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LA RADIO E LA STORIA - MARCONI E L'INVENZIONE DELLA RADIO

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LA RADIO E LA STORIA


MARCONI E L'INVENZIONE DELLA RADIO


Nel 1895, a coronamento degli esperimenti condotti nella casa paterna di Villa Griffone a Pontecchio presso Bologna, il ventunenne Guglielmo Marconi ottenne alcuni risultati fondamentali per le applicazioni delle onde elettromagnetiche, risultati che segnarono la nascita della radio come sistema per trasmettere informazioni. Prendeva così avvio un processo destinato a incidere profondamente sullo sviluppo dell'umanità per tutto il ventesimo secolo.
E' convinzione di chi scrive che la radio, intesa come possibilità di trasmettere informazione a grande distanza mediante onde elettromagnetiche a propagazione libera è nata attraverso un "parto" lungo e difficile; un "parto" che ha avuto inizio nella primavera del 1895 con le prime esperienze di Pontecchio sopra ricordate, e si è concluso nel 1901, sulla collina di Signal Hill a San Giovanni di Terranova, con la prima trasmissione transatlantica. Di conseguenza, se si vuole parlare dell'invenzione della radio si deve parlare di tutto il periodo sopra citato e non soltanto di un avvenimento.
Ciò ha, fra l'altro, un vantaggio: infatti, se si dà questa interpretazione all'espressione "invenzione della radio" si può sgombrare il campo da qualsiasi disputa, più o meno cavalleresca, su chi sia il vero "inventore della radio", dato che nessuno prima di Marconi ha mai compiuto l'insieme di imprese che egli portò a termine nell'arco di tempo che va dal 1895 al 1901, anche se poi, a cose fatte e risapute, la priorità di alcune gli venne contestata. A questo proposito un grande elettrotecnico, Charles Steinmetz, disse nel 1922: "Prima che Marconi presentasse al mondo la sua invenzione nessuno avrebbe mai creduto che egli avrebbe potuto farla, mentre dopo molti la avevano già fatta prima di lui."



La sperimentazione a Villa Griffone
Lo scenario nel quale si è svolta la parte iniziale della storia della radiocomunicazioni è oggi conosciuto come Villa Griffone, un edificio che pur presentando linee di bello aspetto era in realtà una grande casa di campagna nella quale trovavano posto la parte abitativa, la stalla, il fienile e, all'ultimo piano, la "stanza dei bachi", un ampio locale nel quale venivano allevati bachi da seta. Proprio nella stanza dei bachi il giovane Marconi, che già da tempo era attratto dagli studi e dalle esperienze nel campo della scienza elettrica (o elettrologia, come veniva allora definita) allestì il suo primo laboratorio. Nell'inverno tra il 1894 e il 1895 Marconi lavorò con l'intento di tradurre in pratica le conoscenze che aveva derivate dall'attività di altri ricercatori. Nella conferenza tenuta alla Reale Accademia delle Scienze di Stoccolma, nel 1909, in occasione del conferimento a Lui e a Braun del Premio Nobel, Marconi afferma: "Nel tracciare brevemente la storia dei mio contributo alla realizzazione della radiotelegrafia, debbo dire che non ho mai studiato in modo regolare la Fisica e l'Elettrotecnica, per quanto, fin da ragazzo, abbia nutrito il più vivo interesse per questi argomenti. Ho tuttavia seguito un corso di lezioni di Fisica tenuto dal compianto Prof. Rosa a Livorno, e credo di poter asserire di essermi tenuto diligentemente al corrente di tutte le pubblicazioni di quel tempo, relative ad argomenti scientifici comprendenti lavori di Hertz, Branly e Righi".
Dopo aver reso il merito dovuto ai Suoi predecessori, Marconi tuttavia prosegue con le seguenti parole che mettono in evidenza l'originalità del Suo pensiero: "Nella mia casa presso Bologna io intrapresi fin dal 1895 delle prove e delle esperienze volte a stabilire se fosse possibile trasmettere a distanza, per mezzo delle onde hertziane, segnali telegrafici e segni convenzionali senza ricorrere alla connessione per filo. [...] mi convinsi rapidamente che, se fosse stato possibile trasmettere e ricevere in modo sicuro e a distanze considerevoli queste onde o altre simili, si sarebbe realizzato un nuovo sistema di comunicazioni".
Detto questo, appare del tutto ragionevole pensare che venuta la primavera del 1895 Marconi si sia affacciato con il Suo trasmettitore a quella finestra della stanza dei bachi che guardando verso l'aperta campagna metteva a Sua disposizione gli ampi spazi necessari per allontanare sempre più il ricevitore, che aveva spostato all'esterno. Per attuare tale disegno peraltro era necessario apportare significative modifiche agli apparati usati nell'interno del laboratorio. Sempre nella conferenza di Stoccolma infatti viene detto: "Nelle mie prime prove ho adoperato un comune oscillatore di Hertz e, come rivelatore, un coherer di Branly; ma presto mi sono reso conto che il coherer di Branly era troppo poco stabile e sicuro per una utilizzazione veramente pratica. Dopo alcune esperienze scopersi che un coherer consistente in limatura di nickel e argento posta fra due tappi d'argento in un tubo, era notevolmente sensibile e sicuro. Questo perfezionamento e il fatto di aver inserito il coherer in un circuito accordato con la lunghezza d'onda trasmessa, mi permisero di aumentare gradualmente a circa un miglio la distanza alla quale potevo azionare il ricevitore. Un altro espediente, oggi assai conosciuto, al quale ricorsi, consistette nell'inserire il coherer in un circuito con una cella voltaica e un sensibile relè telegrafico azionante un altro circuito che faceva funzionare un martelletto o vibratore. Con un tasto Morse inserito in uno dei circuiti dell'oscillatore o trasmettitore era possibile emettere successioni brevi o lunghe di onde elettriche, che azionavano il ricevitore a distanza e permettevano di riprodurre esattamente i segnali telegrafici trasmessi attraverso lo spazio dal trasmettitore. Con tale apparecchio io potei telegrafare ad una distanza di circa mezzo miglio. Alcuni perfezionamenti vennero ottenuti utilizzando riflettori sia per il trasmettitore sia per i ricevitori. Come trasmettitore feci uso allora dell'oscillatore di Righi. Dette modifiche permisero di inviare segnali in una direzione definita, ma si dimostrarono prive di effetto se grandi ostacoli o colline si trovavano per caso interposte tra trasmettitore e ricevitore."

Con le apparecchiature note sino ad allora le distanze coperte senza riflettori erano modeste e con i riflettori ci si sarebbe comunque dovuti arrestare di fronte ad ostacoli, naturali od artificiali che fossero. In altre parole non c'era possibilità alcuna di comunicare a grandi e grandissime distanze, in modo diretto, con le apparecchiature messe a punto dai ricercatori che avevano operato prima del 1895.
Spostato all'esterno anche il trasmettitore, Marconi prosegue nelle Sue esperienze e modifiche sino a che non ha il colpo di genio del grande inventore. Nella conferenza di Stoccolma Egli dice: "Nell'agosto 1895 scopersi un nuovo dispositivo che, non soltanto aumentò notevolmente la distanza alla quale potevo comunicare, ma sembrò anche rendere la trasmissione indipendente dagli effetti degli ostacoli interposti. Nel nuovo circuito, uno dei terminali dell'oscillatore di Hertz o produttore di scintille era connesso a terra e l'altra a un conduttore o a una superficie capacitiva posta ad una certa altezza al di sopra del terreno; e così pure al ricevitore uno dei terminali del coherer era connesso alla terra e l'altro ad un conduttore elevato."
Un dettaglio maggiore su questi apparati è fornito nella conferenza di Londra del 1899: "Quando nel 1895 effettuavo in Italia una serie di esperimenti utilizzavo un oscillatore con un polo messo a terra e l'altro connesso ad una capacità isolata, mentre il ricevitore era anch'esso messo a terra e connesso a una capacità simile. Le capacità erano costituite da cubi di ferro stagnato di trenta centimetri di lato [.] Utilizzando cubi più grandi, di cm.100 di lato, fissati ad una altezza di 8 metri, si potevano ricevere chiari segnali in un raggio di 2400 metri."
Marconi aveva inventato l'antenna, da Lui definita "conduttore aereo" o "conduttore verticale", perchè nelle Sue prime realizzazioni il filo conduttore era sempre disposto verticalmente. Va sottolineato che la messa a terra di uno dei poli dell'oscillatore fa parte integrante dell'antenna, perché questo accorgimento fa differire il sistema marconiano da tutti quelli che lo avevano ricevuto, salvo, tutt'al più, quello utilizzato un secolo prima da Galvani, nei suoi studi sulla elettricità animale.
Grazie ai nuovi accorgimenti, coherer più sensibile ed impiego dell'antenna, la distanza fra trasmettitore e ricevitore andò via via aumentando, sino a quando gli aiutanti dell'inventore vennero a trovarsi a ridosso della collina dei Celestini, una collina situata a circa un chilometro e mezzo da Villa Griffone.
Di quell'esperimento - nel quale il ricevitore venne collocato al di là della collina - si hanno varie versioni, ma non ve ne è una ufficiale. Quella più accreditata parla di uno sparo di fucile che comunica a Marconi l'avvenuta ricezione del segnale e verità o leggenda che sia, indubbiamente essa rende bene l'atmosfera di ansia e di gioia presente in quel momento.
Di certo nei mesi immediatamente successivi Marconi si recò in Inghilterra, la nazione che a quel tempo aveva maggiore bisogno di effettuare comunicazioni telegrafiche "senza fili" e nella quale egli poteva contare sull'appoggio di alcuni parenti.
Giunto a Londra nel febbraio del 1896, Marconi presentò la sua invenzione a varie persone e in particolare a William H. Preece, l'ingegnere capo del British Post Office, e al tempo spesso lavorò alla stesura del brevetto: egli inoltrò la domanda il 2 giugno 1896 col titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e degli apparecchi relativi" e il brevetto fu concesso con il certificato N.12039 in data 7 luglio 1897.

Le prime realizzazioni delle trasmissioni radio
In quei mesi Marconi effettuò varie dimostrazioni del suo sistema aumentando via via la portata delle trasmissioni.
Egli comprese che era venuto il tempo di sfruttare commercialmente le sue invenzioni: a tale scopo il 20 luglio 1897 fu costituita la Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd, della quale Marconi divenne direttore tecnico. I problemi che si ponevano in quel momento al fine di una applicazione pratica dei primi apparecchi erano, come lo stesso Marconi ricordò successivamente, principalmente tre: 1) Ottenere l'indipendenza di comunicazione fra varie stazioni vicine, nodo centrale per la realizzazione su scala commerciale della radiotelegrafia; 2) ottenere la possibilità di trasmettere telegrammi a qualsiasi distanza; 3) ottenere che terre e monti e mari frapposti fra due stazioni telegrafiche non riuscissero di ostacolo alle comunicazioni radiotelegrafiche.
Con questa chiara visione delle cose da fare, la soluzione del primo problema ed un sostanziale contributo alla soluzione del secondo vennero trovate ricorrendo ad apparati sintonici, cioè risonanti sulla stessa frequenza (è celebre a tale riguardo il brevetto marconiano n. 7777), mentre il problema delle grandi distanze e, di conseguenza, quello del superamento degli ostacoli naturali venne affrontato sulla base della convinzione, maturata dalle positive sperimentazioni su distanze sempre crescenti, che la curvatura della terra non avrebbe rappresentato un ostacolo insormontabile (come sostenevano molti scienziati) per la propagazione delle onde elettromagnetiche.

Tra le tappe da segnalare nel continuo incremento della portata di comunicazione vi è il collegamento radiotelegrafico tra Inghilterra e Francia fra una stazione situata nel faro di South Foreland ed una a Chalet l'Artois a Wimereux, presso Boulogne. In seguito, si raggiunsero distanze superiori ai 100 km.
Al fine di promuovere commercialmente il proprio sistema, Marconi scelse con particolare cura le dimostrazioni da svolgere. Di notevole impatto fu la trasmissione - nel luglio del 1898 - di un importante avvenimento sportivo, le regate veliche promosse dal Royal Yacht Club, al giornale Daily Express di Dublino che poté così pubblicare i resoconti delle gare prima che le imbarcazioni rientrassero in porto: si trattò del primo servizio radio-giornalistico della storia. Una prova analoga venne svolta nel settembre dell'anno successivo negli Stati Uniti in occasione delle regate per l'America's Cup: Marconi curò un servizio telegrafico per due giornali americani e ciò contribuì ad aumentare la fama dell'inventore italiano.
Un altro episodio cui i giornali diedero grande risalto fu la realizzazione, nell'estate del 1898, di un radiocollegamento tra lo yacht reale a bordo del quale si trovava il principe ereditario (il futuro re Edoardo VII), convalescente dopo un incidente, e la residenza della regina Vittoria, sull'isola di Wight. La regina desiderava tenersi informata sui progressi del figlio e ciò fu possibile grazie al sistema installato da Marconi: i giornali diedero grande risalto all'avvenimento. Queste due esperienze furono importanti anche per l'alto numero di messaggi trasmessi in modo soddisfacente: ciò permise di mostrare l'affidabilità degli apparati.
Il ventesimo secolo si apriva dunque con condizioni davvero promettenti: si andava generalizzando l'innovazione degli apparati sintonici, si aumentò la portata delle comunicazioni fino a raggiungere i 300 km sul mare e si stabilirono le premesse per l'esperimento che risultò decisivo per lo sviluppo delle radiocomunicazioni: il collegamento attraverso l'Atlantico. Ripercorrendo quel periodo Marconi dichiarò in seguito: "Nel gennaio 1901 furono eseguiti con successo esperimenti fra due punti della costa meridionale dell"Inghilterra distanti 186 miglia l'uno dall'altro, fra Punta Santa Caterina nell'isola di Wight e il Lizard in Cornovaglia. L'altezza totale delle due stazioni sul livello del mare non superava i 100 metri mentre per superare la curvatura della terra sarebbero stati necessari più di 1600 metri di altezza a ciascuno degli estremi.
I risultati ottenuti con queste esperienze [...] parvero indicare che le onde elettriche, prodotte col sistema da me adottato, avrebbero molto probabilmente potuto seguire, nel loro percorso, la curvatura della terra; e quindi anche per distanze grandissime, come quelle che separano l'America dall'Europa, la curvatura della terra non avrebbe costituito una barriera insormontabile per l'estensione della telegrafia attraverso lo spazio. Il convincimento che la curvatura della terra non potesse arrestare la propagazione delle onde e il successo ottenuto con i metodi di sintonizzazione per prevenire la mutua interferenza, mi spinsero a decidere, nel 1900, di intraprendere prove sperimentali per determinare se fosse possibile o meno ricevere onde elettriche a distanza di circa 4000 chilometri; tali esperienze, se favorevoli avrebbero fornito immediatamente la prova della possibilità di stabilire comunicazioni telegrafiche senza fili fra l'Europa e l'America."
Oggi sappiamo dell'esistenza della ionosfera e di come essa abbia giocato un ruolo fondamentale nella riuscita della traversata atlantica, ma nel 1901 essa era del tutto sconosciuta. Le previsioni basate su calcoli fatti utilizzando un modello incompleto della realtà fisica erano tutte negative e se Marconi non fosse stato uno sperimentatore geniale e tenace avrebbe abbandonato la partita e non avrebbe fatto la scoperta che esisteva un fenomeno fisico, la ionosfera appunto, pronto ad aiutarlo. Ma quanto era ancora necessario lottare e faticare per giungere al successo finale! Innanzi tutto si dovette costruire a Poldhu, in Cornovaglia una stazione con una potenza di 25 kwatt ed una lunghezza d'onda di 1800 metri, operante con una antenna consistente in una serie di conduttori disposti a ventaglio, sostenuti da una draglia isolata tesa fra due alberi alti 40 metri e distanti 60 metri l'uno dall'altro. Una potente stazione era anche stata eretta a Cape Cod, presso Boston, ma un uragano distrusse alberi ed antenne. La decisione di Marconi di tentare l'impresa era però tale che queste contrarietà non lo fermarono ed Egli decise di utilizzare una stazione ricevente provvisoria, installata a St. John's, Newfoundland, nei locali di un ex-ospedale posto in cima ad una collina che portava il nome fatidico di Signal Hill, collina dei segnali, perché usata per esporre le bandiere per le segnalazioni alle navi. Il vento impetuoso impedì l'uso di palloni per sostenere verticalmente il filo dell'antenna, per cui si dovette fare ricorso ad un cervo volante che si librò nel cielo sino ad una altezza di circa un centinaio di metri, trattenuto come era da un filo di rame, lungo 120 metri, che costituiva appunto l'antenna. Tre flebili scariche elettriche generate a Poldhu giunsero all'orecchio di Marconi alle 12,30 del 12 dicembre 1901 e per avere una conferma Egli passò la cuffia al Suo fido collaboratore, Mr.Kemp, chiedendogli: "Sentite niente Mr.Kemp?" e con quella semplice domanda, a cui seguì una risposta affermativa, iniziava, veramente, l'era della Radio.

Come è noto, tuttavia, la notizia del primo fortunoso superamento dell'Atlantico da parte della radiotelegrafia Marconi fu accolta con molto scetticismo e anche con ostilità.
Indubbiamente il lavoro da svolgere era ancora tanto e le aspettative erano enormi. A tale riguardo di grande interesse è un commento pubblicato dal New York Times nei giorni immediatamente successivi la prima trasmissione transatlantica: "Se Marconi riesce nelle sue esperienze di telegrafia intercontinentale, il suo nome rimarrà attraverso i secoli tra quelli dei più grandi inventori di tutto il mondo. Ciò che egli sta tentando di fare verrebbe a rivoluzionare con i suoi effetti la vita sociale, gli affari e le relazioni politiche tra i popoli della terra. Lo spirito animatore della recente invenzione è quello di superare gli ostacoli del tempo e dello spazio, associare tutte le razze umane, ravvicinandole. Il successo di Marconi è tale da eccitare potentemente l'immaginazione. E tutti gli uomini intelligenti spereranno fervidamente che la telegrafia senza fili dimostri ben presto di essere non soltanto un giocattolo scientifico, ma un sistema di uso pratico e quotidiano. Il primo trionfo è un vaticinio di future conquiste".
Il 1902 venne dedicato interamente al tentativo di ottenere una conferma dell'esperimento transatlantico e di prove convincenti in merito alla possibilità di inviare segnali comprensibili a grandi distanze. A tale scopo Marconi intraprese due campagne radiotelegrafiche a bordo dell'incrociatore Carlo Alberto messo a disposizione dalla Marina Italiana. Come egli dichiarò: "Su questa nave nel corso di una lunga crociera nella Manica, nel Baltico, nel Mediterraneo e nell'Atlantico potei inconfondibilmente provare che le zone continentali e le montagne interposte fra stazioni radiotelegrafiche non ne impedivano le comunicazioni. Si ebbe così la conferma di ciò che avevo da tempo intuito e che ora è divenuto realtà: non vi è distanza sulla terra che le radio comunicazioni non possano superare. Da quel giorno la scienza delle radiocomunicazioni ha fatto passi da gigante ed offre oggi all'umanità il più potente ed universale mezzo di rapida comunicazione a distanza che il mondo abbia mai conosciuto".
Una testimonianza significativa del successo ottenuto da Marconi in quegli anni è il conferimento della laurea d'ingegnere ad honorem assegnata dalla R. Scuola d'Applicazione per gli Ingegneri di Bologna nel 1904. Si trattò di uno dei principali onori attribuiti dalla città di Bologna al suo illustre cittadino, insieme alla celebrazione del trentesimo anniversario del primo brevetto sul sistema di telegrafia senza fili (nel 1926) e al conferimento della Laurea ad honorem in Fisica (nel 1934).

La laurea del 1904 è particolarmente importante perché venne assegnata a Marconi all'età di soli trent'anni e al termine del periodo "eroico" dell'invenzione della radio. Vale dunque la pena rileggere le testimonianze di quell'avvenimento.
La proposta del "conferimento della laurea d'ingegnere ad honorem al cittadino di Bologna, comm. GUGLIEMO MARCONI, che già si acquistò fama mondiale per l'invenzione geniale della telegrafia senza fili pure a distanze enormi" fu avanzata nell'ottobre del 1902 dal direttore della Scuola d'Applicazione Jacopo Benetti. Seguì l'autorizzazione del conferimento decretata da Re Vittorio Emanuele III decretò l'autorizzazione del conferimento e il documento conclusivo venne firmato il 24 marzo 1904.

Il resoconto del conferimento venne pubblicato dal giornale Il Resto del Carlino. Marconi chiese che fossero evitati "ricevimenti e cerimonie festose" per via delle cattive condizioni di salute del padre (che morì pochi giorni dopo). La cerimonia della consegna si svolse nell'aula ("gremitissima") di meccanica della Scuola e vi assistettero, tra gli altri, "il direttore con tutti i professori [.] tutti gli assistenti; il rettore dell'Università, il Sindaco, il Prefetto".
Nel suo discorso il Direttore della Scuola lesse alcuni brani della conferenza pronunciata da Marconi in Campidoglio nel maggio del 1903: in essa veniva sottolineata la "generale diffidenza" con cui fu accolta la riuscita delle prime esperienze, ma Marconi aveva concluso dichiarandosi "fiducioso" riguardo alle difficoltà che rimanevano da superare e si diceva certo che la radio-telegrafia era "destinata a conquistare tale una posizione d'importanza e di utilità, come ben pochi di noi potranno ora prevedere".
Benetti poteva dunque dichiarare che "il trionfo di Marconi data dalla fine della prima campagna radio-telegrafica della regia nave Carlo Alberto. Fu almeno d'allora che tutto il mondo tecnico riconobbe in Lui la potenza dell'ingegnere di genio".
Marconi prese quindi la parola ringraziando il prof. Benetti e la R. Scuola d'Applicazione e parlò dei "molti progressi" raggiunti negli ultimi mesi e realizzati in gran parte "per la valida assistenza avuta dai cooperatori italiani ed esteri che hanno lavorato alla soluzione dell'affascinante 727f51h problema". Si dichiarò "lieto di poter affermare che in Italia il Governo ha preso tutte le iniziative e le disposizioni necessarie onde questo nuovo metodo di comunicazione possa presto essere alla disposizione di tutti". Ed aggiunse: "Ringrazio dal fondo del cuore per le grandi dimostrazioni di affetto fattemi dalla mia città natale e che sono per me certamente la soddisfazione più pura e cara datami dal modesto mio lavoro. Parlando a nome dei molti che hanno contribuito alla realizzazione pratica della telegrafia senza fili, fo voti che questa sappia nell'avvenire rendersi degna della fiducia e dell'incoraggiamento che le è stato sì largamente dato da Bologna e dall'Italia".
Al termine della cerimonia (durante la quale- riporta il giornale- la madre di Marconi fu applaudita "calorosamente"), l'inventore fece un ultimo discorso nel quale espresse un particolare ringraziamento all'Associazione Elettrotecnica Italiana, ed aggiunse: "La radiotelegrafia ha fatto e spero che seguiterà a fare grandi progressi non certo dipendenti dalla modesta opera mia, ma, come umile studente anch'io delle forze della natura, m'associo al desiderio di vedere questo nuovo mezzo di comunicazione apportare il pensiero della civiltà umana attraverso lo spazio, fra le terre e i mari, rendendo possibile a tutti di ricevere attraverso i mari dalle lontane colonie le notizie dei loro cari".
La radiotelegrafia negli anni successivi continuò sulla strada del successo e Marconi divenne celebre in tutto il mondo.
Ed oggi, a cento anni di distanza dai primi decisivi esperimenti che segnarono la nascita delle radiocomunicazioni, l'elenco delle applicazioni e delle conseguenze determinate dall'invenzione marconiana può essere esteso a molti campi del nostro vivere quotidiano, da quelli a più elevato contenuto scientifico (come la radioastronomia) a quelli di più immediata applicazione (come i forni a microonde). Quello che è certo è che senza la "radio", intesa come insieme di tutte queste applicazioni, la nostra vita sarebbe completamente diversa. A tale proposito basti pensare che senza l'ausilio delle onde radio gli aereoplani potrebbero volare soltanto "a vista": è ben difficile immaginare che cosa sarebbe oggi l'umanità senza il trasporto aereo! Oppure, si pensi che senza la radiodiffusione e la televisione le nostre serate trascorrerebbero attorno al focolare... Non mancherà a questo punto chi osserverà che ... "forse si starebbe meglio", ma a fronte di una simile osservazione si può chiudere l'elencazione dei meriti della radio ricordando quella che sin dai primordi è stata la sua applicazione più meritoria di elogi, la chiamata di soccorso da parte di chi si trovava in situazioni di pericolo. Infatti, anche se la "radio" avesse salvato soltanto una vita umana, essa avrebbe meritato per il suo inventore la gloria che spetta a tutti gli uomini che hanno ben meritato.



