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.GETTARE UN RIFIUTO È INQUINARE LA CASA DI TUTTI.

chimica


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.GETTARE UN RIFIUTO è

INQUINARE LA CASA DI TUTTI.

PARTIAMO DA QUESTA FRASE PER RIFLETTERE SU UN PROBLEMA CHE NON POSSIAMO IGNORARE: IL PIANETA IN CUI VIVIAMO, L'AMBIENTE IN CUI ABITIAMO VA SALVAGUARDATO NEI SUOI EQUILIBRI E BISOGNA FARLO OGGI DOMANI .. è TROPPO TARDI.

LO SVILUPPO PROGRESSIVO DELLE ATTIVITà INDUSTRIUALI, INFATTI, INSIEME ALLA CONTINUA NECESSITà DI MATERIE PRIME  HA CAUSATO GRAVI PROBLEMI DI INQUINAMENTO E DI DEPAUPERAMENTO DELLE RISORSE, UNA VERA EMERGENZA DA RISOLVERE TEMPESTIVAMENTE.

La civiltà industriale produce un'enorme quantità di merci ma anche di rifiuti. I due fenomeni sono strettamente legati tra loro, più produciamo più cresce il volume dei rifiuti, ossia il volume di cose inutili, inservibili di cui ci sbarazziamo facilmente.

NEGLI ULTIMI DECENNI L'ECOLOGIA, INDUCENDO A UNA RIFLESSIONE SULL'AMBIENTE E CURANDONE LA SALVAGUARDIA HA RACCOLTO QUESTA SFIDA. ECOLOGIA è UNA PAROLA CHE RICHIAMA IL TERMINE GRECO " oikia" CHE SIGNIFICA CASA.



ALLORA RIFLETTIAMO UN ATTIMO: PER UN BUON ANDAMENTO DI QUALUNQUE  CASA, NON è SUFFICIENTE L'IMPEGNO DEI GENITORI, MA è NECESSARIO LA COLLABORAZIONE DI TUTTI, QUANTE VOLTE TI VIENE RIPETUTO DI RIORDINARE, DI SPEGNERE LA LUCE,..

L'AMBIENTE CHE TI CIRCONDA è LA TUA CASA DA NON INQUINARE E DA PROTEGGERE.

PER FARE QUESTO è IMPORTANTE ASSUMERE DEGLI ATTEGGIAMENTI CONSAPEVOLI E RESPONSABILI CHE DEVONO DIVENTARE IN BREVE TEMPO UNO "STILE DI VITA". PROVA A RIFLETTERE SU DUE AZIONI QUASI IDENTICHE CHE TI RIGUARDANO DA VICINO: HAI IN MANO UNA LATTINA DI COCA, IN UN CASO LA GETTI NELL'APPOSITO CONTENITORE NELL'ALTRO CASO LA BUTTI NEL PRATO ADIACENTE LA TUA CASA. MOLTIPLICA QUESTA AZIONE PER 100, 1000, 1000000 E RIFLETTI SULLE CONSEGUENZE. QUALE SCENARIO DI DEGRADO SI STAGLIA DAVANTI AI TUOI OCCHI NEL SECONDO CASO?

TI è MAI CAPITATO DI CAMMINARE APPENA FUORI DA UN CENTRO ABITATO E DI IMBATTERTI IN UNA PATTUMIERA A CIELO APERTO? TUTTO QUESTO è QUALCOSA CHE DETURPA L'AMBIENTE E IL PANORAMA CHE ESSO CI OFFRE . è LA NOSTRA CASA A FARNE LE SPESE IN MODO DRAMMATICO.

In un mondo "usa e getta" come quello in cui viviamo, finiamo per buttare via quanto non ci serve più. Mobili, frigoriferi, televisori stereo, computer, medicine, pile, resti di cibo avariato e non, giornali, lattine, bottiglie e contenitori di plastica,  ... e imballaggi, tanti inutili imballaggi. Non dimentichiamo che anche i processi di produzione di tutti questi prodotti merceologici producono a loro volta . rifiuti.

NEL 1998 LA PRODUZIONE COMPLESSIVA DI RIFIUTI IN ITALIA SI ASSESTAVASU 81 X 106 t  (dati ANPA) QUALCOSA CHE COMPATTATO E ACCATASTATO ASSIEME CORRISPONDE AD UN GRATTACIELO CON UNA BASE DI 1 km2  E 122 PIANI DI ALTEZZA. Più SIAMO RICCHI Più PRODUCIAMO RIFIUTI SEMBRA UN PARADOSSO MA è LA REALTà E TANTE VOLTE IL TERMINE USA E GETTA SI TRASFORMA   IN GETTA SENZA USARE !

Per ciascuno di noi l'atto di buttare via è un gesto semplice fatto a volte soprappensiero, ma questo semplice gesto moltiplicato MIGLIAIA  di volte crea un problema difficile da risolvere. Oggetti di natura chimica diversa, mescolati tra loro, interrati sotto terra oppure bruciati, portano in seguito a processi di fermentazione e decomposizione alla formazione di liquami ed esalazione che inquinano il suolo, l'acqua e l'aria. In realtà  questi rifiuti sono  composti da sostanze in grado  di essere riutilizzati se non fossero mescolate tra loro.

Come difenderci dai rifiuti, quali strategie adottare?

-       rendere i rifiuti inoffensivi cercando di far si che vengano smaltiti in modo controllato minimizzando i danni per la salute e l'ambiente.

-       rendere i rifiuti utili ossia attuare il recupero (energetico e non) e il riciclaggio, questa strategia è più complicata da attuare, richiede la collaborazione dei cittadini e una complessa organizzazione per la trasformazione dei rifiuti.

