica è strettamente legata con la Fisiologia dei lineamenti Þ avrà conseguenze in pittura con Leonardo che aggiudica all'occhio i moti della coscienza Þ nasce la teoria dell'occhio, cioè della pittura come "finestra dell'anima".

Bramantino "La Pietà" per moti dell'animo, vengono raccolti da Lucolo Dell'Arta in un gruppo di ceramiche. Sembrano caldi alle persone.

Si presuppone esistesse un Trattato di Fisiognomica di Leonardo che si presuppone ben noto nel 1500 specie in area spagnola. Oggi se ne è persa traccia. Se fosse esistito sicuramente ha influenzato Guarico, Achillini, Della Rocca.

Guarico Pomponio (1481-1530) ne "De Sculptura" 1504, dedica un capitolo alla fisiognomica; riprende con qualche differenza il Trattato di Adamanzio, quindi la fisiognomica classica continua ignorando Leonardo!

La scultura è un'arte di rappresentazione del corpo umano. La base scientifica deve però comprendere i principi delle proporzioni, della simmetria e della prospettiva; studiare monumento, anatomia ed espressione.

La scienza fisiognomica è fondamentale e basata su osservazioni di regole precise. Inoltre spesso si scolpiscono personaggi dell'antichità dei quali si hanno sole descrizioni caratteriali.

Molto importante è l'analisi degli occhi e poi tutto il corpo (da testa a piedi). Spesso questi trattati hanno un forte margine di approssimazione.

Bologna inizio secolo Þ clima creativo (Achillini, Della Rocca Cocles).

Achillini Alessandro (1463-1512) filosofo e famoso interprete di Aristotele, appassionato da medicina e scienze occulte, scrive molte opere sul 'sistema artistico', opere mediche e altri scritti, che, forse, andavano raccolti in un libro di anatomia umana.

"Secretum Secretorum" Þ libro di fisiognomica.

Altro libro (premessa del trattato del Cocles) Þ è una trattazione speculativa teorica. E' convinto dell'autonomia tra fisica, medicina e fisionomia, che se riconosce influenza. E' necessario che il medico si 636f56g occupi della salute dell'anima. Non legittima scientificamente chiromanzia e fisionomia Þ la classifica come scienza a posteriori, cioè dopo fisica e medicina. Non considera infallibile l'astrologia. La fisionomia è solo influenza di scienze astrali.

Þ Giudizio astrologico e fisiognomico sono necessari e non assoluti, comunque per lo più.

Bartolomeo Della Rocca  Cocles ( 1467) si laurea in medicina e chirurgia, ma il suo interesse è per l'astrologia e gli oroscopi (pare che azzecchi).

Cocles = scontroso, rozzo Þ dovuto alla sua imbarazzante franchezza.

Pubblica un "Trattato di fisiognomica e cartomanzia" in traduzione di Achillini nel 1503-4, negli stessi mesi di Guarica, ma senza conoscere Adamanzio.

"Chyromantic ac Physionomie Anastasis" è la sua opera capitale, conosce molte ristampe ed è molto famoso. È in sei libri:

1.      Principi generali di fisiognomica;

2.      Dialogo che pone 19 questioni sulle varie parti del corpo;

3.      Fisionomia dei pianeti;

4.      Principi generali di chiromanzia;

5.      Riassume idee di Pietro D'Abano con considerevoli aggiunte dello stesso Cocles

6.      Zibaldone enciclopedico che contiene ricordi autobiografici, descrizioni di personaggi storici, ricette medicinali, operazioni,.è incluso nell' Index Librorum Prohibitorum dal 1554 con condanna dell'autore nella Bolla emessa da Sisto V nel 1590.

Es. volto dal temperamento cattivo = di chi beve e mangia malsano

Nella sua teoria, in accordo con Achillini, anche se più pratico e didattico, tra corpo (soggetto a influenze astrali) e anima intellettiva (che ne risente meno).

L'astrologia è, comunque, fondamentale, non si può essere buoni fisionomisti se non si conoscono astronomia e medicina.

Questi studi vanno inseriti nel momento in cui si riconosce la 'follia' cioè l'oscuro psichico. Questa idea entra in pittura e in letteratura.

Leonardo: per lui la pittura è l'arte per eccellenza, è convinto che la pittura deve rappresentare ciò che sta dentro l'uomo; speso è ispirato dal teatro (le rappresentazioni).

"Testa di uomo urlante" può essere pensata come l'aggancio tra consapevolezza antica della follia e studi fisiognomici (1503-1505). Questo studio è un risultato assai maturo sulle riflessioni fisiognomiche. Poca materia che trattiene l'insensatezza, la violenza e la follia del mondo

'Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare

quello che la figura ha  nell'anima; altrimenti la tua arte non sarà laudabile'.

Vuole infondere volontà di potenza alla sua creatura. È una forza, energia, che muove tutto, che desidera vincere, uccidere il suo contrasto, si rivolge contro di sé; ma alla fine del ciclo, non senza malinconia, vincendo se stessa si uccide  Þ concetto di autoviolenza, è la psicologia a nuocere.

Sebastian Brant (1457-1521) "La nave dei folli"  (1494)

'Noi portiamo la peste' Freud : è lo stesso sentimento che può avere provato Leonardo all'arrivo a Venezia dove incontra Giorgione.

Giorgione è lo sconvolgitore del ritratto dell'uomo moderno: un ritratto complesso, descrive con le pose della melanconia -melanos -mero 1° stadio della conoscenza alchemica e dei poeti della creatività.

Incontra Leonardo e la rappresentazione umana di G. non è  forse casuale. La maturazione di G. avviene proprio nel periodo dell'incontro.

Entrambi 'discutono' sull'applicazione della fisiognomica:

nuovi elementi -     luce nera che illumina il volto

-         espressività

-         rappresentazione dell'insicurezza dell'uomo moderno.

"Profilo di Vecchia" (Leonardo) fatto prima di lasciare Milano per Venezia: è probabile che l'avesse con sé e G. l'abbia vista!

"Ritratto di vecchia"  (Giorgione) , rinuncia all'energia diabolica di Leonardo.

I sentimenti sono sprofondati nell'aura malinconica di una caducità dell'essere: sintonia col decadimento fisico, col tempo, ma resta il fatto che questa maturazione tecnica non si sarebbe potuta fare senza la tecnica dei moti dell'anima di Leonardo.

Lorenzo Lotto ( 1480 ca-1556) . Nel 1500 a Treviso da De' Rossi. Lotto Ha 20 anni ed è affermato, la pittura è profonda.

È l'altro precursore del ritratto psicologico cinquecentesco e forse l'altro artista a capire le aperture di Leonardo. Non si sa se si sono incontrati, ma un quadro dalla forte e sconfinata complessità psicologica come "Ritratto del vescovo Bernardo De' Rossi" non può essere solo un percorso parallelo,

data anche la sua giovane età.

Un 2° possibile incontro si può forse avere in Lombardia; "Ritratto di Agostino, Giovanni e Niccolò Della Torre"( 1515  -BG- ); infatti Leonardo dissezionava cadaveri con Marcantonio Della Torre (forse parenti) al fine di applicare gli studi anatomici alle ricerche sui moti dell'animo.

Lotto anticipa nei suoi lavori una analisi psicologica del personaggio, va oltre il centrismo dell'uomo dell'Umanesimo e l'obiettivo è puntato sulla sconfinata complessità interiore. Suo intuito fu l'aver intuito il groviglio psichico intrinseco all'esistenza stessa dell'individuo. Lo stesso groviglio che ha creato nel  '600-'700 il personaggio fino alla disgregazione centripeta Novecentesca fino alla psicanalisi.

Gerolamo Savoldo (1480 ca.- dopo 1548) opera sempre nell'area lombardo-veneta . Eredita la malinconia, capacità di figure sognanti.

"Maddalena" quadro molto bello di introspezione.

Savoldo è un personaggio fondamentale per la fisiognomica, è anche un uomo estremamente tormentato! Lavora vicino al Lotto.

-         Tramonto tra i più sublimi;

-         Manto d'argento che avvolge la figura lasciando solo il volto;

-         È uno dei volti più complessi, sfuggenti e contraddittori che siano mai stati fatti: vanità macerata; ricordo preciso di antiche capacità seduttive; sguardo di chi si vieta di attrarre qualcuno; fa capire che l'amore è ormai solo per Gesù Cristo e non per gli uomini.

Dopo la diffusione del Trattato del Cocles nei decenni al centro del '500, si producono molti trattati più o meno organicamente dedicati alla fisiognomica: influenzando ogni branca della cultura e spt. Il pensiero figurativo. Per lo più i testi sono farraginosi e ripetitivi.

Johannes de Indagine ( 1415-1475) " Introductiones apotelesmaticate" Þ molto popolare grazie anche alla combinazione di astrologia, fisiognomica, chiromanzia con alcuni riferimenti alla partigianeria protestante ( per questo apprezzato al di là delle Alpi ).

Libro molto poco originale, anche le illustrazioni sono sempre le stesse. Verrà tradotto in tedesco, francese, inglese fino alla fine del '600 ( Cartesio e Charles Le Brun lo conosceranno).

Guglielmo Grataroli  (1516-1568) scrive un opuscolo di fisiognomica. È medico e fisico  che si ritira a Basilea per motivi religiosi.

Il Trattato è molto versatile ,ma l'approfondimento è trascurabile specie la parte sulla fisiognomica è piena solo di luoghi comuni già divulgati.

Nel mondo medico le manifestazioni del delirio e della follia sono per lo più attribuite a cause diaboliche e ciò blocca lo sviluppo.

Giovan Battista De Monte (1498-1551) si applica allo studio della malinconia e costatiamo come il sapere magico e alchemico si accanisca contro anche a nuovi campi di esplorazione alla medicina, tentando di curarla con bagni e salassi (Dürer 1471-1528, Melanconia I, 1514)

Felix Platter  (1536-1614) elabora una classificazione della psicosi ( confermandone l'origine soprannaturale)

-         Fragilità di spirito;

-         Perdita di conoscenza (come apoplettico, epilessia .);

-         Confusione mentale;

-         Fasi maniacali.