L'invenzione della radio

GUGLIELMO MARCONI nacque a Bologna il 25 aprile 1874, da papa' Giuseppe e dalla di lui seconda moglie, Annie Jameson, protestante; dalla mamma ereditava la tenacia e la perseveranza, oltre la conoscenza della lingua inglese; dal padre una ferrea volonta' ed il senso degli affari. All'eta' di 7 anni entro' nell'Istituto Cavallero di Firenze e nel 1885 all'Istituto Nazionale di Livorno, dove la famiglia si era nel frattempo trasferita. Sempre a Livorno GUGLIELMO ebbe cultura religiosa presso la locale Chiesa Valdese, ove venne "confermato" (la cresima per il rito cattolico) nell'aprile del 1982; la madre aveva messo infatti per condizione, prima di sposarsi, che i figli fossero allevati nella fede protestante; ed infatti poi GUGLIELMO sposera' in prime nozze l'irlandese Beatrice O'Brien, anch'essa protestante. Autodidatta, appena diciottenne senti' nascere in se' (lo scrive lui stesso) una irresistibile vocazione verso la fisica e l'elettricita'. Allievo a Livorno dei professori Vincenzo Rosa e Giotto Bizzarrini, acquisi' da essi una piu' rigorosa mentalita' scientifica in un momento particolarmente importante per l'indirizzo delle sue ricerche. Gli erano ben note le idee e la teoria di MAXWELL, le esperienze di HERTZ, RIGHI, CALZECCHI-ONESTI, BRANLY. Nell'estate del 1894, quando la famiglia Marconi si reco' in vacanza nelle montagne del biellese (vicino a Torino), il giovane GUGLIELMO ebbe modo di riflettere sulle ricerche scientifiche di HERTZ e penso' di usare le onde hertziane a scopi di comunicazione. Questa fu la magnifica intuizione di MARCONI, alla quale nessuno era arrivato, nessuno aveva minimamente pensato. Nell'autunno successivo, nella villa di Pontecchio presso Bologna, il giovane ventenne trasformo' il granaio in laboratorio, lavorando notte e giorno tra rotoli di filo di rame, sfere di ottone, rocchetti di Ruhmkorff, tasti Morse e campanelli, realizzando i primi rudimentali apparecchi. I primi deboli segnali riuscirono a superare qualche centinaio di metri; dalla finestra del granaio dove era posto il trasmettitore fino alla collinetta in fondo al giardino ove si trovava il ricevitore, i tre punti della lettera S viaggiavano nello spazio arrivando a destinazione, ed il colono Mignani sventolava un fazzoletto, indicando l'avvenuta ricezione. MARCONI pero' voleva superare gli ostacoli del terreno e trasmettere tra due punti tra loro non visibili. Porto' il ricevitore al di la' della collina, dove il Mignani con il suo fucile attese che il campanello del ricevitore suonasse per tre volte. Dal suo granaio MARCONI premette per tre volte sul tasto del trasmettitore e gli rispose lontano un colpo di fucile: le onde elettromagnetiche avevano superato l'ostacolo, le radio comunicazioni erano ora possibili!

Il primo brevetto offerto al governo

Per quegli esperimenti MARCONI uso' gli oscillatori di HERTZ e di RIGHI, ma le onde elettromagnetiche erano troppo deboli per superare grandi distanze. Supero' le difficolta' accoppiando all'oscillatore di HERTZ un'antenna ed una presa di terra, ottenendo cosi' maggior potenza. Nel 1986 l'inventore ottenne il primo brevetto che dono' al governo italiano di allora, offerta che non venne nemmeno presa in considerazione. La madre, comprendendo l'importanza dell'invenzione, scrisse ai suoi parenti in Inghilterra e questi la consigliarono di mandare il figlio a Londra, ove sarebbe stato piu' facile trovare i capitali necessari allo sviluppo dell'invenzione. Il 2 febbraio 1896 MARCONI parti' per l'Inghilterra dove, con l'aiuto dellingegnere DAVID JAMESON, cugino della madre, fu presentato al direttore dei Telefoni e delle Poste, sir WILLIAM PREECE, che divenne un suo entusiasta sostenitore. Il 27 luglio MARCONI compi' con successo il primo esperimento ufficiale dalla terrazza del Post Office alla piana di Salisbury. Altre trasmissioni vennero effettuate con successo attraverso il canale di Bristol, tra Penarth e Weston. Nel 1897 MARCONI fondo' la prima organizzazione per lo sfruttamento commerciale della sua invenzione e nel giugno dello stesso anno, su invito del governo italiano, torno' in Italia, a La Spezia, ove effettuo' comunicazioni tra l'arsenale e la corazzata San Martino, superando la distanza di 18 Km. Tornato in Inghilterra, il 20 luglio MARCONI costitui' la WIRELESS TELEGRAPH TRADING SIGNAL CO. LTD. In novembre fu costruita la prima stazione fissa MARCONI a Needless nell'isola di Wight e furono effettuati collegamenti con Bornmouth alla distanza di 23 Km.

Il primo servizio radiotelegrafico

Nel maggio del 1898 MARCONI realizzo' i primi apparecchi con circuiti sintonici atti a garantire l'inidipendenza delle comunicazioni contemporanee di piu' stazioni (il futuro e famoso brevetto 7777) e nel luglio dello stesso anno effettuo' il primo servizio radiotelegrafico giornalistico in occasione delle regate veliche indette dal Royal Yacht Club per conto del Daily Express, trasmettendo la radiocronaca dal piroscafo Flying Hontress a Kingstown che era collegata a Dublino per telefono. Il 26 agosto per la prima volta fu chiesto soccorso per mezzo della telegrafia senza fili da parte di un battello faro; il 3 marzo venne effettuato il primo salvataggio di naufraghi del piroscafo Mathens mediante la radiotelegrafia ed il 27 dello stesso mese MARCONI realizzo' il collegamento radiotelegrafico dall'Inghilterra alla Francia, tra Wimereux presso Boulogne-sur-Mer e South Fourelad presso Dover, alla distanza di 32 miglia. In settembre MARCONI si reco' negli Stati Uniti dove realizzo' il collegamento tra gli incrociatori New York e Massachusetts della Marina Americana. In questo periodo MARCONI perfeziono' i suoi apparecchi allo scopo di vincere le difficolta' che si opponevano al superamento di distanze sempre maggiori, delle montagne ma soprattutto della curvatura terrestre, che gli scienziati di allora ritenevano insuperabile per le onde radio. E' il 1900: la WIRELESS TELEGRAPH TRADING SIGNAL CO. LTD prese il nome di MARCONI WIRELESS TELEGRAPH CO. LTD ed il 26 aprile MARCONI ottenne lo storico brevetto inglese nø 7777 sui primi apparecchi sintonici. In ottobre termino' la costruzione della stazione di Poldhu in Cornovaglia, il piu' potente impianto di trasmissione radiotelegrafica mai costruito fino ad allora. Il 26 novembre 1901 MARCONI accompagnato dai suoi assistenti PAGET e KEMPT si imbarco' a Liverpool e raggiunse St. John's a Terranova, dove costrui' un'altra stazione radio: il 12 dicembre verso le 12,30, ora del luogo, MARCONI. ricevette i tre deboli segnali corrispondenti alle tre battute della lettera S dell'alfabeto MORSE. Per la prima volta al mondo le onde elettromagnetiche erano state ricevute oltre oceano.

Il 22 febbraio MARCONI si imbarco' sulla nave Philadelphia diretto in America per realizzare una grande stazione radiotelegrafica a Glace Bay in Nuova Scozia, su invito del governo canadese. Durante la traversata lo scienziato compi' importanti esperimenti scoprendo la nociva influenza delle radiazioni solari sulle trasmissioni,e, constatato che i ricevitori basati sull'impiego del coherer non rispondevano piu' alle esigenze di stabilita' e costanza di ricezione, venne nella determinazione di creare un nuovo tipo di rivelatore. Questo nuovo tipo di apparecchio sara' il Detector Magnetico, che MARCONI brevetta il 25 giugno 1902 e che usa per la prima volta in luglio a bordo della corazzata italiana Carlo Alberto, messa a sua disposizione dal governo italiano per la famosa campagna radiotelegrafica da Napoli a Kronstadt in Russia, rimanendo in collegamento continuo con la stazione inglese di Poldhu. Nell'ottobre dello stesso anno la Carlo Alberto faceva rotta verso il Canada e MARCONI giunse a Glace Bay dove inizio' gli esperimenti di radiocominicazioni transatlantiche in senso inverso, cioe' tra l'America e l'Europa; la stazione di Poldhu funzionava da ricevente. Per molto tempo non fu possibile nessun collegamento e da Poldhu, via cavo, MARCONI ricevette soltanto la scoraggiante parola convenzionale "standard", ossia "non abbiamo ricevuto nulla". Finalmente il 15 dicembre giungeva via cavo da Poldhu la parola "greentime" cioe' "abbiamo ricevuto qualche segnale", mentre il 18 la ricezione diventava intelleggibile e la trasmissione era ormai assicurata nei due sensi: era stata operata la prima trasmissione bilaterale transoceanica. Nel settembre del 1903 durante la traversata dall'Inghilterra agli Stati Uniti a bordo del transatlantico LucaniaMARCONI stabili' il primo servizio stampa tra l'Europa e l'America, iniziando la pubblicazione regolare di giornali a bordo della nave durante la navigazione in Atlantico. Nel 1904 MARCONI costrui' l'oscillatore rotante, scopri' le proprieta' direttive delle antenne orizontali, ed inizio' ad usare la valvole termoioniche FLEMING. Nel 1905 brevetta le sue antenne orizzontali direttive, che permettevano un enorme aumento di intensita' dei segnali. Il 10 dicembre del 1909 GUGLIELMO MARCONI viene insignito del PREMIO NOBEL per la Fisica.

Al servizio dell'esercito italiano

Nel 1912 MARCONI invento' un nuovo metodo per generare onde continue chiamato "sistema a scintilla multipla", un ingegnoso stadio di transizione tra i precedenti apparecchi a scintilla e quelli ad onda continua. Nel 1914, perfezionati gli apparecchi radiotelefonici con valvole termoioniche a triodo, sperimento' con successo un regolare servizio radiotelefonico.

Allo scoppio della prima guerra mondiale si mise al servizio del Governo italiano come ufficiale dell'esercito. Nel marzo del 1916, a seguito di alcuni inconvenienti rivelatisi durante le operazioni belliche nell'uso delle onde lunghe, MARCONI iniziava la costruzione dei primi apparati in VHF, aprendo cosi' un piu' vasto orizzonte allo sviluppo della radio. Nel 1919 acquisto' il panfilo Elettra  che divenne il suo personale laboratorio, a bordo del quale si rifugiava per intendere ai suoi studi ed alle sue ricerche. Appurate ormai le preziose proprieta' delle onde corte, nel 1922 MARCONI ne raccomando' l'uso al posto delle onde lunghe e fra il giugno ed il luglio del 1923 effettuo' importantissime esperienze fra la stazione di Poldhu ed il panfilo Elettra, alla fonda presso le Isole di Capo Verde (una distanza di circa 4000 Km), con risultati talmente lusinghieri da indurlo a tentare distanze ancora maggiori.

Nel 1924 MARCONI costrui' diverse stazioni ad Onda Corta, nella banda dei 30 - 60 MHz, per conto del governo britannico, ed il 30 maggio dello stesso anno avvenne la prima regolare trasmissione della voce umana tra l'Inghilterra (Poldhu) e l'Australia (Sidney). Il 5 ottobre il Ministero delle Comunicazioni dava l'autorizzazione alla "Societa' Unione Radiofonica Italiana" di iniziare il servizio delle radio audizioni in Italia.

Le lampadine del municipio

Il 15 giugno MARCONI sposo' in seconde nozze la contessa Maria Cristina Bozzi Scali (scomparsa recentemente) ed il 1ø gennaio 1928 viene nominato presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Il 26 marzo 1930, da bordo del panfilo Elettra ancorato nel porto di Genova, MARCONI invio' impulsi telegrafici che percorrendo 14.000 miglia accesero le lampade del palazzo municipale di Sidney in australia. Il 19 settembre fu nominato Presidente della Regia Accademia d'Italia.

A seguito dell'avvento di regolari servizi radio in tutto il mondo, l'etere andava sempre piu' congestionandosi; MARCONI apri' allora nuovi orizzonti alla radio, perfezionando gli apparecchi a riflettore funzionanti su lunghezze d'onda inferiori al metro. Il 12 febbraio 1931 MARCONI, alla presenza di Papa Pio XI, inauguro' la nuova stazione radio della Citta' del Vaticano, ed il 13 settembre dello stesso anno, dal suo ufficio di Roma, MARCONI illumino' la statua del Redentore a Rio de Janeiro, attraverso il ripetitore di Coltano. E' in quel periodo che MARCONI domostra la possibilita' dell'uso delle microonde comunicando tra Santa Margherita Ligure e Levanto (36 Km). Nel 1932 effettuo' il collegamento radio telegrafico stabile tra il Vaticano e Castel Gandolfo (sede estiva del Papa), e tra il 2 e l'11 agosto compi' importanti esperimenti tra Rocca di Papa e l'Elettra fino alla distanza di 224 Km (127 oltre la portata ottica) e tra Rocca di Papa e Senapro di Capo Lipari in Sardegna, alla distanza di 269 Km, usando onde della lunghezza di 57 cm!

L'anticipazione del radar

Il 26 luglio del 1934 MARCONI realizzo' il collegamento radiotelegrafico tra l'Elettra ed il radiofaro di Sestri Levante in onde di 63 cm, domostrando come fosse possibile per una nave, in caso di nebbia, trovare con sicurezza ed alla cieca l'entrata di un porto. Nel marzo del 1935 compi' sulla Via Aurelia esperienze di avvistamento a distanza, anticipando i risultati raggiunti solo successivamente dal radar. Con l'impiego delle microonde MARCONI si occupo' anche di televisione, preconizzando l'avvenire, ed istitui' anche campi di ricerca sull'impiego terapeutico delle radioonde (Marconietarapia).

GUGLIELMO MARCONI, in seguito ad un attacco di angina, si spegne a Roma il 20 luglio 1937. Per ricordare il suo nome, la sua multiforme attivita' di ricercatore, inventore, sperimentatore, studioso e scienziato, le radio di tutto il mondo osservarono un lungo e deferente minuto di silenzioso rimpianto.

Il suo esempio, la sua preziosa opera, il suo sistema di accostarsi in modo rigoroso e metodico alle sperimentazioni ed alle prove, la caparbieta' nel portare le ricerche e gli studi intrapresi fino alla conoscenza completa di un fenomeno, la sua dedizione, la costanza, l'entusiasmo, l'impegno, sono un patrimonio inestimabile di esempio che noi RADIOAMATORI di tutto il mondo abbiamo colto e fatto nostro; e' per tramite dei radiomatori che l'umanita' si e' ulteriormente arricchita di invenzioni, conoscenze, risultati positivi in campo radio ed in tutti quei campi che di volta in volta il progresso tecnologico ha individuato e correlato alla radio. Pochi uomini al mondo hanno avuto le soddisfazioni che ha avuto MARCONI: penso a tutto quello che ha fatto, a tutti i risultati cui e' giunto, soddisfazioni che noi radioamatori capiamo, forse, meglio di chiunque altro; un senso di ammirata riconoscenza va a GUGLIELMO MARCONI ogni qual volta accendo il mio apparecchio radio ricetrasmittente e con la semplice manipolazione di un tasto telegrafico riesco a comunicare le mie emozioni ad un altro sperimentatore radio. Sono pertanto orgoglioso, come spero lo siano tutti i radioamatori, di far parte di quella categoria di appassionati che hanno raccolto l'eredita' ed il patrimonio di GUGLIELMO MARCONI.





DALLE EQUAZIONI DI MAXWELL
ALLA LEGGE MARCONI

Non vi e' dubbio che a livello universitario molti studenti conoscono e sanno interpretare
le "equazioni di Maxwell", ma crediamo di non errare se affermiamo che sono forse
molto pochi coloro che conoscono la "legge Marconi".

Questo fatto non è da sottovalutare perché potrebbe fornire, ai dubbiosi e agli scettici, la chiave di lettura delle molte incomprensioni da parte di chi scrive articoli sull'opera di Marconi, senza tenere in nessun conto la fondamentale legge fisica da lui scoperta.
    Da sette anni sosteniamo che il primo capitolo della storia della radio è stato sempre distorto e che non esiste nessun testo italiano o straniero che spieghi perché mai Marconi decise con tanta determinazione che la sua scoperta meritava un brevetto e questo poteva essere richiesto solo in Inghilterra.
      Sono innumerevole le leggende divulgate da dettrattori o partorite dalla fantasia di giornalisti disinformati, e anche Righi stesso, se avesse conosciuto la legge fisica scoperta da Marconi, non sarebbe incappato in quegli errori che commise quando, nel lontano 1897, scrisse al quotidiano "Il Resto del Carlino", affermando che Marconi non aveva inventato o scoperto nulla che già non si conoscesse negli ambienti scientifici: ma la storia della radio non è fatta di, se.. o di, ma; le "equazioni di Maxwell" e la "legge Marconi" lo confermano.


Le equazioni di Maxwell

In una rivista scientifica autorevole, un professore ha candidamente affermato che la possibilità di radiocomunicare era insita nelle equazioni di Maxwell, dimenticandosi però di aggiungere che solo Marconi se ne era reso conto mentre, Oliver Lodge, Augusto Righi e il grande matematico Henry Poincare pare che non se ne fossero accorti, altrimenti non avrebbero contestato l'opera di Marconi. Tra le equazioni di Maxwell quella sopra riportata è quella che esprime le relazioni fra il campo elettrico e quello magnetico, quando subivano delle variazioni accelerate.
    Chi ha studiato matematica a livello universitario sa che da quelle equazioni si evince che le onde previste da Maxwell viaggiano alla velocità della luce e che le due parti della formula, rappresentano due termini essenzialmente diversi.
    La prima formula esprime infatti il campo di INDUZIONE e si può notare che quest'ultimo decresce in ragione del quadrato della distanza, mentre nella seconda formula, che rappresenta il campo di RADIAZIONE, si può notare come esso decresce in ragione della distanza semplice dalla sorgente.
    Inoltre è possibile dedurre anche che il suo campo di INDUZIONE è proporzionale alla corrente indipendentemente dalla frequenza, mentre per il campo di RADIAZIONE è necessario che la frequenza delle alternanze sia accelerata, cioè che sia un'alta frequenza di vibrazione o, radiofrequenza nel linguaggio dei nostri giorni.
    Riflettendo su queste semplici osservazioni, risulta facile comprendere che Maxwell fece qualcosa di più che dare una veste matematica alle idee di Faraday sull'elettromagnetismo.
    In realta' infatti, mise in grado Hertz di realizzare il suo oscillatore a 1/2 onda, e quindi scoprire che le onde elettromagnetiche, fino a quel momento solo ipotizzate, potevano essere effettivamente generate, misurandone frequenza e velocita' di popagazione nell'aria, ma non solo, permise inoltre a Marconi di creare il suo oscillatore verticale in quarto d'onda quindi scoprire le leggi che governano il fenomeno radioattivo del campo elettromagnetico.
    In conclusione quindi, Hertz confermo' la validità della Teoria di Maxwell, limitatamente alla prima parte della formula, mentre Marconi ne confermo' la seconda parte.

La legge di Marconi

Si è appena detto che Hertz non potè confermare la seconda formula di Maxwell, non perché non l'avesse compresa ma perchè non esisteva nessuno strumento tecnico che potesse consentirgli di confermare questa seconda ipotesi.
    La conferma sperimentale della seconda formula di Maxwell e la conoscenza del mezzo in cui le onde si propagavano e le leggi sulla loro propagazione furono confermate dall'opera di Marconi.
    Nell'estate del lontano 1895, Guglielmo Marconi, dopo essere riuscito a raggiungere la portata di circa 2500 metri grazie alla sua straordinaria capacita' di ottimizzare ai limiti del possibile gli strumenti a quel tempo conosciuti, comprese che per aumentare questo pur ragguardevole limite, se confrontato con le poche decine di metri coperti dai ricercatori che erano invece costretti a esplorare queste onde entro i limiti ristretti del campo di induzione, doveva ottenere più energia irradiata e questa dipendeva dalla potenza della scarica capacitiva presentata dagli oscillatori.
    Non rimaneva che tentare di aumentare drasticamente l'esigua capacita elettrica dell'oscillatore e di conseguenza ottenere delle onde di una lunghezza migliaia di volte superiore a quelle sperimentate fino a quel momento: si doveva passare cioè dalle microonde alle onde decametriche.
    Marconi dovette pertanto studiare una nuova sorgente elettromagnetica, ed ebbe la felice intuizione di realizzare un oscillatore verticale in quarto d'onda di notevoli dimensioni spaziali. Durante la sua indagine sperimentale scoprì che esisteva una stretta relazione fra l'altezza delle antenne verticali e la portata di trasmissione dei segnali.
    Nacque così la formula che gli permise di calcolare e prevedere con precisione la portata di trasmissione, in base all'altezza delle antenne ricetrasmittenti del suo sistema.
    Nella "legge Marconi", sopra riportata, "H" rappresenta l'altezza delle antenne, "k" un coefficiente numerico che poteva variare da 0,12 a 0,19, a seconda della sensibilità del ricevitore e della costante dielettrica della natura del terreno (questo era uno dei motivi per cui Marconi nelle sue dimostrazioni sceglieva sempre dei grandi tratti di mare) ed infine "D", rappresenta la distanza da coprire. Nella formula il tutto è espresso in metri.
    Se si esegue un rapido calcolo, assumendo come coefficiente numerico un valore medio, si trova che per superare la distanza di 50 chilometri, nel SISTEMA MARCONI era sufficiente una antenna alta circa trenta metri. Come si vede, la decisione di brevettare l'invenzione non fu ne un atto di fede, come molti sono ancora disposti a credere, e nemmeno un miracolo di San Petronio, il Santo protettore della città di Bologna, quando infatti Marconi partì alla volta di Londra aveva la certezza di poter dimostrare che il suo sistema sarebbe stato di immensa utilità, soprattutto per quanto riguardava un suo impiego sulle navi.
    Nel prossimo numero di Elettronica Flash esamineremo i due primi importanti eventi marconiani della storia della radio


Guglielmo Marconi



1874 Nasce a Bologna (Palazzo Marescalchi) il 25 aprile da un benestante agricoltore emiliano, Giuseppe, e da una giovane irlandese, Annie Jameson.

1885-1892 Non segue corsi di studio regolari ma a undici anni consegue il diploma di Scuola Media. Frequenta per qualche tempo un istituto tecnico a Firenze e poi a Livorno. Fin da ragazzo, seguito privatamente dal professor Vincenzo Rosa, conduce esperimenti all'epoca definiti di elettrologia.

