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L'età augustea

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L'età augustea

Il passaggio dalla repubblica al principato: il passaggio è una fase cruciale. Da quel momento fino alla fine dell'impero romano d'Occidente(476 d.C.) e oltre,non vi fu evento k non fosse influenzato dalla figura del principe. Le ragioni storiche di qst passaggio erano implicite nell'insufficienza del governo della nobiltà senatoria. Come inizio il 43,l'anno successivo alla congiura k portò all'uccisione d Cesare. Paura della nuova guerra civile k si profilava tra Ottaviano e Antonio,incertezza del domani,bisogno d pacificazione costituirono il presupposto per il passaggio all'età nuova dell'impero. S trattava d paure giustificate xkè da un 636f56g a parte c'era il disorientamento della classe senatoria dall'altra la virulenza d uomini decisi ad appropriarsi dello stato. Dopo la morte d Cesare Antonio rimase arbitro della situazione adottando una politica vessatoria nei confronti del senato k rispose con la figura d Augusto. Quando Antonio nel 43 decise d assediare Decimo Bruto k s rifiutava d cedere la Gallia,il senato gli inviò contro i due consoli e Ottaviano. Battuto Antonio,Ottaviano con una marcia su Roma riuscì a ottenere dal senato il consolato. Alla fine del 43 Ottaviano e Antonio,insieme con Lepido,stipularono i secondo triumvirato,assumendo il potere. Il senato lo dovette ratificare con un plebiscito a cui venne affidato il compito d sconfiggere i cesaricidi. Si posero le premesse per un ritorno alle liste di proscrizione e per lo scontro di Filippi,in Macedonia,dove nel 42 l'esercito triumvirale liquidò Bruto e Cassio,uccisori d Cesare. Dopo la vittoria emerse il problema della convivenza tra Ottaviano e Antonio. S procedette alla spartizione dell'impero: Ottaviano ottenne l'Italia e la Spagna,Antonio le province orientali. Antonio commise l'errore di allontanarsi da Roma,Ottaviano potè quindi procedere nella ridistribuzione di terre ai veterani. I disaccordi indussero il partito di Antonio e ne seguì la guerra di Perugina,dove Ottaviano concluse con un saccheggio le operazioni. Con l'accordo di Brindisi del 40 Antonio e Ottaviano riconfermarono il triumvirato e la spartizione del potere. Intanto il prestigio di Antonio si stava indebolendo per gli insuccessi contro i parti e l'organizzazione nelle province d'Oriente. Ottaviano ebbe buon gioco nel prospettare la propria contrapposizione ad Antonio come uno scontro tra Occidente e Oriente. Il risultato fu la mobilitazione delle città k con un giuramento diedero mandato a Ottaviano di muovere guerra a Cleopatra e ad Antonio,dichiarato hostis publicus. Nel 31 lo scontro ad Azio nell'Epiro vide la vittoria di Augusto e la fuga di Cleopatra e Antonio ad Alessandria.



La riorganizzazione dell'impero: tutta l'Italia sta a indicare i ceti medi italici,cioè quelle componenti sociali k da sempre erano rimaste escluse dalla vita politica:aristocrazie municipali,dai medi e piccoli proprietari terrieri,dai commercianti. L'istanza della pacificazione coinvolse tutti i ceti. Ottaviano aveva volto le sue cure a mediare le esigenze delle varie forze sociali. Alla nobiltà e ai cavalieri egli assicurò i privilegi nella dirigenza dello stato e la tranquillità dei commerci e delle carriere burocratiche;le classi medie ottennero dalla pace una difesa dei loro modesti redditi;l'esercito assicurò al proletariato militare una concreta promozione sociale;la plebe urbana ottenne pane e spettacoli del circo donati dall'imperatore per ottenere il consenso popolare; i provinciali continuarono a pagare tributi ma trovarono un garante dei loro diritti. Ottaviano riuscì a travestire la realtà monarchica di un'ambigua immagine legalitaria sfruttando il mito della res publica restituta,ossia proponendosi come colui k,con la fine delle guerre civili,aveva riaffermato i valori costitutivi della repubblica. Ottaviano affrontò il problema costituzionale per tappe successive. Nel 29 egli erano stati conferiti il titolo di imperator,di princeps senatus. Tuttavia il suo potere era di fatto illimitato ma non legalizzato. Nel 27 dichiarò di deporre privilegi e poteri straordinari:un'abile mossa presentata come la volontà di ripristinare l'antica repubblica. Venne promosso il mos maiorum con un ritorno ai sani valori della tradizione italica.

La nuova figura dell'intellettuale: la classe senatoria non poteva mostrare grande entusiasmo per i progetti di Augusto. Per qst si profilò l'opportunità di orientare l'opinione pubblica facendo leva sulla produzione letteraria. La collaborazione degli intellettuali fu fondamentale per legittimare la figura del principe. A recuperare i migliori ingegni provvide Mecenate k fu un sapiente tessitore di relazioni k riuscì a raccogliere intorno a sé l'èlite intellettuale. Il richiamo del circolo di Mecenate dipendeva proprio dalla nuova identità professionale assunta dalla letteratura,k usciva dalle secche della segregazione sociale per divenire proposta di idee e di valori per la comunità. Facendosi interprete di una visione della vita e di un progetto morale,il poeta assumeva un compito vicino a quello della dirigenza politica e con essa collaborava nell'organizzazione del consenso. Il circolo di Mecenate costituiva un supporto all'ideologia augustea. All'interno del gruppo vigevano rapporti di fraterna amicizia. Questo atteggiamento di Augusto verso i letterati della prima generazione augustea è dimostrato anche dalla tolleranza verso circoli diversi da quello di Mecenate e con diverso orientamento. L'impegno civile dei letterati comportò il superamento della poetica neoterica e costituì il presupposto della grande fioritura del classicismo. L'equilibrio classico dell'arte augustea si manifesta nell'incontro tra la limpidezza delle scelte formali e l'intensità dei contenuti. Ma alle spalle di questo c'è il senso di ricomposizione culturale k accompagnò il consolidamento istituzionale avvenuto dopo Azio.



La crisi delle idealità e la fine del mecenatismo: la forma repubblicana copriva una situazione complessa,segnata dalle tensioni tipiche dei periodi di transizione. Nel 22 una crisi annonaria e la turbolenza dei senatori in gara per le elezioni consolari avevano indotto la plebe romana a offrire ad Augusto la dittatura,k egli aveva rifiutato;dopo k nel 21 e nel 19 erano scoppiati altri disordini,Augusto nel 18 li aveva nominati personalmente. I risanamento morale era stato accolto senza entusiasmo dalla classesenatoria. La pax romana imponeva ai dominatori di risparmiare chi si arrendesse. Il fronte orientale fu chiuso con un compromesso ottenendo dai parti la restituzione ufficiale delle insegne k erano state sottratte a Crasso. A Occidente Augusto mirava la progetto europeo di spostare il confine dell'impero lungo la linea Elba-Danubio,me nel 9 d.C. una rivolta di germani provocò la disfatta nella selva di Teutoburgo,rinuncia di Roma alla conquista della Germania. Questi eventi sfociarono in una letteratura di opposizione k fu fortemente osteggiata dal principe.







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