Juan Luis Vives (1492-1540)  "De anima et vita" (1538).

E' un umanista spagnolo. I moti dell'anima vengono sottoposti a una disanima sistematica. In generale sostiene che l'impulso profondo è sempre differenziato e si fonda sul risentimento: Il Trattato si innesca bene sulla trattazione leonardesca e descrive molto bene i moti dell'anima.

C'è un taglio analitico che sembra quasi già Seicentesco ( Cartesio, Spinoza) e certamente precorre l'idea di una psicologia intesa come scienza autonoma.

Michelangelo Biondo (1497-1565)

Convivenza tra interessi medici, pittorici e fisiognomici. Il suo Trattato di fisiognomica è ancora tipico e le sue idee sono ancora pregne di astrologia , ma oltre che descrivere al solito viso e corpo si occupa anche degli organi interni, polmoni, ventricolo, fegato, lingua, utero.

Giuntini (1523-1590)  Trattato del 1548, corredato da molti disegni e ha ancora per tema la chiromanzia e la fisiognomica. Sostiene che ogni affermazione nel testo è desunta da una attenta indagine sperimentata (prefigurazione dei nuovi metodi della scienza sperimentale).

Spiega come analizzare le fisionomie: bisogna conoscere il significato di tutti i segni, in seguito va analizzata la loro maggiore o minore efficacia; infine bisogna considerare l'insieme dei segni.

L'analogia fra uomo e animale è un topos costante , l'uomo può avere caratteri di animali perché egli è complicato e simulatore. L'animale no perché non sa fingere.

Per lungo tempo la trattatistica si è dimostrata sorda ai suggerimenti di Leonardo.

Tracce di forzata convivenza fra anima e corpo si hanno anche in Michelangelo Buonarroti (1475-1564) non molto lontano dalle attitudini empiriche di Leonardo.

Anche Vasari  (1511-1574) non affronta mai figurativamente il tema delle fisionomie.

Solo nelle due edizioni di "Vite", 1550-1568, egli diviene vivace narratore di anomalie psichiche di alcuni famosi personaggi. La sua 'sordità' può essere dovuta alla condizione 'anti-leonardesca' del clan di Michelangelo.

L'allusione più esplicita ai moti dell'anima è nella descrizione del Giudizio di Michelangelo (vedi "Lunetta di Eleazar-Mathan", Cappella Sistina).

Gerolamo Cordano  (1501-   ), figlio di Fazio, amico di Leonardo, contattato per questioni geometriche. Figlio illegittimo di un amico e collaboratore di Leonardo; ha molti interessi che non si limitano alla medicina: coltiva infatti filosofia naturale, sogni, astrologia,.

Viene inquisiti ed è costretto ad abiurare.

"De Subtilitate", 1534, è l'opera più completa Þ  per sottolineare il suo carattere arcano, sostiene che gli siano stati dettati in sogno tutti i suoi trattati.

Opera più fisiognomica è "Metoposcopia", Parigi 1658, in cui tratta il rapporto anima / corpo.

Nelle descrizioni di sé tocca apici di autoanalisi di sapore dostoevskiano.

Metoposcopia = scienza che è parte principale della fisiognomica e si sforza di predire il futuro attraverso l'ispezione sia della faccia frontale sia della sua lunghezza e delle sue diverse linee e i marchi naturali.

Pratica, cioè, divinatoria che rimane nel pensiero rinascimentale e medievale (dottrina delle segnature).

Si leggono i segni sul volto e si relazionano tra loro e il carattere, la forza che hanno. Spetta ai pianeti imprimere il marchio. La chiromanzia fa lo stesso decifrando la mano.

La Metoposcopia riscuote buon successo malgrado Papa Sisto V e la Bolla del 1586 che vieta le pratiche divinatorie.

Jacopo Pontormo (1494-1556)

"Ritratti di Cosimo il Vecchio", poco prima del 1520. Strepitoso esempio delle riflessioni fisiognomiche maturate nell'ambito della cultura fiorentina. Formidabile saggio di ritrattistica introspettiva. Comincia ad affrontare uno specifico status sociale per rilanciare le modalità espressive e i tormenti di pittura moderna e verso la costruzione psicologica del personaggio.

Tema del dipinto è il potere = rapporto uomo/potere. È come se questo ritratto rispecchiasse "Il Principe" del Machiavelli Þ stessi tormenti, stesso cinismo, orgoglio e consapevolezza che la natura umana è quella che è e necessita di comando, di severità anche con dolore del Principe. Testa reclinata sulle proprie responsabilità.

Il difetto dell'indice tradisce la contrattura intima del personaggio. Il ritratto è come se introducesse la tragedia classica e psicologica di Shakespeare, Corneille e Racine.

FISIOGNOMICA : PSICOLOGIA = ALCHIMIA : CHIMICA

Tiziano (1490-1576). Parte da una nota di colore e crea un tono tipicamente Veneziano al ritratto fisiognomico del '500.

Inizialmente è lontano dalla teoria della fisiognomica a differenza del suo maestro Giorgione. Conseguenza ravvicinata della angolazione espressiva di Pontormo è rintracciabile in:

v      "Ritratto di Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese" 1546 ; rapporto col teatro, cioè fa della pittura un teatro Þ 1° contatto con la fisiognomica. Alessandro Farnese, il cardinale viene rappresentato in modo viscido (come era in realtà). Il Papa è stranamente rappresentato vecchio (di norma giovane) ma è intelligente, sospettoso. Queste tre figure sono già recitazione, dialogo nelle stanze in cui si decide del mondo. La fisionomia fa parlare le diverse azioni interiori.

v      "Allegoria della prudenza" , 1566. Tiziano è legato all'aspetto zoomorfo della fisiognomica 'dal passato il presente impera ad agire prudentemente per non guastare il futuro' messe in modo che passato presente e futuro siano sopra le teste:

            Lupo / vecchio = MEMORIA   lupo rapisce i ricordi come prede

Leone / adulto  = INTELLIGENZA   leone fulmineo e violento                       Þ le tre facce

            Cane / giovane = PREVIDENZA       accarezza speranze future            rispecchiano i  tratti

Sofonisba Anguissola (1535 ca.- 1625)

Giovane cremonese, di famiglia di media borghesia, che, poco più che ventenne fa un disegno il cui destino è incredibile e imprevedibile.

"Fanciullo morso da un gambero" 1555, è l'unico punto di contatto umano tra Michelangelo Buonarroti e Caravaggio:

Michelangelo Þ vede lo schizzo e ne intuisce l'eccezionalità, viene colpito dalla scossa elettrica del dolore sul volto del fanciullo, chiese dei disegni che fa colorare dalla figlia.

Caravaggio Þ copia l'idea.

Per la prima volta nella storia della pittura si rappresenta l'istante! Solo quando il dolore del morso si trasmette lancinante al viso, (base dell'espressionismo), c'è l'urlo !

Caravaggio ( 1571-1610). Matrice lombarda.

"Fanciullo morso da un ramarro": due versioni, un'idea quasi espressionista di Sofonisba Anguissola fa molta strada.

È il traghettatore della pittura tra '500 e '600. Moto d'amore, bocca urlante in una placenta illuministica ormai vera, realistica, ambientale.

La pittura marcia verso la verità, verso una complessità inscindibile di realtà esteriori e psicologiche. I moti dell'anima di Leonardo sono disciolti nell'atmosfera, da qui avremo due filoni:

-         via razionale '600

-         via di vertigine , Romanticismo

L'intuizione di Caravaggio (l'urlo) è forse la strada che porta all'arte moderna.

Manda una cartolina al Pontefice per la sua condanna, pittura estrema: bisogna cercare di immaginarsi con la propria testa decapitata. Oggi c'è un dibattito, già posto dal Caravaggio quando ha dipinto Davide con la testa di Golia, gli occhi sono incredibili come i denti marci, chi è Davide? Forse il Caravaggio, un amichetto o un autoritratti di lui da giovane, vita com'era vita com'è, salvezza o fine della vita.

Verso la fine del secolo gli studi fisiognomici si moltiplicano e precisano i loro intenti, prendono la strada del '600.

Juan Huarte , medico e docente. Nel trattato del 1575 parla di teorie sul rapporto tra psicologia e fisiologia; il Trattato è insito tra politica (senso di Stato) e ricerca scientifica. Gli interessi fisiognomici ci sono puntuali e precisi Þ spingono verso estetica normativa, razionalistica, classicistica che verrà formalizzata, in Francia, nel corso del '600, prima da Cartesio e poi da Le Brun.

Michel de Montaigne (1533-1592). "Saggi" ,1580.

È il 'portiere di notte' della cultura rinascimentale.

Studi fisiognomici-introspettivi sono mediati da un filtro mentale che toglie fantasie Cinquecentesche.

Sane passioni, molto lucide, le personalità sane, per ora, una sorta di 'Io profondo' Þ la vita non è più solo un sogno (più consapevolezza).

Italia. Ci si deve accontentare di

Giovan Paolo Lomazzo (molto lontano dalla lucidità do Montaigne) anche se ha il pregio di discendere dalla tradizione leonardesca e di applicare teorie fisiognomiche con organicità.

Discende dalla scuola di Gaudenzio Ferrari ("Il buon ladrone"- 1475/80 - 1546), ma nel 1571 diventa cieco e fino alla morte nel 1600 scrive due trattati:

1.      "Trattato dell'arte della pittura", 1584

2.      "Idea del Tempio della Pittura", 1590: ad ogni maestro dell'arte viene associato un nome di uno de sette pianeti, per Raffaello, maestro della grazia, Venere.

