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L'UNIONE EUROPEA - I SETTE GIORNI CHIAVE CHE HANNO VISTO NASCERE L'EUROPEA

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L'UNIONE EUROPEA



L'Unione europea (UE) è una famiglia di paesi europei democratici che si sono impegnati a lavorare insieme per la pace e la prosperità. Non è una semplice organizzazione per la cooperazione internazionale ma qualcosa di diverso. I suoi Stati membri hanno creato una serie di istituzioni comuni a cui delegano una parte della loro sovranità in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse comune possano essere prese democraticamente a livello europeo.

Per secoli l'Europa è stata teatro di frequenti conflitti: tra il 1870 e il1945 Francia e Germania si sono scontrate tre volte, causando terribili perdite di vite. L'idea è nata perché gli europei erano fermamente decisi a evitare che si verificassero nuovamente distruzioni e stragi simili. Nei primi anni, la cooperazione coinvolgeva sei paesi e riguardava soprattutto il commercio e l'economia, fu così che nel 1950, il ministro degli esteri francese Shuman propose l'integrazione delle industrie del carbone e dell'acciaio . Ora l'UE si e' estesa e  accoglie 25 paesi e 450 milioni di persone e tratta un'ampia serie di questioni che toccano da vicino la nostra vita quotidiana.

I paesi che fanno parte dell'Unione Europea sono: Slovenia,Spagna, Svezia, Ungheria, Repubblica ceca, Malta, Irlanda, Estonia, Danimarca, Grecia, Lussemburgo, Regno Unito, Portogallo, Lituania, Germania, Cipro, Polonia, Lettonia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Finlandia, Italia, Slovacchia, Austria.




I SETTE GIORNI CHIAVE CHE HANNO VISTO NASCERE L'EUROPEA


La costruzione europea è forse il più grande dei progetti storici di questo secolo, caratterizzata da momenti importanti, da date simboliche. Sette sono le date che meritano di essere ricordate, poiché hanno visto nascere l'Europa che noi oggi c 353f56d onosciamo e ci introducono nell'Europa di domani


9 maggio 1950: Nasce l'Europa 


Nella primavera del 1950 l'Europa è sull'orlo del baratro : la guerra fredda fa gravare la minaccia di un conflitto fra paesi occidentali e paesi dell'est.

Come evitare di rivivere gli errori del passato e come creare le condizioni per una pace duratura fra nemici storici? Il nocciolo della questione erano le relazioni tra Francia e Germania: bisognava stabilire un legame fra i due paesi.

Jean Monnet, forte della sua eccezionale esperienza di negoziatore e uomo di pace, propose al ministro degli Affari estere francese Robert Schuman e al cancelliere tedesco Konrad Adenauer di creare un interesse comune ai due paesi. Tale proposta venne solennemente formulata dalla Francia il 9 maggio 1950 e accolta con fervore dalla Germania, dall'Italia, dai Paesi Bassi, dal Belgio e dal Lussemburgo.Il trattato che istituisce la prima Comunità Europea, quella del carbone e dell'acciaio, fu firmato nell'aprile del 1951 e segnò l'inizio dell'Europa delle realizzazioni concrete.


25 marzo 1957: La Comunità Economica Europea


Il piano di Schuman aveva contribuito alla creazione di una Comunità specializzata in due settori decisivi, ma pur sempre limitati. Bisognava correggere la mira e procedere sulla via dell'integrazione: i sei membri della CECA scelsero la creazione di un mercato comune.

Il trattato di Roma del 25 marzo 1975  crea delle istituzioni e dei meccanismi decisionali che sono espressione sia degli interessi nazionali sia di una visione comunitaria.

Fra il 1958 e il 1970, la soppressione dei dazi doganali produce effetti inaspettati: il volume del commercio intercomunitario diventa sei volte più grande mentre triplica il volume degli scambi della CEE con il resto del mondo.

