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PARTICOLATO SOLIDO AERODISPERSO NELL’AMBIENTE ESTERNO

chimica




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Unità Operative di Orani e di Ottana



particolato solido aerodisperso nell’ambiente esterno



1         PREMESSA

La presente relazione è stata redatta nell’ambito di un’apposita convenzione stipulata tra la Maffei Sarda s.r.l. e il CINIGEO (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Ingegneria delle Georisorse tra le Università di Bologna, Cagliari, Roma “La Sapienza”, Trieste), con sede in Roma.

Lo studio riguarda il campionamento della frazione PM10 del particolato aerodisperso nell’ambiente esterno, in riferimento ai siti produttivi di Ciarumannu/Ispaduleddas (facenti parte dell’unità operativa di Orani) e di Badu’e Carru (unità operativa di Ottana) presso i quali la Maffei Sarda s.r.l. esercisce miniere a cielo aperto di feldspati e impianti di valorizzazione di tale risorsa.

Lo studio è stato eseguito sotto la responsabilità del prof. ing. Giorgio Massacci, Straordinario di Sicurezza del Lavoro e Difesa Ambientale presso l’Università di Cagliari, da un gruppo di lavoro composto come indicato nella tabella 1.

Tabella 1 -  Gruppo di lavoro

Prof. ing. Giorgio Massacci

Università di Cagliari CINIGEO

Responsabile della convenzione e coordinatore del gruppo di lavoro. Impostazione generale, valutazione conclusiva, revisione finale.

Dott. ing. Ivano Mulas

Università di Cagliari CINIGEO

Campionamenti e rilevazioni sul campo. Partecipazione alla valutazione conclusiva.

Dott. ing. Stefania Usala

Università di Cagliari CINIGEO

Raccolta dati e materiale documentale. Partecipazione alla valutazione conclusiva.


2         Riferimenti normativi

La legislazione italiana stabilisce i valori limite del materiale particolato aerodisperso nel Decreto Ministeriale n. 60 del 02.04.02 (Recepimento della direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio).

Il decreto si riferisce ai parametri denominati PM10 e PM2,5, così definiti:

PM10: frazione di materiale particolato sospeso in aria ambiente che passa attraverso un sistema di separazione in grado di selezionare il materiale particolato di diametro aerodinamico di 10 µm, con un’efficienza di campionamento pari al 50%; 

PM2,5: frazione di materiale particolato sospeso in aria ambiente che passa attraverso un sistema di separazione in grado di selezionare il materiale particolato di diametro aerodinamico di 2,5 µm, con un’efficienza di campionamento pari al 50%.

In tabella 2 sono riportati i valori limite del PM10 per la protezione della salute umana, il relativo margine di tolleranza, le modalità di riduzione di tale margine e la data alla quale i valori limite devono essere raggiunti.

L’articolo 38 del D.M. n. 60 del 02.04.02 stabilisce tuttavia che, fino alla data entro la quale devono essere raggiunti i valori limite (quindi sino al 01.01.2005 nel caso del particolato solido aerodisperso), restano in vigore i valori limite fissati dal D.P.C.M. 28.03.83 (Limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno) e dal D.P.R. n. 203 del 24.05.88 (Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali ai sensi dell’art. 15 della legge 16 aprile 1987 n.183).

I due decreti suddetti riferiscono i valori limite alle particelle sospese totali (e non al PM10. Le concentrazioni di particelle sospese da confrontare con i limiti suddetti devono essere determinate moltiplicando i valori di PM10 per un fattore pari a 1,2. I valori limite vigenti per le particelle sospese sono riportati nella tabella 3.

Non sono stati ancora definiti valori limite per il PM2,5; in Europa ed in Italia sono attualmente in corso studi finalizzati a definire, entro l’anno 2005, i limiti relativi alle concentrazioni in aria di tale inquinante, secondo i tempi ed i modi indicati dalla Direttiva Europea 99/30/CE.


Tabella 2 -  Valori limite per il particolato aerodisperso PM10 414f55e (D.M. 60/02, all. III)


Periodo di mediazione

Valore limite

Margine di tolleranza

Data alla quale il valore limite deve essere raggiunto

FASE 1





Valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana

24 ore

50 µg/m3 PM10 da non superare più di 35 volte per anno civile

50% del valore limite, pari a 25 µg/m3, all'entrata in vigore della
direttiva 99/30/CE (19.07.99). Tale valore è ridotto il 1° gennaio 2001 e successivamente ogni 12 mesi, secondo una percentuale annua costante, per raggiungere lo 0% il 1° gennaio 2005.