Nel secondo libro definisce il 'moto' come la parte più difficile da ottenere in arte; l'analisi delle passioni poi torna alla fisiognomica umana: A elaborare la teoria delle espressioni si serve della fisiognomica astrologica e classifica tutti i caratteri secondo gli influssi dai 7 governatori dell'universo. Anche i colori sono legati alla teoria astrologica morale. Ciascun corpo può essere composto da quattro umori, che rappresentano i quattro elementi:

-         flegma = acqua

-         melancolia = Terra

-         collera = fuoco

-         sangue = aria

Giovan Battista Moroni (1520/4 -1578). "Ritratto di prelato": ritratto del bel esempio del far cultura lombardo.

Timothy Bright (1550 - 1615) "Treatise of melancholie", Londra 1568.L'Inghilterra nel '700 e poi sarà l'avanguardia europea negli studi fisiognomici.

Giovan Battista Della Porta (1535 Napoli - 1615).

È' il trattatista più famoso di fisionomia dell'evo moderno; è in equilibrio tra cultura magica Cinquecentesca e pensiero razionalistico Seicentesco. Si propone di dimostrare l'utilità della magia come strumento di conoscenza nelle cause dei fenomeni naturali; con un sistema di corrispondenze e di analogie fra microcosmo e macrocosmo, fra l'uomo e gli elementi, le piante e gli animali.

La fisiognomica astronomica  viene considerata eretica dalla Chiesa; in realtà il Della Porta tenta di rivalutare il significato della magia, non più occulta e demoniaca, ma capace di riprodurre le cause dei fenomeni naturali, la cui conoscenza è il presupposto di ogni indagine scientifica.

Le forze studiate dalla magia sono dunque 'segnature', 'simpatie', 'antipatie', attrazioni delle pietre, le erbe, illusioni ottiche,.

Viene bandito l'influsso degli astri, ma rimane lo studio dei temperamenti Þ acquista poi importanza l'esame delle forme degli animali e dei caratteri loro attribuiti.

Þ lo zoomorfismo diventa il principio fondamentale per indagare il rapporto tra aspetto fisico / carattere. Il metodo usato è uguale al 'sillogismo del fisonomo' : i disegni che illustrano i paragoni zoomorfi hanno importanza risolutiva per la pregnanza e l'incisività. Es. Rispetto al  Cardano, le fisionomie trovano una loro vita psicologica (arricchita dal confronto con l'animale che funge da paragone ® traspare già del Razionalismo.

Vera forza di questi studi è il loro potenziale uso sociale che verrà poi formalizzato nella cultura Seicentesca dell'assolutismo francese. Per Della Porta, dal controllo sociale si arriva al controllo individuale, ma vale anche il viceversa. La fisiognomica diventa strumento sufficiente duttile per scandagliare la propria interiorità e acquisire nuova consapevolezza personale e collettiva.

Comincia la grande divaricazione del '600.

IL SEICENTO

'500 Þ DUE LINEE DELLA CULTURA EUROPEA:

1.      linea di un interesse analitico per la Psicologia, per l'introspezione, per lo studio della Fisiologia dei lineamenti, per il profondo (magico e poi scientifico), basicamente addentrata in tutta la civiltà moderna occidentale;

2.      linea di una ricerca artistica (sostenuta da trattazione teorica) , legata a tale interesse con infinite connessioni.

La teoria che congiunge i due filoni è fornita dagli studi di fisiognomica, scienza che si appoggia su psicologia e rappresentazione dei tratti somatici (pittura).

Fede Galizia (1578 ca.-1630)

"Ritratto di Paolo Morigia", riprende Lotto e molto bene disamina l'interiorità dell'uomo. Sicuramente Fede conosce il Lomazzo.

-         Occhi puntuti;

-         Bocca sdentata;                                        Þ raccontano il mondo interiore così come fa il Lotto

-         Luce che avvolge e scava la psicologia;

-         Virtuosismo delle lenti

È uno dei primi artisti a occuparsi di Nature Morte 'pure'.

Nel passaggio tra '500 e '600 nasce la  'pittura di genere'  ( paesaggio, nature morte,.),  questo è legato alla  fisiognomica  quando  nasce  un  paesaggio / stato d'anima  (della cultura romantica)  o un oggetto / stato d'anima (come in questi anni).

"Natura morta", 1602 Þ fra il cuore e gli oggetti si stringe un nodo, si delega agli oggetti il sentimento; cioè gli oggetti influenzano i sentimenti, ma i sentimenti riversano le proprie burrasche sugli oggetti.

Gli oggetti hanno una  'moderna'  responsabilizzazione degli oggetti sui  'moti dell'anima'.  Le realtà riflettono i sentimenti che prima (es. con Leonardo), erano sede degli uomini.

Nei secoli, gli oggetti delle nature morte sono sempre gli stessi, ma riflettono nel tempo e col tempo i sentimenti di chi li ha poeticamente concepiti. L'oggetto ha una verità interiore non oggettiva.

Bologna. Qui si conducono gli studi e i pensieri sulla fisiognomica Leonardesca.

Annibale Carracci (1560-1609) immenso pittore apparentemente classico e solare che muore di Malinconia a 49 anni; dimostra interessi fisiognomici sin dall'inizio della sua produzione .

"Mangiafagioli" scopre gli schizzi Vinciani e afferma che se li avesse visti prima avrebbe risparmiato 20 anni di lavoro. Caricature: il vizio 'originario' , che l'artista esegua fin da giovane.

La caricatura nasce qui ora con lui e la diffonde rapidamente in tutta la cultura bolognese e poi in Italia. È sbagliato pensare che nasca con Leonardo (Vinci segue finalità scientifiche). Siamo ora in un'epoca profana, lontana da intenti totalizzanti di pensiero di Leonardo. Studia il Della Porta ed è affascinato dagli studi sulle affinità uomini / animali.

Guercino (1591-1666)

Conseguenza delle innovazioni del Carracci nella sua "Testa di contadino di profilo sinistro", si ha un profilo popolaresco che sicuramente ha visto il Della Porta.

Callot ( 1592-1635)

Begli schizzi Þ ghiribizzi, ispirati da Leonardo ma modulati su una torsione linearistica di un certo manierismo.

Baccio Del Bianco (1604-1656), Pietro Testa (1612-1650) e Pier Francesco Moia (1612-1666): inizia una direzione quasi 'giornalistica' con vena rapidissima e irridente.

La letteratura comincia a considerare la 'Follia' non come il viaggio verso il paese che non c'è, ma solo come viaggio utopico, come male universale che tormenta dall'interno la felicità di vivere, di volere dell'uomo sicuro del Rinascimento.

Cervantes

"Don Chisciotte", 1605-1615: distingue il senso e il non senso delle sue azioni;  mania anche lui per la Malinconia.

Shakespeare , Amleto, 1604: in tutta la sua opera sono riscontrabili le tracce consapevolissime della Fisiognomica Cinquecentesca, ma la sua esplorazione all'interno del 'personaggio' comincia ad acquistare consistenza drammaturgica e narrativa Þ il punto più alto di inveramento della psicologia nell'arte dell'ultimo evo Moderno.

Il '600 ante- Cartesio.  La trattatistica fisiognomica sino a Cartesio è stata noiosa e ripetitiva:

-         Ludovico Settala (1552-1633). Il suo Trattato intende approdare alla scoperta dell'animo umano, partendo dallo studio dei nei! Risultati inconcludenti.

-         Giovanni Bonifacio (1547-1635). L'arte dei cenni Þ estende il problema alle potenzialità espressive dei movimenti.

-         Robert Burton ( 1577-1640). Il barocco è ormai entrato di diritto nella nostra ricostruzione. Il suo Trattato è il massimo esempio nella trattazione tra Manierismo e 'Arte nuova'. È una trattazione  breve e sintetica di mostruosità sontuosa e arzigogolata come pochi.

Francesco Bacone ( 1561-1626) Þ Il grande pensiero post-moderno. Rivendicò alla filosofia il compito di trovare l'applicazione pratica delle conoscenze scientifiche.

La ragione è il Dio del futuro. Si da molta importanza alla medicina, che deve rinnovarsi, e ha il compito di guarire (si ammette l'eutanasia).

Il Folle diventa un diverso, che va indagato, analizzato, separato dal corpo sociale. Vanno, quindi, meglio studiate le forme psichiche. Questa necessità pratica di conoscenza della realtà si applica anche alla Fisiognomica: quali sono i lineamenti corporali, determinarne il numero, come essi siano connessi e subordinati, affinché si possa creare una  anatomia delle nature e delle anime e fare luce sui segni degli uomini.

Cartesio (1596-1650), francese.

Nasce l'illusione che l'oscuro possa essere messo in piena luce. Cartesio è il cardine razionalistico del moderno. Come può l'anima muovere il corpo? La risposta è prossima all'idea di inconscio.

Nel libro "Le passioni dell'anima" cerca di sistematizzare il rapporto anima e corpo, anche se non parla esplicitamente di fisiognomica, il libro elenca metodicamente i segni esteriori (moti degli occhi, tremiti, languore, lacrime, sapore, sospiri,.).

Investiga su occhi e viso come segni esteriori Þ ne trova una legge generale sconvolgente proprio perché improntata a idee chiare e distinte di un metodo razionale Þ inventa una sorta di psicoterapia razionale. Razionalità e volontà possono affrancare l'uomo da ogni schiavitù interiore, poiché la capacità di giudizio è il più nobile segno di libertà. Bisogna sconfiggere il dominio delle passioni sul pensiero (ragioneÞpriorità sul sentimento).

Fisiognomica 'magica o cartomantica ' è scomparsa!

Anima e corpo sono entità che convivono e vanno razionalizzate.

Charles Le Brun (1619-1690), Post- Cartesio.

È il primo pittore del Re Sole, scrisse il più famoso trattato di fisiognomica, aveva l'attenzione del mondo Þl'attenzione sulla fisiognomica diventa mondiale.

Le Brun fa nel 1667 una serie di conferenze dedicate all' "Espressione generale e particolare": illustra le modalità di rappresentazione del viso a seconda delle posizioni.

Rilancia in questo senso la fisiognomica per il  '700  e  l '800.

