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CUBA - Territorio, Flora e Fauna, Problemi e tutela dell'ambiente

geografia


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CUBA


Introduzione

Cuba, stato insulare situato a sud della Florida (Stati Uniti d'America) e a est della penisola dello Yucatán (Messico). È l'isola più vasta delle Grandi Antille, tra l'oceano Atlantico e il mar dei Caraibi. Lo stato comprende l'isola principale e altre isole minori: la superficie complessiva è di 114.525 km² e l'estensione costiera è di 3.740 km; L'Avana, oltre a essere la capitale, è la maggiore 141e46b città del paese.



Territorio

Cuba ha un'estensione di circa 1225 km e di circa 80 km da nord a sud. Il territorio presenta rilievi isolati e catene collinari, interrotti da ampie pianure il cui terreno è molto fertile. Le catene principali sono la Sierra de los Organos a ovest, la Sierra di Trinidad nella parte centrale del paese (entrambe non superiori ai 1000 m di altezza) e la Sierra Maestra a sud-est, questa catena è la più importante per altitudine e dimensioni e comprende il Pico Turquino (2.005 m), la vetta più elevata del paese.




Tra i fiumi, di corso breve e non navigabili, il più importante è il Cauto, che attraversa la sezione sudorientale dell'isola. La costa bassa e sabbiosa, che ha un'estensione di circa 3.740 km, presenta numerosi golfi, baie e un gran numero di porti; tra questi il più importanti è quello dell'Avana.

Clima

Il clima è tropicale, con temperature minime annuali di 25 °C. La media annuale delle precipitazioni, che per il 60% cadono nella stagione umida è di circa 1.320 mm. L'isola è situata in una regione occasionalmente colpita, nei mesi di agosto, settembre e ottobre, da violenti uragani.

‌Flora e Fauna

Nel paese cresce una vegetazione di tipo tropicale estremamente eterogenea; ampie zone della parte orientale dell'isola sono coperte da foreste, costituite perlopiù da palme, mogani, ebani e cedri. Sono inoltre presenti estese pinete e ampie zone di savana.

L'hutia, o topo della canna, e il solenodonte, un raro insettivoro, sono gli unici due mammiferi ritenuti indigeni; sono inoltre presenti numerose specie di uccelli, tra cui l'avvoltoio, il fringuello, il gabbiano e il colibrì, oltre al pipistrello e pochi rettili, tra cui la tartaruga, il caimano e una specie di boa che può raggiungere una lunghezza di circa 4 m. Nelle acque cubane vivono oltre 700 specie di pesci e crostacei, tra i quali il granchio, lo squalo, il tonno.

‌Problemi e tutela dell'ambiente

Sebbene Cuba fosse un tempo quasi interamente boscosa, alla fine degli anni Cinquanta soltanto il 14% del paese rimaneva coperto di foreste. In seguito all'avvio di un intenso rimboschimento, tuttora in corso, questa cifra è salita al 21,4%.

La deforestazione e l'agricoltura intensiva contribuiscono all'erosione del suolo, altro problema ambientale che Cuba si trova a dover affrontare.

‌Popolazione

La popolazione, che per il 75% (2000) vive nelle aree urbane, è in prevalenza autoctona e composta principalmente da tre gruppi: il 70% è costituito da bianchi discendenti in gran parte dagli spagnoli; il 17,3% da mulatti; il 12,4% è di razza nera. Il paese ha una popolazione di 11.224.321 abitanti (2002), con una densità media di 98 unità per km². La religione cattolica, professata nel 1957 dal 70% della popolazione, è oggi seguita solo dal 33%, mentre i protestanti sono il 3,3%. Circa il 50% dei cubani si professa ateo. Lo spagnolo è la lingua ufficiale.