01.01.2005

Valore limite annuale per la protezione della salute umana

Anno civile

40 µg/m3 PM10

20% del valore limite, pari a 8 µg/m3, all'entrata in vigore della direttiva 99/30/CE (19.07.99). Tale valore e' ridotto il 1° gennaio 2001 e successivamente ogni 12 mesi, secondo una percentuale annua costante, per raggiungere lo 0% il 1° gennaio 2005.

01.01.2005

FASE 2 (*)





Valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana

24 ore

50 µg/m3 PM10 da non superare più di 7 volte l'anno

Da stabilire in base ai dati, in modo che sia equivalente al valore limite della fase 1

01.01.2010

Valore limite annuale per la protezione della salute umana

Anno civile

20 µg/m3 PM10

10 µg/m3 al 1° gennaio 2005 con riduzione ogni 12 mesi successivi, secondo una percentuale annua costante, per raggiungere lo 0% il 1° gennaio 2010

01.01.2010

Valori limite indicativi da rivedere con successivo decreto sulla base della futura normativa comunitaria.

Tabella 3 -  Limiti di accettabilità delle concentrazioni e valori guida di qualità dell’aria relativi al particolato solido aerodisperso

Riferimento

Significato

Inquinante

Parametro

Valore

D.P.C.M. 28.03.83

Limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e limiti massimi di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno (standard di qualità)

Particelle sospese

Media aritmetica di tutte le concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell’arco di 1 anno

150 μg/m3

95° percentile di tutte le concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell’arco di 1 anno

300 μg/m3

D.P.R. 203/88

Valori guida di qualità dell’aria

Particelle sospese

Media aritmetica delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell’arco di 1 anno

Da 40 a 60  μg/m3

Valore medio delle 24 ore

Da 100 a 150 μg/m3


3         Inquadramento territoriale

Area mineraria di Orani

L’area di Ciarumannu - Ispaduleddas, ubicata all’interno della concessione di Monte Cuccureddu, ha un’estensione di circa 46 ha e comprende gli scavi minerari, le discariche e la zona dell’impianto. L’area ricade nella tavoletta topografica 499 Sezione III della Nuova Carta d’Italia I.G.M. alla scala 1:25.000; nella C.T.R. della Sardegna in scala 1:10.000 ricade nel Foglio 499, sezione 100.

Gli scavi occupano la porzione centrale dell’area mineraria di Ispaduleddas e sono attualmente estesi circa 15 ha (8 dei quali erano già stati interessati dalle precedenti attività di scavo); le discariche ubicate a N e a S degli scavi occupano una superficie complessiva di 18 ha (15 dei quali occupati da discariche preesistenti).

L’impianto di trattamento si trova su un piazzale a quota 310 m s.l.m. in località Ciarumannu e occupa una superficie di circa 13 ha. L’unità è completata da un settore logistico - amministrativo comprendente uffici, magazzino e laboratorio. L’area di impianto si trova ai piedi di P.ta S’Ipadduleddas (479 m s.l.m., sulla quale sono impostate le coltivazioni minerarie e le principali aree di discarica della Maffei) in direzione SO. I rilievi principali nella zona circostante sono il Nodu Ciarumannu (438 m) ad E e il Monte Nule (459 m) ad O.

L’area mineraria è situata nel territorio comunale di Orani; il centro abitato dista in linea d’aria circa 4 km in direzione E.  Nell’arco di 4 km si trovano anche i centri abitati di Oniferi (3,5 km direzione NE) e di Sarule (4,2 km direzione SE).

La strada di collegamento con la S.S. 131 bis (Nuoro – Abbasanta) è la S.P. n. 39 che collega Ottana e Orani e dista circa 2 km dall’area mineraria, in direzione S. L’accessibilità all’area è garantita da una strada di accesso, che la Maffei Sarda s.r.l. ha provveduto ad asfaltare per tutta la lunghezza.

In prossimità della zona si rileva la presenza del Riu Sas Coronas a S dell’area di impianto.

Secondo il Piano Regolatore Generale del Comune di Orani il sito è localizzato in zona agricola. Attraverso l’articolo 33 del Regolamento, tuttavia,  il P.R.G. definisce una normativa speciale per cave e miniere, in base alla quale tutto il territorio comunale può essere soggetto a ricerche ed estrazioni di minerali.

In prossimità delle aree di pertinenza della Maffei Sarda s.r.l. non sono presenti costruzioni adibite ad uso abitativo ma soltanto alcuni fabbricati agricoli a distanza di alcune centinaia di metri.