Nel 1986, con la firma dell'Atto unico saranno soppresse le ultime restrizioni, di tipo normativo e fiscale, che ritardavano l'attuazione di un autentico mercato interno, totalmente unificato, favorendo così anche l'apertura delle barriere esterne.


20 luglio 1963: Il debutto dell'Europa sulla scena internazionale


Gli stati fondatori della Comunità Europea firmano, nel 1963, una convenzione con ex colonie africane, con cui garantiscono ai nuovi paesi indipendenti vantaggi commerciali e aiuto finanziario. L'unione Europea è così divenuta la prima fonte internazionale di aiuto pubblico lo sviluppo.

Il 28 novembre 1995, i quindici paesi dell'Unione Europea e dodici paesi costieri del sud del Mediterraneo stabiliscono un rapporto finalizzato alla creazione di una zona di libero scambio e alla conclusione di accordi di cooperazione nei settori sociale, culturale e umano.

L'Europa potrà affermarsi come potenza di pace se l'Unione continuerà a favorire la stabilità e lo sviluppo nei grandi complessi regionali che la circondano. Il ruolo da essa svolto negli scambi commerciali e il suo peso economico a livello mondiale la rendono un partner rispettato nei grandi contsesti internazionali, quali l'ONU.


1 gennaio 1973: Primo ampliamento della Comunità Europea


L'Unione Europea è aperta a tutti i paesi europei che desiderino fare propri gli impegni previsti dai trattati e proseguire obiettivi fondamentali comuni.

Il 1° gennaio 1973, Danimarca, Irlanda e Regno Unito entrano a far parte della Comunità Europea. È seguito un ampliamento verso sud, durante gli anni Ottanta, a mano a mano che Grecia, Spagna e Portogallo trovano posto nel contesesto delle nazioni democratiche.

La terza ondata di adesioni, nel 1995, nasce dalla volontà dei paesi dell'Europa scandinava e centrale di aderire a un' unione che andava consolidando il mercato interno, dopo il crollo del blocco sovietico.Prossima grande sfida dell'Europa è accogliere i paesi dell'Europa centrale, i paesi balcanici, mediterranei e baltici.


7-10 giugno 1979: Le prime elezioni dirette a suffragio universale del Parlamento europeo.


Il Parlamento europeo svolge un ruolo fondamentale nell'equilibrio istituzionale della Comunità, in quanto rappresenta i popoli ed è simbolo della natura democratica del progetto europeo.

Quanto alla nomina dei parlamentari europei, fino al 1979 essi erano espressione dei parlamenti a livello nazionale. Dal 1979, il Parlamento europeo è eletto ogni cinque anni a suffragio universale diretto in tutti i paesi dell'Unione.

Assolutamente rivoluzionaria nella pratica delle relazioni internazionali, è quest'ambizione di creare fra gli Stati membri un legame che consenta loro di gestire interessi e divergenze, applicando queste norme giuridiche e procedure d'arbitrato che accomunano i cittadini di un unico Stato democratico.


17 febbraio 1986: firma dell'Atto unico europeo


L'obiettivo del trattato di Roma di istituire un mercato comune è stato in parte realizzato negli anni Sessanta, con la soppressione dei dazi doganali interni e delle restrizioni quantitative agli scambi. Gli autori del trattato avevano però sottovalutato tutta una serie di altri ostacoli nascosti, che sotto forma di regolamenti diversi costituivano spesso barriere insormontabili.

La Commissione prese pertanto un'iniziativa audace, che avrebbe portato alla adozione dell'Atto unico. Questo fissa, per l'1 gennaio 1993, il completamento del mercato interno e fornisce alle istituzioni comunitarie, i mezzi per adottare le trecento direttive necessarie allo scopo. Altro obiettivo è la coesione economica sociale.






1 novembre 1993: l'Unione europea


Con l'entrata in vigore, l'1 novembre 1993, del trattato sull'Unione europea, firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht, la costruzione europea assume una nuova dimensione.