‌Istruzione e Cultura

La scuola è obbligatoria e gratuita dai 6 ai 12 anni e il tasso di alfabetizzazione è molto elevato.L'università più importante del paese è l'Università dell'Avana; la capitale è inoltre sede delle principali istituzioni culturali cubane, come la Biblioteca nazionale , il Museo nazionale, il Museo coloniale. La cultura cubana unisce la tradizione spagnola e quella africana. La fusione della chitarra spagnola e delle percussioni africane dà alla musica cubana il carattere inconfondibile della rumba e del son. Parte della musica folcloristica, come il punto, lo zapateo e il guajira, ha subito la forte influenza della musica europea.

‌Divisioni amministrative e città principali

Dal punto di vista amministrativo Cuba è suddivisa in 14 province. L'Avana è la capitale, oltre che la città e il porto più importante del paese; Marianao e Varadero sono località balneari.

‌Economia

Il governo rivoluzionario, a partire dal 1959, nazionalizzò circa il 90% delle industrie e circa il 70% delle aziende agricole. In precedenza circa il 16% delle terre era di proprietà privata, il rimanente apparteneva a grandi multinazionali americane. Fino al crollo del blocco sovietico l'economia cubana usufruì di consistenti crediti e sussidi da parte dell'URSS; all'embargo commerciale americano, imposto nel 1960 e successivamente rafforzato nel 1992, si aggiunse quindi la perdita del principale partner commerciale cubano. La grave crisi economica dell'inizio degli anni Novanta portò, nel 1993, il líder máximo Fidel Castro a firmare un decreto che permetteva l'apertura di libere imprese in diversi settori.

Agricoltura e Allevamento

La canna da zucchero, di cui il paese è uno dei principali produttori mondiali, è la coltivazione prevalente . Produzione altrettanto rilevante  è quella del tabacco, gran parte del raccolto viene lavorato all'Avana per la produzione di sigari. Altri prodotti degni di nota sono caffè, agrumi, ananas, riso, cacao, fagioli, banane, mais, cotone, patate, pomodori .Rilevante è inoltre l'allevamento di bovini, suini, equini, ovini, caprini e pollame.

Risorse Forestali e Pesca

Negli anni tra il 1945 e il 1960 l'abbattimento indiscriminato degli alberi aveva considerevolmente ridotto le aree forestali su tutto il territorio dell'isola. Intorno alla metà degli anni Sessanta il governo avviò un programma di rimboschimento che riportò il manto forestale a coprire il 21,4% .

Il governo ha incentivato lo sviluppo della pesca d'altomare ottenendo, alla fine degli anni Ottanta, un considerevole aumento del pescato annuo.

Risorse Energetiche e Minerarie

L'isola dispone di rilevanti risorse minerarie, tra cui si segnalano giacimenti di nichel (di cui il paese è uno dei principali produttori al mondo), cromo, rame, ferro e depositi di manganese, e in misura minore di zolfo,  petrolio, sale.



Industria

All'inizio degli anni Settanta, il paese ha varato un programma di automazione per l'industria saccarifera e, nello stesso periodo, sono state riorganizzate anche l'industria lattiero-casearia e l'allevamento. Di rilievo sono l'industria tessile (tessuti e filati di cotone) e dell'abbigliamento, quella alimentare, la manifattura del tabacco e la raffinazione del petrolio; discreta è inoltre la produzione di cemento, acciaio, derivati della gomma, carta, birra. L'energia elettrica nel paese è generata perlopiù da stabilimenti termici alimentati a petrolio, a carbone e con rifiuti della canna da zucchero.

‌Moneta

L'unità monetaria è il peso cubano. 

‌Trasporti e vie di comunicazione

Cuba dispone di circa 60.858 km di strade. Il sistema ferroviario nazionalizzato opera su una rete di 4.667 km . Nei tardi anni Settanta Cuba potenziò la propria flotta mercantile grazie alle forniture sovietiche e spagnole. La Empresa Cubana de Aviación, la linea aerea nazionale, assicura voli sia nazionali sia internazionali.