Per quanto riguarda le valenze ambientali presenti nella zona, l’area è vicina ad un SIC di cui alla direttiva 92/43/CEE, e precisamente a quello inserito nel Progetto Bioitaly denominato Monte Gonare (cod. ITB001156) ricadente nei Comuni di Orani e Sarule. Il SIC è distante in linea d’aria circa 7 km in direzione ESE. La distanza è tale da far escludere qualunque effetto della polverosità derivante dalle attività produttive in esame.

Area mineraria di Ottana

L’unità produttiva di Ottana è costituita da alcune miniere a cielo aperto e da un impianto di frantumazione e classificazione del minerale sito a distanze comprese tra 500 m e 1 km dalle miniere, in località Badu ‘e Carru. L’area ricade nella tavoletta topografica 499 Sezione III della Nuova Carta d’Italia I.G.M. alla scala 1:25.000; nella C.T.R. della Sardegna in scala 1:10.000 ricade nel Foglio 499, sezione 130.

L’impianto di trattamento è sito ad una quota di circa 210 m s.l.m. e comprende le sezioni di frantumazione primaria, secondaria e terziaria. L’unità è completata da un settore logistico - amministrativo molto snello, comprendente uffici e magazzino.

Le miniere e l’impianto di Badu ‘e Carru distano circa 4 km dall’abitato di Ottana. L’accessibilità alla zona è assicurata dalla strada a scorrimento veloce Nuoro - Abbasanta e da altre strade statali e provinciali; tra queste ultime le più importanti sono la SS 128 (centrale sarda) che collega Sarule, Orani ed Oniferi, e la SP 30 che da Ottana conduce ad Orani. In prossimità delle aree di pertinenza della Maffei Sarda s.r.l. non sono presenti costruzioni adibite ad uso abitativo.

Le aree interessate dalle coltivazioni sono tutte comprese entro il territorio comunale di Ottana. L’estensione complessiva delle coltivazioni è attualmente di circa 8 ha, comprese le aree di servizio. Gli scavi sono eseguiti in fossa; gli impatti legati alle emissioni di polveri, pertanto, sono limitati alle zone immediatamente adiacenti le coltivazioni. Solo la discarica è realizzata in rilevato, all’esterno del perimetro della fossa, e risulta parzialmente esposta all’azione dei venti. La discarica tuttavia viene periodicamente ricoperta con terreno vegetale su cui cresce una vegetazione spontanea che contribuisce al contenimento delle emissioni.

La vallata isolata al centro della quale sono ubicate le miniere non è visibile da alcun centro abitato.


4         emissioni di polveri e misure di contenimento

4.1        Fonti potenziali di emissione di polvere

Le polveri possono essere generate durante il normale esercizio delle miniere e degli impianti. Le fasi di lavoro potenzialmente responsabili di emissioni di polveri sono le seguenti:

A.      Coltivazione

A.1      Polveri generate dalle attività di perforazione e di scavo sia meccanico sia con esplosivo.

A.2      Polveri sollevate dai cumuli di minerale e di sterile costituiti sui piazzali di miniera.

B.      Trasporti interni su automezzi

B.1       Operazioni di movimentazione e trasporto sia del minerale (dalle fronti di scavo agli impianti), sia degli sterili (alle discariche).

C.      Trattamento in impianto

C.1       Polveri sollevate dai cumuli di minerale costituiti sui piazzali esterni agli impianti.

C.2       Polveri emesse dai tre camini delle sezioni di frantumazione primaria, frantumazione secondaria, cernita ottica dell’impianto di Ciarumannu (Orani).

C.3       Polveri emesse dalle movimentazioni mediante nastro trasportatore.

D.      Trasporto del minerale all’esterno

D.1      Polveri generate dalle operazioni di carico degli automezzi.

D.2      Polveri generate dal transito degli automezzi.

4.2        Impatto ambientale e misure di contenimento

La polverosità ambientale attribuibile alle emissioni dai camini dell’impianto di Ciarumennu è trascurabile poiché i flussi di massa sono modesti, mentre i rendimenti di captazione degli impianti di depolverazione sono molto elevati. Il mantenimento di tali standard è assicurato mediante lo svolgimento di frequenti attività di manutenzione ordinaria di tutte le unità che compongono gli impianti di trattamento degli effluenti inquinanti e regolarmente verificato attraverso la ripetizione delle misure di emissione secondo procedure normalizzate.

Nell’impianto di trattamento di Ottana le polveri prodotte durante la frantumazione a secco vengono abbattute con getti d’acqua nebulizzata e comunque contenute dalle coperture dei nastri trasportatori e dalle cofanature dei vagli vibranti.