Il pilastro comunitario, ha per protagonisti la Commissione, il Parlamento, il Consiglio e la Corte di giustizia, che gestiscono essenzialmente il mercato interno e le politiche comuni. I rimanenti settori presuppongono l'intervento degli Stati membri in settori fino d'allora considerati di competenza esclusiva dei governi nazionali: la politica estera e di sicurezza e gli affari interni.

Del trattato di Maastricht i cittadini ricorderanno forse e soprattutto la decisione che più concretamente inciderà sulla vita quotidiana di ciascuno, ovvero la realizzazione dell'Unione economica e monetaria. L'1 gennaio 1999, entreranno a far parte di tale Unione tutti i paesi che si saranno conformati a una serie di criteri economici, garanzia della loro sana gestione finanziaria e di stabilità futura per la moneta unica, l'euro,

Ultima tappa logica del completamento del mercato interno è l'immissione in circolazione della moneta unica.


LE ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA


L'Unione europea si fonda su un sistema istituzionale unico al mondo.

Gli Stati membri operano una delega di sovranità a favore di istituzioni indipendenti che rappresentano, al tempo stesso, l'interesse comunitario, gli interessi nazionali e quelli dei cittadini. La Commissione difende tradizionalmente gli interessi comunitari, tutti i governi nazionali sono rappresentanti al Consiglio dell'Unione e il Parlamento europeo è eletto direttamente dai cittadini dell'UE. Pertanto i fondamenti dell'Unione europea sono il diritto e la democrazia.

A tale "triangolo istituzionale" si aggiungono altre due istituzioni: la Corte dei giusti e la Corte dei conti.

Cinque organi completano la struttura:


Parlamento europeo


Il Parlamento europeo, eletto ogni cinque anni a suffragio universale diretto, è l'espressione della democrazia dei 374'000'000 di cittadini europei. Il Parlamento svolge tre funzioni essenziali:

Insieme al Consiglio, svolge una funzione legislativa consistente nell'adozione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni).

Condivide con il Consiglio il potere di bilancio e può modificare le spese comunitarie.

Esercita un controllo democratico sulla Commissione, ovvero approva le designazioni dei suoi membri e ha il potere di censura.


Consiglio dell'Unione europea


Il Consiglio è il principale organo decisionale dell'Unione europea. In funzione dei punti all'ordine del giorno, il Consiglio si riunisce in formazioni divise in affari esteri, finanza, istruzione, telecomunicazioni.

Il Consiglio esercita diversi incarichi fondamentali:


E' l'organo legislativo dell'Unione, esercita il potere legislativo in codecisione con il Parlamento europeo.

Coordina le politiche economiche generali degli Stati membri.

Conclude, a nome della Comunità, accordi internazionali con uno o più Stati o organizzazioni mondiali.

Condivide il potere di bilancio con il Parlamento.

Prende le decisioni necessarie all'attuazione della politica di sicurezza comune.



Coordina le azioni degli Stati membri.


Commissione europea


La Commissione europea difende l'interesse generale dell'Unione. Il presidente e i membri della Commissione sono nominati dagli Stati membri previa approvazione del Parlamento europeo.

La Commissione è il motore del sistema istituzionale comunitario:


Dal momento che ha il diritto di iniziativa legislativa, propone i testi legislati da presentare al Parlamento e al Consiglio.

In qualità di organo esecutivo, garantisce l'esecuzione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni), del bilancio e dei programmi adottati dal Parlamento e dal Consiglio.

In qualità di rappresentante dell'Unione sulla scena internazionale, negozia gli accordi extraeuropei, essenzialmente in materia di commercio e cooperazione.


Corte di Giustizia


Ha sede aLussemburgo ed è formata da 15 giudici designati di comune accordo dai governi per una durata di 6 anni. Compito principale è il controllo giurisdizionale sull'osservanza dei trattati e degli atti normativi dell' UE; inoltre regola e giudica le controversie in merito all'applicazione dei trattati istitutivi.