‌Ordinamento dello Stato

Conquistata l'ìndipendenza nel 1902 in seguito alla guerra ispano-americana, Cuba fu poi sottoposta all'egemonia statunitense. Nel 1959, abbattuta la dittatura di Fulgencio Batista, nel paese venne insediato un regime di tipo socialista. La Costituzione definisce il paese uno stato socialista ,nel quale tutti i poteri appartengono alla classe lavoratrice. Il Partito comunista  è il solo partito politico legale.


‌Storia Cubana

Nel corso del suo primo viaggio, il 28 ottobre 1492, Cristoforo Colombo approdò sull'isola che, in onore della figlia di Ferdinando V e di Isabella I di Spagna, chiamò Juana (primo di una serie di nomi in seguito attribuiti all'isola). Il nome Cuba deriva dall'originario nome aborigeno Cubanascnan.


Regime di Batista

Nel marzo del 1952 l'ex presidente Batista, con il sostegno dell'esercito, prese il potere, sospese la Costituzione, sciolse il Parlamento e istituì un governo provvisorio promettendo, per l'anno successivo, lo svolgimento di nuove elezioni.

Il 26 luglio 1953 una rivolta guidata dal giovane avvocato Fidel Castro a Santiago di Cuba venne duramente repressa e lo stesso Castro fu costretto a rifugiarsi in Messico.  Batista fu eletto alla presidenza del paese.


Vittoria di Castro

Il 2 dicembre 1956 Castro sbarcò a Cuba con un gruppo di rivoluzionari, tra i quali l'argentino Ernesto Guevara. Rifugiatosi sulle montagne della Sierra Maestra, Castro organizzò il Movimento guerrigliero 26 luglio Castro scatenò l'offensiva che il 1° gennaio 1959 costrinse Batista a lasciare il paese. Fu allora istituito un governo provvisorio guidato da Manuel Urrutia, in cui Castro ricoprì la carica di primo ministro.


Il conflitto con gli Stati Uniti

A tali misure Washington rispose con l'embargo commerciale che comportò la definitiva rottura delle relazioni diplomatiche (1961). Il 17 aprile dello stesso anno esuli anticastristi, sostenuti dagli Stati Uniti, sbarcarono nella regione meridionale dell'isola, in quello che fu denominato lo sbarco della baia dei Porci. L'installazione di basi missilistiche nell'isola, resa possibile dalle forniture sovietiche, incrinò ulteriormente le relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Il presidente americano John  Kennedy annunciò allora il blocco militare dell'isola al fine di non consentire l'ingresso di nuove armi. Nelle negoziazioni dei giorni successivi, in cui la guerra nucleare sembrava imminente, il premier sovietico Nikita Kruscev accettò di smantellare le basi missilistiche sull'isola (28 ottobre 1962); tuttavia, per il resto degli anni Sessanta le relazioni tra USA e Cuba rimasero ostili. Attraverso la mediazione delle Nazioni Unite, Cuba tentò inutilmente di ottenere il ritiro degli statunitensi dalla base navale nella baia di Guantánamo.


Il periodo di isolamento

La politica di Castro portò Cuba in una situazione di isolamento rispetto a molti dei paesi dell'America latina; lo stato fu espulso dall'OSA (Organizzazione degli stati americani) nel 1962 . Nello stesso tempo Cuba continuava a dipendere sostanzialmente dall'aiuto economico dell'URSS e dai paesi del blocco sovietico. Nel 1972 Cuba firmò numerosi accordi con l'Unione Sovietica che prevedevano aiuti finanziari, commerciali e soprattutto la dilazione del pagamento del debito estero, divenendo inoltre membro del Consiglio di mutua assistenza economica (COMECON). Castro capo di stato e di governo.


Mar dei Caraibi Cuba, Giamaica, Bahama, Piccole e Grandi Antille.

