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11 OTTOBRE 2000

latino


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"LA PROVA DELL'ESISTENZA DEGLI DEI"
VALERIO MARZIALE

11 Ottobre 2000.-

Classis: flotta, gruppo organizzato.-

Autori Classici àScuola Romana = organizzata in cui troviamo alcuni auctores classici .

                        à Età Augustea : Livio, Orazio, Ovidio.

All'età di Augusto la letteratura latina aveva una storia di circa 250 anni. (A 959f52j ugusto muore nel 14 d. C.).-



240 a.C.

Anno in cui secondo la tradizione viene presentato a Roma un dramma tradotto in latino di  Livius (nome Romano) Andronicus (nome greco). Egli era schiavo greco portato a Roma che possedeva però un'enorme cultura pur possedendo lo Statuto di NON libero.-

La letteratura latina nasce con un senso di inferiorità, ma nel 240 a.C. vi è un albore della letteratura latina.-

Negli stessi anni vi è la decadenza della civiltà ellenistica, la cui letteratura era ormai bruciata da secoli.-

La letteratura romana nasce quando vi è un ripensamento, poiché si sentono inferiori culturalmente rispetto alla Grecia. Questa inferiorità è verso un popolo che si disprezza dal punto di vista militare e politico, ma di cui si deve riconoscere la forte cultura e arte.

Livio Andronico fa la sua traduzione in latino di quello che considerato la base di tutto: "l'Odissea" di Omero che costituisce una sorta di libro sacro che contiene i fondamenti della concezione ellenistica dell'uomo, presentata a teatro (forma supreme di arte) a Roma.-

L'importanza di quest'opera è data dal fatto che Ulisse incarna ciò che dovrebbe essere l'uomo, poiché è sia schiavo che uomo libero, resiste ad ogni ostacolo e riesce ad arrivare alla meta.-

A Roma nel 240. A.C. non vi sono documenti caratteristici romani fini a se stessi (cioè con finalità artistiche), ma si trovano solo documenti di carattere politico ( ex: leggi à 451 a.C. Decenderi che doveva essere esposto e uguale per tutti, nel senso di interpretazione e non di applicazione).-

I Decenderi sono composti di 12 tavole di bronzo poste fuori dal foro per essere lette da tutti à questo sottilinea il fatto che vi era una produzione scritta dei documenti politici, ma non letterari.-

I testi ci sono giunti tramite due tipi di tradizioni: - diretta: ciò che ci è arrivato in testo originale;

- indiretta: ciò che ci è arrivato tramite citazioni degli        autori per opera di altri mani che ci obbliga quindi a verificare se ciò che scritto corrisponde a verità (ex: brani religiosi).-

La poesia ( il Carme) è l'altro antichissimo campo in cui si componeva; il vate (il poeta) era considerato una sorta di mago con poteri superiori agli altri uomini, basti pensare alla radice di incantesimo che è la stessa di canto.-

Non esiste nulla se non esiste la parolaà Genesi, Dio disse.e fu fatto.

16 Ottobre 2000

  

" Satura tota nostra est" ; Quintiliano

" La satira è tutta nostra": questo fatto era vero solo per questo specifico campo e non per altri della letteratura latina.-

Dopo il Medioevo la cultura greca e quella romana sono sempre state viste come gemelle, pur non essendo vero; nel Romanticismo si tende a screditare la letteratura latina perché considerata esente di originalità e si tende quasi a scusare chi ha proseguito ciò che è stato fatto nella letteratura greca..-

" Graecia capta ferum victorem cepit artesque intulit agreste Latio"; Orazio

" La Grecia conquistata (presa), prese il feroce vincitore e introdusse le arti nell'agresta Lazio": spesso i sconfitti attraggono il vincitore per la diversità di cultura; per tanto le arti, pur essendo superflue per l'homo inteso in senso biologico (ossia per la sopravvivenza) sono importanti perché consentono di distinguere l'uomo dalle altre specie animali.-

ferumàfiero                 intulità fero, fers, tuli, latum, ferere.-

240 a.C.: segue l'anno (241 a.C) in cui terminava la 1° guerra punica che porta l'impero romano ad essere internazionale e non regionale nazionale.-