-       diminuire il volume dei rifiuti attraverso la riduzione degli imballaggi, la restituzione dei contenitori o dei prodotti usati ai fabbricanti. È la strategia più difficile da attuare perché richiede una riorganizzazione dei processi produttivi e dei meccanismi di vendita e commercializzazione dei prodotti. Ma sicuramente è la più efficace.

I RIFIUTI E LA NORMATIVA DI LEGGE

IL CAMMINO LEGISLATIVO DEL RECUPERO HA AVUTO INIZIO NEL 1975 QUANDO LA COMUNITà EUROPEA AVVERTì L'ESIGENZA DI PORRE UN FRENO ALLA DILAGANTE TENDENZA DELL'USA E GETTA E VARò UN PROGRAMMA DI AZIONE CHE TROVò ESPRESSIONE NELLA DIRETTIVA 339 DEL 1985.

QUESTO DOCUmENTO INPONEVA AGLI STATI MEMBRI L'OBBLIGO DI DEFINIRE LE AZIONI RELATIVE: ALLA PRODUZIONE, ALL'USO, AL RICICLAGGIO E AL RIUTILIZZO DEGLI IMBALLAGGI E SOTTOLINEAVA LA NECESSITà DI ATTENUARE L'IMPATTO AMBIENTALE.

LA DIRETTIVA 94/62/CE DEL 1994 DETTA INVECE LE DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI IMBALLAGGI E AI RIFIUTI DA IMBALLAGGI E AFFIDA AI SINGOLI  STATI L'OBBLIGO DI RECEPIRLE NEL PROPRIO ORDINAMENTO GIURIDICO E COMPLETA LA PRECEDENTE DIRETTIVA DEL 1991 CHE SI OCCUPAVA DI RIFIUTI  IN PARTICOLARE DI QUELLI PERICOLOSI.

L'ITALIA HA MESSO  A PUNTO UNA LEGGE: IL DECRETO LEGISLATIVO 22/97 DEL FEBBRAIO 97 NOTO COME DECRETO RONCHI DAL NOME DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE DELL'EPOCA. IL TESTO LEGISLATIVO CONTIENE UNA IMPORTANTE NOVITà: PER RESPONSABILIZZARE TUTTI GLI OPERATORI ECONOMICI VALE IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITà CONDIVISA SECONDO IL QUALE CHI INQUINA PAGA. QUESTO PRINCIPIO è CONTENUTO NELL'ARTICOLO 36 CHE DETTA I CRITERI INFORMATIVI DELL'ATTIVITà DI GESTIONE DEI RIFIUTI DA IMBALLAGGIO NODO FONDAMENTALE DA RISOLVERE.

VEDIAMO ORA BREVEMENTE COME è STRUTTURATO IL DECRETO: SI COMPONE DI CINQUE PARTI (TITOLO) SUDDIVISI A LORO VOLTA IN SEZIONI DETTE "CAPO" CONTENENTI AL LORO INTERNO UN NUMERO VARIABILE DI ARTICOLI (in tutto 58).

titolo 1: gestione dei rifiuti

 


capo  1:  principi generali  (art.  1  - 17)

capo 2:  competenze (art 18 - 21)

capo 3:  piani di gestione dei rifiuti ( art 22 - 26)

capo 4:  autorizzazioni e iscrizioni  ( art. 27 - 30)

capo 5:  procedure semplificate  ( art 31 - 33)

Titolo 2

gestione imballaggi

Art. 34 - 43

 

Titolo 3

gestione di particolari categorie di rifiuti

Art. 44 - 48

 

Titolo 4

TARIFFA PER LA gestione dEI RIFIUTI URBANI

Art. 49

 

Titolo 5

SISTEMA SANZIONATORIO E DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

 


capo  1:  sanzioni (art.  50  - 55)

capo 2:  disposizioni transitorie e finali (art 56 - 58)

vediamo ora in modo più approfondito gli articoli più importanti.

art. 1: disciplina la gestione dei rifiuti, dei rifiuti pericolosi, imballaggi e rifiuti da imballaggi

ART. 2: definisce le finalità del decreto che sono quelle di proteggere l'ambiente attraverso il recupero e lo smaltimento dei rifiuti senza pericoli per la salute dell'uomo e per l'ambiente (acqua, aria, suolo, flora e fauna, danni al paesaggio) e di responsabilizzare e far cooperare tutti i soggetti coinvolti nella produzione, distribuzione, utilizzo e consumo di beni da cui derivano i rifiuti oltre a sottolineare i soggetti coinvolti che sono lo stato, le regioni, gli enti locali ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e in conformità con le disposizioni contenute nel decreto.

ART. 3:  introduce il concetto di prevenzione della produzione di rifiuti. Ogni autorità competente deve adottare iniziative atte a ridurre la mole di rifiuti e a prevenirne la pericolosità mediante sviluppo di tecnologie pulite volte a risparmiare risorse naturali, produrre azioni di informazione e sensibilizzazione verso i consumatori ( ad esempio sulle confezioni deve comparire la composizione dell'imballo: acc, Al, ...) e favorire l'immissione sul mercato di prodotti a basso impatto ambientale nelle diverse fasi di vita: fabbricazione, uso e smaltimento.