1893-1895 Primi esperimenti di telegrafia senza fili a Pontecchio (Villa Il Griffone, 1700 metri di distanza), Livorno e Firenze.

1896-1897 Tramite uno zio materno, esperimenti a Londra (luglio 1896, General Post Office, un miglio di distanza), a Salisbury (settembre 1896) e a Bristol (maggio 1897,9 miglia di distanza). Brevetto dell'invenzione (richiesto il 2 giugno 1896 ma rilasciato soltanto il 2 luglio 1897) e nascita, a Chelmsford, della prima compagnia marconiana, la Wireless Telegraph and Signal Co. Limited (luglio 1897).

1897 Ritorno in Italia. Esperimenti a La Spezia (luglio, Marina Militare Italiana,18 miglia di distanza), e a Roma (luglio, Ministero della Marina e giornalisti).

1898-1899 Ritorno in Inghilterra. Collegamenti radiotelegrafici navali. Collegamento permanente tra l'Isola di Wight (gennaio 1898) e la stazione di Poole (giugno 1898). Servizio giornalistico -il resoconto delle regate di Kingstown- dal battello Flying Huntress alla redazione del quotidiano dublinese "Daily Express"(luglio 1898). Collegamento tra Dover, in Inghilterra, e Wimereaux, in Francia (marzo 1899, 48 chilometri di distanza).

1900 Marconi brevetta la sintonia (26 aprile), già sperimentata dal 1898, che permette di accordare le stazioni su una precisa frequenza di lavoro stabilita. Consiste in una bobina di induttanza e in un condensatore (la più tradizionale bottiglia di Leida). Nasce la Marconi's Wireless Telegraph and Signal Co. Limited, con sede a Londra, e, a Liverpool, la prima scuola di addestramento per operatori radiotelegrafisti.

1901 Collegamento tra Antibes, in Francia, e Calvi, in Corsica (aprile), a 175 chilometri di distanza. Primo collegamento transoceanico tra Poldhu, in Cornovaglia, e San Giovanni di Terranova, in Canada (12 dicembre).

1902 Esperimenti navali sulla corazzata "Carlo Alberto" della Marina Militare Italiana. Due le campagne: la prima tra Mediterraneo e Mari del Nord, la seconda in America in vista di un collegamento bilaterale, che avviene in dicembre dalla nuova stazione di Glace Bay, sempre in Canada. Nasce il detector magnetico per la ricezione ad udito.

1903 Nuova stazione transcontinentale a Capo Cod, negli Stati Uniti.

1905 Si sposa con Beatrice O'Brien, discendente da un'antica casata reale irlandese e da una famiglia nobile scozzese, dalla quale ha 4 figli. Divorziato, dopo l'annullamento del matrimonio si risposa con Maria Cristina Bezzi Scali, della nobiltà papale romana, dalla quale, nel 1930, ha un'altra figlia, Elettra.

1907 Nuova stazione a Clifden, in Irlanda, e primo servizio pubblico radiotelegrafico Europa-America (17 ottobre).

1909 Premio Nobel per la fisica in abbinamento a Ferdinand Braun, fondatore della Telefunken e inventore del tubo a raggi catodici. Nasce, a Genova, l'Officina Marconi.

1911 Prima stazione transcontinentale italiana a Coltano, presso Pisa. Seguono quelle coloniali di Mogadiscio (Somalia) e Massaua (Eritrea). Esperimenti e collegamenti durante il conflitto italoturco.

1912 Il naufragio del Titanic e il salvataggio, grazie alla radiotelegrafia, di molti passeggeri, dà ulteriore fama a Marconi.

1914 Diventa Senatore del Regno e Cavaliere di Gran Croce.

1914-1918 Durante la prima guerra mondiale, Marconi, volontario nel Genio, è presente sui fronti e sul mare. Prime installazioni a bordo di aerei.

1919 Dopo la guerra, per attuare meglio le sue ricerche, acquista il panfilo "Rowenska", appartenuto all'Arciduca d'Austria, a cui dà il nome "Elettra".

1926-1927 Si dedica allo studio delle onde corte a fascio, meno onerose e più efficaci. Grazie a queste realizza, per il governo britannico, due reti radio, una verso il Canada, una verso l'Australia.

1928 Il 2 febbraio viene nominato primo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

1930 Il 29 novembre assume la presidenza dell'Accademia d'Italia.

1931 Studi sulle microonde. Nasce il primo ponte radio per la Città del Vaticano (con Castel Gandolfo). Nella stessa ha da poco installato, per volontà di Papa Pio XI, un grande centro di radiodiffusione ad onde corte.

1934 Studi sul radiofaro a microonde. Guida cieca dell'"Elettra" a Sestri Levante (luglio).

1936 Notato l'effetto di riflessione dovuto a corpi metallici colpiti dal fascio di microonde, concepisce il radar.

1937 Mentre, grazie alle sue ricerche, si sta delineando la televisione elettronica, muore il 20 luglio a Roma.


Guglielmo Marconi

The "Father of Radio"

Radio waves were known as 'Hertzian Waves' when Marconi began experimenting in 1894. A few years earlier Heinrich Hertz had produced and detected the waves across his laboratory. Marconi's achievement was to produce and detect the waves over long distances, laying the foundations for what today we know as radio. The family home was his Italian father's villa near Bologna. His Irish mother often took Guglielmo to visit relatives in England and his formal education suffered. But in Bologna their neighbour, the distinguished physicist Professor Righi, interested the young Guglielmo in electricity generally and the work of Hertz in particular.

Marconi repeated Hertz's experiments in the villa attics. Hertzian waves were produced by sparks in one circuit and detected in another circuit a few metres away. Marconi could soon detect signals over several kilometres and this led him to try and interest the Italian Ministry of Posts and Telegraphs.

He was unsuccessful, but in 1896 his cousin, Henry Jameson-Davis, arranged an introduction to Nyilliam Preece, Engineer-in-Chief of the British Post Office. Encouraging demonstrations in London and on Salisbury Plain followed and in 1897 Marconi obtained a patent and established the Wireless Telegraph and Signal Company
Limited, which opened the world's first radio factory at Chelmsford, England in 1898.

Experiments and demonstrations continued. Queen Victoria at Osborne House received bulletins by radio about the health of the Prince of Wales, convalescent on the Royal Yacht off Cowes. In 1901 signals were received across the Atlantic. Broadcasting as we know it was still in the future - the BBC was established in 1922 - but Marconi had achieved his aim of turning Hertz's laboratory demonstration into a practical means of communication and established in Chelmsford the Company which still bears his name.




Breve cenno storico sull'origine della radio
Benché per l'invenzione della radio siano state necessarie molte scoperte nel campo dell'elettricità, l'inizio della storia delle radiocomunicazioni può essere fatto risalire nel 1873, quando il fisico britannico James Clerk Maxwell pubblicò la sua teoria sulle onde elettromagnetiche.
Fine del XIX secolo
La teoria di Maxwell venne avvalorata dall'attività sperimentale del fisico tedesco Heinrich Hertz il quale, circa 15 anni dopo, riuscì a generare onde elettromagnetiche fornendo una carica elettrica a un condensatore e cortocircuitando il medesimo. Nella scarica elettrica risultante, la corrente aumentava improvvisamente di intensità fino a provocare l'inversione di carica nelle due armature del condensatore oltre il punto neutro, determinando una differenza di potenziale opposta; il processo si ripeteva più volte, e la carica variava in modo regolare creando una scarica elettrica oscillante sotto forma di scintilla. Parte dell'energia di questa oscillazione veniva irradiata, sotto forma di onde elettromagnetiche, dalla lacuna fra le due armature. Hertz riuscì a misurare molte delle proprietà di queste onde, dette hertziane, tra cui la lunghezza e la velocità.La possibilità di utilizzare le onde elettromagnetiche per la trasmissione a distanza di messaggi e segnali risale a molto tempo prima dell'avvento delle radiocomunicazioni; strumenti particolari, come ad esempio l'eliografo, venivano impiegati per trasmettere informazioni sotto forma di raggi luminosi che potevano essere modulati e adattati all'uso del codice Morse.Le proprietà delle radioonde, tuttavia, le rendono di gran lunga preferibili alle altre forme di radiazione elettromagnetica per le comunicazioni: anche enormemente attenuate, esse possono infatti essere ricevute, amplificate e demodulate. Per disporre di amplificatori di qualità si dovette attendere però l'invenzione delle valvole elettroniche. Nonostante i progressi considerevoli in radiotelegrafia (nel 1901 Marconi effettuò una comunicazione transatlantica), la radiotelefonia non avrebbe mai potuto trovare applicazione pratica senza gli sviluppi dell'elettronica.
L'invenzione della radio è attribuita a Guglielmo Marconi che, a partire dal 1895, mise a punto oscillatori a scintilla collegati a rudimentali antenne. Nel 1896 lo scienziato italiano riuscì a trasmettere segnali a oltre 1500 m di distanza e l'anno seguente trasmise segnali dalla terraferma a una nave situata a una trentina di chilometri dalla costa. Nel 1899 stabilì le prime comunicazioni commerciali tra Francia e Inghilterra in grado di funzionare con qualsiasi condizione atmosferica; all'inizio del 1901 inviò segnali a una distanza di 322 km e, sempre nello stesso anno, riuscì a inviare una singola lettera oltre l'oceano Atlantico. Già nel 1902 si iniziò a inviare regolarmente messaggi via radio oltre l'Atlantico, e nel 1905 molte navi usavano la radio per comunicare con le stazioni costiere. Per le sue scoperte nel campo della radiotelegrafia, Marconi condivise nel 1909 il premio Nobel per la fisica con il tedesco Karl Ferdinand Braun.
Perlopiù nello stesso periodo vennero realizzati vari progressi tecnici: si cominciò a usare circuiti-tampone per la sintonia, furono messe a punto antenne migliori e si iniziò a utilizzare trasformatori per aumentare la tensione inviata all'antenna. Furono inoltre sviluppati rivelatori più funzionali, tra i quali quelli magnetici (il cui funzionamento si basava sulla capacità delle radioonde di demagnetizzare cavi in acciaio), i bolometri (che misuravano l'aumento di temperatura di un cavo sottile attraversato da radioonde), i diodi e le valvole termoioniche, dette anche tubi elettronici a vuoto.
XX secolo
Le origini della moderna valvola termoionica possono essere fatte risalire al momento in cui Thomas Alva Edison osservò il flusso unidirezionale di una corrente elettrica tra il filamento caldo di una lampada a incandescenza e un elettrodo posto nelle vicinanze. Il diodo, la prima valvola a due elementi usata nelle radio, inventata dal fisico e ingegnere elettrotecnico britannico John Ambrose Fleming nel 1904 e usata come rivelatore, raddrizzatore e limitatore, non funzionava in modo molto diverso dal tubo di Edison.Un progresso rivoluzionario si ebbe nel 1906, quando statunitense Lee De Forest montò un terzo elemento, la griglia, tra il filamento e il catodo di una valvola elettrica. La valvola di De Forest, da lui chiamata audion ma oggi detta triodo (valvola a tre elementi), fu inizialmente usata solo come rivelatore, ma ben presto ne furono sfruttate le potenzialità come amplificatore e oscillatore. Ciò permise, nel 1915, di stabilire comunicazioni in radiotelefonia tra la Virginia e le Hawaii nonché tra la Virginia e Parigi.Nel 1912 l'inventore statunitense Greenleaf Whittier Pickard dimostrò come i cristalli i potessero essere usati come rivelatori. Questa scoperta diede origine alle cosiddette radio a galena, molto diffuse negli anni Venti. Nello stesso anno l'ingegnere elettrotecnico statunitense Edwin Howard Armstrong scoprì il circuito a recupero, tramite il quale parte dell'uscita di una valvola è inviata di nuovo alla valvola stessa. Questa e altre scoperte di Armstrong sono alla base di molti circuiti dei moderni apparecchi radio. Radar.Nel 1902 l'ingegnere statunitense Arthur Edwin Kennelly e il fisico britannico Oliver Heaviside annunciarono, indipendentemente e quasi simultaneamente, la probabile esistenza di uno strato di gas ionizzato nell'alta atmosfera, che influenzava la propagazione delle radioonde. Questo strato, un tempo chiamato strato di Heaviside o di Kennelly-Heaviside, in realtà è solo uno dei numerosi strati della ionosfera. Benché la ionosfera sia trasparente alle radioonde più corte, riflette quelle più lunghe, permettendone la propagazione ben oltre la linea dell'orizzonte.




Primi esperimenti e prime scoperte

Le radiocomunicazioni sono il frutto delle scoperte e della cooperazione di numerosi scienziati e tecnici appartenenti a diversi paesi. Faraday, all'inizio del XIX sec., studiଥ interazioni elettriche e magnetiche, non tanto come azione a distanza, quanto sotto il profilo di campi di forza prodotti da cariche elettriche e da magneti; scopr젣he i campi elettrici possone essere indotti da campi magnetici variabili. Pochi anni dopo Maxwell, traducendo in forma rigorosamente matematica le idee di Faraday, forn젬e basi della moderna teoria dell'elettromagnetismo, con il famoso " Trattato dell'elettricitࠤel magnetismo" (1873). Maxwell sostenne che le onde elettromagnetiche hanno la stessa natura delle radiazioni visibili, cio蠤ella luce, e che si propagano con la medesima velocitࠤi 300.000 Km/s, subendo fenomeni di riflessione e rifrazione del tutto analoghi a quelli luminosi. Le onde luminose sono molto corte, mentre le altre, pi?ghe, sono quelle che oggi chiamano "radioonde". Il termine "radio", derivato da "radiazione", fu adottato in una conferenza svoltasi a Berlino, in Germania, nel 1906, con riferimento alle comunicazioni mediante onde elettromagnetiche. Nel 1887 le teorie di Maxwell riavettero una conferma sperimentale dal fisico H.Hertz che riusc젡 produrre e a rivedere le onde elettromagnetiche, denominate appunto onde hertziane. Con l'ausilio di un rocchetto di Runkorff e di un particolare spinterometro, Hertz realizz੬ prototipo di un'oscillatore capace di irradiare un'onda elettromagnetica che poteva essere rilevata a breve distanza, ottenendo scintille tra le due punte affacciate di una spira metallica ad anello semiaperto. Hertz perfezionயtevolmente la parte sperimentale e sucessivamente, assieme ad Augusto Righi, riusci a riprodurre in laboratorio , per le onde elettromegnetiche, quei fenomeni di riflessione, rifrazione e difrazione che caratterizzano la luce. Il metodo a scintillazione adottato da Hertz per rivelare e quindi per ricevere a distanza le onde elettromegnetiche, era assai poco sensibile per applicazioni di pratica utilitஊNel 1884 Calzecchi-Onesti osservࣨe la conducibilitଠmolto scarsa della limatura di ferro, aumenta fortemente sotto l'azione di un'onda di tipo hertziano e che basta una perturbazione meccanica (un urto) per riportare la limatura nelle condizioni di scarsa conducibilitஊNel 1890 Branly sfrutt౵esto principio per costruire il primo tipo di rivelatore Coherer, a quei tempi indispensabile per rivelare delle onde elettromegnetiche ad una certa distanza dall'emittente. Alla scoperta del Coherer, si aggiunse la messa a punto di antenne rudimentali ad opera del russo Popov e contemporaneamente e indipendentemente dell'italiano Marconi, che perfezionॠrese veramente efficenti le antenne rice-trasmittenti. E' del 1896 il primo esperimento di messaggio radiotelegrafico ricevuto da Popov con un ricevitore (sostanzialmente costituito da un'antenna, un Coherer e un ricevitore telegrafico Morse) posto a 250m dal trasmettitore e separato da numerosi muri.

Nello stesso anno Marconi effettuava con un'apparecchiatura analoga i famosi esperimenti di Pontecchio, durante i quali trasmise segnali percepibili fino a 2400m di distanza. Gli studi ed i perfezionamenti della radio proseguirono a ritmo sostenuto, tanto che nel 1898 i trasmettitori Marconiani riuscirono a raggiungere la portata di circa 50Km. Nello stesso anno, a soli 24 anni, Marconi vendette la prima stazione radio commerciale sulle coste Irlandesi. Nel 1900 lo studioso italiano riusc젡d inserire un rudimentale circuito di sintonia sia nel trasmettitore che nel ricevitore: con questi accorgimenti tecnici le onde radio generate artificialmente riuscirono a raggiungere distanze enormi, superando i 300Km. Nel 1901 Marconi lanci੬ primo messaggio radiotelegrafico attraverso l'atlantico, da una stazione trasmittente situata in Cansvaglia. Naturalmente i successi dell'inventore italiano interessarono altri scienziati che cominciarono a studiare l'apparecchiatura contribuendo a svilupparla ulteriormente apportandovi continui miglioramenti. Uno dei grandi limiti dell'invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che si potevano inserire solamente impulsi adatti per il codice Morse, cosa che era inadatta per la trasmissione dei suoni. Nel Dicembre del 1900, usando un trasmettitore a scintilla Fessenden riusc젡 trasmettere un breve messaggio fonico: per la prima volta nella storia del pianeta la voce dell'uomo poteva udirsi a diveri chilometri di distanza viaggiando a cavallo di onde elettromagnetiche. Sei anni dopo ancora Fessenden realizz౵ella che 蠣onsiderata la prima trasmissione radiofonica della stroria: parole e musica vennero udite nel raggio di 25Km dalla trasmittente situata a Brant Rock sulla costa del Massachusetts. Nel 1915 la trasmissione radiofonica era una realtࠣapace di varcare i confini oceanici. Intanto, nel 1916, Marconi decise di riprendere gli studi sulle onde corte potendo utilizzare apparecchiature elettroniche meno artigianali di quelle dei suoi primi esperimenti. Fu nel 1923 che si constatଡ possibilitࠤi impiegare le onde corte per la trasmissione a lunga distanza. In quell'anno infatti, l'americano Conrad riusc젡 costruire un ripetitore per il trasferimento dei programmi emessi dalla stazione KDKA, di Pittsburgh, in Pensylvania, alla stazione KDPM situata a 160 Km didistanza, nella cittࠤi Cleveland nell'Ohio. Segnali emessi da una stazione trasmittente a onde corte di maggior potenza furono raccolti dalla BBC a Londra, cio蠡 5600Km di distanza. Nel 1924 la radiocomunicazione a onde corte era ormai perfezionata al punto che Marconi pot蠲ealizzare la prima trasmissione dall'Inghilterra all'Australia. Sempre nello stesso anno Appleton riusc젡 spiegare perch蠬e radioonde seguono la curvatura della superficie terrestre. Egli scopr젬'esistenza di una fascia "ionizzata" - la ionosfera - che circonda il globo ad un altezza di 60 Km. La ionosfera si comporta come uno specchio che riflette le radioonde a distanza di varie centinaia di chilometri dal punto di emissione. Poich蠡nche la superficie terrestre riflette le radioonde, queste possono rimbalzare tra i due strati per migliaia di chilometri.


Lo sviluppo tecnologico

Il vecchio coesore (Coherer) stava cominciando a mostrare tutti i suoi limiti., primo fra tutti quello di dover scuotere la polvere presente nel tubetto di vetro per poterla portare in condizioni di "ricezione". Fu nel 1901 che fu introdotto come componente della radio da Braun. Cinque anni pi?di l'americano Dunwoody brevettଧuso del cristallo di carborundum come rivelatore e nello stesso anno un'altro ingegnere Pickard utilizzࣲistalli di silicio. Per quanto critici nel loro uso questi nuovi tipi di detector permisero la diffusione dei primi apparecchi riceventi per uso domestico. Altri metalli furono usati a questo scopo come la famosa "galena", il minerale da cui presero il nome i primi "radioamatori": i "galenisti".

Comunque l'ingegno dei tecnici di allora che si occupavano della radio era ben fornito anche se i risultati, per quanto funzionali, facevano sembrare la radio pi?ibrido srumento elettromeccanico che uno elettronico. Nel 1889 Tesla e Thomson brevettarono un nuovo tipo di alternatore modificato nel 1903 da Reginal, Fessenden e Steinmez che progrettarono un alternatore capace di generare corrente alternata alla potenza di 1Kw e con frequenza di 50KHz per applicazioni di radiotrasmissione. In pochi anni la tecnologia stava affinando le sue capacitࠣostruttive di alternatori di grandei potenze e alte frequenze. Nel 1904 lo scienziato inglese Fleming ide੬ diodo e due anni dopo, nel 1906, l'ingegnere americano De Forest invent੬ triodo. Entrambi, detti valvole termoioniche o tubi elettronici, rappresentarono l'invenzione che sarebbe stata regina incontrastata per anni nel settore elettronico. Fino alla seconda guerra mondiale le radio erano pesanti e ingombranti a causa delle grosse valvole termoioniche. Solo con l'introduzione del transistore le dimensioni dei ricevitori si sono porogressivamente ridotte, fino a raggiungere in questi ultimi anni dimensioni veramente sorprendenti: 蠰ossibile oggi avere una radio con due possibilit?i ricezione, sia in AM che in FM, non pi?ndi di un pacchetto di sigarette. Un'altro grosso progresso nella riduzione e nella versatilitࠤell'aparecchio radioricevente 蠳tata l'introduzione dell'alimentazione mediante batterie sostituibili. Verso il 1913 Meissner, Armstrong e Franklin scoprirono che il triodo 蠩n grado di eccitare un circuito oscillante. Con questo circuito si poterono realizzare nuovi trasmettitori in sostituzione dei precedenti. I progressi tecnici dell'elettronica, in particolare il perfezionamento sia delle valvole sia dei circuiti portarono negli anna '30 a un notevole sviluppo dei radioricevitori. Verso il 1930 fu introdotta anche l'alimentazione dei ricevitori in corrente alternata mediante un circuito radrizzatore. Negli stessi anni Armstronge introdusse la supereterodina. Gi࠮el 1906 Fessenden aveva ideato la eterodina per poter rivelare la presenza di un'onda elettromagnetica non modulata. Il principio della supereterodina 蠡ncora oggi universalmente adottato in radiofonia e nel sistema televisivo. Queste e altre scoperte di Armstrong sono alla base di molti circuiti di moderni apperecchi radio-radar. Gli enormi progressi raggiunti nella tecnologia delle comunicazioni radio dopo la seconda guerra mondiale hanno contribuito a rendere possibile l'esplorazione dello spazio, e in particolare lo sbarco sulla Luna delle missioni Apollo (1969-1972); sofisticate apparecchiature trasmittenti e riceventi facevano parte del sistema di comunicazioni compatto, ad altissima frequenza, installato a bordo dei moduli di comando e dei moduli lunari.