Le sue formulazioni costituiscono il frutto più geniale del Post- Cartesio e ne costituiscono un'evoluzione pratica.

La passione è un moto dell'anima che risiede nella parte sensitiva .

L'anima si trova, invece, nella ghiandola pineale, perché è unica e non doppia come tutte le altre parti, (punto di incontro dei doppioni sensitivi, si uniscono prima di giungere all'anima).

Classifica le passioni in semplici (ammirazione, amore, desiderio, odio, gioia, tristezza) e composte (timore, speranza, ardimento, disperazione, collera). La novità sta nel fatto che queste passioni si rendono esplicite sul volto dell'uomo con il solo movimento del sopracciglio. Elabora 41 maschere delle passioni solo variando i sopraccigli. I motivi che rendono la fisiognomica di Le Brun innovativa sono due:

1.      Equivalenza psicologica uomo-animale (tema già del Della Porta);crea straordinari risultati figurativi grazie a un sogno classico, ma insinuante ed evocativo, opprimente, minaccioso;

2.      Tentativo di determinare le nature umana e animale attraverso un processo geometrico: 3 categorie di uomini      - individui da passioni moderate che non alterano i tratti;   - individui da passioni generose che imprimono sul volto tratti significativi;    - individui scossi da passioni violente che alterano i tratti fisiognomici.

(Es. Leone p.105: geometria e linee per vedere il carattere dell'individuo).

La fisiognomica di Le Brun ha conseguenze assai dilazionate nel tempo, infatti sino al 1806 tavole e teorie vengono pubblicati distinti.

L'arte, intanto, ha fatto altri passi, ma non la teoria dell'arte, che conosce, lungo il '600, il trionfo del Classicismo con una visione che esclude, almeno negli intenti, ogni interesse introspettivo.

Mentre nascono i manicomi e si è agli albori di una nuova psichiatria, la pittura entra nella sua piena fase propagandistica ed educativa:

-        Classicismo Italiano: vecchio ordine morale e sociale Þ cultura barocca;

-        Classicismo Francese: mature e sconvolgenti analisi introspettive maturano all'interno del sistema di pensiero razionalistico e psicologico;

-        Classicismo Inglese: diventerà moderno conoscendo l'umanità della nascente cultura borghese.

ARTE (pittura e scrittura) si è evoluta nonostante la teoria artistica.

Duca De La Rochefoucauld (1613-1680)

"Mémoires", 1654.

Accetta la teoria del Della Porta sul 'sillogismo del fisionomo', ma la pensa in termini dinamici, cioè non si accontenta della conformazione fisica, ma esamina la vita nella sua evolutività. Suo obbiettivo è cancellare ogni residuo magico e scolastico e vuol fondare un metodo di osservazione positivi degli eventi. Arriva a una conclusione precisa e moderna: se si esamina la natura delle malattie, si troverà che esse traggono origine dalle passioni e dalle pene dello spirito.

La Fontaine (1621-1695): "Favole",1668-1694; " L'homme et son image", 1668 Þ l'uomo che si specchia ovunque è la nostra anima; gli specchi sono gli errori degli altri che riflettono le nostre colpe; il fiume è il libro di Rochefoucauld.

Lo scrittore mostra di attingere alle stesse fonti che hanno studiato il rapporto uomo/animale, cui si è ispirato La Rochefoucauld. I due fondano una fisionomia comparata, fondata sull'analisi delle somiglianze fra specie umane e animali; è indirizzata a una concezione del mondo governata dalla simpatia universale tra gli esseri viventi.

Nasce ora quello che si definisce il 'Personaggio'; il primo romanzo moderno potrebbe proprio essere "Princesse de Cléves" (1678) e "Madame de la Fayette", dove i personaggi sono figure scolpite a tutto tondo.

PITTURA

Si fanno passi giganteschi!

Pieter Paul Rubens (1577-1640)

Studi fisiognomici con finalità zoomorfa, ispirati dal Della Porta; è incredibile come Rubens viene considerato estroverso e superficiale, ma lo è solo in apparenza, anzi traccia del suo intelletto e delle sue ricerche ci sono sempre, ovunque ci si rivolga, nel rapporto pittura-psicologia.

Sappiamo che si interessa di Leonardo ("Trattato sulla pittura" prima della pubblicazione) e di Carracci e dei suoi approfondimenti psicologici. Rubens dà nei suoi ritratti prova di grandi capacità di scoprire gli animi, l'interiore, specie nei ritratti della moglie con altissime punte di rapimento e devastazione amorosa!

Si capisce, dunque, la sua conoscenza di Leonardo e di Carracci.

Rembrandt (1606-1669).

"Autoritratto con la bocca aperta" ,1930, è già un'opera memorabile con la sua bocca urlante che non è l'autocentrismo consolatorio di Anguissola, non è come se travalichi l'estremo Umanesimo e le seduzioni del giovane Caravaggio, pur avvolto da luce-ambiente emessa da sorgente determinata che prepara al grande luminismo realistico Seicentesco. L'Autoritratto è un grumo di materia che vive nello spazio proprio perché una misteriosa lanterna sostenuta da un braccio divino si ravvicina per un attimo alla sua realtà che, senza di essa si perderebbe, con i suoi sentimenti, nell'infinito buco dell'universo.

Quei sentimenti esistono e sono così consapevoli delle leggi appena dette da esplicitare con la smorfia di dolore l'atrocità che governa la natura umana (corpo+anima+muscoli), annodati in un destino inesplicabile e inestricabile.

Bocca urlante, come attimo di orrore e di paura, scossa che si trasmette dal profondo allo 'specchio dell'anima': il volto.

L'urlo è il rifiuto del mondo, è la ribellione definitiva al non senso esistenziale che ingoia il rifiuto opaco e impenetrabile. Rembrandt vive l'ossessione delle proprie fattezze.

Guido Reni (1515-1642) "Bocca urlante": autoritratto, era il più celebre d'Europa; terrore bianco lo chiamavano, non aveva un letto, dormiva in terra, le notti le passava in bisca. I quadri non finiti erano per i debiti di gioco  Þ Cantarini: "Autoritratto", fu un grande quadro e lo scopre Rembrandt, impallidisce e sulla pittura rovina la figura e le gira contro il muro.

Vèlazquez (1599-1660).

È un caso enorme; di lui, come di molti altri massimi artisti, piace avere una visione ottusa Þ non è certo così. Vèlazquez non è un genio voluto dal Fato , ma è un uomo che conosceva il "Trattato della pittura" di Leonardo e tutte le sue conoscenze certo le usava e trasformava con il suo pensiero magico e divino.

"Il buffone Sebastian de Morra": i misteri e i tesori dell'umanità occultati con apparente, assoluta naturalezza. Si penetra  nell' anormalità  fisica e psichica che hanno coinvolto il pensiero di Leonardo; Vèlazquez ha la potenza introspettiva e immaginativa di inventare tutto questo in un lampo di terrificante normalità.

Il lampo di orgoglio, che esce dagli occhi neri, esprime quotidianità e aggressività all'interno di una anormalità testimoniata dalle gambette in primo piano, nella sventura di essere nati in quella vita.

Vermeer "Ragazza con cappello rosso": l'artista pronto a esprimere i 'succhi' più intimi del comportamento umano.

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), tra l'altro grande esecutore di caricature, pietre miliari del vignettismo a noi contemporaneo.

"Estasi di Santa Teresa" estasi mistica e orgasmo Þclimax. Gote tirate, muscoli contratti nel piacere, gemiti, sospiri.

L'arte può tutto e non conosce vergogna, ormai, perché a lei spetta l'onore di sprofondare in tutti gli orrori e in tutti i piaceri che agitano il cuore dell'uomo, primi fra tutti quelli sessuali Þ Freud è sempre più vicino!

Da sfondo all'evoluzione della Fisiognomica c'è il rapporto tra Pittura e Psicologia e ancora c'è il pensiero speculativo che gira attorno al dibattito sulle Passioni (rapporto corpo/anima).

Hobbes (1588-1679) "De Homine": tenta di costringere le passioni in un campo limitato e limitabile, assoluto, sotto la forza della ragione.

La macchina spietata della ragione comincia ben presto a scricchiolare e cerca possibilità di esistenza più tolleranti.

Blaise Pascal (1623-1662), contrappone allo spirito geometrico di Cartesio uno spirito di finezza, sentimento, ispirazione, amore, istinto, in quanto ciò che avviene nell'intimo più profondo dell'uomo, l'uomo non lo conosce quasi mai. L'uomo si istruisce col tempo, con la sofferenza.

Anche Spinoza (1632-1677) sostiene che i diritti e la complessità del corpo possono essere affrontati solo dalla Fisiognomica. Gli uomini non conoscono tutte le capacità della mente e quando dicono che un'azione arriva dalla mente (che ha dominio sul corpo) Þ mentono perché non sanno che cosa dicono.

T.Tayron : nel pensiero inglese si ha una forte forza di gravità che precede di poco Hogarth.

John Locke (1632-1704).

I tempi sono maturi per una razionalità più umana, meno meccanica; egli fa il primo tentativo di fondare una psicologia autonoma, basata su un metodo descrittivo e analitico del sentimenti e delle passioni umane: cioè spiegare come l'intelletto giunga a una vera conoscenza della interiorità.

IL SETTECENTO

Nel rapporto tra arte e psicologia anche in questa sede si producono nuovi capolavori. Prima fra tutti la "Pittura Lombarda", che è porta tra nord e sud, ma anche tra est (Barocchetto Austriaco) ed ovest (montanti veleni della cultura spagnola).

Fra Galgario ( 1655-1743) "Gentiluomo con tricorno",1740 ca., usa le lacche più sontuose della tradizione tizianesca (gratto un dipinto con un temperino), con cui avvolge:

-        Occhi spenti per la troppa arroganza;



-        Labbra color susina, che rispecchiano tutti i vizi di una società decadente;

-        Colorito terreo, che esprime le giornate futili;

-        Sentimenti abissalmente descritti per la loro insignificatezza;

-        Protagonista esemplare di un secolo tra sublime superficialità e massime rivoluzioni.