ART. 4: si occupa di recupero dei rifiuti. Per una corretta gestione, al fine di ridurre lo smaltimento finale si deve favorire:

·        il reimpiego e il riciclaggio

·        le forme di recupero per ottenere materie prime

·        fornire incentivi economici per favorire l'uso di queste materie prime

·        l'uso del rifiuto come combustibile e in generale come mezzo per ottenere energia

ART. 5: lo smaltimento dei rifiuti deve essere attuato in condizioni di  sicurezza, in impianti vicini al luogo di produzione, con tecnologie sicure per l'ambiente. Dal '99 l'uso di nuovi inceneritori è consentito solo se comporta recupero energetico e i rifiuti devono essere smaltiti nel luogo di produzione. Dal gennaio 2000, si possono smaltire in discarica solo rifiuti inerti e le scorie che provengono da riciclaggio, recupero, smaltimento.

ART. 6: fornisce la definizione di: rifiuto, raccolta differenziata, smaltimento, recupero, compost e combustibile da rifiuto

rifiuto: qualsiasi sostanza o oggetto, derivante da attività umane o da cicli naturali, abbandonato o destinato all'abbandono.

raccolta differenziata: raccolta idonea a ragruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee.

SMALTIMENTO Viene svolto principalmente attraverso due tipi di impianti:



DISCARICHE, DOVE I RIFIUTI VENGONO DEPOSITATI IN VIA DEFINITIVA NEL TERRENO FINO AL RIEMPIMENTO DELLA DISCARICA STESSA. LA LEGGE PREVEDE DIVERSI TIPI DI DISCARICHE, CIASCUNA ABILITATA A RICEVERE SOLTANTO I RIFIUTI DI UNA DETERMINATA SPECIE.

LE DISCARICHE POSSONO PRESENTARE NUMEROSI INCONVENIENTI: ESLAZIONI DI BIOGAS E INFILTRAZIONI INQUINANTI NEL SOTTOSUOLO E NELLE FALDE ACQUIFERE, SI ESAURISCONO IN BREVE TEMPO E DOPO LA LORO DISMISSIONE SONO NECESSARIE COMPLESSE OPERAZIONI DI BONIFICA DEL SUOLO.

INCENERITORi, luogo DOVE I RIFIUTI VENGONO BRUCIATI, DEVONO RISPETTARE LE CONDIZIONI STABILITE DALLA LEGGE SULL'INQUINAMENTO DELL'ARIA.

IL DECRETO RONCHI FAVORISCE L'UTILIZZO DEGLI INCENERITORI CONSIDERATI  MENO INQUINANTI RISPETTO ALLE DISCARICHE E IN GRADO DI PERMETTERE IL RECUPERO ENERGETICO DEL CALORE LIBERATO DALLA COMBUSTIONE ATTRAVERSO PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA O DI ACQUA CALDA PER IL TELERISCALDAMENTO.

A PARTIRE DAL 2001 POSSONO ESSERE MESSI IN DISCARICA SOLO RIFIUTI INERTI CIOè CHE NON DANNO LUOGO A REAZIONI CHIMICHE. PERTANTO I RIFIUTI RACCOLTI IN MODO NON DIFFERENZIATO DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI A PROCESSI DI SELEZIONE, COMPOSTAGGIO O INCENERIMENTO PRIMA DI ESSERE MESSI IN DISCARICA.

RECUPERO COMPRENDE TUTTE LE OPERAZIONI VOLTE A REIMPIEGARE I RIFIUTI COME MATERIE PRIME, A RICICLARLI O A UTILIZZARLI COME COMBUSTIBILE O COME ALTRO MEZZO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA. IN BASE AL DECRETO RONCHI, IL RECUPERO DOVREBBE DIVENTARE LA MODALITà PREVALENTE DI GESTIONE DEI RIFIUTI, MENTRE SOLO UNA PICCOLA PARTE DOVREBBE ESSERE AVVIATA ALLO SMALTIMENTO. è UN PROGETTO AMBIZIOSO PER L'ITALIA DATO CHE VIENE RECUPERATA SOLO UNA PICCOLA FRAZIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI. IL RECUPERO PRESUPPONE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA. LA LEGGE PREVEDE 13 DISTINTE OPERAZIONI DI RECUPERO, TRA CUI:

RECUPERO RIFIUTI ORGANICI NEGLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO ATTRAVERSO UN PROCESSO DI FERMENTAZIONE AEROBICO IL RIFIUTO DIVENTA COMPOST.

RECUPERO E RICICLO DEI METALLI (ES ALLUMINIO DELLE LATTINE)

RECUPERO E RICICLO CARTA

RECUPERO E RICICLO VETRO

UTILIZZO DEI RIFIUTI COME COMBUSTIBILE PER IL RISCALDAMENTO O LA PRODUZIONE DI ENERGIA.

PER FACILITARE LE OPERAZIONI DI RECUPERO DI SPECIFICI MATERIALI (VETRO, PLASTICA, ALLUMINIO, PILE USATE E OLI ESAUSTI) SONO STATI ISTITUITIAPPOSITI CONSORZI NAZIONALI CHE RICEVONO I RIFIUTI DAI SERVIZI COMUNALI CHE SVOLGONO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E DA ALTRI PRODUTTORI DI RIFIUTI, PROVVEDONO A RICICLARLI E A METTERE IN COMMERCIO I MATERIALI RICAVATI DA TALI TRATTAMENTI. LA LEGGE PREVEDE INCENTIVI PER FAVORIRE L'USO DI MATERIALI RICICLATI (ad ESempio i COMUNI SONO TENUTI A COPRIRE CON CARTA RICICLATA ALMENO IL 40% DEL LORO FABBISOGNO)

ART. 7: classifica i rifiuti in base all'origine: urbani e  speciali e in base alla pericolosità: pericolosi e non pericolosi.

rifiuti urbani costituiti da:

·        rifiuti domestici non ingombranti, prodotti quotidianamente dalle famiglie

·        rifiuti domestici ingombranti, elettrodomestici e mobili

·        rifiuti giacenti sulle strade o in generale in luoghi aperti, cartacce, lattine, foglie secche

