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Relazione di "io non ho paura" Di Niccolò Ammaniti

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Relazione di "io non ho paura"

Di Niccolò Ammaniti

Autore:

nato a Roma nel 1966, Niccolò Ammaniti, esordisce con il romanzo "Branchie nel 1994, poi scrive altri romanzi e raccolte di racconti, "Fango", "Ti prendo e ti porto via" e infine "Io non ho paura".

Personaggi:

il protagonista, Michele Armitrano, è un ragazzino di nove anni che vive con i genitori e la sorella a Acqua Traverse, una piccola frazione di Lucignano, ama stare tutto il giorno nei dintorni nel paese in sella alla Scassona, la sua bicicletta, in compagnia del suo gruppo di amici e di sua sorella, sfidando il torrido caldo Siciliano. È esile e non molto alto per la sua età, anche se abbiamo scarse informazioni riguardo il suo aspetto fisico, appaiono attraverso le 323e48d sue azioni solo i pregi, è un bambino disponibile e generoso, anche se con i genitori è un po' disubbidiente. Nel corso del racconto matura, soprattutto perché si confronta con un segreto più grande di lui, capisce che i mostri, le sue iniziali più grandi paure, non esistono e sono soltanto le persone che lo circondano, quelle trasformate in cattive dal denaro.



Filippo Carducci, anche lui un bambino di nove anni Pavese però, figlio di un ricco imprenditore, è il ragazzino che Michele trova in una fossa scavata nei pressi di una casa abbandonata, con lui insatura una profonda amicizia, lo vuole proteggere, sfida le sue paure pur di salvarlo e rischia la vita. Quando lo trova Filippo è sporco, si scorgono però i suoi capelli biondi, è esile, ridotto in malamente dalla fame e dalle condizioni in cui si trova, è buono, educato e timido. Diffida Michele ma solo per poco, infatti dopo i primi momenti di paura parla con lui della sua vita a Pavia e lo aspetta impaziente giorno dopo giorno.

La trentenne mamma di Michele, Teresa, ha lunghi capelli neri, occhi scuri e grandi, è una bellezza tipica mediterranea. È un punto di riferimento costante per i figli anche se non riesce a farsi troppo rispettare da Michele, che quando non c'è il padre le disubbidisce spesso. Viene coinvolta involontariamente nelle decisioni illegali del marito, per questo diventa angosciosa e sente il peso per il reato commesso.

Il padre di Michele, Pino è un uomo piccolo e magro, è moro con i capelli tirati indietro con la brillantina sempre nervoso, odora di fumo e di acqua di colonia, fa il camionista e stanco della sua situazione economica e della sua vita in Sicilia cerca di guadagnarsi i soldi in modo disonesto nella speranza di intraprendere una vita migliore nel nord Italia. È severo con i suoi figli, anche se scherza spesso con loro, però è molto temuto da loro.

Ci sono inoltre gli amici di Michele, il Teschio il capo della banda, Remo, Salvatore il miglior amico di Michele, Barbara e Maria la sorella e gli altri abitanti di Acqua Traverse, quasi tutti complici del padre di Michele e Sergio, il mandante.

Trama:

Siamo, nell'estate del 1987, ad Acqua Traverse piccola frazione di Lucignano in Sicilia, il caldo torrido ferma la vita nel paese ma non i bambini che fanno, in sella a le loro biciclette, gare da una parte all'altra della campagna. Michele in seguito a una penitenza subita per togliere Barbara da un grande imbarazzo scopre un buco dove trova un bambino sporco e impietrito, forse è morto, mentre riflette è richiamato dai suoi amici, non rivela a nessuno la sua scoperta. La notte ripensa al bambino, vuole sapere se è vero o se è stata tutta una sua immaginazione, quindi il giorno dopo torna al buco,nei pressi di una casa abbandonata, e si rende conto che è tutto vero e che il bambino è ancora vivo. Da lì nasce tra i due una grande amicizia, superate le iniziali diffidenze. Michele, però non sa ancora il perché quel bambino si trovi lì, infatti grazie ad una padella e delle mele lasciate nella casa scopre il coinvolgimento dei suoi genitori. Inizialmente pensa che Filippo sia suo fratello gemello handicappato che rifiutato dai genitori è stato rinchiuso nel buco, in realtà non è così, infatti scopre, durante una riunione notturna in casa sua tra i suoi genitori e alcune persone del posto che Filippo è un bambino Pavese, figlio di un ricco imprenditore che è stato rapito da loro per ricevere un lauto riscatto. Continua ad andare da Filippo portandogli caramelle e cibo fino a quando viene scoperto da Felice, uno dei sequestratori, perché Salvatore, a cui Michele aveva rivelato il suo segreto, rivela la scoperta dell'amico allo stesso Felice. Filippo viene trasferito in un altro luogo e Michele è costretto a promettere al padre che non cercherà più Filippo, altrimenti questo verrà ucciso. Riesce a mantenere la promessa finché si accorge che sta succedendo qualcosa di grave, gli elicotteri dei Carabinieri volano da giorni intorno ad Acqua Traverse. Gli adulti del paese decidono, in una delle loro riunioni notturne di uccidere Filippo, Michele ascolta e corre in soccorso  dell'amico senza esitazione. Riesce a metterlo in salvo e viene ferito da un colpo di pistola alla gamba sparato dal padre, che lo scambia per Filippo.



Tecniche narrative usate e stile usato dal narratore:

il narratore è Michele, che racconta in prima persona le sue esperienze in ordine cronologico rivivendo attimo per attimo le sue azioni. Il modo di scrivere è scorrevole ed è molto facile seguire il racconto.

Significato, contenuti e messaggio dell'opera:

il racconto mette in primo piano l'amicizia tra i due bambini e l'affetto che li lega, ma intorno a questa, in secondo piano, è messo in evidenza il  problema della delinquenza dovuta alla povertà che è ancora attuale, è paratattico.

Commento:

Il romanzo è coinvolgente, essendo attuale nei temi. È molto piacevole la lettura perché il linguaggio è semplice ed essenziale e permette al lettore di leggere con scorrevolezza.



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