Al fine di ridurre le emissioni di polvere durante la perforazione dei fori da mina si fa uso di perforatrici dotate di un efficace sistema di captazione delle polveri.

In entrambi i siti produttivi la sorgente più importante di emissione di polveri è rappresentata dai transiti di automezzi (ci si riferisce in particolare ai mezzi di trasporto interno ed esterno del minerale e degli sterili).

La dispersione delle polveri in tali condizioni comporta ricadute a distanze relativamente contenute, con effetto prevalente sulla vegetazione. L’effetto delle polveri sulla vegetazione, nel complesso, è però limitato in quanto il ricoprimento dell’apparato fogliare interessa solo le specie cresciute in prossimità di strade e piste di servizio. Il fenomeno non dà luogo a malattie perché l’insolazione molto intensa durante tutto l’arco dell’anno evita che si instaurino fenomeni di essiccamento a causa di mancanza di luce. Gli effetti negativi della polvere sulla vegetazione si fanno sentire soprattutto nel periodo estivo, mentre possono essere considerati trascurabili durante il periodo autunnale, invernale e primaverile in quanto le precipitazioni ripuliscono efficacemente le foglie dalla polvere.

Per far fronte alla polverosità ambientale indotta dal traffico veicolare, peraltro limitata alle zone adiacenti alle piste ed alle strade di accesso alle aree minerarie (non ancora asfaltate), vengono attuate le seguenti misure di contenimento:

innaffiatura delle piste e dei piazzali in prossimità degli impianti;

eliminazione dei materiali fini dalle piste mediante raschiatura superficiale con mezzi meccanici dotati di lama;

creazione di barriere naturali di sempreverdi sui cigli delle strade;

limitazione della velocità dei mezzi;

manutenzione ordinaria dei tratti di strada già asfaltati.


5         Caratteristiche meteoclimatiche dell’area

5.1        Caratteristiche climatiche generali

Il clima della Sardegna è temperato-caldo:  esso infatti è caratterizzato da una stagione calda, lunga e arida, e da una stagione piovosa, meno fredda di quanto di norma corrisponde alla latitudine geografica.

L’inverno è particolarmente mite nelle zone litoranee, nelle quali la normale rigidità della stagione è mitigata dal calore trasmesso ai bassi strati atmosferici, per irraggiamento e convezione, dalle acque superficiali del mare, la cui temperatura, al centro del golfo di Cagliari, si mantiene sui 16 °C sino alla prima decade di gennaio. Sbalzi termici più marcati che nelle zone costiere si verificano all’interno, e cioè a distanze di oltre 15 km dal mare, e ad altitudini superiori a 600 m.

Le precipitazioni sono molto variabili nel tempo e nello spazio; talvolta, infatti, lunghi periodi di siccità seguono alla stagione arida, interrotti da occasionali nubifragi.

L’aspetto climatico più caratteristico della Sardegna è, peraltro,  il regime anemologico, che dipende dalla posizione geografica e dall'orografia della regione.

Il maestrale, vento predominante nella zona, spira con le seguenti frequenze: ad Alghero il 54%, ad Olbia il 20%, a Carloforte il 28%, ad Oristano il 38%, a Cagliari il 42% ed a Tortolì il 19%.

Le notevoli differenze tra i suddetti valori si frequenza sono determinate dall’orografia: quando il maestrale spira a velocità superiori ai 40 km/h (11 m/s o 22 nodi), infatti, esso investe tutte le località; a velocità più basse, invece, alcuni siti della costa orientale, come Olbia e Tortolì, ne risultano al riparo.

5.2        Caratteristiche climatiche locali

5.2.1       Regime pluviometrico

Per quanto attiene i dati pluviometrici nella zona d’interesse, come nel resto dell'isola, si rileva la stagione secca estiva, con dati variabili nel tempo e nello spazio, e il periodo piovoso che va dall’autunno alla primavera. In tale periodo la Sardegna è infatti interessata da aree cicloniche di provenienza atlantica che determinano nella parte occidentale dell’isola ripetute precipitazioni. Le coste orientali sono invece saltuariamente interessate da venti caldo umidi di origine mediterranea ed africana provenienti da SE (scirocco) che incontrando i rilievi montuosi determinano precipitazioni critiche (intense e di breve durata).



