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L'Italia dall'Illuminismo all'età napoleonica (1750-1815)

storia dell arte







L'Italia

dall'Illuminismo all'età napoleonica (1750-1815)


JEACQUES-LOUIS DAVID

ASPETTI GENERALI:



Quando David giunge a Roma ha 27: nonostante non sia un principiante, decide di ripartire da zero dopo essersi confrontato con i repertori dell'antichità. I suoi grandi modelli, artistici e morali, diverranno Raffaello, Poussin e il Caravaggio.

La sua produzione a Roma non ebbe molti frutti, ma tornato a Parigi egli poté applicare con enorme successo l'esp 121j91b erienza acquisita in Italia.


OPERE:

Il giuramento degli Orazi: Egli riceve una commissione sul tema degli Orazi, e decide di svolgerla a Roma, dove la realizzerà in pochissimi mesi. L'opera conosce un grande successo a Parigi: nessuno aveva mai espresso in pittura i principi del classicismo. La composizione è rigorosa e austera, come si può osservare dalle braccia dei tre fratelli e dall'architettura in cui la scena è inserita. Le virtù degli antichi, come il dovere, il sacrificio, la scelta dell'azione, vengono proposti in linguaggio pittorico come messaggio per la civiltà contemporanea all'artista.

GIUSEPPE VALADIER

ASPETTI GENERALI:

Coraggioso architetto dal 1786, Valadier fu tra i primi ad affrontare il tema del rapporto tra antico e moderno nelle città. Egli fu accusato di non essere competente in materia d'antichità; in realtà dimostrò di esserlo con l'impegno con cui realizzò i restauri.

Egli credeva, seguendo i principi illuministici, nel progresso civile ad opera dell'architettura; l'unica realizzazione complessiva fu Piazza del Popolo.


OPERE:

Piazza del Popolo:

la piazza prima: Erano presenti le chiese gemelle di Rainaldi, la chiesa di Santa Maria del Popolo, la porta del Popolo e l'obelisco. Un insieme di edilizia minore e spazi verdi separava la città e la campagna in prossimità delle porte urbane.



perché:  L'occasione fu un concorso bandito nel 1773 dall'Accademia di San Luca per la sistemazione di piazza del Popolo.


progetto: Dopo una prima progettazione in cui Valadier prevedeva la creazione di una piazza trapezoidale, la realizzazione di un nuovo progetto avvenne grazie alla collaborazione di due architetti francesi. Tale progetto prevedeva una pianta ellittica; una serie di scale a gradoni che salivano sul Pincio da un lato e una cancellata che dava accesso al parco che si estendeva fino al Tevere dall'altro. In questo modo la piazza concordava armoniosamente con gli spazi naturali del colle e del giardino, e veniva inoltre risaltata la presenza dell'obelisco al centro, in seguito ornato con una fontana da Valadier stesso.


inizio dei lavori (1816): Vennero effettuate delle varianti: il complesso di scale fu eliminato; il fianco del Pincio fu ristrutturato distribuendo arcate e logge che salgono alla terrazza panoramica in mezzo al verde; il corso che raggiungeva il Tevere fu messo in linea con la salita del Pincio; ai lati della porta vennero costruiti due edifici, il monastero agostiniano e la caserma; i due emicicli si raccordarono con gli sbocchi di via del Babuino e via di Ripetta tramite la costruzione di due edifici civili gemelli.


La piazza rivela dunque il superamento degli schemi urbanistici neoclassici troppo rigorosi. Tuttavia l'uso del linguaggio classicista del Valadier si rivela con la realizzazione di un piccolo edificio, la casina Valadier, che rappresenta un disinvolto assemblaggio di caratteristiche tipicamente classiche.



CANOVA

ASPETTI GENERALI:

I primi impegni artistici del giovane scultore ebbero luogo a Venezia, ma si affaccerà ben presto all'ambiente romano grazie ad un incarico affidatogli dall'ambasciatore veneto a Roma (Teseo e il Minotauro). Il successo del Teseo gli procurò importanti commissioni che consolidarono il suo prestigio.

Per tutta la vita in Canova rimane viva la consapevolezza di assolvere attraverso l'arte un alto dovere nei confronti del suo paese.

Gli anni del regime napoleonico segnano il momento della massima fama internazionale di Canova, e le richieste da parte di prestigiosi committenti sono numerosissime.


OPERE:

Paolina Borghese Bonaparte come Venere vincitrice: Questa rappresenta la più celebre statua ritratto in onore della famiglia di Napoleone.  Paolina Borghese viene qui assimilata a Venere vincitrice (con in mano il pomo di Paride) e richiama sia il modello delle veneri di Tiziano, sia lo schema delle figure giacenti sui sarcofagi antichi.

Canova tratta con estrema finezza il rapporto tra il "bello ideale" e il "bello di natura". Grazie ad un sottile strato di cera lo scultore conferisce alla statua una trasparenza rosata che sembra dare vita alle carni; inoltre le labbra socchiuse danno l'impressione che la donna trattenga il respiro.



monumento funebre di Maria Cristina d'Austria: Il tema della morte è presente fortemente nella cultura Neoclassica. Canova in quest'opera coniuga a livello simbolico la concezione cristiana e il pensiero pagano:

il rito del corteo che porta le ceneri all'urna V memoria consolatrice

(ritmo lento delle figure, le corone di fiori, il tappeto che scivola come acqua sui gradini)

la porta buia sulla piramide V passaggio tra la vita e la morte, ingresso all'immortalità

Come I Sepolcri del Foscolo, il monumento funebre del Canova ha una duplice funzione:  la celebrazione patriottica dei grandi della storia e la commemorazione personale del ricordo dell'artista.





























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