Banca centrale europea


La Banca centrale europea definisce e attua l apolitica monetaria europea; effettua operazioni di cambio e garantisce il buon funzionamento dei sistemi di pagamento.


L'UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

Il 1° gennaio 2002 l'euro diventa moneta corrente per oltre 300 milioni di europei. Fra il trattato di Maastricht che nel febbraio 1992 sancisce il principio di una moneta unica europea e l'immissione in circolazione delle euromonete e delle eurobanconote in dodici paesi dell'Unione sono trascorsi solo dieci anni.L'euro ha sostituito monete che sono state per molti dei paesi interessati simboli e strumenti centenari di sovranità nazionale. Il nuovo conio ha contribuito notevolmente al processo di unificazione economica dell'Europa e al senso di appartenenza dei cittadini europei a un'unica identità.

Già nel 1970 il rapporto Werner, dal nome del primo ministro lussemburghese, proponeva una convergenza fra le monete e le economie dell'Europa dei Sei. Un primo passo in tal senso è compiuto soltanto nel marzo 1979 con l'introduzione del sistema monetario europeo (SME). Obiettivo del SME era cercare di contenere le variazioni di cambio fra le monete degli Stati membri, fissando loro dei margini di fluttuazione che andavano dal 2,25 al 6 %. Il sistema fu tuttavia minato da una serie di crisi legate all'instabilità del dollaro e alla debolezza di alcune valute, preda di speculatori soprattutto nei periodi di grande tensione internazionale. 

Nel giugno 1989, al Consiglio europeo di Madrid la Commissione presieduta da Jacques Delors presenta un piano e un calendario per la realizzazione dell'Unione economica e monetaria (UEM). Il piano è stato in seguito integrato nel trattato di Maastricht nel febbraio 1992, che fissa una serie di criteri cui dovranno conformarsi gli Stati membri per entrare nell'UEM. Essi sono sono: riduzione dell'inflazione, dei tassi d'interesse, del disavanzo pubblico (3 % del PIL), del debito pubblico (60 % del PIL) e stabilità dei cambi.

La Danimarca e il Regno Unito si sono riservati il diritto di non passare alla terza fase dell'UEM (introduzione dell'euro) pur rispondendo ai criteri prescritti. La Danimarca ha inoltre confermato, con un referendum, l'intenzione di non partecipare all'euro e anche la Svezia ha manifestato perplessità al riguardo.

Occorreva trovare il modo di garantire la stabilità della nuova moneta, poiché l'inflazione mina la competitività dell'economia, la fiducia dei consumatori e riduce il potere d'acquisto. Per questo motivo è stata istituita una Banca centrale europea (BCE) con sede a Francoforte. 

Riunitosi a Amsterdam nel giugno 1997, il Consiglio europeo ha adottato due importanti risoluzioni:

  • la prima, conosciuta come 'Patto di stabilità e di crescita' impegna gli Stati membri ad attenersi a una disciplina di bilancio, esercitando un controllo reciproco che precluda la possibilità di disavanzi eccessivi;
  • la seconda riguarda la crescita economica e impegna solennemente gli Stati membri e la Commissione a fare in modo che l'occupazione continui ad occupare un posto di prim'ordine fra le priorità politiche dell'Unione.

La progressiva realizzazione dell'UEM ha agevolato l'apertura del mercato unico, consolidandolo. A dispetto di una situazione mondiale assai precaria (attentati terroristici, crisi dei mercati finanziari, guerra in Irak), la zona euro ha goduto della stabilità necessaria agli investitori e ai consumatori. La fiducia dei cittadini europei nell'euro ha trovato conferma nel buon esito, sorprendentemente rapido, del processo di immissione delle monete e banconote in euro nella prima metà del 2002.

L'euro è diventato la seconda valuta mondiale per importanza ed è in procinto di diventare, come il dollaro, una moneta di riserva e pagamento internazionale. Cresce sempre più il ritmo di integrazione dei mercati finanziari della zona euro, con conseguenti fusioni non solo fra mediatori di borsa ma anche fra borse valori. 











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