Per i dati pluviometrici ci si può riferire alla stazione di Orani, che oltre ad essere molto prossima all’area di interesse è posta ad un’altitudine di 528 m s.l.m., rispecchiando perciò le caratteristiche altimetriche del bacino. La media, effettuata per gli anni che vanno dal 1922 al 1992, è risultata di 744,6 mm. Il dato è perfettamente comparabile con il valore della precipitazione media annua, pari a 728 mm, per la stazione termopluviometrica di Nuoro, ubicata ad un’altitudine confrontabile e relativamente vicina ad Orani. In tabella 4 sono riportate le medie mensili delle altezze di pioggia calcolate sulla base delle osservazioni giornaliere effettuate presso la stazione di Nuoro nel periodo 1924 – 1975.

Tabella 4 -  Altezze di pioggia in mm. Dati medi mensili rilevati nella stazione di Nuoro nel periodo 1924 – 1975.

Stazione

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

Media annua

Nuoro

83

86

69

59

42

21

10

15

35

87

102

119

728


5.2.2       Caratteristiche anemologiche

Le caratteristiche anemologiche dell’area in esame sono state desunte dalla raccolta di elaborazioni dal titolo “Caratteristiche diffusive dell’atmosfera”, pubblicata congiuntamente da ENEL e Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare (SMAM). In particolare la stazione più prossima all’area d’interesse è quella di Fonni (stazione meteorologica A.M. 538), per la quale sono disponibili i dati relativi al periodo di osservazione da gennaio 1954 a dicembre 1991.

Nell’area dominano le calme di vento che rappresentano circa il 33% delle rilevazioni su base annua nella stazione di Fonni.

I venti più frequenti sono quelli provenienti da W (corrispondenti al 24% circa delle frequenze), caratterizzati da velocità in prevalenza moderate, tra 5 nodi (circa 2,5 m/s) e 12 nodi (circa 6 m/s).

I venti provenienti dagli ottanti occidentali (SW, W e NW) rappresentano nel complesso il 36,3% delle frequenze.

L’intensità media del vento considerando tutte le direzioni di provenienza nel complesso è pari a 4 m/s.

Considerando l’andamento stagionale prevalgono ancora le calme di vento, che si presentano con frequenze comprese tra il 38% della stagione autunnale e il 28% della stagione primaverile. I venti da W prevalgono in tutte le stagioni con valori di frequenza compresi tra il 26% di primavera ed estate e il 20% dell’autunno.

5.2.3       Termometria

Per quanto attiene alle termometrie, essendo la stazione di Orani entrata in funzione nel 1987, si è provveduto ad integrare gli anni mancanti con il metodo delle stazioni termometriche fittizie. La temperatura media annua è 14,6° C.

In tabella 5 sono inoltre riportate le medie mensili delle temperature espresse in °C calcolate sulla base delle rilevazioni giornaliere effettuate nel periodo 1924 – 1975 nella stazione termopluviometrica di Nuoro.

Tabella 5 -  Temperature dell’aria in °C. Dati medi mensili rilevati nella stazione di Nuoro nel periodo 1924 – 1975.

Stazione

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

Media annua

Nuoro

6,5

6,9

9,0

12,0

16,1

20,7

24,1

24,3

21,1

16,1

11,6

7,7

14,7


I valori minimi di temperatura (giornaliera) si hanno nel mese di gennaio; quelli massimi (giornalieri) nel mese di agosto. La media delle temperature del secondo semestre dell’anno è sempre più elevata di quella del primo semestre; la temperatura media annuale è pari a 14,7 °C e quindi corrispondente al valore calcolato per Orani.



6         CAMPIONAMENTI

6.1        Impostazione dello studio

La caratterizzazione dell’emissione, della diffusione e delle ricadute di polveri da sorgenti diffuse è un problema notevolmente complesso, in particolare laddove le aree di emissione siano estese, le sorgenti siano numerose e comprendano anche sorgenti mobili. Le variabili in gioco sono molteplici, includendo anche la variabilità delle condizioni meteoclimatiche.

Nel caso della Maffei Sarda si dispone dei risultati di alcuni campionamenti eseguiti presso la sola unità operativa di Orani nel mese di dicembre 2003, in posizioni situate all’aperto ma entro le aree di lavoro. Le concentrazioni rilevate in quell’occasione, anche nelle posizioni sottovento e prossime alle aree di intensa circolazione dei mezzi per i trasporti esterni del minerale, sono risultate molto modeste.

Si è pertanto stabilito di eseguire rilevamenti nelle condizioni più critiche ipotizzabili sotto il profilo meteoclimatico, replicando i campionamenti nelle stesse posizioni della campagna precedente ed effettuandone alcuni aggiuntivi, ma sempre entro le aree di lavoro, al fine di caratterizzare le emissioni nella situazione estrema e di delineare un indirizzo per le prossime campagne di campionamento.    