Del 240 a.C. ne fa testimonianza Cicerone nel "Brutus", cap. 18 in cui attribuisce a Livio Andronico la responsabilità della 1° composizione letterale in latino.-

La composizione è una fabula, ossia un racconto o discorso (radice di fari).-

Di Livio Andronico abbiamo 7 testi e pochi frammenti, in cui i personaggi sono quelli del mito (ex: "Aiax Mastigophorus", Aiace con sferza in mano; "Equos Troianus", il Cavallo di Troia). Vi sono anche 3 titoli di Commedie: "Gladiolus", per esempio, è in riferimento alla cultura greca.-

 ODYSIA (Odissea)  

Verso iniziale: "Virum mihi, Camena, insece versutum".

                        "Canta a me dell'uomo, oh Camena, in questi versi".

VIR        uomo inteso come simbolo di virilità, che si distingue dalla donna (femina) perché dotato di tutte quelle qualità non proprie del sesso femminile, come il coraggio, la forza, la combattività, ecc..

L'Homo, è inteso come specie, che differisce da tutti gli altri animali.

Humanus, Humanitatis ¹ fiere



VIRTUS: la virtù è l'atteggiamento degno di un uomo, che non si rassegna a vivere solo in senso biologico, ma si relaziona con gli altri (gruppo sociale), formando la Civis (Civitas, complesso di cittadiniàCITTA').-

Dal 1° verso si percepisce una lingua ostica che Cicerone definisce per due volte illeggibile.-

Camenaàvocativo per la musa che ha nome arcaico. Ella era la ninfa legata alla fonte che diventa protettrice del poeta ispirato.-

IL SISTEMA METRICO

 Fino ad Ennio, il sistema metrico usato dai Romani (Livio e Nevio) era il saturnio, mentre successivamente e per tutta la storia della letteratura latina verrà usato il sistema esametro, o eroico (anche il Petrarca ne "Africa" userà questo metodo).-

 

IL TEATRO 

All'epoca dei Romani, il teatro rappresenta un luogo per cui chi ha qualcosa da dire, trova un pubblico che ascolta. E' un'attrazione a cui possono accedere tutti, dallo schiavo al nobile, perché è gratuito, e non è un'entità fissa, ma mobile (il teatro fisso nascerà infatti nel 55 a.C.), per cui sono strutture occasionali montate e smontate per lo spettacolo.-

Il teatro è anche un luogo di incontro per celebrare un personaggio importante, anche in occasione di funerale.-

Essendo gratuito, il pubblico, spesso era maleducato, anche perché era indiscriminato, per cui bisognava avere la bravura di riuscire a intrattenere le persone con spettacoli in cui si riconoscevano tutti, per cui bisognava produrre qualcosa di fine, divertente e apolitico. Allo stesso tempo, il teatro fungeva da filtro, per far conoscere la propria idea a di storia, utilizzando il testo come uno strumento ben più penetrante del libro, considerato anche il fatto che era ben più alla portata di tutti.-

Il libro era, infatti, un lusso che pochi si potevano permettere, fatto di rotoli di papiro di stessa lunghezza avvolti in un pezzo di legno, che avevano la caratteristica di essere molto fragili e sensibili all'umidità à volumi, da volo =girare.-

Ogni volume rappresentava un'unità, poiché in ognuno vi stava una determinata quantità (ex:: Virgilio: 12 volumi).-

IL VOLUME


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

Fino al III°-IV° secolo d.C. la forma del liber (libro) era questa, chiamata appunto volume.-

18 OTTOBRE 2000

"Moribus antiquis res stat Romana virisque", dagli "Annali" di Ennio arrivatoci per tradizione indiretta.

La successione delle parole non è naturale come nella prosa, ma si adatta agli schemi metrici; il verso è solenne: "sopra gli antichi costumi e sopra gli uomini (coraggio, guerriere) sta (si erige) lo Stato (la Repubblica) Romano".-

ENNIO èPater Ennius: titolo che si dava a chi era considerato il padre senza il quale la letteratura latina non avrebbe l'impronta importante di cui gode. E' contemporaneo di Plauto (comico della lingua caratterizzata, popolare) con cui è in contrasto poiché Ennio, a differenza di Plauto, è un uomo colto la cui attività spazia su tutti i generi ed opera delle scelte metriche.