Le prime trasmissioni

Superata la fase delle trasmissioni pioneristiche, la radio conobbe immediatamente un rapido sviluppo soprattutto negli Stati Uniti e nei paesi del nord Europa. La prima trasmissione viene datata al 24 Dicembre 1906 per opera di Reginal Fessenden, ma la nascita della prima stazione radio con trasmissioni dedicate al "pubblico" si colloca nel 1919, per opera di un ingegnere della Westinghouse, Frank Conrad, che inizi൮a serie di trasmissioni dal suo garage di Pittsburg e nel 1929, in un emporio della cittଠvendeva alcuni rudimentali ricevitori. In poco tempo in negozio vendette tutte le apparecchiature che aveva a disposizione. Tutto ciயn era sfuggito al vicepresidente della Westinghouse che pensꩭmediatamente di utilizzare parte della catena di montaggio, che durnte la guerra aveva fabbricato apparati per le forze militari, al fine di produrre radio ricevitori da destinare per usi casalinghi. Contemporaneamente affidࡠConrad e al suo assistente Donald Little una stazione radio realizzata all'interno degli stabilimenti della Westinghouse, in modo da poter iniziare regolari trasmissioni: era nata la prima emittente radiofonica (KDKA). Il 2 Novembre del 1920 la KDKA trsmise in diretta il secondo turno delle lezioni presidenziali statunitense e sebbene si calcola che gli apparecchi sintonizzati fossero tra i 500 e i 1000, all'avvenimento fu data una grande risonanza tale da far scattare la corsa alla costruzione di nuove stazioni e la progettazione e la vendita di nuovi apparati riceventi. Poco tempo dopo la Westinghouse aveva costruito altre stazioni a New York a Chicago e a Springfield e sul finire del 1922 aveva annunciato la costruzione di altre 6 stazioni. Diversa si presentଡ situazione in Italia; mentre in America si era scatenata la corsa alla radiodiffusione, in territorio italiano si discuteva ancora sull'opportunitࠤi varare la radiodiffusione a uso civile poich蠱uesta era considerata uno strumento di uso esclusivamente militare. Diversi tentativi furono fatti anche prima della guerra, come il progetto di Carlo Schanzer del 1910 presentato dal ministro delle poste telegrafi Augusto Ciuffelli, durante il governo Luzzatti. In sostanza si chiedeva che le radio trasmissioni fossero annoverate nell'ambito dei servizi pubblici, ma la legge 345 del Giugno 1910 considerava la nuova tecnologia riserata esclusivamente ai militari. Passata la guerra le cose non cambiarono e nemmeno con il regime fascista: Mussolini infatti era piuttosto diffidente verso le incredibili potenzialit?ommerciali e propagandistiche che la radio aveva in s軠al contrario il padre di Galeazo Ciano, Costanzo, allora ministro delle poste, promosse lo sviluppo di numerosi progetti per la radiodiffusione. Finalmente nel 1924 si completଡ prima stazione trasmittente da parte dell'URI (Unione Radiofonica Italiana), un'altra societࠣostruita da Marconi, dopo la "Radiofono"; sei anni dopo furono terminate anche le emittenti di Milano e Napoli. A questo punto Mussolini comprese l'importanza del nuovo media e fu costituita una nuova societଠla famosa EIAR, che assorb젬'URI e furono costruite nuove e pi?enti stazioni a Roma, Genova, Firenze, Napoli, Palermo, Trieste e Torino. Si calcola che nel 1926 gli abbonati all'URI fossero circa 26.000 e nel 1928 erano saliti a 62.000. Ma se il regime aveva dato una brusca accelerata allo sviluppo radiofonico, ben presto si rese conto che non bastava costruire nuove emittenti poich蠣i꣨e era rimasto statico era il numero degli abbonati, a causa dell'elevato costo dei ricevitori. Bisogna considerare che agli inizi degli anni '30 il prezzo medio di una radio era attorno alle 2.000 lire e il reddito annuo medio era ancora al di sotto delle 3.000 lire. Si capisce allora come la radio in Italia fosse un bene estremamente costoso alla portata della sola alta borghesia. Nel 1937 si incominciarono a produrre apparecchi di ottima qualitࠡl di sotto delle 1.000 lire e questo comport൮ aumento del numero degli utenti radiofonici. Durante la seconda guerra mondiale la radio assunse un enorme potenziale propagandistico sia a uso interno che internazionale e a tale scopo fu creata "Radio Urbe". Inoltre la guerra pose fine all'EIAR che al termine delle ostilit࠰rese il nome attuale di "RAI" (Radio audizioni Italiane).


Introduzione storica-tecnologica

G.Marconi (1874-1937) scienziato ed inventore italiano concepi', giovanissimo, l'idea di usare onde elettromagnetiche per stabilire comunicazioni a distanza. Le prime prove condotte da Marconi presentavano un generatore di onde elettromagnetiche (oscillatore Righi) ed un rivelatore Coherer a limatura metallica. In seguito altri esperimenti gli permisero di migliorare la ricezione tramite l'idea del sistema antenna-terra il quale permetteva l'interazione tra due punti a piu' di due chilometri di distanza. Ma i progressi del nuovo sistema telegrafico non si limitarono a questo, anzi si ampliavano cosi' rapidamente che nel 1901 si stabili' il primo collegamento senza fili che si estendeva per qualche centinaio di chilometri, ossia la prima trasmissione radio transatlantica che collegava Poldhu a S.Giovanni di Terranova. Il metodo usato da Marconi nei suoi primi esperimenti era costituito da due circuiti; un circuito oscillatore (trasmettitore) ed un circuito rivelatore (ricevitore). Questo ricevvitore fu ricavato dal perfezionamento delle soluzioni circuitali precedenti: esso infatti era costituito da un detector magnetico (ottenuto sviluppando il rivelatore di onde elettromagnetiche di Calzecchi-Onesti) collegato con un'antenna ad un apparecchio ricevente ricavato dal telegrafo Morse. Per la realizzazione di questo sistema Marconi dovette servirsi di una speciale corrente chiamata "corrente alternata", la quale per la sua propieta' di invertire il suo verso milioni di volte al secondo, inviata da un apparecchio trasmettente, riusciva a polarizzare un'antenna atta alla "conversione" della corrente alternata in onde elettromagnetiche, le quali si propagavano attraverso lo spazio ed i corpi solidi con una velocita' prossima a quella della luce (300.000 Km/s). Queste onde venivano poi captate da un'altra antenna, la quale convertiva gli impulsi elettromagnetici in una corrente che, in seguito ad una amplificazione, veniva captata da un telegrafo Morse. Gli studi intrapresi per arrivare alla trasmissione del suono portarono presto Marconi a sviluppare una nuova tecnica di comunicazione: la Radiofonia. I primi ricevitori erano stati chiamati ricevitori a galena  essi erano formati esclusivamente da un demodulatore il quale permetteva, tramite un semplicissimo circuito contenente pochi componenti, di demodulare segnali modulati in ampiezza.


primo ricevitore

Il primo ricevitore (ricevitore a galena) presenta il seguente schema elettrico:

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La prima parte del circuito e` formata da un "diodo a galena", che oggi equivale ad un diodo a giunzione pn, che permette di selezionare il segnale modulato proneniente dall` antenna, ossia elimina la componente negativa del segnale stesso; il nuovo segnale modulato cosi ottenuto passa alla seconda parte del circuito R-C che permette di separare l` informazione dalla portante rilevando i picchi formati dalla stessa. Il condensatore si carica direttamente rilevando l` inviluppo del segnale modulato e si scarica tramite la resistenza quando questo decresce, ai capi della resistenza si puo` quindi rilevare direttamente l` informazione rappresentata dalla tensione (Vm).

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4.3 Nuove tecnologie per la costruzione dei ricevitori

Il nuovo sistema quindi presentava uno schema simile a quello seguente; il sistema era caratterizzato principalmente da un apparato trasduttore e da tre moduli:

Antenna

Amplificatore-RF

Demodulatore

Amplificatore-BF

L'ANTENNA 蠩l dispositivo che permette di captare dall'etere le onde elettromagnetiche che trasportano l'informazione ,in genere nell'ordine delle decine di pW, per trasferirle nel circuito. L'antenna e` solitamente a ferrite (ricevitori portatili, installazioni fisse) o a stilo (ricevitori per auto); la piu` usata e` la prima, costituita da una bobina avvolta su un nucleo di ferrite.


L'amplificatore RF a quel tempo era impossibile da progettare in maniera adeguata, in quanto la componentistica limitata nelle prestazioni non consentiva di lavorare a larga banda; inoltre gli effetti reattivi presenti prevalevavano sulla qualita` dell` informazione.Tutto questo era legato anche ad enormi problemi di spazio e di costo.


Il demodulatore fu realizzato con l` ausilio di un cristallo di galena, che presentava caratteristiche simili a quelle di un diodo odierno a giunzione pn ( ossia faceva passare la corrente a seconda del suo verso ).


L'amplificatore BF per il segnale ( contenuto nella portante ) aveva la funzione di amplificare il segnale che gli si presentava al suo ingresso.In quell` epoca questo amplificatore era sede di grandi problematiche come ad esempio un` alta dispersione termica dovuta alla costruzione delle valvole termoioniche ed uno sfasamento del segnale in uscita dall` amplificatore, sempre dovuta alle valvole.


I progressi avvenuti nel ventesimo secolo

La radio diffusione comincia a compiere dei passi significativi dopo il 1904, anno in cui il Prof. Fleming dell'university college di Londra applico' la valvola termoionica alla "stazione Marconi". In seguito ad una amplificazione della scoperta di Fleming (la scoperta di triodi, pentodi etc.) si diede inizio alla costruzione di apparecchi ricevitori, definiti a sintonia variabile, su vasta scala. Agli inizi del ventesimo secolo le prime realizzazioni, basate sul precedente schema, presentavano delle prestazioni piu` che soddisfacenti, ma confrontate con la tecnologia attuale individuano numerose limitazioni. In seguito grazie alla scoperta delle proprieta` dei semiconduttori (germano silicio) si riusci a sostituire il funzionamento delle valvole in spazi e costi ridotti di centinaia di volte, ma con prestazioni molto piu` elevate; nasce cosi il transistore. Cominciava cosi la moderna elettronica che ridusse i circuiti grazie a soluzioni circuitali come il CHIP contenente piu transistori, il quale permise di ridurrele dimensioni dei circuiti riceventi che in seguito si svilupparono grazie alla creaziione di nuovi metodi di demodulazione come l` eterodina e la supereterodina.



TECNOLOGIA MODERNA DI UN RICEVITORE RADIOFONICO


L'invenzione del circuito "eterodina", nel 1906, ma soprattutto del "supereterodina", nel 1930, 蠳tato l'elemento che ha consentito lo sviluppo su vasta scala del ricevitore radio in quanto questa nuovatecnologia permise di realizzare apparecchi radiofonici di prestazioni superiori ai precedenti (ricevitori a larga banda) pur riducendo drasticamente gli ingombri e i costi. Questo circuito permette di trasformare un sistema a sintonia variabile caratterizzato da una amplificazione diretta del segnale captato dall' antenna, in un sistema a sintonia fissa in cui la suddetta amplificazione avviene a una frequenza costante chiamata Fi. La restrizione della banda di amplificazione, ottenuta tramite questo circuito, permette di ridurre notevolmente l'influenza del rumore termico nel ricevitore e di migliorare quindi la qualitࠤel segnale.


STORIA DELLA RADIO RAI


Il 6 Ottobre del 1924 nasce in Italia la prima trasmissione radiofonica. La voce è quella di Maria Luisa Boncompagni.
E' un programma ancora scarno, composto di musica operistica, da camera e da concerto, di un bollettino meteorologico e notizie di borsa.

L'Uri, Unione Radiofonica Italiana, prima società concessionaria della radiodiffusione in Italia, viene fondata il 27 Agosto 1924 come accordo tra le maggiori compagnie del settore: Radiofono, controllata dalla compagnia Marconi, e SIRAC (Società Italiana Radio Audizioni Circolari).
Presidente della Società Enrico Marchesi ex direttore amministrativo della FIAT di Torino. Fondamentale la mediazione del Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano.

L'Agenzia giornalistica Stefani è designata dal governo come l'unica fonte delle notizie che l'URI puo' trasmettere. Si tratta della prima agenzia di stampa italiana nata a Torino nel 1853, voluta da Cavour come portavoce della sua politica. Nel 1924 diventa proprietà di un fedelissimo di Mussolini, Manlio Morgagni che ne fa un potente strumento di regime.

L'Unica stazione trasmittente è quella di Roma, posizionata nell'attuale quartiere Parioli, allora ancora campagna. Siamo agli inizi e il pubblico è composto da amatori interessati più alla novità tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri.

Nel gennaio 1925 nasce il Radiorario, settimanale ufficiale dell'URI. L'intento è quello di propagandare il nuovo mezzo e nel contempo di conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare. Poco dopo, tra il '24 e il '29, si comincia a trasmettere, oltre che da Roma, anche dalle sedi di Milano (1925) da Napoli (1926) e Torino (1929).

Nel gennaio 1928 l'URI diventa EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. L'evento segna il vero e proprio atto di nascita della radiofonia in Italia che inizia ad imporsi come mezzo di comunicazione di massa e che come tale verrà utilizzato dal regime.

La radio è moderna e veloce. La versalità del nuovo mezzo stupisce gli ascoltatori sorpresi dai primi collegamenti da treni in corsa o da aeroplani.
La giovane radio intrattiene e conquista un pubblico sempre maggiore. E via via che si definisce la fisionomia del pubblico emergono le concrete ambizioni culturali dell'EIAR che vuole coniugare informazione, divertimento e notizie politiche.

Nel giugno del 1933 si diffonde la Radiorurale. Si tratta di un ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche standardizzate promosso dall'Ente Radio Rurale, istituto del Regime per la diffusione della radio in ambienti collettivi e soprattutto nelle zone rurali delle bonifiche agrarie.
L'apparecchio è acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici o per donazione agli stessi. Oltre tre milioni di scolari italiani hanno cosi' conosciuto la radio e incominciato a conoscere la lingua italiana.

L'impresa etiopica, nel 1935, suggerisce un nuovo genere radiofonico. Le cronache di regime sono una delle realizzazioni più efficaci dell'informazione radiofonica di questo periodo. A fianco alle cronache, e ai bollettini, si affiancano altre rubriche, come la cronaca sportiva, e la radiocronaca. E' la diretta.

Il 10 febbraio 1935 si inaugura il servizio radiofonico in collegamento con L'Estremo Oriente. La prima trasmissione, indirizzata a Shangai, comprende messaggi dall'Ambasciata cinese a Roma e del Sottosegretario alla Stampa e Propaganda Galeazzo Ciano.
Il programma è ascoltato in tutta la Cina, le trasmissioni regolari avranno inizio il 12 marzo successivo. Il 16 febbraio cominciano le trasmissioni speciali per l'America del Nord captate e irradiate dalle Stazioni della NBC e della CBS.

La radio diventa sempre più uno strumento politico, mezzo del messaggio propagandistico, grandi altoparlanti vengono montati nelle piazze per i raduni oceanici del Regime. Ma la radio è anche uno strumento domestico, attorno al quale si riunisce la famiglia e la programmazione viene studiata per esaltarne le potenzialità.

Gli abbonati crescono rapidamente nella seconda metà degli anni '30 sino a raggiungere il prefissato traguardo del milione nel 1938. Il costo dell'utenza è di 81 lire.

Nel 1939 la Radiomarelli presenta il più piccolo ricevitore di produzione italiana: il Balilla. Solo 2 chili di peso, economico e funzionale si conquista un vasto mercato come ricevitore domestico.

Dopo l'entrata in guerra, il 10 giugno 1940 la radio si mobilita, tutta la programmazione viene utilizzata per far passare le parole d'ordine del regime.

Ma presto, le difficoltà belliche travolgono l'EIAR. All'inizio del '43 Il paese è spaccato in due. Accanto alle strutture radiofoniche che seguono il regime al Nord, nasce il servizio radiofonico dell'Italia liberata: Radio Bari, Radio Napoli e Radio Roma e la neonata RAI, nata dopo la liberazione di Roma. La via verso la liberazione non è uniforme.

Le emittenti bombardano di messaggi i propri ed altrui fronti interni. La radio, pur mantenendo una logica di propaganda, diventa un luogo di informazione fondamentale per la stessa sopravvivenza. La voce della vecchia propaganda perde giorno dopo giorno di credibilità.

Oltre a quella reale, un'altra temibile guerra si svolge nell'etere.
L'ascolto clandestino di massa delle emittenti alleate e nemiche fu una delle cause più evidenti della caduta dello spirito pubblico in Italia nei mesi che precedono la caduta del fascismo.
L'ascoltare Radio Vaticana, Radio Mosca e le regolari rubriche della BBC da Londra.


Dalla fine della guerra all'avvento della TV, la radiofonia in Italia subisce un'enorme trasformazione.
Nel 1949 la RAI Radio Audizioni Italia, società a capitale privato controllato dalla SIP (Società Idroelettrica Piemonte), provvede, in soli 4 anni, alla ricostruzione totale dei trasmettitori distrutti o danneggiati dalla guerra.

Nel 1951 la dirigenza decide la ristrutturazione dei programmi preceduta nel 1950 dal varo della rete culturale: il Terzo Programma, a prevalente impronta culturale, diffuso attraverso la nuova rete a modulazione di frequenza.
Cominciano le "Serate a soggetto", tra le rubriche: "Prospettive", "Dibattito" e "Riviste estere".


Con la riforma anche il giornalismo radiofonico viene potenziato e nel dicembre del 1951 nascono i tre Programmi Nazionali.
Il nuovo giornale orario del secondo programma prende il titolo di RADIOSERA, concepito nello stile del magazine, tante notizie, impaginazione agile e una concezione moderna del mezzo. Nascono contemporaneamente altre rubriche informative: Ciak, il settimanale di attualità cinematografica a cura di Lello Bersani, e Tuttigiorni, almanacco di costume.
Un anno dopo, nel disegno di un consistente aumento delle ore di trasmissione e dei servizi, inizia "Notturno dall'Italia" che segue la formula europea di musica non stop e brevi notizie.

Dal giornalismo al varietà, la radio nel decennio continua a produrre. "Il Rosso e il nero" è il programma leggero più famoso della radio del dopo guerra.
Nascono anche i programmi di quiz spesso legati a concorsi rivolti agli ascoltatori sempre più affascinati dal gioco, dalla gara di abilità e dallo svago. Nel 1954 iniziano le trasmissioni televisive e Radio Audizioni Italia diventa RAI - Radiotelevisione Italiana. Ma l'apparato radiofonico superato dal nuovo mezzo, reagisce alla spettacolarita' della televisione. La TV si inserisce naturalmente nelle aziende nate per la radio.
Ne eredita la normativa e ne imita i generi. Anche in RAI, come nelle altre aziende internazionali del settore, la televisione appare subito prioritaria, assorbendo molte delle risorse destinate in principio alla radio.

Ma la radio non scompare, cambia e si trasforma invadendo nuove fasce orarie. Se la TV diventa l'immancabile appuntamento della prima serata, la radio moltiplica l'offerta per restare "accesa" 24 su 24 e si sviluppa la programmazione notturna. I nuovi programmi radio tendono a catturare sempre più l'attenzione del pubblico giovanile e delle casalinghe. Il palinsesto si adatta quindi alla concorrenza dei programmi TV e sottolinea la differenza tra i due mezzi. Sono gli anni del boom, dell'automobile che non è più previlegio di pochi e si diffonde l'autoradio. La radio diventa espressione di libertà, colonna sonora del desiderio di spostamento. Per la radiofonia italiana è come una seconda giovinezza.

"Italia, parole e musica". Dal 58 Indro Montanelli racconta alla radio la storia del nostro paese. Un viaggio dal 1910 al 1950, un genere di successo che farà scuola. Nello stesso periodo nasce il primo contenitore: "Il signore delle 13", condotto da Enzo Tortora.

Nonostante la novità e l'impatto spettacolare della neonata TV, la radio regge grazie ai trent'anni di attività consolidata e ad un pubblico affezionato e fedele che apprezza i programmi di svago generale ma anche grazie agli ascoltatori più esigenti che seguono i temi di politica e società. Il pubblico radiofonico aumenta ed ogni anno si aggiungono circa mezzo milione di nuovi abbonati . Si tratta di un pubblico in movimento , che " fa altro" e la RAI decide di caratterizzare i tre programmi per genere. Il primo si specializza sull'informazione, il secondo punta su prosa, musica e varietà e il terzo canale, ammorbidisce l'impostazione finora troppo accademica.

Anche la prosa conosce in questi anni un buon momento e dopo aver mandato in onda molti testi stranieri, si pensa ad un radiodramma nostrano che riproponga il mondo di sentimenti e di valori nazionali. La radio che è sempre più divulgativa diffonde messinscene di teatri di recente formazione come il Piccolo di Milano. Si arriva a programmare una commedia al giorno presentando anche sul Radiocorriere un vero e proprio cartellone teatrale. La RAI degli anni '60 è un punto di riferimento per il mondo delle cultura, ospitando ai suoi microfoni scrittori e intellettuali del momento.

Nel 1962 la Presidenza del Consiglio dei Ministri affida alla RAI la produzione dei notiziari e servizi informativi per l'estero.

Ma sono anche anni importanti per quel che riguarda lo sviluppo tecnologico. Due novità avviate nel decennio precedente trovano il loro compimento.
La filodifussione, distribuzione su rete telefonica a OL dei tre programmi radiofonici: musica leggera, sinfonica e stereofonia, fa della radio una vera e propria colonna sonora d'ambiente, un accompagnamento costante dell'esistenza; il Transistor, l'altra grande novità, fa della radio un oggetto piccolo e leggero che ci segue ovunque.

Nasce una cultura giovanile affascinata soprattutto dai suoni. La radio diventa oggetto di amore e odio. Ascoltata, piratata, boicottata.
Il pubblico cambia e si affermano i nuovi generi: sull'onda delle manifestazioni studentesche, la voglia di chiacchera leggera approda alla radio bene interpretata dal nonsense di "Alto gradimento".

Un programma manifesto di questo periodo è "Chiamate Roma 3131" 3 ore di trasmissione quotidiana in diretta telefonica con gli ascoltatori. Il programma nasce il 7 gennaio 1969 ed il pubblico è subito entusiasta, nei primi mesi si arrivano a contare anche dieci milioni di ascoltatori. Ai microfoni Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta e Federica Taddei.
Il secondo ciclo della trasmissione è condotto fino al 1974 da Paolo Cavallina e Luca Liguori. Nel 75 il programma viene accantonato e nel 79 prende il via "Radiodue 3131", con una pluralità di conduttori. Nel 1983 nasce "Radiodue 3131 notte". Nel 1987 , il settimo ciclo di 3131 sotto la guida di Corrado Guerzoni.
Il programma cambia e Gianluca Nicoletti crea il "microfono viaggiante" del 3131.


Nei primi anni '70 la radio sembra attraversare un periodo di stasi. E per precisare i criteri di differenziazione nascono programmi come Radiomattina che porta ad una inversione delle fasce d'ascolto che si concentrano soprattutto nelle prime ore della giornata.

Nasce la figura del regista autore, chiamato ad inventare nuove modalità di montaggio su una suggestiva partitura di voci, musica e suoni. Su queste premesse prendono il via nel 1973 la serie delle "Interviste impossibili": dialoghi fantasiosi e coinvolgenti con grandi personaggi del passato, ricchi anche di riferimenti storici, ideati e realizzati da intellettuali prestigiosi e letti da attori famosi.
Le interviste impossibili furono trasmesse fino al '75 sul primo e secondo canale radiofonico. Un esperimento unico nelle storia della radio per i rapporti spesso scontrosi tra gli intellettuali italiani e la radiotelevisione pubblica. Tra gli altri dialoghi il delizioso duetto tra Umberto Eco e la Beatrice di Dante, l'intervista a Muzio Scevola,un dialogo tra Nelo Risi e Giosuè Carducci. Sanguineti, Calvino, Ceronetti, sono solo alcuni dei nomi che accettarono con entusiasmo di inventare dialoghi fantastici con i grandi personaggi del passato.

La riforma della RAI nel 1975 che sancisce il pluralismo dell'emittenza radio-televisiva, mette fine per la prima volta al tradizionale centralismo dell'azienda e apre la strada ad un doveroso rinnovamento.
Con la libertà d'antenna, emergono in pochi anni centinaia di stazioni e il modo di ascoltare e fare radio ancora una volta si modifica. Sempre maggiore importanza assume la determinazione dei palinsesti per la riqualificazione e la conquista del pubblico. Nascono le tre reti e le tre testate radiofoniche: Radiouno, Radiodue, Radiotre, GR1, GR2, GR3.

Negli anni ottanta le novità in campo tecnologico superano di gran lunga quelle di contenuto. La riforma della radio diventa uno di quei ritornelli fissi che si ripetono all'interno dell'azienda.
E' comunque innegabile che con il diffondersi delle radio private l'ascolto nel suo insieme conosce un effettivo declino. Nel 1982 la RAI tenta il rilancio e partono Raistereouno, Raistereodue e Raistereonotte, una scelta che si rivela vincente determinando la tenuta del servizio pubblico.