Vasto settore dell'oceano Atlantico, delimitato a nord e a est dall'arcipelago delle Grandi e Piccole Antille, a sud dall'America meridionale e dall'istmo di Panamá e a ovest dall'America centrale. È largo circa 2.400 km da est a ovest e 1.400 km da nord a sud; ha una superficie complessiva di 2.718.000 km².

All'estremità nordoccidentale il mare è collegato al golfo del Messico tramite il canale dello Yucatán, un passaggio largo circa 190 km tra Cuba e la penisola dello Yucatán. Il mar dei Caraibi ha mediamente una profondità superiore ai 1800 m, con numerosi punti che superano i 3660 m; raggiunge un massimo di 7.686 m nella fossa delle Cayman, tra la Giamaica e le isole Cayman.




L'agevole navigazione rende il mare dei Caraibi la principale rotta commerciale per le nazioni dell'America latina. Il clima mite, semitropicale, le celebri acque trasparenti e i fondali corallini hanno favorito il turismo, soprattutto sulle isole caraibiche. Frequenti, soprattutto nei mesi estivi, sono gli uragani, spesso assai violenti e distruttivi.





Hemingway, Ernest


Hemingway, Ernest (Oak Park, Illinois 1899 - Ketchum, Idaho 1961), scrittore statunitense. Compiuti gli studi, iniziò a lavorare come cronista , ma sul finire della prima guerra mondiale lasciò l'incarico per partire come volontario per il fronte italiano, dove fu gravemente ferito. Dopo la guerra, si trasferì a Parigi; qui conobbe Ezra Pound e Gertrude Stein, che lo incoraggiarono a scrivere, e si legò d'amicizia con Francis Scott Fitzgerald. A partire dal 1927 trascorse lunghi periodi in Florida, in Spagna e in Africa. Fu corrispondente durante la guerra civile spagnola e, per conto dell'esercito degli Stati Uniti, durante il secondo conflitto mondiale. Alla fine della guerra andò a vivere a Cuba, vicino all'Avana, e intorno al 1958 si trasferì a Ketchum, dove nel 1961 si tolse la vita.

‌ I primi romanzi

Nelle prime opere, Hemingway descrisse due classi di individui: uomini che, privati di ogni fede nei valori morali dalle vicende spietate della guerra, conducono un'esistenza cinica, attenti soltanto a soddisfare le proprie istanze emotive; oppure persone dal carattere semplice e dalle emozioni elementari, che come i pugili e i toreri sanno battersi coraggiosamente contro l'avversario e le circostanze della vita, pur nella consapevolezza dell'inutilità della lotta.

‌Sul finire degli anni Trenta l'interesse di Hemingway si spostò dal tema della sconfitta e della resa agli eventi verso i problemi sociali. Il romanzo Avere e non avere (1937), pubblicato insieme ai Quarantanove racconti (1938), esprimono una violenta condanna delle ingiustizie economiche e sociali.‌

Nel 1954 fu insignito del premio Nobel per la letteratura. Sono tuttora inedite circa tremila pagine manoscritte.


Cha-cha-cha

Ritmo, danza popolare e musica di origine cubana. Diffusosi inizialmente in Messico, ottenne una grande popolarità estendendosi successivamente in America latina e negli Stati Uniti. Il periodo di maggior fortuna del cha-cha-cha va nei primi anni Cinquanta agli anni Settanta. È un ballo festoso, le cui canzoni hanno testi picareschi. Il nome "cha-cha-cha" suggerisce i tre passi consecutivi che si eseguono per accentuare il ritmo della melodia. Viene normalmente eseguito con flauti, violino e percussione, o da un'orchestra tradizionale.


Guerra Fredda

Conflitto che a partire dalla seconda metà del 1945 vide come protagonisti gli Stati Uniti d'America e l'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, paesi usciti dalla seconda guerra mondiale come le due uniche superpotenze.