Giacomo Ceruti (1698-1767), detto Pitocchetto.

"Serva ferita", 1735 ca.,: strati umili della popolazione, siamo nella campagna bresciana; il confronto con Fra Galgario rende evidente come, in un piccolo mondo concentrato come la Lombardia, la pittura è consapevole della distinzione di classe sociale  Þ tutti quelli che vivono hanno uguale dignità repressiva ÞAnticipazione per metafora della Rivoluzione Francese.

La povertà non è più motivo di folclore e di beffa Þ ha vita, corpo, sofferenza Þ DIGNITA' e complessa PSICOLOGIA. Ciò si vede ne:

-        L'indigenza delle persone rappresentate;

-        Colore terreo e consunto degli abiti;

-        Mani devastate dal freddo dell'acqua;

-        Occhi increduli e non privi di una loro vanità:

-        Tratti prognati dal volto che non negano nobiltà e ricchezza dei sentimenti;

-        È la prime protagonista contadina che ha dignità espressiva, non schematica e non caricaturale.

La pittura fa , quindi, ora , i conti con un personaggio di sconfinata complessità psichica e fa i conti con la più completa e avvolgente adesione alla realtà.

Giuseppe Maria Crespi (1665-1747)

Opera a Bologna. Fa una caricatura che ricorda Annibale e Agostino Carracci, che è 'copiata' direttamente da Baccio del Bianco.

"Donna con la rosa e gatto", inizi 1700: erotismo fulminante (bolognese e cattolico), si legge nell'invito degli occhi appuntiti, si legge nel volto, che esprime attrazione, i propri tesori sono racchiusi nel simbolo della rosa, sono i crismi del romanzo erotico dell'Inghilterra di metà secolo (a Bologna sarebbe impossibile).

Parigi

La pittura di introspezione è rappresentata da Jean-Antoine Watteau (1684-1721) , muore a 37 anni, divino fanciullo, come Raffaello, Parmigianino, Mozart, Van Gogh, Toulouse de Lautrec, Rimbaud.

"Gilles e quattro altre maschere della commedia dell'arte": imbambolato come un manichino, è lui un meraviglioso adolescente che non sa se essere compiaciuto o preoccupato dalle attenzioni che gli vengono dedicate. In ogni caso, un adolescente provvisorio Þ un grumo di pallore bianco che sparirà nella dolcezza di un ventoso parco parigino: lui è già morto e lo sa !

il pensiero filosofico del tempo avvolge queste preveggenze e geniali intuizioni creative (Watteau) e le fa crescere, le culla. Il secolo si riapre con due saggi fondamentali:

v      Locke "Saggi sull'intelletto";

v      Leibniz  "Nuovi saggi sull'intelletto umano" in risposta al precedente.

Leibniz (1646-1716) risponde al saggio di Locke con il suo, in cui ha una parte non marginale la dottrina delle rappresentazioni inconsce, cioè la scoperta dell'inconscio.

Þ l'uomo è un microcosmo che capta nel proprio organismo ciò che avviene nell'universo. Fra anima e corpo non si ha più rapporto conflittuale ('500 era magia; '600 dominio, prevalenza della ragione sugli istinti), ora vi è un dialogo.

Þ la facoltà di giudizio, ora, affonda le sua radici nell'inconscio e, quindi, la psicologia si applica all'uomo nella sua complessità, al reale, attraverso processi di analisi empirico-razionale fondati da Cartesio.

Le opere parlano, ora, in modo più esplicito Þ i creatori di 'personaggi' sondano la psicologia con maggiore intensità. Anche la medicina, in campo neurologico e fisiologico si è evoluta: ora la razionalità Seicentesca (delle geometrie) vacilla sempre più Þ si indaga lo spirito.

Pier Leone Ghezzi (1674-1755).

Pittore romano, amato e stimato da Hogarth, di eccelsa qualità tradizionale, proprietario di un codice leonardesco, esecutore di caricature con nuova chiave giocosa e goliardica.

Caricaturista capriccioso e sofistico, che ha un manierismo d0origine razionalistica, con finalità moralizzanti, es. "Il barone Stosch riceve gli antiquari romani",1725  Þ è sì satira di costume, ma anche squarcio di vita moderna e narrazione vivida, psicologicamente articolata, di una realtà sociale.

Giuseppe Maria Matelli (1634-1764) è invece ancora legato a una chiave solo giocosa e goliardica, non istruttiva o di denuncia.

Londra

 

William Hogarth (1697-1764)

"Caratteri e caricatura",1743: egli si occupa, almeno teoricamente, di innalzare la sua arte al di sopra della caricatura. Sul disegno ci sono almeno 100 teste, ma nella fila più in basso mette, accanto a caricature di Annibale Carracci, Ghezzi e Leonardo, tre teste da cartoni per arazzi, di Raffaello. Con questo voleva definire che i 'caratteri' delle sue caricature derivano da Raffaello e non sono una esagerazione come quelle degli altri artisti italiani.

Hogarth è, quindi, un perfetto conoscitore della storia dell'arte , peccato però che inserisca tra le caricature un meraviglioso studio di Leonardo. Quindi, un conto le caricature, un altro i caratteri e gli studi fisiognomici!

Messaggio risolutivo del rapporto pittura-psicologia Þ asse portante della cultura moderna occidentale.

Opere e facce parlanti, ma anche pensanti.

"Analysis of beauty" , 1753,   Trattato.

Per anticonformismo e modernità non ha pari in Inghilterra né in Europa. È informato sulle teorie di Le Brun , anzi, ora è una teoria alla moda !

Ora la Fisiognomica, con Hogarth, perde il carattere statico e le ambizioni scientistiche, che l'hanno guidata da Leonardo. Entra nella mobilità psicologica e nella realtà del personaggio Þ La Fisiognomica diventa moderna letteratura, (ha sicuramente influenzato gli studi fisiognomici di Gaetano e Uboldo Gandolfi , "Testa di donna anziana").

Hogarth ha anche rapporto col teatro, arriva a cercare, e ci riesce, di dipingere su tela composizioni simili a rappresentazioni teatrali ,(soggetto, scena, dramma). Quadro = palcoscenico; Personaggi = attori.

"Il matrimonio alla moda: la mattina",1744, è una scenetta:

Il marito reduce da una notte di dissipazione si abbandona esausto sulla sedia; dalla tasca esce una cuffietta femminile, ( trofeo), che il cane annusa; vicino c'è uno spadino spezzato.

La moglie seduta con lo specchio in mano, mentre aspetta la colazione, si stira e studia il marito. Ha vicino un trattatello per un gioco a carte, sparse per terra; tavoli da gioco e strumenti sparsi a terra alludono a una notte trascorsa senza austerità.

Il maggiordomo compare con un pacco di conti da pagare.

Mai visto niente di simile Þ punto di svolta della Fisiognomica.

Sarà apprezzato da Lavater e Lichtenberg: il primo userà la sua arte come base per i suoi studi.

Cultura settecentesca pre-Illuministica napoletana

Gaspare Traversi (1732-1769): riprende la grande lezione fisiognomica del Della Porta con poderose, anche se occulte, equivalenze umane e bestiali. "Suonatore di mandola".

Giuseppe Bazzani (1690-1769). Grande pittore del Secolo, che non si è mai mosso da Mantova. Da chi avrà imparato ?

Rubens soggiornò a Mantova. Lesse Hogarth.

"Autoritratto", anni '30: è una memorabile effigie del Secolo, misto di fulminea vanità e di insinuante fragilità, contrassegna pittura e psicologia dell'artista.

È un punto fondamentale della linea e del percorso della pittura lombarda, che non si interrompe con la scapigliatura, con Boccioni e Renzoni.

Pietro Longhi (1701-1785)

Lavora in un polo contrapposto. "La toeletta",1760.

C'è elevata descrizione sociale, il suo personaggio è l'equivalente pittorico del nuovo personaggio psicologico di Goldoni, (anche se in realtà, la scoperta di Goldoni vanta alle proprie spalle lo sconvolgente 'scatto' di Molière).

L'invenzione del Longhi viene quasi dal nulla, ma è veritiera sia nella captazione ottica (luci che strisciano sui muri e si imbevono di materia), sia nella descrizione fulminante dell'attimo psicologico, nuovo romanzo erotico inglese di J.Cleland: "Fanny Hill. Ricordi di una donna di piacere",1749.

Jean-Baptiste-Simeon Chardin (1699-1779)

Torniamo alla linea maestra della fisiognomica in territori francofoni.

"Autoritratto",1775, a pastello: strepitosa forza introspettiva. La luce avvolge il volto con una maestria placida di un pittore, che è stato il padre della natura morta moderna. Analizza spietatamente, in modo graffiante, i tesori delle conoscenze accumulati in una vita.

Forza psicologica, perspicacia fisiognomica Þ simbolo della civiltà che cambia, autocritica alla civiltà ( fa sentire osservati, fa distogliere lo sguardo: è il dipinto a guardare noi). Sensibilità chiara e distinta.

Diderot (1713-1784), nel 1751 pubblica il 1° volume di "Encyclopèdie", apre l'epoca dei Lumi Þ inizia la nuova cultura illuminista.

Edmund Burke (1729-1797) trattato del 'Sublime' Þ distingue bello (piacevole, garbato, gentili), da sublime (radicato in sentimenti di paura, di infiniti, di pericolo) Þ albori del Romanticismo.

Questi furono due trattati che traumatizzarono l'epoca!

Julien Offray de La Mettrie (1709-1751): l'anima non conosce i muscoli che le obbediscono; essa non ha potere volontario sugli organi vitali !

Il quadro filosofico di prima serve per dare luce alla ripresa della Fisiognomica, che inizia in clima tardo Settecentesco.

Petrus Camper (1722-1789)

Si aggancia all'eredità di Le Brun. Scrive un libro dedicato ai rapporti tra fisiognomica e pittura; Camper diffida dei moduli proporzionali della pittura antica e ritiene propositivi solo i modelli di Winkelmann, aderendo all'estetica neoclassica.