·        rifiuti assimilati ai rifiuti urbani, provenienti da ospedali o industre

·        rifiuti vegetali provenienti da aree verdi (giardini, parchi aree cimiteriali)

(La gestione di questi rifiuti compete ai comuni che sono tenuti ad emanare appositi regolamenti atti a evidenziare le norme per la raccolta, il trasporto e il trattamento dei rifiuti che i cittadini devono rispettare, oltre a organizzare materialmente il servizio di smaltimento e recupero tenendo presente che i rifiuti devono essere smaltiti nello stessa zona in cui sono stati prodotti).

rifiuti speciali:

·        rifiuti provenienti da attività produttive o commerciali (lavorazioni agricole, agro - industriali)

·        rifiuti da attività sanitarie avviati direttamente alla termodistruzione

·        rifiuti inerti, provenienti da demolizioni(calcinacci, mattoni,..)avviati in apposite discariche

·        veicoli a motore fuori uso e in generale i macchinari e le apparecchiature obsolete devono essere conferiti in appositi centri che provvedono alla demolizione, al recupero di parti e alla rottamazione

·        residui delle attività di trattamento dei rifiuti, ad esempio le ceneri provenienti dagli impianti di termodistruzione o i fanghi degli impianti di potabilizzazione.

(sono soggetti a modalità specifiche di gestione, gestione a carico di chi li produce sia attraverso l'autosmaltimento che l'impiego di imprese specializzate secondo il principio:" chi inquina paga").

rifiuti pericolosi

Sono considerati pericolosi i rifiuti indicati in un apposito elenco (allegato D) riportato dalla legge stessa, elenco comune a tutti i paesi dell'unione europea.

I produttori di rifiuti pericolosi hanno il dovere di gestirli in modo separato e di trasportarli con gli imballaggi e le etichettature previste. In particolare è vietato mescolare rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi. Il recupero e lo smaltimento (in inceneritori o in discariche speciali) è effettuato a spese del produttore .

Per ogni prodotto merceologico (es. oli usati) esistono specifici centri di smaltimento

ART. 8: evidenzia le categorie di rifiuti di cui il decreto non si occupa.

·        Effluenti gassosi emessi nell'atmosfera

·        Rifiuti radioattivi

·        Rifiuti che provengono da estrazione, trattamento di minerali o sfruttamento di cave

·        Alcuni rifiuti agricoli (es. liquami)

ART. 9:  impone il divieto di mescolamento tra tipologie diverse di rifiuti ad esempio tra pericolosi e non pericolosi

ART 10: stabilisce gli oneri a carico dei produttori e dei detentori per tutte quelle attività relative allo smaltimento. Ad esempio noi in laboratorio produciamo rifiuti definiti pericolosi, conferiamo il materiale a soggetti autorizzati allo smaltimento seguendo una procedura burocratica ben precisa con oneri a nostro carico.

ART. 11: istituisce il catasto dei rifiuti, articolato in una sezione nazionale ANPA (agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente) e in una regionale ARPA.

ART.  12: definisce una serie di norme burocratiche di scarico/carico per imprese che si occupano di smaltimento o recupero.

LA DISCIPLINA SUI RIFIUTI HA COMPORTATO LA NASCITA DI IMPRESE SPECIALIZZATE NELLO SMALTIMENTO E PER EVITARE GESTIONI SPREGIUDICATE DEL PROBLEMA LA LEGGE HA INTRODOTTO L'ALBO NAZIONALE DELLE IMPRESE CHE EFFETTUANO LA GESTIONE DEI RIFIUTI.

ART. 14:  istituisce il divieto di abbandono  con sanzione pecuniaria per chi infrange la regola oltre all'obbligo di procedere a sue spese alla rimozione dei rifiuti.

ART. 15: regolamenta il trasporto dei rifiuti in particolare  quelli pericolosi. Questi rifiuti durante il trasporto devono essere accompagnati da un formulario di identificazione (nome del produttore, composizione chimica del rifiuto, quantità,..)

ART. 17: bonifica e ripristino dei siti inquinati...

ART. 18: definisce le competenze dello Stato...

ART. 19:  definisce le competenze a carico delle Regioni che devono predisporre, adottare, regolamentare ed aggiornare piani regionali di gestione della raccolta differenziata. Devono elaborare piani di bonifica  e progettare nuovi impianti per la gestione di rifiuti pericolosi e non oltre a individuare incentivi per la riduzione e il recupero.

ART. 20:  competenze a carico delle province

ART. 21:  competenze a carico dei comuni, che nell'ambito del loro territorio devono mettere a punto modalità di raccolta e trasporto e le modalità della raccolta differenziata.

ART. 24: definisce le percentuali di rifiuti da non inviare in discarica ma da recuperare attraverso   la raccolta differenziata:15% del totale entro il 1999, 25% entro il 2001 e il 35% entro i 2003

ART. 26:  istituzione di un osservatorio...

ART. 27:  definisce le autorizzazioni necessarie per realizzare impianti di smaltimento e recupero e per la ricerca e sperimentazione.

ART. 34: gestione imballaggi

ART. 39: si occupa della raccolta differenziata.

I COMUNI SONO TENUTI A ORGANIZZARE UN SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA CON LO SCOPO DI SEPARARE I RIFIUTI ORGANICI (ANIMALI O VEGETALI); IL VETRO, LA PLASTICA, LA CARTA, L'ALLUMINIO (LATTINE) I RIFIUTI PERICOLOSI (MEDICINE SCADUTE E PILE USATE).