Senza mai sfociare in uno scontro effettivo combattuto con le armi, grazie al potere deterrente del vastissimo arsenale nucleare posseduto da entrambe le nazioni contrapposte, il conflitto si risolse in uno stato di continua tensione politico-economica e diplomatica tra gli stati che costituivano i blocchi formatisi attorno a USA e URSS.


ORIGINI DELLE OSTILITÀ

Il successo del comunismo in Russia nel 1917 e la formazione dell'Unione Sovietica furono visti con forte sospetto dalle principali nazioni occidentali (Stati Uniti inclusi) e dal Giappone, che intervennero nelle vicende successive del paese sostenendo le Armate bianche controrivoluzionarie in lotta contro i bolscevichi.

L'Unione Sovietica venne isolata diplomaticamente fino alla seconda guerra mondiale, quando anch'essa entrò a far parte del fronte costituitosi contro le potenze dell'Asse. Dopo una fase iniziale di indecisione, il presidente americano Harry Truman adottò una linea politica decisa nei confronti di Stalin, rivedendo molte delle posizioni concilianti assunte su diversi temi dal suo predecessore, Franklin Delano Roosevelt, al fine di prolungare oltre la fine delle ostilità l'alleanza con URSS e Gran Bretagna. La crescente diffidenza reciproca caratterizzò quindi le relazioni tra le due superpotenze.


STRATEGIE POLITICHE E PRINCIPALI EPISODI DELLA GUERRA FREDDA


La Dottrina Truman

Nuovi motivi di tensione sorgevano in seguito ai tentativi sovietici di estendere la propria influenza in Iran e in Turchia. Il presidente degli Stati Uniti inaugurò la politica di contenimento del "pericolo sovietico", inviando aiuti economici e militari a quelle nazioni (come la Grecia e la Turchia) che per la loro instabilità interna erano particolarmente esposte alla propaganda comunista e alle mire espansionistiche di Mosca.


Piano Marshall

Programma di aiuti economici elaborato dal segretario di stato statunitense George Catlett Marshall e proposto, il 5 giugno 1947; fu varato dal governo degli Stati Uniti per favorire la ripresa economico-finanziaria delle nazioni europee devastate dalla seconda guerra mondiale. Alla base della decisione di inviare generi alimentari, materie prime, macchinari e denaro oltreatlantico stavano molteplici ragioni: innanzitutto un'Europa economicamente debole avrebbe gravemente danneggiato lo stesso sistema finanziario americano per la perdita di un mercato d'importanza capitale; in secondo luogo, la crisi economico-sociale dei paesi europei offriva ampie opportunità alla propaganda comunista e agli interessi dell'Unione Sovietica; infine, si rendeva indispensabile, quale tampone contro l'espansione sovietica, la ricostruzione della Germania Occidentale, il cui inserimento nel più ampio contesto di un'Europa integrata poteva inoltre ridimensionare i timori degli altri paesi europei nei confronti del vecchio nemico.



La prospettiva di dover interagire con i sistemi economici capitalisti più avanzati convinse Mosca a mettere a punto un proprio programma di ricostruzione, indirizzato ai soli paesi dell'Europa orientale posti sotto la sua influenza: nel settembre del 1947 nacque così il Cominform, l'Ufficio informazione dei partiti comunisti.


I fondi erogati tra il 1948 e il 1952 dal Congresso statunitense ammontarono complessivamente a poco più di tredici miliardi di dollari, in buona parte utilizzati per acquistare negli Stati Uniti beni concessi poi agli alleati a titolo gratuito. Con l'intensificarsi della Guerra Fredda, una parte sempre maggiore dei fondi fu utilizzata per sostenere le spese militari, più che il processo di ricostruzione industriale; ciononostante, al termine del programma i livelli produttivi euro-occidentali avrebbero superato del 35% quelli prebellici.