SCHEMA METRICO RIGIDO: indica la quantità delle sillabe.-

-UU | -UU | -UU | -UU | -UU | -U    

ESAMETRO

RES ROMANA: ampio significato

RES PRIVATA: cose di proprietà privata

RES PUBBLICA: "scopo di vita dei cittadini"

Ennio rappresenta nella società arcaica Romana un salto di qualità per quasi 200 anni.-

ANNALES: 12+6 libri = 18 libri in totale scritti in diversi tempi. A noi sono giunto solo 615 versi dell'opera completa su circa 15/16.000 versi.

Ennio era molto considerato come autore di tragedie (ex: Sabine). I suoi personaggi si abbandonano spesso a considerazioni di carattere filosofico e morale.-

24 OTTOBRE 2000

TERENZIO

Nasce a Cartagine nel 185 a.C., non punico, ma afro, di stirpe libica. Fu condotto in Italia come schiavo del senatore Terenzio Lucano che, per la sua intelligenza e bellezza, gli diede ottima istruzione, la libertà e il suo nome. Entrò a far parte del circolo filellenico degli Scipioni, dove vigeva un umanesimo che valorizzava la personalità concreta di ogni singolo individuo. Strinse amicizia con i più grandi filellenici del periodo. Stando alla biografia scritta da Suetonio, Terenzio muore nel 159 a.C., ma la data è incerta dal momento che lo scrittore era solito arricchire la vita dei poeta con elementi leggendari.-

La sua attività letteraria si svolse nell'arco breve di 7 anni (muore, infatti all'età si 25 anni) come poeta comico continuatore di Plauto, ma dando ai personaggi un segno più umano, dotati inoltre di un linguaggio più fine e più vicino al dramma borghese.-




E' l'unico autore di cui conosciamo tutta la sua produzione, oltre una serie di commenti da grammatici successivi sopra il testo delle 6 sue opere.-

Gli Adelfore (I fratelli) - 160 a.C.

Il problema educativo è in forma di commedia molto trattabile, in cui non si cerca il riso fatto di battute e controsensi, ma di una sottile ironia.-

Sono i due fratelli che iniziano la trama, la commedia; il titolo è in forma greca a differenza di Plauto che intitola le sue opere in latino e questo ci fa capire che a distanza di una sola generazione, il rapporto con la Grecia, cambia.

La commedia fu rappresentata in occasione dei funerali di Lucio Emilio Paolo, padre naturale del figlio adottivo minore di Scipione, Publio Cornelio Scipione Emiliano. Questo è una figura centrale nella Roma del II° secolo a.C., che con la conquista della città più importante della Macedonia, porta come bottino di guerra la biblioteca che i re di Macedonia avevano conservato.

Gli Adelfore rappresentavano le inclinazioni e le idee del defunto.

I due fratelli sono Demea e Micione, padri di famiglia opposti in ogni cosa. Micione vive in città, mentre Demea in campagna, il quale ha due figli dei quali uno vive con lo zio. Egli è conservatore, rifiuta ogni agevolazione della vita ed è punitore di stesso, costringendosi a vivere con i disagi della propria esistenza. Micione, al contrario, è amante di se stesso, quindi amante degli altri; ama la bella vitaà FILANTROPIA, amore verso gli altri uomini come un fatto naturale. Ama i giovani per cui da' loro tutta la fiducia che richiedono (Aspetto ideologico).

Le Idee.-

Terenzio considera tutti fratelli e considera che non vi sono differenze di razza tra gli uomini: nell'Heautontimorùmenos (=il punitore di se stesso), troviamo infatti una frase che esplica questo concetto: " Homo sum: humani nihil a me alienum puto", ossia "sono un uomo e non reputo niente di umano alieno a me". Possiamo considerare questo come un atteggiamento cosmopolita.-

Il Teatro Terenziano.-

Nel teatro terenziano tutto è sottoposto ad una critica per cui i servi possono assumere un atteggiamento ed un'umanità tipica, fino ad allora, ai padroni, mentre la prostituta, cosiderata come un esempio di bassa moralità, assume un carattere di elevata sensibilità morale (ex: "La suocera", dove la prostituta e la suocera sono le persone più positive del racconto).-

Le 6 commedie scritte da Terenzio vanno tutte dal 166 a.C. al 160 a.C..