LA LEGGE HA STABILITO LA % DA RAGGIUNGERE OGNI ANNO ,VALORE CHE CRESCE GRADUALMENTE  E CHE PER IL 2003 È PARI AL 35%, SOLO ALCUNE REGIONI SONO ALLINEATE A QUESTA PERCENTUALE.

PER I BENI DUREVOLI CHE HANNO ESAURITO LA LORO FUNZIONE( FRIGORIFERI, CONGELATORI, ..COMPUTER,..) IL RIVENDITORE HA L'OBBLIGO DI RITIRARLI GRATUITAMENTE AL MOMENTO DELL'ACQUISTO DI UN BENE NUOVO DELLO STESSO TIPO OPPURE POSSONO ESSERE CONSEGNATI GRATUITAMENTE AD APPOSITI CENTRI DI RACCOLTA ORGANIZZATI DAL SERVIZIO PUBBLICO DI SMALTIMENTO RIFIUTI E GESTITO DAL COMUNE. IL COSTO DI TUTTE LE ATTIVITÀ DI GESTIONE DEI RIFIUTI È A CARICO DEI CITTADINI CHE ATTUALMENTE PAGANO AI COMUNI UN TRIBUTO: LA TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI, QUESTA IMPOSTA È STATA TRASFORMATA IN ENTRATA PER I COMUNI: TARIFFA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI, IL CUI VALORE VIENE DETERMINATO DAI COMUNI SULLA BASE DEI COSTI EFFETTIVAMENTE SOSTENUTI. IL NUOVO SISTEMA PUÒ COSTITUIRE UN INCENTIVO PER I CITTADINI SE RIDUCONO LA QUANTITÀ DI RIFIUTI O AUMENTANO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, LA TARIFFA PUÒ DIMINUIRE.

ART. 40: istituisce i consorzi per la raccolta differenziata che fanno capo al CONAI (consorzio nazionale imballaggi)

ART. 44: si occupa della gestione dei beni durevoli e istituisce centri di raccolta per frigoriferi, condizionatori, elettrodomestici, computer,.

ART. 45:  si occupa della gestione dei rifiuti sanitari

ART. 46:  si occupa dello smaltimento dei veicoli a motore.

ART. 47: istituisce il consorzio per la raccolta e il trattamento di oli e grassi vegetali ed animali esausti.

ART. 48: istituisce il consorzio per il recupero del materiale plastico (COREPLA)

ART. 49:  si occupa delle tariffe per la gestione dei rifiuti

Dall'art 50 in poi si parla solo di sanzioni a carico di chi abbandona i rifiuti, di chi svolge attività non autorizzate o fa traffico illecito di rifiuti.

NEL DECRETO LEGISLATIVO DEL 1997, SI DÀ PRIORITÀ  ALLA RIDUZIONE DEL VOLUME DI RIFIUTI PRODOTTI, QUINDI S'INCENTIVA IL RECUPERO E IL RICICLAGGIO. LO SMALTIMENTO VIENE CONSIDERATO UN ATTO SALTUARIO DA ATTUARE SOLO NEI CASI IN CUI È IMPOSSIBILE DAR VITA AGLI ALTRI DUE.

quando un corpo materiale diventa rifiuto,viene automaticamente assoggettato  alle disposizioni di legge e chiunque abbia a che fare con esso deve rispettare obblighi e divieti specifici. tutte le operazioni di gestione dei rifiuti sono considerate dalla legge come attività di pubblico interesse e devono essere svolte secondo le disposizioni prescritte dalla legge stessa.




riduzione dei rifiuti

è questa la strada da perseguire, ed è anche l'obiettivo principale della legge sui rifiuti. a questo scopo la legge si propone di intervenire in modo particolare sugli imballaggi che rappresentano buona parte dei rifiuti attualmente prodotti.

gli imballaggi devono essere raccolti separatamente dagli altri rifiuti a spese di produttori e negozianti e non possono essere smaltiti in discarica e nemmeno essere inseriti nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani.

gli imballaggi devono se possibile essere riusati e in alcuni casi è anche possibile stabilire una cauzione da riconsegnare al momento della consegna del "vuoto"

POSSIAMO SINTETIZZARE IL DECRETO LEGISLATIVO ATTRAVERSO IL POLINOMIO: 

5R X  3E


DOVE LE 5R STANNO PER RIDUZIONE, RIUTILIZZO, RECUPERO TOTALE, RICICLO E RECUPERO ENERGETICO.

RIDUZIONE: PENSIAMO A UNA SCATOLA DI CIOCCOLATINI E CALCOLIAMO IL RAPPORTO IN PESO E IN VOLUME TRA LA CIOCCOLATA E TUTTO IL MATERIALE NELLA QUALE è IMBALLATO... è CHIARO CHE LA PREVENZIONE DEL RISCHIO AMBIENTALE SI ATTUA  SOLO ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DI PESO E VOLUME DELLE CONFEZIONI

RIUTILIZZO: PRODUTTORI E UTILIZZATORI DEVONO INCREMENTARE LA QUOTA DI IMBALLAGGI DA RUIUTILIZZARE FACILMENTE .. (pensiamo allora l vetro, all'alluminio,..)

RECUPERO TOTALE E RICICLO: IL DECRETO STABILISCE DELLE TAPPE DA RAGGIUNGERE ENTRO 5 ANNI DALLA SUA EMANAZIONE

·        Rifiuti da imballaggio da recuperare come materia prima o come componente di energia              65%  in peso

·        Rifiuti da imballaggio da riciclare                      45%  in peso

·        Materiale da imballaggio da riciclare                 25% in peso

RECUPERO ENERGETICO: USARE  MATERIALI RICICLATI DIMINUISCE LA QUANTITà DI ENERGIA NECESSARIA NEI PROCESSI PRODUTTIVI DI IMBALLO

E LE 3E PER EFFICIENZA, EFFICACIA ED ECONOMICITà

è CHIARO PERò CHE NON è SUFFICIENTE UNA DISPOSIZIONE DI LEGGE O L'IMPEGNO DI PRODUTTORI E UTILIZZATORI DI IMBALLAGGI MA è NECESSARIO LA FATTIVA COLLABORAZIONE DI TUTTTI: OCCORRE INSOMMA CHE A IMPEGNARSI SIA CIASCUNO DI NOI.