6.2        Strumentazione e modalità esecutive

I campionamenti sono stati effettuati mediante una linea di prelievo comprendente un preselettore per polveri PM10 LWS con caratteristiche conformi ai requisiti imposti dalla Normativa Europea EN-12341/98, recepita nel D.Lgs. n. 60 del 02.04.2002.

Si tratta di una testa di campionamento che separa la frazione PM10 dal particolato di dimensione superiore; il PM10 si raccoglie su una membrana filtrante di teflon avente 2 μm di diametro: dalla pesata differenziale del filtro si calcola la concentrazione media relativa all’intervallo di campionamento essendo noto il volume di aria complessivamente campionato.

L’apparecchio è abbinato a una pompa ad alto flusso che consente di ottenere una misura della concentrazione affidabile anche in intervalli ridotti di tempo.

L’intensità e la direzione del vento, la temperatura e l’umidità dell’aria durante le fasi di campionamento sono state rilevate mediante una centralina meteorologica installata in prossimità dei punti di misura. L’esatta ubicazione dei punti di misura è stata rilevata con un GPS.

I campionamenti sono stati eseguiti nei giorni 02.07.04 e 07.07.04 nell’area di Ciarumannu/Ispaduleddas e il 21.07.04 nell’area di Badu ‘e Carru. Le tavole 1 e 2 in appendice 1 riportano le planimetrie dei due siti minerari con l’indicazione delle posizioni di misura. Per quanto riguarda il sito di Ciarumannu/Ispaduleddas, le posizioni A, B e C sono identiche a quelle indicate con la stessa sigla ed eseguite nella campagna di misure del 2003. Sono stati inoltre eseguiti campionamenti nelle posizioni indicate con le sigle D ed E. Nel sito di Badu ‘e Carru sono stati eseguiti campionamenti nelle tre posizioni indicate con le lettere dalla F alla H.

La tabella in appendice 2 riporta, per ogni campione, i dati seguenti:

sigla identificativa del punto di misura;

data del campionamento;

zona di campionamento;

coordinate Gauss-Boaga del punto;

quota del punto, in m sul livello del mare;

temperatura media dell’aria durante il campionamento in °C;

umidità relativa dell’aria durante il campionamento espressa in percentuale;

velocità media del vento durante il campionamento in m/s;

direzione prevalente del vento durante il campionamento;

numero identificativo del filtro;

volume d’aria campionato riportato alle condizioni normali, in m3;

massa delle polveri di diametro inferiore a 10 μm raccolte sul filtro, espressa in μg;

concentrazione in aria di PM10 in μg/m3;

concentrazione equivalente in aria di particelle sospese totali (PST), calcolata moltiplicando la concentrazione di PM10 per il fattore correttivo 1,2 (secondo quanto disposto dall’art. 38 del D.M. n. 60 del 02.04.02) ed espressa anch’essa in μg/m3.

6.3        Risultati

6.3.1       Ciarumannu/Ispaduleddas - Posizione A

Il campionamento è stato effettuato in prossimità del serbatoio del carburante ed è durato 120 minuti. Il campionamento è avvenuto con vento debole (velocità media 0,8 m/s, con valori massimi di 2 m/s) di direzione variabile. La temperatura dell’aria è rimasta intorno ai 35° durante tutto il campionamento con un valore medio di umidità pari al 49%. La concentrazione misurata è stata pari a 106 μg/m3.

6.3.2       Ciarumannu/Ispaduleddas - Posizione B

Il campionamento è stato effettuato in prossimità del piazzale inferiore ed è durato 90 minuti. Il campionamento è avvenuto in assenza di vento (velocità media 0 m/s, velocità massima 0,4 m/s). Durante il campionamento la temperatura è aumentata da 26 °C a 30 °C, con valore medio di 29 °C; il valore medio dell’umidità relativa è risultato del 30%. La concentrazione misurata è stata pari a 151 μg/m3.

6.3.3       Ciarumannu/Ispaduleddas - Posizione C

Il campionamento è stato effettuato in prossimità della pista di accesso principale, all’incrocio con una pista interna, ed è durato 65 minuti. Durante il campionamento si era generalmente in condizioni di vento debole (velocità media 1,65 m/s) con qualche raffica sporadica intorno ai 4 m/s proveniente da S-SW. Il valore della temperatura è aumentato da 28° a 30° (valore medio 30°C) con un valore di umidità relativa pari al 30%. La concentrazione misurata è stata pari a 167 μg/m3.

