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Gruppo sociale fondamentale

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Gruppo sociale fondamentale, presente in ogni società storicamente conosciuta. La struttura e le funzioni della famiglia variano nel tempo e da una società all'altra; in base alla sua struttura la famiglia può essere "nucleare" (composta cioè da marito e moglie con o senza figli), "estesa" (che comprende anche altri parenti), "multipla" (composta da due o più unità familiari), "senza struttura" (composta da individui che non hanno rapporti coniugali, quali ad esempio due amici o due fratelli). La moderna famiglia occidentale deriva in larga misura dall'antica famiglia ebraica, patriarcale e legata da severi precetti religiosi. Soltanto con la riforma protestante questa concezione meramente religiosa dei legami familiari fu in parte sostituita da una visione più civile e laica, che sarebbe diventata tipica dell 919h71j e società contemporanee. Attualmente, infatti, nella maggior parte dei paesi le relazioni familiari sono definite sul piano civile e non su quello religioso.

Molte delle funzioni un tempo delegate alla famiglia sono oggi svolte da istituzioni specializzate, come la produzione economica, l'istruzione, l'insegnamento dei precetti religiosi, lo svago. Dopo la rivoluzione industriale, ma ancor più dopo la prima guerra mondiale, sono intervenuti, nella società in generale e quindi anche nella struttura e nelle funzioni della famiglia, importanti mutamenti. In buona parte essi sono legati alla diversa definizione dei ruoli sociali delle donne. In primo luogo, nelle società occidentali contemporanee le donne sono inserite, anche se spesso con diritti inferiori a quelli degli uomini, nel mercato del lavoro. Un altro importante cambiamento è relativo al declino della famiglia estesa, legato da una parte agli effetti dei movimenti migratori e dell'urbanizzazione e dall'altra al progressivo affermarsi dei sistemi di previdenza sociale, ai quali oggi gli individui, nel momento del bisogno, possono rivolgersi per trarne quel sostegno precedentemente assicurato dalle famiglie..



Altri fenomeni sociali e di costume hanno contribuito a modificare la famiglia nelle società occidentali, tra cui il divorzio, sensibilmente aumentato in tutti i paesi.

In diritto, il termine famiglia indica quel rapporto tra due o più persone che trova origine nel matrimonio; il diritto di famiglia è l'insieme di tutte le norme che disciplinano la vita della famiglia, le relazioni tra marito e moglie e quelle fra genitori e figli. In diritto il termine indica l'atto solenne con il quale due persone (un uomo e una donna) diventano marito e moglie, promettendosi reciprocamente di vivere insieme per tutta la vita, di rimanere fedeli l'uno all'altra e di aiutarsi in caso di difficoltà.

Matrimonio (religioso e civile): istituzione base della famiglia intesa in senso classico. La famiglia può essere formata anche da una coppia non sposata.

In diritto il termine indica l'atto solenne con il quale due persone (un uomo e una donna) diventano marito e moglie, promettendosi reciprocamente di vivere insieme per tutta la vita, di rimanere fedeli l'uno all'altra e di aiutarsi in caso di difficoltà.

Significato di matrimonio e famiglia negli ultimi decenni: cambiato per :

differente ruolo della moglie:da casalinga pura ( casa famiglia figli) a donna che lavora ( conquiste sociali)

differente ruolo del marito: da lavoratore puro unico sostegno a inserito nell'ambito famigliare (casa, figli)

conseguente modifica del rapporto padre figli ( presenza più costante nel nucleo) con verosimile vantaggio per i figli.

divorzio 1975. Matrimonio meno sacro e meno stabile a tutti i costi. Difetto? meglio trascinare a forza una situazione insostenibile o rifarsi una vita? Il disagio iniziale dei figli può trasformarsi in un beneficio in seguito? ( rapporti più sereni , meno liti , meno tensioni).

La famiglia ieri: struttura gerarchica molto rigida molto stabile ma con rapporto tra genitori e figli (specie padre) spesso difficile.

La famiglia oggi: istituzione più aperta più democratica e forse per questo meno stabile ma con rapporti più intensi tra i vari componenti .