IL DECRETO RONCHI, PER DARE AVVIO AD UN SISTEMA DI RECUPERO HA ISTITUITO E RESO OPERATIVI ALCUNI ORGANISMI "AL FINE DI RAZIONALIZZARE E ORGANIZZARE LA RIPRESA DEGLI IMBALLAGGI USATI"(articolo 40). innanzitutto il conai (consorzio nazionale imballaggi) costituitosi nell'ottobre 97 che riunisce tutti coloro che hanno a che fare con gli imballaggi sia come produttori che come utilizzatori. infatti  in base alla responsabilità condivisa la necessità di provvedere allo smaltimento di una bottiglia spetta sia al produttore  (industria del vetro) sia a chi la riempe di acqua minerale per il mercato.

il conai si occupa di :

1.     elaborare un programma generale di prevenzione gestione e ritiro degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio

2.     rendere operativo un sistema che preveda la raccolta, la selezione, il trasporto dei materiali selezionati ai centri di raccolta e smaltimento (fase importante di prevenzione per impedire che sia perso materiale recuperabile)

3.     promuovere accordi e programmi con enti locali (regioni, comuni,..) con i quali concorda obiettivi e sistemi di raccolta

4.     sostituire i comuni, se inadempienti, nel favorire recupero e riciclaggio per rendere attuabili i programmi elaborati

5.     coordinare il lavoro dei consorzi di recupero dei singoli materiali e ripartire i costi del sistema tra produttori e  utilizzatori

Agli enti locali Comuni spetta solo l'onere economico di collocare i contenitori per il recupero, tale costo è compensato dal risparmio di spesa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani

6.     organizzare campagne di informazione per i cittadini per promuovere una cultura del recupero.

al conai sono collegati i consorzi di filiera, uno per ogni materiale: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro, oli usati o batterie (CO.RE.VE. consorzio recupero vetro, CO.BA.I. consorzio batterie)

queste strutture svolgono la loro attività attraverso l'autofinanziamento dei partecipanti e devono organizzare la parte operativa: ripresa degli imballaggi attraverso raccolta da privati e ritiro dai contenitori del pubblico servizio, organizzare recupero e riciclo, relazionare annualmente al conai. in definitiva queste strutture  non devono avere utili, devono investire per realizzare infrastrutture per la raccolta differenziata (ad esempio fornendo campane) e hanno obiettivi solo di tipo qualitativo a differenza dei comuni (quantitativi).

CONAI

(GIUGNO 2003)

IL PUNTO SUL RECUPERO E RICICLO DEGLI IMBALLAGGI

SECONDO IL PRESIDENTE DEL CONAI RECUPERO E RICICLO HANNO SUPERATO I DATI IMPOSTI DALLA LEGGE

RECUPERO : 6,3.106 t PARI AL 55% DELL'IMMESSSO  (50% obiettivo decreto)

RICICLO :      5,7.106 t PARI AL 50% DELL'IMMESO (obiettivo decreto 45%)

OBIETTIVO DI CONAI:

OPERA DI SENSIBILIZZAZIONE PER LA PROGETTAZIONE DI IMBALLAGGI A MINOR IMPATTO AMBIENTALE TRAMITE RIDUZIONE DI MATERIE PRIME, UTILIZZO DI MATERIALI DI RICICLO, RIUTILIZZO.

LE IMPRESE HANNO ADERITO ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DEL PESO DEGLI IMBALLI:

1.       LATTINE Al - 9%

2.       VASCHETTE PER ALIMENTI IN ALLUMINIO - 10%

3.       FOGLI DI ALLUMINIO - 28%

4.       SCATOLETTE ACCIAIO O BANDA STAGNATA - 30%

5.       SPESSORE E PESO BOTTIGLIE DI PLASTICA PER ACQUA MINERALE O BIBITE  DA 45 g e 0,3 mm A 38 g e 0,27 mm

6.       IDEM PER GLI IMBALLI IN VETRO O CARTA, PER GLI IMBALLI IN CARTONE ONDULATO LA FIBRA DI RICICLO RAPPRESENTA IL 90% DELLA MATERIA PRIMA

SUDDIVISIONE DELLE COMPETENZE


-       STATO (ministero dell'ambiente): formula le linee guida, promuove le innovazioni e coordina le attività

-       regioni: elaborano il piano regionale di gestione dei rifiuti E DI BONIFICA DELLE AREE INQUINATE e rilasciano le autorizzazioni per l'apertura e la gestione degli impianti di recupero e smaltimento

-       province: hanno compiti più operativi, individuano le zone idonee alla localizzazione degli impianti ed effettuano il controllo periodico su tutte le attività

-       comuni: organizzano il servizio di smaltimento dei rifiuti ed emanano i relativi regolamenti.

LA LUNGA VITA DEI RIFIUTI


USA E GETTA!