6.3.4       Ciarumannu/Ispaduleddas - Posizione D

Il campionamento è stato effettuato nella miniera di Ispaduleddas, su una cima rinverdita ai confini dell’area di coltivazione in posizione sopravvento, ed è durato 90 minuti. Durante il campionamento si era generalmente in condizioni di vento medio (velocità media 3 m/s con punte superiori ai 5 m/s) con prevalente direzione di provenienza da  NE-ENE-NNE. La temperatura si è mantenuta intorno a 31°C con un valore di umidità relativa pari al 31%. La concentrazione misurata è stata di 46 μg/m3.

6.3.5       Ciarumannu/Ispaduleddas - Posizione E

Il campionamento è stato effettuato nella zona dell’impianto di trattamento, nel piazzale Nord di accumulo del minerale, ed è durato 90 minuti. Durante il campionamento si era in assenza di vento (velocità media 0 m/s). La temperatura si è mantenuta intorno a una media di 35 °C con un valore di umidità relativa pari al 24%. La concentrazione misurata è stata pari a 101 μg/m3. In prossimità della postazione ha avuto luogo un notevole movimento di mezzi (pala e camion per il trasporto).

6.3.6       Badu ‘e Carru - Posizione F

Il campionamento è stato effettuato nella strada di accesso all’area dell’impianto di trattamento ed è durato 90 minuti. Durante il campionamento si era in assenza di vento (velocità media 0,3 m/s). La temperatura è aumentata gradualmente da 32° a 35 °C (media 34 °C) con un valore di umidità relativa pari al 40%. La concentrazione misurata è stata pari a 146 μg/m3. Durante il campionamento si è verificato il passaggio ripetuto dei camion per il trasporto del minerale. L’area circostante veniva periodicamente bagnata per mezzo degli spruzzatori temporizzati che, nella stagione estiva, entrano in funzione per 20 minuti ogni ora.

6.3.7       Badu ‘e Carru - Posizione G

Il campionamento è stato effettuato nella miniera di Badu ‘e Carru, nella zona Nord della coltivazione, ed è durato 90 minuti. Durante il campionamento si era in assenza di vento (velocità media 0,6 m/s, punta di 1,3 m/s). La temperatura si è mantenuta introno a 35 °C di media con un valore di umidità relativa pari al 36%. La concentrazione misurata è stata pari a 165 μg/m3.

6.3.8       Badu ‘e Carru - Posizione H

Il campionamento è stato effettuato nella miniera in prossimità di un incrocio di piste ed è durato 90 minuti. Durante il campionamento si è verificato il passaggio continuo di mezzi di trasporto. La velocità del vento è risultata variabile da 1 a 3 m/s con un valore medio di circa 2,3 m/s. La direzione prevalente di provenienza è stata da NE-ENE. La temperatura si è mantenuta intorno a 36 °C di media con un valore di umidità relativa pari al 29%. La concentrazione misurata è stata pari a 270 μg/m3.

7         analisi critica dei risultati

È stata effettuata una caratterizzazione quantitativa delle emissioni mediante campionamenti della frazione PM10 in cinque differenti posizioni nell’area mineraria di Orani e in tre diverse posizioni nell’area mineraria di Ottana. Per l’area di Orani l’analisi dei risultati considera anche gli esiti dei campionamenti eseguiti nel 2003.

Area mineraria di Orani

L’area di pertinenza dell’impianto risulta generalmente protetta dai venti. Tutti i campionamenti sono avvenuti in condizioni di vento molto debole, con direzione di provenienza variabile, o di vento debole proveniente mediamente da NE. Le condizioni anemometriche sono state quindi del tutto analoghe a quelle verificatesi in occasione delle misure di dicembre 2003.

Le posizioni A, B ed E si trovano ai margini del piazzale dell’area d’impianto, nelle immediate prossimità delle aree di intensa circolazione dei mezzi per i trasporti esterni del minerale. La posizione C è situata lungo la strada principale di accesso all’impianto e all’area mineraria, intensamente trafficata dagli autocarri per il trasporto del minerale. Il punto di campionamento D nell’area mineraria è utile per caratterizzare le concentrazioni di particolato solido aerodisperso in posizione sopravvento.

I valori della concentrazione al suolo della frazione PM10 rilevati nei tre campionamenti del dicembre 2003 erano risultati praticamente coincidenti (da 15,0 μg/m3 a 16,1 μg/m3) e decisamente modesti. Le concentrazioni rilevate nel luglio del 2004 nelle stesse posizioni A, B e C sono risultate comprese tra 106 μg/m3 e 167 μg/m3 e nel punto E pari a 101 μg/m3. Nei punti di campionamento considerati, dunque, le concentrazioni sono risultate comprese in un intervallo di valori relativamente ristretto, ma superiori di un ordine di grandezza a quelle rilevate in dicembre. Nel punto D la concentrazione è risultata pari a 46 μg/m3; tale dato, considerata la posizione del punto di campionamento e la direzione di provenienza del vento, può essere considerato indicativo del valore di fondo (per la stagione estiva) della polverosità dell’area produttiva.

