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Giobbe - Joseph Roth

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Giobbe - Joseph Roth

Autore: Joseph Roth

Titolo: Giobbe

Anno di pubblicazione: 1930

Trama: Il libro narra della vita di Mendel Singer, che è un povero ebreo. Egli crede di essere l'uomo più sfortunato al mondo perché tutte le cose peggiori succedono a lui. Questo fino a quando alla fine del libro Menuchim il suo figlio malato arriva in America dopo tanti anni, ricco e intelligente. Con Menuchim arriva tutta la fortuna di Mendel.

Analisi dei personaggi principali:

  • Mendel Singer: Mendel singer è un povero ebreo che esercita la semplice professione del maestro. Ha un viso pallido con dei grandi occhi neri e una lunga barba nera. Indossa sempre un berretto nero di reps di seta, il solito caffettano ebraico di media lunghezza che quando cammina batte secco sui gambali degli stivali di cuoio. (pg 9) È un uomo con la coscienza pura che non invidia gli altri. Il suo sonno era senza sogni e la sua anima casta. (pg 10) All'inizio è un uomo comune, uguale a tutti gli altri mentre alla fine gli altri lo considerano l'uomo toccato da Dio. Mendel Singer si evolve durante il libro all'inizio era un uomo devotissimo al Signore (pg 9). Poi bestemmia il signore e lo odia profondamente e alla fine quando torna Menuchim inizia nuovamente a credere nel Signore. Mendel accetta tutto quella che gli accade perché crede gli venga mandato da Dio e perciò nessun mortale può interferire nelle decisione di Dio. Diversamente da sua moglie non cred 545g66f e nei miracoli. Mendel ama molto la sua patria dove generazioni della sua famiglia hanno vissuto. Infatti, in America, continua a rivendicare la terra russa. Mendel è un uomo che si pente delle decisione che prende. Non è che una volta presa una decisione prosegue dritto senza voltarsi; lui si continua a voltare e a domandarsi se non sarebbe stato meglio fare in un altro modo.
  • Deborah: Deborah, come molto frequente fra le donne, è invidiosa degli altri e desidererebbe essere più ricca e star meglio. È una donna che si evolve molto durante il libro. All'inizio è una donna forte che reagisce a tutto e riesce a superare gli ostacoli. È sempre in cerca di una soluzione. Uno dei suoi motti preferiti è "Aiutati che Dio ti aiuterà". (pg 43) Da quando parte per l'America si trasforma in una donna debole che non agisce più. Lo dimostra il fatto che è morta sul colpo alla notizia della morte del figlio. (pg 138-139) Deborah piange sempre. Crede nei miracoli e perciò non smette mai di sperare che Menuchim guarisca improvvisamente. (pg 89)
  • Menuchim: Menuchim è il figlio minore. Lui è quello che sembra aver preso tutte le disgrazie della famiglia perché non sa parlare e non è in grado di camminare per tutta la sua infanzia. (pg 32) Menuchim sopporta tutti gli insulti della gente senza mai reagire, ma anzi continuando a ripetere solamente mamma. (pg 27) Da questo si capisce che è un ragazzo molto magnanimo disposto a perdonare tutti . Anche quando diventa adulto, guarisce e diventa ricco e famoso è andato a cercare tutte le persone che lo avevano deriso e le aiuta. (pg 193)
  • Jonas: Jonas, il fratello maggiore, è molto forte e ha un portamento da duro. Egli ha le guance paffute, folti capelli ricciuti ed è eternamente affamato. (pg 22)Jonas è un ragazzo semplice che ama lasciar le cose come vanno. Per esempio doveva andare a fare il militare e  c'è  andato senza fare tante storie o disertare come suo fratello. (pg 49). È un grande amatore dei cavalli tanto che si trasferisce a vivere a casa di un contadino coi cavalli e all'esercito dormiva nelle stalle coi cavalli. (pg 50 & 123)Lui non vorrebbe essere ebreo ma preferirebbe essere un semplice contadino; non vuole essere diverso. (pg 34-37)
  • Schemarjah: Schemarjah è molto astuto e cammina adagio con le mani sempre in tasca. Ha un profilo aguzzo, occhi limpidi e svegli e braccia sottili. (pg 22) Non vuole diventare soldato ed è felice di essere ebreo. Schemarjah è un ragazzo molto intraprendente. Appena arrivato in America apre subito in un negozio che si ingrandisce sempre più. Una volta arrivato in America si lega sempre più alla sua patria tanto da offrirsi volontario per andare in guerra. (pg 135)
  • Mirjam: Mirjam è l'unica ragazza della famiglia. Lei è molto carina con un viso bruno, una gran bocca rossa, occhi antichi e capelli neri con riflessi bluastri. È una ragazza slanciata e sottile con un ombra balenante che rimane impressa nelle teste degli uomini. Mirjam è una ragazza curiosa e sempre in cerca di nuove esperienze; ama uscire di casa e girare per le viuzze della città. Le piace essere desiderata dagli uomini. (pg 30-31) È una ragazza molto attiva che non vuole diventare come sua mamma brutta, povera e triste ma vorrebbe diventare una "principessina". (pg 92) È una ragazza di facili costumi (pg 91 &142-143).  Avendo già una vena di pazzia nella famiglia essendo sottoposta a tanti sconvolgimenti diventa pazza (pg 142-146).