In conclusione : il matrimonio resta alla base della famiglia anche se essa oggi è più elastica e democratica di un tempo.

Il matrimonio non è però indispensabile per formare famiglie stabili. Sono in aumento le coppie non sposate o addirittura le famiglie omosessuali.

Non tutte le società hanno disciplinato allo stesso modo la vita in famiglia. Nel diritto romano ad esempio la familia comprendeva tutte le persone che erano sottomesse al potere di uno stesso capofamiglia (pater familias). Il vincolo di sangue non era infatti determinante e, accanto alla moglie e ai figli, facevano parte della famiglia anche gli schiavi. Il pater familias aveva potere assoluto di vita e di morte su tutti i membri della famiglia ed era l'unico amministratore del patrimonio. Con l'avvento del cristianesimo l'idea di famiglia cambiò profondamente. Il matrimonio, al quale venne attribuito un elevato valore etico, fu dichiarato indissolubile; accettato solo nella sua forma monogamica, esso aveva tra i principali scopi quello della procreazione.



Il diritto di famiglia attualmente vigente in Italia è il risultato di alcune innovazioni decisive degli anni Settanta. La prima è stata l'introduzione del divorzio (1970) che, nei casi espressamente previsti dalla legge, consente a marito e moglie di sciogliere il vincolo matrimoniale e di crearsi una nuova famiglia; la seconda è la riforma del diritto di famiglia del 1975 ispirata al principio della parità di diritti e di doveri tra moglie e marito, contenuto nella nostra Costituzione. Per quanto riguarda le relazioni tra marito e moglie, sancisce il dovere di essere fedeli, di assistersi, di collaborare e di abitare nella stessa casa. La riforma ha inoltre introdotto la parità di trattamento dei figli nati da genitori sposati e dei figli nati fuori dal matrimonio, cioè nati da genitori non sposati.

Quanto alle relazioni tra genitori e figli, fino al compimento dei diciotto anni il giovane è affidato ai genitori che hanno il dovere di occuparsi di lui provvedendo tra l'altro alla sua educazione e istruzione. La potestà dei genitori comprende il dovere e il potere di amministrare il patrimonio del minore ed è esercitata da entrambi i genitori di comune accordo; il minore gode tuttavia di tutti i diritti della persona e dei beni economici che possiede. Proprio perché suscettibile di variazioni nel tempo e nelle diverse culture, la famiglia assume forme molteplici. Negli ultimi decenni vi sono state delle ulteriori e profonde modificazioni nella società e nelle strutture familiari, e hanno fatto la loro comparsa altri tipi di famiglia, tra cui ad esempio la famiglia omosessuale (alla quale diversi stati europei hanno di fatto già esteso alcuni dei diritti precedentemente riconosciuti solo alle coppie eterosessuali). Tuttavia, anche se in via di ridefinizione e per molti aspetti in crisi, la famiglia resta un'istituzione fondamentale della società. Nel XIX e nel XX secolo si sono diffuse altre forme di unione, come le convivenze eterosessuali o le famiglie omosessuali (sposate o conviventi). In tempi recenti, alcuni di questi tipi di rapporto hanno ottenuto anche un riconoscimento formale con l'attribuzione di posizioni giuridiche per diritti e doveri assimilabili a quelle matrimoniali. La convivenza, ad esempio, ossia il rapporto tra due persone che vivono insieme da tempo senza essere sposate, è stata legalmente riconosciuta in molti paesi, fra cui Svezia e Inghilterra. In Olanda, anche le coppie omosessuali hanno ottenuto un riconoscimento legale e hanno il diritto di adottare figli.

Dagli anni Sessanta, con l'aumento del tasso di divorzio si è poi diffuso il fenomeno delle "seconde nozze". Più marcato negli Stati Uniti d'America e in Gran Bretagna, dove secondo i censimenti si risposano tre donne divorziate su quattro e cinque uomini divorziati su sei, il fenomeno in Italia è meno esteso e si concentra soprattutto nei centri urbani delle regioni settentrionali: ricerche sociologiche condotte alla fine degli anni Ottanta, hanno documentato che si risposano il 26% delle donne e il 50% degli uomini divorziati.







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