L'ultimo periodo è caratterizzato dalla ricerca di una sistemazione legislativa del confronto pubblico-privato, mentre il mezzo radiofonico si affina proponendo un'offerta più articolata e aggiornata al progresso tecnologico.
La situazione concreta con le emittenti private viene affrontata con un susseguirsi di norme che cercano di mettere ordine in una materia da troppi anni lasciata nel caos.

Nel 1988 nasce Audiradio che riunisce oltre la RAI, la SIPRA, l'UPA, l'ASSAP organizzazioni del settore. La società effettua indagini periodiche a livello nazionale e locale per la rilevazione dell'ascolto radiofonico.

Nello stesso anno è previsto il rilancio della programmazione radiofonica: due rinnovi della Convenzione Stato-RAI, nel 1988 e nel 1994, confermano la concessione in esclusiva del servizio pubblico di diffusione radiofonica e televisiva sull'intero territorio nazionale.
Nel 1990 nasce il progetto "Un piano per la radio" che presenta nuove linee editoriali e nuovi palinsesti, nel 1991 entrano in esercizio gli ultimi decodificatori, il servizio RDS Radio Data System, su tutti e tre i programmi a modulazione di frequenza.

Attualmente le trasmissioni vanno in onda su tre canali nazionali: RADIOUNO, RADIODUE E RADIOTRE ai quali si affiancano 22 programmi regionali e 3 locali, i programmi del Notturno italiano, la Filodiffusione, Isoradio e una vasta gamma di programmi diffusi all'estero o prodotti per l'estero. Oggi RadioRai è realizzata nei quattro centri di produzione di Roma, Milano, Torino, Napoli e, per quel che riguarda l'informazione, presso altre sedi regionali.

La radio si sta spostando sempre più verso il digitale. Una delle tecnologie più interessanti e promettenti relativa a questo settore è il Dab (Digital Audio Broadcasting).
Il sistema nasce per venire incontro alle esigenze della radio del Duemila. Il Dab prevede l'impiego di trasmettitori terrestri e satellitari e sarà ricevuto da semplici antenne non direzionali. Consentirà, anche in auto, la ricezione di programmi radio con la stessa qualità di un CD. Concepito per l'era multimediale, il Dab trasmetterà non solo segnali audio, ma anche testi, foto, dati e filmati.
La RAI ha contribuito efficacemente a livello internazionale allo sviluppo del sistema nell'ambito del consorzio europeo EU-147 con la partecipazione attiva ai lavori di tutti gli organismi internazionali interessati come l'UER e la CEPT; la RAI è inoltre membro del Forum mondiale 'WORLDDAB' costituito per promuovere lo sviluppo e l'introduzione del DAB in tutto il mondo.

La radio degli anni '90, ad onta di chi la considerava la nonna fuori moda della famiglia delle nuove tecnologie comunicative, ha aperto con slancio un nuovo capitolo mostrandosi più che mai adatta al connubio con l'Internet.
Moltissime radio in tutto il mondo si sono espanse in rete e, anche in Italia si cominciano a notare interessanti fenomeni di "comunità" radiofonica che si ritrova a combaciare per una parte del suo bacino di utenza con un'analoga "comunità telematica".
La rete con la tecnologia streaming non penalizza eccessivamente il cambio di hardware (apparecchio radiofonico-computer multimediale) attribuendo al secondo una funzione in più: quella di poter ascoltare il proprio programma d'affezione in orario più comodo e non condizionato dalle rigidità di palinsesto, ma soprattutto continuando tranquillamente ad usare la propria macchina di lavoro con altre applicazioni.

Il Giornale Radio RAI è su Internet dal 19 febbraio 1996, prima testata giornalistica RAI in Rete con il server aziendale. Obiettivo primario fin dalle origini: fornire un prodotto giornalistico nuovo, utilizzando Internet come fonte di informazione e come strumento di ricerca e di approfondimento delle notizie trasmesse attraverso la radio.
Concretamente: giornali radio, rubriche, servizi e interviste, insieme a prodotti specifci per gli utenti di Internet. Inizia di lì a poco l'esperienza on line di Golem, rubrica del GR1, che evidenzia l'interazione tra i due mezzi con il valore aggiunto dei forum, della lettura della posta elettronica, suoni e intercettazioni sono presi dalla rete per essere trasformati in materia di programmazione radiofonica.
In occasione del conflitto per il Kosovo, nella primavera del 1999, Golem spinse al massimo le possibilità di convergenza tra radio e rete "coprendo" la cronaca quotidiana della guerra con fonti sonore del tutto originali ricavate dalla rete, come le intercettazioni di trasmissioni militari, voci ufficiali e radio di resistenza civile.

Il 19 aprile 2000 viene messo in rete il sito Internet di tutta Radio Rai. Ogni canale e testata ha un proprio spazio web per espandersi on line.

La sede di Torino

Torino e' definita la culla della radio.
La stazione apre il 1 novembre del 1929 con il collegamento via cavo con Milano, ma la citta' piemontese si era affacciata nel mondo della radio sin dalla fondazione dell'URI, l'Unione Radiofonica Italiana.
All'URI, infatti, il governo accordo' la concessione esclusiva dei servizi di radioaudizioni circolari per la durata di 6 anni e Presidente della societa' venne nominato Enrico Marchesi. Nel 1927 l'URI si trasforma in Eiar. Nel 1930 il Radiorario, settimanale dell'URI,si trasferisce a Torino e diventa il Radiocorriere.
Nello stesso anno si fa la prima radiocronaca in diretta di un fatto di attualita': il rientro in citta' del principe Umberto di Savoia e della moglie Maria Jose'.
Nel 1932 l'EIAR acquisisce il teatro di Torino che, rinnovato in base alle esigenze radiofoniche, e' la sede per gli auditori delle stazioni settentrionali e dove, dopo la fusione dell'orchestra di Milano con quella di Torino, si tengono i primi concerti del nuovo complesso sinfonico. A Torino sono conservati nel Museo storico della radio i pezzi storici e singolari della radiofonia. 800 oggetti originali e funzionanti dalla preistoria di Marconi, alla radio moderna.


La sede di Milano

Milano comincia a trasmettere l'8 dicembre 1925, un anno dopo Roma, e nel 1929 il capoluogo lombardo si collega via cavo con la sede di Torino. La Stazione di Milano, a differenza di quella di Roma, raccoglie in una sola località gli impianti tecnici e artistici: sale di audizione, amplificatore ed antenna. Il palinsesto iniziale è di circa tre ore giornaliere e comprende programmi a carattere prevalentemente musicale , servizi di informazione e un programma per bambini.

Il 31 dicembre 1927 è inaugurato il nuovo Auditorio capace di 300 posti. La Grande orchestra si presenta al pubblico con l'esecuzione del suo primo concerto sinfonico seguito, il giorno dopo, dalla Manon Lescaut di Puccini. L'orchestra è composta di 45 elementi e diretta dal maestro Riccardo Santarelli.

Nel 1945 entra in funzione un nuovo trasmettittore che consente alla RAI Radio Audizioni Italia di trasmettere in tutto il territorio nazionale attraverso due distinte reti. Nel 1948, prende il via, presso la Torre del Parco, anche la prima stazione sperimentale di Radiodiffusione a modulazione di frequenza.

Su queste basi si inaugurano nel 1950 le trasmissioni del Terzo Programma. In questi anni si lavora per perfezionare gli impianti esistenti e costruirne di nuovi. L'iniziativa più importante è la realizzazione nell'aprile del 1952 del Centro di Produzione di Corso Sempione: 23 auditori radiofonici, due studi televisivi ed un trasmettitore.

Partiranno subito dopo da Milano le prime trasmissioni televisive sperimentali. Milano è collegata con gli studi torinesi di Via Montebello per mezzo di un ponte radio a microonde studiato e realizzato dai laboratori della Magneti Marelli. Nella seconda metà degli anni '50 nella sede milanese nasce il Laboratorio di fonologia per impulso di Luciano Chailly.


La sede di Napoli

Il 28 ottobre 1926 è l'anno di inizio delle trasmissioni radio a Napoli, un anno dopo Milano, la città comincia la sua avventura radiofonica. Da via Cesario Consoli,la sede del primo auditorio, due ore di programmi serali divertenti e mondani: trenta minuti di musica da ballo da un famoso caffè di via Toledo, interviste e canzoni.

Nel '29 le due orchestre sono dirette dal Maestro Tagliaferri, il genere di maggior successo è il classico napoletano. Il vero scoop arriva con l'intervista al Vesuvio di Francesco Cremascoli che cala letteralmente cavi e microfoni nel cratere, siamo nel 1930. Nel 1937 La sede si trasferisce al Palazzo dei telefoni dello Stato con 2 nuovi auditori, ma nel 43 il nuovo Centro viene fatto saltare dalle mine dei tedeschi.

Per un breve periodo Radio Napoli trasmette da Pizzo Falcone per mezzo di un trasmettitore da campo posizionato a Villa Nova. Sarà la sede della Singer requisita dagli americani ad ospitare gli studi della RAI che si trasferiscono cosi' in Corso Umberto dove resteranno fino al '62.

Nel dopoguerra ai microfoni di Radio Napoli Leo Longanesi, Mario Soldati, e Stefano Vanzina per il programma Stella Bianca. E poi ancora scrittori, attori e registi come Aldo Giuffrè, Arnoldo Foà e il futuro regista cinematografico Francesco Rosi.

Dal 1962 la sede del Centro di Produzione di Napoli è in Via Marconi dove si trova il grande Auditorio A e le 8 regie radiofoniche.

Radio Napoli ha offerto una vasta quantità di programmi spesso dedicati alla tradizione della canzone napoletana e alla prosa. Nel 1983 la struttura di Programmazione Regionale, vince il Premio Internazionale Italia per il miglior radiodramma "Tempore Pestis".

La sede di Firenze

La stazione radiofonica di Firenze entra in funzione il 21 aprile del 1932. Dal Politeama fiorentino va in onda il concerto sinfonico inaugurale.
Il 4 agosto 1944 le avanguardie alleate occupano le colline a sud di Firenze che sarà liberata. Victor De Sanctis e Amerigo Gomez, operatori EIAR di Torino fuggiti nel capoluogo toscano, registrano la drammatica radiocronaca della guerra in città utilizzando un registratore sonoro portatile costruito da De Sanctis con l'aiuto dei tecnici di Radio Firenze, che in giugno aveva cessato le trasmissioni.
Dieci anni dopo la RAI trasmetterà questo documentario radiofonico apportunamente rimontato. Gli eventi bellici avevano duramente provato la radio fiorentina. Ma la radio del periodo ebbe una vasta attività. Notiziari, bollettini, messaggi speciali, rubriche giornalistiche e culturali tutti originati da un clima di "urgente improvvisazione". In tutto il dopo guerra la funzione della radio è quella di traduttrice di cultura, scrittori e intellettuali si susseguono ai microfoni di Radio Firenze.
"L'Approdo", rubrica nata da una idea di Adriano Seroni, si inserisce nella programmazione di Radio Firenze e diventa la rubrica culturale più famosa e longeva della RAI, rappresentando più di altre la volontà del rinnovamento morale della cultura italiana in un mezzo di comunicazione di massa. A Radio Firenze è legato in nome di Carlo Emilio Gadda che comincio' proprio qui la sua carriera in RAI, scrivendo un testo radiofonico trasmesso da l'Approdo. E di Gadda è la pubblicazione delle famose "Norme per la redazione di un testo radiofonico", uscite nel 1953 e ripubblicate venti anni dopo.
La sede di Firenze ha dato molto spazio negli anni alla produzione di prosa e opere radiofoniche. Promotore del dibattito sull'arte radiofonica è Jacopo Treves che con "Il manifesto della Radio" contribuisce allo sviluppo di ricerche sulla radio come mezzo artistico.
La nuova sede di Firenze si viene inaugurata il 14 marzo 1968.

La sede di Bari

Il nome di Radio Bari è scritto nella storia della radiofonia italiana. Le trasmissioni cominciarono dagli studi di Via Putignani sin dal 1932, per continuare dal 23 settembre 1943 alla liberazione di Roma.

Nel 1934 da Radio Bari hanno inizio le prime trasmissioni per l'estero in lingua araba con un notiziario trisettimanale, musiche e approfondimenti. Si tratta della prima emittente in arabo su tutto il Bacino del Mediterraneo. Due mesi dopo partiranno i programmi in lingua greca. L'avventura di Radio Bari è singolare e irripetibile, unica emittente libera, a 100 chilometri da Brindisi, è diventata subito la voce più importante del Sud.

Radio Bari ha mandato in onda le prime parole dell'Italia libera. In mano ad un gruppo di giovani che avevano in Benedetto Croce e nella casa editrice Laterza i loro punti di riferimento, la radio aveva trasmesso l'11 settembre il primo messaggio di Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma.

Punto centrale della programmazione ITALIA COMBATTE: un panorama della situazione politico-militare e della guerra partigiana, un canale di messaggi per le azioni di guerriglia ma anche un veicolo di propaganda. Tra le rubriche titoli come "Spie al muro", nella quale si segnalavano i sospetti di delazione, per riportare tutti alla realtà.

Al gruppo originale si aggiunsero scrittori, registi, "operatori radiofonici" in gran parte provenienti da Roma e tutti con un nome di battaglia. E c'era Aldo Moro che collaborava alla rubrica "La voce dei partiti".

Tante voci e tanta musica, per provvedere alla quale si requisisce un intero negozio di dischi. Ma la musica non nasconde i contrasti tra americani e inglesi, tra monarchici e non. Nel '44 la situazione è all'apice della tensione e il generale Alexander vieta a Radio Bari di trasmettere la radiocronaca del congresso dei CLN dell'Italia liberata e la radio manda in onda un documento di protesta.



Ma la marcia degli alleati avanza e a Radio Bari si aggiungono le stazioni delle altre città liberate: Napoli, Roma e Firenze.

La sede di Trieste

La sede triestina del'EIAR viene inaugurata nel 1931 in Piazza Oberdan. Sotto l'occupazione tedesca viene fondata la Radio Litorale Adriatico che trasmette in tedesco, italiano e sloveno. Alla fine della guerra, dopo alcuni giorni di silenzio, il 5 maggio 1945, il maggiore partigiano Ante Novak saluta gli ascoltatori da Radio Trieste Libera - Radio svobodni Trieste che trasmette sulla lunghezza d'onda 263.2. In giugno la stazione passa sotto il governo militare alleato. Dopo un anno di irradiazione dei programmi sloveni e italiani sulla stessa frequenza, la trasmittente slovena trova una sua collocazione e viene denominata Radio Trieste.

Il palinsesto comprende, oltre alle trasmissioni sulla realtà locale, anche trasmissioni slovene , italiane e croate della BBC, NBC E B4. Nel 1958 scoppia un incendio negli studi di Piazza Oberdan e Radio Trieste A trasmette dall'Auditorium triestino. Nel 1964 si inaugura una nuova sede alla presenza del primo ministro Aldo Moro, si tratta della più moderna delle sedi della RAI dell'epoca. Nel 1967 si attivano dei trasmettitori nella provincia di Udine. Radio Trieste A è in particolare dedicata alla popolazione di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia. Radio Trst A è inoltre una finestra aperta sull'attualità in Italia, Slovenia e nel mondo.

Sede di Roma

Via Asiago

L'idea di dotare la radio Italiana di una sede adeguata nasce dalle esigenze del regime fascista. Occorreva dare forza e ufficialità al nuovo mezzo di cui si intuiva lo straordinario potenziale propagandistico. Ci si rese subito conto che i modesti studi dell' URI di Roma, in via Maria Cristina 5, non avrebbero soddisfatto il ruolo strategico che la radio avrebbe dovuto avere negli anni a venire. Con il passaggio dall'URI all'EIAR, sancito dal decreto governativo n°2526 del 29 dicembre 1927, si decise quindi la costruzione di un edificio che potesse soddisfare le esigenze di immagine e magnificenza del nuovo medium, ma che allo stesso tempo fosse progettato e strutturato per poterne permettere il massimo sviluppo tecnologico e qualitativo. Nel 1928, fu progettato il nuovo palazzo della Radio curato dall'architetto ing. Marchesi Cappai, fratello del presidente dell' Uri Enrico Marchesi; la costruzione fu iniziata nell'autunno del 1929, terminata nel dicembre '31.

Il palazzo della radio fu studiato per essere inserito organicamente nell'estetica del quartiere Prati che prevedeva il rispetto delle regole edilizie disposte dal Governatorato di Roma. Viene realizzato in un'area abitativa nella zona signorile della antica piazza d'Armi dove non si poteva edificare più di tre piani sopra il livello stradale, per raggiungere il previsto numero di 5 piani, fu necessario quindi costruirne due sotto il suolo.

Il progetto originale, prevedeva la costruzione di 7 auditori. Il più grande, al secondo piano, mostrava tutta la sua imponenza: 30 x 14 x 8, quasi 3000 metri cubi di spazio destinato alla esecuzione di opere liriche e sinfoniche: la sala A, poteva ospitare circa 140 persone tra orchestrali, solisti e cori.

Il secondo grande auditorium, la sala B, posta al piano rialzato, era leggermente più piccola, 25 x 14 x 7 metri, poteva ospitare 120 persone ed era destinato per complessi orchestrali più piccoli. Qui ha trovato spazio il grande organo costruito appositamente per l'EIAR secondo i più moderni concetti di trasmissione radiofonica. Altri tre studi, sempre al piano rialzato, erano di dimensione inferiori: l'uno di circa 600 m cubi, adibito all'operetta e musica leggera, un secondo, stessa grandezza, previsto per i piccoli complessi orchestrali, quartetti, quintetti ecc. Un terzo auditorio invece, di circa 300 m cubi, utilizzato per la prosa e la commedia.

Al primo piano, dove si trovavano gli uffici della Direzione Generale, due studi di circa 12 m quadrati erano previsti per la trasmissione di notizie e conferenze, insomma, le prime salette del "giornale radio".

Questa l'originaria struttura del palazzo di via Asiago, che rimarrà pressoché inalterata fino ai grandi ampliamenti edilizi del 1949.

A questo proposito, è forse utile spendere qualche parola sulle tecniche architettoniche e sui problemi di costruzione che l'ing. Marchesi si è trovato ad affrontare in fase di progettazione. Dobbiamo innanzi tutto dire che, contrariamente ai buoni

propositi autarchici del periodo, sono state ampiamente esplorate le esperienze coeve di altre nazioni che, proprio in quegli anni, costruivano i propri palazzi della radio. Come ci confessa lo stesso Marchesi Cappai: "La tecnica costruttiva delle sale di trasmissioni per radiofonia, ha fatto notevoli progressi in questi ultimi tempi. Presso le più importanti organizzazioni radiofoniche estere e particolarmente di quelle americane, ove un nostro tecnico è stato appositamente inviato, sono stati attinti tutti i dati sperimentali e tutte le necessarie informazioni per il progetto di questo nuovo edificio".

Il grande problema da risolvere, è stato quello della insonorizzazione delle sale. Nessun rumore doveva giungere dall'esterno degli studi che, nonostante la vicinanza, dovevano essere ben isolati fra loro. I due grandi auditori, per esempio, erano costruiti l'uno sull'altro. Sempre l'ing. Marchesi, al proposito: "Sono state fatte delle esecuzioni e trasmissioni di musica per banda da settanta maestri nell'auditorio A, mentre nell'auditorio B sottostante e contemporaneamente in prova un'orchestra di sessantacinque elementi. Alternando le esecuzioni, non era possibile di percepire alcun suono in nessuno dei due auditori, né con l'orecchio, né con il microfono".Il sistema usato, è stato quello della doppia camera, che si è rivelato poi efficace. In un ambiente con pareti in muratura, è stata costruita una "gabbia" di legno appoggiata su cuscini di feltro e sughero a loro volta sistemati su una base di legno. L'interno della gabbia veniva ricoperto da materiale fono assorbente con un vuoto d'aria verso la parete. Il soffitto, era invece rivestito con solide tavole di legno ad incastro. Mentre il pavimento poggiava su dei pannelli di legno per attutire il rumore. Curioso il modo empirico di scelta dei materiali per l'isolamento acustico. Per oltre sei mesi, durante la costruzione del palazzo, una piccola stanza con finestra veniva utilizzata per compiere prove di acustica. Un microfono era continuamente collegato con gli studi di via Maria Cristina a circa 2 km di distanza; qui venivano creati i rumori più disparati per poter compiere delle scelte sui materiali da utilizzare: "Il canto forte di cinque uomini nell'ambiente vicino, il suono di un gong percosso con tanta forza, il rumore di una cassa da legno battuta, quello di un trave a doppio T sospeso ad una fune, il suono di un clackson e di una cornetta di automobile ripetutamente riprodotto. Verso strada, oltre a questi rumori, furono messi in marcia contemporaneamente due camions davanti alle finestre ed anche il rumoroso motore a scoppio di una motocicletta". Sarà forse curioso sapere che di tutti questi suoni il più facile ad essere isolato sembra sia stato la voce umana, il più difficile "la cornetta di un automobile a lungo imbuto".La fase ascendente della Radio Italiana arriverà almeno fino ai primi anni della guerra. Molti i centri di trasmissione costruiti nelle varie città, aumentano la potenza i trasmettitori, ci si attrezza con le prime macchine di incisione per i dischi, si acquistano vetture per le riprese esterne.

Il 10 settembre del '43, due giorni dopo l'armistizio, la sede e gli impianti dell'Eiar, vengono occupati dai tedeschi dopo che si sono insediati nella capitale. Un accordo tra il Ministero della Cultura Popolare e le autorità germaniche, che legittimava l'occupazione, viene ufficialmente comunicata al Direttore generale Raoul Chiodelli.
Per due giorni la radio italiana tace, poi riprende con la propaganda fascista sotto il controllo tedesco. Il tenente della Wehrmacht, Theil, diventa il primo annunciatore in lingua italiana.

Il 4 giugno del '44, gli americani entrano in Roma ed i tedeschi fuggono, non prima di aver distrutto i grandi trasmettitori di prato Smeraldo e di Santa Palomba e dopo aver asportato tutte le apparecchiature del modernissimo impianto di via Asiago. Due giorni dopo, alle 13.00, Radio Roma apre le nuove trasmissioni annunciando l'avvenuta liberazione dell'emittente, passata sotto il controllo del PWB (Psycological Warfare Branch), cioè del movimento delle radio libere. Il 13 agosto vengono nominati, su iniziativa del Governo presieduto da Ivanoe Bonomi, i nuovi vertici ella Radio Italiana, il nuovo direttore è Luigi Rusca. Qualche giorno dopo la Direzione Generale dispone che tutto il personale dell'EIAR venga sottoposto all'esame di una Commissione istituita per l'epurazione del personale. Con DDL del 26 ottobre 1944, n. 457, la denominazione EIAR viene trasformata in RAI, Radio Audizioni Italia.

Inizia da questo momento la ripresa dell'azienda radio, vengono ripristinati i trasmettitori a partire dal sud della penisola con materiale portato dagli alleati. Vengono ripristinati i vecchi studi dapprima con materiale scampato alle distruzioni, poi con nuovi e più sofisticati apparecchi. Alla fine del conflitto, oltre l'85% delle attrezzature era stata distrutta e quindi ci vorrà qualche anno perchè la produzione possa tornare a regime, ma nel frattempo l'azienda si organizza. Il 3 novembre 1946 entra in funzione il nuovo modello editoriale-organizzativo. Con i due programmi nazionali ad onda media, rispettivamente attraverso una Rete Rossa, la futura Radiouno, e la Rete Azzurra

Via Asiago, nel '49, conosce una fase di ampliamento edilizio. Ai sette auditori originali, se ne aggiungono altri dieci: tre sale per il giornale radio, tre per le registrazioni ed altre tre nuove sale a disposizione degli annunciatori che devono assistere i programmi in trasmissione. Viene poi costruita la grande sala M, oltre 400 m cubi, destinata al varietà.