Il muro di Berlino e la crisi cubana

In piena Guerra Fredda gli Stati Uniti e tutto il mondo occidentale si mobilitarono per evitare che Berlino Ovest rimanesse completamente isolata; il neoeletto presidente John Kennedy inviò nella città tedesca un contingente di 1500 uomini e ribadì il suo impegno pronunciando la storica frase: "Come uomo libero, sono orgoglioso di dire: sono un berlinese".

Una nuova fase di tensione riprese sul finire degli anni Cinquanta a causa della costruzione, da parte di entrambi gli schieramenti, di missili balistici atomici intercontinentali: il muro di Berlino, eretto nel 1961, divenne il simbolo della Guerra Fredda. Nel 1962 sembrò essere imminente una guerra nucleare, quando l'URSS installò a Cuba, sua alleata, alcuni missili in grado di raggiungere il territorio statunitense; di fronte al blocco navale dell'isola ordinato dal presidente Kennedy, Mosca smantellò le basi missilistiche sull'isola.


Verso una coesistenza competitiva

L'esito della crisi cubana dimostrò la possibilità di passare da uno scontro frontale, teso all'eliminazione dell'avversario, a una "coesistenza competitiva" tra le due superpotenze, le quali d'altra parte stavano assistendo a un progressivo ridimensionamento della rispettiva egemonia: Mosca dovette subire la rottura dell'alleanza con la Cina di Mao e affrontare la rivolta della Cecoslovacchia, chiaro segno del malessere presente oltrecortina; dal canto loro gli Stati Uniti conobbero una pesante sconfitta nella guerra del Vietnam.


Distensione

Negli affari internazionali, netto allentamento della tensione nell'ambito di una controversia tra stati non ancora pienamente risolta. Storicamente, il termine venne usato per connotare una fase di attenuazione della Guerra Fredda tra il blocco comunista, guidato dall'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, e il Blocco occidentale, egemonizzato dagli Stati Uniti d'America.

Il primo passo verso la distensione, dopo la morte di Stalin, avvenuta nel 1953, venne compiuto da Nikita Kruscev, il quale incontrò il presidente statunitense Dwight Eisenhower nel 1955 allo scopo di instaurare un nuovo clima nei rapporti internazionali. Battute d'arresto provocate dalla crisi dei missili a Cuba del 1962 furono seguite da una nuova fase di distensione nella quale fu firmato il trattato sul divieto degli esperimenti nucleari. L'ultima fase della distensione si è conclusa con la dissoluzione dell'Unione Sovietica.


Crisi cubana dei missili

Una delle crisi più gravi, nel contesto della Guerra Fredda, scoppiata tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica nei primi anni Sessanta, in seguito al tentativo, da parte dei sovietici, di installare missili nucleari a Cuba. Nel maggio del 1960 il premier sovietico Nikita Kruscev aveva assicurato il sostegno di Mosca al governo rivoluzionario da poco istituito nell'isola da Fidel Castro, avviando in segreto, tra l'altro, un piano per dotare il nuovo alleato di missili nucleari a media portata che avrebbero posto sotto tiro parte delle coste orientali degli Stati Uniti. Nell'estate del 1962 aerei spia statunitensi scoprirono le prime rampe di lancio già installate e in ottobre individuarono il primo missile.

Dopo una settimana di consultazioni con i suoi più stretti consiglieri, il presidente John Kennedy annunciò di avere ordinato il blocco navale di Cuba per impedire l'arrivo di altri missili, pretendendo dall'URSS lo smantellamento di quelli già posizionati. Le unità americane erano pronte a intercettare e perquisire ogni nave in rotta verso l'isola. Seguirono giorni di fortissima tensione e di continui contatti telefonici tra americani e sovietici: alla fine le navi sovietiche che dirigevano su Cuba invertirono la rotta, evitando di entrare nella zona di controllo delle forze statunitensi. Poco dopo (28 ottobre) Kruscev acconsentì allo smantellamento, in cambio della rimozione di alcuni missili americani in Turchia che minacciavano direttamente il territorio sovietico.









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