è IL MOTTO DELLE ULTIME GENERAZIONI E IL FILO CONDUTTORE DI MOLTE PUBBLICITà: A COMINCIARE DAL CIBO, DAGLI AVANZI DI NATURA ORGANICA.. PER FINIRE CON BOTTIGLIE, BICCHIERI. TOVAGLIE DI COLORATA E LEGGERA PLASTICA. OGGETTI CHE CI AFFIANCANO QUOTIDIANAMENTE E CHE PERDONO LA LORO IMPORTANZA NEL MOMENTO IN CUI DIVENTANO RIFIUTO.

QUESTO MOMENTO NON COINCIDE PERò CON LA LORO "MORTE" ANZI IN ALCUNI CASI LA LORO VITA CONTINUA PER ANNI o addirittura per SECOLI!

Perché, DA CHE COSA DIPENDE?

DALL'AMBIENTE, E QUINDI DA FATTORI FISICI QUALI LA TEMPERATURA O CHIMICI COME LA NATURA DELL'OGGETTO OSSIA DALLA SUA BIODEGRADABILITà CHE è MASSIMA PER I RIFIUTI DI NATURA ORGANICA (animali o vegetali) e minima per i prodotti di sintesi (ad esempio la plastica).

Il termine biodegradabile indica la capacità di un oggetto di decomporsi per azioni di batteri, calore, umidità e luce in elementi semplici (C,N,H,..) che possono entrare nella catena alimentare ed essere il punto di partenza per produrre nuove molecole. Bassa temperatura e carenza di ossigeno rallentano i processi di trasformazione mentre umidità e luce li favoriscono.

DOPO QUESTA PREMESSA è CHIARO CHE I RIFIUTI SONO UN PROBLEMA NON INDIFFERENTE MA ANCHE UNA POSSIBILE FONTE DI GUADAGNO.

LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI COSTITUISCE UN PROBLEMA COMPLESSO E VASTO CHE COINVOLGE DIVERSI ASPETTI: LEGISLATIVI, TECNICI, ECONOMICI.

IL RIFIUTO DEVE DIVENTARE PER CIASCUNO DI NOI UN BENE, DA SFRUTTARE ULTERIORMENTE PER RICAVARE TUTTA L'ENERGIA PRESENTE AL SUO INTERNO, IN QUESTO MODO SI RISOLVE ANCHE IL PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO

UNICA SOLUZIONE

è



IL RECUPERO

RECUPERo: INSIEME D'ATTIVITà DI RIUTILIZZO, REIMPIEGO E/O RICICLAGGIO

CONSENTONO DI VALORIZZARE E UTILIZZARE LE RISORSE CONTENUTE NEI RIFIUTI CHE POSSONO ESSERE REINTRODOTTE IN CICLI DI PRODUZIONE E CONSUMO.

REIMPIEGO: IMPIEGO DEL RIFIUTO tal quale DOPO UN PRIMO CICLO D'USO (es. bottiglie reimpiegate come contenitori)

riutilizzo: impiego di un rifiuto in modo diverso dal primo uso, senza che però il rifiuto originale subisca modificazioni chimiche (es. le carcasse dei pneumatici possono essere triturate per ottenere sottofondi stradali)

RICICLAGGIO: IMPIEGO DI UN RIFIUTO IN MODO DIVERSO DAL PRIMO IN SEGUITO A MODIFICAZIONI CHIMICHE DEL RIFIUTO ORIGINALE (es. compostaggio)

DOVE METTERE LE VASCHETTE DI PLASTICA DELLA FRUTTA?

E LA PELLICOLA TRASPARENTE?

I CONTENITORI VANNO LAVATI PRIMA DI GETTARLI VIA?

OGNI GIORNO CIASCUNO DI NOI BUTTA NELLA PATTUMIERA 1,5 kg DI RIFIUTI, QUASI 466 kg L'ANNO. A QUESTI DATI SI DEVONO AGGIUNGERE GLI SCARTI SPECIALI PRODOTTI DA INDUSTRIE. OSPEDALI, LABORATORI. IN TOTALE SI ARRIVA A 130.106 t DI MATERIALE, UN DATO IN CONTINUA CRESCITA (circa 5% ANNUO)

UNA MAREA DI RIFIUTI IN GRADO DI SOMMERGERE, DI INQUINARE IN MODO IRREVERSIBILE L'AMBIENTE... MA PER FORTUNA PARTE DI QUESTI RIFIUTI POSSONO ESSERE RICICLATI A PATTO CHE SIANO CONFERITI NEGLI APPOSITI CONTENITORI.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E IL RICICLAGGIO SONO UNA STRADA DA POTENZIARE ANCHE SE NON RAPPRESENTANO LA SOLUZIONE IDEALE PERCHE' RICHIEDONO UN IMPEGNO ECONOMICO MOLTO ELEVATO.

I MATERIALI DA RICICLARE SONO TROPPI, LA RACCOLTA DIFFERENZIATA è COSTOSA SIA IN TERMINI DI DISPENDIO ENERGETICO CHE DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO, TRASFORMARE UN MANUFATTO IN NUOVA MATERIA PRIMA RICHIEDE ENORMI QUANTITATIVI ENERGETICI.

IN ALCUNI PAESI EUROPEI È STATA EMANATA UNA LEGGE CHE IMPONE AI PRODUTTORI E AI DISTRIBUTORI DI ACCETTARE IN RESTITUZIONE TUTTI GLI IMBALLAGGI (contenitori di detersivi, barattoli alimentari, tubi vuoti di dentifrici) DI RIUTILIZZARLI E RICICLARLI.

GLI ONERI DI SMALTIMENTO SONO A CARICO DEI PRODUTTORI CHE OVVIAMENTE LI SCARICANO SUI CONSUMATORI ATTRAVERSO IL RINCARO DELLE MERCI. QUESTA LEGGE HA POTENZIATO LA DIFFUSIONE DI IMBALLAGGI RIUTILIZZABILI E LA SCOMPARSA AD ESEMPIO DEI BLISTER.IN ITALIA NON ESISTE UNA LEGGE SPECIFICA MA SONO STATI ISTITUITI I CONSORZI OBBLIGATORI PER IL RICICLAGGIO DEI CONTENITORI DI VETRO, PLASTICA, ALLUMINIO.