Le salette di registrazione vengono attrezzate con 12 macchine Farchild a due velocità per l'incisione dischi, con due magnetofoni a nastro della EMI e sei magnetofoni Farchild. Ogni saletta, è dotata da due a quattro giradischi. Vengono poi acquistati nuovi automezzi per le registrazioni esterne

Vengono ripristinati i collegamenti con la rete urbana di Roma, installati nuovi cavi verso i gruppi trasmettitori di prato Smeraldo e Santa Palomba, si attivano i terminali telefonici con i principali teatri, col senato e con la Camera dei Deputati, oltre che con diversi locali pubblici.

Nel Palazzo della Radio di via Asiago, operano con continuità vari complessi stabili: un'Orchestra sinfonica di 83 elementi, un'Orchestra ritmo-melodica di 53 elementi, un'Orchestra di ballo di 15 elementi, un coro di 75 elementi, una Compagnia di prosa di 20 elementi, una Compagnia di rivista di 14 elementi.

Questa la situazione della RAI alla vigilia della prima trasmissione televisiva, del 4 gennaio 1954. Da questa data, inevitabilmente, la storia della radio si unisce a quella della TV. Il 10 aprile '54, la società assume l'attuale nome di RAI-Radiotelevisione Italiana. L'anno seguente, sempre dagli studi di via Asiago, iniziamo i primi gazzettini regionali, una caratteristica che diventerà tipica della radio la quale sempre di più esprimerà così la propria vocazione informativa. Nel '58, alcuni studi vengono utilizzati per trasmettere il servizio di filodiffusione mentre nel '62 prendono il via le trasmissioni in onda corta per l'estero, dagli uffici della Presidenza del Consiglio, in via Po, a Roma. Il 30 gennaio 1976, a seguito della "legge di riforma del settore radiotelevisivo,", la famosa legge 103, nascono le tre reti nazionali (Radio1, Radio2, Radio3) e vengono divisi per rete i giornali radio (Gr1, Gr2, Gr3).

Il 9 ottobre 1984, in occasione del sessantesimo anno della nascita della Radio, entra in funzione il Super Radio, un impianto tecnico d'avanguardia per il controllo e lo smistamento di tutti i segnali audio. Una inaugurazione solenne, con le più alte cariche dello stato dove in questa occasione il Presidente della Repubblica Pertini ha ricordato i suoi trascorsi da speaker in una emittente libera francese nel suo esilio in Francia, durante la seconda guerra mondiale.

Nel novembre 1992, entrano in funzione le nuove "suites" radiofoniche,una per ogni rete. Ciascuna è composta da 2 sale di trasmissioni, una redazione ed una sala telefoni e realizzate secondo le più moderne esigenze tecnologiche in grado di rendere la produzione radiofonica più immediata, confortevole e di qualità. La filosofia progettuale delle suites risponde essenzialmente a due criteri: quello della integrazione delle varie fasi relative alla messa in onda e a quello della comunicazione all'interno dei vari ambienti e con l'esterno. Ancora oggi, da queste sale, vengono trasmessi i programmi di Radiorai.

Negli anni successivi si è introdotta l'informatica, in particolare nella realizzazione di programmi generati in modo automatico, tra i quali la Filodiffusione, SatelRadio (un programma destinato all'estero e diffuso solo via satellite) e i programmi in Onda Corta (trasmessi in 19 lingue). I primi impianti sono essenzialmente costituiti da due o più juke-box di compact disk comandati da un pc sul quale viene fatta la programmazione musicale e che integra parti registrate su hard disk (jingle, identificativi, programmi registrati da altre reti, etc...) il tutto sincronizzato con il segnale orario proveniente dall'Istituto Galileo Ferraris.

Dal 1996 si sono realizzati soltanto impianti digitali: la sala B, destinata alla ripresa di grandi eventi specialmente dal vivo, la sala C per la prosa di alta qualità e cinque sale RS per le normali produzioni radiofoniche. Si tratta di impianti digitali ai massimi livelli tecnologici con un elevato grado di automazione delle funzioni di missaggio e di produzione, grande flessibilità operativa e integrazione con gli apparati di registrazione multipista su hard disk. Anche l'acustica è stata progettata e realizzata dai più importanti specialisti a livello mondiale.

Oggi Via Asiago produce i programmi di Radiodue e Radiotre oltre che a numerosi altri programmi registrati. Tutt'ora è la sede amministrativa della radiofonia.




LE ORIGINI DELLA RADIODIFFUSIONE IN ITALIA
La vera storia della radiodiffusione in Italia



Prima legge del parlamento in materia di radiotelegrafia e radiotelefonia (n. 395 del 30 giugno), L'anno precedente era sorta la società «L'Araldo telefonico» che trasmetteva via-filo attraverso una rete di trecento chilometri di linee aeree.

Il primo esempio di telefonia circolare risale al 1881 quando, in occasione dell'Esposizione internazionale di elettricità, fu lanciato a Parigi il servizio del Theatrophone che permetteva agli abbonati, poche centinaia, di ascoltare, tramite il telefono, opere e concerti. Più successo ebbe successivamente a Budapest, con i suoi seimila abbonati e con programmi di informazione e varietà, il "Telefon Hirmondo", lanciato nel 1893.
Su imitazione del modello ungherese, nel 1910 fu inaugurato in Italia l'"Araldo telefonico", che nel 1914 superò i 1.300 abbonati. Il servizio, interrotto durante la prima guerra mondiale, fu ripreso nel 1922 col nome di "Fonogiornale", l'anno successivo subì una nuova trasformazione del nome, in "Radioaraldo", e soprattutto nelle tecnologie. Fu infatti "Radioaraldo" ad aprire la prima stazione radiofonica di Roma, con apparecchiature fornite dalla Western Electric Italiana, per le "radioaudizioni circolari". "Radioaraldo", insieme alle altre principali società della nascente industria radiofonica, confluì poi nell'Uri, a cui lo Stato nel 1924 per convenzione diede l'esclusiva dei servizi radiofonici in Italia. L'Uri nel 1928 prese il nome di Eiar, che nel dopoguerra diede vita alla Rai, azienda prima solo radiofonica e successivamente anche televisiva.


8 febbraio Il R.D. 8.2.1923, n. 1067 stabilisce che l'impianto e l'esercizio di telecomunicazioni per mezzo di onde elettromagnetiche senza l'uso di fili sono riservati allo Stato, con facoltà del Governo di accordarli in concessione.


Ad aprile le amministrazioni delle ferrovie, delle poste e telegrafi, dei telefoni e della marina mercantile sono unificate. Nasce il Ministero delle comunicazioni, con a capo Costanzo Ciano.
Primo decreto legge (1° maggio, n. 655) che definisce i contenuti delle radiodiffusioni, il sistema di finanziamento per i futuri concessionari attraverso la pubblicità commerciale e un canone di abbonamento.
10 luglio Con R.D. 10.7.1924, n. 1226 viene emanato il regolamento per la esecuzione del R.D. 8.2.1923, n. 1067.
27 agosto E' costituita con sede in Roma la S.A. Unione Radiofonica Italiana (URI) con capitale ripartito tra la S.A. Radiofono, Società Italiana per le Radiocomunicazioni Circolari, azionista di maggioranza, e la Società Italiana Radio Audizioni Circolari (SIRAC). Presidente è l'ing. Enrico Marchesi (già direttore centrale della FIAT).

31 ottobre L'agenzia giornalistica Stefani è designata, con delibera del governo, unica fonte delle notizie che l'URI può trasmettere.
27 novembre Con Convenzione 27.11.1924 (approvata con R.D. 14.12.1924, n. 2191) il Governo accorda alla URI, per la durata di 6 anni, la concessione esclusiva dei servizi di radioaudizioni circolari.

18 gennaio Esce il primo numero del «Radiorario», settimanale dell'URI che informa sulle trasmissioni.
Dal 16 marzo vanno in onda, oltre alle «Notizie Stefani» le «Comunicazioni governative» alle 13 e alle 19,30. Il resto della programmazione è prevalentemente musicale, con spazio anche per il jazz.
31 agosto Va in onda il primo segnale orario.
23 ottobre Il R.D.L. 23.10.1925, n. 1917 (convertito nella Legge 18.3.1926, n. 562) detta le norme per il servizio di radioaudizione circolare, stabilendo gli obblighi a carico dei concessionari, degli utenti e dei costruttori e rivenditori di materiali radioelettrici.
8 dicembre Entra in funzione la stazione di Milano.


9 aprile E' costituita con sede in Milano la Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima (SIPRA), con capitale ripartito fra URI e SIRAC.
ottobre Ha inizio la pubblicità radiofonica.
14 novembre Entra in funzione la stazione di Napoli.


17 novembre Con R.D.L. 17.11.1927, n. 2207 (convertito nella Legge 17.5.1928, n. 1350) si stabiliscono: la trasformazione dell'URI in S.A. Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), con sede legale in Roma; il rilascio di una nuova concessione; l'istituzione presso il Ministero delle Comunicazioni di un Comitato superiore di vigilanza sulle radiodiffusioni.
15 dicembre Con Convenzione 15.12.1927 (approvata con R.D. 29.12.1927, n. 2526) il Governo accorda all'EIAR (URI), fino al 13.12.1952, la concessione del servizio delle radioaudizioni circolari.


15 gennaio In conformità alla Legge e alla Convenzione dell'anno precedente, la URI assume la nuova denominazione sociale di EIAR, con sede legale a Roma e Direzione Generale a Torino, prima in via Bertola - nell'attuale palazzo ENEL - poi in via Arsenale 21.
E' confermata la natura privatistica della concessionaria.
12 luglio Entra in funzione la stazione di Bolzano.
28 ottobre Entra in funzione la stazione di Genova.
6 dicembre La Legge 6.12.1928, n. 3044 detta le prime norme per l'eliminazione dei disturbi al servizio delle radioaudizioni circolari.


18 marzo E' attivata la seconda stazione a onda media di Roma, che inizia la diffusione regolare dei programmi del gruppo delle stazioni settentrionali (Milano-Torino-Genova).
agosto Viene esteso a Bolzano il collegamento in cavo Milano-Torino-Genova.
28 ottobre Entrano in funzione a Roma-Prato Smeraldo due trasmettitori a onda corta, destinati al servizio per l'estero.
Hanno inizio le trasmissioni a onda corta dirette all'America del Nord.


12 marzo Hanno inizio le trasmissioni a onda corta dirette all'America del Sud e all'Estremo Oriente.
14 aprile Hanno inizio le trasmissioni a onda corta dirette ai paesi del bacino del Mediterraneo.
26 settembre Con R.D.L. 26.9.1935, n. 1829 (convertito nella Legge 9.1.1936, n. 177) si stabilisce che il controllo sui programmi dell'EIAR è di competenza del Ministero per la Stampa e Propaganda, mentre il controllo sui settori tecnico e amministrativo rimane di competenza del Ministero per le Comunicazioni.
26 ottobre E' attivata la stazione di Bari II.


27 febbraio Il R.D. 27.2.1936, n. 645 (Legge postale e delle telecomunicazioni) disciplina organicamente l'intero settore dei servizi di telecomunicazione, stabilendo la loro appartenenza esclusiva allo Stato e fissando le norme del loro esercizio in concessione.
9 agosto Viene completato il collegamento in cavo fra tutte le stazioni radiofoniche italiane


28 ottobre Sono attivate le stazioni di Firenze II e Genova II. Viene attivata la terza stazione a onda media di Roma, che inizia nelle ore serali la trasmissione di un terzo programma a carattere popolare.
4 novembre E' attivata la stazione di Napoli II.
2 dicembre Entra in funzione il trasmettitore audio della stazione sperimentale di televisione di Roma-Monte Mario.


21 febbraio Il R.D.L. 21.2.1938, n. 246 (convertito nella Legge 4.6.1938, n. 880) stabilisce la nuova disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni circolari.
1° aprile E' attivata la stazione di Milano III.
25 aprile Viene trasmesso "E un uomo vinse lo spazio" di E. Giannini con musiche di E. Porrino, scritto in memoria di Guglielmo Marconi.
9 maggio E' attivata la stazione a onda corta di Addis Abeba, destinata a diffondere trasmissioni per l'estero.
15 luglio E' attivata la stazione di Ancona.
28 ottobre E' attivata la stazione di Torino III.
31 ottobre Con l'installazione di sei nuovi trasmettitori, viene ufficialmente costituito il Centro radiofonico a onda corta di Roma-Prato Smeraldo.
12 novembre E' attivata la stazione di Tripoli.
27 novembre E' attivata la stazione di Catania.


10 giugno E' attivata la stazione di Padova.
22 luglio Entra in funzione il trasmettitore video della stazione sperimentale di televisione di Roma-Monte Mario, che effettua per circa un anno regolari trasmissioni quotidiane con lo standard di 441 linee.

16 settembre Entra in funzione a Milano un trasmettitore di televisione (audio e video) che effettua trasmissioni sperimentali in occasione della XI Mostra della radio.
28 ottobre Sono attivate le stazioni di Verona, Venezia e Sanremo.



12-28 aprile Per tutta la durata della XXI Fiera di Milano, l'EIAR effettua un servizio quotidiano sperimentale di radiovisione dalla Torre Littoria del Parco Nord. Le trasmissioni sono effettuate regolarmente ogni giorno, dalle 18.00 alle 18.30 e dalle 21.30 alle 22.00.
28 aprile E' attivata la stazione di Firenze III.
31 Maggio Addensandosi all'orizzonte minaccie di guerra per l'Italia, cessano le trasmissioni sperimentali televisive dell'Eiar sia a Roma sia a Milano, poichè la frequenza di trasmissione TV potrebbe interferire con le emissioni dell'impianto Telefunken di atterraggio teleguidato degli aerei negli aeroporti di Roma-Ciampino e Milano-Linate
23 giugno In seguito all'entrata in guerra dell'Italia, tutte le stazioni trasmettono un unico programma.
28 ottobre Sono attivate le stazioni dell'Aquila e di Bologna II.


22 aprile La Legge 22.4.1941, n. 633 detta le norme per la protezione del diritto d'autore e dei diritti connessi, disciplinando tra l'altro l'utilizzazione delle opere dell'ingegno in radiodiffusione.
novembre Entra in funzione a Torino il nuovo Centro di produzione radiofonico, dotato di 8 auditori.
11 dicembre Con R.D. 11 dicembre 1941, n. 1555 vengono stabilite le norme per la protezione delle radiocomunicazioni contro i disturbi causati dagli impianti elettrici.


gennaio E' attivata la stazione di Cervia.
aprile E' attivata la stazione di Zara.
14 giugno Riprendono nelle ore serali le trasmissioni di due diversi programmi.
Alla fine dell'anno la rete degli impianti trasmittenti radiofonici è costituita da 34 stazioni a onda media, per una potenza complessiva di 851 kW, e da 9 stazioni a onda corta, per una potenza complessiva di 431 kW.


luglio Il Governo Alleato insedia a Roma un Commissario per la gestione delle attività radiofoniche nell'Italia centromeridionale.
26 ottobre Con D.L.L. 26 ottobre 1944, n. 457 la denominazione della Società viene mutata in Radio Audizioni Italia (R.A.I.).


20 aprile Con l'elezione del nuovo Consiglio di amministrazione della RAI da parte dell'Assemblea generale degli azionisti, riunita a Roma, ha termine il regime commissariale per l'Italia centro-meridionale.
25 aprile Alla fine delle ostilità e per effetto delle distruzioni belliche, gli impianti della Società risultano costituiti da 12 stazioni a onda media, per una potenza complessiva di circa 130 kW, e 2 stazioni a onda corta, per una potenza complessiva di circa 90 kW.
27 aprile Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia nomina un Commissario per la gestione delle attività radiofoniche nell'Italia settentrionale.
maggio Entra in funzione a Roma il nuovo trasmettitore da 100 kW che sostituisce i precederiti impianti distrutti.
15 dicembre Si dimettono il Consiglio di amministrazione della RAI eletto il 20 aprile e il Commissario per l'Italia settentrionale. L'Assemblea generale degli azionisti elegge un nuovo Consiglio, ricostituendo così l'unità dell'Azienda.


25 giugno In occasione dell'insediamento a Montecitorio dell'Assemblea Costituente della Repubblica, hanno inizio le trasmissioni di «Oggi al Parlamento».
3 novembre Nuovo assetto per le trasmissioni radiofoniche: sono istituiti due diversi programmi a diffusione nazionale, denominati Rete Azzurra e Rete Rossa.


3 aprile Il D.L.C.P.S. 3.4.1947, n. 428 istituisce una Commissione parlamentare di vigilanza sull'indipendenza politica e l'obiettività informativa delle radiodiffusioni e un Comitato per la determinazione delle direttive di massima culturali, artistiche, educative, ecc. dei programmi, con funzioni consultive nei confronti del Ministro per le Poste e le Telecomunicazioni. Esso detta anche norme in materia di controllo sugli impianti e servizi tecnici, di competenza del Ministero P.T., e sulla gestione finanziaria di competenza dello stesso Ministero e di quello delle Finanze e del Tesoro.

I delegati di 60 paesi presenti alla Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni ad Atlantic City decidono di chiamare televisione, in sigla TV, la trasmissione a distanza delle immagini in movimento.


7 maggio La Convenzione approvata con D.L. 7.5.1948, n. 1132 regola i rapporti fra il Governo e la RAI per la ricostruzione dei Centro radiofonico a onda corta di Roma-Prato Smeraldo, distrutto dagli eventi bellici, ed affida alla RAI la gestione tecnica delle trasmissioni per l'estero.
18 settembre E' istituito il «Premio Italia», concorso internazionale di opere radiofoniche, retto da un Segretariato permanente affidato alla RAI.
1° ottobre Entra in funzione a Milano, presso la Torre del Parco, la prima stazione sperimentale di radio diffusione a onda ultracorta con modulazione di frequenza della potenza di 3 kW.
21 novembre E' ultimata la realizzazione del piano di ricostruzione della rete radiofonica a onda media, che risulta costituita da 28 trasmettitori, per una potenza complessiva di 651 kW, tra i quali i nuovi impianti di Torino da 20 kW e da 80 kW, di Firenze da 100 kW, di Venezia da 20 kW, di Bologna da 50 kW e di Napoli-Marcianise da 100 kW.
27 dicembre Con D.P.R. 27.12.1948, n. 1694 vengono approvati gli atti della Conferenza Internazionale delle Telecomunicazioni, stipulati ad Atlantic City il 2 ottobre 1947.


1° Febbraio Riprende l'attività del Centro radiofonico a onda corta di Roma-Prato Smeraldo con l'installazione di 2 trasmettitori da 100 kW e 2 da 60 kW.
28 aprile La SIPRA - Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima assume la denominazione di SIPRA - Società Italiana Pubblicità per Azioni.
28 maggio Dagli auditori radiofonici di Roma, dimostrazione sperimentale di trasmissione televisiva con lo standard di 819 linee.
10 luglio Entrano in funzione a Torino un trasmettitore televisivo ed uno studio di ripresa, che consentono di effettuare prove per la scelta dello standard.
11 settembre In occasione della 1° Esposizione internazionale della televisione di Milano, hanno inizio le trasmissioni sperimentali televisive da Torino e da Milano, con lo standard di 625 linee.
15 settembre E' costituita la Società ERI - Edizioni Radio Italiana, con capitale interamente posseduto dalla RAI.
12 novembre Con Legge 12.11.1949, n. 996 sono stabilite nuove norme in materia di registrazione dei materiali radioelettrici.


febbraio La RAI partecipa alla costituzione dell'Union Européenne de Radiodiffusion (UER), di cui diviene membro attivo con rappresentanza permanente nel Consiglio di amministrazione.
1° ottobre Cominciano le trasmissioni del Terzo Programma radiofonico, a carattere culturale, che vengono diffuse dalla nuova rete di stazioni a modulazione di frequenza e da 3 trasmettitori a onda corta.


30 dicembre Ristrutturazione delle trasmissioni radiofoniche sulle reti nazionali che vengono distribuite su tre programmi differenziati e complementari: il Programma Nazionale, il Secondo Programma e il Terzo Programma.


26 gennaio Mediante Convenzione 26.1.1952 (approvata con D.P.R. 26.1.1952, n. 180) il Governo concede alla RAI, fino al 15.12.1972, i servizi in esclusiva delle radioaudizioni circolari, di televisione circolare e di telediffusione su filo e il servizio, senza esclusiva, di radiofotografia circolare.
La Convenzione prevede anche il trasferimento all'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) della maggioranza assoluta delle azioni della RAI.
12 febbraio Entra in funzione il servizio del Giornale Radio telefonico.
3 aprile Con D.M. 3.4.1952 vengono determinate le caratteristiche tecniche del sistema italiano di televisione in bianco e nero a 625 linee.
12 aprile Entrano in funzione a Milano il Centro di produzione di corso Sempione, dotato di 23 studi radiofonici e di 2 studi televisivi, ed un trasmettitore televisivo.
In occasione della Fiera Campionaria, vengono effettuate trasmissioni televisive sperimentali ed è realizzato il primo collegamento televisivo con ponti a micro-onde fra Milano e Torino.
1° luglio Hanno inizio le trasmissioni del programma radiofonico «Notturno dall'Italia».
16 dicembre E' inaugurato il nuovo Auditorium di Torino.
Si trasferisce a Roma la Direzione Generale aziendale. Restano a Torino le direzioni centrali di gestione.


23 gennaio Il capitale della SIPRA è ripartito fra l'IRI, azionista di maggioranza, e la RAI.
3 aprile Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Penice.
20 settembre Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Genova-Portofino.
3 ottobre A Roma entrano in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Mario e uno studio televisivo in via Asiago.
Viene attivato il collegamento video a onde metriche fra Milano e Roma.
1° novembre Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Peglia.
19 novembre Con D.M. 19.11.1953 si stabilisce la disciplina dei canoni di abbonamento per la televisione.
15 dicembre Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Serra.


3 gennaio ore 11 (Domenica) Ha inizio il servizio regolare di televisione. Le trasmissioni vengono irradiate da una rete in VHF costituita dai trasmettitori di Torino-Ererno, Milano, Monte Penice, Portofino, Monte Serra, Monte Peglia e Roma-Monte Mario, servendo nel complesso il 36% circa della popolazione italiana.
10 aprile Con deliberazione dell'Assemblea generale straordinaria degli azionisti la Società assume la denominazione di RAI-Radio televisione Italiana.

1° maggio Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Venda.
30 maggio E' inaugurato a Monza il nuovo Centro di controllo.
6 giugno La RAI partecipa al primo collegamento diretto in rete eurovisione.
31 luglio Il capitale della ERI viene ripartito fra la RAI (azionista di maggioranza per il 70%) e l'IRI (30%).
13 novembre Entra in funzione a Trieste il primo ripetitore televisivo.
10 dicembre La Legge 10.12.1954, n. 1150 istituisce una tassa di concessione governativa sugli abbonamenti alle radiodiffusioni.


28 aprile Per l'elezione del Presidente della Repubblica viene effettuata la prima telecronaca diretta dal Parlamento.
4 giugno E' costituita la Società per Azioni Commerciale Iniziative Spettacolo (SACIS), con capitale ripartito fra la SIPRA e la ERI.
24 dicembre Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Faito.


10 marzo La Convenzione 10.3.1956 (approvata con D.P.R. 17.8.1957, n. 1136) stabilisce un nuovo piano tecnico per accelerare l'estensione della rete televisiva e della rete radiofonica MF a tutto il territorio nazionale.
maggio Entra in funzione, presso il Centro di produzione di Milano, lo Studio di fonologia musicale, per la musica elettronica e la musica concreta.
16 luglio Entra in funzione il trasmettitore televisivo di Monte Favone.
31 dicembre Entrano in funzione i trasmettitori televisivi di Monte Argentario, Monte Conero, Monte Nerone, Monte Vergine, Monte Caccia, Monte Sambuco, Monte Scuro, Gambarie, Monte Pellegrino, Monte Soro, Monte Limbara, Punta Badde Urbara.
Viene attivato il collegamento bilaterale a micro-onde tra Milano e Palermo.