     Û. I tempi in cui la Fisiognomica  era uno strumento totalizzante per la conoscenza dell'uomo e               

       del suo inconscio. sono finiti per sempre. Quanto più ci si inoltra nella scienza empirica e

       positiva. tanto più la Fisiognomica tende ad assumere caratteri antropologici, che rapidamente

       assumeranno connotazioni criminologiche, le quali, a loro volta, rischieranno di introiettare

       colorazioni razzistiche.Ü.

Camper descrive come sia possibile con un metodo trasformare animali in altri usando la teoria dell'angolo facciale; egli diffida, invece dei moduli proporzionali di tutta la pittura antica.

Lavater (1741-1801): serve distacco nell'analisi dell'opera di questo artista, certamente sopravvalutato, poiché ambisce ad essere un'enciclopedia delle teoria fisiognomiche:

-        enorme e cialtronesco successo sociale delle 'silhouettes';

-        il suo successo interessa per i rapporti che avrà con due artisti di altissimo rango: Goethe e Füssil.

Goethe (1749-1832)

Appassionato allo zoomorfismo che ha prodotto la forma umana e quella animale, è la parte più originale del libro di Lavater e che ha più influenze sulla pittura ad essa contemporanea, risultata, poi, essere frutto dell'opera di Goethe. L'interesse per i crani animali è suo.

Geirg Cristoph Lichtenberg (1742-1799).

Accanito oppositore di Lavater. Egli si concentra spt. sull'analisi delle forme mobili dell'Espressione, che definisce 'Patognomica', fondata sull'osservazione e l'intuizione soggettiva,  piuttosto che sull'altra posizione della concezione della Fisiognomica, (analisi delle strutture fisse del volto, con significati oggettivi). Nel principio-guida di Lavater, egli riconosce il seme 'razzista'.

Pensa che i segni del volto non implichino significati trascendenti, ma vanno inseriti nel tempo e nel contesto storico-sociale.

 

Franz Xavier Messerschmidt (1736-1783).

Crea una serie di Teste di carattere, ben 64,non si sa perché le faccia, ma si ritira in solitudine in una casa nella quale vive attorniato da esse, a proposito delle quali non è stata avanzata alcuna spiegazione attendibile. Forse cercava corrispondenze tra espressioni del viso e punti dolorosi del corpo Þ intese rappresentare le ultime smorfie anatomicamente possibili, al fine di respingere gli assalti dei  demoni dai quali si sentiva minacciato. La  determinazione alla  deformazione è ciò a cui sono, ormai, sottoposte le arti della rappresentazione. Egli è ancora un classico esempio che deforma (non nega) le norme e le leggi del Classicismo: la 'perdita di confini' del passaggio romantico e la distruzione, anche fisiognomica, del personaggio  nell' 800, spingeranno tali premesse  verso i veri  sconvolgimenti  della  visione  canonica e  tradizionale.

Johann Heinrich Füssil (1741-1825).

Il legame con Lavater è anagrafico, nascono entrambi nel 1741. Farà poi illustrazioni e incisioni specifiche per i "Fragmente" e "Aphorism on man" di Lavater.

Egli dichiara di non credere al metodo fisiognomico, ma a quello dello zoomorfismo di Lavater (o Goethe!); la sua pittura risente indubbiamente di questi influssi.

"Solitudine all'alba",1794: arrivando a  quest'opera ci si accorge che i tempi stanno cambiando drammaticamente; l'eroe classico caravaggesco è abbandonato e consunto di malinconia davanti a una natura immensa che non risponde ad alcun interrogativo. Mondo di mistero assoluto: assopimento della coscienza. Gli fa compagnia ululando a una luna che non c'è un essere amabile ed intelligente ma di ambigua configurazione fisica e psicologica: umano nei sentimenti e animale nelle forme fisiche. Dà senso di vertigine perché non si misura né il mondo interiore né esteriore. L'animale zoomorfo è dovuto all'influenza di Lavater.

Francisco Goya (1746-1828)

"Il sonno della ragione produce mostri",1799. Anch'egli all'inizio dell'immenso fenomeno dello zoomorfismo! l'uomo dorme e non si vede: equivoco, mistero, minaccia sono affidati alla popolazione animale (mostruosa con nasi camusi, occhi bavosi, orgogli strazianti di un modo sfuggente e incomprensibile). L'animale - uomo (e non l'uomo - animale), è entrato nei domini della grande espressione.

La cultura occidentale entra nel 'nodo romantico', le radici sono nell'Illuminismo e in parte nel mondo dei motivi magici.

Le due direttrici, Fisiognomica e Pittura, si riuniscono:

-        Fisiognomica   Þ  scienza del profondo  Þ ORA teoria artistica;

-        Pittura             Þ  arte del profondo         Þ ORA la teoria dell'arte assume ambizioni e toni di

       ricerca psicologica.

Kant  Þ denuncia l'illusione di una psicologia razionale; soggetto e oggetto, individualità e realtà tendono a coincidere.

Gli studi di Freud maturano queste idee Þ quindi Freud Ûnon viene dal nullaÜ!!

OTTOCENTO

Nel passaggio fra Illuminismo e Positivismo, tra XVIII e XIX sec., la Fisiognomica simbolica di Lavater e la Patognomica (conoscenza della passione, dello stato d'animo), a fondamento psicologico, ma intuitiva di Lichtenberg, si evolvono rispettivamente in Frenologia,(studia la forma del cervello e in prt. i nessi tra forma e patologia, fra deviazioni dalla norma e patologia), e Mimica,(affronta l'aspetto mobile nella manifestazione delle passioni, cioè, la classificazione delle espressioni. Queste due nuove scienze si evolveranno parallelamente in vista di una progressiva specializzazione delle scienze (Freud cresce nel campo della Frenologia).

Franz Joseph Gall (1758-1828).

Dallo studio sperimentale sulla conformazione del cranio (Þ determina la forma del cervello), nasce la teoria della Frenologia. Seziona teste di giustiziati, indaga da vicino persone di umili condizioni e osserva, così, le morfologie nei dati biografici dei 'suoi pazienti'. Il suo vero scopo è investigare sulle funzioni del cervello in generale e di ogni parte nello specifico e vedere come si possono riconoscere le differenti facoltà e inclinazioni per mezzo delle protuberanze e delle depressioni che si trovano sul cranio.

Ammira Lavater, ma ne prende le distanze affermando che non è la forma facciale da osservare per definire le funzioni ma quella cerebrale; ammette però che l'abitudine a esercitare una certa facoltà può variare la conformazione muscolare del viso.

Stabilirà una mappa cerebrale per funzioni ma sbaglierà.

Sostiene che la frenologia è indispensabile per il pittore al fine di rappresentare correttamente carattere e sentimenti dei suoi personaggi.

Alessandro David : allievo di Gall, studia la scultura dell'antica Grecia  Þ tutti i busti hanno giusta preparazione tranne Venere, che è sostanzialmente "un'idiota" per forma e conformazione del suo cranio!!

Alexandre Ysabeau (1793-1873): altro allievo di Gall, che considera la Frenologia come completamento della Fisiognomica.

Sostiene, inoltre, con correttezza, che pittura e scultura sono fisiognomicamente più corrette della fotografia, che distorce alcuni aspetti.

La Frenologia diviene di moda e molto famosa in Inghilterra e America, (fratelli Powel: dietro pagamento, svelano il carattere attraverso la lettura del cranio).

La Frenologia si appella esplicitamente alle Arti figurative.

Parallelamente ai frenologi, lavorano gli alienisti; si solleva il problema dei manicomi (terribili e insani), e del codice penale, che non differenzia l'infermità mentale.

Philippe Pinel (1745-1826).

Libera i folli dalle catene sociali usando una teoria che definisce 'trattamento morale' una terapia che, in qualche modo, si avvicina a noi. I suoi principi si basano sulla curabilità della malattia mentale; sostiene di aver riscontrato alcuni tipi di demenza e alienazione sempre accompagnati da una determinata fisiognomica del cranio e altre che hanno corrisposto un tipo di cranio, che a volte è anche di persone sane.

Ad anima e corpo si sostituisce MENTE e FISICO.

Per Pinel il folle è solo un uomo che è smarrito; la malattia è una perdita grave, ma reversibile, di facoltà intellettive e affettive.

Jean-Etienne-Dominique Esquirol (1772-1840).

E' l'allievo preferito di Pinel. Per lui la follia si manifesta come un eccesso di passione che è sfuggita al controllo razionale, ma che rientra pur sempre nella normalità e va curata.

Un metodo terapeutico assai utilizzato è il 'gioco della Fisiognomica', che permette al medico di dialogare col paziente attraverso le espressioni del viso, i mutamenti dello sguardo e i cambiamenti di stati d'animo. Per lui la follia non implica la lesione del sistema nervoso, ma altera soltanto le sue funzioni. Sul corpo la passione e i tratti fisiognomici diventano il 'corpo delle follia'.

La fisiognomica entra nel bagaglio teorico degli Alienalisti, cioè, psicologia non solo teorica ma anche clinica.

Grazie ad Esquirol la fisiognomica si arricchisce con la fondazione della  'iconografia manicomiale' , che fa collaborare pittori e medici: i pittori ritraggono malati in iconografie poi pubblicate o mostrate a studenti.

Etienne-Jean Georget (1795-1828)

Studia i codici penali nei passi riguardanti le follie, non si distingue tra follia costante e d'attimo.

Sostiene che il cervello è la sede immediata, la causa organica essenziale dell'intelletto, delle sensazioni, delle passioni Þ il punto di partenza di movimenti volontari.

Farà poi un testamento in cui 'abiurerà' a causa del fenomeno del sonnambulismo, che gli fece credere anche in un principio intelligente differente dalle esistenze materiali. Egli inserisce le follie omicide nell'ambito delle monomanie (sano per tutto, ma non per quella specifica mania, che col tempo può far degenerare tutto il corpo), che saranno dipinte da Gericault.