L’analisi comparativa dei dati ottenuti nelle due campagne porta ad attribuire principalmente alla stagionalità (condizioni secche di luglio) i più elevati valori rilevati a luglio, tenendo conto del fatto che sia l’operatività della miniera e dell’impianto, sia le condizioni anemometriche, erano paragonabili nelle due campagne di misura.

Le condizioni di campionamento di luglio 2004 sono le più gravose in assoluto tra quelle ipotizzabili; i valori di concentrazione di PST, pertanto, devono essere paragonati con il vigente limite di accettabilità riferito al 95° percentile di tutte le concentrazioni medie di 24 ore nell’arco di 1 anno, pari a 300 μg/m3. Come risulta dalla tabella in appendice 2, i valori di PST sono risultati compresi tra 127 μg/m3 e 201 μg/m3 e quindi tutti inferiori al limite; il margine di sicurezza rispetto al valore limite può essere considerato più che sufficiente, soprattutto se si tiene conto del fatto che le attività produttive che maggiormente contribuiscono alle emissioni diffuse si svolgono per una frazione delle 24 ore a cui si riferiscono i limiti.

Tenuto conto di tale ultima considerazione, dei valori di concentrazione rilevati a dicembre 2003 e dell’assenza di emissioni significative ipotizzabile nelle giornate di pioggia e nei periodi umidi in genere, anche il vigente limite medio di lungo periodo (150 μg/m3 di PST come media aritmetica di tutte le concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell’arco di 1 anno) è senz’altro da considerare rispettato.

I dati non consentono una conclusione altrettanto sicura relativamente al confronto con i valori limite che entreranno in vigore dal 01.01.2005, anche se il loro rispetto può essere ipotizzato alla luce delle considerazioni formulate circa la variabilità delle concentrazioni nel tempo (sia rispetto allo svolgersi delle attività produttive nell’arco della giornata, sia in senso stagionale e in relazione alle condizioni meteoclimatiche).

Area mineraria di Ottana

Anche per l’unità di Ottana, come nel caso di Orani, la scelta dei punti e delle condizioni di campionamento è stata finalizzata ad identificare le condizioni più critiche ipotizzabili. Le postazioni di misura infatti sono state ubicate in prossimità di punti in cui si registra un intenso passaggio di mezzi pesanti sia in ingresso all’impianto sia per la movimentazione del minerale in miniera. I campionamenti sono stati effettuati in condizioni di vento molto debole.

Le concentrazioni rilevate nel luglio del 2004 nelle posizioni E ed F sono risultate pari rispettivamente a 146 μg/m3 e 165 μg/m3 e nel punto G pari a 270 μg/m3. I corrispondenti valori di concentrazione di PST risultano pari, rispettivamente, a 175 μg/m3, 198 μg/m3 e 324 μg/m3. Circa il rispetto dei limiti vigenti e di futura applicazione valgono  considerazioni analoghe a quelle formulate per il sito di Orani.

8         CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Nella valutazione dei valori rilevati occorre tener conto del fatto che i campionamenti sono stati deliberatamente effettuati nelle condizioni più critiche ipotizzabili, entro l’area produttiva e nelle immediate vicinanze dei piazzali a più intensa circolazione di mezzi. 

Si ritiene che i valori rilevati siano indicativi di un rischio di impatto ambientale limitato alle immediate vicinanze delle zone di transito su piste e piazzali sterrati e comunque di entità modesta, riferibile alla deposizione delle polveri più grossolane sulla vegetazione presente nei terreni immediatamente adiacenti. L’impatto associato alla diffusione a distanza delle frazioni più fini può essere ritenuto meno rilevante.

Alla luce dei dati sino ad oggi disponibili, il rispetto dei valori limite di breve e di lungo periodo che stanno per entrare in vigore è ipotizzabile, ma non può essere affermato con certezza. Si suggerisce pertanto di proseguire con la raccolta di ulteriori dati, effettuando campionamenti di lunga durata (24 ore) da ripetere alcune volte in condizioni meteoclimatiche varie.      




APPENDICE 1



Planimetria e posizioni di campionamento





APPENDICE 2



Risultati dei campionamenti










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