24 gennaio Con l'entrata in funzione del trasmettitore televisivo di Pescara, le trasmissioni televisive raggiungono tutte le regioni italiane.

3 febbraio Ha inizio la pubblicità televisiva in Italia.
9 febbraio Con l'entrata in funzione dei trasmettitori di Martina Franca, Monte Cammarata e Monte Lauro, circa il 90% della popolazione italiana è in grado di ricevere le trasmissioni televisive.
15 agosto Entra in funzione il collegamento televisivo in cavo coassiale sulla tratta Milano-Trieste.
7 ottobre Nella IX sessione del «Premio Italia», per la prima volta è assegnato un premio per opere televisive.
19 dicembre A Roma è presentato alla stampa il Centro di produzione TV di via Teulada, dotato di 6 studi.


25 novembre Si iniziano i corsi di «Telescuola». Essi hanno carattere «sostitutivo»: sono cioè diretti a consentire il completamento del ciclo di istruzione obbligatoria ai ragazzi residenti in località prive di scuole secondarie.
1° dicembre Si inizia il servizio di filodiffusione nelle città di Milano, Napoli, Roma e Torino.
11 dicembre E' inaugurata la Sede di Cosenza.
24 dicembre Entra in funzione a Napoli lo studio televisivo di Pizzofalcone.



11 marzo E' inaugurata la nuova Sede di Bari.
30 aprile La ERI assume la denominazione di ERI - Edizioni RAI Radiotelevisione Italiana.
21 maggio La Convenzione 21.5.1959 (approvata con D.P.R. 19.7.1960, n. 1034) stabilisce l'installazione entro il 31 dicembre 1962 di una seconda rete televisiva in UHF.
25 maggio E' inaugurata la Sede di Potenza.
3 ottobre E' inaugurata la Sede di Perugia.
15 dicembre E' inaugurata la Sede di Pescara.


3 gennaio Una riforma dei programmi radiofonici istituisce, fra l'altro, la Rete Tre, un nuovo programma a carattere quasi esclusivamente musicale, irradiato sulla rete a MF del Terzo Programma.
20 gennaio E' costituita la Società RAI Corporation Italian Radio TV System, con sede a New York e con capitale interamente posseduto dalla RAI.
10 aprile Hanno inizio le trasmissioni stereofoniche in filodiffusione.
2 maggio Entra in funzione a Monte Penice il primo trasmettitore per la seconda rete televisiva.
13 luglio La sentenza della Corte Costituzionale del 13.7.1960, n. 59 stabilisce la legittimità della riserva allo Stato del servizio televisivo.
25 agosto Hanno inizio le trasmissioni radiofoniche e televisive per i XVII Giochi Olimpici di Roma.
11 ottobre Hanno inizio le trasmissioni radiofoniche e televisive di «Tribuna elettorale».
12 ottobre Entra in funzione in Alto Adige la Rete IV a MF, per la trasmissione di programmi radiofonici locali.
20 ottobre E' inaugurata la nuova Sede di Bolzano.
15 novembre Ha inizio il corso di «Telescuola» per adulti analfabeti «Non è mai troppo tardi».


2 febbraio Sono inaugurati a Torino il Centro Elettronico Aziendale ed il nuovo edificio per il Laboratorio Ricerche.
26 aprile Hanno inizio le trasmissioni radiofoniche e televisive di «Tribuna politica».
1° ottobre Il servizio di filodiffusione viene esteso alle città di Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Trieste e Venezia.
16 ottobre A Roma, nel nuovo edificio del Centro di Telescuola, entrano in funzione due studi televisivi. Hanno inizio i corsi televisivi di Scuola media unificata.
18 ottobre E' costituita la Telespazio - Società per Azioni per le Comunicazioni Spaziali, con capitale ripartito fra la RAI e l'Italcable.
4 novembre Hanno inizio le regolari trasmissioni del Secondo Programma televisivo, irradiate da 14 impianti trasmittenti che servono il 52% della popolazione italiana.
3 dicembre E' inaugurato a Roma il primo Congresso internazionale degli organismi radiotelevisivi sulla radio e televisione scolastica, organizzato dalla RAI per conto della Union Européenne de Radiodiffusion (UER).




6 febbraio Con Determinazione della Corte dei Conti del 6.2.1962, n. 91, in esecuzione della Legge 21.3.1958, n. 259 e del D.P.R. 20.7.1961, vengono fissate le modalità di attuazione del controllo della Corte stessa sulla gestione finanziaria della RAI.
30 marzo Con Convenzione 30.3.1962 (approvata con D.P.R. 5.8.1962, n. 1703) la Presidenza del Consiglio dei Ministri affida alla RAI la produzione dei notiziari e servizi informativi per l'estero.
21 aprile Con Legge 21.4.1962, n. 161 viene stabilito il divieto di diffondere per radio o per televisione i films e i lavori teatrali privi del nulla osta per la rappresentazione in pubblico o vietati ai minori di anni 18.
9 luglio Il trasmettitore di Roma-Monte Mario del Secondo Programma TV irradia i primi segnali televisivi a colori secondo il sistema NTSC.
19 luglio Con Convenzione 19.7.1962 (approvata con D.M. 15.10.1962) viene accordata alla Telespazio la concessione di effettuare esperimenti di telecomunicazioni tramite satelliti artificiali.
23 luglio La RAI partecipa, in rete eurovisione, al primo collegamento televisivo fra l'Europa e gli Stati Uniti d'America per mezzo del satellite Telstar 1.
25 settembre Nella XIV sessione del «Premio Italia» per la prima volta viene assegnato un premio per opere radiostereofoniche.
31 dicembre La rete del Secondo Programma televisivo, costituita da 51 impianti, è estesa a tutte le regioni italiane e serve il 70% circa della popolazione.


4 gennaio La stazione della Telespazio, installata nella piana del Fucino, inizia gli esperimenti di ricezione in collegamento con satelliti artificiali.
7 febbraio Mediante Convenzione 7.2.1963 (approvata con D.P.R. 18.4.1963, n. 983) la RAI si impegna ad estendere la rete del Secondo Programma televisivo in modo da servire entro il 1963 tutti i capoluoghi di provincia ed entro il 1966 l'80% della popolazione italiana.
7 marzo A Napoli è inaugurato il nuovo Centro di produzione radiofonico e televisivo.
giugno A Roma, in via Asiago, viene attrezzato uno studio sperimentale di TV a colori.
26 giugno La STET (Società Finanziaria Telefonica) entra in possesso di una quota del capitale della Telespazio.
15 ottobre Si riunisce a Roma il Gruppo «ad hoc » per la TV a colori dell'UER. In questa occasione, presso lo studio P1 di via Asiago e da alcune postazioni campali nell'area urbana di Roma vengono effettuati esperimenti comparativi fra i sistemi NTSC, SECAM e PAL.


15 gennaio I trasmettitori di Torino-Eremo, Milano, Monte Venda, Roma-Monte Mario e Monte Faito, del Secondo Programma TV, irradiano trasmissioni quotidiane di segnali di prova di TV a colori per l'industria secondo i sistemi NTSC, SECAM e PAL.
1° febbraio Con un accordo tra la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali), la FIP (Federazione Italiana Pubblicità) e l'UPA (Utenti Pubblicità Associati), viene costituito il Comitato Permanente Interfederale della Pubblicità con lo scopo di coordinare continuativamente gli sforzi delle tre organizzazioni per il migliore sviluppo della pubblicità.
6 maggio E' inaugurata la nuova Sede di Trieste.
3 agosto La stazione della Telespazio inizia gli esperimenti di trasmissione in collegamento con satelliti artificiali.
4 ottobre Hanno inizio trasmissioni di radiostereofonia dalle stazioni sperimentali a modulazione di frequenza di Roma, Milano, Napoli e Torino.
21 dicembre La SIP (Società Italiana per l'Esercizio Telefonico), in relazione alla modifica del suo scopo sociale, cede alla STET la sua partecipazione al capitale della RAI.


9 febbraio Mediante Convenzione 9.2.1965 (approvata con D.P.R. 12.2.1965, n. 1130) il Governo concede in esclusiva alla Telespazio l'impianto e l'esercizio di sistemi atti a realizzare, fra stazioni terrene, collegamenti di telecomunicazioni a mezzo satelliti artificiali.
17 febbraio La Telespazio aderisce all'accordo di Washington del 19.8.1964 acquistando una partecipazione al Consorzio Internazionale per le Telecomunicazioni Spaziali (INTELSAT), per la gestione commerciale di un sistema mondiale di satelliti.
2 maggio La RAI partecipa, in rete curovisione, al primo collegamento televisivo fra l'Europa e il Nord-America per mezzo del satellite sincrono Early Bird.
6 settembre Entra in funzione lo studio della redazione giornalistica di Londra.
27 ottobre Presso il Centro di produzione di Milano viene inaugurato il nuovo Studio televisivo TV3.
4 novembre Con Legge 4.11.1965, n. 1213 è istituito un Comitato ministeriale competente a stabilire, in difetto di accordi tra le organizzazioni di categoria e la RAI, il tempo minimo di trasmissione di film e telefilm italiani in rapporto a quelli stranieri nei programmi televisivi.


gennaio Le organizzazioni aderenti al Comitato Permanente Interfederale della Pubblicità e la RAI ratificano il Codice della lealtà pubblicitaria.
7 febbraio Hanno inizio le trasmissioni televisive in lingua tedesca per la zona di Bolzano, irradiate dal trasmettitore del Secondo Programma di Monte Paganella e dai ripetitori ad esso collegati, nell'intervallo orario 20-21.
30 marzo La RAI aderisce al Comitato Permanente Interfederale della Pubblicità.
15 aprile Presso la stazione a onda media di Roma 1 viene installato un trasmettitore da 300 kW in sostituzione di quello preesistente da 100 kW.
3 maggio Su invito dell'UER, la RAI organizza a Roma dimostrazioni comparative di TV a colori con sistemi NTSC, SECAM e PAL per i rappresentanti dei paesi membri dell'UER, dell'OIRT (Organisation Internationale de Radio et Télévision, per i paesi dell'est), delle Amministrazioni PT e dell'industria.
12 maggio E' ufficialmente insediato il Giurì incaricato di vigilare sulla applicazione del Codice della lealtà publicitaria.
16 giugno E' inaugurato a Montevideo l'Ufficio di rappresentanza RAI per l'America Latina.
11 luglio Entra in funzione il collegamento televisivo internazionale tra l'Italia e la Tunisia.
25 ottobre A Roma entra in funzione, nelle immediate vicinanze del Centro di produzione TV, il nuovo studio televisivo TV9.
4 dicembre E' inaugurata la nuova Sede di Genova.


1° gennaio Una riforma delle trasmissioni radiofoniche sulle reti nazionali rilancia la programmazione.
6 febbraio Hanno inizio le trasmissioni televisive di educazione per gli adulti della serie «Sapere».
9 aprile Il Terzo Programma, a onda media e modulazione di frequenza, incorpora le trasmissioni della Rete Tre, prima diffuse solo in modulazione di frequenza.
25 giugno La RAI partecipa, in rete curovisione ed intervisione, al primo collegamento televisivo diretto con cinque continenti realizzato mediante l'impiego di quattro satelliti, di cui due per la zona dell'Atlantico (Early Bird e Intelsat II F 3) e due per la zona del Pacifico (ATS1 e Intelsat II F 2).
14 agosto Con Legge 14.8.1967, n. 800 che stabilisce il nuovo ordinamento degli enti lirici e delle attività musicali, vengono dettate norme per il coordinamento tra le attività liriche e musicali e quelle radiotelevisive e viene attribuito al Ministro per il Turismo e per lo Spettacolo il potere di determinare l'aliquota dei programmi musicali della RAI da riservare alla nuova e nuovissima produzione lirica e concertistica nazionale.
25 agosto Entra in funzione lo studio della redazione giornalistica di Hong Kong.
settembre Si inizia l'attività del Centro di Controllo sussidiario di Sorrento.
9 ottobre Con Decreto del Consiglio dei Ministri viene istituita presso la Direzione Generale dei Servizi delle Informazioni e della Proprietà Letteraria, Artistica e Scientifica una Commissione paritetica RAI-FIEG per la ricerca e il raggiungimento d'intese sui problemi della pubblicità e sul coordinamento programmatico dei correlativi servizi.
20 novembre Alle trasmissioni scolastiche televisive avviate nel 1958 subentrano nuove trasmissioni che svolgono una funzione «integrativa», anziché sostitutiva, del normale insegnamento scolastico.
15 dicembre La Legge 15.12.1967, n. 1235 introduce l'obbligo di corrispondere il canone di abbonamento all'autoradio congiuntamente alla tassa di circolazione per gli autoveicoli. Presso la stazione a onda media di Roma II viene installato un trasmettitore da 540 kW in sostituzione di quello preesistente da 150 kW.


2 gennaio E' introdotto, sul Terzo Programma, un secondo notiziario in onda alle ore 18.
15 gennaio E' avviata sul Programma Nazionale TV una nuova fascia meridiana (12.30-14) che, oltre a presentare programmi culturali, ricreativi ed informativi, si centra sull'edizione del Telegiornale delle ore 13.30.
18 aprile E' inaugurata la nuova Sede di Firenze.
24 settembre Nella XX sessione del «Premio Italia» la RAI vince il premio per opere radiostereofoniche.
21 ottobre E' inaugurato il nuovo Centro di produzione di Torino.
29 novembre La Commissione paritetica RAI-FIEG per i problemi della pubblicità esprime parere favorevole sui criteri di distribuzione della pubblicità televisiva ai quali dovrà attenersi la SIPRA.
31 dicembre La rete del Programma Nazionale TV serve il 98,3% della popolazione italiana, mentre quella del Secondo Programma ne raggiunge oltre il 90%.


6 febbraio E' inaugurato il servizio telefonico e televisivo diretto, via satellite, tra l'Italia ed il Messico. La trasmissione televisiva inaugurale, realizzata mediante l'impiego delle stazioni terrene del Fucino in Italia e di Tulancingo in Messico, è stata diffusa dall'Italia con segnali televisivi a colori in sistema NTSC 525 linee.
7 marzo E' inaugurato il servizio telefonico e televisivo diretto, via satellite, tra l'Italia e il Brasile mediante l'impiego delle stazioni del Fucino in Italia e di Tangua in Brasile. In precedenza, il 28 febbraio, era stata effettuata la prima trasmissione televisiva diretta dall'Italia al Brasile, sempre con l'uso delle stazioni del Fucino e di Tangua.
24 marzo Entra in funzione lo studio della redazione giornalistica di Parigi.
12 maggio Ha inizio la serie sperimentale delle trasmissioni di TVM, programma di divulgazione culturale e di orientamento professionale per i giovani sotto le armi.
20-21 luglio La RAI diffonde sulla rete televisiva la trasmissione in diretta dello sbarco sulla Luna degli astronauti dell'Apollo 11.
31 luglio In occasione della visita di S.S. Paolo VI in Uganda sono realizzate le prime trasmissioni televisive in diretta dall'Africa, tramite la stazione terrena trasportabile per telecomunicazioni installata presso Kololo, vicino Kampala.
6 settembre Entra in funzione lo studio della redazione giornalistica di Beirut.
19-20 settembre E' inaugurato il servizio telefonico e televisivo diretto, via satellite, tra l'Italia e l'Argentina mediante l'impiego della stazione terrena del Fucino in Italia e di quella di Balcarce in Argentina.
29 ottobre La ERI amplia il proprio statuto sociale includendo nelle finalità aziendali - oltre l'impianto e l'esercizio di industrie editrici, tipografiche, giornalistiche, librarie - anche attività musicali, audiovisive e discografiche.


5 gennaio Nelle trasmissioni informative radiofoniche si attua una strutturazione dei Gazzettini regionali che comporta il loro allineamento sul Secondo Programma in due appositi intervalli orari (12.10-12.30 e 14.30-15.00).
28 gennaio Entra in funzione lo studio della redazione giornalistica di Bonn.
30 gennaio La FEDERPRO (Federazione Professionale della Pubblicità) aderisce al Comitato Permanente Interfederale della Pubblicità.
7-15 febbraio In Val Gardena hanno luogo i Campionati mondiali di sci alpino. In tale occasione la RAI impiega numerosi impianti mobili e fissi, che consentono la generazione per gli enti televisivi esteri della totalità dei programmi televisivi a colori (625 linee secondo il sistema PAL).
maggio E' costituito il Comitato Pubblicità Progresso, del quale fanno parte anche la RAI e la SIPRA, ed il cui programma è l'ideazione e la realizzazione di campagne pubblicitarie di pubblico interesse al servizio della collettività.
21 giugno E' inaugurata la nuova Sede di Venezia in Palazzo Labia.
5 ottobre E' introdotta, nei programmi informativi radiofonici, la nuova rubrica «Speciale GR» in onda tutti i giorni feriali in due diverse edizioni (10.00-10.15 sul Programma Nazionale e 18.30-18.45 sul Secondo Programma).
8 ottobre Sul Programma Nazionale radiofonico e televisivo ha inizio «Tribuna popolare»: incontri fra uomini politici e cittadini.
Nella stessa data è inaugurato il complesso Antenna Fucino II che consente collegamenti con l'Australia e con i paesi dell'Est Asiatico (India, Giappone, ecc.). Durante la cerimonia inaugurale è ricevuto per la prima volta un programma televisivo in diretta dal Giappone.
17 novembre E' inaugurato il servizio televisivo via satellite tra Italia e Giappone.
24 novembre Il Comitato Permanente Interfederale della Pubblicità si trasforma in Confederazione Generale Italiana della Pubblicità, costituita da FEDERPRO, FIEG, FIP, RAI e UPA. Scopo della Confederazione è quello di coordinare le attività degli organismi aderenti per la tutela e lo sviluppo della pubblicità.


3 gennaio Nell'ambito delle trasmissioni locali radiofoniche, le rubriche domenicali sono trasformate in veri e propri supplementi del Gazzettino con compiti strettamente giornalistici e con contenuti corrispondenti a quelli che nel giornalismo scritto caratterizzano i rotocalchi.
15 febbraio Con la partecipazione della FIEG, dell'UPA, dell'OTIPI e della RAI viene costituito l'ISERP - Istituto di Studi e Ricerche sulla Pubblicità il quale si propone lo sviluppo, il controllo e il coordinamento dell'attività di ricerca nell'area dei mezzi pubblicitari italiani.
5 maggio Tra la RAI e la SIP, ognuna nell'ambito della propria concessione, è stipulato un accordo che prevede, tra l'altro, l'elaborazione di un piano tecnico-economico per l'estensione della filodiffusione ai capoluoghi di provincia e ad altre città, dove il servizio risulti conveniente da un punto di vista di utilizzazione ottimale delle risorse.
21 giugno E' stipulata, tra il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI, una Convenzione relativa alle trasmissioni radiotelevisive a carattere formativo, che pone le basi per una loro ripresa nel biennio 1971-72, volta a fornire nuovi modelli di impostazione didattica secondo un piano di applicazione metodologicamente innovativo.
15 ottobre Nell'ambito della Confederazione Generale Italiana della Pubblicità è approvata una nuova stesura del Codice della lealtà pubblicitaria, la cui prima elaborazione risaliva al 1966.
gennaio-dicembre Il servizio di filodiffusione è esteso alle città di Monza, Savona, Udine, Padova, Salerno e Caserta.


26 agosto-11 settembre Su invito del Ministero P.T., espresso su conforme parere del Consiglio Superiore Tecnico delle Telecomunicazioni, la RAI manda in onda a colori, sulla Seconda Rete TV, i Giochi della XX Olimpiade di Monaco di Baviera. Le trasmissioni sono effettuate il pomeriggio e la sera, alternativamente con i sistemi PAL e SECAM, per un totale di 148 ore; sono inoltre effettuate trasmissioni per prove tecniche per 38 ore, ripartite in parti uguali tra i due sistemi.
15 dicembre Si conclude il periodo ventennale di validità della concessione alla RAI dei servizi radiotelevisivi (Convenzione del 26.1.1952). Con Convenzione aggiuntiva 15 dicembre 1972 viene rinnovata alla RAI la concessione di detti servizi fino al 31 dicembre 1973 o nel diverso termine indicato dalla legge di riforma dei servizi radiotelevisivi in fase di elaborazione in sede governativa e da sottoporre all'esame del Parlamento.
gennaio-dicembre Il servizio di filodiffusione è esteso alle città di Bolzano, Brescia, Catania, Cusano Milanino, Como, Ferrara, Foggia, La Spezia, Lecce, Messina, Modena, Parma, Rapallo, Reggio Emilia, Rimini, Siracusa, Trento, Treviso, Varese, Verona e Vicenza.


gennaio Il capitale sociale della SIPRA - Società Italiana Pubblicità per Azioni (già suddiviso tra l'IRI per il 70% e la RAI per il 30%) viene assunto interamente dalla RAI, in ottemperanza a quanto espressamente stabilito nell'art. 6 della Convenzione aggiuntiva Stato-RAI del 15 dicembre 1972.
20 marzo Hanno inizio trasmissioni sperimentali per i minorati dell'udito, a cadenza settimariale; in parte culturali e in parte informative, trattano anche i problemi dell'inserimento nella vita sociale.
29 marzo E' approvato il nuovo Codice postale e delle telecomunicazioni, nel quale sono raccolte, coordinate e ammodernate le disposizioni legislative in materia, approvate con R.D. 27.2.1936 n. 645 e le successive modificazioni ed integrazioni. In materia di radiodiffusioni l'art. 441 del nuovo Codice afferma che nulla è innovato nella legislazione vigente.
18 maggio E' stipulata una Convenzione tra il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI relativa alle trasmissioni radiotelevisive di integrazione scolastica e di educazione permanente.
29 luglio E' inaugurata la Sede di Campobasso.
18 novembre Una ristrutturazione delle trasmissioni in filodiffusione del IV e V canale prevede tra l'altro, su entrambi, un arco di diffusione ininterrotta di 16 ore e l'abolizione dei programmi in replica nella giornata.
2 dicembre L'orario di chiusura delle trasmissioni è anticipato, a seguito delle disposizioni governative intese a limitare i consumi energetici, rispettivamente alle 22.45 per la televisione ed alle 23 per la radio.
20 dicembre Un decreto legge prevede la proroga della concessione dei servizi radiotelevisivi alla RAI per il periodo 10 gennaio - 30 aprile 1974. (Decreto legge 20.12.1973, n. 796, convertito nella Legge 14.2.1974, n. 10).
gennaio-dicembre Il servizio di filodiffusione si estende alle città di Ancona, L'Aquila, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Catanzaro, Cosenza, Forlì, Lecco, Livorno, Mantova, Novara, Perugia, Pescara, Pisa, Prato, Ravenna, Reggio Calabria, Sassari e Siena.