Théodore Gericault (1791-1824)

Cinquant'anni dopo la sua morte, nel 1820 era stato in manicomio fino al 1824, si trovano 5 ritratti di persone con monomanie, la serie dei folli, contrassegnati da una specifica monomania,(rapitore di bambini, invidia,  comando militare,.).

"Monomaniaco rapitore di bambini": è il più inquietante, mistero fittissimo, per l'arte è un momento prezioso; si pensa che li abbia realizzati in manicomio sotto la guida di Gericault per studio, per se stesso (come cura), per altri studenti.

Studi più recenti sembrano escludere amicizia con Gericault e, invece, avvalorano quella con Esquirol.

Questi volti riprendono la follia dove la aveva abbandonata Leonardo, sembrano conoscere i progressi della scienza psicologica nei secoli. In questi volti compiti ed estranei, in questa alterazione, che coincide con la malattia stessa della vita umana, Gericault fissa il termine finale della sua esplorazione in 'un'Africa interiore' (Richter) omicida.

George-Françoise-Marie Gabriel (1775-1836)

È l'autore dei disegni voluti da Esquirol per i suoi libri; è un trattatista di mediocre qualità e cultura neoclassica. Di ogni paziente Esquirol fa fare ritratto e incisione per la stampa prima e dopo i trattamenti. Forse la serie dei  "Folli"  è legata alla visita che Gericault fa a Jacques-Louis David; infatti le ultime opere di David sono molto legate e impregnate di Fisiognomica e Gericault potrebbe essere stato influenzato realizzando poi le opere durante il ricovero.

Louis-Leopold Boilly (1761-1845) ® pronuncia 'Buailly'

Si avvicina maturo a temi di Hogarth e dipinge "Trentacinque teste d'espressione", 1823: panoramica, impastata a gruppi di 5, dei più diversi sentimenti e passione di persone di ogni generazione e classe sociale, il gruppo centrale comprende se stesso, suo padre e sua moglie.

La follia qui è una smorfia voluta.

Gustave Courbert (1819-1877)

E' l'artista realista per eccellenza. "La Sonnambula", 1855, forse la sorella: testimonianza dei dubbi spirituali che sconvolgono Courbert, il tema del sonnambulismo è però di forte mistero e interesse. Qui Courbert è completamente diverso dal solito anche se il suo ritratto è potente e materico e 'giorgionesco' come sempre, ma gli occhi magici, stregati, lontani dalla pienezza carnale, nel 'viaggio' interiore si ha la poetica di Courbert. Notiamo qui un passaggio fondamentale che porta all'approfondimento e, in seguito, la distruzione del personaggio, che sarà definitiva con Van Gogh.

Criminalità studiata anche, magnificamente e con largo anticipo, da Balzac: considera la "natura sociale una natura nella natura e ogni personaggio è un tipo e ogni tipo è l'elemento di una classificazione naturalistica della specie umana".

A questo punto la spinta propulsiva della fisiognomica va via via esaurendosi per quanto riguarda l'arte. Questa perdita di qualità avviene, come sempre, nel momento di massimo successo quantitativo di una teorizzazione, che perde progressivamente parametri e statuto.

Le teorie dell'espressione influenzano soprattutto la caricatura Ottocentesca: ad es. Daumier "Il ventre legislativo" ® è quasi più un caricaturista e si inscrive in una linea con il Realismo sociale e visionario, una tipologia complessa e poco frequentata.

Per lo più, la caricatura si nutre dello zoomorfismo mobilitato dalla fisiognomica antica.

La fisiognomica, in ambito di scienza positiva, diventa lo studio del volto umano, sino a divenire antropologia, criminologia, psicologia Þ PSICANALISI.

Charles Darwin (1809-1882)

Con lui la fisiognomica diviene Antropologia.

Con le sue teorie 'destabilizza' la cultura di metà secolo; inscrive la teoria delle espressioni in quella dell' Evoluzione: non esiste un meccanismo statico dell'espressione, ma esiste un immenso processo evolutivo che determina espressioni evolute secondo le finalità naturali.

La teoria dell'evoluzione si basa sulla selezione naturale, a seguito della lotta per la sopravvivenza. Darwin separa, nelle sue ricerche, corpo e mente,(lui segue solo il corpo), la teoria delle espressioni di Darwin si basa su tre principi:

1.      Principio delle abitudini socialmente utili;

2.      Principio dell'antitesi che inverte i comportamenti del 1° principio;

3.      Principio degli atti determinati dalla costituzione del sistema nervoso,(che sono indipendenti da volontà e abitudine).

Sulla fisiognomica Darwin da una motivazione positiva Þ diverse disposizioni facciali possono deformare i muscoli in diversi modi.

Paolo Mantegazza (1831-1910)

Discepolo italiani di Darwin, che prosegue gli studi di espressione.

-     Pubblica un atlante delle espressioni del dolore,(foto, disegni, sculture);

-     l'espressione del dolore sta per diventare la tematica di punta della pittura contemporanea;

-     tra fisiognomica e antropologia colloca gli artisti, che formulano giudizi espressivi in base alla 

      scuola pittorica di appartenenza.

Egli si interessa della mimica, che può avere anche finalità difensive,(fa percepire attitudini di minaccia o di aggressione); la mimica del pensiero è meno espansiva di quella del sentimento.

-         Elimina il 3° principio di Darwin, delinea verità evidenti senza motivarle a sufficienza.

La fisiognomica diventa scienza rivelatrice, che lascia sul volto segni indelebili dei sentimenti cui una persona è sottoposta nel corso della propria vita.

Cesare Lombroso (1835-1909)

Pone l'Italia all'avanguardia nella scienza che studia la fisionomia e che va definendosi come Criminologia. Ora le sue idee sono in disuso ma, ai tempi, influenzarono molto anche Freud.

Parte dalla legislazione penitenziaria e dalla necessità di revisione delle pene: il criminale è fondamentalmente un pazzo e deve essere curato in un manicomio criminale.

Si basa sulla definizione di 'responsabilità' o 'irresponsabilità' di un criminale.

Genio = selvaggio = delinquente = pazzo              Þ per lo più coincidono.

Per quanto riguarda la fisiognomica, fa, poi, descrizioni,(es. il delinquente-nato: tipo somigliante al Mongolico o, a volte Negroide).

La sua fama declinò in seguito alla dissezione del suo cadavere, (come da testamento); secondo le autorevoli teorie, Lombroso rivelava la tipica natura dell'alienato e del criminale: evidente arteriosclerosi, gozzo cistico, cranio di dimensioni decisamente inferiori alla media con molte 'pieghe di passaggio'.

La Fisiognomica si indirizza, però, anche alla Neurologia e alla Psichiatria, che si prepara, a sua volta, alla psicoanalisi. Tema fondamentale degli ultimo decenni dell' 800 è la misurabilità del cervello e la topografia delle sue funzioni; si arriva a capire che il cervello non fa obbedire immediatamente agli impulsi, ma segue un percorso Þ sensazione-pensiero-movimento.

Si cercano le cause organiche della nevrosi ancora oggi.

Neurologia ® dà buone definizioni cliniche di 'epilessia';

                        dà buone definizioni cliniche di sclerosi multipla;

                        usa il termine 'nevrastenia'.

Charcot  e  Richer  si interessano di isteria e ipnotismo (Freud): l'isteria non deriva da cause organiche e va curata con l'ipnotismo. Studiano il rapporto tra arte e follia (Van Gogh), che non può essere interpretata come possessione demoniaca, ma è invece causa della deformità, presente da sempre nella rappresentazione figurativa.

La psichiatria comincia ad occuparsi di nevrosi; per curarla Pierre Janet usa l'ipnosi al fine di far affievolire ricordi o associazioni sgradevoli, che , altrimenti, rimarrebbero nell'inconscio.

Josef Breuer pensa che il cervello per funzionare richiede di energia nervosa, che si rigenera col sonno o il riposo.

Sigmund Freud (1856-1939) con Breuer scrive "Studi sull'isteria".

Introduce il metodo della libera associazione, con cui i malati lasciano riaffiorare il materiale psichico inconsciamente rimosso;

l'interpretazione di questi dati viene definita psicoanalisi;

chiave della personalità sono gli impulsi sessuali, spt. quelli rimossi nella prima infanzia;

i sogni sono l'inconscio umano, un rebus in cui vanno interpretati simboli e incognite;

da queste ricerche nasce "L'interpretazione dei sogni', 1900.

Di tutto questo dibattito l'arte non ha perso un solo passaggio.

Edgar Degas (1834-1917)

Quando espone la "Petit Danseure",1880-1, crea un vero caso interpretativo e giornalistico: viene esposta insieme a due ritratti di criminali di profilo; non c'è dubbio che Degas mette in atto un sofisticato gioco di applicazione delle teorie fisiognomiche e criminologiche all'ambito della grande invenzione figurativa.

La critica ci casca Þ definiscono l'opera d'arte anche opera di scienza!

Nel meraviglioso attimo psicologico concretizzato dall'artista, vengono riconosciuti i caratteri del criminale-nato Þ la modella sarà additata come criminale per anni.

Vincent Van Gogh (1853-1890)

"Ritratto del dottor Gachet",1890

Van Gogh non è anch'egli estraneo alla cultura fisiognomica - psicologica del momento, anzi ne è consapevole in modo quasi profetico. La follia che Gericault tentava di chiudere entro forze centripete, con Van Gogh si ha una disintegrazione centrifuga dell'Io.

Nel ritratto si ha una sconfinata dilatazione mentale, che nasconde l'idea nuova (sublime e miserabile), che l'uomo ha di sé; un'idea tanto più allucinata e disperata quanto più Van Gogh sentimentalmente si muove nei territori visionari tradizionalmente affidati alla religione, ignorando le future invenzioni della psicanalisi. Van Gogh non è, però, estraneo ai temi della malinconia e della psicologia: Gachet si è laureato con una tesi che parla di malinconia e la riconosce in lui e ne teme una ricaduta e consiglia a Van Gogh di curarsi e parlarne, che, in caso di bisogno, potrà aiutarlo Þ Van Gogh crede di star bene!

