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L'INQUINAMENTO DEL SUOLO

chimica


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L'INQUINAMENTO DEL SUOLO

 

L'inquinamento del suolo non può essere considerato come un fenomeno autonomo: è sempre strettamente collegato all'inquinamento dell'acqua perché è provocato spesso dallo scarico di liquami oppure perché può produrre come contaminazione l'inquinamento della falda acquifera sotterranea.

Nel terreno si verifica il ciclo dell'azoto, molto importante perché tutti i tipi di vita hanno bisogno d'azoto, che è uno dei componenti essenziali della materia vivente. La maggior parte delle creature non può u 242b13c sare l'azoto libero, di conseguenza la base della piramide biologica risulta composta di batteri che vivono nel suolo ed hanno la capacità di fissare l'azoto esistente nell'aria. Il numero di tali batteri è grandissimo: ve ne sono milioni in un granellino di terra grosso come la capocchia di uno spillo. Sopra, prospera una vasta serie d'esseri microscopici; a mano a mano che risaliamo la piramide scopriamo l'esistenza di vari livelli secondo un sistema stabilito.

Gravi inconvenienti si verificano quando l'uomo vuole interferire: se per esempio, si eliminano molti carnivori tra i mammiferi più grossi, gli erbivori aumentano di numero, brucano troppo e i pascoli si trasformano in deserto. Se si eliminano troppi erbivori, i pascoli diventano troppo folti, incontrollabili, e una buona pastura si trasforma in savana. Anche i vegetali esistono in grandi varietà nell'ambiente naturale e per ragioni molto valide; le piante prelevano sostanze diverse dal terreno e ne restituiscono molte altre. I vegetali della famiglia dei piselli, dei fagioli e del trifoglio (leguminose) hanno nelle radici i noduli che contengono i batteri capaci di fissare l'azoto. Le piante assorbono l'azoto e lo trasformano in proteine ed in altre complesse molecole organiche. Pertanto per uno sfruttamento ecologicamente corretto del terreno è sufficiente far ruotare le coltivazioni, alternando negli anni pascolo, leguminose e cereali.



Per aumentare la produzione agricola l'uomo, invece, ha introdotto spesso la monocoltura, che ha spezzato gli equilibri biologici ed impoverito la fertilità naturale del terreno, richiedendo l'uso dei diserbanti, insetticidi e concimi azotati prodotti dall'industria chimica.

Un'altra grave causa d'inquinamento del suolo è costituita dalla massa di rifiuti solidi prodotti dalle città (in Italia 0,7 Kg al giorno per abitante) e dalle industrie.

I rifiuti urbani sono formati da scarti organici alimentari, da carta, materie plastiche, bottiglie di vetro, contenitori metallici ecc. ed anche da fanghi provenienti dagli impianti di depurazione dell'acqua.

I rifiuti industriali contengono materiali speciali e tossici come scarti o sottoprodotti dei processi di lavorazione chimica o meccanica.

Per evitare l'inquinamento del suolo, i rifiuti urbani devono essere convogliati nelle discariche controllate, ovvero in aree opportune in cui i rifiuti d'origine organica possano decomporsi. Sarebbe meglio fare una raccolta differenziata dei rifiuti al fine di recuperare e riciclare taluni materiali come la carta e il vetro. Si alternano strati di rifiuti e strati d'inerte, in modo che in assenza d'aria si realizzi un processo di decomposizione riduttivo con trasformazione finale dei rifiuti.

Le discariche devono essere localizzate in posizioni caratterizzate da grandi spessori di strati impermeabili, e distanti dalle falde acquifere sotterranee. Talvolta può essere vantaggioso usufruire di cave abbandonate di pietra, argilla o sabbia, contribuendo così anche al recupero delle aree degradate; quando la cava viene riempita con i rifiuti si può procedere al recupero finale, ricoprendo la discarica con uno strato di terreno su cui realizzare prati e boschi.




Per i rifiuti industriali è necessario invece adottare sistemi di smaltimento adeguati, evitando ogni pericolo di contatto con le falde acquifere sottostanti. Le eventuali aree di raccolta devono allora avere fondi resi impermeabili nel tempo con argilla, catrame o cemento.

Si può ricorrere all'eliminazione dei rifiuti mediante altri metodi: IL COMPOSTAGGIO, cercando di trasformare i rifiuti in composti utilizzabili come concimi; LA COMBUSTIONE con semplice incenerimento, oppure con produzione d'idrocarburi liquidi o gassosi.

 

 







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