30 aprile Un decreto Legge prevede l'ulteriore proroga della concessione alla RAI della gestione dei servizi di radioaudizione, televisione, telediffusione e radiofotografia circolari fino all'entrata in vigore della nuova disciplina organica dei servizi radiotelevisivi e comunque non oltre il 30 novembre 1974. (Decreto legge 30.4.1974, n. 113, convertito in Legge 27.6.1974, n. 245.
9 giugno L'orario di chiusura delle trasmissioni, in applicazione di nuove disposizioni governative, viene posticipato alle 23.15 per la televisione e alle 23.30 per la radio.
10 luglio Sentenze della Corte Costituzionale del 10.7.1974, n. 225 e n. 226. Con la prima è riaffermata la legittimità della riserva allo Stato dei servizi di televisione circolare a condizione che le trasmissioni offrano al pubblico «una gamma di servizi caratterizzata da obiettività e completezza di informazione» e che venga favorito e reso effettivo «il diritto di accesso nella misura massima consentita dai mezzi tecnici». Con la stessa sentenza vengono dichiarati legittimi l'installazione e l'esercizio di impianti idonei alla sola ricezione e diffusione di programmi televisivi esteri.
La seconda sentenza, n. 226, delibera la legittimità dell'esercizio privato dei servizi radiotelevisivi locali via cavo.
ottobre La RAI partecipa alla prima sessione, tenutasi a Ginevra, della Conferenza amministrativa regionale di radiodiffusione a onde chilometriche ed ettometriche avente lo scopo di apportare un miglioramento della ricezione nel campo delle trasmissioni ad onde lunghe e medie in Europa, Africa e Asia.
20 novembre Accordo fra la Regione Autonoma della Valle d'Aosta e la RAI per la realizzazione di due nuove reti televisive: una adibita alla diffusione del secondo programma televisivo francese e l'altra del programma televisivo della Svizzera Romanda.

30 novembre Un decreto legge detta nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva al fine di adeguare la legislazione ai principi indicati nelle sentenze della Corte Costituzionale n. 225 e n. 226 del 10.7.1974 (Decreto legge 30.11.1974, n. 603).
gennaio-dicembre Il servizio di filodiffusione si estende alle città di Agrigento, Alessandria, Arezzo, Busto Arsizio, Gallarate, Legnano, Lucca, Pesaro, Piacenza, Pistoia, Potenza, Sanremo e Viareggio.


22 gennaio Non essendo stato convertito in legge il precedente decreto del 30.11.1974 per la normativa delle radiodiffusioni in Italia, ne viene emanato uno nuovo (Decreto legge 22.1.1975, n. 3).
18 marzo Un decreto legge detta disposizioni urgenti in materia di servizi di telecomunicazioni (Decreto legge 18.3.1975, n. 51).
14 aprile E' promulgata la legge che detta «Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva» e segna l'inizio della riforma della RAI (Legge 14.4.1975, n. 103). La legge conferma la riserva allo Stato del servizio pubblico radiotelevisivo via etere, e la estende alle trasmissioni via filo, via cavo e attraverso qualsiasi altro mezzo, diffuse su scala nazionale. il monopolio pubblico viene ad essere qualificato dal «pluralismo». E controllo politico passa dal Governo al Parlamento, attraverso la Commissione per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
9 maggio L'Assemblea degli azionisti della RAI, in ottemperanza alla legge di riforma n. 103, modifica lo Statuto sociale deliberando, con effetto dal 1° dicembre 1974, il trasferimento della totale proprietà delle azioni in mano pubblica. Pertanto la partecipazione azionaria della RAI - prima divisa tra l'IRI (75,45%), la STET (22,90%), la SIAE (0,45%) ed altri azionisti (1,20%) - diventa per il 99,55% appartenente all'IRI e per lo 0,45% alla SIAE.
Inoltre l'art. 15 del nuovo Statuto modifica i criteri di nomina e di composizione del Consiglio di amministrazione. Il Consiglio è costituito di 16 membri: 6 eletti dall'assemblea dei soci e 10 dalla Commissione parlamentare. Di questi dieci membri, quattro sono eletti sulla base delle designazioni effettuate dai Consigli regionali.
14 maggio Rinnovata nella sua composizione e nei suoi poteri, si insedia la nuova Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
16 luglio E' approvato con decreto ministeriale P.T. il Regolamento di attuazione della legge 14 aprile 1975, n. 103. (D.M. 163.1975).
11 agosto Con la nuova Convenzione 11.8.1975 (D.P.R. 11.8.1975, n. 452) il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni concede alla RAI, per sei anni, il servizio pubblico di diffusione radiofonica e televisiva circolare in esclusiva e il servizio di radiofotografia circolare non in esclusiva.
6 ottobre La RAI partecipa alla II sessione tenutasi a Ginevra della Conferenza amministrativa regionale di radiodiffusione a onde chilometriche ed ettometriche che ha visto la partecipazione di delegati appartenenti a 101 paesi dell'Europa, Africa e Asia.
21 ottobre In attuazione dell'accordo del 20 novembre 1974 fra la Regione autonoma della Valle d'Aosta e la RAI, entrano in funzione un nuovo trasmettitore (Testa d'Arpy) e tre nuovi ripetitori (Saint Nicolas, Aosta, Saint Vincent) per la ritrasmissione dei programmi francesi in Valle d'Aosta.
gennaio-dicembre Il servizio di filodiffusione si estende alle città di Ascoli Piceno, Avellino, Benevento, Brindisi, Chieti, Cremona, Enna, Grosseto, Imperia, Macerata, Massa Carrara, Ragusa, Taranto, Teramo e Vercelli.


30 gennaio Costituzione delle nuove «strutture centrali» della RAI, a seguita della riforma: Reti, Testate, Diparfimento scolastico-educativo, Supporti. Alla ideazione e realizzazione dei programmi televisivi sono preposte 2 Reti (Raiuno e Raidue) mentre 2 Telegiornali (TG1 e TG2) assicurano l'informazione; alla ideazione e realizzazione dei programmi radiofonici risultano preposti 3 Reti e 3 Giornali Radio. A questi si affiancano le strutture radiotelevisive del Dipartimento trasmissioni scolastiche ed educative per adulti, della Direzione tribune e accesso. della Direzione servizi giornalistici e programmi per l'estero.
L'autonoma attività di trasmissione di Reti e Testate sarà avviata in primavera.
15 marzo Avvio operativo dei nuovi Telegiornali e Giornali Radio, riorganizzati a seguito della riforma.
17 luglio In colleganiento via satellite da Montreal, trasmissioni sperimentali a colori per la «Cerimonia d'apertura della XXI Olimpiade».
28 luglio La sentenza n. 202 della Corte Costituzionale limita il monopolio pubblico del servizio radiotelevisivo via etere, consentendo l'installazione e l'esercizio di impianti di diffusione non eccedente l'«ambito locale».
Esplode il fenomeno delle radio «libere»: erano 150 nel 1975 e saranno 2600 tre anni dopo. Commerciali, politiche o d'informazione: sono questi i tre modelli che caratterizzano le nuovi emittenti, quasi tutte a dimensione locale.
Nasce Rete 105 di Milano, la prima emittente privata nazionale: si collega con un sistema di ponti radio con tutto il paese. A Roma nasce Radio dimensione suono che in breve diventa il più importante nerwork della capitale e sarà destinato a divenire capofila della radiofonia commerciale. Come emittente di servizio inizia a trasmettere Radio Radicale.
dicembre Introduzione, sul piano sperimentale, di trasmissioni televisive regionali.


Fioriscono le radio «di movimento» (Radio Alice a Bologna, radio Città Futura a Roma, Radio Popolare a Milano - l'unica che avrà uno sviluppo professionalmente diverso legate alla realtà giovanili e universitarie.
1° febbraio Avvio ufficiale delle trasmissioni televisive a colori in Italia.
14 febbraio Dopo la fase sperimentale prendono il via, con il titolo «Spaziolibero», i programmi dell'accesso.
13 ottobre Il Consiglio di amministrazione della RAI approva un primo documento di attuazione della ristrutturazione, dedicato a Sedi, Centri e rapporti con le Reti nel quadro del decentramento. Nel dicembre successivo, saranno presi provvedimenti riguardanti la Terza rete TV.


7-22 giugno Continua la ristrutturazione aziendale: sono interessate le Reti televisive, le Testate e il Dipartimento scolastico-educativo. E' inoltre istituita la Testata per l'informazione regionale.
13 ottobre Comincia la fase sperimentale dei modelli produttivi della Terza rete TV.


30 maggio E' deliberato l'aumento del capitale sociale della RAI da 10 a 40 miliardi.
15 dicembre E' inaugurata la Terza rete TV, a diffusione sia nazionale sia regionale. Le trasmissioni raggiungono, inizialmente, tutti i capoluoghi di regione e il 45% della popolazione italiana.


26-27 settembre L'assetto organizzativo della RAI è completato con le Divisioni: Pianficazione, Affari correnti (che dall'aprile '87 diventerà Affari generali), Stampa e attività promozionali, Ricerche e studi.


21 luglio La Corte Costituzionale conferma, con la Sentenza n. 148, la validità della riserva allo Stato del servizio radiotelevisivo su scala nazionale e la limitazione all'arribito locale dell'iniziativa privata nell'attività di trasmissione radiotelevisiva.
10 agosto Nuova Convenzione con la quale il Ministero PT concede in esclusiva alla RAI, per sei anni, il servizio pubblico radiotelevisivo su scala nazionale e la sperimentazione della diffusione diretta dei programmi da satellite.


aprile-giugno Sperimentazioni simulate del nuovo servizio Televideo.
8 novembre Sono introdotti due canali stereofonici a rnodulazione di frequenza, «Raistereouno» e «Raistereodue», che trasmettono dalle 15.00 alle 24.00; ad essi si aggiunge, sulle tre reti unificate, «Raistereonotte» (ore 24.00-6.00), anch'esso impostato su musica e notizie.
28 novembre Si conclude un esperimento europeo di TV via satellite (una settimana di programmazione destinata ad un panel di utenti da parte di ciascun Paese partecipante). Per l'Italia la RAI ha partecipato nella settimana 19-25 luglio.


E' realizzato «Arlecchino», primo esperimento RAI di televisione ad alta definizione (HDTV).
3 ottobre E' anticipata dalle 12.30 alle 12.00 l'apertura delle trasmissioni televisive.


3 luglio E' costituita la società a responsabilità limitata Auditel, che ha per oggetto la rilevazione imparziale e oggettiva dell'ascolto televisivo in Italia e la diffusione sistematica dei dati. Fanno parte della società la RAI come emittenza pubblica, i networks e le televisioni locali come emittenza privata, gli utenti di pubblicità associati (UPA) e le associazioni uella agenzie di pubblicità, la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG).
4 settembre Televideo. Conclusa a luglio la prima fase sperimentale a campione chiuso di utenza, si inizia la fase «aperta all'utenza», caratterizzata dalla libera vendita al pubblico di apparecchi muniti di decodificatori.
9 ottobre Entra in funzione, a Roma, il Super Radio, modernissimo impianto tecnico di controllo centrale della diffusione radiofonica.
23 novembre La RAI, che ha partecipato attivamente all'apposita commissione di studi operante presso il Ministero PT, firma l'accordo con l'ESA Agenzia Spaziale Europea per l'uso in esclusiva di un canate sperimentale del satellite Olympus che verrà lanciato nei prossimi anni.
6 dicembre Decreto Legge 6.12.1984, n. 807 che, convertito con modificazioni nella Legge 4 febbraio 1985, n. 10, reca disposizioni urgenti in materia di trasmissioni radiotelevisive. Oltre a legittimare in via provvisoria (sino all'approvazione di una legge generale sul sistema radiotelevisivo) le trasmissioni nazionali dei networks privati, purché basate su programmi preregistrati, contiene disposizioni che riguardano, tra l'altro, nuovi criteri di nomina e attribuzioni del Consiglio di amministrazione e del Direttore generale RAI. In base alle nuove disposizioni, tutti e 16 i membri del Consiglio saranno eletti dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, mentre il Direttore generale sarà nominato dall'Azionista IRI.


Nasce la FRT la Federazione radio e televisioni, che raggruppa le emittenti radio e televisive private.
14 ottobre Raidue prolunga, nei giorni feriali, la fascia serale oltre le ore 24.00 con «Cinema di notte».
13 dicembre Presentazione della televisione con audio stereofonico su Raitre. Regolari trasmissioni sperimentali avranno inizio nel gennaio '86.


5 maggio Avvio sperimentale, su Televideo, delle sottotitolature per non udenti che interessano alcuni programmi.
7 dicembre Da oggi la rilevazione dell'ascolto televisivo è effettuata regolarmente dall'Auditel.
22 dicembre E' avviata su Raiuno la «TV del mattino» che apre alle 7.30 con un complesso di trasmissioni informative e di varia cultura, viste nell'ambito di una revisione dei piani di trasmissione e della esplorazione di nuove fasce di contatto con il pubblico.
L'Assemblea straordinaria degli Azionisti aggiorna lo Statuto sociale. Il capitale sociale è aumentato da 40 a 120 miliardi.



9 aprile E' avviato un riassetto organizzativo e produttivo dell'Azienda. Tra i provvedimenti: l'equiparazione del numero delle strutture di programmazione della Terza rete TV a quello delle altre due reti, la distinzione tra il TG3 nazionale e la nuova Testata per l'informazione regionale televisiva e radiofonica («Rairegione»), la costituzione della Divisione televideo (cui fa capo anche la Testata televideo). E' soppressa invece la Divisione Ricerche e studi: gli studi di mercato confluiscono nel Supporto commerciale e la ricerca e sperimentazione programmi passa nell'ambito di una Unità operativa per i nuovi servizi, alle dipendenze della Vice Direzione generale per i Nuovi servizi, le Relazioni esterne e gli Affari generali. Risultano inoltre rafforzate, con opportune strutture, le funzioni di coordinamento per la programmazione sia della televisione sia della radio.
luglio Si inizia, sul tratto autostradale Firenze-Bologna, la trasmissione sperimentale di un programma radiofonico MF «a isofrequenza», destinato tra l'altro ad agevolare gli automobilisti in viaggio. E' frutto di un accordo stipulato, all'inizio dell'anno, tra la RAI e la società Autostrade.
23 luglio E' costituita la Nuova ERI - Edizioni RAI Radiotelevisione Italiana S.p.a. (già ERI dal 15 settembre 1949).
E' costituita la Società per azioni Nuova Fonit Cetra (Fonit Spa nel 1927, Cetra Spa nel 1933, fusione in Fonit Cetra Spa realizzata nel 1957).
10 agosto Scade la Convenzione sessennale Stato-RAI che, in attesa del rinnovo, è sottoposta a successive proroghe.
29 agosto «Giulia e Giulia», primo lungometraggio al mondo ripreso con telecamere elettroniche ad alta definizione, prodotto dalla RAI nell'anno precedente, è presentato al Festival di Venezia fuori concorso.
26 ottobre Anche Raidue, a partire dalle 8.00 di questa data, propone una sua fascia mattutina di trasmissioni che apre con «Prima edizione».


12 gennaio Il Consiglio direttivo dell'Audiradio approva il testo definitivo del regolamento per le indagini sull'ascolto radiofonico. Tra i soci, oltre la RAI, sono la SIPRA, gli utenti di pubblicità associati (UPA), associazioni pubblicitarie, emittenti private e organizzazioni del settore. Obiettivo dell'Audiradio è l'effettuazione di indagini radiofoniche annuali (a livello nazionale e locale) che rispondano a requisiti di imparzialità, di obiettività e di validità statistica. Le prime indagini saranno presentate in ottobre.
1° febbraio I TG regionali sono da questa data trasmessi negli orari 14.00-14.30 e 19.30-19.45 su Raitre. I GR regionali vanno in onda, nelle regioni a Statuto ordinario, negli orari 7.20-7.30 su Radiouno e 12.10-12.30 su Radiodue. Alcune variazioni degli schemi di trasmissione interessano anche le regioni a Statuto speciale.
14 luglio Con sentenza n. 826 del 14 luglio 1988 la Corte Costituzionale si pronuncia sulle norme che regolano la materia della diffusione radiofonica e televisiva.
21 luglio Il Consiglio di amministrazione della RAI approva all'unanimità il documento «Politica del prodotto e piano editoriale».
1° agosto Con D.P.R. 1°.8.1988, n. 367 è approvata la nuova Convenzione tra il Ministero PT e la RAI per la concessione in esclusiva sull'intero territorio nazionale dei servizio pubblico di diffusione circolare di programmi sonori e televisivi via etere, via filo, via cavo, per mezzo di satelliti o con qualsiasi altro mezzo. La Convenzione ha la durata di sei anni ed è rinnovabile.


12 luglio Olympus I, satellite geostazionario per telecomunicazioni dell'ESA-Agenzia Spaziale Europea, è lanciato (ore 2,14 locali) con il vettore Ariane 3 dalla base di Kouru nella Guayana francese. Il satellite, costruito da un consorzio industriale (British Aerospace, Acrospace, Aeritalia, Selenia-Space, Fokker, Spar Acrospace), pesa 2.530 Kg e dovrebbe operare per 5 anni. Per Olympus sono previsti vari tipi di attività. Dei due canali a diffusione diretta uno è riservato alla RAI, che avvierà una sperimentazione articolata.
1° agosto Da oggi le competenze per le attività finora svolte dall'Ufficio di rappresentanza per l'America Latina di Montevideo vengono trasferite alla RAI Corporation.
3 settembre E' avviato, da parte dell'Auditel, il nuovo servizio per la rilevazione dell'ascolto degli spot televisivi trasmessi dalla RAI e dai principali networks. L'incrocio audience/spot, con «riallineamento» elettronico degli orari per le emittenti private, consente di valutare minuto per minuto l'andamento del mercato pubblicitario televisivo.
Dalla fine dell'anno diventa operante il servizio Isofrequenza che consente la ricezione da autoradio, lungo le autostrade e anche in galleria, senza cambiare frequenza. Brevettato dalla RAI, offre 24 ore su 24, nella frequenza 103,3 MHz, un programma speciale con musica, alcune edizioni dei GR, notiziari di «Onda verde», schede turistiche, messaggi urgenti a cura della Società Autostrade.


29 gennaio Sono avviate le trasmissioni sperimentali a diffusione diretta dal satellite Olympus 1 (RaiSat) mediante il canale gestito direttamente dall'Azienda. Sotto il profilo tecnico la sperimentazione riguarda fra l'altro la televisione con diversi standard (compresa l'alta definizione), la radiofonia di alta qualità, la diffusione di uno stesso programma tv con diverse colonne audio e quindi in più lingue (multiaudio), servizi di televideo (anche per sottotitoli utilizzati nel multilinguismo) e altri servizi telematici. La programmazione parte dal «segmento» televisivo, con una progressione che, dopo la fase di rodaggio, nel corso del primo anno arriverà a raggiungere le 15 ore al giorno. Il palinsesto comprende il genere «educational» (con programmi internazionali di formazione a distanza), sport , musica e tv «generalista».
29 marzo E' costituito lo Staff tecnico del Direttore generale.
giugno In collaborazione con RAI Corporation è avviata la fase sperimentale del progetto Raisatelradio per la distribuzione di programmi radiofonici negli Stati Uniti, in Canada e, successivamente, in Sud America.
5 giugno E' inaugurato a Roma il Centro tecnico di Grottarossa, inizialmente destinato (come IBC-International Broadcasting Centre) a rispondere con una complessa organizzazione tecnica e informativa alle esigenze di 220 radiotelevisioni estere durante i Mondiali di calcio in Italia.
8 giugno - 8 luglio Campionati mondiali di calcio in Italia. La RAI assicura la «copertura» dell'evento con un impegno che consente tra l'altro di produrre 2.247 «unilaterali» per 2,017 ore richieste dai singoli Paesi, 290 «unilaterali associate», per 48 ore, 52 «multilaterali» per 128 ore.
In occasione di Italia '90 la RAI realizza inoltre la prima sperimentazione, in anteprima mondiale, di trasmissione digitale punto-multipunto che, via satellite Olympus e collegamenti in fibra ottica, consente la ricezione delle partite riprese in alta definizione. In collaborazione con Eureka EU-95 è curata anche, contemporaneamente, la trasmissione in HDMAC.
20 giugno Sono istituite due nuove strutture alle dirette dipendenze del Direttore generale: il Supporto per la finanza e l'Ispettorato generale.
6 agosto E' promulgata la legge sulla «Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato» (Legge 6.8.1990, n. 223). A quindici anni dalla legge 14 aprile 1975, n. 103 (riforma della RAI) giunge così al termine l'iter legislativo che, attraverso un articolato dibattito nell'opinione pubblica e tra le forze politiche, ha inteso regolare un sistema divenuto nel frattempo misto. La nuova legge mette in moto un complesso di istituti, norme e procedure applicative.
8 agosto E' istituita la Testata giornalistica sportiva, in sostituzione della Struttura unitaria per i servizi sportivi. Il direttore della Segreteria del Consiglio di amministrazione viene inquadrato a livello di Vice Direttore generale.
E' sottoscritta la «Carta dei diritti e dei doveri del giornalista radiotelevisivo del servizio pubblico», in sintonia con il contratto nazionale di lavoro giornalistico e con il contratto integrativo aziendale.
5 dicembre E' istituito il Marketing strategico, in cui confluisce l'attività della struttura Marketing già inquadrata nel Supporto commerciale, che viene soppressa. Insieme con il Centro elettronico aziendale, già inquadrato nel Supporto amministrativo, viene posto alle dipendenze gerarchiche del Direttore generale e funzionali del Vice Direttore generale per i piani delle attività aziendali.


20 febbraio Vengono divise le competenze e le direzioni della Divisione Televideo e della Testata Televideo.
31 marzo Sono adottate le nuove linee editoriali ed i nuovi palinsesti delle tre reti radiofoniche, in attuazione del progetto «Un piano per la radio» approvato il 28 novembre 1990 dal Consiglio di amministrazione. Tra le novità una modifica dell'offerta in modulazione di frequenza che si articolerà in StereoRai dalle 13.20 alle 24.00 e nelle ore notturne, RadioverdeRai dalle 12.50 alle 24.00.
6-11 aprile Prima edizione di «Umbriafiction tv», mostra concorso internazionale d'iniziativa RAI che vede la partecipazione di programmi prodotti da organismi televisivi pubblici e privati.
giugno A seguito del citato «piano per la radio», alcuni provvedimenti riguardano il Centro di produzione Radio di Roma, posto alle dirette dipendenze del Direttore generale tramite il coordinamento del Vice Direttore generale per la Radiofonia. Il quadro organizzativo unificato rimane così articolato: un Coordinamento radiofonico, un Supporto gestionale Reti, un Supporto gestionale Testate e un Comitato dei Direttori di Reti e Testate.
24 luglio E' costituito un Supporto unificato Testate TV.
8 agosto In attuazione della Legge 9 aprile 1990 n. 99 è costituita la società RTVRSM - Radiotelevisione della Repubblica di San Marino (partecipazione RAI 50%). La società ha per oggetto l'esercizio della concessione per la diffusione radiofonica e televisiva nella Repubblica di San Marino.


In Valle d'Aosta viene avviata sperimentalmente una rete di diffusione radiofonica digitale terrestre (DAB-T).


Durante la "Mostra del Cinema" di Venezia viene sperimentata per la prima volta in Italia la tecnologia MVDS a 40 GHz (Multimedia Video Distribution System) per la diffusione di segnali televisivi. Viene inaugurato l'impianto di Roma via Teulada per l'up-link digitale dei programmi RAI (DVB-S) verso il satellite di diffusione Hot Bird 2.


Iniziano le trasmissioni digitali dall'up-link di Roma via Teulada dei canali tematici satellitari RAI. In Alto Adige viene avviato un servizio di diffusione radiofonica digitale terrestre (DAB-T).


Viene realizzato a Roma un sistema bidirezionale MWS a 40 GHz (Multimedia Wireless System) per sperimentare un servizio di teledidattica multimediale. Vengono realizzate trasmissioni sperimentali verso il satellite Hot Bird 4 per l'utilizzo della tecnologia Skyplex.


Creazione all'interno di RAI di una "business unit" denominata Divisione Trasmissione e Diffusione (DTD). RAI crea la società "NewCo TD" che successivamente assumerà la denominazione RaiWay S.p.A. Iniziano le trasmissioni sperimentali di televisione digitale terrestre (DVB-T) dalla stazione di Roma M. Mario.


RAI conferisce a RaiWay gli asset tecnici e il personale della DTD. Il 1° marzo 2000 RaiWay inizia ad essere pienamente operativa.








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