Egli opera con il dottore un processo di autoidentificazione: egli è da poco vedovo (malinconico), fisicamente simile e coi capelli rossi. Þ Il ritratto è quasi un autoritratto.

Gachet descrive nella sua tesi la fisionomia del malinconico, che rivediamo esattamente nel suo ritratto:

-        Spalle che si rattrappiscono, si piegano su sé, vuole occupare minor spazio possibile;

-        Dita contratte e flesse;

-        Testa piegata e inclinata;

-        Muscoli, specie i facciali, semicontratti;

-        Sopracciglia inclinate verso il basso, che coprono l'occhio;

-        Sguardo fisso e inquieto verso terra o di lato.

Van Gogh non era, quindi, stupido e non ignorava le teorie del tempo; inoltre la posizione del medico con tronco obliquo, la testa piegata e appoggiata al pugno chiuso, sono l'atteggiamento tipico già nella  incisione di Dürer , dell'uomo malinconico = Saturno (patrono dei malinconici), e la donna malinconica è allegoria della malinconia.

Certamente i colori di Van Gogh hanno valore simbolico.

La digitale allude alla professione del medico; i libri sono romanzi ben noti (ambientato nel mondo dei pittori, un caso patologico che evolve in maniera tragica.

Nella tradizione malinconica gli oggetti denunciano la futilità dei piaceri, sono simbolo di Vanitas.

            Quando si dice dell'ignoranza e della mera istintività di Van Gogh.

Edvard Munch (1863-1944)

In atteggiamento analogo a Gachet dipinge sé in una serie di tele intitolate "Malinconia" (tele sulle quali sembra sia stato gettato un secchio di sangue.

"L'urlo",1893, grande tradizione delle bocche urlanti della pittura moderna.

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901)

"Dottor Péan mentre opera": ripugnante squarcio a mo' di bocca del paziente . Þ Francis Bacon, Otto Dix. vocazione del moderno verso una certa paura di sadismo.

"Da Leonardo a Rembrandt" ritratto Þ a Munch l'uomo va verso un baratro, all'uomo occidentale accade qualcosa di terribile.

Odilon Redon (1840-1916)

"Quando la vita si sveglia nel fondo della natura oscura",1883, si cerca di visualizzare i fantasmi dell'inconscio  Þ popolazione zoomorfa che riprende le belve con cuore umano inventate da Goya. Le creature micidiali delle altre realtà ,inconscio, (cane-uomo-foca) alla base del Surrealismo.

IL NOVECENTO

Con la nascita della psicoanalisi, la fisiognomica si discioglie nelle tematiche della psicologia. Rimangono, comunque, prosecuzioni storiche di una ricerca. Ora la fisiognomica, come approccio ai temi tradizionali, può essere divisa in tre filoni:

1.      Fisiognomica 'volgare', che si mescola con astrologia e chiromanzia: riprende la Fisiognomica simbolico-induttiva protoscientifica;

2.      Segue il ramo Ottocentesco strettamente scientifico. Attenzione, siamo in anni pericolosi: razzismo dalla fisiognomica nasce negli anni '20;

3.      Dopo la scoperta dell'inconscio, l'esplorazione d'avanguardia va verso l'analisi del volto (prima finestra dell'anima), con l'arte.

La sonda, al termine del viaggio nel cuore dell'uomo, va verso l'informale (oltre il razionale), dove i contorni sono liquidi e disomogenei   Þ tutte le forme sono possibili e anche l'immagine dell'uomo va e si apre in più direzioni, tutte plausibili e tutte prive di verità univoche  Þ sono le tante facce del prisma dell'arte dell'uomo contemporaneo.

Col  '900 arte e psicanalisi sono ora la stessa cosa, cioè una 'psicoanaliticità'  dell'arte, che non può prescindere da processi della psicoanalisi (neppure nei movimenti più razionali). Arte e Psicoanalisi si sono entrambe evolute in vari modi:

PSICOANALISI

-        Studio dei meccanismi dell'immaginario, associazione onirica (Freud, Jung);

-        Interpretazione psicoanalitica dell'opera e del suo linguaggio;

-        Studio delle interferenze tra psicologia e pratica alchemica.

POETICA ARTISTICA

-        Accettazione dei meccanismi liberatori della 'libido' (Surrealismo e informale);

-        Indagini delle pratiche associative del linguaggio;

-        Recupero di archetipi mitici (sorgività primigenia dell'immagine alla Jung, Pollock,.).

In generale la cultura occidentale ha tramandato un'idea canonica della figura umana, dalla Grecia a ora, senza modifiche sostanziali (da Leonardo all'urlo di Munch).

Ludwig Meidner (1884-1966)

"Autoritratto",1912. Le colonne della scoperta dell'inconscio sono state superate per sempre, senza possibilità di ritorno; totale devastazione dell'eroe rinascimentale; totale devastazione del 'sisma' interiore. L'uomo, a causa delle proprie turbe, trova impossibile convivere con la sua immagine classica  Þ è l'uomo-ragno concepito prima della "Metamorfosi" di Kafka.

Antonin Artaud (1816-1949)

"Autoritratto",1922 ca. Altro terremoto dell'interiore, dieci anni dopo Meidner.

Va alla ricerca del suo essere intellettuale, quando coglie una forma, la fissa, prima di perdere il pensiero. È anche gregario di Kafka e la sua "Metamorfosi", è suggestionato dallo zoomorfismo.

Gustav Klimt (1862-1918)

"Giuditta",1901.

È  concittadino e quasi coetaneo di Freud Þ quindi il quadro teorico della psicanalisi è presente.

Estasi, organi silenziosi, concentrazioni spasmodiche e supreme davanti all'orrore: infatti quest'attimo di lussuria è pensato al cospetto di una testa due volte mozzata, (questa è la genialità del dipinto).

Carlo Carrà (1881-1966)

"Cavaliere Occidentale",1917.

Torniamo al cuore della cultura italiana figurativa con il capriccio e la bizzarria della cultura Metafisica. Nel quadro siamo in bilico tra passato/tradizione e futuro/avanguardia, ordine dello spazio e prospettiva Þ dalla tradizione 'giottesca' e 'masacciana'; luce tonale e rosata che squilla in rintocchi di bianco, verde, rosso, ma Þ sulla tradizione ci sono , ormai, le idee dell'oggetto inutile del Dadaismo e iconoplastico (rinuncia e non vuole le immagini consone).

Georg Grosz (1893-1959)

Nuova oggettività Þ anni '20

Con la contemporaneità è un po' fuori tempo; disegno tedesco Cinquecentesco, rughe sulla fronte come crepe, nasi tristi, labbra madide, spalle anchilosate sotto il peso della stupidità umana.

Max Ernst (1891-1976)

"La vestizione della sposa",1940

la misteriosa umanità ornitologica, sessuata e altera della sposa non esisterebbe se l'uomo non sapesse di appartenere a una specie bifida e ambigua, divisa tra ciò che appare, ciò che minacciosamente esce dalla fantasia sempre più umana.

Con la libertà del surreale, la Fisiognomica diventa rappresentazione fisica, emergenza fisiologica di un universo interiore, agitato da forze incomprensibili, quasi sempre contraddittorie.

Umanesimo = fine

Nuovo Umanesimo dilatato Þ  nasce   Non-Umanesimo.

Negli spazi del non-umanesimo c'è la più assoluta vertigine.

Jackson Pollock (1912-1956)

"Pali blu",1952: il dipinto è partito come un gigantesco complesso di figure nel paesaggio ed è diventato l'inferno che vediamo.

"Portrair and a dream", 1953: si vede come qui tende a ritornare esplicitamente a una forma di figurazione Þ di rappresentazione del volto umano.

Si è discusso a lungo della fisiognomicità del quadro. Viene esposto nel '54 e non riscuote fortuna, ciò porta Pollock a una crisi tale che non esporrà mai più i suoi lavori.

Si pensava che il ritratto fosse a destra, ma l'ordine del titolo indica il contrario; si ha una esplosione definitiva dell'entità fisica facciale e la consistenza quasi naturale della realtà dei sogni.

Anche De Koening 'rivale' di Pollock ha una esplicita costante partenza figurativa "Woman V".

Se non si può tornare alla riconoscibilità canonica, si può tornare alla matericità della figura, alle forme del mondo.

Jean Fautrier (1898-1964) "Teste d'ostaggio",1943: la carne, le forme.

Palloni verdognoli, arrossamenti di tumefazioni, canna del naso tramuta il viola di una tavolozza francese in tinte liquide e affannate.

Francis Bacon (1909-1992) è vinto da una furia e da un impeto di rivolta che ha per tema l'uomo, per protagonista l'uomo e per disgustata vittima l'uomo.

"Papa III",1951, urla, ma nessuno nell'Universo lo ascolta; le bocche urlanti, ispirato al "Ritratto di Papa Innocenzo X", di Velasquez. Gabbia senza aria, colpi di pennello grasso in una materia pittorica, che lotta per conservare una figurazione umana.

Nella prima metà del  '900 ci sono stati sconvolgimenti che hanno negato e cancellato l'uomo e l'universo dal pensiero 'leonardesco':

-        Teoria della relatività e rivoluzione dei concetti di spazio e tempo;

-        Equivalenza materia-energia;

-        Possibilità di distruzioni termonucleari, rapidissima estinzione della specie;

-        Nuove idee sulla configurazione dell'Universo: infinitamente grande, infinitamente piccolo .

"Studio di figura umana ai piedi della croce",1945/6: cappottaccio afflosciato su di sé; cappello abbandonato sul fondo aranciato e agro, fiori strazianti e deliziosi, azzurri madidi e verde pisello, ma l'uomo e assente Þ la scienza fisiognomica prosegue e l'arte dei primi anni '80 è l'ultimo grande capitolo figurativo dedicato alla fisiognomica.






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