GENNAIO 2004

DATI FORNITI DA LEGAMBIENTE

PRODUZIONE ANNUA DI RIFIUTI IN kg PER ABITANTE

RIMINI  858

REGGIO EMILIA  813

RAVENNA 770

FORLì 764

.....

BOLOGNA 580

MODENA 578

IL DATO NAZIONALE È 599 kg PER ABITANTE /ANNO

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA RAPPRESENTA UN MODELLO DI GESTIONE DEI RIFIUTI PERCHÉ CONSENTE DI RIUTILIZZARE TUTTO CIÒ CHE PUÒ ESSERE RECUPERATO.

25% A BOLOGNA

CONTRO IL 35% PREVISTO PER IL 2003 DAL DECRETO RONCHI

ALCUNE REGOLE PER RIDURRE  LA QUANTITÀ DI RIFIUTI

1.      ACQUISTARE PRODOTTI CON IMBALLI IN MATERIALE RICICLABILE. SULL'ETICHETTA UN OMINO CHE GETTA IL RIFIUTO IN UN CESTINO O UN TRIANGOLO FORMATO DA FRECCE CHE SI RINCORRONO INDICANO LA POSSIBILITÀ DI RICICLARE IL CONTENITORE.


2.      USARE ECORICARICHE PER DETRSIVI E SAPONI

3.      DARE LA PREFERENZA A PRODOTTI PRIVI DI IMBALLAGGI

4.      USARE BORSE PER LA SPESA IN TELA O COMUNQUE RIUTILIZZABILI

5.      EVITARE IL PIÙ POSSIBILE PRODOTTI USA E GETTA (es. rasoi in plastica)

6.      LATTINE E BOTTIGLIE IN PLASTICA . IN VETRO MEGLIO SE A RENDERE

7.      PILE USA E GETTA .. MEGLIO LE RICARICABILI O DIRETTAMENTE LA CORRENTE ELETTRICA

8.      PASTA E UOVA NEI CONTENITORI DI PLASTICA . MEGLIO NELLA CONFEZIONE DI CARTONE

I simboli delle raccolte differenziate

La maggior parte dei materiali che costituiscono gli imballaggi è "codificata" con un simbolo che abbrevia il nome del costituente dell'imballaggio stesso; tale simbolo può essere libero o racchiuso dentro un esagono, un cerchio o un triangolo. Qui sotto sono elencati i principali simboli che ritroviamo nei prodotti che acquistiamo:

E' il simbolo del Polietilene; a volte viene specificato se si tratta di PE ad alta densità (HDPE, PE-HD) o a bassa densità (LDPE, PE-LD). Lo si può trovare indicato anche con il numero 2 (HDPE) o 4 (LDPE).

E' il simbolo del Polietilentereftalato; lo si può trovare indicato anche con il numero 1.

E' il simbolo del Polipropilene; lo si può trovare indicato anche con il numero 5.

E' il simbolo del Polistirolo; lo si può trovare indicato anche con il numero 6.

E' il simbolo del Polivinilcloruro; lo si può trovare indicato anche con il numero 3.

E' il simbolo del cartone accoppiato ad altri materiali ("poliaccoppiato").

E' il simbolo della banda stagnata.

E' il simbolo dell'alluminio.

E' il simbolo generico dei materiali poliaccoppiati.


A corredo della simbologia sopra descritta, i produttori degli imballaggi aggiungono altre informazioni sotto forma di figure; le principali sono descritte di seguito:

Significa "non disperdere nell'ambiente dopo l'uso"; ci ricorda che i rifiuti non vanno abbandonati nell'ambiente, ma riposti negli appositi contenitori.


 
 

Lo si ritrova soprattutto nei contenitori brik del latte e dei succhi di frutta; essendo materiali poliaccoppiati, quindi difficilmente riciclabili, l'unica accortezza che possiamo attuare per diminuire il loro impatto ambientale è ridurne il volume appiattendoli, per occupare meno spazio.

Indica "Il Punto Verde" che non è un marchio ecologico, ma attesta che il prodotto è soggetto a recupero.

SIGNIFICATO DI ALCUNI TERMINI

§       POLIACCOPPIATO: 

due o tre materiali accoppiati tra loro per ottenere imballi asettici per liquidi alimentari (latte, succhi di frutta) o prodotti liofilizzati. Materiali nuovi messi a punto circa 30 anni fa per evitare i difetti della carta ( si scioglie a contatto con i liquidi, fa passare la luce). Possono essere semplici (carta impermeabile dei macellai) o complessi quando sono a più strati

carta: > 70%   polietilene  > 20%  alluminio = 4%

attualmente queste frazioni di materiale sono separabili in un processo di riciclo fisico che attualmente avviene in una cartiera a Santarcangelo di Romagna. Dal riciclo si ottiene cartalatte, cartafrutta e maralhene.

L'uso di questo tipo di imballo presenta alcuni vantaggi qualila leggerezza, l'efficienza logistica legata alla forma e alle dimensioni rispetto alle bottiglie di plastica e vetro. (www.tetrapak.it)

§       LATTA:

lastra di ferro ricoperta di stagno con un procedimento detto di immersione

§       BANDA STAGNATA:

lamiera di ferro ricoperta di stagno per elettrolisi

latta e banda stagnata sono usate per confezionare lattine per pelati, tonno,







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