Luoghi: I libro inizia a Zuchnow in Russia e poi si trasferisce a New York in America. Viene anche citato Kluczysk all'inizio quando Deborah va dal rabbi.

Tempi: Dal libro si intuisce che siamo intorno al 1900 perché parla della prima guerra mondiale (1914-1919) .

Stile: In questo libro si possono notare delle caratteristiche bibliche. Per esempio la ripetizione di informazioni e un linguaggio semplice. Inoltre aveva sempre presente uno sfondo religioso e c'era l'idea che tutto accadeva per volontà del Signore. Il libro consiste principalmente in parti narrative e descrittive. Di dialoghi quasi non ce ne sono. I periodi sono molto brevi con parole accuratamente scelte.  

Punto di vista/Narratore: / (Non bisogna farlo per la prima scheda)

Messaggio: All'inizio pensavo che il messaggio fosse di tipo religioso. Perciò credevo che il messaggio fosse di non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà ma di continuare a reagire che prima o poi Dio ti aiuterà. Dopo averne discusso in classe sono giunta alla conclusione che il messaggio che l'autore vuole trasmettere è sia sulla diaspora che sul miracolo. Vuole trasmettere il messaggio della diaspora perché questo libro mostra chiaramente come un ebreo modifica o dimentica le sue tradizioni trasferendosi dal suo paese natale. Questo è un problema perché se le abitudini ebree vengono continuamente perdute alla fine non rimarrà niente dell'antica cultura ebrea. L'altro messaggio è sul miracolo. L'autore vuole trasmettere l'idea che il miracolo è possibile e che bisogna crederci. Come Deborah non ha mai abbandonato la speranza che Menuchim guarisse. L'autore ci vuole far capire che non dobbiamo abbandonare i nostri desideri, anche se sembrano impossibili, perché, ogni tanto, i miracoli accadono. Credo che abbia trasmesso entrambi i messaggi molto chiaramente e che anche a noi, non molto maturi, siano arrivati chiaramente. Soprattutto il messaggio sul continuare a sperare nel miracolo è molto chiaro.




Commento Personale: Questo libro all'inizio l'ho trovato molto noioso anche perché un libro mi deve ispirare dalla copertina e questo non mi attraeva particolarmente. Soprattutto quando ho iniziato a leggerlo e le prime 50 pagine erano tutte di descrizioni mi sembrava un libro veramente noioso. Mentre, poi leggendolo, mi sono stupita perché l'ho trovato interessante, se non anche carino. Mi è particolarmente piaciuto il personaggio di Mirjam con la sua vivacità e la sua spensieratezza. E perciò le parti che mi sono piaciute di più del libro sono quelle in cui parlavano delle avventure o meglio disavventure di Mirjam. Dall'altra parte ho trovato molto noioso il personaggio di Deborah che non faceva altro che piangere e lamentarsi. Credo che questo libro non sia molto adatto come prima lettura in una IV ginnasio ma lo vedrei meglio o nei prossimi anni scolastici o se deve essere fatto in IV ginnasio comunque più in là nel tempo perché non è una lettura facile e leggera. Credo che l'apprezzeremmo meglio se fossimo più maturi perché sono trattati degli argomenti che noi non possiamo capire a fondo. Ci sono diverse situazioni in cui non sapremmo metterci nei panni del personaggio e perciò sentiamo che magari le reazione del personaggio sono esagerate quando magari è giustissimo che siano così e non ci sentiamo coinvolti. Credo sia uno di quei libri che ogni volta che lo leggi cogli un aspetto a cui prima non avevi dato importanza o avevi tralasciato. In generale ho apprezzato questo libro anche se credo che se lo leggessi tra un paio d'anni mi piacerebbe molto di più.








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Apprezzato: scheda appunto

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