In ogni commedia troviamo l'importanza dei prologhi, ossia la parte introduttiva della commedia per informare gli spettatori quanto era necessario per gustare la commedia.

In Terenzio vengono usati per parlare in prima persona e intervenire in tema di problemi di teatro, per spiegare le sue scelte (a differenza di Plauto).-

LA TRAGEDIA ROMANA

CECILIO STAZIO

Commediografo di umile condizione (infatti, ciò che attiene al tetro viene considerato un ambiente moralmente censurabile, marginale).-

Era schiavo proveniente dall'Italia Settentrionale e contemporaneo di Ennio che privilegiava un atteggiamento di cordialità nei rapporti umani; infatti, ciò che disse Plauto ("Homo homini lupus", l'uomo è lupo per l'altro uomo), viene ribaltato in una sua massima: "Homo homini deus est", ossia l'uomo è un dio per l'altro uomo.-

MARCO PACUVIO

Provinciale che nasce a Brindisi (nella Magna Grecia), figlio di una sorella di Ennio.-

E' autore di tragedie simili a quelle greche, per cui le trame sono tratte da tragedie di stile omerico, che parlano dei nostoi (ritorno dei patriarchi), eroi di ritorno dalle guerra di Troia. Ambienta le sue tragedie in un contesto crudo di cui, però, non abbiamo documentazione ("Paulus", tragedia di ambientazione romana).-

LUCIO ACCIO

Altro compositore di tragedie; nasce a Pesaro ed era figlio di un liberto.-

Della sua opera abbiamo 45 titoli di tragedie di ambientazione greca, oltre che una parte di contesto romano.-


                                                                                                                                                                                     

Alla fine del II° secolo a.C. la letteratura romana ha assunto gli insegnamenti di quella greca ed i risultati cominciano ad essere di qualità invidiabile.-

Roma comincia a godere dello statuto di città egemone, per cui arrivano da tutti i luoghi letterati, matematici ed altre persone di interesse culturale. Le famiglie dei nobili, pertanto, affidano i loro figli alle mani di insegnanti provenienti dalla Grecia, e per far loro terminare gli studi li mandano in viaggio nelle città elleniche.-

LA SATIRA.

Satira = gonfio di cibo ®satura® i romani vedevano l'aggettivo sostantivato con la caduta ellittica di lanx = piatto ® bilancia.

Satura lanx = offerta di cibo agli dei; era un piatto di cibo colmo di ogni cosa che veniva offerto agli dei perché fossero più propizi con il raccolto.-

La Satira è, quindi, un racconto in cui viene miscelato una quantità di elementi con scopo umoristico.- 

Lo scrittore satirico tende alla rappresentazione della realtà, per cui utilizza la satira con scopo pedagogico e politico accentuando i difetti del vero.

GAIO LUCILIO

Non appartenente ad una famiglia umile o inesistente, ma ad un ceto equestre, si cimenta in un genere che i Romani sentivano proprio e che non aveva precedenti, la satira. La data di nascita è collocata fra il 180 a.C. e il 168 a.C., mentre la data di morte è del 102 a.C..-

Lucilio aveva una forte capacità di collegarsi ad eventi indietro nel tempo e la sua importanza è legata non solo alle scelte di contenuto, ma anche a quelle formali.-

Della sua opera sappiamo che compose 30 satire, di cui abbiamo solo dei frammenti, che prevedono una   bipartizione (22-30;1-22) per la metrica. I libri dal 22 al 30 sono stati composti prima e sono legati a scelte teatrali, mentre gli altri, composti successivamente, sono in esametro (questo va formare i prosimetro, ossia un convivio fra metro e prosa nella stessa opera.-

La satira di Lucilio attacca la politica e la lingua raffinata, usando un linguaggio artificialmente umile che si diverte a canzonare la lingua elevata.-







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